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Due volumi in 8vo di (4)-81 pp. E (4)-294 pp. Brossure editoriali (piccolo strappo e gora). In barbe, a fogli chiusi. - All'inizio del secolo, sotto l'impulso di Louis Riviere, si sviluppò un movimento per la creazione dei Jardins Ouvriers: appezzamenti di terreno, di solito in periferia, in prossimità delle agglomerazioni operaie, destinate alla coltivazione di un orto. L'operaio mantiene così un rapporto con la terra, ha un diversivo produttivo rispetto all'osteria, l'orto aiuta l'alimentazione, l'igiene ne guadagna nel complesso. Le iniziative di questo genere paternalistico ebbero una discreta espansione, in Francia, in Germania, In Belgio, In Olanda, in Svizzera e anche in Italia. Non mancavano i problemi: primo fra tutti la disponibilità delle terre, per le quali il Secondo congresso chiamava alla solidarietà privati e Stato. Jardins ouvriers esistevano ancora un secolo dopo alla periferia di Parigi.
In-8, broché, couverture imprimée, 51 p., auréoles. Édition originale. Examen du projet de loi sur les sociétés de coopération. Le projet de loi est cité dans son intégralité (10 articles). Il est suivi d'un appareil de documents, en particulier l' "Acte pour consolider les lois relatives aux sociétés industrielles et de prévoyance du 7 août 1862". Selon l'exemplaire figurant à la B.M. de Grenoble, l'auteur de cette brochure est d'Auguste Casimir-Perier (1811 - 1876), ministre de l'Intérieur dans le gouvernement d'Adolphe Thiers, ardent partisan de la coopération et auteur de plusieurs ouvrages sur le sujet.
In-8, broché, couverture de papier bleu moderne, tranches mouchetées, 46 p. Edition originale et unique de cet important projet de lutte contre la pauvreté et la mendicité à Strasbourg. Hostile aux grands ateliers de travail - "foyers de dissolution", ainsi qu'aux dépôts de mendicité, Kentzinger entend s'attaquer au problème par la racine en s'employant à "régénérer" les enfants nés dans la pauvreté, en particulier par un réseau d'écoles et d'institutions adaptées. Sur ce projet cf. 'L'Alsace au début du XIXe siècle, SEVPEN, 1959, II, p. 25 et s. L'auteur, François Xavier Antoine de Kentzinger (1759-1832), a été maire de Strasbourg de 1815 à 1830 et avocat. Bon exemplaire.
In 4, pp. 43 + (1b) con ill. e tavv. sinottiche n.t. Intonso. Lievi mancanze al d. Br. ed. Saggio chimico sulle alterazioni del mais, principale causa - secondo l'A. - della pellagra: 'il cereale Zea mais, che fra noi e' la base dell'alimentazione di quasi tutti gli operai campagnuoli [...] dovrebbe essere eziandio uno degli argomenti principali del chimico e dell'igienista, pei loro studi, tanto piu' che e' generale opinione sia desso, se non l'unica, almeno una delle cagioni principali che danno origine alla terribile malattia della pellagra [...] I Chimici italiani, nullameno, non prestarono gran fatto attenzione ad un argomento cosi' importante, e nessuno ebbe il pensiero di volgere le proprie indagini alle alterazioni che subisce ogni qualvolta accada che sia riposto in serbo in condizioni poco favorevoli, ed in istato nel quale le sostanze immediate, che concorrono a formarne la parte alimentare, possono costantemente cangiare di cistituzione molecolare'.
8°, pp.(2) 269 (3), br. edit. con picc. mancanze. Indice: I poveri e gli emigranti; Si vede che le manifatture sottostanno all'agricoltura; Si dimostra che l'agricoltura trascurata è la precipua cagione della comune miseria; Si rassegnano alcune difficoltà relative alla miglior coltura della terra; Si certifica che la mezzadria, tipo del cointeresse, è la chiave dell'ampia produzione; Si vede la sproporzione tra lavoro e mercedi; Vedremo quanto male siano scelti e distribuiti i tributi;Si esaminano gli effetti delle dogane e dei trattati di commercio;Si accennano i danni del dazio di consumo e tassa di macinazione; Si vedono gli effetti funesti de'monopolii del tabacco e del sale; Giuoco del Lotto; Tassa su industrie, stabili e la ricchezza mobile; Si conclude per una conveniente riforma.
