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In-16 gr., brossura originale (lievi fioriture), pp. 143. Prima edizione. Lunga dedica autografa dell'A. al frontespizio. Testo ben conservato.
In-8 p., brossura originale (picc. manc. al dorso), pp. 156. Prima edizione di questa raccolta di poesie. Testo ben conservato. .
br. Filo conduttore di "Mille anni di storia" è l'idea della sostanziale continuità del processo di formazione e di sviluppo della civiltà europea. Le correnti politiche e culturali dell'europeismo contemporaneo hanno spesso collocato l'inizio del cammino nell'età di Carlomagno e dei gruppi di intellettuali, religiosi e guerrieri che hanno operato sotto la sua direzione. Qui invece l'accento è posto sulla rinascita delle città, un movimento che coinvolse l'insieme delle popolazioni, investì tutti i campi di attività e creò una stabile rete di rapporti che coprì l'intero continente. Grandi contrasti e profonde fratture hanno attraversato il millennio. Ma l'universalità e la forza espansiva iniziali non si sono esaurite. La ricostruzione storica delle fasi successive mette in evidenza la molteplicità dei fattori che hanno contribuito alla formazione dell'identità europea e la straordinaria capacità dei singoli popoli di riprendere, dopo le lacerazioni e le catastrofi, il cammino interrotto. Le pagine di Villari hanno la qualità e il merito della grande storia: far comprendere le ragioni profonde che sono all'origine del patrimonio comune di esperienze civili e morali e del suo costante incremento e restituire ai problemi dell'oggi una prospettiva nel tempo.
br. I legami tra l'Europa e gli Stati Uniti sono antichi e complessi: dobbiamo molto a un paese che, non senza contraddizioni, ha inventato un modello di democrazia e un concetto nuovo delle libertà politiche e sociali, e ha partecipato generosamente a due guerre europee anche in nome di questi valori. Politica, letteratura, musica, cinema: un mondo vitale e attivo che continua a esercitare un fascino particolare che non può essere semplificato in adesione ideologica o in altrettanto semplice rifiuto politico. Evoluzione del capitalismo, situazione politica ed economica - dalla grande crisi del 1929 al New Deal di Roosevelt al maccartismo agli scandali bancari e finanziari alla presidenza Obama - questa "America" si ripropone come un rinnovato e più aperto modello di Stato sociale. Lucio Villari rilegge alcune pagine della storia degli Stati Uniti tra passato e presente, con l'intenzione di identificare alcuni nodi essenziali del suo formarsi come nazione, del suo appartenere alle radici culturali dell'Europa, ma anche del suo negarsi a esse rinnovandosi e inventandosi come un mondo nuovo. L'autore si sofferma sul rapporto tra l'Italia e gli Stati Uniti. Un'"America" vissuta come sogno, come terra promessa, con speranze talvolta infrante. Il "sogno americano" ha influenzato la nostra cultura, la letteratura, l'arte, l'economia, il costume.
br. Dal 1796 al 1870 vi è stato un tempo della nostra storia nel quale molti italiani non hanno avuto paura della libertà, l'hanno cercata e hanno dato la vita per realizzare il sogno della nazione divenuta patria. È stato il tempo del Risorgimento quando la libertà significava verità. Anzitutto sentirsi partecipi di una Italia comune, non dell'Italia dei sette Stati, ostili tra loro e strettamente sorvegliati da potenze straniere. La conquista della libertà "italiana" è stata la rivendicazione dell'unità culturale, storica, ideale di un popolo per secoli interdetto e separato, l'affermazione della sua indipendenza politica, la fine delle molte subalternità alla Chiesa del potere temporale, l'ingresso nell'Europa moderna delle Costituzioni, dei diritti dell'uomo e del cittadino, del senso della giustizia e del valore dell'eguaglianza ereditati dalla rivoluzione francese. Un'Italia dolente, notturna, divisa, risvegliata alla libertà. Le armi, le parole di un popolo che scopre se stesso dopo secoli di servitù. Giovani che hanno combattuto per l'unità e l'indipendenza della nazione. Questo è stato il Risorgimento. E questo resta l'orizzonte storico insormontabile della nostra identità nazionale e del nostro Stato democratico.
