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brossura Ti sei mai svegliato guardando il soffitto e pensando come sono arrivato fino a qui? Se la riposta è sì, questo è il libro che fa per te. Dandoti un diverso punto di vista su tutto ciò che ti accade e su come affrontarlo, scavando tra le macerie o i cocci e ricostruendo pezzo per pezzo come raggiungere la felicità, i propri obiettivi, sogni, desideri, senza più avvertire il peso del passato o del senso di colpa, senza più farsi limitare da ciò che iterativamente accade nella nostra mente, anche navigando in acque burrascose.
brossura Un vero e proprio strumento di auto-aiuto, per comprenderti, motivarti, analizzare ciò che ti accade e poter parlare di te, senza filtri, senza giudizi. Uno spazio tutto tuo, guidato dalle parole dell'autrice che ha cambiato il modo di guardare al raggiungimento degli obiettivi e della propria unica felicità; regalandoti la possibilità di fare l'unica cosa davvero d'aiuto: le domande giuste invece che le risposte di qualcun altro. Perché tu sei, e sarai sempre, la migliore scelta possibile rispetto a ogni altra: ti basterà - grazie a questo quaderno da compilare - imparare a riconoscerlo, giorno dopo giorno.
br. Ogni volta che abbiamo dei problemi a cui dare risposta senza poterci affidare solo ai nostri sensi, mettiamo in atto un ragionamento. E quando vogliamo prendere posizione su un tema controverso costruiamo un'argomentazione. È giusta la pena di morte? E imporre ai sanitari di vaccinarsi contro il Covid-19? Le droghe leggere andrebbero legalizzate o meno? Argomentare significa portare delle ragioni a supporto di una tesi. E queste ragioni dovrebbero essere logicamente correlate con la tesi che si sostiene. Ma siccome la specie umana si è evoluta grazie al fatto che siamo naturalmente animali inferenziali, nel portare avanti i nostri ragionamenti abbiamo poca consapevolezza di quello che facciamo. Sarebbe cruciale, invece, "vedere" come organizziamo i nostri pensieri e, quindi, se riusciamo o meno a dare fondamento alle tesi che proponiamo o che propone il nostro interlocutore. Questo libro, giocoso e innovativo sia nella metodologia che nei contenuti, per la prima volta insegna a usare le tecniche del mapping (supportate dai computer) per risalire al modo in cui approcciamo i problemi e rappresentare come dibattiamo. Dopo la rivoluzione apportata dalle mappe concettuali, il primo manuale che insegna a "mappare il pensiero", un esercizio e una pratica utile per dirimere le controversie, potenziare le argomentazioni, stimolare la riflessione e la creatività ideativa. Pensato per gli studenti (e gli studiosi universitari), il libro, per la sua scrittura semplice e diretta, si rivolge a tutti: un'evoluzione delle teorie dell'argomentazione, un mezzo per comprendere le basi a cui affidiamo i nostri giudizi, un manuale introduttivo alla teoria e alla prassi del Critical Thinking.
br. Vienna sul finire dell'Ottocento: difficile immaginare uno scenario migliore per la sofferenza psicologica dell'uomo moderno, capitale di un impero in splendida decadenza, specchio delle illusioni esistenziali e dell'identità frantumata di una generazione. Qui il neurologo Sigmund Freud lavora alle sue rivoluzionarie teorie sulla sessualità e la nevrosi, i sogni e l'inconscio, la famiglia e la società, le fiabe e il mito. Attingendo a materiale inedito, Peter-André Alt racconta lo sviluppo della psicoanalisi come movimento, i suoi trionfi e le sue sconfitte. Di Freud emerge il ritratto di un dogmatico autocritico, un eroe della scienza, un ebreo ateo e un appassionato padre di famiglia, lettore straordinariamente colto e grande scrittore. E non ultimo, uomo lacerato, con una profonda e cupa esperienza personale dei turbamenti dell'anima da cui la psicoanalisi avrebbe dovuto liberare l'umanità. Prefazione di Silvia Vegetti Finzi.
