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In-4 p. (mm. 290x193), mz. pelle mod., dorso a cordoni con fregi e tit. oro, conserv. copertina edit. in cartoncino verde, tagli marmorizz., pp. XIX,165 (prima parte); pp. XXV,566 (seconda parte). Questa celebre opera è illustrata da 210 disegni nel t. e da 50 tavv. in cromolitografia f.t., ciascuna con numerose figure, per lo più tratte dall'opera "Die Voegel Europas" di F. Arnold del 1897. La prima parte è dedicata a uno studio sulla struttura, distribuzione, migrazioni, ecc. degli uccelli. La seconda contiene la descrizione di ciascuna specie e sottospecie degli uccelli europei riconosciute dall’Autore (oltre 600). Unita una bibliografia dell'ornitologia europea. "Edizione originale" di questa importante monografia. Cfr. Zimmer,I,1902. Esemplare ben conservato. "Ettore Arrigoni degli Oddi (1867-1942) è stato uno dei migliori conoscitori della fauna ornitologica italiana e autore di più di duecento pubblicazioni. Fra le opere di carattere riassuntivo e di maggior mole si devono ricordare: 'Atlante ornitologico degli uccelli europei' (Milano 1902), 'Manuale di ornitologia italiana' (Milano 1904) e 'Ornitologia italiana' (Milano, 1929)". Cosi' Diz. Biografico degli Italiani, IV, p. 322.
In-4 p., cartonato moderno, tit. oro su tassello al dorso, conservata copertina originale, pp. 80,(20), con 188 tavv. in b.n. fuori testo. “Les grands et les petits maitres de la gravure moderne en France - La gravure moderne en vingt nations”. Ben conservato, intonso.
ca. 44,5 x 30,5 cm. 2 Seiten, 71 Blatt mit zahlreichen Abbildungen als Kupferstiche bzw. Kupferlichtdrucke, davon einige in Farbe. Original Halbleinen mit beschriftetem Pappdeckel und montiertem Rückentitel. (= Zeitschrift für Bauwesen. Atlas, 56. 1906). Rücken und Einbanddeckel bestoßen und beschabt. Blätter etwas lichtrandig. Auf dem Titelblatt Bibliotheksstempel und -signatur. Insgesamt guter Zustand. Insgesamt gab es 70 Jahrgänge von 1851 bis 1920.
ca. 44,5 x 30,5 cm. 2 Seiten, 73 Blatt mit zahlreichen Abbildungen als Kupferstiche bzw. Kupferlichtdrucke. Original Halbleinen mit beschriftetem Pappdeckel und montiertem Rückentitel. (= Zeitschrift für Bauwesen. Atlas, 63. 1913). Rücken und Einbanddeckel bestoßen und beschabt. Deckeltitel etwas fleckig, Blätter etwas lichtrandig. Insgesamt guter Zustand. Insgesamt gab es 70 Jahrgänge von 1851 bis 1920.
ca. 44,5 x 30,5 cm. 2 Seiten, 70 Blatt mit zahlreichen Abbildungen als Kupferstiche bzw. Kupferlichtdrucke. Original Halbleinen mit beschriftetem Pappdeckel und montiertem Rückentitel. (= Zeitschrift für Bauwesen. Atlas, 44. 1894). Rückenleinen beschädigt, Rückentitel stark beschabt, Einbanddeckel bestoßen und beschabt. Titelblatt gebräunt. Blattränder etwas stockfleckig. Auf dem Vorsatz und Titelblatt Bibliotheksstempel und -signatur, aus Blatt 8 wurden die Abb. 1 und 6 herausgetrennt. Insgesamt befriedigender Zustand. Insgesamt gab es 70 Jahrgänge von 1851 bis 1920.
br. L'arte non è qui il gioco innocuo delle rappresentazioni senza verità; la filosofia non è una disciplina, ma un corpo a corpo tra le esistenze e ciò che le salva o le destina al nulla; il tragico viene qui sottratto alla tradizione aristotelica e consegnato al dominio di daimones che nel contemporaneo ignorano mimesi e catarsi; il Cristianesimo viene assunto nelle sue forme più instabili e sconcertanti.
