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br. La felicità, inafferrabile meteora a caccia della quale si accaniscono gli uomini, è la sola cosa che è ostinatamente negata al genere umano. Se la perfetta felicità è inesistente, vi è una felicità relativa che resta subordinata alle aspirazioni di ciascuno di noi e che si mostra inafferrabile solo per coloro che, pur desiderandola ardentemente, non compiono lo sforzo necessario per carpirla. Simile all'amore, essa non conosce altre leggi che quelle della propria fantasia e si piega solo alla volontà potente e pertinace che sappia asservirla e curvarla al proprio giogo. Definire la felicità è un compito puerile; significa evocare tutti i sogni dei poeti, seguire le divagazioni dei filosofi, le sentenze dei pensatori di tutte le epoche; è la sola cosa che si può dare senza possederla, ma che si può egualmente conquistare come si conquistano tutte le virtù, con una disciplina morale sostenuta da un desiderio perseverante.
br. La filosofia della storia sull'Olocausto ha versato fiumi d'inchiostro, ma al contempo sembra restare senza parole. Uno sterminio che interpella le filosofie del Novecento da Heidegger e i suoi allievi - Sartre, Gadamer, Arendt e Jonas - sino a Horkheimer, Adorno, Derida... Riflessioni che rimettono in questione la teodicea, la giustificazione del male: ma questa resta un pensiero-limite, un paradosso. V'è però un particolare filo della memoria che, intessendosi con il pensiero ebraico, va mutando la precomprensione della stessa filosofia. Il suo compito non si esaurisce nella definizione del male, ma nel "riparare il mondo dopo la Shoah", nell'opporsi al male in tutte le sue forme. Ecco l'originalità di Emil L. Fackenheim, con Levinas ispiratore di una 'filosofia della resistenza' al male che si alimenta per il fatto d'essere sopravvissuti. Massimo Giuliani ne presenta qui un testo diagnostico e programmatico: Olocausto. Un'inedita analisi, per il giudaismo e per la teologia cristiana: il male non può essere l'ultima parola, nonostante il male si può e si deve perseguire il bene. Un rovesciamento che ha un modello nei giovani della Rosa Bianca: col sacrificio della loro vita per opporsi a Hitler e all'illegalità, salvarono la dignità dell'uomo e della filosofia.
br. Il burnout può diventare patologico, se non si interviene in tempo. E i primi a doverlo fare siete proprio voi! Non è facile, certo, anche perché chi si trova in questa situazione è simile a un individuo affetto da una forma di dipendenza, che si rende conto del suo problema solo dopo averlo negato per lungo tempo. Jörg Fengler, spiega quali sono i fattori che scatenano il burnout, tra i quali, sorprendentemente, il carico lavorativo non è il più rilevante, e propone venticinque trucchi antistress da adottare ovunque, a costo zero (o quasi) e con il minimo sforzo. Ordina le sue strategie cronologicamente, seguendo lo svolgersi della giornata, dal risveglio fino alla sera, cosicché ognuno possa decidere cosa fare e quando per riconquistare l'equilibrio e il controllo sulla propria vita. Vi sentite sfiniti? Il vostro rendimento lavorativo è in calo, nonostante l'impegno? Siete insoddisfatti del vostro ruolo, dei colleghi o della struttura in cui operate? Pretendete troppo da voi stessi e non riuscite mai a staccare del tutto? E, intanto, vi capita anche di fare cose "strane", come mettere le chiavi nel frigorifero, o sbagliare strada mentre tornate a casa? Potreste essere a rischio burnout; in altre parole, siete sul punto di esplodere per lo stress. Meglio fermarsi e riconoscere che avete un problema!
br. Gli specchi esseni ci parlano della nostra relazione con il prossimo svelandoci, spesso, dei meccanismi interiori di cui non sempre siamo consapevoli. Interrogando gli specchi possiamo accedere al potente messaggio racchiuso nell'osservazione profonda delle emozioni, costruttive o meno, che scaturiscono dalle nostre interazioni con l'altro e con noi stessi.
br. Nel corso dell'esistenza, oltre alle bellissime esperienze di vita, ci si imbatte inevitabilmente in difficoltà da superare, soprattutto quando si ha a che fare con il dolore e la perdita di persone care. Questo volume, attraverso la scoperta (o la riscoperta) dei valori profondi, ci indica come sia possibile superare la grave malattia e il lutto. Ci vuole del tempo, ma è un percorso che, nel momento in cui si compie e si realizza, conduce ad una conoscenza migliore della propria identità. La speranza di ritrovare "il senso della vita" dentro se stessi, nei ricordi e negli insegnamenti di una persona cara che ci lascia diventa un'indicazione necessaria per non perdere la via e continuare ad amare la bellezza della vita.
