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190422827dio.O., Gladbach, 4., verbesserte und ergänzte Auflage, 18.-22. Tausend, 1904. Broschur, etwas gr. DinA 5, 209+55+19 Seiten, Bibliotheksexemplar: Einband mit starken Gebrauchsspuren, stark fleckig und gebräunt, stark berieben und bestoßen, Knickspuren, Rücken stark gedunkelt und mit kleinem Schild beklebt, an den Enden mit Fehlstellen, Buchblock mit durchsichtigem Klebestreifen laienhaft am Innendeckel angeklebt, zwei Stempelabdrücke auf dem Titelblatt, ExLibris auf der Einbandinnenseite, Schnitt (stark) und Seiten papierbedingt gebräunt, Seiten eckbestoßen, eine Seite im Inhaltsverzeichnis mit Loch-Beschädigung, ohne Textverlust, schlecht ! erhalten / schlechter ! Zustand
1962106118München und Wien: Verlag Albert Langen Georg Müller, 1962. 21,5 cm ; Leinen
190121025diLeipzig / Berlin, Teubner, 1901. Kaliko, mit Deckelprägung, ca. DinA 5, 295 Seiten, Einband mit Gebrauchsspuren, fleckig, gebräunt, berieben und bestoßen, Schnitt stark gebräunt und etwas fleckig, Seiten papierbedingt gebräunt, insgesamt noch ordentlicher Zustand
199730965ABFfm., Societäts-Verl., 1997. 239 S. mit s/w-Abb., original Pappband mit illustr. original Schutzumschlag, schönes, textsauberes Exemplar (Ffm-K5/L - A)
ill., br.
br. Nel XX secolo c'è stato un grande momento filosofico francese-, poco meno di cinquant'anni che vanno da "L'essere e il nulla" (1943) di Sartre fino a "Che cos'è la filosofia?" (1991) di Gilles Deleuze e Felix Guattari. In mezzo una serie di nomi -Bachelard, Merleau-Ponty, Lévi-Strauss, Althusser, Foucault, Derrida, Lacan - e dei progetti filosofici molto diversi tra di loro che tuttavia hanno condiviso una sensibilità comune. Più che dei filosofi sono stati un gruppo di avventurieri del concetto che hanno rivoluzionato la scrittura filosofica; che sono stati protagonisti della scena politica; che hanno tirato fuori la filosofia dall'accademia per mischiarla alle espressioni più contemporanee della modernità (cinema, sessualità, società). Una manciata d'anni in cui la filosofia è stata attraversata da un desiderio che la vita e il concetto non fossero più separati l'una dall'altro.
ill., br. Fede, ragione, umanesimo, spiritualità, coppie di concetti, di valori che hanno tracciato strade divergenti nella storia della Chiesa cristiana e della cultura laica. Soprattutto per impulso di Papa Francesco, il tempo di questa incomprensione sembra finalmente terminato. La Chiesa del Papa della gente torna a parlare di sentimento, ma anche di razionale confronto con la società e con la storia. Questo libro getta un ponte per il confronto più delicato, ma più proficuo. Un documento possibile per una nuova alleanza che abbia come obiettivo l'uomo. Un inizio di dialogo senza sconti da parte del razionalismo libero e maturo della cultura muratoria, ma anche senza preclusioni.
br. All'inizio degli anni '40, nella Parigi occupata dalle milizie naziste, due intellettuali di origine rumena, Emil Cioran e Benjamin Fondane, entrambi influenzati dal filosofo russo Lev Sestov, stringono un rapporto di intensa amicizia. Il sodalizio, però, sarà di breve durata: nel marzo del 1944. infatti, l'"ebreo errante" Fondane, arrestato dalla polizia del regime collaborazionista di Vichy, verrà prima internato a Drancy, poi deportato ad Auschwitz, dove troverà la morte tra il 2 e il 3 ottobre dello stesso anno. Cioran, che inutilmente aveva tentato di sottrarre l'amico all'arresto, e alla tragica fine che lo avrebbe atteso, omaggerà Fondane con un toccante ritratto, pubblicato sulla rivista "Non Lieu" (1978) e successivamente negli Exercices d'admiration (1986). Le interviste raccolte nel presente volume, incentrate sulla figura e l'opera di Benjamin Fondane, integrano tale contributo, restituendo l'immagine di un uomo di grande spessore morale, e di un autore di primissimo piano sulla scena culturale europea del primo Novecento.