2 voll. in 16, pp. 434 + (2b); 428 + (2). Br. rifatte con carta d'epoca. Testo di grande interesse che indaga il rapporto tra lavoro e ozio, gli effetti dell'uno e dell'altro nelle varie regioni italiane e nei paesi all'estero. Argomenti: Confronti fra le diverse regioni d'Italia; Cenno del carattere e dei costumi degli Italiani in generale; Confronti con altre nazioni (India, Cina, Israeliti, Fenici, Greci, Turchi, Egiziani, Mori, Spagna, Olanda, Svizzera, Inghilterra, ecc...); Del pauperismo e della popolazione; Accattoni, oziosi, vagabondi in Inghilterra; Dell'emigrazione; Vagabondi, pellegrini, zingari, indovini, mariuoli, suonatori ambulanti e la tratta dei fanciulli in Italia; Attivita' dell'umanita'. Esposizione di Londra e Parigi; Decadenza italiana, della fortuna e della fatalita'; Della cattiva educazione pubblica e domestica e della patria podesta'; Soverchie facilitazioni ne' metodi educativi; Pericoli dell'opulenza; Del cattolicesimo e della religione in generale; L'ozio padre di tutti i vizi; Punizione dell'ozio e del vagabondaggio; Dei rimedi in generale; Educazione degli uomini e delle donne; Forza della volonta'; Formazione del carattere; Religione e morale, ecc.... Carlo Lozzi (Colle del Tronto, 1829 - Ascoli, 1915) fu giureconsulto, bibliofilo e bibliografo. Catalogo Einaudi, 3536.
In 8, pp. 87 + (1) di errata. Br. rifatta con carta d'epoca. Pubblicazione vincitrice della medaglia d'oro del concorso di studi bandito dall'Accademia dei Tigei di Siena sul seguente tema: 'Ricercare se l'odierna tendenza a sostituire all'opera dell'uomo le macchine ed i potenti motori fisici in tutti i rami d'industria possa imfluir sempre favorevolmente sulla prosperita' di una nazione...'. Rinieri de Rocchi, rifacendosi alle teorie di Romagnosi, ritiene che la vera civilta' consista nello sviluppo della forza degli uomini di pari passo all'evoluzione di un equo regime politico. L'uomo si e' certamente evoluto come dimostrano le migliori condizioni di vita della classe operaia, tuttavia, a fronte di una ricchezza maggiore divisa fra molti, si assiste anche all'aumento della diseguaglianza e al pauperismo, ignoto nelle societa' antiche, diffusosi nelle societa' moderne che si sono sviluppate grazie alla proliferazione meccanico industriale. A seguito di cio', e' accduto che molti criticassero l'introduzione delle macchine e chiedessero di mettere un freno alla loro diffusione. Questa, secondo l'A., e' un'aberrazione dei principi economici, anche perche' e' da rigettarsi la teoria di quanti, come Sismodi, ritengono che la diffusione delle macchine comporti un'eccedenza della produzione.
In 8, pp. 60. Fioriture dovute al tipo di carta. Br. edit. con cornici tipograf. ai piatti. Esemplare con dedica manoscritta al piatto anteriore di Romagnosi a F. A. Mori al quale appartengono con ogni probabilita' le annotazioni manoscritte su un foglietto attaccato al piatto posteriore. Francesco Antonio Mori fu professore di diritto criminale all'Universita' di Pisa. Ed. orig. di questo saggio di Romagnosi che affronta la questione del pauperismo e delle condizioni di lavoro della classe operaia inglese che definisce una 'vera servitu' dell'officina perfettamente simile alla servitu' della gleba'. Romagnosi si oppone a quanti censurano i governi che danno soccorso ai poveri con partcolare riferimento alla cosiddetta 'tassa dei poveri' attiva in Inghilterra che, di fronte all'aumento del pauperismo, approvo' una sorta di beneficenza obbligatoria per via burocratica. Romagnosi critica inoltre le teorie di Malthus che proponeva la proibizione forzata del matrimonio per i poveri poiche' essi si riproducono piu' velocemte dei mezzi di sussistenza.
