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br. Pensare l'alterità è una posta in gioco decisiva per la comprensione del mondo contemporaneo. Le lezioni che François Jullien ha tenuto all'Università San Raffaele di Milano interrogano la questione dell'Altro sia in termini culturali, sia in termini personali. L'incontro con una cultura "altra" viene indagato, in particolare, in riferimento alla Cina e agli scarti che essa apre rispetto alle categorie di pensiero europee. Attraverso l'esplorazione degli scarti fra le culture, Jullien intende favorire lo sviluppo di un "tra" in cui si possa promuovere un comune intensivo. Così, introducendo concetti come l'intimo, che si scarta dal "frastuono dell'amore", o la connivenza, che esprime l'intesa implicita con l'Altro e con il suo mondo, si delineano le condizioni di possibilità di un'ex-istenza del soggetto che si tenga "fuori di sé" per incontrare l'Altro.
br. L'intervento di Althusser ha toccato i grandi temi della filosofia e della politica degli anni Sessanta e Settanta e continua a interrogare in profondità lo statuto della filosofia. Questo libro documenta la diffusione e la ricezione in Italia dell'opera del filosofo marxista francese Louis Althusser (1918-1990). I documenti di un dibattito culturale oggi dispersi, frammentari e di difficile reperimento (un paradosso dell'information overflow), sono raccolti, descritti e schedati alla luce degli attuali standard bibliografici internazionali. Ne risulta un libro che ha l'ambizione di rappresentare il repertorio definitivo ed esauriente delle pubblicazioni di e su Althusser in Italia e inoltre un saggio innovativo, e metodologicamente aggiornato, sul fenomeno della ricezione. La copertura cronologica del repertorio va dal 1959, anno di pubblicazione della prima recensione all'opera di Althusser dedicata a Montesquieu da parte di Norberto Bobbio, alla scoperta delle inedite riflessioni sul materialismo aleatorio e sul destino della filosofia. La bibliografia è corredata di indici per autore, per rivista, per argomento. Il volume è arricchito da alcuni saggi che ricostruiscono le diverse fasi della ricezione e i differenti orientamenti critici che si sono confrontati con Althusser. Pur nel rigore imposto da un saggio bibliografico, l'autore ci offre uno spaccato su cinquant'anni di storia filosofica italiana.
br. Che cos'è una regola, se essa sembra confondersi senza residui con la vita? E che cos'è una vita umana, se in ogni suo gesto, in ogni sua parola, in ogni suo silenzio non può più essere distinta dalla regola? È a queste domande che il libro di Agamben cerca di dare una risposta attraverso un'appassionata rilettura di quel fenomeno affascinante e sterminato che è il monachesimo occidentale da Pacomio a San Francesco. Se il libro ricostruisce nei particolari la vita dei monaci nella loro ossessiva attenzione alla scansione temporale e alla regola, alle tecniche ascetiche e alla liturgia, la tesi di Agamben è, però, che la vera novità del monachesimo non sta nella confusione fra la vita e la norma, ma nella scoperta di una nuova dimensione, in cui forse per la prima volta la "vita" come tale si afferma nella sua autonomia e la rivendicazione dell'"altissima povertà" e dell'"uso" lancia al diritto una sfida con cui il nostro tempo deve ancora fare i conti. "Come pensare una forma-di-vita, cioè una vita umana del tutto sottratta alla presa del diritto e un uso dei corpi e del mondo che non si sostanzi mai in un'appropriazione? Come pensare la vita come ciò di cui non si dà mai proprietà, ma soltanto un uso comune?"