br. All'inizio degli anni '40, nella Parigi occupata dalle milizie naziste, due intellettuali di origine rumena, Emil Cioran e Benjamin Fondane, entrambi influenzati dal filosofo russo Lev Sestov, stringono un rapporto di intensa amicizia. Il sodalizio, però, sarà di breve durata: nel marzo del 1944. infatti, l'"ebreo errante" Fondane, arrestato dalla polizia del regime collaborazionista di Vichy, verrà prima internato a Drancy, poi deportato ad Auschwitz, dove troverà la morte tra il 2 e il 3 ottobre dello stesso anno. Cioran, che inutilmente aveva tentato di sottrarre l'amico all'arresto, e alla tragica fine che lo avrebbe atteso, omaggerà Fondane con un toccante ritratto, pubblicato sulla rivista "Non Lieu" (1978) e successivamente negli Exercices d'admiration (1986). Le interviste raccolte nel presente volume, incentrate sulla figura e l'opera di Benjamin Fondane, integrano tale contributo, restituendo l'immagine di un uomo di grande spessore morale, e di un autore di primissimo piano sulla scena culturale europea del primo Novecento.
br. Tutti i fatti, i personaggi, le istituzioni e le dottrine politiche; cronologia delle date da ricordare; spiegazioni chiare, essenziali e strutturate per punti; box con etimologia e significato dei termini specialistici; test di verifica alla fine di ogni capitolo.
br. Tutti i fatti, i personaggi, le istituzioni e le dottrine politiche; cronologia delle date da ricordare; spiegazioni chiare, essenziali e strutturate per punti; box con etimologia e significato dei termini specialistici; test di verifica alla fine di ogni capitolo.
br. Autori, scuole, correnti e movimenti; concetti, tematiche e sistemi di pensiero; box con vita e opere di tutti i principali filosofi; spiegazioni chiare, essenziali e strutturate per punti.
br. Autori, scuole, correnti e movimenti; concetti, tematiche e sistemi di pensiero; box con vita e opere di tutti i principali filosofi; spiegazioni chiare, essenziali e strutturate per punti.
br. "L'antropocentrismo, da cui la tecnica è nata e in cui si è sviluppata, non è più il luogo in cui si possono decidere i destini dell'uomo, perché da questo luogo la tecnica già da tempo s'è congedata e, con questo congedo, anche l'uomo è diventato materiale della tecnica.".
br. Il 28 settembre 1958 Karl Jaspers viene insignito del Premio per la pace dei Librai tedeschi. A pronunciare il suo pubblico encomio è Hannah Arendt. Nel discorso di accettazione Jaspers, ispirandosi agli scritti politici di Kant, delinea, nel contesto della Guerra fredda e della minaccia atomica, un progetto per la pace di cui la libertà è condizione di partenza. Al contempo, individuando nella menzogna in politica il più grande pericolo per la Germania del dopoguerra, egli indica nell'esperienza della verità il fondamento di una rinnovata vita pubblica. Per Hannah Arendt la laudatio è lo spunto per riflettere sul modo con cui il discorso espone il chi di ciascuno alla sfera pubblica, sottolineando così la rilevanza del pensiero come lucida resistenza all'inumano. Additando Jaspers ad esempio, Arendt allude ad un modo attivo di essere presenti al proprio tempo, rischiando di agire pubblicamente e assieme rischiarando quell'elemento personale sfuggente eppure manifesto che è l'humanitas.
br. "Gli uomini sono ospiti del pianeta, al pari di innumerevoli altre forme di vita, ma si sono arrogati il diritto di considerarsi speciali e al di sopra, dominatori onnipotenti e signori." (Carlo Sini)
br. Da sempre accusata di verbosa inutilità, come la nottola di Minerva o un passionale Epimeteo, la filosofia rischia sempre di arrivare in ritardo sulla realtà. Amico e allievo di Deleuze e Guattari, Bernard Stiegler è una figura ancora poco nota in Italia. Questo suo breve e intenso libro ci mette a contatto con l'atto più profondo del filosofare. Si tratta, allo stesso tempo, di un'origine e di un azzardo. L'impatto della meraviglia che si trasforma in comprensione agita della realtà. Capire e agire non stanno più al tempo pigro di Epimeteo, Stiegler riconcilia le due dimensioni in una nuova pratica filosofica che non rinuncia alla passione e fa accedere a quel che fa girare il mondo. L'amore nelle sue infinite forme di emozione e riflessione.