E.Cauda Attacco e difesa di uno sbarramento lontano gen J.Macalik. , Tipografia Voghera 1913, Copertina: cartonata, con fioriture, ingiallita. Legatura: a colla. Dorso: nervato, usurato, scolorito. Pagine testo: ingiallite, brunite ai margini. Frontespizio: ingiallito. Taglio: con fioriture, ingiallito, irregolare in modo lieve. Sguardi: ingialliti. Margini delle pagine: ingialliti. Particolarità: paginazione parzialmente intonsa Buono (Good) . <br> <br> <br> <br>
ill., br. Queste tre conversazioni con Max Horkheimer intrecciano i temi consolidati del suo pensiero con i nuovi problemi che si affacciavano con intensità all'inizio degli anni Settanta del secolo scorso. La contestazione studentesca, già in parziale riflusso ma i cui effetti non voluti cominciavano a essere visibili; l'idea di rivoluzione e il suo inaspettato, e pericoloso, rilancio dopo i fallimenti lucidamente riscontrati dalla Scuola di Francoforte; il ruolo della scienza e la critica al positivismo. In queste pagine, rischiarate da una insospettabile capacità di sintesi e raccoglimento intorno al nucleo essenziale del suo pensiero, scorre il senso di una ricerca che sfocia, inaspettatamente, nella riscoperta delle categorie teologiche. Non come indice di una verità da contrapporre a quella scientifica bensì come nuovi ed essenziali punti di riferimento per l'azione dell'uomo. Se saltano questi, come ormai era chiaro che stava accadendo, si modifica il modo stesso dello stare al mondo dell'uomo, il suo significato e la sua comprensibilità. Nell'ultima delle interviste emerge il ritratto di un uomo che nell'attesa serena della morte raccoglie il senso di un'esistenza nell'affetto portato al ricordo della moglie e agli amici di un tempo che si allontana velocemente verso l'incognito.
br. Il lavoro di Lucia Maddalena Laurenzana ripercorre la vita dell'anarchico Giovanni Passannante. Nato a Salvia (Potenza) nel 1849, si trasferì presto a Salerno e poi a Napoli per trovare un lavoro stabile. Agli inizi degli anni Settanta si era ormai compiuta la sua formazione internazionalista e repubblicana. Il 17 novembre 1878, durante la visita ufficiale del re Umberto I a Napoli, Passannante, per compiere un gesto dimostrativo, lo ferì lievemente al braccio sinistro con un coltellino. Fu arrestato, processato e condannato a morte. Graziato dal re, la sua pena fu commutata in carcere a vita. Relegato per dieci anni nel carcere di massima sicurezza di Portoferraio, fu poi sottoposto a perizia psichiatrica e trasferito presso il manicomio criminale di Montelupo fiorentino dove morì nel 1910. La morte non mise fine alle sue sofferenze in quanto il cranio e il cervello furono sottoposti ad analisi scientifiche e nel 1936 furono esposti al museo criminologico di Roma. Nel 2007 riuscì ad autorizzare la sepoltura a Salvia, che dal 1879 era diventata Savoia di Lucania. Nel gennaio 2012 la tomba di Passannante venne profanata da ignoti.
br. Le violenze subite dal popolo meridionale durante la repressione del brigantaggio furono delle vere atrocità. Teste mozzate infilzate sulle bajonette delle carabine e tenute a spallarm come trofeo e successivamente messe nello spirito; bambini di tre e quattro anni incarcerati perché parenti di briganti; parenti di presunti briganti usati come scudo umano; uomini fucilati e legati ai pali del telegrafo. Donne, vecchi e bambini torturati 'coi ferri ai pollici' fino a spappolare le unghie. D'altrode il colonnello dei bersaglieri Milon stesso diceva che bisognava atterrire queste popolazioni. Queste sono alcune verità rivelate attraverso documenti inediti, scritti durante la repressione del brigantaggio e scoperti di recente negli archivi. Prefazione di Antonio Ciano.