br. L'Alto Potenziale Cognitivo è un tema ancora poco conosciuto e rispetto al quale si è registrato negli ultimi anni un crescente interesse. Ancor meno nota è l'esistenza di doppie eccezionalità, ovvero la compresenza di plusdotazione e di un'altra neurodiversità. Se è vero che bambini e ragazzi plusdotati possono ricevere diagnosi errate, è altresì possibile che la plusdotazione possa nascondere una doppia eccezionalità. Dall'esigenza di meglio comprendere tali dinamiche nasce questo testo che scaturisce da un'attenta analisi della letteratura scientifica internazionale e che è pensato per aiutare a individuare le caratteristiche dell'alto potenziale cognitivo e la loro incidenza nelle dinamiche della vita quotidiana. Tale saggio si ripromette inoltre di agevolare la corretta valutazione di plusdotazione e doppie eccezionalità. Se riconoscerle può essere particolarmente complicato, è certo che la loro tempestiva valutazione sia di decisiva importanza per garantire un corretto inquadramento dell'individuo. Il lavoro, che si struttura seguendo un taglio pratico e fornendo delle indicazioni nate dall'elaborazione di diversi approcci della letteratura più accreditata a livello internazionale, è pensato per professionisti, insegnanti e genitori.
brossura Lo studio comparato della cognizione, nato con Darwin, ha avuto negli ultimi vent'anni un rigoglioso sviluppo, cui hanno partecipato discipline diverse: la psicologia comparata e l'ecologia, le neuroscienze e la psicologia dello sviluppo, la filosofia della mente e la biologia evoluzionistica. Il volume, partendo dalla considerazione che le menti sono il prodotto di milioni di anni di evoluzione biologica, analizza i meccanismi della percezione, della memoria e del pensiero negli animali e nell'uomo in una prospettiva comparativa.
br. «Trovo che le cose interessanti nella scienza (e altrove) dimorino con maggiore agio nei territori di confine» È possibile conoscere gli animali attraverso la loro mente? Questo volume, partendo dalla constatazione che le menti quali oggi le conosciamo sono il prodotto di milioni di anni di evoluzione biologica, analizza in dettaglio i meccanismi della percezione, della memoria e del pensiero negli animali e nell'uomo in una prospettiva comparata. L'idea che i processi cognitivi siano prima di tutto specializzazioni adattive, cioè meccanismi forgiati dalla selezione naturale per la soluzione degli specifici problemi che gli organismi hanno incontrato nel proprio ambiente, diventa il fondamento per la comprensione delle menti come fenomeni naturali.
br. Uno spettro si aggira per il continente dell'"Uomo" - lo spettro dell'animalità. Il presente volume prova ad articolare le premesse per visioni e prassi atte ad arrestare la caccia spietata a cui questo spettro è sottoposto, mettendo in primo piano l'urgenza di decostruire le categorie della nostra tradizione politica a seguito dell'affacciarsi sulla scena sociale di una "nuova" moltitudine sterminata, ormai da considerarsi parte integrante del proletariato.
br. Con quest'opera libera da giudizi, pregiudizi e categorizzazioni, che non glorifica né condanna nulla e nessuno, entriamo in contatto con uomini e donne che hanno la dolorosa sensazione di avere un'anima in disaccordo con il loro corpo. Attraverso le loro storie a volte tragiche, spesso colpevolizzanti, scopriamo un'altra sfaccettatura della Vita: i limiti di quello che conosciamo si allontanano, e ci si aprono prospettive fin qui sconosciute...
br. Gli "Altri scritti" raccolgono una serie di testi scritti di pugno da Lacan. Essi fanno seguito agli Scritti che furono pubblicati in Francia nel 1966 e decretarono la vera e propria entrata in scena di questo straordinario pensatore della "Cosa psicoanalitica". I testi qui raccolti da Jacques-Alain Miller continuano l'irradiazione di questo insegnamento. Negli Scritti l'accento era posto sul "come" funziona l'inconscio tramite il suo operatore, ossia il significante. Ed era sintetizzato nell'aforisma "l'inconscio è strutturato come un linguaggio". Negli "Altri scritti" l'accento si sposta sul nucleo che è il cuore pulsante dell'inconscio: il godimento. Si potrebbe sintetizzare questo nuovo punto di prospettiva in un aforisma mai pronunciato da Lacan: "l'inconscio è un apparato di godimento". Godimento che, se è tale per l'inconscio, spesso non lo è per la persona che lo patisce nel sintomo. La quale tuttavia può ritrovarlo nelle diverse sfaccettature che fanno la gioia e la risorsa di quello che Lacan chiama il "parlessere".
