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2024SKU1729411VIZ Media LLC 2024-12-03. hardcover. New. 9x0x11. New Book Ships with Tracking VIZ Media LLC hardcover
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20042080702109501667Tokuma Shoten Studio Ghibli Business Headquarters 2004. Soft Cover. Fine. The book is in fine condition. Tokuma Shoten Studio Ghibli Business Headquarters paperback
20052080702109500675Tokuma Shoten Studio Ghibli Business Headquarters 2005. Soft Cover. Fine. The book is in fine condition. Tokuma Shoten Studio Ghibli Business Headquarters paperback
20052080702109501405Tokuma Shoten Studio Ghibli Business Headquarters 2005. Soft Cover. Fine. The book is in fine condition. Tokuma Shoten Studio Ghibli Business Headquarters paperback
20042080702109500676Tokuma Shoten Studio Ghibli Business Headquarters 2004. Soft Cover. Fine. The book is in fine condition. Tokuma Shoten Studio Ghibli Business Headquarters paperback
20042080702109500355Tokuma Shoten Studio Ghibli Business Headquarters 2004. Soft Cover. Fine. The book is in fine condition. Tokuma Shoten Studio Ghibli Business Headquarters paperback
20042080702109501751Tokuma Shoten Studio Ghibli Business Headquarters 2004. Soft Cover. Fine. The book is in fine condition. Tokuma Shoten Studio Ghibli Business Headquarters paperback
20052080702109500545Tokuma Shoten Studio Ghibli Business Headquarters 2005. Soft Cover. Fine. The book is in fine condition. Tokuma Shoten Studio Ghibli Business Headquarters paperback
2090502113713128Not Available N.A. Soft Cover. Fine. The book is in fine condition. Not Available paperback
1647291496.Ghardcover. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. hardcover
6395194601pp. 160 . Hardback. New. hardcover
8°, pp.(54), con lo stemma del Comune di Fermo e la chiesa di S.M. Piccinina dis. da Serafino Botticelli xil. n.t. + 4 tavv. xil. f.t. rip. con riprod. di antiche inc. Br. edit. Introd. del reggente, Mario Santoro, che nel 1955 dette vita allo Studio Firmano, istituto che doveva continuare idealmente la tradizione dell'antica Università di Medicina di Fermo. L'opuscolo contiene i resoconti delle riunioni bienneli dello Studo dal 1955 al 1980 e il programma dei festeggiamenti per il 25°.
197389879A Studio Book - The Viking Press, New York, 1973. 30 cm ; Leinen
Matita misure: mm 300 x 437 Pittore e scultore italiano. Sin da giovane, sotto la spinta dal padre Antonio, si dedica alla scultura e già nel 1827 si fa conoscere per un gruppo di quaranta busti giganteschi, oggi dispersi, a soggetto mitologico e rurale, per la Villa dei Conti Sabatini a Udine. Contemporaneamente collaborava con il padre dimostrando capacità nel cogliere i dettami dello stile neoclassico allora in voga. Precocemente si avvicina alla pittura; realizza pochi soggetti religiosi, si afferma nella pittura di genere, in quella storica e in quella satirica. Con piglio originale ed estroso attira l'attenzione sia di capi di Stato, nobili ma anche collezionisti italiani che vedevano il suo studio come un ritrovo mondano, un passaggio obbligato durante i soggiorni veneziani. Gli affibbiarono il soprannome di "Goldoni della pittura veneziana". Soddisfatto della posizione sociale ed economica conquistata, abbandonò il lavoro a quarant'anni per godersi la vita. Sue opere sono conservate nei musei di Trieste, Padova e Venezia. In questo disegno l'attenzione dello spettatore è catturata dal michelangiolesco corpo maschile di spalle. Il modello è seduto come su un argine di un torrente. La torsione del corpo, con le mani adagiate a terra come nell'atto di sollevarsi, mostra le braccia muscolose, la schiena in tensione e il volto rivolto a destra caratterizzato da una bocca socchiusa, naso alla greca, lo sguardo fisso verso un punto in lontananza e capelli mossi dal vento. La capigliatura è tipicamente neoclassica. Sembra di vedere uno studio per un dio fluviale, un allegoria. Evidente è la conoscenza della statuaria classica Il tratto è rapido, la linea di contorno è morbida su tutta la figura e l'intersezione fitta del tratteggio regala giochi chiaroscurali che mostrano l'attenzione per gli effetti della luce sul nudo atletico. In basso a destra, a matita, firma. Al verso veloci schizzi a matita. Disegno su carta vergellata color avorio. Buono stato di conservazione, leggero foxing e qualche piega. Filigrana: tre mezze lune (Veneto, XVIII secolo) Bibliografia: A. De Alisi, Le arti figurative nella Venezia Giulia, ms. (sec. XX), ad vocem.