In-4, brossura orig. figurata, 77 cc.nn. (a fogli sciolti), contenute in scatola di cartone mod. con tit. oro su tassello. L'opera di San Luca, annotata da Pietro de Ambroggi, è iillustrata ai margini del testo da complessive 60 composizioni di Nino Strada. Bella ediz. d'arte di 183 esempl. numerati, su carta filigranata con il segno della Conchiglia. Il ns., n. 96, fa parte della tiratura di 122. Ben conservato.
cm. 16,5 x 23,5; vol. I: xii-xii-256-144-32 pp.con 2 tavv. f.t.; vol. II: vi-698 pp. con 4 tavv. f.t. Biblioteca storica toscana - Serie II 2150 gr. xxx-1130 p.
cm. 17 x 24, viii-288 pp. Biblioteca di ?Lettere italiane? - Studi e testi 575 gr. viii-288 p.
Mm 240x250 Collana "Biblioteca di architettura". Brossura editoriale di 262 pagine, numerose illustrazioni in bianco e nero e a colori. Libro in buone condizioni, solo il dorso rfisulta scolorito causa luce. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
illustrazioni
In-8 gr., tela editoriale, pp. 346, con 370 ill. in b.n. nel t., 24 tavv. f.t. a colori e 27 inquadrature, testate ed iniziali originali di: Baruffi, Bernard, De Groux, Disertori, Martini, Rouveyre, Ugonia, Van Biesbroeck, Wildt. "Quarta serie" della magnifica raccolta dedicata a illustratori e incisori moderni (suddivisa in 4 serie). Vi sono contenuti saggi monografici dedicati a: "Hugo e De Goncourt - Rouveyre - Disertori e Ugonia - Gemito, Meunier e Rodin - Méryon e Seymour-Haden - Mariano Fortuny - Gli odierni decoratori del libro in Russia - De Groux - Bernard". Manca la copertina a colori di Matalon. Ben conservato.
In-8 gr., tela editoriale, conserv. la copertina a colori di G.M. Mataloni, pp. 322, con 385 ill. in b.n. nel t. e 27 inquadrature, testate ed iniziali originali di: Allan, Baruffi, Chahine, Dudovich, Ensor, V. La Bella, Macchiati, Marèchal, A. Martini, Meunier, Rassenfosse, Zilcken. "Seconda serie" della magnifica raccolta dedicata a illustratori e incisori moderni (suddivisa in 4 serie). Vi sono contenuti saggi monografici dedicati a: "Incisori olandesi, belgi - Beardsley, Ensor, Muench - Vierge - Martini, Macchiati, Baruffi, La Bella, Valeri - Vallotton, Nicholson - Chahine". Ben conservato.
ill., br. Come e più di altri artisti, Arturo Checchi fa parte del panorama abituale, dell'orizzonte visivo della Città di Perugia. Di più: le sue opere sono innervate nel tessuto urbano; chi vive la nostra città si infrange quotidianamente, anche senza riconoscerla, sulla preziosa eredità del pittore, toscano ma in qualche modo perugino d'adozione. Le sue sculture nella centralissima Piazza Italia, in fronte alla Prefettura, le opera nel foyer del teatro Morlacchi, la via a lui intitolata a ridosso delle mura etrusche ci parlano di un legame forte e profondo, amorevole e filiale. Le opere scelte per questa esposizione testimoniano la quotidianità di Checchi fatta di volti, visioni familiari e scorci privati che vengono raffigurati con un'innata destrezza pittorica che ne contraddistingue la lunghissima carriera. Il percorso espositivo che si articola nella splendida cornice del Museo civico di Palazzo della Penna è suddiviso per temi, così da permettere al visitatore di comprendere la vivace e profonda continuità con la quale l'artista ha dato forma a questa sua necessità espressiva, attraversando il Novecento e restituendocene un'immagine inedita e personale.