brossura "Parole dense di energia, che accendono un lampo di quiete nel buio monologo dei pensieri. E creano un vuoto mentale. Breve ma prezioso, per ascoltare il tuo mondo interiore. E sentirlo in modo nuovo. Per questo, spesso - o almeno qualche volta, magari una sola! - riescono ad aprire la mente. E rivelano il cuore. E mostrano che i tuoi sogni sono già realtà. Sempre. Perché il futuro non sta davanti, sta dentro". (Fiori Fulvio)
br. L'eroe, o la fanciulla, vengono colpiti da un sortilegio. Tutto sembra perduto ed è allora, invece, che incomincia il percorso di redenzione, di salvezza, di liberazione. Verrebbe da dire che ciò di cui ci si libera è la nevrosi, l'infelicità profonda... Ma sarebbe semplificare la maniera geniale in cui l'autrice affronta il motivo fiabesco dell'incantesimo. Meglio allora seguire il percorso delle storie: coprendosi di una pelle di animale (recuperando cioè l'istinto perduto), con sudori e lavacri (e cioè purificandosi), e in molti altri modi, l'eroe e la fanciulla ritroveranno la libertà perduta, un lieto fine non scontato, perché conquistato con sofferenza come accade in ogni vera trasformazione esistenziale.
br. L'urgenza delle nuove leggi che regolano l'eutanasia, tra cui spicca quella olandese del 2002, spingono l'autore a indicare le buone ragioni a favore di una libera e consapevole rappresentazione della propria morte.
br. Nell'età che dipingeva angeli del focolare e sgualdrine, tutta Parigi accorre alla Salpêtrière per assistere alle gesta delle isteriche. Charcot mostra al pubblico quel ch'era l'immondo, lo governa, ne parla. L'eco si diffonde in Europa e anche un dottore austriaco lascia le certezze della scuola viennese per conoscerlo. È il 1885: tra una leggendaria Leçon du Mardi e un ricevimento in Boulevard St. Germain, Sigmund Freud inizia la sua impresa accanto a Charcot. Nel resoconto del suo viaggio, nelle lettere alla fidanzata e nell'omaggio al maestro in occasione della sua morte, il padre della psicanalisi racconta i primi passi della sua ricerca. Sonia Ferro, direttrice dell'Associazione Psicanalitica il notes magico, Francesca Manfredi e Davide Tardivo raccontano il viaggio di Freud all'inizio della psicanalisi.
br. Il lutto costituisce un'esperienza inevitabile nella vita di ognuno di noi, al punto da considerare del tutto ovvi il dolore e la tristezza in cui è assorbito chi ha perduto l'essere amato. In questo volume si raccolgono i saggi più noti di Freud sull'argomento, le pagine in cui grazie all'indagine psicoanalitica si evidenzia il faticoso e intenso lavorio interiore che avviene in chi ha vissuto esperienze di perdita, rivelandone anche le pieghe nascoste e gli aspetti contraddittori. Con uno stile chiaro e diretto, Freud fa emergere la profonda enigmaticità del lutto e aiuta a penetrare i punti più oscuri e gli intimi conflitti che accompagnano il comportamento dell'uomo davanti alla morte.
br. Ultima opera del padre della psicoanalisi, indagine inquieta sull'origine del monoteismo ebraico, "L'uomo Mose", è stato più volte rimaneggiato ed è giunto alla versione che noi oggi leggiamo dopo i ripensamenti e i dubbi di un Freud ormai in esilio. Libro sull'identità di un uomo e di un popolo, scritto in uno dei momenti più cupi della storia, resta lo stupefacente tentativo di indagare in quale modo e perché gli ebrei siano diventati ciò che sono. Se forse non se ne possono più condividere le conclusioni storico-critiche si può continuare ad ammirarne le magistrali argomentazioni e l'esposizione, come sempre in Freud, chiara e stringente.
