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ill., br. Blocco di grafici zodiacali che opera secondo la corrente di pensiero astrologica di Lisa Morpurgo. È un utile strumento a supporto dei manuali, adatto per le scuole, ma anche per gli esperti che redigono a mano i Temi natali, integrando l'utilizzo dei programmi software. È uno strumento di studio accurato e completo per giudicare e soppesare le qualità dei pianeti nei segni. Una volta collocati gli astri nella carta del cielo, si possono interpretare i pianeti in relazione allo zodiaco A - nel quale sono contenuti i domicili primari, quelli di base e le esaltazioni - e in riferimento allo zodiaco B dove si evincono i domicili e le esaltazioni in analogia con la teoria della trasparenza. Vi è anche un cerchio indicante gli esili e le cadute dei pianeti che - insieme alle altre informazioni riguardanti la suddivisione dei segni per elemento, per genere e per stagione - forniscono un quadro d'insieme della carta natale, senza la necessità immediata di consultare i manuali e avendo molti dati a disposizione.
ill., br. Questo tipo di grafico zodiacale, che opera secondo l'astrologia classica, è un utile strumento a supporto dei manuali per chi si avvicina allo studio della tecnica interpretativa astrologica. È utile per le scuole e per chi redige a mano i temi natali, integrando l'utilizzo dei programmi software. È uno strumento di studio accurato e completo per giudicare e soppesare le qualità dei pianeti nei segni. Una volta collocati gli astri nella carta del cielo, si possono interpretare tenendo conto delle informazioni che si leggono nei vari cerchi concentrici che, come è scritto nella legenda, elencano i pianeti in domicilio, in esaltazione, in esilio e in caduta nei segni zodiacali. Per ogni segno, inoltre, sono indicati i decani e i confini egizi, nonché la suddivisione quaternaria, ternaria e binaria che ricordano al principiante le caratteristiche delle stagioni, degli elementi e delle qualità prime, fornendo così un quadro d'insieme della carta natale senza la necessità immediata di consultare i manuali e avendo molti dati a disposizione.
br. Il pròbleme che l'immagine del cinema moderno pone è lo stesso di fronte a cui si trova la filosofia della differenza del grande libro del 1968, "Differenza e ripetizione": uscire dalla tutela del Tutto-Uno, sottrarsi al percorso verticale e gerarchico della rappresentazione, produrre un differente rapporto tra "io, pensare, essere". La filosofia deve pensare con i propri strumenti, i concetti, un essere che è un terreno di differenze senza gerarchia, un io che esce dai canoni del soggetto trascendentale, un mondo che non è un tutto-uno e che il pensiero non è più in grado di pensare nemmeno come il proprio orizzonte. L'arte (il cinema come arte) affronta lo stesso problema: la frattura del tempo narrativo tradizionale, la singolarità non integrabile in un intero, l'interstizio reso visibile, la dissociazione tra il visivo e il sonoro. Allora, che cosa può pensare il pensiero nelle sue differenti forme? In che cosa consiste la sua potenza, se non può pretendere l'onnipotenza e se l'idea del tutto non può nemmeno più essere il suo orizzonte?
br. Il pròbleme che l'immagine del cinema moderno pone è lo stesso di fronte a cui si trova la filosofia della differenza del grande libro del 1968, "Differenza e ripetizione": uscire dalla tutela del Tutto-Uno, sottrarsi al percorso verticale e gerarchico della rappresentazione, produrre un differente rapporto tra "io, pensare, essere". La filosofia deve pensare con i propri strumenti, i concetti, un essere che è un terreno di differenze senza gerarchia, un io che esce dai canoni del soggetto trascendentale, un mondo che non è un tutto-uno e che il pensiero non è più in grado di pensare nemmeno come il proprio orizzonte. L'arte (il cinema come arte) affronta lo stesso problema: la frattura del tempo narrativo tradizionale, la singolarità non integrabile in un intero, l'interstizio reso visibile, la dissociazione tra il visivo e il sonoro. Allora, che cosa può pensare il pensiero nelle sue differenti forme? In che cosa consiste la sua potenza, se non può pretendere l'onnipotenza e se l'idea del tutto non può nemmeno più essere il suo orizzonte?
