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brossura Nell'essere umano, durante lo sviluppo, i riflessi e gli istinti si evolvono verso schemi neuro-motori sempre più raffinati. Successivamente, allo scopo di dissipare meno energia possibile, l'organismo umano reagisce attraverso automatismi che, mentre da un lato rendono il movimento corporeo e l'abilità di pensare più fluidi, dall'altro lato ci rendono più incoscienti e incapaci di rievocare volontariamente gli schemi neuro-motori appresi. Questa involuzione costringe il nostro organismo ad essere suddiviso in compartimenti e a considerare quindi la mente e il corpo due entità separate. Attraverso la conoscenza della bio-psico-cinetica del corpo, esposta in questo breve trattato, è possibile iniziare un cammino di evoluzione verso l'unificazione consapevole della mente e del corpo.
br. L'ottimismo è una filosofia di vita, un modo di osservare la realtà. Per cui, leggendo queste pagine, il lettore non troverà esercizi per allenare l'ottimismo, ma spiegazioni, considerazioni, scoperte e riflessioni sensate sul perché è inutile essere realista o pessimista. L'ottimismo è l'unica via per dare un senso a ciò che accade, poiché la vita si basa sull'amore, il quale si manifesta attraverso la gioia, l'entusiasmo e il mettersi in gioco fino in fondo. Non è necessario scegliere se essere positivo o disfattista; bisogna soltanto arrendersi alla vita e saper accogliere tutte le esperienze che capitano come doni per evolvere.
brossura "Si dà troppo spazio, troppa pubblicità, alla fuga dei cervelli quando invece noi è ciò che ci auspichiamo: una tabula rasa. Dal niente di questo vuoto lasciatoci in eredità dai nostri benemeriti scienziati, noi possiamo danzare e ridere come pazzi sanguinari: noi mangiatori di cervelli. Pensare non ci dà più da pensare troppo e anche il depensare viene a mancare; finalmente, nell'oblio di una voce straniera: un suono, un rumore o un ticchettio. Non a caso ho fatto fuori il tempo riponendo la sveglia nel tiretto. Mentre il cervello fa Tic Tac, tu non lo senti più ormai svanito nella scia del secondo. Oh amabile frequenza di altrove che mi spacchi il cranio e le ganasce amletiche sicché io possa dire che non son più un io ma un tu impensato, svisato. Evviva! Se ne vanno questi cervelli - ...scaraventandogli addosso i miei pensieri marci e pure maturi e immaturi. Ci rimane l'atto spoglio! Anzi, la sua sola forza. Evviva!".
ill., br. C'è bisogno di gente nuova, gente che compia azioni semplici nel loro fare quotidiano, ma la differenza la dovrà fare la consapevolezza amorevole del gesto in questione. È In quel momento che Dio si manifesta attraverso Voi e questo vostro agire aiuterà il pianeta ad innalzarsi di vibrazione e facilitare il cambiamento. Si sta andando verso un nuovo mondo che è già qui e non è più tempo di perdersi dietro a concetti, preghiere ripetute, riti, che altro non fanno che ritardare il processo che attualmente è in atto. C'è bisogno di un nuovo esercito che lavori col cuore, passo dopo passo. È arrivato il momento di proseguire il nostro cammino senza nessun bagaglio. È tempo di lasciare andare ogni peso che ci portiamo dietro da chissà quante vite, non serve più a nulla, adesso urge la leggerezza, bisogna camminare leggeri, bisogna realizzare che non siamo quei pesi.
br. Con "Vers le concret" (1932) Jean Wahl si inserisce, non senza ironia, in quel dibattito sul "concreto" che aveva saputo catturare, nel primo dopoguerra, l'attenzione di molti intellettuali francesi, portando sulla scena tre filosofi atipici, legati al "vecchio" Bergson (William James, Alfred North Whitehead e Gabriel Marcel). Nelle pagine del saggio emerge una linea filosofica votata a un empirismo immanentista, capace di connettere speculazione metafisica, senso del reale, indagine filosofica, scientifica e persino estetico-poetica:" Verso il concreto" anticipa così tanto le future direzioni di ricerca dell'autore quanto i più recenti dibattiti intorno al realismo, al naturalismo e alla metafisica. Postfazione di Barbara Wahl.