br. Cos'è che spinge un'artista non ebrea a interessarsi di Kabbalah, tanto da dedicare a questa antica sapienza un apposito progetto artistico e anni di studio e di ricerca? È il desiderio di continuare a parlare della luce, scrivere della fonte di luce, vivere nella luce. I tempi sono maturi per fare una conversione, per intraprendere la via che conduce alla scoperta del vero senso della vita. Questo testo ha lo scopo di far conoscere, con estrema sintesi, i concetti basilari della kabbalah stessa, le sue origini, le principali fonti da cui la kabbalah trae origine, al fine di consentire, a chi è attratto dal misticismo ebraico, di avvicinarsi a questa grande fonte di sapienza e sperimentarne l'utilità nella sua propria vita. Con "L'infinita luce della kabbalah", l'autrice dà, dunque, attraverso l'approccio kabbalistico, una risposta ai tanti quesiti che l'uomo oggi si pone.
brossura Spigolando lungo i sentieri della kabbalah. Non si può imparare a leggere se non si conoscono le lettere dell'alfabeto con i loro suoni, e i loro segni. Segno e suono sono, infatti, all'origine di ogni scrittura e di ogni sapere. Anche nella kabbalah le lettere costituiscono i primi sacri rudimenti, che ci aprono il varco verso la conoscenza del Sublime. In questo nostro umano esistere, senza la conoscenza di questi archetipi, non possiamo aprire la nostra mente ed il nostro cuore al mondo spirituale. Il testo, attraverso un sapere basilare, pone la pietra angolare sulla quale costruire la nostra conoscenza, al fine di trovare quell'antica scintilla divina che è in noi.
br. Occuparsi dell'opera di Pantaleo Carabellese a cento anni dalla prima edizione della sua opera fondamentale, "Critica del concreto" (1921), non significa soltanto ridiscutere un momento della filosofia italiana della prima metà del Novecento, riflettendo su una prospettiva teoretica che osò sfidare l'egemonia culturale del neoidealismo storicistico e della metafisica neoscolastica, ma significa soprattutto cogliere, come sottolineato da Giuseppe Semerari, il lato italiano di quella rifondazione dell'ontologia rappresentata a livello europeo da pensatori come Husserl, Heidegger e Sartre. A questo Carabellese pensatore europeo, nell'ottobre del 2018, fu dedicata una giornata di studi che vide dialogare a Molfetta, città natale del filosofo, studiosi legati al magistero di alcuni dei suoi più importanti interpreti: Giuseppe Semerari, Teodorico Moretti-Costanzi ed Edoardo Mirri. La pubblicazione degli Atti di quel convegno mira a mettere in risalto la vitalità del pensiero carabellesiano.
brossura La psicogenealogia è una disciplina che attraverso metodi di lavoro e vari strumenti concettuali consente la rappresentazione grafica della storia di una famiglia per almeno tre generazioni. In questo breve saggio Lucia Altemura descrive il percorso che ha compiuto con B., per compilare il geno-sociogramma della donna. Il geno-sociogramma consiste, nello specifico, in un albero psicogenealogico fatto a memoria e di memoria dove si inseriscono gli avvenimenti importanti della propria vita familiare, oltre a date di nascita, di morte, anniversari, nonché il ripetersi di particolari traumi psichici e fisici di generazione in generazione. Per prima cosa si definisce l'obiettivo da raggiungere. Per B. l'obiettivo era: "Perché ho tanta difficoltà dimenticare il mio ex marito e ad avere una nuova relazione?" Per rispondere al suo quesito Lucia Altemura l'ha accompagnata in un viaggio alla scoperta delle sue radici. Intraprendere un percorso di questo tipo è importante per chi desidera vivere una relazione piena ed appagante con il partner, con i figli, con gli amici; per chi ambisce a vivere il proprio ambito professionale con pienezza e soddisfazione; per chi è interessato ad affrontare disagi fisici anche cronici, cogliendo il significato e il senso del sintomo stesso per trasformarlo in un passaggio di crescita e di ritrovata salute. Perché nessuno di noi è esente da nodi emozionali irrisolti.
br. "Dove si colloca la psicoanalisi? Qual è il suo posto? Qual è la sua localizzazione in uno spazio che non esiste ancora? Quali sono le sue non-frontiere con discipline esistenti? Questo è il problema che ossessiona costantemente la riflessione di Lacan. E non è esagerato dire che ha ossessionato anche la riflessione di Freud. Ciò che allora colpisce, sia in Lacan che in Freud, è il seguente paradosso. C'è in Freud, come in Lacan, una duplice preoccupazione: separare radicalmente la psicoanalisi dalla disciplina che risulta più prossima a essa, la psicologia, e avvicinarla invece a discipline apparentemente lontane, come la sociologia, l'antropologia o l'etnologia." (Louis Althusser) Le due conferenze contenute in questo volume sono state pronunciate da Althusser nell'ambito di un seminario che ha tenuto presso l'École Normale Supérieure, su Lacan e la psicoanalisi, nell'anno accademico 1963/64. Il filosofo affronta la questione del rapporto che, in particolare in Francia, la psicoanalisi intrattiene con le scienze umane, la filosofia, la psicologia.
