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1990104800Con un intervento di Stefano Agosti e alcune osservazioni dell'Autore. Mondadori, Milano, 1990. In-8 p., brossura editoriale, pp. 52. Ben conservato.
1988104801Mondadori, Milano, 1988. In-8 p., brossura editoriale, pp. 91,(5). Prima edizione. Ben conservato.
1987104799Mondadori, Milano, 1987. In-8 p., brossura editoriale, pp. 101. Prima edizione. Ben conservato, con dedica autografa dell'A.
1982152918Roman. A. Michel, Paris, 1982. In-8 p., brossura editoriale, pp. 434. Prima edizione. Tiratura limitata di 100 esemplari numerati. Il ns., 50, appartiene alla tiratura di 60 sur vélin cuve pur fil de Rives. In ottimo stato.
1991104804Guanda, Parma, 1991. In-8 p., brossura editoriale, pp. 92. Prima edizione. Ben conservato, con dedica autografa dell'A.
1997104811Con sette incisioni di Attilio Steffanoni. Libri Scheiwiller, Milano, 1997. In-16 p., brossura editoriale con alette, pp. 43, con illustrazioni in bianco e nero nel testo. Prima edizione. Ben conservato.
1994104094Una storia in versi. Book Editore, Castel Maggiore, 1994. In-8 p., brossura editoriale, sovracoperta, pp. 92,(4). Prima edizione. Dedica autografa dell'A. all'occhietto. Ben conservato.
1998104805Poesie ritrovate, un dramma-lampo e traduzioni. Marcos y Marcos, Milano, 1998. In-16 gr., brossura figurata a colori, pp. 172. Prima edizione. Ben conservato, con dedica autografa dell'A.
1979104822English translation by Diana Wormuth. Preface by Stefano Agosti. Italica, Stockholm / Roma, 1979. In-8 p., brossura editoriale, sovracoperta, pp. 95,(7). Testo originale a fronte. Ben conservato, con dedica autografa dell'A.
1996104309Mondadori, Milano, 1996. In-8 p., brossura editoriale, pp. 59,(5). Prima edizione. Ben conservato.
191764857(Wien, Offizinen Berger und Chwala für die Wiener Werkstätte, 1908 [Leipzig, Kurt Wolff Verlag, 1917]). Qu.-4°. 10 nn. Bll. mit 10 (davon 8 ganzs. farb.) Orig.-Lithographien. OLwd. m. Fadenheftung u. mont. lithogr. Deckelillustration.
Mm. 24,2 x 318, insolita rilegatura editoriale in cartonato (lievi aloni) con ai piatti due bulloni metallici; il libro è composto di 117 fogli (di cui uno doppio, inclusi quelli non impressi), per un totale di 234 pagine + 2 fogli di risguardo + 4 veline bianche (una porta a stampa: “Mucca in montagna”). Titolo al frontespizio stampato in blu e arancione; alcuni fogli sono in cartone o cartoncino colorato. Il libro è illustrato da numerosissimi disegni e bozzetti al tratto, da alcune bicromie, da riproduzioni fotografiche di cui 2 a colori; tra le foto: un ritratto dell’Autore, uno dell’editore Fedele Azari, una di Azari con Depero; e con composizioni parolibere. Copertina e grafica dell’Autore. Tiratura di 1000 esemplari. Fu realizzata anche un’edizione speciale con copertina metallica, destinata ad importanti personalità tra cui Marinetti e Mussolini. Cfr. Salaris “Storia del Futurismo”, p. 178: “Sponsorizzato dalla Dinamo-Azari di Milano nel 1927, Depero ha pubblicato il notissimo libro imbullonato, sicuramente il più bell’esempio di tipografia futurista, senz’altro uno dei più importanti libri d’avanguardia del mondo. Si tratta di una edizione autopubblicitaria, concepita dall’artista roveretano per divulgare l’attività del suo laboratorio: in queste pagine di diversi colori troviamo riproduzioni di quadri, arazzi, disegni, progetti, brani di onomalingua, maquettes, ecc.; il tutto si avvale d’una insolita rilegatura.. Dice in proposito Depero: Questo libro è: "Meccanico" imbullonato come un motore "Pericoloso" può costituire un’arma proiettile "Inclassificabile" (..) non sta bene in libreria e neppure sugli altri mobili che potrebbe scalfire. Perchè sia veramente al suo posto, deve essere adagiato sopra un coloratissimo e soffice-resistente "Cuscino Depero"”. Esemplare con piccola macchia d’inchiostro blu al frontespizio, altrimenti ben conservato. Con dedica e firma autografa al verso del frontespizio “A Cainelli / la mia simpatia / Fortunato Depero / 5.11.XV°”.