Matita misure: mm 187 x 238; 150 x 260; 160 x 327 Pittore e disegnatore italiano. Fratello minore di Tancredi Parmeggiani (Feltre 1927 - Roma 1964) importante e conosciuto artista internazionale, si trasferisce a Roma a partire dal 1958. Parmeggiani è un autore che, come Annigoni, decide di abbracciare in pieno il realismo e la pittura intesa come mestiere. Le sue composizioni e le sue atmosfere sono ancora ricche delle suggestioni metafisiche e surrealiste della prima metà del secolo. Tre disegni compiono un preciso e puntuale studio di un uomo disteso a terra tra fili d'erba. La figura è studiata prima di profilo destro, poi sinistro, quindi con il volto coperto o con le mani appoggiate sulla testa mentre si riposa sdraiato. Attraverso un tratto sciolto e incisivo, accentuando le zone d'ombra in modo da intensificare la luce radente che colpisce le superfici, lo spettatore viene trasportato sul prato e può rendersi conto del corpo che schiaccia i fili d'erba. Tutto è descritto nei minimi dettagli: i pantaloni, le scarpe, le dita affusolate e il volto stanco e pensieroso. Lo sfondo è lasciato neutro, il forte realismo ci fa pensare ad una calda ma ventilata mattina primaverile. In basso firma a matita: R. Parmeggiani. Ottimo stato di conservazione. I disegni si presentano montati nella cornice originale.
Penna misure: mm 185 x 146 In questo foglio l'autore realizza uno studio di uomini. Dall'alto verso il basso, l'artista attraverso linee di contorno marcate e ponendo la sua attenzione sui volti dei personaggi realizza un immagine piramidale; il primo uomo coperto da un abito panneggiato, con le braccia alzate e il volto contratto dall'ira sembra scagliare, contro il secondo personaggio indagato due volte, la sua forza. In primo piano il soggetto è visibilmente spaventato, i suoi occhi sono terrorizzati e cerca di coprirsi il volto con il braccio destro. L'espressione di paura e terrore è enfatizzato nello studio del suolo volto, occhi sbarrati e bocca aperta tra stupore e urlo. In alto, al centro e a destra, sempre a penna troviamo il numero 183, molto probabilmente stava ad indicare una catalogazione. Al verso sempre con un tratto rapido e vibrante che conferisce dinamismo e pathos viene rielaborata una scena da una composizione di Raffaello. Esemplare su carta vergata. Discreto stato di conservazione, mancanza dell'angolo inferiore sinistro.
1 Vol. pag. PROG 11300 CATT_ATT 20
Matita misure: mm 311 x 235 Pittore italiano del quale si hanno poche notizie, fu attivo soprattutto nel Comasco a metà dell’Ottocento. Nel 1857 affrescò il battistero nella Basilica del SS. Crocifisso in Como; altre sue opere si trovano nel battistero di S. Fedele a Como e nelle chiese parrocchiali di Casasco, Pellio Superiore e Castiglione d’Intelvi. A Nesso nella Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, nell’area presbiterale si trovano dipinti raffiguranti la Consegna delle chiavi a san Pietro, la Disputa di san Paolo nell’Areopago e la Trinità con gli Evangelisti realizzati nel 1864. Nel foglio viene rappresentata una figura stante, colta frontalmente e piegata leggermente in avanti. L'uomo non è indagato nel volto, lasciato allo stato di abbozzo, l'autore si concentra sullo studio dei movimenti della veste. Questa tunica avvolge completamente il soggetto e cade pesante sul suo corpo; il braccio sinistro piegato alla vita regge parte della veste lasciando così visibili le caviglie e i piedi nudi. Attraverso una fitta intersezione di linee si vengono a creare giochi chiaroscurali che rendono tangibile il tessuto. La figura nella sua maestosa ieraticità sembra una scultura di un filosofo o un magistrato romano. Disegno eseguito su carta bianca spessa. Ottimo stato di conservazione.
