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In -8°, pp. 126, b, con all’antiporta ritratto fotografico dell’autore. Brossura editoriale con un disegno di Antonio Ginna, lievemente sfrangiata all’unghiatura e comunque solida. Dedica autografa dell’autore “A Angelo Cecconi”. Prima edizione di questa raccolta di Antonio Bruno (1891-1932), futurista catanese: sono traduzioni e componimenti di gusto marcatamente futurista, compresi i virtuosismi tipografici che attraversano tutta l’opera, con maggiore evidenza nel componimento dedicato a “Dolly Ferretti” (la fiorentina Ada Fedora Novelli), musa di Bruno, che in precedenza aveva stampato il suo componimento in una tiratura di manifesti che aveva affisso personalmente lungo il corso di Catania. La prefazione di Emilio Settimelli, “Un razzo”, anch’essa in tono futurista, ha un contenuto non trascurabile rispetto alla teorica del movimento (Settimelli era stato autore l’anno prima delle tesi sul cinema futurista e la scienza futurista così come, con Marinetti e Bruno Corra, aveva formulato la nozione di teatro futurista. NOVECENTO
Proveniente dalla collezione Giampiero Mughini. Prima edizione nella seconda emissione ottenuta tramite ricopertinatura. Molto rara. raccoglie quattro racconti d’ambientazione parigina e “Chi apre chiuda - scenetta da rez-de-schaussèe parigino”. Cfr. Cammarota. Futurismo, 76.12. Esemplare che conserva il solo piatto anteriore della copertina originale, applicato su brossura posticcia. Ottimo internamente.
Edizione originale. Abile restauro al dorso, per il resto bell’esemplare. «Nelle lettere di Marinetti sono contenuti dei brani d’alcuni poemi successivamente confluiti in ‘Il Poema africano della Divisione 28 ottobre’. [...] Rarissimo» (Cammarota). La rarità di questo libro è tale che nel 1978 Glauco Viazzi, ne «I poeti del futurismo», dava addirittura il libro come «non pubblicato». Contiene quindici lettere di Cangiullo e dodici di Marinetti (di cui tre in facsimile d’autografo) datate tra l’ottobre 1935 e l’aprile 1936. -- «Caro Francesco Cangiullo [...] grazie per il tuo libro commovente variopinto alato «Lettere a Marinetti in Africa» capolavoro dell’amicizia di guerra» (Marinetti in Id.-Cangiullo, Teatro della sorpresa, 1968, p. 46). Cammarota, Marinetti, 226; Marinetti-Cangiullo, Lettere (1910-1943), 1989, pp. 34, 44, 51 etc.
Manoscritto a penna nera su cartoncino con l’intestazione “L’Ambrosiano / Giornale Quotidiano“. Tecnica a collage: al recto incollato un ritaglio di giornale con il testo “Per il mondo...“ e di mano di Cerati “e ritorno. Saluti“. Francobollo conservato. Ottimo stato. Cartolina postale viaggiata, autografa firmata, datata 2 settembre 1931 e inviata ad Angelo Rognoni - Pavia. scritto il recto. Notevole esempio di arte postale futurista. Pubblicata in Lista, Les Futuristes, p. 16.
Edizione originale, prima emissione. Più che buon esemplare, internamente molto fresco e pulito, con difetti perimetrali alla copertina (piccole mancanze ai bordi, brunitura, particolarmente al dorso). Prima apparizione del libro di Dessy, molto rara. Pubblicato nella collana diretta da Maria Ginanni, a quest’altezza cronologica non più pubblicata a Firenze ma dall’editore Facchi di Milano, è uno dei titoli più difficili da trovare di queste edizioni. Fu ristampato con data 1920 su carta più povera. Cammarota, Futurismo, 174.1
Edizione originale. CON DEDICA Ottimo esemplare (lievi fioriture alla copertina e minimi fisiologici segni del tempo marginali) impreziosito dalla dedica autografa «a Ercole Rivalta, con simpatia cordiale | Auro d’Alba || Roma, 30-X-MCMX» e conservato per lo più a fogli chiusi. Rarissima opera seconda del giovane poeta simbolista, stampata come la prima (Lumi d’argento, 1906) a proprie spese in edizione fuori commercio, in un delizioso formato album impreziosito da una bella copertina illustrata in stile simbolista, non firmata ma attribuibile al pittore Raoul Dal Molin Ferenzona. «Corde ai fianchi» è la raccolta di poesie che varrà ad Auro D’Alba — pseudonimo dannunzianeggiante di Umberto Bottone — l’ingresso tra le fila dei poeti futuristi, avvenuto tra la fine del 1910 e l’inizio del 1911 (e non nel 1912, come pure capita di leggere in autorevoli riassunti biografici). Un solo esemplare registrato nel censimento ICCU, quello della biblioteca “Guglielmo Marconi” di Roma.