br. Questo testo s'inserisce tra gli scritti inediti, pubblicati negli ultimi anni, che possono gettare nuova luce sul retroterra teorico e strategico sotteso alle prese di posizione pubbliche di Althusser contro la direzione del Partito Comunista Francese (PCF). Come in altri testi di quegli anni, Althusser tenta di contrastare gli effetti del reflusso del 1968 e l'abbandono progressivo della prospettiva rivoluzionaria da parte dei maggiori partiti comunisti europei. I presupposti della prospettiva eurocomunista sono criticati attraverso un attacco, quanto mai duro e articolato, all'"empirismo assoluto" di Gramsci. Diversamente dagli altri scritti coevi, la prospettiva non è data dalla "crisi del marxismo" o dai "limiti di Marx", ma dalla necessità di ritornare alla teoria marxista. Tale richiamo alla centralità della teoria è giocato contro la tendenza, giudicata nefasta, a confondere l'"analisi concreta della situazione concreta" con l'osservazione immediata delle condizioni di vita dei lavoratori. Che fare? ci invita così a riconsiderare il rapporto tra l'Althusser degli anni Sessanta e l'Althusser politico, sotto il segno della difesa della "teoria" contro l'affermazione del riformismo nel movimento operaio.
br. Questo testo s'inserisce tra gli scritti inediti, pubblicati negli ultimi anni, che possono gettare nuova luce sul retroterra teorico e strategico sotteso alle prese di posizione pubbliche di Althusser contro la direzione del Partito Comunista Francese (PCF). Come in altri testi di quegli anni, Althusser tenta di contrastare gli effetti del reflusso del 1968 e l'abbandono progressivo della prospettiva rivoluzionaria da parte dei maggiori partiti comunisti europei. I presupposti della prospettiva eurocomunista sono criticati attraverso un attacco, quanto mai duro e articolato, all'"empirismo assoluto" di Gramsci. Diversamente dagli altri scritti coevi, la prospettiva non è data dalla "crisi del marxismo" o dai "limiti di Marx", ma dalla necessità di ritornare alla teoria marxista. Tale richiamo alla centralità della teoria è giocato contro la tendenza, giudicata nefasta, a confondere l'"analisi concreta della situazione concreta" con l'osservazione immediata delle condizioni di vita dei lavoratori. Che fare? ci invita così a riconsiderare il rapporto tra l'Althusser degli anni Sessanta e l'Althusser politico, sotto il segno della difesa della "teoria" contro l'affermazione del riformismo nel movimento operaio.
br. Nel 1975, durante il periodo più intensamente politico della sua opera e della sua vita, Louis Althusser decide di redigere un manuale di filosofia accessibile a tutti, intitolato non a caso "Initiation à la philosophie pour les non-philosophes". Rimasto inedito fino a oggi, il libro è stato recentemente pubblicato in Francia e ora, finalmente, anche in Italia. Althusser sviluppa un discorso ampio e significativo sulle tesi fondamentali che caratterizzano il suo pensiero, spaziando dai campi dell'ideologia, della scienza e della religione fino a quello della pratica, concetto centrale nella sua riflessione e qui sviluppato in maniera approfondita. Questo volume mette a nudo princìpi e categorie, motivazioni e finalità che sono alla base della "pratica" filosofica - nelle due tendenze fondamentali dell'idealismo e del materialismo - facendo soprattutto chiarezza sui suoi imprescindibili rapporti con la realtà storica e sociale. Più che un semplice manuale, un lucido e coraggioso manifesto per una filosofia nuova, forse irrealizzabile, ma più che mai attuale, come è peraltro dimostrato dall'odierno successo degli eredi di Althusser, da Rancière a Badiou, da Zizek a Balibar.