In 16, pp. 58 + (4b). Qualche alone al p. ant. Br. ed. Saggio in cui l'A. afferma la necessita' di un riordino della legislazione della pubblica beneficenza, non essendo la legge del 3 agosto 1862 piu' in grado di reggere e governare l'amministrazione delle Opere Pie: 'il principio della piu' ampia autonomia delle singole amministrazioni [...] ha fatto si' che il dovizioso retaggio, lasciatoci per alleviare le miserie delle classi povere della popolazione, andasse ripartito e sminuzzato fra un numero eccessivo di piccole instituzioni pie. Per la qual cosa si moltiplicarono all'infinito le spese amministrative, tanto che in tutte le regioni d'Italia esse assorbono, dove piu' e dove poco meno del terzo del reddito del patrimonio dei poveri, con manifesto e gravissimo danno di questi'. L'A. sostiene quindi che gli scopi di una beneficenza razionale si possono conseguire solo tramite la fondazione di grandi istituti attraverso i quali e' possibile giungere ad una semplificazione e razionalizzazione dell'amministrazione e della distribuzione delle risorse'.
In 8, pp. 816. Lievi mancanze ai p. e al d. Br. ed. Corposa opera, un classico degli studi relativi alla storia degli istituti di carita' e sussistenza romani. Fra gli istituti recensiti e descritti si trovano l'archiospedale di S. Spirito in Sassia, quello del SS.mo Salvatore ad Sancta Sanctorum, S. Giacomo in Augusta, e moltissimi altri. Grazie a queste numerose istituzioni 'la Carita' appresta opportuni rimedi all'ignoranza e al vizio che tanto affliggono le umane societa' [...] Notammo che l'istruzione dell'intelletto sola non basta: vi vuole anche l'educazione che formi il cuore. E a lode del vero le nostre pie istituzioni tutte si danno di cio' carico [...] Esse pongono innanzi tutto la cognizione del catechismo, de' doveri e delle pratiche religiose [...] Ben pero' possiamo dire che alcune iniquita', che indicano grande depravazione di cuore e irreligione, o sono affatto sconosciute o rare fra noi. A cagion d'esempio l'infame uso del duello [...] neppur si nomina in Roma. I suicidi, che sono altrove frequentissimi, [...] sono radi in Roma, e quando pure accadono, sono piuttosto di forastieri che di romani. Vedremo ancora che nel numero degli esposti, che sono insieme effetto d'immoralita' e di miseria, noi siamo molto inferiori ad altri popoli, che pur si reputano istruiti e gentili'.
Volume in 8° piccolo legato in mezza pelle, titolo al dorso, sguardie, frontespizio, indice, 188 pp. Dalle fonti più antiche e dai testi esegetici della Compagnia un lungo saggio sulla povertà dovuta della Compagnia di Gesù. Importante testo, con una messe di citazioni bibliche, esegetiche e dai Canoni gesuitici. Raro, in ottimo stato
In-8, demi-veau havane de l'époque, dos à 4 nerfs filetés or, pièce de titre de veau vert, tranches mouchetées , (4), vii, (3), 21, (1), 290 p., (2) f. d'index (rousseurs). Edition originale. Au lendemain de la Révolution de Juillet, Léon Faucher fut nommé par François Guizot, alors ministre de l'Intérieur, inspecteur Général des Prisons, avec pour mission de mettre en place une réforme du régime pénitentiaire. Très hostile à Tocqueville et Gustave de Beaumont, l'ouvrage contient la principale attaque contre le système de Philadelphie et "résume tous les arguments des adversaires du tout-cellulaire" (cf. G. Petit, ‘Ces peines obscures’, p. 235 et passim). Nombreuses pièces justificatives en annexe, statistiques, statuts, rapports, règlements, etc. (Goldsmiths, 30592). Accrocs aux coiffes, qqs épidermures, un mors fendillé.