Catalogo originale. CON DEDICA Ottimo esemplare pregiato da invio autografo di F.T. Marinetti sul piatto superiore della copertina: «a Paola Ojetti», la figlia di Ugo Ojetti. Molto raro con autografo. Catalogo della mostra — o «numero unico» (C. Rebeschini in Diz. Fut.) — contiene aeropoesie composte in diversi caratteri tipografici di: C. Forlin, R. Averini, M. Goretti, U. Veronesi, G. Marcati, E. Morato, A. Giglioli. Riproduzioni in bianco e nero delle opere esposte in copertina. Tra i vari stampati pubblicati dal Gruppo futurista Savarè, questo è il più “comune”, forse perché è uno dei primi e fu tirato in un numero di copie più ampio rispetto ai successivi. Nuovi archivi del futurismo I, 1940/9; Diz. Fut., p. 7b
Edizione originale, anticipa di due anni il più noto «Studi di estetica dell’irrazionale». Contenute lacerazioni marginali all’unghiatura, leggere macchie alla brossura ma complessivamente esemplare molto buono. Raro, assente dai repertori specialistici consultati.
Edizione originale. Esemplare caratterizzato da vistosi restauri integrativi ai bordi e al dorso della copertina originale in brossura; prima e ultima carta brunite, come usuale; per il resto in più che buone condizioni. Raro secondo libro di Corrado Govoni, segue di pochi mesi l’esordio con «Le Fiale». È probabilmente l’opera del ferrarese più vicina alla poetica e agli stili dei crepuscolari. Tipograficamente, il libro si compone di 206 pagine tirate su una bella carta di alta grammatura in barbe, racchiuse da due carte diverse, tendenti a scurirsi in maniera sensibilmente diversa dal resto del libro, sulle quali sono incise in rosso le xilografie di De Carolis; il tutto rilegato in una brossura in carta verde anch’essa stampata in xilografia dal maestro marchigiano. Cammarota, Futurismo, 249.2
Legatura editoriale, brossura marrone con titolo in blu su piatto color argento, ottima copia senza difetti, impreziosita dalla bella DEDICA di Marinetti al futurista toscano Lionello Balestrieri. Straordinaria antologia che raccoglie poesie, versi paroliberi e vere e proprie tavole parolibere, molte di esse in edizione originale. Le bellissime tavole ripiegate sono 2 per Fillia, 2 per Marinetti e la famosa «Treni in corsa» di Cesare Simonetti, che interamente svolta misura mezzo metro. Bellissima copia con dedica. Cfr. Cammarota, Futurismo, 30. Legatura editoriale, brossura marrone con titolo in blu su piatto color argento, ottima copia senza difetti (lievemente allentate alcune carte) impreziosita dalla bella DEDICA di Marinetti al futurista toscano Lionello Balestrieri. Straordinaria antologia che raccoglie poesie, versi paroliberi e vere e proprie tavole parolibere, molte di esse in edizione originale. Le bellissime tavole ripiegate sono 2 per Fillia, 2 per Marinetti e la famosa «Treni in corsa» di Cesare Simonetti, che interamente svolta misura mezzo metro. Bellissima copia con dedica. Cfr. Cammarota, Futurismo, 30.
