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Mm. 24,2 x 318, insolita rilegatura editoriale in cartonato (lievi aloni) con ai piatti due bulloni metallici; il libro è composto di 117 fogli (di cui uno doppio, inclusi quelli non impressi), per un totale di 234 pagine + 2 fogli di risguardo + 4 veline bianche (una porta a stampa: “Mucca in montagna”). Titolo al frontespizio stampato in blu e arancione; alcuni fogli sono in cartone o cartoncino colorato. Il libro è illustrato da numerosissimi disegni e bozzetti al tratto, da alcune bicromie, da riproduzioni fotografiche di cui 2 a colori; tra le foto: un ritratto dell’Autore, uno dell’editore Fedele Azari, una di Azari con Depero; e con composizioni parolibere. Copertina e grafica dell’Autore. Tiratura di 1000 esemplari. Fu realizzata anche un’edizione speciale con copertina metallica, destinata ad importanti personalità tra cui Marinetti e Mussolini. Cfr. Salaris “Storia del Futurismo”, p. 178: “Sponsorizzato dalla Dinamo-Azari di Milano nel 1927, Depero ha pubblicato il notissimo libro imbullonato, sicuramente il più bell’esempio di tipografia futurista, senz’altro uno dei più importanti libri d’avanguardia del mondo. Si tratta di una edizione autopubblicitaria, concepita dall’artista roveretano per divulgare l’attività del suo laboratorio: in queste pagine di diversi colori troviamo riproduzioni di quadri, arazzi, disegni, progetti, brani di onomalingua, maquettes, ecc.; il tutto si avvale d’una insolita rilegatura.. Dice in proposito Depero: Questo libro è: "Meccanico" imbullonato come un motore "Pericoloso" può costituire un’arma proiettile "Inclassificabile" (..) non sta bene in libreria e neppure sugli altri mobili che potrebbe scalfire. Perchè sia veramente al suo posto, deve essere adagiato sopra un coloratissimo e soffice-resistente "Cuscino Depero"”. Esemplare con piccola macchia d’inchiostro blu al frontespizio, altrimenti ben conservato. Con dedica e firma autografa al verso del frontespizio “A Cainelli / la mia simpatia / Fortunato Depero / 5.11.XV°”.
In-4, brossura e tela. Offriamo la "collezione completa delle prime 76 annate" di questa celebrata rivista illustrata mensile di architettura, più i primi cinque numeri del 2005: dal gennaio 1928 (n. 1, Anno I) al Maggio 2005 (n. 925). Precisiamo che: nel 1945 la rivista non fu pubblicata - l’annata 1947 è cosi’ composta: gennaio (n. 217), febbraio e marzo non pubblicati, aprile (n. 218), maggio (n. 219), giugno (n. 220), luglio (n. 221), agosto non pubblicato, settembre (n. 222), ottobre-novembre-dicembre (n. 223-224-225) - nel 1948 la rivista diventa bimensile, con 6 “volumi”, dal n. 226 al 231 - nel 1949 torna ad essere mensile ed è numerata dal 232 (gennaio) al 237 (giugno), non pubblicati luglio e agosto, dal 238 (settembre) al 241 (dicembre). "Domus" accompagna l'arco della vicenda contemporanea del design e della cultura della casa. Fu fondata nel 1928 da Giò Ponti che la diresse (tranne un breve periodo 1941-47) fino alla sua morte (1979) ed ebbe come collaboratori i più importanti architetti e designers dell'epoca. Tra il 1946 e il 1947 Domus, col sottotitolo "La casa dell'uomo", passò sotto la direzione di Ernesto N. Rogers che impresse alla rivista la sua inconfondibile vitalità intellettuale. Negli anni della ricostruzione Domus, anche per la sua risonanza internazionale, contribuì a promuovere il design italiano e le associazioni di settore. La nostra collezione comprende cinque annate rilegate in tela, con copertine originali conservate. I restanti numeri sono in brossura e solo alcuni fascicoli presentano problemi al dorso o alla copertina (più in particolare gennaio 1932, gennaio 1950, dicembre 1955, dicembre 1962 e dicembre 1987) Il testo è comunque ben conservato. Raro trovare una collezione così completa.