In-4, brossura e tela. Offriamo la "collezione completa delle prime 76 annate" di questa celebrata rivista illustrata mensile di architettura, più i primi cinque numeri del 2005: dal gennaio 1928 (n. 1, Anno I) al Maggio 2005 (n. 925). Precisiamo che: nel 1945 la rivista non fu pubblicata - l’annata 1947 è cosi’ composta: gennaio (n. 217), febbraio e marzo non pubblicati, aprile (n. 218), maggio (n. 219), giugno (n. 220), luglio (n. 221), agosto non pubblicato, settembre (n. 222), ottobre-novembre-dicembre (n. 223-224-225) - nel 1948 la rivista diventa bimensile, con 6 “volumi”, dal n. 226 al 231 - nel 1949 torna ad essere mensile ed è numerata dal 232 (gennaio) al 237 (giugno), non pubblicati luglio e agosto, dal 238 (settembre) al 241 (dicembre). "Domus" accompagna l'arco della vicenda contemporanea del design e della cultura della casa. Fu fondata nel 1928 da Giò Ponti che la diresse (tranne un breve periodo 1941-47) fino alla sua morte (1979) ed ebbe come collaboratori i più importanti architetti e designers dell'epoca. Tra il 1946 e il 1947 Domus, col sottotitolo "La casa dell'uomo", passò sotto la direzione di Ernesto N. Rogers che impresse alla rivista la sua inconfondibile vitalità intellettuale. Negli anni della ricostruzione Domus, anche per la sua risonanza internazionale, contribuì a promuovere il design italiano e le associazioni di settore. La nostra collezione comprende cinque annate rilegate in tela, con copertine originali conservate. I restanti numeri sono in brossura e solo alcuni fascicoli presentano problemi al dorso o alla copertina (più in particolare gennaio 1932, gennaio 1950, dicembre 1955, dicembre 1962 e dicembre 1987) Il testo è comunque ben conservato. Raro trovare una collezione così completa.
190763832Leipzig, Julius Zeitler, 1907. Fol. Mit 15 Lichtdrucktafeln nach Zeichnungen von Gustav Klimt. 2 Bll., 37 S., 1 Bl., Grauer Orig.-Sämischldr.-Bd. m. goldener Deckelplakette u. Kopfgoldschnitt (am Rückendeckel unten sign. ?Wiener Werkstätte J[osef] H[offmann]?).
In-4 gr., legature in mz. tela di colori diversi, titolo oro al dorso. Offriamo una collezione completa di 78 annate della Domenica del Corriere, dal 1899 (Anno I, n. 1), al 1976 (Anno LXXVIII, n. 53). Settimanale illustrato del “Corriere della Sera” - celebre per le copertine di Achille Beltrame e di Walter Molino - sulle sue pagine trovarono una vetrina popolare anche le grandi firme del “Corriere”, da Luigi Barzini a Indro Montanelli. Precisiamo che la rivista cambiò titolo nel corso del 1945/1946 e le due annate risultano cosi’ composte: 1945 - dal n. 1 al n. 17 (29 aprile) ”Domenica del Corriere”: il ns. esemplare dispone anche dell’introvabile n. 17 del 29 aprile che non vide mai la luce nelle edicole (e nessuna biblioteca italiana lo possiede); dal 27 maggio (n. 1) al 30 dicembre (n. 32) diventa “Domenica degli Italiani”. 1946 - dal n. 1 al n. 12 (24 marzo) “Domenica degli Italiani”; dal 31 marzo (n. 1) al 29 dicembre (n. 40) ridiventa “Domenica del Corriere”. Il ns. esemplare possiede anche due copie differenti del n. 30 (nuova serie) - sempre datato 20 ottobre - di cui una copertina raffigura Goering condotto alla forca. Questa versione del n. 30 non uscì nelle edicole a seguito del suicidio di Goering per aver ingerito una capsula di cianuro la notte prima dell’impiccagione. Possiamo quindi affermare che questa nostra raccolta costituisce un unicum eccezionale. Tutta la collezione è ben conservata.
193055177Wien, ca. 1880-1930. Meist Bleistiftzeichnungen bzw. Aquarelle, versch. Formate.