cm 17 x 24, viii-140 pp. Biblioteca dell'?Archivum Romanicum?. Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia 483 Vittorio Pica (1862-1930) fu intellettuale attivissimo nel campo della critica d?arte come di quella letteraria. I suoi scritti, aggiornatissimi dossier sulle pi? importanti novit? culturali d?Europa, nascevano da un accurato lavoro di documentazione condotto a partire da molteplici fonti. In questo saggio ? descritto il metodo col quale Pica raccolse ed elabor? tali documenti in articoli, albi e profili pubblicati sulle pi? prestigiose riviste del tempo. Il volume si ? aggiudicato il 2? Premio (sezione Narrativa/Saggistica) del 44? Premio Letterario del Casentino "Giuseppe Frunzi"Vittorio Pica (1862-1930) fu intellettuale attivissimo nel campo della critica d?arte come di quella letteraria. I suoi scritti, aggiornatissimi dossier sulle pi? importanti novit? culturali d?Europa, nascevano da un accurato lavoro di documentazione condotto a partire da molteplici fonti. In questo saggio ? descritto il metodo col quale Pica raccolse ed elabor? tali documenti in articoli, albi e profili pubblicati sulle pi? prestigiose riviste del tempo. Il volume si ? aggiudicato il 2? Premio (sezione Narrativa/Saggistica) del 44? Premio Letterario del Casentino "Giuseppe Frunzi"Vittorio Pica (1862-1930) fu intellettuale attivissimo nel campo della critica d?arte come di quella letteraria. I suoi scritti, aggiornatissimi dossier sulle pi? importanti novit? culturali d?Europa, nascevano da un accurato lavoro di documentazione condotto a partire da molteplici fonti. In questo saggio ? descritto il metodo col quale Pica raccolse ed elabor? tali documenti in articoli, albi e profili pubblicati sulle pi? prestigiose riviste del tempo. Il volume si ? aggiudicato il 2? Premio (sezione Narrativa/Saggistica) del 44? Premio Letterario del Casentino "Giuseppe Frunzi" Vittorio Pica (1862-1930) was an prolific intellectual active in the fields of art and literary criticism. His writings, that illustrate the most significant cultural novelties in Europe, resulted from the painstaking research of several sources. This essay illustrates the methodology adopted by Pica to collect and include this documentation in the articles, albums and profiles that he published in the most prestigious reviews of the time. Villani - Atlante cultura europea V.Pica Letteratura italiana 1600 - 1900 801
br. Le borgate nate in epoca fascista rappresentano una pagina fondamentale della storia di Roma contemporanea. Additate come i luoghi più malfamati della città, specchio dei suoi contrasti socio-economici e urbanistici, in esse può riassumersi il modo disordinato in cui la capitale è cresciuta e si è sviluppata. Avamposti dell'espansione edilizia del secondo dopoguerra, le borgate hanno costituito il luogo d'approdo per migliaia di famiglie dalle molteplici provenienze. Argomento fino a oggi poco dissodato, il processo di popolamento della periferia romana è affrontato in questo libro per mezzo di nuove fonti archivistiche, con cui è stato possibile verificare ipotesi di studio di recente acquisizione.