In-4 gr., legature in mz. tela di colori diversi, titolo oro al dorso. Offriamo una collezione completa di 78 annate della Domenica del Corriere, dal 1899 (Anno I, n. 1), al 1976 (Anno LXXVIII, n. 53). Settimanale illustrato del “Corriere della Sera” - celebre per le copertine di Achille Beltrame e di Walter Molino - sulle sue pagine trovarono una vetrina popolare anche le grandi firme del “Corriere”, da Luigi Barzini a Indro Montanelli. Precisiamo che la rivista cambiò titolo nel corso del 1945/1946 e le due annate risultano cosi’ composte: 1945 - dal n. 1 al n. 17 (29 aprile) ”Domenica del Corriere”: il ns. esemplare dispone anche dell’introvabile n. 17 del 29 aprile che non vide mai la luce nelle edicole (e nessuna biblioteca italiana lo possiede); dal 27 maggio (n. 1) al 30 dicembre (n. 32) diventa “Domenica degli Italiani”. 1946 - dal n. 1 al n. 12 (24 marzo) “Domenica degli Italiani”; dal 31 marzo (n. 1) al 29 dicembre (n. 40) ridiventa “Domenica del Corriere”. Il ns. esemplare possiede anche due copie differenti del n. 30 (nuova serie) - sempre datato 20 ottobre - di cui una copertina raffigura Goering condotto alla forca. Questa versione del n. 30 non uscì nelle edicole a seguito del suicidio di Goering per aver ingerito una capsula di cianuro la notte prima dell’impiccagione. Possiamo quindi affermare che questa nostra raccolta costituisce un unicum eccezionale. Tutta la collezione è ben conservata.
Offriamo una collezione completa di 89 annate, dal 14 dicembre 1873 (Anno I, n. 1) al dicembre 1962. La rivista viene inizialmente pubblicata col titolo "Nuova Illustrazione Universale", che diventa "Illustrazione Universale" dall'1 novembre 1874, per assumere il titolo definitivo di "Illustrazione Italiana" l'1 novembre 1875. La nostra raccolta si presenta sia in brossura edit. sia rilegata (in tela, mz. tela, cartonato). I testi - ad eccezione dell’Anno I (dic. 1873-ott. 1874) con macchie ai nn. 1, 9, 13 e 23 - sono complessivamente ben conservati. Il 14 dicembre 1873 usciva il primo numero della rivista che per novant’anni si chiamò "Illustrazione Italiana" e che è da considerarsi come la piu’ importante rivista italiana tra la fine del XIX e la prima metà del XX secolo. Era settimanale, edita e diretta da Emilio Treves e scriveva di attualità, di eventi nazionali e locali e naturalmente di personaggi celebri, re, regine, principesse, ministri, i VIP di allora. Durante tutta la sua vita l’"Illustrazione" fu specchio della quotidianità, ma soprattutto straordinario archivio iconografico. Per raffigurare gli eventi, nei primi decenni prevalsero gli illustratori. I disegni, xilografie su legno, avevano la natura di vere stampe originali e coinvolgevano i lettori con la ricchezza della loro espressività. Successivamente la fotografia prevalse, ma le immagini non smisero di essere la risorsa principale di questa rivista. Nel 1916 Emilio Treves morì e un altro Treves raccolse la direzione. Nel 1939 subentrò Aldo Garzanti a causa delle leggi razziali, dato che i Treves erano ebrei. Sempre sotto Garzanti la rivista continuò a pubblicare anche dopo la guerra, diventando mensile nel 1951. La concorrenza, di altre testate ma anche della nascente televisione, ne rallentarono il successo e undici anni dopo ne decretarono la fine.