brossura Verso il cambiamento dell'essere è un testo che si propone di condurre il lettore a riconoscere i vincoli socio-culturali che lo attanagliano, e successivamente a liberarsene riconquistando la vera essenza della vita. Secondo l'autore, l'uomo non è libero di esprimere il suo autentico essere, perché fin dalla nascita costretto a seguire i dettami imposti dalla religione, dalla famiglia, dalla società e dalla cultura di appartenenza. Prendendo in prestito un noto proverbio, sostiene, questi condizionamenti rappresentano lo "zoppo" da cui inconsciamente abbiamo imparato a zoppicare. Le nostre ambizioni, i nostri desideri, sono stimolati dallo "zoppo" e non corrispondono ai nostri autentici bisogni. C'è bisogno quindi di tornare in contatto con il nostro Io più autentico, come riesce ancora, ormai, soltanto ai bambini, grazie alla loro innocenza. Per arrivare a questa consapevolezza, il metodo indicato è una nuova forma di meditazione, che nasce dall'osservazione, priva di giudizio, di noi stessi. La seconda parte del testo descrive invece il percorso verso l'abbandono di tutte le sovrastrutture culturali e la riconquista della semplicità.
br. Naturale continuazione del precedente "Il grande viaggio alla ricerca di Dio", il libro è stato razionalmente impostato su una serie di circostanze tra loro strettamente interrelate, al punto tale che anche l'assenza di una sola di esse avrebbe reso impossibile l'organizzazione dell'intero sistema concettuale e operativo. Questo ha costretto l'autore a riscrivere, all'inizio, la storia di quelle circostanze in modo sintetico. In seguito, il testo passa dai principi base della realtà spirituale a stralci di messaggi di "Symbole" e alla struttura dell" 'Emiciclo" del gruppo di "Thierry". Prosegue poi con molti messaggi di personalità spirituali chiamate "gli immortali" dato il loro definitivo superamento delle barriere e delle strutture materiali. Tra di esse figurano, ad esempio, quella di "Origene", "Artemisia", "Victor Hugo", "Il Piccolo Principe" (nome inventato), "Charles Darwin", "Albert Einstein", "Virgilio", "Voltaire", "Karl Marx", e molte altre, ciascuna con proprie peculiari caratteristiche. Nella seconda parte del libro vi sono comunicazioni che si riferiscono a "Il Soffio di Dio", sempre dello stesso autore, e, per concludere, un intervento del professor Umberto Cinquegrana che tratteggia la personalità di Véronique Vavon, la medium la cui troppo scarsa cultura specifica determina necessariamente l'autenticità dei messaggi.
br. Pitagora di Samo, figura liminare tra storia e mito, è all'origine del pensiero filosofico che va sotto il suo nome, nonché della setta di iniziati che operò nella Magna Grecia a partire dal VI secolo a. C, reggendo le sorti di gran parte delle sue polis, tra le quali Crotone, Metaponto e Taranto. Anche sotto l'impero romano, il pensiero pitagorico conobbe grande diffusione, dando luogo a una vasta letteratura di testi attribuiti al grande sapiente, o al suo insegnamento direttamente ispirati. Il presente volumetto fornisce alcuni dei testi pitagorici più noti, inquadrati filologicamente nel loro contesto storico d'origine.
br. Pitagora di Samo, figura liminare tra storia e mito, è all'origine del pensiero filosofico che va sotto il suo nome, nonché della setta di iniziati che operò nella Magna Grecia a partire dal VI secolo a. C, reggendo le sorti di gran parte delle sue polis, tra le quali Crotone, Metaponto e Taranto. Anche sotto l'impero romano, il pensiero pitagorico conobbe grande diffusione, dando luogo a una vasta letteratura di testi attribuiti al grande sapiente, o al suo insegnamento direttamente ispirati. Il presente volumetto fornisce alcuni dei testi pitagorici più noti, inquadrati filologicamente nel loro contesto storico d'origine.
br. La filosofia della verità ha come oggetto di studio la verità in ogni suo aspetto, dalle caratteristiche linguistiche alle implicazioni metafisiche. Il Pluralismo Aletico e la Teoria Funzionalista della Verità sono due dei più recenti tentativi di fornire una spiegazione esaustiva del valore della verità nell'economia della conoscenza umana e dei fenomeni ad essa connessi. L'importanza di queste due teorie risiede nell'originalità dell'impianto filosofico da esse costruito e nei rispettivi obiettivi polemici: la Teoria Corrispondentista della Verità e le Teorie Deflazioniste della Verità.
brossura Il volume accompagna le registrazioni audio degli incontri tenuti dal grande filosofo Emanuele Severino all'Università San Raffaele di Milano sul problema della verità, della volontà e del destino. Il volume rappresenta una lettura propedeutica all'ascolto, esso è introdotto da un saggio di Massimo Dona e si compone anche di un lessico dei concetti chiave della filosofia severiniana.