br. Finora inediti in italiano, questi primi scritti di Louis Althusser, risalenti alla fine degli anni '40 del secolo scorso, risentono di quelle forti venature religiose e di quell'acuta inquietudine esistenziale che portarono il filosofo ad abbracciare il marxismo nella teoria e il comunismo nella vita politica. In questo quadro s'inscrive l'appassionato confronto con Hegel e con la critica del giovane Marx, che durerà nel tempo. In un periodo in cui le filosofie fenomenologiche ed esistenzialistiche enfatizzavano l'idea hegeliana di una sostanza come soggetto, Althusser rivendica la valenza del lato sostanziale: il soggetto come sostanza. Da qui, l'interesse per il problema del "contenuto", angolatura originale e trascurata anche dai grandi interpreti tedeschi (Dilthey, Kroner, Hartmann) e francesi (Wahl, Kojève e Hyppolite) di Hegel. Il contenuto non è né origine, né fine, ma movimento, totalità storica saputa, per Hegel, e poi, per Marx, agita fuori dalla filosofia.
brossura Se la teoria della storia è un oggetto classico della riflessione di Louis Althusser, non altrettanto si può dire dell'imperialismo. I nove testi di questa raccolta, e in particolare il Libro sull'imperialismo, connettono invece i due temi. In questo scritto del 1973, già distante da Per Marx e Leggere il Capitale ma in una logica non del tutto riconducibile al materialismo aleatorio, Althusser cerca di pensare una forma del conflitto e una temporalità non teleologica ma neppure consegnata al caso. L'imperialismo è così metafora di una forma non corrispondente a se stessa - sia essa incarnata in un modo di produzione, nell'unità di una filosofia o in un'immagine della "mondializzazione" - e di uno scarto storico che non è solo deviazione contingente. In questo senso gli scritti sulla storia, compresi in uno spazio che va dal 1963 al 1986, mostrano l'esigenza duplice che anima l'intera meditazione althusseriana sulla storia: la determinazione della necessità dei processi e la possibilità di una loro trasformazione.
br. Il volume raccoglie tutti gli scritti finora editi in Francia dell'ultimo Althusser. In essi l'autore riprende i temi teoricamente più significativi delle grandi opere degli anni '60, "Leggere il Capitale" e "Per Marx". Tuttavia se in quegli ultimi anni Althusser ha insistito sul carattere della complessità della struttura, egli dedicherà l'ultima fase della sua riflessione ad un'investigazione più dettagliata degli inizi e della genesi di una tale complessità, premessa necessaria alla comprensione della realtà come Faktum di una pluralità in disseminazione. Emerge la distinzione tra congiuntura e congiunzione, ma soprattutto il modello epicureo della caduta parallela degli atomi e del loro incontro reso possibile dal clinamen.
brossura Il volume raccoglie tutti gli scritti finora editi in Francia dell'ultimo Althusser. In essi l'autore riprende i temi teoricamente più significativi delle grandi opere degli anni '60, "Leggere il Capitale" e "Per Marx". Tuttavia se in quegli ultimi anni Althusser ha insistito sul carattere della complessità della struttura, egli dedicherà l'ultima fase della sua riflessione ad un'investigazione più dettagliata degli inizi e della genesi di una tale complessità, premessa necessaria alla comprensione della realtà come Faktum di una pluralità in disseminazione. Emerge la distinzione tra congiuntura e congiunzione, ma soprattutto il modello epicureo della caduta parallela degli atomi e del loro incontro reso possibile dal clinamen
br. Cosa significa pensare l'inizio in senso materialista? In che modo è possibile sfuggire al venerando concetto di "origine" per pensare non l'origine radicale delle cose, ma invece l'inizio di una novità, ovvero, l'inizio in senso forte? La scommessa di Althusser è che Rousseau, letto senza fare concessioni alle interpretazioni che, da Kant a Hegel fino al marxismo ortodosso, l'hanno inscritto nella storia della filosofia ufficiale, sia in grado di insegnarci a pensare l'inizio materialista - contingente, aleatorio, al di là del principio di ragione - aprendo così a un inedito pensiero della storia e della politica che fa della contingenza e della precarietà il proprio paradossale punto di partenza. Nei testi qui presentati per la prima volta in italiano, Althusser sottopone magistralmente gli scritti di Rousseau a una "lettura sintomale" alla ricerca di immagini, metafore e concetti che permettano di sviluppare coerentemente questo pensiero "altro", che infine consenta di rilanciare, ancora una volta, un autentico pensiero dell'emancipazione.