brossura Chi l'ha detto che gli esseri umani siano sostanzialmente tutti egoisti? Molti ritengono che la tendenza a sopraffare sia comune e abbia addirittura sicure basi scientifiche. Silvia Bonino dimostra che non è così: le conoscenze che provengono dall'insieme degli studi psicologici, etologici, evoluzionistici e dalle neuroscienze mostrano il contrario. Nei nostri rapporti esiste un ricco equipaggiamento di predisposizioni biologiche che favorisce i legami con i nostri simili e ci spinge a prenderci cura l'un l'altro. Questo bagaglio va dal pianto al sorriso, dal contatto fisico al bacio, dai gesti di conforto al rispecchiamento emotivo, sia nelle forme più immediate del contagio sia in quelle più evolute dell'empatia. Ma nell'essere umano, animale culturale dotato di specifiche capacità cognitive, i rapporti con gli altri chiamano in causa anche complesse costruzioni mentali e categorie che possono negare quell'umanità che la biologia ci ha programmato a riconoscere. Le predisposizioni biologiche andrebbero quindi sostenute dalla cultura e dai suoi valori e coltivate dall'educazione, soprattutto in famiglia e a scuola.
br. Siamo angeli di generosità o diavoli di egoismo? Come guardiamo al nostro prossimo? E cosa ci distingue dagli altri animali? Sono domande antiche, interrogativi che rappresentano una sfida difficile per noi tutti. In questo libro, lo psicologo Michael Tomasello cerca nuove risposte, affrontando un tema a prima vista molto complesso a partire da un'osservazione semplice e quotidiana: qualsiasi bambino è naturalmente socievole e disposto all'aiuto, ben prima che i genitori gli insegnino a riconoscere quello spazio definito e omogeneo che siamo abituati a chiamare "buona educazione". Per capire se questo carattere è davvero innato, Tomasello ha deciso di studiare con esperimenti di laboratorio il comportamento dei bambini tra il primo e il secondo anno di vita. I risultati sono stati sorprendenti. Sì, perché i piccoli di uomo sembrano davvero unici nella loro tendenza, fin dalle primissime fasi dell'esistenza, ad aiutare il prossimo, mettendo da parte il vantaggio individuale. Con prodigiosa chiarezza, Tomasello non solo ci spiega i meccanismi psicologici che guidano le prime manifestazioni di collaborazione, ma ci fa anche capire meglio le straordinarie forme di organizzazione e di civiltà che caratterizzano l'esistenza dell'uomo. Il mondo in cui viviamo, le norme culturali, le leggi, le istituzioni: niente di tutto questo esisterebbe senza tolleranza e fiducia, che sono probabilmente l'unico vero grande vantaggio evolutivo della specie umana.