br. Il pensiero di Luigi Pareyson è costituito da una riflessione costante e radicale intorno alle nozioni di verità e di libertà e al rapporto essenziale che le unisce. La verità è da lui intesa ontologicamente come origine trascendente e sorgente inesauribile che l'uomo, nella sua costitutiva libertà, è chiamato ad accogliere - potendola rifiutare - nell'interpretazione creativa e nella testimonianza fedele. La concezione originaria e insieme concreta di tali nozioni - il cui nesso problematico e paradossale si struttura e si attua alla luce della relazione simbolica - è indagata negli studi del presente volume da diversi punti di vista (in riferimento, tra l'altro, ai temi della responsabilità, della comunità e del male e, più in generale, in rapporto al testo biblico e ad un'ontologia ermeneutica di matrice analogica e dialettica) che ne fanno emergere in modo organico la rilevanza esistenziale e il vigore speculativo e che insieme possono offrire istruttivi strumenti teorici per la comprensione attiva e critica del nostro tempo.
br. Il pensiero di Luigi Pareyson è costituito da una riflessione costante e radicale intorno alle nozioni di verità e di libertà e al rapporto essenziale che le unisce. La verità è da lui intesa ontologicamente come origine trascendente e sorgente inesauribile che l'uomo, nella sua costitutiva libertà, è chiamato ad accogliere - potendola rifiutare - nell'interpretazione creativa e nella testimonianza fedele. La concezione originaria e insieme concreta di tali nozioni - il cui nesso problematico e paradossale si struttura e si attua alla luce della relazione simbolica - è indagata negli studi del presente volume da diversi punti di vista (in riferimento, tra l'altro, ai temi della responsabilità, della comunità e del male e, più in generale, in rapporto al testo biblico e ad un'ontologia ermeneutica di matrice analogica e dialettica) che ne fanno emergere in modo organico la rilevanza esistenziale e il vigore speculativo e che insieme possono offrire istruttivi strumenti teorici per la comprensione attiva e critica del nostro tempo.
brossura Tradizionalmente tradotto con verosimile o probabile, eikos appartiene a quell'insieme di nozioni della Grecia classica caratterizzate da una densità semantica tale da rendere difficile trovare un suo corrispondente univoco nelle lingue moderne. Il libro ricostruisce la storia di questa nozione nel pensiero greco classico e al tempo stesso ne mette a fuoco la fecondità teorica. Tale ricostruzione consente infatti di inserire in maniera fruttuosa il concetto di eikos all'interno del dibattito contemporaneo intorno a questioni filosofiche cruciali, prima fra tutte quella che ruota attorno alla nozione di verità.
br. La crisi, intesa come malattia strutturale del contemporaneo, come disumanizzazione radicale del mondo e rifiuto del valore anche negativo della vita è il grande rimosso dei nostri tempi. Una realtà dolorosa osservata da una prospettiva scomoda, quella della psicoanalisi, senza il conforto di alcun orizzonte salvifico, ma con il favore di un metodo contro intuitivo, che fa dello spostamento e della dislocazione uno strumento di scoperta profonda, ci mostra questa malinconica verità nascosta. Sorta di bustine di minerva senza lezione morale, di sguardo abissale e lucido puntato sulle tragedie quotidiane dell'uomo questo libro, che raccoglie in maniera nuova i contributi raccolti negli ultimi anni da Sarantis Thanopulos su «Il Manifesto», riesce con icastica semplicità a far riflettere sulle gioie e le miserie dell'affettività, mostrando che la vita, se vuole essere pienamente se stessa, deve fare davvero i conti con il lutto e il negativo.
brossura
br. Il 28 settembre 1958 Karl Jaspers viene insignito del Premio per la pace dei Librai tedeschi. A pronunciare il suo pubblico encomio è Hannah Arendt. Nel discorso di accettazione Jaspers, ispirandosi agli scritti politici di Kant, delinea, nel contesto della Guerra fredda e della minaccia atomica, un progetto per la pace di cui la libertà è condizione di partenza. Al contempo, individuando nella menzogna in politica il più grande pericolo per la Germania del dopoguerra, egli indica nell'esperienza della verità il fondamento di una rinnovata vita pubblica. Per Hannah Arendt la laudatio è lo spunto per riflettere sul modo con cui il discorso espone il chi di ciascuno alla sfera pubblica, sottolineando così la rilevanza del pensiero come lucida resistenza all'inumano. Additando Jaspers ad esempio, Arendt allude ad un modo attivo di essere presenti al proprio tempo, rischiando di agire pubblicamente e assieme rischiarando quell'elemento personale sfuggente eppure manifesto che è l'humanitas.
br. Le seguenti considerazioni, risalendo nell'analisi dell'atto conoscitivo fino agli elementi ultimi, si prefiggono di formulare giustamente il problema della conoscenza e di indicare la via alla soluzione del medesimo.
brossura L'edizione completa, con testo tedesco a fronte, di quest'opera è curata da Gianni Vattimo, con un'introduzione di Giovanni Reale e postfazione dell'autore stesso. Pubblicato per la prima volta nel 1960, rappresenta un importante lavoro nel panorama filosofico del Novecento, come recupero antiscientista del valore di estetica, storiografia e dialogo interpersonale in quanto veicoli di verità.