brossura
br. La cronaca politica ci mostra un'Europa in crisi di identità, un'Europa nella quale alcuni valori culturali e sociali stentano a far valere la propria legittimità di fronte alle difficoltà e alle impasse di carattere politico, economico e finanziario. È allora il caso di provare a ritracciare un quadro d'insieme per mostrare come le linee di fondo che hanno costituito il continente europeo e la cultura detta "occidentale" - dalla nozione di idea alla scienza moderna, dal diritto dell'individuo alla formazione della coscienza sulla scorta del pensiero cristiano, fino all'istanza di un pensiero interculturale - non abbiano esaurito il loro potenziale, mostrando al tempo stesso la necessità di uscire dalle secche di certi discorsi identitari. Al di là del carattere immaginario di una certa idea - fallace - dell'Europa, si tratta di ricostruire un orizzonte di senso simbolico e plurale che possa dare linfa vitale alle sue risorse vive. È forse questo un modo non populista né utopistico di vivere la "contraddizione europea", senza scioglierla: il fatto che l'Europa ha elaborato la nozione di universale, e insieme ne ha saputo riconoscere la parzialità. Contenere questa duplice visione e non farla disgregare negli interessi particolaristici e neo-nazionalistici è oggi uno dei principali compiti di un pensiero autenticamente europeo.
br. Il tema dell'omogenitorialità attraversa tutta una serie di questioni nodali che coinvolgono il rapporto tra cultura e natura, tecnologia ed etica, desideri, bisogni e diritti, funzioni genitoriali (materna e paterna) e corpi (femminile e maschile), io culturale e strutture inconsce della mente. Affrontando questi temi, l'autore pone una serie di interrogativi più direttamente inerenti la dimensione clinica, segnalando alcune ricerche che comproverebbero possibili danni nello sviluppo dei figli di genitori omosessuali, di contro ad altre che li escludono. Il volume riflette dunque sugli assetti mentali e relazionali che caratterizzano da un lato la famiglia tradizionale e dall'altro le "nuove famiglie", analizzando anche il rapporto tra sessualità e generatività, profondamente trasformato dalle nuove tecnologie procreative.
br. Il tema dell'omogenitorialità attraversa tutta una serie di questioni nodali che coinvolgono il rapporto tra cultura e natura, tecnologia ed etica, desideri, bisogni e diritti, funzioni genitoriali (materna e paterna) e corpi (femminile e maschile), io culturale e strutture inconsce della mente. Affrontando questi temi, l'autore pone una serie di interrogativi più direttamente inerenti la dimensione clinica, segnalando alcune ricerche che comproverebbero possibili danni nello sviluppo dei figli di genitori omosessuali, di contro ad altre che li escludono. Il volume riflette dunque sugli assetti mentali e relazionali che caratterizzano da un lato la famiglia tradizionale e dall'altro le "nuove famiglie", analizzando anche il rapporto tra sessualità e generatività, profondamente trasformato dalle nuove tecnologie procreative.
br. Il virus più pericoloso alberga dentro di noi: si tratta della paura, alimentata ad arte da un Sistema fondato sul consumo indotto e sul controllo di massa. La recente pandemia globale ha imposto restrizioni altrimenti inaccettabili, minacciando di prolungarle oltre lo stato d'emergenza e ricalcando la logica orwelliana del "capitalismo della sorveglianza". Roberto Giacomelli - psicoanalista di professione - verga una critica serrata del nostro tempo: dall'individualismo sfrenato alla rincorsa del successo, dalla perdita del sacro al terrore della morte, dal narcisismo digitale alle psicosi diffuse, dallo sfaldamento dei legami al vuoto dei valori, dal dominio del mercato all'annichilimento delle identità e delle tradizioni. "Il virus della paura" ha campo libero, aggredendo le masse sradicate e depresse del "villaggio globale". La linea di resistenza, allora, è nella Formazione di un nuovo tipo umano, capace di "passare al bosco" e ritrovare un centro: si tratta del Ribelle che coltiva la dimensione verticale dell'esistenza, edifica nuovi soldalizi comunitari, riscopre i ritmi della natura e forgia il corpo e l'anima in obbedienza ad un libero codice d'onore.
br. Al Congresso Internazionale degli Storici svoltosi nel 1913 a Londra, Otto von Gierke dedica la sua relazione alla storia del principio di maggioranza avvalendosi di un impianto giuridico, che, anche a distanza di decenni, è ancora perfettamente coerente con la sua monumentale ricerca sul diritto consociativo e con la sensibilità germanistica ereditata dal maestro Georg Beseler. Si è forse stemperato il suo originario entusiasmo politico, ma la convinzione relativa alla assoluta corrispondenza esistente tra comunità e diritto resta intatta, cosicché anche la sua trattazione del ruolo coperto nelle deliberazioni dal principio di maggioranza può giovarsi in modo originale di quella visione.