In-4 p., tela editoriale, sovracoperta, pp. 223. Con 113 tavole a colori e 84 disegni a due toni nel testo. In buono stato (good copy).
br. Le testimonianze da parte dei presidenti delle associazioni delle vittime delle stragi di piazza Fontana, piazza della Loggia, Stazione di Bologna... gli interventi delle figlie di Pino Pinelli, il ferroviere anarchico, "volato" giù dalla Questura di Milano, Vittorio Agnoletto, Saverio Ferrari e molti altri per non dimenticare cos'è stata la "strategia della tensione" che ha cercato di sovvertire la Democrazia nel nostro Paese.
br. L'opera contiene due conferenze tenute da Whitehead all'Università di Chicago nel 1933. In quest'epoca egli aveva già elaborato compiutamente la sua concezione filosofica e aveva già pubblicato le sue opere più importanti. Così nel presente scritto ci da un rapido schizzo dell'intero sistema, riassumendo nella prima parte la sua critica del materialismo e nella seconda le sue vedute positive. L'argomento è trattato in forma quasi divulgativa, in modo che la trattazione può costituire una facile introduzione alle opere maggiori di Whitehead, che sono molto più oscure e difficili. Naturalmente non ci si può attendere qui un'esposizione adeguata del pensiero dell'autore: alcuni aspetti della sua filosofia vengono omessi; e importanti dottrine il cui sviluppo occupa altrove interi volumi vengono qui indicate in poche righe. Una conoscenza meno inadeguata richiederebbe la lettura di alcune almeno tra le opere fondamentali: lo studioso potrebbe ad esempio cominciare con "Il concetto della natura" e "La scienza e il mondo moderno" (entrambe tradotte in italiano) per passare quindi a "Process and reality" che resta l'opera capitale dell'autore.
n-8, brossura, sovracoperta, pp. IV,475, con illustrazioni e facsimili, in bianco e nero nel testo. In buono stato (good copy).
br. «In una lettera a Vanni Scheiwiller, Antonio Pizzuto parla di me come di un enfant prodige e, in un'altra a Laura Barile, come di un "genio" che avrebbe "nel piglio, nell'aspetto, qualcosa di napoleonico". Allo scopo sia di superare l'imbarazzo conseguente, sia di tacitare i sensi di colpa che l'intera vicenda dei nostri rapporti comporta, sarà bene che racconti la storia che segue.» Inizia così questo diario epistolare tra Accame e Pizzuto. Difficile ripercorrere le storie degli uomini basandosi solo su alcuni frammenti, ma è quello che fa Felice Accame. La vita è la sua e i frammenti sono delle lettere, che l'Autore ha scambiato negli anni con lo scrittore Antonio Pizzuto. È l'inizio di un'amicizia, nata sotto l'egida dell'editore Lerici, che pubblica a distanza di poco un nuovo libro di Pizzuto e il primo di Accame. E questo lo spunto che serve a Pizzuto per offrire l'opportunità ad Accame di lavorare insieme a un progetto che, tuttavia, sarà destinato a non realizzarsi nell'alternanza di più urgenti pegni morali e degli immancabili sensi di colpa.
In-16 gr., cartonato editoriale, sovracoperta (piccoli strappi), pp. 231,(1). Prima edizione. In buono stato.
br. Per duemila anni l'Italia ha portato in sé un'idea universale, capace di riunire il mondo, [...] frutto della vita del mondo: da principio quella romana antica, poi la papale. I popoli cresciuti e scomparsi in questi due millenni e mezzo in Italia comprendevano che erano i portatori di un'idea universale, e quando non lo comprendevano, [...] lo sentivano e lo presentivano. [...] La scienza, l'arte, tutto si rivestiva e penetrava di questo significato mondiale. Ammettiamo pure che quest'idea mondiale, alla fine, si era logorata, stremata ed esaurita, ma che cosa è venuto al suo posto, per che cosa possiamo congratularci con l'Italia, che cosa ha ottenuto di meglio dopo la diplomazia del Conte di Cavour? È sorto un piccolo regno di second'ordine, che ha perduto qualsiasi pretesa di valore mondiale, [...] un regno soddisfatto della sua unità, che non significa letteralmente nulla, un'unità meccanica e non spirituale e per di più pieno di debiti non pagati e soprattutto soddisfatto del suo essere un regno di second'ordine. Ecco quel che ne è derivato, ecco la creazione del Conte di Cavour." (Fëdor Dostoèvskij)
br. Se nell'individualismo si insiste a vedere la resa al basso istinto dell'egoismo, il relativismo e il nichilismo sarebbero addirittura il cancro dell'Occidente. Le accuse, dunque, sono delle più gravi. Ma sono esse anche sostenibili e ben fondate? Individualismo si oppone ad altruismo o piuttosto al collettivismo? E non è nei gorghi della teoria e della pratica del collettivismo che vennero e vengono travolte libertà, dignità e responsabilità delle singole persone? Se, poi, con relativismo si intende la constatazione empirica di un pluralismo di concezioni etiche che sfidano la nostra libertà e la nostra responsabilità, questo relativismo è la fisiologia o la patologia dell'Occidente? Su questi interrogativi vertono le considerazioni dell'autore.