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br. Nella filosofia occidentale la coppia di concetti potenza/atto ha una storia millenaria che comincia con Aristotele e arriva, con Heidegger, sin dentro il Novecento e oltre. La tradizione intende la potenza, rispetto all'atto, come luogo della possibilità, della facoltà e della capacità, oltre che come ciò che precede la realizzazione compiuta. Esiste però anche un'altra linea di pensiero che, soprattutto in età moderna, concepisce la relazione potenza/atto in senso deterministico, come qualcosa di simile alla coppia causa/effetto. Il volume ripercorre la lunga contrapposizione filosofica tra i due modelli sottolineando le implicazioni antropologiche, morali e politiche del binomio potenza/atto, così come emergono nelle categorie di possibilità e necessità, contingenza e mutamento, immaginazione e utopia.
br. Leo Strauss è stato uno dei filosofi della politica più influenti del Novecento e un raffinato lettore dei classici, da Platone a Machiavelli, da Tucidide a Hobbes, da Maimonide a Spinoza. La sua figura però è stata talvolta associata alle politiche dei neoconservatori americani, che tanto peso hanno avuto nell'amministrazione Bush e nella guerra in Iraq. Ma chi è allora Strauss? Affascinato dal sionismo e dalla filosofia greca classica, dall'umanesimo tedesco e dalla filosofia araba medievale, è un pensatore solitario che fa della reticenza la propria cifra stilistica. Il volume è la prima biografia intellettuale - a livello internazionale - che ne ricostruisce integralmente la vita e il pensiero, dall'adolescenza nella Germania di Weimar fino all'esilio in Francia, Inghilterra e Stati Uniti a causa dell'avvento del nazismo. L'esilio è una condizione che non riguarda solo la sua vita, ma anche il carattere fondamentale del suo pensiero, che si snoda su una linea di frontiera tra filosofia e politica, tra Atene e Gerusalemme, per giungere alla definizione del filosofo come straniero, perché è colui che vive in esilio anche quando vive nella propria città.
br. Hai l'impressione che la tua vita sia in balìa di emozioni e reazioni o di pensieri inutili, fastidiosi e soffocanti che ti bloccano a livello personale e professionale? Il magico potere del riordino emotivo ti insegna a sistemare le tue emozioni proprio come se stessi riordinando il garage, eliminando mille cianfrusaglie. Liberandoti del superfluo e facendo ordine nei tuoi ambienti mentali, puoi ritrovare la serenità attraverso un vero e proprio decluttering emozionale. Con efficaci tecniche di mindfulness, ti sbarazzerai dei traumi del passato e di tutti gli schemi mentali negativi che ti impediscono di vivere la vita dei tuoi sogni ed essere felice. Indipendentemente da quanto caos c'è nelle tue emozioni, "Il magico potere del riordino emotivo" ti aiuterà a guarire vecchie ferite, errori e delusioni del passato, per ritrovare l'armonia e la serenità nel tuo presente.
br. Nell'imponente letteratura critica dedicata a Jean Baudrillard, un tema sembra ancora poco approfondito e considerato: il ruolo e il significato del motivo religioso nella sua opera. Lungi dall'essere un aspetto secondario, esso è decisivo per misurare la profondità storico-culturale di molti dei suoi concetti più importanti e per interpretare alcune delle principali questioni da lui poste. Questo studio indaga le molteplici rifrazioni del religioso nel pensiero di Jean Baudrillard, concentrandosi in particolare su tre temi fondamentali: la dualità e il principio del male, la critica al marxismo in chiave utopica, la teoria del simulacro. Questi terreni di riflessione, che attraversano l'opera e si rinviano reciprocamente, sono esplorati ponendo in luce i differenti e fecondi orizzonti culturali e simbolici inerenti alla dimensione religiosa, che in ultima istanza risulterà essere una delle espressioni più chiare dell'intenzione politica nel suo pensiero.