Prima edizione italiana in questo formato. Ottimo esemplare (normali lievi segni del tempo perimetrali, con piccole mancanze sul bordo esterno delle pagine — ben lontane dal testo). Per la prima volta in questo volantino a bifolio — il formato tipico dei manifesti futuristi — appare il testo del «Manifesto del futurismo» completo dell’ampio prologo narrativo che comincia con «Avevamo vegliato tutta la notte — i miei amici ed io — sotto lampade di moschea dalle cupole di ottone traforato…». Il «Manifesto del futurismo» fu pubblicato per la prima volta all’inizio del febbraio 1909, in un depliant / lettera circolare stampato in inchiostro blu che principiava direttamente con il primo dei nove punti del manifesto. Poco dopo veniva stampato invece il testo completo del prologo introduttivo, sulla rivista di Marinetti «Poesia», come introduzione ad alcuni libri delle Edizioni di «Poesia» e sul «Figaro» del 20 febbraio. Parallelamente compariva sul vari quotidiani e riviste non futuristi, e nei mesi successivi del 1909 verrà ristampato molte volte: mai, però, come volantino a bifolio. Le ultime ricerche hanno dimostrato che questo volantino — ovvero il primo a contenere il testo completo nella sua forma definitiva — non fu stampato prima del gennaio 1910: «[…] only the serate of 1910 provided Marinetti with a compelling reason for printing the very first leaflet bearing the full text of “Foundation and Manifesto of Futurism” in Italian, i.e. “Fondazione e Manifesto del Futurismo (pubblicato dal “Figaro” di Parigi il 20 febbraio 1909)”. A new way of distributing leaflets in theatres complemented the traditional mailing system used to distribute manifestos until then. […] In early 1910, Marinetti undertook a fresh attempt at conquering the Italian public by means of a series of serate futuriste. He therefore had the Foundation and Manifesto of Futurism printed as a leaflet in a high print run, all headed “published in Le Figaro on 20 February 1909.” This third launch of Futurism relied heavily on the success of the front-page article in Le Figaro, which from now on was exploited to the full. In the next thirty years, Marinetti never ceased to emphasize, usually in large bold letters, that his foundation manifesto had been heralded to the world in the prestigious French newspaper» (Coronelli, pp. 28-9). Coronelli, The Futurist Manifestos of 1909: Dates and Editions Reconsidered (IYFS 10, 2020: 3-34) fig. 4 p. 23 & passim; Tonini, I manifesti, 1.14 (con data 1909)
Non comune edizione originale, interessante romanzo parolibero. Cfr. Cammarota, Marinetti, 95. Le «Edizioni futuriste» Porta di Piacenza erano dirette da Marinetti e Carli, con un interessante programma editoriale quasi del tutto irrealizzato: esordirono con Trillirì di Carli (vedi scheda n. 162) nello stesso 1921, poi questo titolo di Marinetti e più nulla. Ottimo esemplare.
Edizione originale. CON DEDICA Ottimo esemplare pregiato dalla dedica autografa dell’autore «A Gino Olivetti». Menzione fittizia di quinta edizione in copertina. Primo romanzo dell’autore, qui nell’originale versione francese tirata a fine 1909 (ma con 1910 sulla copertina) in 2000 esemplari non dichiarati, poi emessi con false menzioni di edizione. La traduzione italiana fu sequestrata e processata per oltraggio al pudore, contribuendo a aumentarne la fama di libro “proibito”. Il giovane Gianni Mattioli, poi grandissimo collezionista della migliore arte italiana del primo Novecento, nel 1924 così lamentava il declino del futurismo e di Marinetti: «Ed ecco che un giorno l’invincibile ribelle, colui che aveva fuso il suo io nella violenta personalità pugilistica di Mafarka el Bar, si lascia ad un tratto docilmente legare dalla untuosità affettata di un ben composto comitato» (La Collezione Mattioli, p. 63). Le vicende editoriali dell’edizione originale francese, già stampata a fine 1909, sono state più travagliate di quello che si potrebbe pensare, tanto che addirittura il libro fu rilasciato al pubblico solo mesi dopo che era già uscita (e sequestrata) la traduzione italiana: «In the contemporary French press, however, there is absolutely no trace of the book until July 1910. [...] According to documents, the manuscript was