br. "Perché ho deciso di dare questo titolo? Perché dopo anni come formatore nella crescita personale, quello che ho compreso - e confermato dalle mie personali statistiche - è che le persone non si mettono in gioco, hanno troppa paura del cambiamento, e se ci provano, dopo un po' tornano ai vecchi schemi comportamentali. Ciò che ho imparato fino ad oggi e che mi ha portato a formare con umiltà e spirito di servizio altre persone, lo scrivo in questo libro. Per essere orgogliosa di ciò che sono oggi, ho fatto un passo meraviglioso: ho alzato il culo per sentirmi libera. Lo so che può sembrare una espressione molto forte, poco olistica, poco ecologica e anche poco pulita, ma proprio perché sono passata da vari percorsi - dalla PNL alla crescita spirituale, alla energia quantica e alla formazione aziendale - ho visto che puoi fare tutti i percorsi che vuoi ma se poi non ti alzi da quella sedia... non realizzerai mai nulla." (L'autrice)
ill., ril. Molti di noi rispondono agli ostacoli della vita chiudendosi in se stessi e ignorando i problemi, finendo però per diventare vittime di ansia e depressione. Altri reagiscono buttandosi nel lavoro, in ufficio, a scuola o a casa, sperando che questo possa rendere più felici le persone che amano. E se invece bastasse essere se stessi? È come quando in aereo ci suggeriscono di indossare la maschera per l'ossigeno prima di pensare ad aiutare il nostro vicino: il messaggio è che dobbiamo innanzitutto essere in pace con noi stessi e solo dopo possiamo cercare di essere in pace con il mondo intorno a noi. In questo seguito a "Quando rallenti, vedi il mondo", il monaco buddhista zen Haemin Sunim rivolge la saggezza dei suoi insegnamenti alla cura di sé, sostenendo che solo accettando noi stessi - con tutte le imperfezioni che ci rendono ciò che siamo - possiamo avere relazioni piene e compassionevoli col nostro partner, la nostra famiglia, i nostri amici. Arricchito da più di trentacinque illustrazioni a colori, "Ama ciò che è imperfetto" appaga gli occhi e il cuore, e ci aiuta a imparare ad amare noi stessi, la nostra vita e tutte le persone e le cose che la riempiono.
brossura Il peggior nemico dell'amore è il pensiero. Le persone insistono a imbrigliarlo, giudicarlo, dargli una ragione, volerlo spiegare, ma l'amore è una forza potente e benefica, che chiede solo di essere lasciata libera per invadere. Quando l'amore chiama bisogna arrendersi alla sua energia e lasciarlo sfogare. In questo libro Morelli affronta da tutti i punti di vista il più nobile e controverso dei sentimenti, e lo fa col suo solito approccio chiaro. Dall'amore dei e per i bambini alla vita di coppia, fino all'aspetto più erotico dell'amore, l'atto sessuale.
br. "Ama il tuo nemico" è un'indicazione preziosa e portatrice di saggezza a molti livelli... ma solo se non la viviamo come una difficile (spesso impossibile) imposizione. "Ora non riesco ad amarlo!". Va bene, accetto questa mia incapacità. Consapevole comunque dell'insegnamento, anche nella mia impossibilità di realizzarlo ora. Procedo in quella direzione con gioia e fiducia, sapendo che il limite che ora non mi permette di amarlo è la mia preziosa ricchezza. Perché è la mia Umanità, qui e ora. Ma chi è davvero il mio nemico? Tutto è Uno, l'Uno è Amore, tutto evolve verso l'espansione di se stesso. E se tutto è Uno, qualunque forma assuma l'Uno, esprime lo stesso principio. Quindi anche il nemico e l'amico sono la stessa cosa e sono certamente connessi tra loro. Il nemico è sempre uno e uno solo, l'ombra dentro di me. Ed è un nemico solo fino a quando lo riconosco, lo accetto e ne scorgo la scintilla divina, la cui percezione lo rende un alleato. Quando non c'è conflitto dentro di noi, non ci sono nemici fuori di noi.