Grand in-8, demi-percaline violine de l'époque, (4), 664 p., qqs rouss., 2 cartes et un tableau dépliant hors texte. Edition bruxelloise publiée la même année que l'originale parisienne, illustrée de 2 cartes statistiques sur la prostitution en France et dans la région parisienne et d'un tableau statistique. "Parent-Duchatelet est celui qui joua le plus grand rôle dans la recherche de l'unité des conséquences matérielles et morales de l'expansion urbaine et qui eut la plus grande influence sur l'opinion (...). Un grand livre" (L. Chevalier, 'Classes laborieuses', p. 99-100). (Coquelin & Guillaumin, II, 329. M. Perrot, 'Enquête sur la condition ouvrière', p. 61). Reliure. légèrement défraîchie. Bon exemplaire.
In-8, demi-veau rouge de l'époque, dos romantique orné de 4 faux nerfs plats guillochés or, d'un grand décor à froid, de fers au noir, palettes en tête et en pied, titre doré, tranches marbrées, 431 p., rousseurs. Edition originale de cet ouvrage pionnier, l'un des premiers parmi ses contemporains, à remettre en cause la charité comme remède à la misère ouvrière. Duchâtel se penche sur la condition économique des populations ouvrières autrement que sous l'angle de la mendicité, de la délinquance ou de la surpopulation urbaine et constate, sans état d'âme, le rapport d'inégalité fondamental dans lequel se trouve l'ouvrier sur le marché du travail. Comme remède, il propose un malthusianisme conforme à la doctrine de Malthus et non aux interprétations erronées qui ont été tirées de son oeuvre. L'ouvrage eut un grand retentissement. Ministre du Commerce, Duchâtel avait composé cette étude en réponse à un concours de l’Académie des sciences morales et politiques. (Aynard, p. 76 sq. Rigaudias-Weiss, 'Enquêtes ouvrières', p. 252. Granier, 95). Exemplaire bien relié.
2 voll. in 8, pp. XIII + (3) + 504 con tavv. sinott. n.t. e 1 tav. f.t. piu' volte rip.; 550 con tavv. sinott. n.t. Intonsi. Alcune cc. presentano leggere gore marginali. Br. ed. Seconda ed. dello stesso anno della prima pubblicata a Parigi di uno dei piu' importanti e completi trattati sulla storia dell'indigenza considerata nei suoi rapporti con l'economia sociale, la storia e la statistica. L'A. si sofferma sulla nascita delle istituzioni volte a porre un argine al fenomeno in Francia e nelle altre nazioni europee con un'analisi dettagliata delle diverse legislazioni. Gerando mette a frutto la lunga esperienza in qualita' di direttore degli ospizi parigini, delle case per sordomuti, e di altre istituzioni previdenziali. Il suo approccio ai problemi sociali deriva sicuramente dal fatto che egli dedichi i suoi primi studi all'antropologia, pubblica infatti una guida all'osservazione dei popoli selvaggi ed e' considerato come il primo antropologo francese. Con Le visiteur du pauvre, apparso nel 1824, Gerando fa dell'osservazione la condizione stessa dello studio degli indigenti: la 'visita' non ha piu' solo una funzione caritatevole ma una funzione di osservazione. Manca a Kress.