br. I bambini che hanno subito, nella mente e nel corpo, la prepotenza della sessualità adulta, che hanno sopportato la violenza o l'indifferenza e l'abbandono, o che, al contrario, sono rimasti vittime di una loro misteriosa sensibilità a sofferenze molto meno significative, tutti questi bambini possono sperimentare un tipo di assoluta disperazione e di cinismo che rende necessario un trattamento a lungo termine e mette a durissima prova il coraggio e la resistenza dello psicoterapeuta. Questo libro di Anne Alvarez riflette trent'anni di esperienza con bambini e adolescenti autistici, psicotici e borderline, curati con i metodi della psicoterapia psicoanalitica che l'autrice ha tratto dalla propria intensa esperienza di psicoterapeuta infantile alla Tavistock Clinic. Gli odierni sviluppi della teoria e della tecnica psicoanalitica ci dicono che questi bambini possono essere curati con un certo successo. L'autrice espone e discute questi sviluppi, descrive anche alcune delle aree di convergenza e divergenza tra le teorie organiciste e psicodinamiche dell'autismo, rivolgendosi a tutti i professionisti che si occupano di bambini e di adolescenti, così come a chiunque sia interessato alla pazzia e allo sviluppo mentale.
br. Dopo mezzo secolo di pratica terapeutica con i bambini, Anne Alvarez può dire: "Amo la psicoanalisi anche per la non secondaria ragione che funziona". Ma funziona se il terapeuta è capace di imparare dai pazienti, se è in grado di cercare sempre nuove strade per comunicare con loro, anche strade che possono differire da quelle 'classiche'. Solo molto dopo averli trovati Alvarez è stata in grado di inquadrare quei nuovi modi per raggiungere i pazienti in uno schema più ampio, dove gli interventi dello psicoanalista si dispongono su una dimensione continua che varia direttamente col variare della capacità di introiezione del paziente, consentendo al terapeuta di modulare la sua azione clinica a seconda delle possibilità reali che ha il paziente di riceverla. Su questo continuum l'autrice propone di evidenziare tre punti di riferimento cruciali per la riuscita della comunicazione, un livello esplicativo (perché), uno descrittivo (che cosa), e uno intensificato, o 'vitalizzante', che consiste in ciò che Alvarez ha denominato un 'richiamo', cioè un'insistenza attiva nel richiamare l'attenzione del paziente su un significato ("Ehi!"). Essenziale è saper riconoscere il livello al quale operare per produrre un vero risultato terapeutico, e soprattutto non considerare nessuno dei tre livelli più o meno legittimo ('ortodosso') di un altro. L'approfondimento di ciascun livello è il contenuto delle tre parti in cui si articola il libro.
br. Viviamo nel presente, ma non viviamo il presente. Facciamo una cosa e ne pensiamo un'altra. La mindfulness offre una opportunità, quella di essere consapevoli, cioè di essere davvero presenti nella propria vita, momento dopo momento, staccandoci da abitudini nocive e dipendenze mortificanti. Possiamo iniziare a vivere con maggior equilibrio psicofisico semplicemente disciplinando con gentilezza la nostra attenzione, recuperando il tempo di guardare veramente alle cose per quel che sono, e non per quello che si è abituati a pensare, a temere o a sperare che siano. Imparare finalmente a rispondere, anziché reagire, allo stress può far emergere un diverso e più sereno rapporto con la complessità del vivere.
ill., br. Noto come mago, considerato l'ispiratore del satanismo, presunto sacrificatore di vittime per i suoi riti, Aleister Crowley visse in Europa agli inizi del secolo scorso. La sua religione di Thelema, l'Ordine dell'Alba Dorata, i suoi scritti ed i suoi occhi penetranti, fanno discutere ancora adesso.