br. Spesso deleghiamo agli oggetti il compito di renderci felici. Acquistiamo vestiti che non indosseremo, elettrodomestici che non accenderemo, souvenir e gadget che stiperemo in fondo a un cassetto o, alla meglio, lasceremo impolverare sulle mensole del soggiorno. Li compriamo perché luccicano di promesse: farci raggiungere uno status sociale, ingannare la noia, dimostrare qualcosa agli altri. E così accumuliamo cose che non ci servono, che siano l'ultimo modello di uno smartphone o l'edizione limitata di un paio di sneaker firmate. Eppure, mentre riempiamo la nostra vita di tutto ciò che ci viene venduto come essenziale, sentiamo di non essere felici. Una volta aperto l'ennesimo pacco consegnatoci in tempo record da qualche store online, ci scopriamo ancora più vuoti di prima. Secondo Joshua Fields Millburn e Ryan Nicodemus, i Minimalists protagonisti di due tra i più seguiti documentari Netflix degli ultimi anni, è normale che sia così: sommersi da cose inutili, finiamo per distogliere l'attenzione da ciò che è veramente importante per noi. Grazie al racconto delle loro esperienze e a moltissimi consigli pratici, in questo libro i Minimalists ci dimostrano concretamente come è possibile vivere meglio con meno. Perché meno oggetti, meno distrazioni e meno stress significano innanzitutto più tempo ed energie da dedicare a ciò che ci appaga davvero: il rapporto con le persone che amiamo, quelle che ci stanno vicino e che magari spesso trascuriamo. Le migliori risorse per affrontare la vita sono più a portata di mano di quel che spesso pensiamo, ma per riconoscerle è prima necessario organizzare il nostro disordine materiale, emotivo, mentale o relazionale: dobbiamo entrare in quella stanza stracolma, e liberarci di ciò che è superfluo.
br. Troppo spesso incontriamo momenti complicati nella nostra vita e difficilmente riusciamo a venirne a capo in modo veloce e consapevole. Spesso si dice "capitano sempre tutte a me", ma ci siamo mai chiesti il perché? Cosa c'è che non va nel nostro comportamento che fa sì che non riusciamo a scrollarci di dosso certe situazioni? Cosa ci impedisce di abbandonare certe convinzioni limitanti? Come fare per liberarci dai blocchi emozionali? Cosa dobbiamo fare per vivere una vita ricca di Amore, gioia, salute e prosperità? "Ama te stesso" affronta questi temi con un criterio nuovo, attraverso cioè la testimonianza diretta dell'autore e di molte persone che lo hanno incontrato nel suo studio a Padova, oppure in giro per l'Italia, e li approfondisce con un approccio scientifico e allo stesso tempo spirituale.
br. Ho quasi rischiato di non pubblicare Ama te stesso come se fosse questione di vita o di morte. Eccomi lì, un amministratore delegato praticamente in rovina, dopo che l'azienda era fallita, che si mette a scrivere un libro su come l'amare me stesso mi aveva salvato? In realtà, pensavo di essere un fallito e che la mia carriera fosse davvero finita. Tuttavia ho trovato il modo non solo di superare le paure e le difficoltà ma anche di condividere la mia esperienza con il mondo. Molti lettori mi hanno contattato e fatto domande. Questo mi ha insegnato che, se volevo esercitare un impatto che durasse a lungo, dovevo andare più a fondo. Quindi, sette anni dopo, eccolo. Ho risposto a tutte le domande che ho ricevuto. Il mio scopo è che, una volta finito di leggerlo, non solo ti impegnerai ad amare te stesso, ma saprai anche esattamente come farlo. E, soprattutto, come amarti per tutta la vita.
br. Questo libro è un viaggio. In un mondo sempre più caotico e conflittuale, Luca d'Alessandro ci accompagna a portare spazio e chiarezza nella nostra vita per far fiorire quello che conta veramente. Questo libro è un invito. Lottiamo, ci difendiamo, siamo perennemente in battaglia per ottenere ciò ci manca. Ciò che crediamo ci manchi. Ma è proprio il conflitto a impedirci di amare e di ricevere amore. È arrivato il momento di deporre le armi. Respira. AMA perché non c'è tempo per altro se non per Amare. Non essere buono, non essere gentile, non essere retto, non essere puro, non essere amabile, non essere una buona persona, butta via ogni etichetta inutile, ognuna di queste è stata creata solo da chi non sapeva farsi amare dall'Amore. Semplicemente, AMA. AMA non è un imperativo, perché amare non è un verbo ma un luogo interiore. AMA è il centro di questo luogo.