br. Al Congresso Internazionale degli Storici svoltosi nel 1913 a Londra, Otto von Gierke dedica la sua relazione alla storia del principio di maggioranza avvalendosi di un impianto giuridico, che, anche a distanza di decenni, è ancora perfettamente coerente con la sua monumentale ricerca sul diritto consociativo e con la sensibilità germanistica ereditata dal maestro Georg Beseler. Si è forse stemperato il suo originario entusiasmo politico, ma la convinzione relativa alla assoluta corrispondenza esistente tra comunità e diritto resta intatta, cosicché anche la sua trattazione del ruolo coperto nelle deliberazioni dal principio di maggioranza può giovarsi in modo originale di quella visione.
ill., br. Cosa c'è dopo? È la prima domanda che si è posto l'uomo quando ha capito che la sua esistenza terrena era poca cosa, almeno sul piano temporale. All'impellente ricerca di una risposta si sono dedicati nei secoli circoli di pensatori che, forti della loro autorità culturale, hanno sfornato le più varie risposte fin dall'antica Atene. Fin quando venne Cristo, a promettere la salvezza eterna nell'aldilà. Ma come si entra in Paradiso? Questi dialoghi semiseri raccontano il tentativo di Plotino di varcare la soglia, forte della sua convinzione di aver contribuito col suo pensiero alla nascita della filosofia cristiana. Anche se, alla porta, dovrà fare i conti con San Pietro...
br. Lo scopo di questo libro è di portare un cambiamento psicologico in voi, l'individuo. L'umanità, intesa psicologicamente, è una serie infinita di livelli di consapevolezza e voi, individualmente, siete ciò che siete in base al punto in cui vi trovate nella la serie. La coscienza è l'unica realtà, e dove sei cosciente di essere psicologicamente, determina le circostanze della vostra vita. Gli antichi sapevano questa grande verità, ma i nostri insegnanti moderni devono ancora scoprirla. C'è solo una sostanza nel mondo. I nostri scienziati la chiamano energia mentre le scritture la definiscono come coscienza. Ci viene detto che l'universo è stato causato dall'acqua, ma se questo è vero, allora non potrebbe evolversi in nient'altro che l'acqua. Ma se la sostanza di base è l'energia (o la coscienza), può essere fatta per manifestarsi come ferro, acciaio e legno, per citarne solo alcuni. L'uomo, vedendo una varietà di forme, pensa a innumerevoli sostanze, ma ciò che si vede è solo un cambiamento nella disposizione della stessa sostanza di base: la coscienza.
br. Lo scopo di questo libro è di portare un cambiamento psicologico in voi, l'individuo. L'umanità, intesa psicologicamente, è una serie infinita di livelli di consapevolezza e voi, individualmente, siete ciò che siete in base al punto in cui vi trovate nella la serie. La coscienza è l'unica realtà, e dove sei cosciente di essere psicologicamente, determina le circostanze della vostra vita. Gli antichi sapevano questa grande verità, ma i nostri insegnanti moderni devono ancora scoprirla. C'è solo una sostanza nel mondo. I nostri scienziati la chiamano energia mentre le scritture la definiscono come coscienza. Ci viene detto che l'universo è stato causato dall'acqua, ma se questo è vero, allora non potrebbe evolversi in nient'altro che l'acqua. Ma se la sostanza di base è l'energia (o la coscienza), può essere fatta per manifestarsi come ferro, acciaio e legno, per citarne solo alcuni. L'uomo, vedendo una varietà di forme, pensa a innumerevoli sostanze, ma ciò che si vede è solo un cambiamento nella disposizione della stessa sostanza di base: la coscienza.
br. Lo scopo della prima parte di questo libro è mostrare, attraverso storie vere e proprie, come l'immaginazione crea la realtà. Non ordini alle cose di apparire con le tue parole o affermazioni ad alta voce. Tale vana ripetizione è il più delle volte conferma del contrario. Il decreto è sempre fatto nella coscienza. Ogni uomo è consapevole di essere ciò che ha decretato di essere. Può l'uomo decretare una cosa e farla accadere? Decisamente può! L'uomo ha sempre decretato ciò che è apparso nel suo mondo e oggi sta decretando ciò che appare nel suo mondo e continuerà a farlo finché l'uomo sarà consapevole di essere uomo. Non una cosa è mai apparsa nel mondo dell'uomo, ma ciò che l'uomo ha decretato che dovrebbe. Puoi negarlo, ma prova come vuoi non puoi smentirlo, perché questo decreto si basa su un principio immutabile.