Amado Lévy-Valensi, Éliane L' imagination : philosophie et tradition juive. Le Plessis-Robinson, Institut Synthelabo pour le progres de la connaissance 1998 french, 102 Opera con copertina morbida in brossura. LF71
br. Durante una dimostrazione pubblica, organizzata in Sardegna nel 2008, Barbara Amadori percepisce un lungo suono di tamburi e la presenza di una Guida Spirituale, un bisbiglio da tempo rimasto sullo sfondo. Molti dal pubblico intravedono la comparsa di una figura accanto a lei. Gli statunitensi lo chiamavamo Sitting Bull, per la sua tribù era Tatanka Iyotake. Lui è Toro Seduto. Sono tempi incerti, questi. La pandemia ha costretto tutti a guardarsi dentro, a cogliere il riflesso di un soffio interiore da troppo tempo dimenticato. La presenza di una Guida Spirituale diventa bussola necessaria nel ribollire dell'oceano. Barbara Amadori continua il suo viaggio nel Mondo dell'Oltre e questa volta si spinge ancora più nelle profondità del Mistero. A permearne i pensieri è una voce particolare, qualcuno che ha fatto la Storia dei popoli. La sua Luce accompagna la Amadori per tutto il libro. Toro Seduto ci parla al di là del Tempo e dello Spazio. Cosa sono Vita e Morte? Cos'è il dolore? Perché ognuno di noi possiede un cammino di conoscenza evolutivo? Quante realtà fisiche esistono? Tatanka ci prende per mano, ci spiega l'incarnazione, la bellezza dell'esistenza, racconta di mondi lontani, sussurra le parole per non perdersi lungo la strada della Verità. Intrecciate a quella di Toro Seduto, si uniscono altre Entità, fino alla esortazione finale di valorizzare ogni istante prezioso del nostro passaggio sulla Terra e quel che resta del giorno. Barbara Amadori ci dona una narrazione che squarcia l'incertezza e ci spinge a non aver paura del futuro.
ill., br. Medianità quantica vuole portare la comprensione di ciò che chiamiamo medianità nell'attualità, medianità legata alle ultime scoperte che meravigliosamente ci ha donato la fisica quantistica. Un testo a tappe, formulato per tutti coloro che desiderano cominciare a dare una risposta alle domande della Vita. Per comprendere la nostra provenienza, la nostra storia, in modo "moderno" ed accessibile. Per conoscere chi è il proprio Io e cosa racchiude il nostro semplice ma complesso corpo. Nel nostro corpo, nei nostri atomi, è contenuto l'accesso alle altre Dimensioni. Tutti avvertiamo l'esigenza di conoscerci profondamente, di gettare la maschera che crediamo ci permetta di sopravvivere, mentre attraversiamo il Mare della Vita, di dare una sorta di risposta alle tre perpetue famose domande: Chi sono? Da dove vengo? Dove vado? Questo testo, che si dipana con modalità che vanno oltre la pura empirica conoscenza, non vuole essere un trattato di fisica o di religione, ma semplicemente un'esposizione delle conoscenze acquisite con la passione, lo studio e il channeling, le canalizzazioni ricevute. È un'opera che racconta il percorso personale svolto alla ricerca dell'Oltre, al fine di comprendere le modalità dei contatti ultra-dimensionali. Per poter capire chi siamo è necessario cominciare dall'Inizio, perché anche nell'Infinito Ignoto c'è un Inizio a cui appellarsi. Chi sono? Sono parte dell'Essenza di Dio. È la risposta più semplicemente complicata che possiamo darci. Non esisto quale riflesso di quell'Energia che avvolge tutte le infinite dimensioni che mi circondano, ma sono - senza alcuna ombra di dubbio - l'Energia.
br. All'inizio degli anni Settanta Silvia Amati Sas ha cominciato ad occuparsi in modo pionieristico della cura psicoanalitica di persone provenienti dai Paesi latino-americani vittime di violenza sociale, soprattutto di donne segnate dall'esperienza della tortura morale e materiale. Partendo dal pensiero di Bleger e specificamente dal concetto di "ambiguità", l'autrice ha ipotizzato che qualunque realtà possa arrivare a sembrarci familiare e rassicurante, anche quando non lo è affatto. Ha definito questa malleabilità psichica, sempre presente in ogni soggetto, "adattarsi a qualsiasi cosa". Il libro raccoglie una serie di scritti dalla fine degli anni Settanta ai giorni nostri che toccano i temi più cari all'autrice: il rapporto tra la violenza sociale e l'impegno etico della psicoanalisi, la funzione della preoccupazione per l'altro da proteggere quale meccanismo di sopravvivenza psichica, l'emergere della vergogna all'interno della relazione terapeutica intesa come segnale del recupero del conflitto intrapsichico. Le dinamiche descritte costituiscono un punto di riferimento chiarificatore non solo per tanti altri traumatismi legati a situazioni violente devastanti per il soggetto che le subisce, ma mettono anche in evidenza il rischio oggi molto attuale di una deriva individuale e sociale nell'adattarsi a qualunque forma di violenza con cui si ha a che fare rendendola ovvia. Il mantenere un costante impegno etico per l'autrice non si pone mai come modalità esterna alla dialettica della cura, ma è un tutt'uno con essa, assumendo una funzione strutturale e strutturante. Prefazione di Anna Ferruta e introduzione di Federico Porozziello.