br. Anche negli episodi ameni c'è sempre la mano del buon Dio, che ci permette di viverli, prima, e di ricordarli, con immensa gioia, dopo. E lo preghiamo umilmente di fare vivere, noi e i nostri Cari, sempre in modo gioioso e leggero, sí che possiamo raccontare ciò che di bello ci accade a tutti ed anche ai nostri lettori.
br. Questo libro, che è un viaggio all'interno della famiglia e dell'amore, è rivolto a tutti. Ci mette di fronte a comportamenti sbagliati culturalmente tramandati o acquisiti, in cui si cade per una distorta visione dell'amore, che forse tutti inconsciamente abbiamo. Nell'ambito di coppia infatti si rinuncia a volte alla propria personalità e alla libertà individuale in nome di un grande amore che, in realtà, senza autonomia e rispetto, amore non è. Vengono presentate varie tipologie di amori malati, per poi affrontare un tema molto forte: la violenza all'interno della coppia che, se la donna non reagisce ai primi segnali, aumenta fino a distruggerla e spesso a ucciderla. L'autrice presenta anche casi drammatici e molto coinvolgenti di donne che si sono rivolte a lei per essere aiutate. Dopo aver presentato il quadro delle personalità violente e di quelle succubi, cercando di andare alla radice di questi comportamenti, si prospettano soluzioni pratiche e psicologiche. Infine il ricominciare da capo; prendersi cura di sé e imparare a volersi bene e a rispettarsi, con un unico grande obiettivo: amare se stessi.
br. "Non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio" (Rm 7,19), scrive san Paolo. Come scegliamo il modo di comportarci? La psicologia dello sviluppo morale e la neuroetica indagano la condotta umana: il complesso intreccio tra capacità di ragionamento, emozioni e sentimenti che sostengono la nostra vita morale. Le emozioni hanno un ruolo fondamentale nel guidare le nostre decisioni. Ne siamo consapevoli? Viviamo in una società emotivamente analfabeta, alla ricerca di sensazioni a tutti i costi e poco abituata ad ascoltare le emozioni. La conoscenza di noi stessi - "cuore", "mente", dinamismi - ci aiuta a scoprire quello che realmente desideriamo e non soltanto quello che crediamo di desiderare. Gli autori ci accompagnano in un viaggio affascinante alla scoperta delle fonti motivazionali dell'agire morale, dimostrando come emotività ed affettività costituiscano leve formidabili per comportarci in modo moralmente corretto. Un percorso che non si ferma al piano morale ed indaga come sia possibile amare il prossimo "con tutto il cuore" nel proprio matrimonio, ministero, consacrazione. L'amore è un sentimento insito nella natura umana, è una realtà con diverse dimensioni, eros e agápê, è un "frutto" dello Spirito Santo, che porta a preferire in maniera costante, per tutta la vita, il bene dell'altro a quello proprio.
br. Che cosa significa, in concreto, amare? Perché spesso è così faticoso vivere la relazione con gli altri? Quali sono i meccanismi che compromettono le nostre relazioni? Un testo di piccole dimensioni di V. Albisetti, che affronta un tema sempre attuale e da cui dipende molto spesso la nostra serenità: i rapporti interpersonali e la necessità di gestirli correttamente.
br. Possiamo fare a meno di tradirci e di tradire? È questa la domanda cui l'opera tenta di dare una risposta. Il tradimento ripugna alla nostra coscienza di "puri", ma, afferma l'autore, è un'esperienza ineluttabile. Dopo aver percorso i drammi della solitudine dell'amore in "Eros e pathos", Aldo Carotenuto affronta il delicato tema del tradimento inteso come atto necessario perché la psiche, ancora chiusa in una verginità inconsapevole e irriflessiva, sia iniziata al mistero della vita e dell'amore. Tradire ed essere traditi significa infatti "essere consegnati" a un destino di ricerca costellato di cadute e di sconfitte, significa riconoscersi come quegli esseri separati che, per ricostituirsi come soggetti, devono affrancarsi da dettami e modelli collettivi, devono dunque "tradire".