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Roma, Panda Libri, 1990, 4to (cm. 29 x 22,5) legatura tutta tela con sovraccoperta illustrata a colori, pp. 92 completamente illustrato da tavole in nero e a colori (Le Gemme dell'Arte, 47) . Tracce di umidità alla sovraccoperta, per il resto perfetto.
Paris, 1973, 8vo carrè brossura, cop. ill. pp. 168
Milano, 1916, A. IV n. 4 con a pag. 118 due rare fotografie dei «Futuristi volontari al fronte» (Marinetti, Sant’Elia, Russolo, Boccioni, Sironi) seguite da un testo di Marinetti sulla battaglia di Dosso Casina («I nuovi raccoglitori di bossoli e schegge micidiali facevano finalmente dimenticare gli stupidissimi e sentimentali raccoglitori di edelweiss». A pag. 107 un foto a tutta pagina di D’Annunzio e Bertramo a fianco del biplano Farman dopo un volo di ricognizione su Trieste.
Roma, 1937, A.LIX, giugno-luglio, 8vo br. pp. (80) con articoli vari (Benedetta : Prima adunata delle donne fasciste, ecc.)
Roma, 1937, A.LIX, maggio, 8vo br. pp. (80) con articoli su Marinetti, di Benedetta (Da Sabratha ..) ecc.
Roma, 1937, A.LIX, febbraio, 8vo br. pp. (80) con articoli di Benedetta (Sintesi di vita italiana) ecc.
Roma, 1937, A.LIX, agosto-settembre, 8vo br. pp. (80) con articoli su G. Marconi, di Benedetta (Elba isola offerta agli alti forni), ecc.
In 8, pp. 148 + (12) con 9 ill. n. t. a piena p. opera di Ardengo Soffici. Le ultime 6 cc. sono pubblicita' editoriali e e di mostre d'arte legate al movimento futurista fiorentino e suoi aderenti. Vengono propagandate le opere di Soffici, Palazzeschi, Papini, l'esposizione di pittura futurista promossa da Lacerba. Br. ed. a tre col. Restauro al d. Importante documento del futurismo fiorentino, uno dei capisaldi della delle strenne letterarie in Italia (cfr. Falqui, Pezze d'appoggio). Importante testimonianza del breve periodo futurista di Papini e Soffici. Salaris, p.74.
In 16, pp. 36. Con 44 tavv. in bianco e nero. Br. ed. In prima pag. vi e' l'omaggio al poeta F. T. Marinetti, nel centenario della nascita. Mino Rosso, di Castagnole Monferrato (1904), opero' nella poetica del cosi' detto Secondo Futurismo ed in particolare di quel Secondo Futurismo torinese cui Vittorio Viale dedico' l'importante mostra del 1962 alla Galleria civica d'Arte Moderna. Fu un artista misconosciuto in vita, e piu' che il famoso dinamismo futurista unito all'esaltazione della velocita', si nota in lui una inclinazione alla calma, a un'eleganza formale che s'identifica talvolta in una finezza grafica.. da La Stampa, 1976, Marziano Bernardi. In questo libro compare anche un ritratto di Giovanni Arpino con un commento dello stesso scrittore torinese che fu amico dello scultore. ...Rosso e' un testimone di una Torino che vide Maciste, le Dolly Sisters, i primi Modigliani, che lancio' in campo nazionale i De Filippo, fischio' Mussolini e perse architetti, cineasti, pittori in un'emorragia continua e obbligatoria.....
In 16, pp. 184. Br. ed. Marm. Edizione originale con sulla br. ant. l'indicazione 6o migliaio. Si tratta della prima raccolta organica di scritti e proclami. Salaris, p. 72
In 8, pp. (20) con 20 ill. n.t. di cui una a colori, le restanti in b/n e 4 foto in b/n che ritraggono il pittore con Achille Lega e con Marinetti. Lieve mancanza al marg. est. del p. ant. Br. ed. Catalogo della mostra di Primo Conti alla Galleria Montenapoleone di Milano del 1956. Con elenco opere in mostra ed alcune poesie di Primo Conti pubblicate in volume o rivista. Primo Conti nacque a Firenze nel 1900. Costitui' il Gruppo Futurista fiorentino con Baldessari, Ginna, Lega, Venna, Neri... Fondo', con Pavolini, la rivista 'Il centone'; dal 1935 al 1939 collaboro' al Maggio Musicale Fiorentino con scenografie, bozzetti e costumi.