In-8 gr. (mm. 253x174), brossura originale con vignetta di Guido Peyron (un vaso di fiori e un’aragosta in un balcone sul mare), titoli in rosso e nero, pp. 30 (2), con 5 disegni a piena pagina di Libero Andreotti, Felice Carena, Giovanni Colacicchi, Alberto Magnelli (al piede del suo disegno una dedica autografa “A Carlo. A. Magnelli”) e Gianni Vagnetti. E’ contenuto in una custodia e astuccio moderno. "Edizione originale". Cfr. Gambetti / Vezzosi. p. 550: “Cinque poesie già apparse in periodici tra il 1928 e il 1932. Il costo di stampa del volume fu affrontato con una parte del Premio dell’Antico Fattore, assegnato alla poesia eponima nel 1931 da una giuria composta dagli illustratori del volume e da un gruppo di letterati, tutti frequentatori dell’omonimo ristorante. Certamente "il volume più raro di Montale, ricercatissimo"”. La trattoria fiorentina l'Antico Fattore fu eletta a ritrovo settimanale da un gruppo di artisti e le riunioni del mercoledì della Tavolata (di pittori, scultori, poeti, letterati.) divennero una delle più intense esperienze artistico-letterarie dell'epoca: "circostanze imponderabili, casualità fortuite, coincidenze magàte, destini geniali, tutte insieme queste cose determinano, a volte, la nascita di eventi culturali irripetibili" (così Gatta Massimo, Firenze 1929 - L’antica tertulia dell'Antico Fattore tra arte, poesia, cibo e musica). Fu da questo clima culturale che nel 1931 nacque anche un concorso di poesia, il Premio Antico Fattore, "la cui giuria, è questa la particolarità, sarebbe stata composta non da addetti ai lavori (critici, letterati, professori), ma da artisti dello scalpello e dei pennelli". Il primo premio della prima edizione del concorso fu assegnato proprio alla poesia "La casa dei Doganieri" di Montale e l'opera venne quindi pubblicata dall'editore Vallecchi in una placchetta fuori commercio, divenuta una vera rarità bibliografica. Del presente volume (edito da Vallecchi a cura della Tavolata) si sono stampati 150 esemplari. Il ns., XXI, appartiene alla tiratura di 25 numerati con numeri romani ed è arricchito, oltre che dalla firma autografa di Eugenio Montale (datata 1932), dalle firme autografe di Libero Andreotti, Felice Carena, F. Chiappelli, B. Innocenti, L. Gelli, Gianni Vagnetti, Guido Peyron e Alberto Magnelli. Solo la brossura è ingiallita, altrim. molto ben conservato.
In-16 gr. e in-8 p., brossura orig. Di questa celeberrima rivista letteraria mensile (poi bimestrale) offriamo "tutto il pubblicato in 78 fascicoli": dal 1926, Anno I (n. 1, gennaio) al 1934, Anno IX (nn. 5/6, settembre/dicembre). A causa della censura, gli ultimi numeri del 1934 furono distribuiti con notevole ritardo (il n. 4 nel marzo 1935 e i nn. 5/6 nel marzo 1936). Solo alcune bross. del 1927 e 1928 con tracce d’uso e una con aloni, altrimenti tutta la raccolta, contenuta in due cofanetti, è ben conservata. Uniamo: l’"Antologia di Solaria", in-8 p., brossura orig. (dorso restaur.), pp. (6),509,(3). E’ un volume antologico, pubblicato dopo la chiusura della rivista, con scritti di Gadda, Montale, Pavese, Saba, Quasimodo, Ungaretti, Vittorini, Zavattini e altri. "Prima edizione" stampata in 560 copie numerate. La ns., 97, appartiene alla tiratura di 500 in cifre arabe. Ben conservato. "Solaria", considerata la più importante rivista letteraria del Novecento, fu fondata da Alberto Carocci nel 1926, edita a Firenze dall’editore Parenti. La sua voce, pur non essendo di aperta opposizione al fascismo, era una chiara smentita alla retorica della letteratura ufficiale, e alle pretese d’autarchia culturale del regime opponeva le indicazioni di un Joyce, un Proust, un Kafka. Sarebbe errato voler vedere nella rivista diretta da Alberto Carocci, una organicità che non aveva. Bonsanti, Chiaromonte, Comisso, Gianfranco Contini, Giacomo Debenedetti, Ferrata, Leo Ferrero, C.E. Gadda, Montale, Noventa, Solmi, Stuparich, Ungaretti, Vittorini, sono soltanto alcuni dei nomi che si trovano scorrendo gli indici di Solaria. Al “proustismo” di Bonsanti ed altri si contrappone la nascente vocazione narrativa di un Vittorini; a Montale e Ungaretti - interpreti dell’uomo in crisi - Giacomo Noventa, poeta dei grandi motivi della tradizione classica, e così si potrebbe continuare per molto. Ma al di là di questi nomi e di queste indicazioni c’è qualcosa che si possa definire lo “spirito” di Solaria? Forse l’esigenza, comune a tutti, di una letteratura europea, la nostalgia dell’Europa, che proprio allora stava precipitando irrimediabilmente verso il disastro. Così “Antologia critica di Solaria” (Lerici Edit., 1958).