br. Il signor L. ha una questione aperta con le donne: negli ultimi tre mesi, sei appuntamenti con sei donne diverse. E non uno che abbia funzionato. Il signor K. è molto solo, e i suoi problemi sono cominciati con una frattura. Ma non esistenziale, una banale frattura al polso. Il signor F. ha qualche difficoltà a controllare l'aggressività, almeno così dice sua mamma. Il signor C. si sente la depressione appiccicata addosso e ha cambiato decine di specialisti, ma il dottor G. gli piaceva. La signorina D. pare di un altro secolo, lontanissima nel tempo perché è lontana da tutto. La signora A. logora i nervi. Questo fa, in estrema sintesi. Lo psicologo Massimo Cirri racconta i suoi incontri in un Centro di salute mentale. Vita vissuta all'interno del Servizio sanitario nazionale, persone, dolori, umanità. E infermiere sindacalizzate, colleghi pescecani, informatori farmaceutici avvoltoi e fascinose dottoresse con cui tuffarsi in un cappuccino tra una storia e l'altra. Quando si ascoltano le storie degli altri si ripassa la propria e viene voglia di raccontarle tutte da vicino. Perché da vicino nessuno è normale.
br. "L'autosuggestione è uno strumento che possediamo fin dalla nascita, e in questo strumento, o meglio in questa forza, si trova una meravigliosa e incalcolabile potenza, che a seconda delle circostanze produce i migliori o peggiori risultati. È importante conoscerla e praticarla consapevolmente è in primo luogo per evitare di provocare negli altri cattive autosuggestioni che possono avere conseguenze disastrose, e in secondo luogo, per provocare consapevolmente le suggestioni positive, portando così la salute fisica, il benessere economico e qualsiasi altra cosa si desideri, a patto che venga conosciuta e correttamente praticata. Questo libro spiega come immettere positivi input ed idee nel subconscio e trarre i conseguenti risultati positivi".
br. Questo libro parla di storie comuni che la solitudine attraversa silenziosa: adolescenti, uomini e donne, anziani. Si parla d'amore e di dolore, di violenza e di sogni, di presenze asfissianti e di assenze impreviste. Sono storie che ci riguardano. Viviamo uno strano paradosso: non ci possiamo più dire soli, eppure noi tutti, in qualche misura, sentiamo e temiamo di esserlo. Abbiamo a disposizione infiniti strumenti di comunicazione, eppure manchiamo dell'essenziale per dire e per sentire; non possiamo non accorgerci che la nostra affettività e la nostra sfera emotiva si sono inaridite. Ce lo dimostra quel tremendo autismo che troppo spesso separa i giovani dagli adulti.
br. La scrittura, come l'impronta digitale, è personale, unica e riconoscibile. E' legata agli stati d'animo e, ancora di più, alla personalità di chi scrive. La scrittura è un modo di esprimere se stessi, le proprie attitudini. Essa, dunque, può rivelare molto di una persona. Questo libro è un semplice e completo manuale pratico di grafologia. Dà al lettore gli elementi di base della psicologia indispensabili per interpretare una scrittura; spiega con molti esempi come valutare i segni grafici; analizza tutto ciò che si esprime attraverso la firma, la più intima espressione grafica di se stessi; pone questa scienza alla portata di tutti.
br. Chi avrebbe mai detto che oziare potesse aiutarci a lavorare meglio? Eppure è proprio così! E per godere dei benefici dell'ozio non c'è bisogno di rinchiudersi in un eremo o abdicare ai nostri doveri! Già gli antichi romani avevano capito l'importanza dell'otium; oggi per noi è fondamentale non solo riscoprirlo, ma reimpararlo. Marcella Danon vi rieducherà al riposo e a servirvi del suo straordinario potere. Tra saggio e manuale, questo libro mette in luce tutte le implicazioni e applicazioni del potere del non-fare nella nostra vita adulta e "produttiva", offrendo veri e propri consigli per raggiungere l'equilibrio ideale tra agire e stare.