br. Se un elemento distintivo può essere intravisto in questa raccolta di studi novecenteschi esso risiede nella proposta e quindi nella descrizione di episodi di "sociabilità" intellettuale di cui il secolo ormai trascorso è stato testimone forse assai più di ogni altro fino ad oggi. Nel segno e sotto l'egida della migliore letteratura e della critica più intelligente e penetrante, studiosi del giure come Piero Calamandrei, artisti figurativi come Italo Cremona, musicisti come Luigi Dallapiccola e intellettuali in genere si sono sentiti spesso attratti e partecipi di un clima e talvolta perfino di un progetto che metteva in relazione la propria, specifica disciplina o arte con la scrittura letteraria, nonché con i modi di aggregazione che i letterati hanno posto in essere in questo stesso secolo al fine di promuovere e dare un senso alla propria presenza nella società. Nel volume, pertanto, possono trovarsi esemplificati o soltanto richiamati esempi non poco significativi di tali forme di integrazione fra le arti e i saperi e, in una con questi esempi, compaiono letture critiche più mirate e circostanziate su opere di scrittori del secondo Novecento (Calvino e Volponi). Nella seconda parte del libro, insieme con uno studio su un periodico futurista della seconda "ondata" come « L'Italia futurista », indagata nei suoi rapporti con il surrealismo francese, vengono rivisitate criticamente opere e personalità di una tradizione letteraria che ha visto Firenze nei primi decenni del Novecento al centro dell'interesse nazionale: sono prese in esame opere ampiamente accreditate dai canoni correnti della storiografia più aggiornata come Sorelle Materassi di Aldo Palazzeschi, così come titoli restati stranamente ai margini della ricerca e delle analisi di critici e studiosi ed è il caso dei Racconti lontani di Alessandro Bonsanti.
brossura Nel volume l'autrice analizza l'opera letteraria di Daniele Del Giudice nella sua molteplicità; un'opera questa che rispecchia tanto la poliedricità della biografia dell'Autore quanto il suo grande interesse per le possibilità e le capacità conoscitive dell'uomo. Sullo sfondo dei romanzi e dei racconti di Del Giudice vi è una vasta conoscenza non solo teorica ma anche basata su esperienze pratiche e sempre intesa ad acquisire nuove cognizioni, che unisce in sé i mondi della filosofia, dell'arte e della letteratura con quelli della tecnica e delle scienze naturali. Negli anni Ottanta Daniele Del Giudice si è messo alla guida di una nuova letteratura di carattere postavanguardistico, pur radicando la sua opera nella tradizione culturale italiana e individuandone alcuni principali poli di identificazione in una serie di autorità da Dante a Calvino, attraverso Tasso, Foscolo, Leopardi e Montale. Un'opera particolarmente interessante quella di Del Giudice intrecciata com'è in vario modo anche con il pensiero europeo e animata da pionieristiche concezioni filosofiche e letterarie del Novecento.
In-16 gr., mz. tela edit., sovrac., pp. 228,(12). Prima edizione. Raccolta di racconti dell'A. apparsi su alcune riviste e quotidiani italiani, soprattutto sul "Mondo". Pagine leggermente ingiallite ai margini per la qualità della carta, peraltro in buono stato (good copy).
br. Osservando la distruzione dell'aura dell'opera d'arte, l'esperienza metropolitana e lo sguardo distratto del passante dal punto di vista dell'individuo borghese si scorgerà solo crisi e decadenza, che susciteranno una reazione aristocratica verso il deserto del presente. Se si guarda invece quello stesso processo dal punto di vista del collettivo, allora la distruzione dell'individuo borghese e del soggetto trascendentale si mostreranno come la miscela in grado di liberare una nuova esperienza politica. In Benjamin non c'è amore per l'irrazionale, ma insofferenza rispetto al modo in cui la ragione moderna ha espunto una molteplicità di saperi bollandoli come irrazionali. Guardare ad essi non è regressione, ma liberazione del novum che non sta nell'attimo successivo, come invece accade in quella proiezione del presente a cui diamo il nome di novità, ma in un'altra storia, il cui accesso può darsi attraverso la "piccola porta" del mutamento dell'esperienza collettiva. I quattro saggi raccolti in questo volume intendono indicare direzioni possibili verso quella "piccola porta".