consigned to the publisher on 1 October 1909, the preface around mid-November, and the bill for the publishing the work (2,600 francs for two thousand copies) was set up on 31 December 1909. Therefore, the announcement in the December 1909 issue of “Poesia” that “Mafarka le futuriste” was “in print” was almost certainly correct. However, contrary to what one would expect, the book was not released the following January. In the letters sent by Sansot to Marinetti at the end of 1909, the publisher appears very concerned about the novel’s controversial contents and fearful that it might be prosecuted. A bill issued by Sansot on 1 April 1910, charging 375 francs for further corrections made to the novel, suggests that the book was still waiting to be released in the spring of 1910. [...] in April 1910 [...] the Italian translation “Mafarka il futurista” appeared in the Edizioni futuriste di “Poesia”. The fact that it was immediately seized by the police shows that Sansot’s fears were indeed justified. The confiscation is mentioned by the Roman newspaper La ragione of 4 April 1910. It is astonishing, though, that a Futurist press release concerning the seizure of “Mafarka il futurista” stated that the book was “already published in Paris in its French version”, even though “Mafarka le futuriste” was still being proofread and would not be released until July» (Coronelli, The Futurist Manifestos of Early 1910, IYFS 12, 2022, in print). Cammarota, Marinetti, 23; Caffeina dell’Europa. Marinetti nella collezione dell’Arengario S.B., 31
Prima edizione. Più che buon esemplare (lievi segni d’usura alla cerniera del bifolio, in parte distaccata). Rarissima versione francese del «Manifesto dei drammaturghi futuristi», poi ripubblicato a partire dall’antologia «Le futurisme» (luglio 1911) come «La volupté d’être sifflé» e mai più ripubblicato in questo formato. Rispetto al manifesto italiano, sono aggiunte quattro righe introduttive che fanno riferimento ai fatti di Parma del 26 marzo (il divieto a svolgersi della serata futurista e la contestazione anti-futurista in città). Il manifesto fu ricevuto e commentato dalla stampa francese a partire dal 25 aprile. È il primo manifesto in lingua straniera a recare le liste di poeti (con la particolarità che manca il nome di Federico De Maria ed è invece presente Auro D’Alba, in quella che è forse la sua prima attestazione ufficiale), pittori e musicisti futuristi in calce all’ultima pagina. Tonini, I manifesti del futurismo italiano, 23.3
Prima edizione. Ottimo esemplare completo della bellissima sovracoperta illustrata, molto rara, qui in esemplare non restaurato, con piccole mancanze al taglio alto e a testa e piede del dorso, e un distacco fermato alla cerniera anteriore. Il libro è particolarmente noto per la celebre sovracoperta, disegnata da Bernardini in uno stile che anticipa di trent’anni la Pop art. Raccoglie sei piacevoli novelle erotiche e uno dei pochi scritti autobiografici di Marinetti, «Autoritratto», molto compulsato dagli storici d’oggi. Nove belle tavole futuriste di Ivo Pannaggi ornano i testi (oltre al più piccolo ritratto sintetico di Marinetti a p. [5], per un totale di dieci disegni originali): le copertine per i sette testi, la tavola con Marinetti e Vecchi durante la «battaglia di via Mercanti» (p. [17]) e l’«Autocaricatura» (p. [92]). Cammarota, Marinetti, 127
In-16 gr., brossura originale (con aloni), pp. 277,(11) (incluso il catalogo delle Edizioni Futuriste). “Affettuosamente dedico: al pubblico! quel pubblico che ci ricopre di fischi, di frutti e di verdure, noi lo ricopriremo di deliziose opere d’arte”, così l’A. introduce il suo romanzo. "Prima edizione". Cfr. Gambetti / Vezzosi “Rarità bibliogr. del ‘900 italiano”, p. 609: “Scritto tra il 1908 e il 1910. Esistono copie con l’indicazione 7°, 8°, 9° e 10° migliaio (ne furono stampate 7000 n.n.). Le spese di stampa e di spedizione (1100 lire) furono affrontate dall’A. Edizione di scarso successo, ma definita da Ungaretti ‘apertura’ dell’avanguardia italiana. Piuttosto raro e molto ricercato”. Alone più o meno pesante al solo margine esterno bianco delle ultime 60 carte; lievi aloni e qualche fiorit. interc. nel t., ma complessivam. buon esemplare.