brossura La vita del bambino di 6 anni comporta grandissimi mutamenti legati al fatto che egli deve imparare a vivere in una comunità sempre più vasta. A 6 anni appaiono i primi segni di una effettiva indipendenza e i genitori possono iniziare a intuire come sarà una volta diventato adulto.
br.
br. L'atto suicida del terrorista ci costringe a riflettere su ciò che non vogliamo e non possiamo più pensare, ovvero la collocazione che occupa la morte nelle nostre vite. L'azione di uccidere e di essere uccisi è per noi occidentali incomprensibile, si situa in un punto cieco del nostro modo di interpretare la realtà, ed è per questo che ci terrorizza. Debray, l'intellettuale-guerrigliero che prese parte alla rivoluzione mancata in Bolivia al fianco di Che Guevara, ci mette di fronte a una verità scomoda: abbiamo eliminato la morte dalle nostre esistenze. In una società priva ormai di fede, il terrorismo pone interrogativi drammatici non soltanto su chi compie questi gesti sanguinari, ma anche su noi stessi e sul nostro, inutile, tentativo di rimozione della morte.
brossura
br. «Un viaggio bellissimo nelle pieghe della sofferenza, dove incontrare i limiti umani e le risorse invisibili della relazione tra fratelli. Una riscoperta di un legame unico in cui fratelli e sorelle condividono la nostra vita dall'inizio alla fine, oltre la vita dei nostri genitori. Sono l'altra radice importante del nostro essere. Ciò che li lega è la storia e i ricordi del tempo trascorso insieme e della crescita nella famiglia, in un modo unico e difficile da condividere con gli altri. È un legame che dovrebbe essere all'insegna dell'armonia ma quando uno dei due vive il limite fisico e psichico i confini si fanno confusi e sfumati e il gioco dei ruoli si confonde in una dinamica fatta di sentimenti forti e contradditori: rabbia, senso di colpa, impotenza, dolore. Il rapporto si fa difficile; ci si trasforma in genitori del proprio fratello! Ma quando queste emozioni le accogliamo ecco che incontriamo l'altra faccia nascosta di un legame così particolare: quello sguardo, quel gesto rivelatore di tanta presenza che proprio quel fratello così problematico ci esprime. Ecco allora che questo libro scritto sulla base della propria esperienza e il grande sentimento che l'accompagna, è la riscoperta di un legame unico e speciale.» (Nicoletta Citarelli)
br. Che cos'è un'emozione? Nonostante la nostra incapacità di afferrare profondamente la concretezza di questo termine, è impossibile immaginare la vita senza emozioni. Esse ci informano su chi siamo, sul dove stiamo andando e su come sono le nostre relazioni con gli altri. Se una cosa corrisponde davvero a ciò che siamo, lo capiamo dal modo in cui ci sentiamo. Le emozioni sono i nostri sistemi di navigazione. Questo quaderno affronta la traversata di quell'universo misterioso che ci pulsa dentro. Un percorso che, facendo luce tra le pieghe della biologia delle emozioni, delle neuroscienze affettive e della fisica dei quanti ci riporta alla nostra vera natura, aprendoci alle coloriture dei sentimenti che toccano le corde dell'animo umano. Ad accompagnare questo viaggio è il respiro pulsante e vitale della natura: rimedi e consigli che ci conducono in modo delicato e sottile verso la guarigione profonda dei flussi energetici emozionali che accompagnano il viaggio della nostra vita. Quindi saremo pronti ad amare e ad amarci, finalmente.