br. Cosa significa pensare l'inizio in senso materialista? In che modo è possibile sfuggire al venerando concetto di "origine" per pensare non l'origine radicale delle cose, ma invece l'inizio di una novità, ovvero, l'inizio in senso forte? La scommessa di Althusser è che Rousseau, letto senza fare concessioni alle interpretazioni che, da Kant a Hegel fino al marxismo ortodosso, l'hanno inscritto nella storia della filosofia ufficiale, sia in grado di insegnarci a pensare l'inizio materialista - contingente, aleatorio, al di là del principio di ragione - aprendo così a un inedito pensiero della storia e della politica che fa della contingenza e della precarietà il proprio paradossale punto di partenza. Nei testi qui presentati per la prima volta in italiano, Althusser sottopone magistralmente gli scritti di Rousseau a una "lettura sintomale" alla ricerca di immagini, metafore e concetti che permettano di sviluppare coerentemente questo pensiero "altro", che infine consenta di rilanciare, ancora una volta, un autentico pensiero dell'emancipazione.
brossura Questo volume, pubblicato per la prima volta in Francia nel 1965, presentò, all'indomani del XX congresso del PCUS che aveva denunciato i crimini di Stalin, e alla vigilia di una rinnovata contestazione del capitalismo, una nuova lettura di Marx. Una lettura sistematica e rigorosa, condotta sull'intera opera di Marx e sulle sue fonti. Una lettura critica, capace di ricostruire il percorso teorico che conduce alla problematica specifica e originale dell'autore.
brossura Questo volume, pubblicato per la prima volta in Francia nel 1965, presentò, all'indomani del XX congresso del PCUS che aveva denunciato i crimini di Stalin, e alla vigilia di una rinnovata contestazione del capitalismo, una nuova lettura di Marx. Una lettura sistematica e rigorosa, condotta sull'intera opera di Marx e sulle sue fonti. Una lettura critica, capace di ricostruire il percorso teorico che conduce alla problematica specifica e originale dell'autore.
br. Questo scritto del 1967 si rivela fondamentale per comprendere la genesi della nozione althusseriana di ideologia. Althusser smonta il meccanismo della proiezione posto da Feuerbach alla base del fenomeno religioso, vedendo nel carattere speciale del rapporto teogonico di soggetto-oggetto una potente chiarificazione della struttura dell'ideologico. Altra la via indicata, in polemica con l'ermenuetica e sulla scorta di Freud, da Althusser. Anche Lévi-Strauss resta preso nelle reti dell'ideologico, perché l'isomorfismo delle strutture dell'antropologia strutturale (i miti, i rapporti di parentela) ripetendo semplicemente i livelli della realtà sociale, nega la loro differenza.
br. I saggi di questo volume indagano le stratificazioni e i cambiamenti delle teorie della materia nella tradizione filosofica e teologica e approfondiscono casi e momenti cruciali per la definizione delle diverse concezioni della materia (da Tommaso d'Aquino a Bruno, da Descartes a Diderot, da Hobbes a d'Holbach, solo per citarne alcuni), così da rendere possibile delinearne e seguirne le complesse traiettorie. Nell'esaminare le trasformazioni subite dallo statuto della materia, il volume combina lo sguardo storico-filosofico, attento alla lettura e all'interpretazione dei testi e all'individuazione di linee di continuità e fratture tra gli autori, con l'analisi teoretica e concettuale: ne emerge il carattere polisemico caratteristico dell'idea di materia che coinvolge differenti prospettive di ricerca (teologia, filosofia naturale, cosmologia, politica) e che è intimamente legato alla rielaborazione di questioni poste dal pensiero antico - soprattutto di matrice aristotelica e platonica - anche in epoca medievale e moderna.
br. Nella seconda metà del '900 l'idea di progresso subisce una drastica battuta d'arresto e la fede nel cambiamento si esprime in forme diverse. In campo economico e filosofico-politico il concetto viene sostituito da quello di «sviluppo», mentre oggi è «innovazione» la parola d'ordine dei sistemi di potere. Con un'ambiguità di grande rilievo, perché proprio l'innovazione rischia, nella sua forma ideologica, di allontanarsi dall'idea stessa di progresso. Il volume del filosofo Carlo Altini prende in esame le trasformazioni di un concetto fondamentale per la comprensione del mondo moderno.