191561248Wien, Kunstverlag J. Löwy, o. J. (1915). Fol. Mit 21 (tlw. mont.) Farbtafeln u. 176 (6 farb. u. mont.) tlw. ganzs. Textillustrationen. 8 Bll., 124 S., Mod. Lwd. m. Deckelschild.
190761279[Wien, Wiener Werkstätte, 1907]. 4°. Mit einem Holzschnitt-Titel u. 11 Orig.-Farbholzschnitten auf Japanbütten (alles unter Passepartout). Lose in Orig.-Kassette m. Tunkpapierbezug, goldgepr. Deckelvignette u. Kantenvergoldung (Innendeckel m. dem goldgepr. Stempel der Wiener Werkstätte sowie den goldgepr. Monogrammen von Josef Hoffmann [Entwurf] u. des Buchbinders C. Beitel).
19123506Album in-4 (32 x 26cm), reliure maroquin noir, signée Noulhac, contenant 152 étonnantes et fidèles aquarelles représentant des rues de Paris de divers quartiers (16ème, 5ème, Ier, etc.), de format moyen de 9 x 15 cm, signées et dédicacées à l'homme d'affaires Angelo Mariani, ami et commanditaire de l'artiste, auteur de ces aquarelles. Ces aquarelles représentent fidèlement les endroits, les monuments et les rues de Paris et sont un témoignage artistique et historique précieux1912du Paris de la Belle-Epoque. Chaque aquarelle est légendée par le peintre, à la plume. (album protégé par un étui bordé) Quelques noms de rues : PASSY, AUTEUIL, RAYNOUARD, BOULAINVILLIERS, BERTON, RANELAGH, CHERNOVIZ, VAN LOO, SAINT-JACQUES, MAUBERT, ROLLIN, VIARMES, ARRAS, SAINT-BON, ASSOMPTION, MARRONNIERS, ARRAS, CITE, TEMPLE, ST DENIS, CHAILLOT, VIGES, ST NICOLAS DES CHAMPS, TURBIGO, FRANKLIN, GUSTAVE ZEDE, SINGER, GEOFFROY ST HILAIRE, BEETHOVEN, VIGNES, TEMPLE, FRANCS BOURGEOIS, etc.
48658London : Henry Sotheran 1885-1894. Two volumes quarto contemporary half crushed morocco over pebbled cloth spine in compartments with raised bands lettered in gilt extremities rubbed; bookplate to front pastedowns of Frederick du Cane Godman; with 103 hand-coloured lithographic plates after Wyatt heightened in gum arabic 26 hand-coloured maps tables; various paginations; very good throughout. A fine set of the preferred issue with all the plates hand-coloured. The set also has an interesting association with its author: the original owner Frederick DuCane Godman an English lepidopterist entomologist and ornithologist was one of the twenty founding members of the British Ornithologists' Union and collaborated with Bowdler Sharpe on a number of ornithological publications. hardcover
Offriamo una collezione completa di 89 annate, dal 14 dicembre 1873 (Anno I, n. 1) al dicembre 1962. La rivista viene inizialmente pubblicata col titolo "Nuova Illustrazione Universale", che diventa "Illustrazione Universale" dall'1 novembre 1874, per assumere il titolo definitivo di "Illustrazione Italiana" l'1 novembre 1875. La nostra raccolta si presenta sia in brossura edit. sia rilegata (in tela, mz. tela, cartonato). I testi - ad eccezione dell’Anno I (dic. 1873-ott. 1874) con macchie ai nn. 1, 9, 13 e 23 - sono complessivamente ben conservati. Il 14 dicembre 1873 usciva il primo numero della rivista che per novant’anni si chiamò "Illustrazione Italiana" e che è da considerarsi come la piu’ importante rivista italiana tra la fine del XIX e la prima metà del XX secolo. Era settimanale, edita e diretta da Emilio Treves e scriveva di attualità, di eventi nazionali e locali e naturalmente di personaggi celebri, re, regine, principesse, ministri, i VIP di allora. Durante tutta la sua vita l’"Illustrazione" fu specchio della quotidianità, ma soprattutto straordinario archivio iconografico. Per raffigurare gli eventi, nei primi decenni prevalsero gli illustratori. I disegni, xilografie su legno, avevano la natura di vere stampe originali e coinvolgevano i lettori con la ricchezza della loro espressività. Successivamente la fotografia prevalse, ma le immagini non smisero di essere la risorsa principale di questa rivista. Nel 1916 Emilio Treves morì e un altro Treves raccolse la direzione. Nel 1939 subentrò Aldo Garzanti a causa delle leggi razziali, dato che i Treves erano ebrei. Sempre sotto Garzanti la rivista continuò a pubblicare anche dopo la guerra, diventando mensile nel 1951. La concorrenza, di altre testate ma anche della nascente televisione, ne rallentarono il successo e undici anni dopo ne decretarono la fine.