Carboncino e matita misure: mm 165 x 225 Pittore italiano del quale si hanno poche notizie, fu attivo soprattutto nel Comasco a metà dell’Ottocento. Nel 1857 affrescò il battistero nella Basilica del SS. Crocifisso in Como; altre sue opere si trovano nel battistero di S. Fedele a Como e nelle chiese parrocchiali di Casasco, Pellio Superiore e Castiglione d’Intelvi. A Nesso nella Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, nell’area presbiterale si trovano dipinti raffiguranti la Consegna delle chiavi a san Pietro, la Disputa di san Paolo nell’Areopago e la Trinità con gli Evangelisti realizzati nel 1864. In questo foglio, che reca la tracce di quadratura per definire le posizione reciproche delle figure, vengono rappresentati tre putti a figura intera. Sono colti stanti in pose ed atteggiamenti differenti; quello di sinistra di profilo ma con il busto e il volto rivolti verso lo spettatore, diversi ripensamenti dell'artista alla ricerca dell'esatta posizione del braccio destro forse pensato per tenere uno strumento. Il putto centrale è colto frontalmente, con la gamba sinistra avanti rispetto l'altra, fissa lo spettatore e sembra, con il gesto della mano sinistra protesa in avanti, lo stia invitando. Il putto a destra è di profilo, molti sono i ripensamenti di braccia e volto, sembra tenere tra le mani un flauto. Disegno eseguito su cartoncino ocra. Ottimo stato di conservazione.
China e matita misure: mm 112 x 141 Pittore, disegnatore, bibliofilo, letterato, collezionista, poeta, critico e storico dell’arte. A soli quindici anni è accolto nell'Accademia dell’Arcadia per i suoi componimenti poetici. Successivamente segue a Brera i corsi di Traballesi, Knoller e Appiani. Nel 1795 è a Roma dove stringe amicizia con Felice Giani , Angelika Kauffmann e soprattutto con Antonio Canova, di cui diventa amico fraterno. Nel 1801, a soli ventiquattro anni, è nominato Segretario dell’Accademia di Brera. Grazie anche al sostegno della Repubblica Cisalpina egli imprime una svolta radicale alla suddetta istituzione, redigendo i nuovi statuti, ampliando la collezione della Pinacoteca (si ricorda fra tutti l’acquisto dello “Sposalizio della Vergine” di Raffaello) e raccogliendo svariato materiale didattico; dalle stampe ai gessi ai libri. Viaggia intanto a Roma, Napoli e Parigi, dove fa la conoscenza di David. Nel 1802 vince il concorso bandito dalla repubblica Cisalpina con il dipinto “La Riconoscenza della Repubblica italiana a Napoleone”. Nel 1807 da le dimissioni dall'Accademia a causa dei contrasti col governo e la nuova politica- da lui giudicata troppo severa- di Napoleone. Nello stesso anno, su incarico del Viceré Eugenio di Beauharnais realizza una copia del Cenacolo vinciano. Per questa occasione pubblica nel 1810 il saggio “Del Cenacolo di Leonardo da Vinci”, che riscuote un immediato successo ed è ancora oggi considerato un testo fondamentale per lo studio del pittore toscano. Bossi muore prematuramente nel 1815 lasciando incompiuta la commissione per gli affreschi di Villa Melzi a Bellagio. Giuseppe Bossi fu un infaticabile ed eccelso disegnatore. Egli utilizzava il disegno come momento di studio ed elaborazione delle proprie idee figurative. Dotato di un segno veloce, sicuro ed energico; era inoltre in grado di realizzare, grazie all'uso di sapienti campiture acquerellate, opere di grande atmosfera. Nel foglio si vedono tre figure a penna. A sinistra l'abbraccio tra una figura seduta, probabilmente un uomo, caratterizzato da morbidi ciuffi di capelli e da un abito panneggiato, che sostiene una bimba dal lungo abito in piedi davanti a lui. Sulla destra viene raffigurato un bambino, il suo corpo e il suo volto sono costruiti mediante la linea di contorno, apparentemente sovradimensionato rispetto alle altre due figure. Fitte linee parallele danno profondità e creano le zone in ombra. Esemplare grafico elegante, studio preparatorio. Ottimo stato di conservazione. Bibliografia: AA.VV. “Giuseppe Bossi Pittore”, Busto Arsizio, 1965; L.T.Brunetto “Giuseppe Bossi. L’Uomo e L’opera”, Busto Arsizio, Pianezza Editore, 1983. F. Leone & F. Mazzocca (a cura di)“L’officina neoclassica”, Silvana editoriale, Faenza, 2009; G. Fusconi (a cura di) L’Artista e il suo atelier. I disegni dell’acquisizione Osio all’Istituto Nazionale per la Grafica”, Palombi editori, Roma, 2006.