In-16 gr., brossura originale. Disponiamo di una collezione "completa", dei 58 titoli pubblicati. Collana ideata e diretta da Elio Vittorini che propose, tra il 1951 e il 1958, un totale di 58 titoli - opere di narrativa contemporanea, per lo piu' di autori italiani. Non mancarono nomi stranieri, allora ancora poco noti, come Borges, Dylan Thomas, Morris che in questa collana trovarono l'occasione della prima traduzione italiana. Dopo la morte di Cesare Pavese nel 1950 la casa editrice Einaudi, coordinata da Luciano Foa', assunse il compito, soprattutto con “I gettoni” di Vittorini, di rinnovare la narrativa italiana promuovendo nuovi autori come Fenoglio, Lucentini, Ottieri, Lalla Romano, Rigoni Stern, Anna Maria Ortese, Sciascia e molti altri. “Tra il ‘45 e il ‘47 vi furono in Italia molti giovani che si convertirono contemporaneamente, specie per opera della rivista “Politecnico”, alla politica e alla letteratura. Una nuova possibilità di scrivere, fondata sulla buona volontà e sullo spirito di partecipazione, si formava e prendeva posto, con essi, accanto a quella ch’è uso considerare, da sempre, un fatto di vocazione. La collana dei “Gettoni” è nata, si può dire, dietro le loro pressioni, nell’inverno del ‘51, ma per accogliere scrittori giovani di entrambi i tipi, e non, polemicamente, dell’uno piuttosto che dell’altro.. Alle novità italiane, la collana affianca traduzioni di libri stranieri..”. Cfr. Catalogo generale delle Edizioni Einaudi, 1956, p. 69. Tutta la collezione è ben conservata.
In-4 p. (mm. 320x240), 2 volumi, brossura alla francese, custodia e astuccio editoriale in cartonato blu, testo e tavole a fogli sciolti. Il primo, di pp. (6),171,(3), è illustrato da magnifiche composizioni di Maurice Utrillo. Sono: 11 litografie originali di cui 1 a colori, in tavole f.t.; 1 ritratto-antiporta in litografia realizzato da Suzanne Valadon (madre dell’artista), 1 vignetta al frontespizio, 10 testate e 10 finali in “héliogravure” + altro ritratto di Utrillo (in bianco e nero su fondo ocra, in litografia, sempre di Suzanne Valadon). Il secondo contiene 3 suites delle illustrazioni: una “sur japon ancien” (10 tavole in nero, 1 a colori, 1 con ritratto) - una “sur chine” (idem) - una “sur japon impérial rayée” delle 10 in nero. Cfr. Benezit,XIII, p. 929-30, che naturalmente cita questo importante studio per l’arte di Utrillo (1883-1955), scritto da Carco. Superba edizione originale di 105 esempl. numerati. Il nostro, 93, appartiene alla tiratura di 95 “sur japon Shidzuoka avec trois suites”. Timbro e firma di appartenenza sulla prima carta bianca; bell’esemplare, molto ben conservato.
In-folio p. (mm. 380x280), legatura edit. in mz. marocchino rosso, piatti in Linson avorio con al centro la testa di Edipo (eseguita da Manzù) impressa a secco e in rilievo, pp. 100 a fogli sciolti. Il volume è contenuto in una scatola in Linson rosso con etichetta in carta Ingres avorio e titolo in nero, applicata sul quadrante anteriore. Tragedia greca nella traduzione di Manara Valgimigli, con 7 acqueforti originali di Giacomo Manzù. Cfr. Cat. Mardersteig,154. Importante edizione di 114 esemplari numerati. Il ns., 57, fa parte della tiratura di 105 su carta a tino di Pescia, con firma autografa di Manzù. In ottimo stato.