In-8 gr. (mm. 253x174), brossura originale con vignetta di Guido Peyron (un vaso di fiori e un’aragosta in un balcone sul mare), titoli in rosso e nero, pp. 30 (2), con 5 disegni a piena pagina di Libero Andreotti, Felice Carena, Giovanni Colacicchi, Alberto Magnelli (al piede del suo disegno una dedica autografa “A Carlo. A. Magnelli”) e Gianni Vagnetti. E’ contenuto in una custodia e astuccio moderno. "Edizione originale". Cfr. Gambetti / Vezzosi. p. 550: “Cinque poesie già apparse in periodici tra il 1928 e il 1932. Il costo di stampa del volume fu affrontato con una parte del Premio dell’Antico Fattore, assegnato alla poesia eponima nel 1931 da una giuria composta dagli illustratori del volume e da un gruppo di letterati, tutti frequentatori dell’omonimo ristorante. Certamente "il volume più raro di Montale, ricercatissimo"”. La trattoria fiorentina l'Antico Fattore fu eletta a ritrovo settimanale da un gruppo di artisti e le riunioni del mercoledì della Tavolata (di pittori, scultori, poeti, letterati.) divennero una delle più intense esperienze artistico-letterarie dell'epoca: "circostanze imponderabili, casualità fortuite, coincidenze magàte, destini geniali, tutte insieme queste cose determinano, a volte, la nascita di eventi culturali irripetibili" (così Gatta Massimo, Firenze 1929 - L’antica tertulia dell'Antico Fattore tra arte, poesia, cibo e musica). Fu da questo clima culturale che nel 1931 nacque anche un concorso di poesia, il Premio Antico Fattore, "la cui giuria, è questa la particolarità, sarebbe stata composta non da addetti ai lavori (critici, letterati, professori), ma da artisti dello scalpello e dei pennelli". Il primo premio della prima edizione del concorso fu assegnato proprio alla poesia "La casa dei Doganieri" di Montale e l'opera venne quindi pubblicata dall'editore Vallecchi in una placchetta fuori commercio, divenuta una vera rarità bibliografica. Del presente volume (edito da Vallecchi a cura della Tavolata) si sono stampati 150 esemplari. Il ns., XXI, appartiene alla tiratura di 25 numerati con numeri romani ed è arricchito, oltre che dalla firma autografa di Eugenio Montale (datata 1932), dalle firme autografe di Libero Andreotti, Felice Carena, F. Chiappelli, B. Innocenti, L. Gelli, Gianni Vagnetti, Guido Peyron e Alberto Magnelli. Solo la brossura è ingiallita, altrim. molto ben conservato.
In-16 gr. e in-8 p., brossura orig. Di questa celeberrima rivista letteraria mensile (poi bimestrale) offriamo "tutto il pubblicato in 78 fascicoli": dal 1926, Anno I (n. 1, gennaio) al 1934, Anno IX (nn. 5/6, settembre/dicembre). A causa della censura, gli ultimi numeri del 1934 furono distribuiti con notevole ritardo (il n. 4 nel marzo 1935 e i nn. 5/6 nel marzo 1936). Solo alcune bross. del 1927 e 1928 con tracce d’uso e una con aloni, altrimenti tutta la raccolta, contenuta in due cofanetti, è ben conservata. Uniamo: l’"Antologia di Solaria", in-8 p., brossura orig. (dorso restaur.), pp. (6),509,(3). E’ un volume antologico, pubblicato dopo la chiusura della rivista, con scritti di Gadda, Montale, Pavese, Saba, Quasimodo, Ungaretti, Vittorini, Zavattini e altri. "Prima edizione" stampata in 560 copie numerate. La ns., 97, appartiene alla tiratura di 500 in cifre arabe. Ben conservato. "Solaria", considerata la più importante rivista letteraria del Novecento, fu fondata da Alberto Carocci nel 1926, edita a Firenze dall’editore Parenti. La sua voce, pur non essendo di aperta opposizione al fascismo, era una chiara smentita alla retorica della letteratura ufficiale, e alle pretese d’autarchia culturale del regime opponeva le indicazioni di un Joyce, un Proust, un Kafka. Sarebbe errato voler vedere nella rivista diretta da Alberto Carocci, una organicità che non aveva. Bonsanti, Chiaromonte, Comisso, Gianfranco Contini, Giacomo Debenedetti, Ferrata, Leo Ferrero, C.E. Gadda, Montale, Noventa, Solmi, Stuparich, Ungaretti, Vittorini, sono soltanto alcuni dei nomi che si trovano scorrendo gli indici di Solaria. Al “proustismo” di Bonsanti ed altri si contrappone la nascente vocazione narrativa di un Vittorini; a Montale e Ungaretti - interpreti dell’uomo in crisi - Giacomo Noventa, poeta dei grandi motivi della tradizione classica, e così si potrebbe continuare per molto. Ma al di là di questi nomi e di queste indicazioni c’è qualcosa che si possa definire lo “spirito” di Solaria? Forse l’esigenza, comune a tutti, di una letteratura europea, la nostalgia dell’Europa, che proprio allora stava precipitando irrimediabilmente verso il disastro. Così “Antologia critica di Solaria” (Lerici Edit., 1958).
