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ill., br. Jacques Derrida, è cosa nota, viveva male il rapporto con l'immagine di sé: non si riconosceva nelle fotografie che lo ritraevano; tanto meno sottoscriveva la supposta somiglianza del ritratto fotografico o la sua verità, quand'anche fosse quella dell'autoritratto. D'altro canto, affermava: "Non ho nulla contro la fotografia, al contrario, la fotografia mi interessa molto, e dirò di più: ciò che m'interessa è la fotografia di me." In questo saggio Ginette Michaud riflette, a partire da tre scene autofotobiografiche disposte, o meglio rifratte alla maniera di un trittico, su questo paradosso. E nell'interrogare il rapporto complesso tra Derrida e la sua propria immagine, l'autrice si concentra sugli affetti secreti dall'immagine, su ciò che accade rfimmagine. Tra testimonianza, memoria e visione, questa lettura ruota attorno a una sola e unica domanda, al contempo ingenua e insondabile: si può amare un'immagine, la propria immagine?
br. "Vedo cambiare il tempo" è il prodotto di uno sguardo, insieme partecipe e disincantato, sulle mutazioni antropologiche, culturali e sociali prodotte dal feticismo della tecnica. Quella che è stata definita tecnocrazia si propone infatti come ennesima metafora di un ardine sovraumano e totalizzante, a proposito del quale l'autore evoca la figura del Deus ex machina che scende dall'alto a risolvere con il suo potere le mille contraddizioni e l'irriducibile tasso di imprevedibilità dell'avventura umana. Il discorso di Resnik, teorico e clinico, speculativo ed esperienziale, si inserisce in maniera originale all'interno di una 'critica della ragione tecnologica', che ha illustri antecedenti nel Novecento. Esperienze di vita e di lavoro clinico concorrono a mostrare come la forza di persuasione del feticismo tecnologico risieda in una sorta di tentazione profondamente radicata nell'anthropos, una tentazione 'adamitica' o 'prometeica' (un Prometeo scatenato), che può riproporsi in vari contesti e in vari momenti della storia personale o sociale, come un tentativo di sovrastare e dominare non solo la nostra finitezza e vulnerabilità, ma l'instabile mutevolezza delle passioni.
brossura Questo libro è un tentativo di creare una testimonianza di ciò che si trova al di la e al di qua della linea di pensiero, tra inconscio e coscienza. È una parte di un percorso personale.
br. Attraverso diversi autori (Merleau-Ponty, Arendt, Ricoeur, Levi, Montani), questo volume sviluppa il tema della testimonianza nella sua connessione con il racconto e l'immagine, questione eminentemente cruciale nell'epoca attuale, in cui tutto viene veicolato da una visione assoluta e senza residui. La testimonianza è assunta come punto di raccordo di coppie di elementi reciprocamente implicantesi - visibile e invisibile, individualità e pluralità, storia e finzione - considerati non come termini oppositivi, ma in quanto poli di una circolarità dialettica.
brossura Il disturbo bipolare dell'umore è un disagio psichiatrico che coinvolge, oltre al soggetto, tutto ciò che fa parte della sua vita. Questo libro (tratto da un'esperienza personale dell'autore, in qualità di amico del caso 0) serve a spiegare tale sindrome, grazie a un linguaggio accessibile a tutti, e a fornire alcuni mezzi necessari sia al paziente sia alle famiglie per affrontare in assoluta armonia la terapia, insieme allo psicologo.
br. Questo libro raccoglie alcune straordinarie testimonianze di episodi trascendenti accaduti a gente comune, e non a medium o sensitivi, e inviati all'"Alister Research Centre" il cui scopo è quello di studiare nel modo più scientifico possibile, i racconti di esperienze religiose o spirituali. Non c'è quindi alcuna volontà di dimostrare tesi o sperimentazioni, ma è il semplice racconto di qualcosa che è accaduto. Meg Maxwell ha lavorato per quattro anni presso l'"Alister Research Centre" con il compito di analizzare i racconti di esperienze spirituali. Verena Tschudin ha lavorato come consulente psicologa per "Reaching Out" di Londra, un'organizzazione di consulenza e assistenza psicologica.
ill., br. Già i pittori offrivano al vasto pubblico immagini decisive della storia: ma, prima di dipingere una battaglia, si informavano su chi l'aveva vinta. L'invenzione fotografica fu invece salutata come l'avvento dell'informazione obiettiva. I cronisti possono mentire, gli scatti sul campo dovrebbero riprodurre la realtà. Eppure, la ricostruzione storica dimostra che le foto più famose sono spesso il risultato di artifizi. La nuova tecnica, nata per aiutare il vero, scivola al servizio della propaganda, alleandosi al falso. La parabola della fotografia riassume quindi in icone una degenerazione dei mass-media. Il libro di Zoja discute otto fotografie celebri. Le quattro che rappresentano "guerrieri" provengono da messe in scena. Possiamo invece credere alle altre quattro: riproducono dei bambini, che ignorano finalità nascoste. Questa rassegna anticipa il problema della post-verità, analizza la psicologia retrostante e offre strumenti per capirla.