In-4 (cm. 32x27), cartonato editoriale, pp. 76 (a fogli sciolti), magnificamente illustrato da 4 tavole singole e 12 doppie di F.L. Schmied, inc. su legno a colori. Dal colophon: “Les compositions qui ornent cet ouvrage sont de F.L. Schmied; elles ont été gravée sur bois dans son atelier et imprimées, de meme que le texte, sur ses presses, par ses élèves, Théo Schmied étant chef d’atelier. Achevé d’imprimer le 1er Jan. 1930. Il a été tiré de cet ouvrage sept exemplaires sur Japon, numérotés de 1 a 7, centcinquantecinq exemplaires sur Madagascar numérotés de 8 à 162 et dix exemplaires de collaborateurs numérotés de I à X”. Cfr. Nasti M. “Schmied”, pp. 153-154: “Il libro porta la dedica a stampa di Mardrus e Schmied ad Alice Louis Barthou, “fervente amica dell’Oriente”. Nella nota introduttiva "Parole sulla soglia", il figlio di Schmied, Théo, sottolinea la naturale felicità dell’incontro tra le scelte culturali e l’arte del libro del padre con il mondo del vicino Oriente filtrato dalle traduzioni ‘ispirate’ di Mardrus, chiamato il ‘rivelatore’ (pp. 7-11)”. Cfr. anche Carteret “Le trésor du bibliophile”,IV, p. 264: “une des bonnes productions de l’artiste, très cotée”. Il ns. esemplare, n. 109 (”sur Madagascar”), è in ottimo stato.
In folio (mm. 400x290), legatura edit. in mz. pergamena (tre piccole macchie al piatto in carta marmorata), astuccio, pp. 95,(7), magnificamente illustrato nel t. da 23 litografie di Arturo Martini, anche a p. pagina. "Prima edizione" del racconto. Opera ampiamente descritta nel Cat. Mardersteig n. 55, soprattutto per quanto riguarda la genesi delle litografie di Martini. Pregiata edizione di 175 esemplari numerati. Il ns. - “stampato per Massimo Bontempelli” - fa parte dei 20 esemplari fuori serie non numerati, su carta a mano di Fabriano per i collaboratori e il servizio. Molto ben conservato.
In-4 (mm. 322x242), bella legatura Déco (firmata Esther Founès) in p. vitellino verde, al piatto è intarsiato il nome dell’A. (in bianco) e il titolo (in rosso), al dorso la pregevole decoraz. a colori della copertina orig. di N. Altman (qui conserv.), tagli dorati, astuccio con cuffie in pelle. Il volume, pp. 238,(8), è illustrato da 33 magnifiche composizioni di M.me Alexéieff Grinewski così composte: antiporta, 12 grandi testate, 7 finali e 13 tavole f.t. incise all’acquaforte “au repérage”. Cfr. Carteret,IV, p. 190: “Belle édition recherchée et cotée, illustrée par une artiste de talent: M.me Alexéieff. Certains prétendent que, pour cet ouvrage seulement, le mari aurait collaboré” - Benezit, VI, p. 454 cita l’illustrazione di quest’opera. Elegante edizione di 100 esemplari numer. Il ns., 81, fa parte della tiratura di 99 (da 2 a 100) “sur vélin de Rives”. Solo dorso della legatura scolorito, altrimenti esemplare in ottimo stato.
In-4 (mm. 325 x 230), brossura alla francese, astuccio (rifatto), cc.nn. 89, con 11 illustrazioni a p. pagina, nel t. eseguite da Aligi Sassu. Pregevole edizione di 150 esempl. numerati in carta alla forma, filigranata con il segno della conchiglia. Composta in caratteri Paganini tondo e corsivo, corpo 18, da G.B. Testerini su impaginazione di Giampiero Giani, fa parte della "Collana di Poeti Antichi e Moderni" diretta da Luciano Anceschi e Salvatore Quasimodo. "Il ns. esemplare - l'unico - numerato con la lettera "A" e firmato da Aligi Sassu, contiene in allegato l'originale di una illustrazione (con alone margin.)." Ben conservato.
In-4 gr, (mm. 330x245), cartoncino editoriale con unghie, pp. 119,(7), con 9 magnifiche tavole di Pablo Picasso litografate in b.n. (di cui 1 al frontespizio). Il poema di Tristan Tzara "De Mémoire d’Homme" è così ripartito: “Le Temps Détruit”, composto da 14 canti - “Le Déserteur”, da 4 composizioni in prosa - “Le Boeuf sur la Langue” da XXVVIII composizioni in prosa - “Le Poids du monde” da 4 canti. “Cet ouvrage, édition originale du poème "De Mémoire d’Homme" de Tristan TZara, a été achevé d’imprimer sur les presses du Maitre-Imprimeur G. Girard, à Paris, le 25 Octobre 1950. Les neuf lithographies originales de Pablo Picasso ont été tirées sur la presse à bras par Mourlot Frères, les pierres ayant été effacées après tirage. Cette édition est composée de 30 exemplaires sur Hollande Van Gelder Zonen, accompagnés d’une suite des lithographies sur Japon, et signés par l’auteur et l’illustrateur et numérotés de 1 à 30 - 300 exemplaires sur Arches, numérotés de 31 à 330, paraphés par l’auteur - 20 exemplaires hors commerce. Il ns., n. 48, è in perfetto stato, con barbe.