Rara edizione originale. CON DEDICA Ottimo esemplare a fogli chiusi pregiato dalla dedica autografa dell'autore. Proveniente dalla collezione futurista di Giampiero Mughini. Collaudo di F.T. Marinetti. Contiene il «Manifesto agli studenti d’italia e del mondo», firmato da Buccafusca, Corona, Forlin, Gaetani, Ganzaroli, Marras, Pattarozzi, Pennone, Stoppele, Veronesi. Cammarota, Futurismo, 365.4; id., Marinetti, XI.179
Edizione originale. Staordinario esemplare: la copia dell’artista e designer Rosa Menni (1889-1975), dal 1920 moglie di Raffaello Giolli (pecetta di invio postale in quarta di copertina: «Sig.na Rosa Menni | corso B. Ayres [sic] 20A. -Milano»); l’esemplare è poi transitato nella storica collezione futurista di Sergio Cereda, e di lì nell’altrettanto storica Collezione Mughini. Minime macchie d’inchiostro alla copertina, lievemente scolorita su dorso e taglio alto, come normale; annotazione d’archivio della collezione Cereda a matita sul piatto superiore («3218»); normale uniforme brunitura delle pagine interne. Rarissimo invito/catalogo della personale “caprese” di Prampolini a Roma, inaugurata il 25 ottobre 1922. Si tratta di un’emissione ad hoc del «Bollettino quindicinale della Casa d'Arte Bragaglia» n. III/72, avvolto in una copertina leggera con al piatto anteriore il testo dell'invito (che prosegue: «Marinetti esporrà la sua nuova invenzione 'Il programma di vita'. Cangiullo esporrà la sua nuova invenzione: la “Poesia pentagrammata”»). In seconda di copertina «Grand Cotillon Futurista diretto da F.T. Marinetti, Cangiullo, Bragaglia, Prampolini, Marchi, Balla, Paladini, Fornari» al Circolo delle Cronache d’attualità nella mezzanotte dello stesso 25 ottobre. In terza di copertina anticipazioni sulla Sala Futurista della Casa Bragaglia: esposizioni di Zatkova, Peeters, Marasco, Togo e i pittori futuristi giapponesi, i cecoslovacchi «Dvetsyls», Balla e il gruppo «Noi» diretto da Prampolini. All’interno elenco delle 40 opere esposte (tempere, acquarelli, disegni), con prezzi, e la lunga prefazione originale di Cerio «Prampolini a Capri», in una versione accorciata: la mostra era stata esposta nel settembre dello stesso anno a Salerno come «1a Esposizione d’arte futurista a Salerno» organizzata da Mario Hyerace e Ugo Abundo, nel cui catalogo relativo compariva lo scritto esteso. -- A dire della rarità: nei «Nuovi archivi del futurismo» viene erroneamente riprodotta solo la copertina del nostro libretto, scambiato per un semplice invito. Nuovi archivi del futurismo, I, 1922/14a
Catalogo originale. Ottimo esemplare. Raro catalogo della tappa romana della prima importante retrospettiva su Sant’Elia, che aveva inaugurato a settembre 1930 a Como, poi era passata alla Galleria Pesaro di Milano in ottobre (assieme a una collettiva di «22 pittori futuristi» e in dicembre approda a Roma. Catalogo della mostra del dicembre 1930. Contiene il testo di Marinetti «Sant'Elia e la nuova architettura», il manifesto «L'Architettura futurista», un ritratto fotografico di Sant’Elia soldato e 9 riproduzioni dei progetti del visionario architetto futurista, martire della prima guerra mondiale.
"Progetto autografo, Vittorio Osvaldo Tommasini in arte "Farfa" (1879 - 1964) Progetto per appendipanni interamente autografo firmato inedito senza data ma anni '40 - '50 S. d., progetto per appendipanni redatto su due fogli in carta, di cui uno con intestazione a stampa, testi redatti a penna rossa ad un'unica facciata, con firma autografa al termine del testo di ciascun foglio (vedi foto). Cm 29,5x21. Condizioni di conservazione Esemplare ben conservato con tracce d'uso, pieghe di conservazione, angoli con piccole pieghette / tracce di pieghette. Autografo unico e interessantissimo, per appendiabiti che, nell'intenzione di Farfa, avrebbe rivoluzionato il settore di tale categoria di oggetto: "[...] Allora come nel 1929, le mie 19 ceramiche futuriste hanno buttato all'aria tutta la tradizione della produzione albissolese, tanto da onorarle del titolo di: Pioniere, poiché, tutti i ceramisti operarono poi su quell'andatissimo esempio, così, oggi il mio appendipannisarà, alla testa del rinnovamento dell'importante oggetto. [...]". Appendipanni che, nell'ottica e nella descrizione di Farfa, sarebbe stato molto variopinto e allegro, capace di suscitare gioia e meraviglia, nonché, invidia e desiderio di possederlo. Presenza di dettagli tecnici per la sua realizzazione. Provenienza raccolta Amorth. SC03.D15052 N "
Prima edizione. Ottimo esemplare. Raro terzo dei manifesti firmati dal giovane «segretario» del Movimento futurista, stretto collaboratore di Depero. «Nei suoi quattro manifesti [...] [Azari] riesce a “futuristizzare” ed a “meccanizzare” ogni campo ed ogni situazione: dal teatro e quindi all’arte, alla natura, alla vita stessa» (Diz. Fut., p. 90b). A margine del foglio, in verticale, reclame del «Depero futurista», il libro imbullonato «Originalissimo - Illustratissimo - Coloratissimo».