In 16, pp. 28 con 8 tavv. f.t. con riproduzioni in b/n di alcune delle opere in mostra. Br. ed. Catalogo della mostra con presentazione di Marinetti, premessa di Prampolini, nota biografica ed elenco delle opere cosi' suddivise: I miti dell'azione; Metamorfosi cosmiche; Pitture solari; Aeropitture; Disegni; Automatismi polimaterici; Intarsi di pietre dure; Ceramiche; Mosaici; Disegni e bozzetti per plastiche murali realizzate. Prampolini (Modena, 1894 - Roma, 1956), pittore, scultore, scenografo e teorico, espulso dall'Accademia di Roma, si unisce alla cerchia dei Futuristi, frequentando lo studio di Giacomo Balla. Esordisce nel 1914 alla I Esposizione Libera Futurista; nel 1916 e' in contatto con i dadaisti. Nel 1922 con Ivo Pannaggi e Vinicio Paladini pubblica il Manifesto dell'Arte Meccanica.
In 8, pp. 159 + (1) con moltissime foto in b/n n.t. Strappo a p. 39. Br. ed.
Il presente fascicolo ospita un articolo di Marinetti, «Ali d'Italia», scritti di Govoni, Sapori, M. Moretti. Cfr. Cammarota, Futurismo, 132; Diz. Fut., p. 157c. Buon esemplare, lievemente liso alla piegatura orizzontale.
Edizione originale. Esemplare vissuto al dorso, con una mancanza al piede che coinvolge parte del titolo a stampa e qualche altro segno di cedimento; per il resto, in ottime condizioni. Rarissimo: sole due copie in Iccu, per di più in biblioteche locali (De Gemmis Bari e Delfini Modena), nessuna in altri repertori internazionali; inserito da Pablo Echaurren nella «top five [dei] più hot e sconosciuti del momento» aggiornata all’anno 2000 (ma negli ultimi vent’anni la situazione non è cambiata). -- Il volumetto si apre con «un lungimirante ritratto a scatto di Bragaglia Arturo il fotografo del futuro» (Echaurren, p. 161); segue la cronaca del futurismo dalle origini al dicembre 1919 (la data in calce allo scritto): una storia del movimento insolita, esatta pur nella sintesi (Marinetti - i primi seguaci - Boccioni - Pratella - Lacerba - i fiorentini - Corra, con puntuale riferimento alle riviste che hanno accompagnato il movimento), non agiografica e particolarmente dettagliata più ci si avvicina al dopoguerra, con il capitolo polemico «Agonia dei giovanissimi» incentrato sulle infelici vicende del futurismo politico («... Marinetti, chiuso nel cellulare di Milano, attende ancor oggi lo si assolva dalle accuse di incitamento alla guerra civile ...») e pervaso da un senso quasi messianico di imminente tragedia/cambiamento («I destini della nazione sono oggi in pericolo …»). Di grande interesse. -- Il tono generale dello scritto denuncia una familiarità del tutto priva di sudditanza verso tutti i membri storici del futurismo; segno che l’autore doveva essere un personaggio ben noto, che qui, e in pochissime altre attestazioni (tra cui un bragagliano «Index librorum prohibitorum» su «Roma futurista», un paio di firme nelle «Cronache d’attualità» 1921 e almeno una menzione nel bollettino «Index rerum virorumque prohibitorum») appare sotto pseudonimo: Alberto Bragaglia, il fratello ‘filosofo’? Cammarota, Futurismo, 438.1; Echaurren, Nel paese dei bibliofagi, p. 198 fig. 17
Edizione originale. Straordinario esemplare in ottime condizioni, intonso, nello stato di sedicesimo ripiegato. Rarissimo. A partire da 1929 circa, il poeta già futurista Antonio Bruno comincia una serie di pubblicazioni inquadrate nell’ambito dei «Messaggi della Gnosi d’Albavilla», con riferimento a Biancavilla, in provincia di Catania, paese natale. Il primo noto alla letteratura specialistica è il presente, chiamato «2° messaggio». Nell’ambito di questa elaborata costruzione simbolica d’ascendenza biblica, il poeta riversa tutto il suo personale vissuto culturale e affettivo, mascherando nelle parabole gnostiche il milieu del modernismo catanese (tra gli «undici banditori di Gesù» troviamo Giacomo Etna e Vitaliano Brancati) e d’altra parte il suo amore irrisolto per Ada Fedora Novelli, già impersonata da Dolly Ferretti e ora figura mariana. Il «messaggio» è organizzato in dieci momenti, ora in prosa lirica ora in poesia, «... scritti