[Figurato-Costumi - Vedute- Legature] (cm.26.6) Volumi 5. Bella legatura originale in mz. marocchino a grana fine, tasselli rossi, nervi, ricchi fregi al dorso a secco e in oro, puntine in pergamena, segnalibri in seta. Titolo e fregi in oro al dorso. --pp. VIII, 108; pp. 4, 376; pp. VI, 368; pp. 4 nn, 320; pp. 4 nn., 327. Complessivamente contiene 330 tavole f.t. con oltre 470 incisioni finissime su acciaio. Famosa opera sull'Italia arricchita da una vasta splendida iconografia. Vedute di città, monumenti, paesi, costumi, mestieri, luoghi celebri ecc...che ricostruiscono l'immagine dell'italia nella prima metà dell'800. Alcuni esemplari hanno una carta dell'Italia, che manca al nostro. Esemplare molto bello e nitido senza le usuali fioriture, spesso presenti, complessivamente una superba copia in bella legatura. Per confronti vedi Cremonini 122, Choix 1108 e Fossati-Bellani 522. Provenienza Biblioteca privata di nobile famiglia della provincia di Perugia. 1989 [f83] Libro
[Figurato costumi-Roma] (cm. 30,2x44) solida mz. pelle antica ben restaurata, piatti in carta marmorizzata antica, angoli in pelle. Sguardie antiche. Copertine originali in carta azzurrina conservate. Frontis inciso e 50 tavole numerate incise all' acquaforte. Rara prima edizione della prima raccolta di costumi pittoreschi dell' agro romano, assai celebre e ricercata così definita da Cicognara 1762: "Questi sono tolti la più parte dalle abitudini del popolo romano, e sono espressi con una verità e fedeltà insuperabile". L' ultima tavola rappresenta il riposo dell' autore tra le rovine con il motto scolpito sulla lapide: "Tutto finisce". Bell' esemplare a pieni margini con minime tracce di polvere angolari e rare lievi fioriture al margine. Le incisioni sono in ottima tiratura e molto fresche. * Colas 2370; * Hiler 712; * Lipperheide Ja12; * Rossetti III n° 8195; * Choix 17.803; * Vinet 2294; * Nuc 459; * Benezit x 951; * Nagler XII 480.[f47] Libro
In-8 p. Offriamo "tutto il pubblicato" della celebre Collana Laterza delle “Opere di Benedetto Croce", con la mitica brossura color salmone, per un totale di 75 volumi in 76 tomi, così composta: - "Filosofia dello spirito", 4 volumi - "Saggi filosofici", 14 volumi - "Scritti di storia letteraria e politica", 44 volumi in 45 tomi - "Scritti varii", 13 volumi (A richiesta possiamo fornire l’elenco di tutti i titoli). Tutta la collezione è ben conservata. Rara a trovarsi completa.
In-16 gr., brossura orig. (restaurata, con tracce d’uso), pp. 267,(5), con alc. figure nel t. e 4 illustrazioni in b.n. in 3 tavole f.t.: il padiglione “Italia” di G. Fiorini - due pannelli di Prampolini per il medesimo locale e una foto (a doppia pagina) di Celeste Bundese e Ernesto Piccinelli, cuochi futuristi della “Taverna Santopalato” di Torino. Vi è anche contenuto il "Manifesto della cucina futurista", apparso il 28 dicembre 1930 su “La Gazzetta del Popolo”, in cui Marinetti afferma: “si pensa si sogna e si agisce secondo quel che si beve e si mangia”. "Edizione originale". Cfr. Salaris “Storia del Futurismo”, p. 214: “Nel 1932 Marinetti, coadiuvato da Fillia, cura per i tipi della Sonzogno "La cucina futurista", contenente un ricettario che si prefigge di valorizzare l’originalità assoluta, la varietà, l’estetica delle vivande e della tavola, optando per una sperimentazione gastronomica inesauribile. Mangiare dunque non deve essere più un obbedire agli imperativi della fame, bensì un modo per stimolare tutte le sensazioni tattili-visive-olfattive-termiche-gustative in una singolare poesia del corpo. In modo analogo, il rito alimentare si trasforma in happening sorprendente..”. Cfr. anche Cammarota,162: “Questo libro è più drammatico e più piccante di un romanzo poliziesco e di un romanzo erotico. La più grande agitazione polemica: 2000 articoli in tre mesi su tutti i giornali del mondo. Risposta ai difensori della pastasciutta. 200 formule di cucina futurista per ristoranti e quisibeve... Il vol. riporta nel testo 172 ricette e polibibite (cocktail) di: Marinetti, Fillia, Prampolini, Folgore, Buzzi, Farfa, Azari, Masnata, e molti altri..”. Edizione numerata a stampa sul frontespizio, in tiratura di 6000 copie. Il ns. esemplare, n. 1232, con due ex-libris e un timbro è ben conservato .