ill., br. "Parlare di restauro riferendosi a opere contemporanee sembrerebbe quasi un ossimoro, una callida iunctura la definirebbe Orazio": così introduce il tema di questo volume la sua curatrice, Isabella Villafranca Soissons. La differenza fondamentale tra arte del passato e del presente risiede, per il conservatore, nella diversità delle tecniche esecutive: per secoli metodologie e materiali codificati da numerosi manuali, sono rimasti immutati. A partire dal XX secolo gli artisti iniziano a utilizzare una varietà infinita di materiali non tradizionali, assemblandoli, a volte arditamente, per mezzo di una vastissima scelta di linguaggi espressivi e con un intento spesso provocatorio e polemico nei confronti della tradizione. Quando le prime opere entrate in collezioni pubbliche e realizzate con materiali non convenzionali hanno iniziato a degradarsi, i monocromi a perdere la loro freschezza, le installazioni meccaniche o sonore a bloccarsi, è sorta la necessità di dare risposta ai problemi relativi a un eventuale ripristino. L'intervento del restauratore risulta allora particolarmente delicato, problematico e sperimentale, richiede un grande sforzo di creatività e conoscenze poliedriche. I contributi autorevoli raccolti in questo volume vogliono rendere conto della molteplicità dei soggetti, delle motivazioni e delle finalità con cui interagisce il restauratore dell'arte contemporanea nel suo lavoro.
br. Nella seconda metà degli anni Settanta, le radio democratiche interpretano in modo nuovo la generica domanda di comunicazione che veniva dalla società italiana. Fortemente connotate dal punto di vista politico e strettamente legate ai movimenti di contestazione che attraversano il decennio, queste radio si rivolgono prevalentemente a un pubblico giovane, portando alla ribalta soggettività e temi precedentemente privi di visibilità. Incrociando fonti orali e inediti documenti di archivio, il libro racconta e analizza una delle numerose declinazioni locali assunte dal fenomeno delle radio democratiche. Concentrandosi su un contesto periferico come quello bergamasco e mettendone in rilievo le specificità, il volume tenta infatti di proporre una ridefinizione dell'intero complesso dell'emittenza democratica in Italia, smussandone gli elementi agiografici e rilevandone rimozioni, contraddizioni e fallimenti. La storia delle otto radio di Bergamo e della sua provincia viene interpretata come l'epifenomeno di un decennio concepito come un lungo processo di incubazione di fermenti culturali che, svuotati della forza contestataria, si sono organicamente delineati negli anni successivi, influenzando profondamente gli sviluppi della storia sociale dell'Italia repubblicana.
Einaudi, 1967. In-16, cartonato editoriale, sovracoperta, pp. 187. In ottimo stato.
In-4 p., tela editoriale, sovracoperta, da pp. (4),849 a 953,(3), illustrato da 40 esempi in 97 tavole di ill. in b.n. (foto e disegni). Ben conservato.
br. È un Leonardo Sciascia divertito osservatore del mondo cui non risparmia irriverenti ironie e grafitanti parodie, l'adolescente che ci viene incontro da questi ricordi di Stefano Vilardo (Delia, 1922, "Tutti dicono Germania Germania", Sellerio 2007, il suo libro più noto). Stefano gli fu compagno di banco dall'anno scolastico 1936-37 e poi per tutta la vita, conoscendone subito la passione letteraria, la cinefilia al limite dell'erudito e l'amore per le burle contro ogni superbia; e in questa intervista, raccolta da Antonio Motta (con Sellerio "Bibliografia degli scritti di Leonardo Sciascia", 2009), ne racconta la prima formazione, il precoce antifascismo libertario ed episodi cruciali della vita privata intellettuale.
br. La metafora è un concetto decisivo nella concezione e nel metodo di lavoro di Jacques Derrida, decisivo nella tessitura del suo linguaggio. Non solo perché la metafora è il luogo e il banco di prova privilegiato del fatto che il significante precede il significato, assicurandone il funzionamento. Ma anche perché lo stile di lavoro di Derrida consiste nel circoscrivere il significato, analizzando (de-costruendo, nel linguaggio derridiano) il luogo e le leggi della sua costituzione, che riposano non sulla trasparenza di un logos, ma sull'intreccio originario di un rimando, di una dislocazione non visibile a un colpo d'occhio. La metafora è pensata da Derrida come l'origine, come il movimento generativo del suo stesso discorso. Qui si radica l'originario articolarsi della unità e insieme del differire delle classiche opposizioni: sensibile/intelligibile, esteriore/interiore, trascendentale/empirico, tempo/spazio. "In questo giunto imprendibile, in questo grafico irrappresentabile Ilaria Vigorelli, alla scuola di Derrida, lavora a rintracciare i segni di questa azione unitiva, abissalmente sui generis, nella struttura stessa del logos occidentale" (dalla Prefazione di Gianfranco Dalmasso).