brossura Cosa sta cambiando nei rapporti tra l'uomo, le sue facoltà ed il mondo? È, forse, intervenuta o sta intervenendo una mutazione antropologica? Per rispondere adeguatamente a tale quesito occorre ripensare in maniera anche severa, seppure attenta, i maestri della psicoanalisi, a partire da Freud e da Lacan. In particolare, va ridiscusso il ruolo da loro assegnato all'inconscio e al desiderio. Questa riflessione e questa riconsiderazione possono essere condotte attraverso la ricostruzione dei processi della presa di coscienza, affacciandosi ad un osservatorio privilegiato: quello dell'infanzia. Seguendo il percorso che porta all'identificazione personale, si può individuare, al posto dell'inconscio, una diversa facoltà fondamentale: l'impulsività, la quale, per il suo carattere non conflittuale con la coscienza, permette, più coerentemente, di tentare un raccordo complesso tra le diverse disposizioni dell'uomo e, quindi, tra i suoi differenti livelli esistenziali.
br. La storia dell'uomo è definibile come una progressiva separazione dal senso del sacro. Sacro che si può intendere come una collocazione originaria dell'uomo, la quale prevede la sussistenza di un elemento che ci accomuna alla natura, una stessa forza che si trova ovunque, atta a rendere l'uomo partecipe della vita che anima l'intero creato. Le tappe storiche che il percorso del saggio delinea corrispondono all'epoca ancestrale, all'età antica, alla pre-moderntità, alla modernità e alla postmodernità. Di ciascuno di questi periodi s'individuano i tratti fondativi e si disegna una storiografia definita da alcuni temi centrali, come la concezione del mondo, lo stato d'animo prevalente, l'idea di libertà, la nozione di temporalità e infine la collocazione sociale. Da questa complessiva analisi storica scaturisce un dilemma di fronte al quale viene a trovarsi l'uomo contemporaneo: deve svolgere un compito storico, oppure deve affidarsi a un destino?
br. Scopri come cambiare facilmente la tua vita in meglio con la color-terapia! La semplice scelta di un abito per l'occasione, il giusto colore delle pareti di una stanza: piccoli dettagli che fanno una grande differenza. I colori sono manifestazioni di energia: se usati con consapevolezza creano armonia e benessere. Per questo, da sempre sono usati in terapie scientifiche e rituali sacri. Ogni colore ha una frequenza diversa a seconda del raggio dello spettro cromatico. Esso non è altro che vibrazione e, poiché la materia vibra, i colori la influenzano. Quando li osserviamo connettiamo il sistema limbico e la neo-corteccia cerebrale: i generatori e gestori delle nostre emozioni. L'organismo riceve l'impulso, generando sensazioni. I colori sono quindi come degli "interruttori" che, se accesi (anche poggiandoli sul corpo) inviano frequenze e informazioni. Questo piccolo semplice manuale della felicità ti insegnerà a padroneggiare le loro proprietà per trarne grandi benefici.
ill., ril. La 3DTherapy® è una metodologia di indagine conoscitiva, di elaborazione e trasformazione di aspetti emotivi disfunzionali, materializzati in oggetti tridimensionali con l'uso del computer e stampante 3D. Il percorso di materializzazione dell'oggetto in forma tridimensionale nasce dall'immagine mentale direttamente rappresentata attraverso il grafico bidimensionale dalla stessa persona. Attraverso l'osservazione riflessiva dell'oggetto 3D, oggetto "culturale" che amplifica l'emozione disfunzionale, si attiva il processo incarnato descritto da Rizzolatti e Gallese con un ritorno sotto forma di processo metacognitivo e meta-comprensivo del significato e del processo.