Ensemble de 62 pièces reliées en 4 volumes in-8°, 3 de demi-chagrin vert, dos à nerfs et un de demi-maroquin vert, dos lisse orné d'un décor romantique doré (reliures de l’époque). Précieux recueil de 62 pièces (dont 15 en double), composé en partie de ses propres œuvres, constitué par Charles Lucas pour sa bibliothèque personnelle. Chaque volume est précédé d'un index de sa main. Charles Lucas (1803-1899) est l'homme "qui, sans conteste, pendant le XIXe siècle, a le mieux incarné les ambitions et les ambiguïtés de la réforme pénitentiaire (...) et a fondé la Science des prisons" (J.G. Petit). Il personnifia le libéralisme pénal de la Restauration, jetant les bases d'un système pénitentiaire qui récusait l'emprisonnement perpétuel. Guizot le nomma inspecteur des prisons dès le changement de régime, en 1830. Il demeura trente-cinq ans à ce poste. À partir de 1830, l'engouement pour l'amélioration du système pénitentiaire suscita des centaines d'ouvrages. Charles Lucas se constitua une très riche bibliothèque spécialisée, augmentée des nombreuses brochures que l'inspecteur général des prisons recevait. On trouve ici une importante réunion de 21 plaquettes traitant de la colonie agricole du Val d'Yèvre qu'il avait fondée, en 1841, pour recevoir des jeunes délinquants. Après avoir acheté 140 ha de marais au Val d’Yèvre près de Bourges, Charles Lucas soumit son projet au ministère de l’Intérieur qui ne le retint pas. En 1846, il décida de se lancer personnellement dans "l’aventure". La construction coûta 450.000 francs et l’Etat alloua 80 centimes par jour et par colon qui furent transférés de la prison de Fontevraud dès 1847 : 100 en 1850 puis 400 en 1860. En 1865, Charles Lucas devenu aveugle fut remplacé par son fils docteur en droit. En 1872, la colonie fut louée, puis acquise par l’Etat et "nationalisée". La loi de 1912 sur les tribunaux pour enfants entraîna une réduction progressive des effectifs jusqu’en 1924 pour le Val d’Yèvre ferma définitivement.
In-8, demi-veau glacé de l'époque, dos à faux nerfs soulignés de filets à froid, pièces de titre de maroquin rouge et vert, (2) f., xi, 492 p., auréoles et rousseurs soutenues. Édition originale. Historique de la législation - Examen détaillé des diverses institutions de prévoyance, d'assistance et de secours - Le paupérisme, ses causes et ses remèdes. L'auteur qui était préfet de la Nièvre, avait transformé son département en laboratoire de ses idées. Il défendait l'assistance publique contre les partisans de la charité privée. Sur Magnitot et son œuvre, cf. A. Thuillier, 'Économie et société nivernaise', p. 237-255). (Manque à Granier et à N. Dada. Say & Chailley, I, 83). ((C43 : Harmoniser cette fiche avec l'autre ouvrage du même auteur))
Manifesto (cm. 30,5 x 39). Stemma e capolettera fig. xilog. Piega nel mezzo. Alcune mancanze ai margg. sup. e inf. della c. Ordinanza con cui si vieta a qualunque cittadino di insultare od oltraggiare le Guardie degli Ospedali di Carita' quando queste vanno alla ricerca dei mendicanti e questuanti, tanto meno di dar loro 'impedimento nel loro Uffizio ne' di togliergli dalle mani con forza, o con minacce, ne' di contribuire in qualunque altro modo alla fuga di detti questuanti'. Allo stesso modo i locandieri e i proprietari di case non potranno impedire alle guardie l'accesso alle abitazioni durante la caccia ai mendicanti stessi.
In 4, pp. (2) + (2b). Stemma e capolettera figurato xilogr. alla prima p. Ordinanza con cui si stabilisce la possibilita' di alienare fondi 'per lo piu' di poco valore' il cui ricavato sara' destinato alla Congregazione primaria generalissima di carita' di Torino.