In-8 p., brossura orig., pp. 105,(3). Raccolta di 63 poesie. "Prima edizione". Vol. n. 12 della “Collana di Poesia”. Tiratura di 1000 esempl. numerati. Il ns., 820, è ben conservato, intonso.
In-8, brossura orig. (con mancanze), pp. 147,(7). Raccolta di 10 poemi in prosa. "Edizione originale". Cfr. Gambetti / Vezzosi, p. 969: “I volumi di questo editore non potevano essere stampati prima di 2 anni in edizione comune. Molto ricercato”. Collana diretta da Giuseppe Ungaretti e Raffaele Conti, n. 14. Edizione di complessivi 148 esempl. numerati. Il ns., 104, appartiene alla tiratura di 110 su carta Sirio. Esemplare con barbe, fiorito.
In-16 gr., brossura orig., pp. 201,(3). Raccolta di 135 poesie. "Prima edizione". Vol. della Collana “Lo Specchio - I Poeti del Nostro Tempo". Leggerm. ingiallito per la qualità della carta, ma ben conservato.
br. Questo libro presenta i principali concetti elaborati da Bernard Stiegler nell'arco della sua intensa e provocante attività di ricerca. Il filosofo francese legge la realtà e la soggettività contemporanee monitorando il ruolo delle tecnologie, che, attingendo a una metafora già usata da Platone e da Derrida con riferimento alla scrittura, non esita a definire pharmakon (rimedio e, a un tempo, veleno). Un'analisi a tutto campo e radicale, in grado di articolare un'originale e impegnata comprensione critica dell'ambiente tecnologico nel quale siamo immersi. Paolo Vignola e Francesco Vitale, accreditati studiosi di Stiegler in Italia, accompagnano il lettore all'approfondimento di una delle voci più interessanti del panorama intellettuale contemporaneo.
In questo libro si presenta una storia della storiografia italiana sul problema delle insorgenze controrivoluzionarie (1790-1814). È un lavoro che nessuno ha mai condotto finora in tale ampiezza, sia per la vastità cronologica (in pratica dal 1799 a oggi) che per la profondità concettuale del dibattito presentato. L'autore ripercorre l'intero iter storiografico, con precipua attenzione al grande e anche polemico dibattito avutosi in occasione del bicentenario della Rivoluzione Francese e dell'invasione napoleonica della Penisola. This book offers a history of Italian historiography on the problem of counter-revolutionary outbreaks (1790-1814), a work never done before on such a vast scale, for the chronological span it covers and for the depth of the related debate. The author reconstructs the entire development of historiography, with a particular attention to the debate occasioned by the bicentennial anniversary of the French Revolution and of the Napoleonic invasion of Italy. Biblioteca dell'«Archivum Romanicum» - Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia 417 cm 17 x 24, xii-132 pp.
ill., br. Questo volume, dedicato alla vita e all'opera di Giuseppe Falchetti, narra le vicende umane e artistiche di un pittore canavesano che, nel corso della vita, ha dovuto affrontare umiliazioni, difficoltà, dolori, sacrifici e drammi in parte compensati da qualche momento di serenità, dall'immenso affetto della moglie Luigia e dalla sua pittura. Con questa monografia desidero restituire all'artista, onesto nella vita e nell'arte, quel valore che gli è sempre stato negato, forse con troppa disinvoltura, e riascoltare il suo canto sommesso che è sempre stato sopraffatto dai clamori e dai proclami.