In-4 gr. (mm. 337x235), mz. pergam. con ang., dorso a cordoni con ricca decoraz. e tit. oro, conservata la copertina originale, pp. 133,(15), frontespizio in elaborata cornice figurata; illustrato nel t. da 5 belle composizioni a p. pagina e 15 grandi fregi, tutte pregevoli xilografie di Francesco Gamba. "Seconda edizione" (la I e’ del 1916). Cfr. Gambetti-Vezzosi (ediz. 2007), pp. 934-935: “Comprende 30 poesie tratte (con varianti) dal volume omonimo; 26, con varianti, da "Allegria di Naufragi"; 1 apparsa in “La Ronda” (1921) e 7 inedite. Non rarissimo, ma molto ricercato”. Bella edizione in tiratura limitata di 500 esemplari numerati su carta a mano Magnani di Pescia. Il ns., 179, presenta solo lievi fiorit. altrimenti ben conservato, con barbe.
In-4 gr., 2 volumi, brossura alla francese, testo a fogli sciolti, astuccio. Il primo volume, di 34 pp.nn., contiene l’"edizione originale" di “Deux Scènes” e della sua “Note conjointe”, illustrate da 6 bellissime incisioni all’acquatinta dell’artista parigino, a p. pagina. Fanno seguito le traduzioni dei testi originali francesi in lingua italiana, eseguite da Beppe Manzitti, 12 pp.nn., che costituiscono parte integrante dell’opera. Cfr. Benezit,XIII, p. 681 per Gérard Titus-Carmel (Parigi, 1942) “peintre, graveur, dessinateur. Polymorphe”. Il secondo volume, di pp. 84,(4), contiene l’"edizione originale", di “Pour mieux comprendre Deux Scènes”, sempre del grande poeta francese Bonnefoy (Tours, 1923), composto a mano e impresso da Enrico Tallone con i tipi Caslon (tratti dai punzoni e dalle matrici settecentesche). Bella edizione d’arte a tiratura limitata di 130 esemplari numerati, di cui 100 “ad personam”, con le firme dell’Autore e dell’artista al colophon. Il nostro, n. 4, “ad personam”, è allo stato di nuovo.
In-4 gr. (mm. 356x270), lussuoso astuccio di legno, con coperchio trasparente di plexiglass, contenente un bellissimo volume con 7 liriche inedite che il grande poeta Mario Luzi (1914-2005) donò ai Cento Amici del Libro. Il volume ha 72 pagine, ripiegate, progettate e costruite dall’artista Walter Valentini su fogli di carta Alcantara appositamente fabbricati da Sicars. Splendide sono le incisioni a colori che illustrano le poesie e pure incisi sono i due piatti della coperta, con i titoli calcografici a secco, su carta Duchene Colombe; i testi (composti in carattere Centaur) e l’autografo del poeta, le parole e le tracce in rilievo che segnano le pagine sono stati impressi con il torchio Stanhope. La legatoria d’arte Codina ha imbrachettato in tela e legato con compenso le carte stampate, oltre a produrre la custodia del volume. Questa pregiata edizione, che Walter Valentini ha firmato a matita al colophon e alla copertina, consta di soli 130 esemplari numerati di cui XXX in numero romano. Il ns., 50, è in perfetto stato.