evidentemente in condizioni — diciamo così — di trance ...» (Monastra), datati rispettivamente dall’1 al 22 settembre 1928, col decimo testo del 25 novembre ’28. I successivi messaggi, stando ai titoli, pubblicano o ripubblicano testi di saggistica letteraria quali una versione ridotta della tesi di laurea su Leopardi, una serie di versioni dai ‘Fiori del male’ e una lettura su Flaubert, fino al sesto messaggio ovverosia i «Principii elementari della Gnosi d’Albavilla» (1930). Di grande fascino. -- «Il 1928 è l’anno della deflagrazione mistica, in cui nascono [i] sei messaggi “offerti agli gnostici”, ‘Gnosi d’Albavilla’; il secondo di questi messaggi, ‘Canti nuziali’, è una sorta di “mistico amplesso con il cosmo”, dove l’esperienza dei grafismi avanguardistici del periodo fiorentino riemerge dai margini della memoria letteraria, per rivestirsi di tensioni intimiste e totalizzanti, al di là di qualunque sperimentazione tecnica, ma nell’abbandono alla lettera perché si faccia espressione piena delle titubanti fantasie, in un assoluto deragliamento di pensieri, sensazioni, comportamenti» (Ruta in Diz. Fut.) Cammarota, Futurismo, 61.8; Ruta, Il futurismo in Sicilia, passim; Monastra, L'isola e l'immaginario, p. 30; Diz. Fut. p. 173a
Edizione originale. Uniforme brunitura e minime mende rinforzate tramite restauro professionale alla copertina; per il resto più che buon esemplare. Primo numero della rivista diretta da Neymon per un totale di quattro fascicoli tra 1932 e 1933. I primi due fascicoli furono dedicati all’Italia: agli artisti futuristi, il primo che qui si offre; agli scrittori italiani contemporanei, il successivo. Gli artisti censiti nel presente fascicolo sono: Depero, Dottori, Marasco, Fillia, Caviglioni, Benedetta, Munari, Pozzo, Oriani, Diulgheroff, Thayaht, Andreoni, Rosso, Cocchia, Crali, Ambrosi. Notevole layout razionale per l’interno, capolavoro di Ugo Pozzo in copertina. -- «Pubblicazione complementare al contenuto dell’esposizione omonima parigina, è un documento del confronto fra proiezioni d’immaginazione “cosmica”, opzioni aeropittoriche rappresentative e sintesi plastsiche dinamiche di matrice “meccanica”. E conferma la raggiunta leadrship prampoliniana nell’ambito del futurismo plastico-visivo e architettonico» (NAF). Nuovi archivi del futurismo I, 1932/27
Raro mensile diretta da Massimo Notari (figlio di Umberto), con copertina interamente disegnata da Sinopico. Pubblicazione fatta da e per i giovani, d’impostazione interventista, goliardica e avanguardista. I numeri che offriamo ospitano — oltre ai bei disegni di Sinopico, Enrico Gianieri (Gec) e Leonardo Borgese — tre tavole parolibere dei fratelli Cangiullo: Pasqualino con «Al mare» e «Alfabeto a sorpresa dinamico. Ciclista-record», qui pubblicate in edizione originale ed unica; Francesco con «Stazione - Guerra * Europea. Partenza di reclute + richiamati», datata in calce «Roma 1915» (già edita ne «Gli Avvenimenti», dic. 1915). Cfr. Crispolti, Il futurismo attraverso la Toscana, nr. 23.49 (per il bozzetto del «Ciclista» di Pasqualino); Lista, Le livre futuriste, nrr. 27-28 (per la «Stazione» di Francesco). Raro insieme.
Prima edizione. Leggeri segni del tempo, ma ottimo esemplare. Importante documento per quanto concerne la danza futurista: alle pp. 242-ss 7 fotografie delle «Figurazioni di danze futuriste». «La Censi interpreta, a piedi nudi, vestita con una cuffia e una tutina-pantalone, senza l'ausilio di musiche, poemi di Marinetti, recitati dall'autore stesso, e aeropitture di Prampolini. le sue pose aerodinamiche, fissate in efficaci fotografie ('decollo', 'velocità ascensionale', 'rovesciamento dell'apparecchio', 'trivello verso l'azzurro'), sono pubblicate in un manuale di cultura fisica dell'epoca come 'esempi di trasformazione delle forme verso una purezza di linea'» (Salaris)
Edizione originale, raccolta di poesie tra cui il poemetto eponimo in endecasillabi sciolti. È il terzo libro dell’autore, ma il primo pubblicato per la sigla editoriale di “Poesia”. Cfr. Cammarota, Futurismo, 142.1. Ottimo esemplare.
