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In-8, cartonato editoriale, sovracoperta, pp. 531, con numerose illustrazioni in bianco e nero fuori testo. In buono stato (good copy).
In-8, cartonato editoriale, sovracoperta, pp. 503. Prima edizione italiana. In buono stato (good copy).
br. 11 aprile 1864, porto di Southampton. Accolto da migliaia di persone sbarca Giuseppe Garibaldi. Dopo aver attraversato in trionfo il sud dell'Inghilterra, alla sua prima apparizione pubblica a Trafalgar Square ci sono, secondo cauti calcoli, mezzo milione di londinesi a fargli festa. Un'ammirazione incondizionata rivolta al protagonista dell'impresa dei Mille, la stessa riservatagli da Herzen che all'inizio del suo libro scrive: "Il giorno consacrato a Shakespeare si è trasformato in un giorno consacrato a Garibaldi". Il 23 aprile 1864, a 300 anni dalla nascita del commediografo, l'attenzione della gente va soprattutto alla visita dell'italiano, "l'unica grande figura popolare - secondo Herzen - del nostro secolo dal 1848 in qua", un personaggio che risulta fondamentalmente scomodo per il potere costituito, ma viene idolatrato dal popolo. Un uomo che, a detta dell'intellettuale russo, è soprattutto un uomo d'azione che, rifuggendo dagli intricati giochi politici, parla e si appella direttamente al popolo, ed è oggetto di questo glorioso racconto.
br. Chi è Filippo Tommaso Marinetti? Politico non di professione, agitatore, talentuoso sloganista. Leader di una corrente culturale che offrirà il meglio di sé con la pittura. Darà il "la" a una serie infinita di dibattiti, esclusivamente col titolo delle opere: "Uccidiamo il chiaro di luna", "Guerra sola igiene del mondo", "Come si seducono le donne". Il contenuto sarà noto a un numero esiguo di studiosi. Con gli undici punti del "Manifesto del futurismo" inaugura una corrente artistica. Vuol svecchiare arte e cultura, "macchinizzando lo spirito", adattando ritmi e ritualità al motore di un aeroplano o automobile (sostantivo maschile).
br. Nel 1887, William James, all'epoca professore di psicologia e filosofia alla Harvard University, pubblica sulla rivista "The Popular Science Monthly" un articolo interamente dedicato alle leggi dell'abitudine. Il tema dell'abitudine godeva al tempo di un interesse di tutta eccezione, ponendosi periodicamente al centro dei dibattiti filosofici, psicologici e medico-scientifici. L'abitudine rappresentava, infatti, una dinamica dalle molte facce e applicazioni. Oggetto di attenzione da parte della fisiologia, interessata alle sue applicazioni corporee e organiche, della filosofia - che ne faceva una legge di spiegazione dei rapporti del fisico e dello psichico - e della psicologia, l'abitudine incarnava una speciale forma di apprendimento ad amplissimo spettro. Vi è, allora, un'interessante corrispondenza tra la natura multiforme dell'abitudine e l'impostazione della teoria jamesiana, la quale andava approfondendo la complessa relazione tra processi cerebrali e risposte comportamentali.
ill., br. I paradossi sofferti e sorprendenti dell'animo umano e i fragili labirinti della psiche infantile nelle lettere in cui Franz Kafka analizza il comportamento dell'"animale-famiglia", si districa dall'intrico del proprio fidanzamento e demolisce, commosso, la figura paterna. Il più straniarne narratore del Novecento si rivela un arguto e lucidissimo pedagogo.
In-8 gr., cartonato editoriale, sovracoperta, pp. 259, con numerosissime illustrazioni fotografiche in bianco e nero e a colori a piena pagina nel testo. In buono stato (good copy).
In-4 gr., cartonato editoriale, sovracoperta, pp. 277, interamente illustrato a colori e in bianco e nero. Sono opere che vanno dal cubismo all'astrattismo, alle esperienze informali e spaziali, custodite in musei o collezioni milanesi. In ottimo stato. .
ill., br. La monografia riguarda un tema internazionale finora poco trattato e ancor più attuale nella ricorrenza dei 150 anni di Firenze Capitale. Documentazione grafica inedita o sconosciuta.
In-16 gr., brossura, pp. 367. Prima edizione. In ottimo stato (nice copy).
br. "Il Dio del Mill non è un «principio del mondo»; ma è un essere completamente inserito nel mondo, come vi sono inseriti tutti gli altri esseri. L'ipoteticità della sua esistenza significa però che alcuni filosofi possono ammetterlo, altri non ammetterlo; non significa però che, se lo si ammette, si possa attribuirgli un'esistenza al di fuori del mondo. La lotta tra bene e male non è, per il Mill, una lotta fra due principi trascendenti; è semplicemente la lotta degli esseri intelligenti e buoni che vivono nel mondo per imporre al corso dei fenomeni un genere di sviluppo invece che un altro. Non manichesimo dunque, ma illuminismo." (dall'Introduzione di Ludovico Geymonat)
In-8 p., cartonato editoriale, sovracoperta (piccole mancanze), pp. (4),252,(2). Prima edizione italiana. Ben conservato.