Editions Quart Monde, 2004. In-8 broché, couverture à rabats de 48 pages. Bon état
Quaderno manoscritto in 8 grande, vergato con chiara grafia al recto e al verso, di 8 cc. (16 pp.) comprendente anche un fascicolo di Estratto delle primiere costituzioni degl'orfani per l'ordinaria pratica in case, anch'esso manoscritto, di 9 cc., con il regolamento dell'orfanotrofio di Ravenna in nove punti. I fanciulli ammessi devono essere di preferenza orfani di padre e madre, senza parenti che li possano mantenere, con un attestato che certifichi la sana e robusta costituzione. All'eta' di diciotto anni devono essere congedati: 'e' preciso dovere d'ogni orfano l'ubbidire e rispettare i superiori ed il ricevere con rassegnazione e umilta' le ammonizioni, ed i castighi [...] Guai a quegli orfani che ardiscono con parole, con atti, gesti, mancare al rispetto e alla subordinazione dovuta ai loro superiori. Guai a quelli che dovessero rifiutarsi di ricevere le punizioni, i castighi'. Se l'orfano dovesse rifiutare la punizione, gliene sara' inferta' una ancora piu' grave e potra' persino essere cacciato dall'orfanotrofio e sottoposto 'alle misure terribili che la legge prescrive in propositi di discoli, vagabondi, oziosi, disutili'. E' poi descritto il modo in cui deve svolgersi la giornata dell'orfano con l'uscita mattutina per recarsi al lavoro nella bottega in cui e' impegnato: qui 'ubbidira' al rispettivo superiore, e padrone di bottega, onde procacciarsi il suo amore, ed impegnarlo maggiormente ad insegnargli con carita' quell'impiego od arte a cui si applica'. Non potra' trattenere per se' la paga che gli spetta ma consgnarla nelle mani del rettore dell'orfanotrofio.
In 8, pp. 113 + (1b) + (1) + (1b) con tavv. sinottiche n.t. Br. ed. Fa parte della 'Biblioteca della Rivista Pellagrologica Italiana' [vol. I]. Studio medico sulla pellagra fatto a partire dalle analisi delle urine del malato. L'A. esclude che sia la dieta basata soprattutto sul granoturco a causare la malattia: 'si capisce che ha gli inconvenienti di ogni dieta vegetale, cioe' gli albuminoidi meno assimilabili, l'eccessivo volume e l'esuberanza dei carbodrati; puo' quindi preparare l'organismo specie in certi individui predisposti all'intossicazione maidica, ma per se stessa non sara' mai causa di pellagra'. Oltretutto il pellagroso 'clinicamente non puo' essere paragonato che ad un caleidoscopio; si puo' affermare senza esagerazione, che ogni individuo intossicato presenta una sindrome fenomenica sua propria'.
In 8, pp. 39 + (1). Intonso. Br. ed. dec. Considerazioni relative alle cause e alla diffusione della pellagra nel Polesine. Scrive l'A.: 'la costituzione corporea degli abitanti del Polesine e' generalmente robusta [...]. Ne' paesi pero' inferiormente situati, in cui giacciono per molta parte dell'anno le morte acque stagnanti [...] s'incontrano individui di temperatura infelice, ne' quali lo sviluppo degli organi e de' sistemi si e' fatto tardissimo, ovvero non giunse al pieno complemento'. L'ininterrotto consumo di farina di mais, la mancanza di alimenti azotati, la fatica nei lavori campestri, l'abuso di alcool sono cause che contribuiscono a determinare l'insorgenza della malattia.
In 16, cm 10 x 15,5, pp. XVI + 168. Cartonatura moderna. Edizione originale e unica di questo studio di questo erudito modenese. Considerazioni su cosa sia la poverta' e la mendicita'; Sforzi dei laici e sacerdoti per mettere ordine nel fatto dei poveri; condizione del corrente secolo; Argomenti posti per muovergli a soccorso della poverta'...solo la cattolica religione opera ogni bene; alcune regole a riguardo de' poveri e de' ricchi nell'uso della beneficenza; alcuni mezzi da prevenire la poverta'; intorno al luogo e alla materia de' sovvenimenti; Istituzione di una Compagnia della carita' ecc.
Grand in-8, demi-veau à long grain violine de l'époque, dos à nerfs, titre doré, étiquette en pied, 480 p., cachet. Nombreuses et importantes contributions sur la santé publique et la lutte contre les maladies endémiques dans les colonies françaises, illustrées de statistiques. Divisé en trois sections : Médecine - Hygiène - Assistance médicale- Prévoyance sociale. Président du Congrès : Le docteur Paul Gouzien, médecin inspecteur général des troupes coloniales et président du Conseil supérieur de Santé des colonies. Importante source de documentation sur la santé publique dans les colonies avant la deuxième guerre mondiale.