Minime lacerazioni marginali, senza perdite. Nel complesso un più che buon esemplare di questo fragile documento d’epoca. Straordinaria grafica di copertina firmata Depero, un bel disegno a quattro colori basato sulla prospettiva geometrica offerta dalla doppia ‘X’. Il Secolo XX adotta questa copertina a partire dall’ottobre 1928, e la mantiene - con varianti - almeno fino all’ottobre 1930. In copertina: Edwin Cerio, Capri; “Quarantaquattro pagine dedicate al mare e ai monti”. In chiusura di numero il racconto “Addio New York!” di Paul Morand con gradevoli illustrazioni di Francesco Chiappelli. Più che buone condizioni. Fanelli - Godoli, Il Futurismo e la grafica, p. VI nr. 19; Salaris, Il Futurismo e la pubblicità, p. 57
Edizione originale. Esemplare completo del rarissimo pergamino originale semitrasparente a proteggere la copertina. Brunito alla copertina e alle pagine interne, per il resto in condizioni più che buone quando non ottime. Numero 3-4-5 (giugno) del mensile diretto e curato graficamente da Depero, di cui è l’ultima uscita. Di formato e grafica diversa dai precedenti, tirato in un maggior numero di copie in occasione delle Onoranze nazionali a Umberto Boccioni organizzate dal Comune di Milano nelle giornate del 14-16 giugno 1933. Di elevatissima qualità grafica, contiene interventi originali di Marinetti (Il grido di Marinetti), Buzzi (la parolibera: Canzone di Boccioni e il testo Gloria a UB), Russolo, Notari, oltre a ripescaggi segnalati dalla stampa e scelte citazioni boccioniane. Due diagrammi disegnati da Depero, «La storia dell’arte suddivisa da Boccioni o nei seguenti periodi» e «Dall’impressionismo al futurismo», e una scelta iconografia di opere del maestro. Cammarota, Futurismo, Giornali fut., 118; Diz. Fut., pp. 385b-387b; Millefiorini, La pubblicistica futurista nei primi anni Trenta, ad indicem; Salaris, Riviste, pp. 198ss
Catalogo originale. Ottimo esemplare. Bel catalogo con numerose illustrazioni raffiguranti gli allestimenti fieristici in stile futurist-fascista. In fine all’introduzione: «Gli artisti Carlomaria Dormal, Dino Lazzaro, Cosimo Privato, Antonio Morato e Luigi Strazzabosco hanno collaborato con Giorgio Peri [al secolo G. Peressinotto] alla bella opera ideata e attuata dal Cavaliere di Gran Croce Ilario Montesi [...]». Scudiero - Rebeschini, Futurismo veneto, pp. 267-270
Edizione originale. Ottimo esemplare. Raccoglie scritti di Marinetti, Albano, Corneli e Dottori stesso (La mia pittura futurista umbra), una rassegna stampa, impaginati assieme a riproduzioni b.n. di opere. Cfr. Cammarota, Futurismo, Libri di aa. vv., 85; Id., Marinetti, Prefazioni, 208.
Manoscritto autografo. In più che buono stato di conservazione. Al recto: «[...] liquefazione del sole, nel cielo / sfinimento dell’azzurro [...] / pesare / SCENDERE / lentissimo / [...] / OPPRESSIONE / SOFFOCAMENTO / tutti i colori in fusione [...] / SETE (bisogno) / [...] IMMOBILITA’ in attesa SILENZIO in ascolto [...]». Al verso brano in prosa: «[...] In mezzo un piccolo gatto nero con gli occhi verdi e un bel fiocco rosso intorno al collo [...]». Manoscritto esposto da Mario Verdone in occasione della mostra «Archivi futuristi» alla Galleria Fonte d’Abisso (Modena-Milano, 1990); Oliva (La parola totale, p. 131) pubblica un altro manoscritto autografo di «Silenziosonnolenza» ma su due carte e con varianti. Verdone, Archivi futuristi, n. XXIII p. 105 (ill.)