br. Il centenario della Grande Guerra (1914-1918) non è materia soltanto per gli storici di professione. Anzi: secondo questo volume il primo conflitto mondiale incarna un evento ancora incompiuto - i suoi effetti culturali si riflettono tuttora nel presente - di cui innanzitutto la filosofia dovrebbe avere la forza di farsi carico. Se dal punto di vista della conoscenza storica possiamo dire di sapere tutto, o quasi, del primo conflitto mondiale, ancora ci sfuggono le ragioni più profonde della catastrofe che, quanto più approfondiamo, tanto più testimoniano che la prima guerra mondiale rappresenta un'emorragia della storia. Le celebrazioni del centenario, d'altronde, tranne rare eccezioni, dimostrano che la plateale incapacità di fare i conti con il massacro di cent'anni fa - la guerra risulta per lo più oggetto di un'estenuante e futile carovana di rievocazioni - dipende innanzitutto da un corto-circuito tra il sapere storico e la politica che tende ad anestetizzare il valore genealogico e profetico della carneficina della prima guerra della tecnica. Che cos'è la prima guerra mondiale per gli autori di questo volume? Esplorando il valore dei suoi luoghi simbolici (le trincee e la terra di nessuno, ecc.), delle nozioni che ci ha lasciato da pensare (mobilitazione totale, pulsione di morte, irrappresentabilità estetica dell'orrore), delle emozioni che ha trasformato (aggressività, angoscia, coraggio, noia, paura)...
brossura L'origine politica dell'Occidente è la dissoluzione giuridica del conflitto tragico tra le Giustizie. La legge, però, non risolve le tensioni che tormentano la polis. È Platone che prova a sciogliere questa inquietudine, allevando un cittadino virtuoso per natura, immediatamente adeguato al bene della comunità. Il volume verifica l'applicabilità di una nozione resa celebre da Michel Foucault, la "biopolitica", oltre la sua tradizionale determinazione storica.
br. Tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta del Novecento, con il passaggio dal primato della produzione a quello dei consumi, Michel Foucault (1926-1984) sublima i problemi politici dell'attualità in un'ampia indagine dedicata ai dilemmi dell'etica antica (greca, romana, cristiana) lasciando emergere alcune nozioni in grado di fornire indicazioni storico-concettuali per allestire inedite resistenze - resistenze fondate sul carattere esemplare di forme di vita minoritarie - nei confronti di un governo della vita che per principio non pare ammettere alcuna opposizione alla sua capillare diffusione. Si tratta di portare alla luce esistenze, testi, documenti residuali, dimenticati e rimossi; collocati sui bordi del tempo, nel sottosuolo della storia. L'ipotesi che guida la composizione di questo volume dunque è che negli ultimi anni del suo lavoro Foucault collauda forme di soggettivazione abili a schivare una condizione come quella contemporanea in cui persino la libertà diventa un sottile ma acuto dispositivo di controllo. Parresia, cinismo antico, estetica dell'esistenza, desiderio, cura di sé, piacere, ascesi, Aristotele, Deleuze, Hadot, heidegger, Kant, Nietzsche, Platone, sono soltanto alcuni dei temi e dei nomi maneggiati da questo volume per documentare che in Foucault si organizza un insospettabile vocabolario eticopolitico per orientarsi nella catastrofe del tempo presente.
br. 1914-2014. Un secolo è trascorso dall'esplosione della prima guerra mondiale: il primo massacro di massa del XX secolo. La carneficina in cui il nulla instaura il tempo del proprio dominio: il suo è un potere spettrale e potente come tutte le forme di potere che materialmente non si possono vedere. È un potere invisibile ma concreto, in grado di penetrare i corpi e gli oggetti; di solcare i volti; di uccidere, di affievolire la solidità di qualsiasi gesto. Non si tratta allora, con il primo conflitto mondiale, di prendere atto esclusivamente del tramonto di un assetto geo-politico imponente, ma di una circostanza, se possibile, ancora più grande e sinistra: la cultura europea, presa nel suo complesso, scopre di essere capace di scatenare l'orrore assoluto e tuttavia di riuscire ad abitare questa condizione apocalittica. Forse nessuno come Ernst Jünger (1895-1998) è riuscito a cogliere la filigrana dell'evento in grado di consegnare al Novecento la sua terribile e inaudita fisionomia, mostrando sia la sua potenza distruttiva sia la catastrofe delle trincee come un evento quotidiano. Sino al punto che tra le mani di Jünger la Grande guerra non rappresenta soltanto un evento storico ma ritrae una vera e propria categoria filosofica. La battaglia dei materiali, la desertificazione dello spazio, impongono una nuovo codice esistenziale, politico, culturale in generale che, dissolvendo qualsiasi ambizione illuministica, cambieranno per sempre la fisionomia dei nostri stili di vita.