In-16 gr., brossura originale. Disponiamo di una collezione "completa", dei 58 titoli pubblicati. Collana ideata e diretta da Elio Vittorini che propose, tra il 1951 e il 1958, un totale di 58 titoli - opere di narrativa contemporanea, per lo piu' di autori italiani. Non mancarono nomi stranieri, allora ancora poco noti, come Borges, Dylan Thomas, Morris che in questa collana trovarono l'occasione della prima traduzione italiana. Dopo la morte di Cesare Pavese nel 1950 la casa editrice Einaudi, coordinata da Luciano Foa', assunse il compito, soprattutto con “I gettoni” di Vittorini, di rinnovare la narrativa italiana promuovendo nuovi autori come Fenoglio, Lucentini, Ottieri, Lalla Romano, Rigoni Stern, Anna Maria Ortese, Sciascia e molti altri. “Tra il ‘45 e il ‘47 vi furono in Italia molti giovani che si convertirono contemporaneamente, specie per opera della rivista “Politecnico”, alla politica e alla letteratura. Una nuova possibilità di scrivere, fondata sulla buona volontà e sullo spirito di partecipazione, si formava e prendeva posto, con essi, accanto a quella ch’è uso considerare, da sempre, un fatto di vocazione. La collana dei “Gettoni” è nata, si può dire, dietro le loro pressioni, nell’inverno del ‘51, ma per accogliere scrittori giovani di entrambi i tipi, e non, polemicamente, dell’uno piuttosto che dell’altro.. Alle novità italiane, la collana affianca traduzioni di libri stranieri..”. Cfr. Catalogo generale delle Edizioni Einaudi, 1956, p. 69. Tutta la collezione è ben conservata.
19151519Paris, Imprimé pour Charles Meunier, 1915. In-folio (37,5 x 27,8 cm), reliure maroquin bordeaux, listel d'encadrement à froid, dos à quatre nerfs titré or, encadrement intérieur orné de listels à froid se croisant aux angles avec jeu de petits carrés dorés, doublure bord à bord de même maroquin, gardes de moire aubergine, tranches dorées sur témoins, couverture, étui (Gruel). TRÈS RARE ÉDITION TIRÉE À 30 EXEMPLAIRES SEULEMENT, illustrée de compositions dans le texte et de 10 EAUX-FORTES DE LOBEL-RICHE EN 5 ÉTATS ET À PLEINE PAGE. Un des 25 exemplaires sur vélin teinté (n° 19) contenant 5 états des gravures hors texte sur papier vélin, papier japon et parchemin, une suite de 11 petites remarques d'artistes gravées à l'eau-forte. Cet exemplaire est enrichi de 8 épreuves d'essais de ces vignettes en états signés, 30 épreuves d'essais et d'artiste toutes signées et annotées des 10 hors-texte, et 15 DESSINS ORIGINAUX de l'artiste au crayon ou en sanguine sur vélin ou calque, généralement très aboutis et signés. EXEMPLAIRE DE MAURICE CHEVALIER portant cet envoi de Lobel-Riche : "Un jour, j'ai compris pourquoi Maurice Chevalier était un artiste et un poète : il avait le secret des grands coeurs qui s'imposent. Et c'est avec plaisir que je lui dédie cet ouvrage en mémoire de notre commun sentiment [...]. PARFAITE ET SOBRE RELIURE ART-DÉCO EN MAROQUIN DOUBLÉ DE GRUEL.