290x225 mm, un foglio stampato recto/verso. Rara edizione originale. Cfr. Tonini. I manifesti, 161.1. Gli autori, “studenti futuristi” tra i quali spicca Leskovich alias Escodamè, si scagliano contro gli studi classici, la figura dell'insegnante; a favore dell'educazione fisica, del lavoro manuale.
LEGATURA IN BROSSURA EDITORIALE, LA DEDICA AUTOGRAFA E' AL SECONDO FOGLIO. DI QUESTO VOLUME SONO STATE TIRATE 800 COPIE NUMERATE, LA NOSTRA E' LA N. 0073. LUDOVICO GAETANI APPARTIENE AL GRUPPO FUTURISTA SANTELIA DI CAGLIARI. RARISSIMO DA REPERIRE numero pagine: 80 formato: 24.4X17 stato conservazione: ABBASTANZA BUONO, FIORITURE A CIRCA 10 FOGLI, LIEVE PIEGA CENTRALE ALLE ULTIME TRE PAGINE E COPERTINA FINALE
Edizione originale. Uniforme brunitura e minime mende rinforzate tramite restauro professionale alla copertina; per il resto più che buon esemplare. Primo numero della rivista diretta da Neymon per un totale di quattro fascicoli tra 1932 e 1933. I primi due fascicoli furono dedicati all’Italia: agli artisti futuristi, il primo che qui si offre; agli scrittori italiani contemporanei, il successivo. Gli artisti censiti nel presente fascicolo sono: Depero, Dottori, Marasco, Fillia, Caviglioni, Benedetta, Munari, Pozzo, Oriani, Diulgheroff, Thayaht, Andreoni, Rosso, Cocchia, Crali, Ambrosi. Notevole layout razionale per l’interno, capolavoro di Ugo Pozzo in copertina. -- «Pubblicazione complementare al contenuto dell’esposizione omonima parigina, è un documento del confronto fra proiezioni d’immaginazione “cosmica”, opzioni aeropittoriche rappresentative e sintesi plastsiche dinamiche di matrice “meccanica”. E conferma la raggiunta leadrship prampoliniana nell’ambito del futurismo plastico-visivo e architettonico» (NAF). Nuovi archivi del futurismo I, 1932/27
Edizione originale. Esemplare completo del rarissimo pergamino originale semitrasparente a proteggere la copertina. Brunito alla copertina e alle pagine interne, per il resto in condizioni più che buone quando non ottime. Numero 3-4-5 (giugno) del mensile diretto e curato graficamente da Depero, di cui è l’ultima uscita. Di formato e grafica diversa dai precedenti, tirato in un maggior numero di copie in occasione delle Onoranze nazionali a Umberto Boccioni organizzate dal Comune di Milano nelle giornate del 14-16 giugno 1933. Di elevatissima qualità grafica, contiene interventi originali di Marinetti (Il grido di Marinetti), Buzzi (la parolibera: Canzone di Boccioni e il testo Gloria a UB), Russolo, Notari, oltre a ripescaggi segnalati dalla stampa e scelte citazioni boccioniane. Due diagrammi disegnati da Depero, «La storia dell’arte suddivisa da Boccioni o nei seguenti periodi» e «Dall’impressionismo al futurismo», e una scelta iconografia di opere del maestro. Cammarota, Futurismo, Giornali fut., 118; Diz. Fut., pp. 385b-387b; Millefiorini, La pubblicistica futurista nei primi anni Trenta, ad indicem; Salaris, Riviste, pp. 198ss