520 pages. Black and white illustrations. Text in French, English, German and a fourth language which is presumably Yugoslavian. Some Russian may also be mixed in. The language used seems to depend upon that of the contributor. Contains a wealth of technical content, the bulk of which appears to be in German and French. Includes reprint of an 1892 Electrical Engineer article on "The Tesla Multiphase Motors" plus "Nikola Tesla: The Problem of increasing human energy" reprinted from The Century Magazine, June 1900, 'The Tesla Patents' from Electrical Review, September 19, 1900 and much more. Index card laid in states this copy was presented by Comite yougoslave de l'URSI to Professor Charles. R. Burrows, whose signature appears atop front flyleaf. Printed on poor quality paper which has become embrittled, chipped and yellowed, particularly at extremities. Binding extremely fragile. Please Note: pages 6 through 10 missing. This may not be too dramatic a loss as the Table of Contents omits pages 1-8 and first lists page 9 which may have contained the Preface in Russian. Some pages uncut. Front cover and all pages prior to page 17 loose but present aside from pages listed above. Page 519-150 and back cover loose but present. Although strictly a Reading Copy, this remains a rare and substantial Tesla reference. Book
In-4 p., legatura edit. in p. marocchino oasis verde con titolo e contorno in oro sul piatto anter., sovrac. trasparente protettiva, taglio super. dorato, astuccio con cuffie in pelle, pp. 345,(5), frontespizio inciso da Reynolds Stone, ornato da 114 xilografie - tratte da "Epistole et Evangelii" del 1495, create da Bartolomeo di Giovanni - nuovamente incise da Bruno Bramanti. I quattro Vangeli sono stati tradotti dal greco dal Pontificio Istituto Biblico. Tiratura di 275 esempl. su carta a mano Magnani. Il ns., 31, fa parte dei 250 numerati 1-250. In perfetto stato. Cfr. Cat. Mardersteig,130: “L’edizione delle "Epistole et Evangelii", stampata a Firenze nel 1495 per Piero Pacini da Pescia da parte di Lorenzo de’ Morgiani e Giovanni di Magonza, è uno dei più rari e più belli incunaboli illustrati con xilografie.. Il testo italiano dell’originale comprende tutti i brani della Bibbia che si trovano nel "Missale Romanum"; questi sono illustrati con 164 xilografie, delle quali 22 rappresentano gli evangelisti e i profeti, mentre le restanti 142 xilografie sono illustrazioni per i testi del Vecchio e del Nuovo Testamento. Di queste, 110 fanno parte dei quattro Vangeli.. Tutte le xilografie però erano state incise su disegno dello stesso artista. Non c’è nessun documento che ci riveli il suo nome, tuttavia l’identità stilistica di queste illustrazioni con l’opera di Bartolomeo di Giovanni - alunno e collaboratore di Domenico Ghirlandajo - è talmente evidente che può essergli attribuita anche quest’importante opera illustrata”.
In folio (mm. 392x290), custodia edit. in mz. tela contenente, a fogli sciolti: frontespizio, poesia di Pound in inglese con relativa traduzione in italiano (di Mary de Rachewiltz) e 12 bellissime litografie originali (tirate in torchio da Franco Sciardelli), numerate e firmate a matita dal celebre artista roveretano (1901-86), uno dei rinnovatori dell’arte plastica del Novecento. Rara edizione di 90 esemplari numerati. Il ns., 62, appartiene alla tiratura 1-80. Bell’esemplare.
In-8 p., brossure orig. Di questa celebrata e fondamentale rivista di letteratura - iniziata nel febbraio 1909 con la direzione di Jacques Copeau, André Ruyters e Jean Schlumberger - offriamo una importante raccolta così composta: - dal 1926 al 1936: 11 annate complete - 1937 (manca gennaio, febbraio, marzo, maggio, luglio, dicembre) - 1938 - 1939: 2 annate complete. Fin dai primordi collaborarono alla N.R.F. Gide e Giraudoux; dal 1910 Paul Valéry, Anne de Noailles, Jules Romains, Valéry Larbaud e Jacques Rivière; nel 1914 Marcel Proust pubblica frammenti de "Alla ricerca del tempo perduto". A partire dal giugno 1919 (dopo la sospensione a causa della guerra mondiale) partecipano scrittori come André Bréton, Louis Aragon, e dal 1923 André Maurois, Jean Prévost, Julien Green, Malraux e altri. Cfr. Dizionario Opere Bompiani,V,101. Esemplare con tracce d'uso ma complessivam. in buono stato.