In-8 p., brossura, pp. (8),213,(3). In Appendice "Appunti bibliografici". Intonso. In buono stato (good copy).
br. Che spazio può esserci per la gratuità se a prevalere oggi è l'ethos dell'efficienza? La strada che Nancy ci invita a percorrere consiste nell'andare alla radice di ciò che si deve intendere per "riconoscimento del debito". Un inedito di Nancy che riflette sul concetto di dono, di libertà e sul legame mai scontato che si instaura tra debitore e creditore.
br. Invitato a Tokyo a riflettere sul disastro nucleare di Fukushima, il filosofo francese Jean-Luc Nancy riflette sull'interconnessione profonda che lega ormai un cataclisma naturale come lo tsunami che ha sconvolto la costa giapponese nel 2011, e le catastrofi tecnologiche, economiche, ecologiche che pervadono il nostro immaginario quotidiano. Nell'età moderna, per Nancy, all'"universo infinito" ha risposto "l'uomo che supera infinitamente l'uomo" di Pascal. Il richiamo del filosofo francese è a un cambio di configurazioni umane, naturali, cosmogoniche, qui ed ora, dato che la nostra civilizzazione sembra attribuire valore solo ad un plus del futuro, che segue ¡1 tempo degli investimenti e dei ricavi: il plus di un futuro che non lascia spazio alla concretezza e all'esperienza radicale del presente. Che cosa vuol dire, scrive Jean-Luc Nancy, "pensare" in questa condizione che è la nostra?
br. "... le verità sono illusioni di cui si è dimenticata la natura illusoria, sono metafore che si sono logorate e hanno perduto ogni forza sensibile, sono monete la cui immagine si è consumata e che vengono prese in considerazione soltanto come metallo, non più come monete." (Friedrich Nietzsche) Con un saggio di Benedetta Zavatta.
br. Sedici punti annotati su un taccuino engadinese: il profilo di un fenomeno su cui il mondo continua a interrogarsi.
br. Apparso per la prima volta nel 1997 sulle pagine del "New Yorker", questo impetuoso, lucidissimo saggio di Cynthia Ozick strappa il velo di dissimulazione e retorica che negli anni ha ovattato e mistificato la limpida voce di Anne Frank e del suo Diario. Troppo spesso e troppo a lungo oggetto di interpretazioni semplificate e fuorvianti, di appropriazioni indebite, tradimenti e comode "santificazioni", il Diario è servito da lasciapassare per un'amnesia collettiva - storica e culturale - sulle cause e le circostanze della morte della sua autrice e di milioni di altre vittime dell'Olocausto. La depravazione e la ferocia dei nazisti, il male che ha consumato la protagonista, sono stati attenuati e sorpassati nel tempo dal solo battere della critica, dell'editoria, dei lettori e persino del padre - Otto Frank - sul tema della bontà e della forza umana, utilizzando strumentalmente la voce di Anne per costruire un discorso sul passato tanto rassicurante quanto sterile. Cynthia Ozick, ripercorrendo con il ritmo e la forza che le sono propri, le vicissitudini storiche, editoriali e teatrali del libro universalmente considerato il simbolo della Shoah, ci mette in guardia dalle conseguenze di questa tendenza: ammorbidire la Storia, nel tentativo di renderla più sopportabile, equivale a tradirla; tradirla equivale a negare - in una discesa inarrestabile verso il buio della ragione - ciò che è stato, gettando le basi perché possa avvenire ancora.
br. «Anch'io, come s'è espresso - col tramite di Corrado Avolio - nel suo incipit Enzo Papa (amico di lunga gittata), desidero aprire il mio cenno introduttivo su peso e suono di una pertinente parola. In siciliano, forse a Bronte con maggiore incisività, il termine "minuzzagghi" possiede un preciso significato: sta a indicare l'insieme di cose minute, di frantumi, tritumi, scaglie resesi ormai inutilizzabili. Saranno pure inutili, anche se per Aldo Palazzeschi, nella celebre poesia "Lasciatemi divertire", dichiara con trasporto fanciullesco che «Non è vero che non voglion dire», ma «vogliono dire qualcosa»; e qui, lungo l'asse asimmetrico dei tre sgambetti agitati da Enzo Papa tra le gambe di Sciascia, non è certo (o non soltanto) un lasciarsi cullare dall'estroversa e accattivante papiniana fantasia propria del pleomorfismo creativo di Palazzeschi, piuttosto è un calarsi nell'affermazione esplicita sul diritto all'arte (e l'arte della critica non è da meno)». (Dalla premessa di Aldo Gerbino)
In-8, brossura, pagine XVII,(3),134,(4). Settima edizione. Pagine leggermente ingiallite per la qualità della carta, peraltro in buono stato (good copy).
ill., br. Uno schizzo a china su un foglio ripiegato emerge durante la ristrutturazione di un bar della provincia di Bari; rappresenta una figura umana e reca una sigla «f», una data, un appunto scarabocchiato. Da questi elementi l'autore dà vita a un'indagine appassionante: secondo lui il tratto, i motivi decorativi, lo stile inconfondibile sono tali da far fortemente sospettare un'attribuzione al celebre artista futurista Fortunato Depero. Si tratta però di ricostruire, sulla base di dati lacunosi, se Depero potesse trovarsi quell'anno in quel luogo. Al di là della paternità dell'Omino di Giovinazzo, sicuro è il raggiungimento di un intento compatibile con il suo contesto culturale: il disegno campeggia oggi come logo sui tovagliolini del Gran Bar Pugliese, certo posati accanto a una futuristica bottiglietta di Campari Soda.
ill., br. Le lettere inedite, i documenti poetici più toccanti dell'uomo che fece dell'alterità la sua cifra stilistica. Un viaggio tra i flutti dell'animo di Fernando Pessoa, la traccia più veritiera dell'autore "fingitore" per eccellenza, un percorso letterario ed esistenziale alla scoperta dell'altro che è in noi.
In-8, cartonato editoriale, sovracoperta, pp. VII,157. Prima edizione. In buono stato (good copy).