brossura
br. "Il luogo di confronto tra Heidegger e Celan, qui scelto, è il 'linguaggio'. Ad esso appartengono entrambi. Ma come due mondi diversi e distanti, tanto da rendere il luogo di appartenenza un puro spazio vuoto, un'astrazione. Ciò che davvero pone in relazione il filosofo e il poeta è allora il tempo: il tempo del linguaggio. Il linguaggio poetico di Celan nasce con la morte del linguaggio filosofico di Heidegger." (V. Vitiello)
br. "Chiunque voglia essere un uomo deve essere un anticonformista", proclama Ralph Waldo Emerson in questo saggio senza tempo. "Fidati di te stesso: ogni cuore vibra a questa corda di ferro. Accetta il posto che la divina provvidenza ha trovato per te, la società dei tuoi contemporanei, la connessione degli eventi. I grandi uomini hanno sempre fatto così, e si sono affidati infantilmente al genio della loro epoca, tradendo la loro percezione che l'assolutamente affidabile era seduto nel loro cuore, operando attraverso le loro mani, predominando in tutto il loro essere. E noi ora siamo uomini, e dobbiamo accettare nella mente più alta lo stesso destino trascendente; e non minori e invalidi in un angolo protetto, non codardi che fuggono davanti a una rivoluzione, ma guide, redentori e benefattori, obbedendo allo sforzo onnipotente, e avanzando nel Caos e nelle tenebre."
brossura
br. L'assoluto ideale morale è per Epitteto quello della libertà, del dominio interiore dello spirito e dell'indipendenza del volere ragionevole da ogni motivazione esteriore. Tale stato perfetto, che è la condizione del saggio, può essere raggiunto con lo sradicamento di ogni passione (apatia), il che a sua volta è condizionato dall'uso della ragione. Al rigore della morale cinica, appena riassunta, Epitteto associò anche la teoria stoica del logos divino che governa il mondo secondo un disegno razionale. Nel Manuale stilato da Arriano, discepolo di Epitteto, e quindi attribuito a Epitteto secondo la consueta usanza del mondo antico, l'accento cade più sulla moralistica, che consiste poi in buona sostanza nell'accettare ciò che ci accade. Cruciale nel suscitare le riflessioni di Marco Aurelio, il Manuale ha avuto una grande fortuna nel corso dei secoli, tanto da ispirare il tardo stoicismo e anche la filosofia cristiana, fino a diventare ancora nel periodo dell'età dell'Illuminismo, in paesi come la Scozia, testo di riferimento scolastico. La traduzione qui proposta è quella storica di Giacomo Leopardi, da lui curata nel 1825 per un editore milanese. Completano questa edizione del Manuale i commenti del grande storico della filosofia Antonio Banfi.
br. Il titolo stesso di quest'opera ne racchiude il contenuto: figlia di Plutone e Neotete, la Follia è la divinità suprema capace di dispensare benefici agli uomini e agli dèi, dà sapore all'esistenza portando all'accettazione di sé e degli altri, genera i matrimoni e le amicizie, armonizza la società umana e domina persino sugli dèi. La Follia dissacra ma non condanna mai. Uno dei più grandi successi letterari del secolo, l'"Elogio della follia" fu tradotto in varie lingue ed ebbe numerosissime edizioni e imitazioni. Tutte le opere di Erasmo furono inserite nell'Indice dei libri proibiti istituito nel 1559.
br. Capolavoro di uno dei più illustri rappresentanti dell'Umanesimo europeo, divertente e sferzante critica alla tracotanza umana, "Elogio della Follia" è senza dubbio una delle opere centrali del canone filosofico e letterario mondiale. Ma non è un'opera irraggiungibile e criptica: al contrario, è amata proprio per la sua scrittura potente e corrosiva, per la forza drammatica che nasce dall'idea di far parlare la Follia in prima persona. Come una gran dama dall'intelligenza devastante, la Follia, tessendo un raffinato autoelogio, mette alla berlina uno per uno tutti i limiti, le meschinità e le bassezze dell'umanità. Non ci sono sconti per nessuno, a prescindere dallo stato sociale e dal prestigio accumulato. Gli esseri umani sono messi a nudo nella povera essenza che tutti li accomuna, costretti a rinunciare alle consuete pompose vesti di governanti, letterati, religiosi. Erasmo non procede però a una pura opera di demolizione: al cuore dell'"Elogio" pulsa un accorato invito a considerare il messaggio di Cristo nella sua pienezza e a conformare le nostre vite alle sue parole, senza false interpretazioni.