Milano, Giuffrè, 1969, in-8, brossura editoriale. Estratto di pp. 39 dalla “Rivista trimestrale di Diritto Pubblico” Anno XIX-N. 4. Invio autografo dell'autore.
brossura
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br. Una strana tristezza ci coglie la domenica sera, quando, finito il weekend, ci prepariamo ad affrontare una nuova settimana di lavoro. Avvertiamo una sensazione simile dopo la lettura di un sonetto di Shakespeare o di fronte a certe opere d'arte. Si tratta dello stato d'animo meno noto e più prezioso che l'uomo possa provare: la malinconia. La malinconia non è depressione, né rabbia, né amarezza, ma una risposta gentile e benevola alle difficoltà della vita, in perfetto equilibrio tra la cieca disperazione da un lato e l'ottimismo ingenuo dall'altro. La malinconia però è spesso un segreto ben custodito. Le persone tendono a nasconderla e non ne parlano apertamente. Anzi, languisce inesplorata in un'epoca ipercompetitiva, rumorosa, frenetica come quella attuale. Eppure meriterebbe più attenzione. Questo libro raccoglie con cura le diverse sfumature di un sentimento nobile, aiutando il lettore a comprenderle e a viverle appieno, senza più bisogno di fingere o sentirsi diverso per qualcosa che, invece, coinvolge tutta l'umanità e dovrebbe essere perciò universalmente riconosciuto e apprezzato.
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br. «Non ha visto davvero Don Giovanni - scrive Ortega y Gasset - chi non vede accanto al suo bel profilo di corteggiatore andaluso la tragica figura della morte, che lo accompagna ovunque, che è la sua drammatica ombra. Essa scivola con lui nel ballo; con lui scala le graticole dell'amore; entra insieme a lui nella taverna, e sul bordo del bicchiere da cui beve Don Giovanni si muove la bocca scheletrica di questo muto personaggio... quella è la sua suprema conquista, l'amica più fedele che segue sempre le sue orme». Ortega y Gasset, il più cristallino dei filosofi spagnoli, riflette in questo libro su uno dei miti maggiori che la Spagna abbia generato: il Don Giovanni, archetipo letterario e umano ritratto per la prima volta da Tirso de Molina e poi inseguito da decine di autori, da Mozart a Byron, al popolare Don Juan Tenorio di Zorrilla. Nelle sue pagine, Ortega rilegge il Don Giovanni e lo colloca sullo sfondo della cultura del Novecento. La sua affascinante trama di pensiero è qui accostata a quella di un altro raffinatissimo autore, suo contemporaneo, sullo stesso tema: José Bergamín. Variazioni su Don Giovanni compone così una dialettica scintillante di riverberi tra psicologico e culturale, tra spagnolo e universale. (Enrico Lodi). Con un saggio di José Bergamín.
cm. 17 x 24, 136 pp. con 5 tavv. f.t. Accademia toscana di scienze e lettere ?La Colombaria? - Serie Studi Anonyme, Commentaire de l'Alcibiade I de Platon; Anonyme, Abr?g? d'uncommentaire du Tim?e de Platon; Su alcuni frammenti filosofici della Osterreichische Nationalbibliothek (PVindob G 26008 e 29329); Una descrizione di Canopo in P.Michael; ecc. 310 gr. 136 p.
br. The present volume compiles translations of hitherto neglected texts in Asian philosophical traditions, along with several critical essays dealing with the philosophical issues of translating them into western languages. As the third volume in the "Asian Philosophical Texts" series (dedicated to making primary sources of Asian philosophies available to the wider audience in Anglo- European academia and beyond), this book treats diverse primary sources written by a broad range of thinkers from various historical periods and intellectual traditions, including the Chinese, Korean, Japanese, and Turkic, among others. The main theme of the volume is "subjectivity," and it focuses on the way in which various Asian philosophical traditions dialogue with each other, and on their critical engagement with Anglo-European philosophy.
ill., br. Homines Nocturni... per millenni l'uomo antico li ha temuti e ne è stato terrorizzato... Oggi invece nella società occidentalizzata l'uomo moderno è letteralmente affascinato da queste misteriose creature, che considera immaginarie... Ma un terribile segreto sta per essere rivelato... Tra gli argomenti: La vita oltre la morte, Larve e Lemuri, Il baratro di Ecate, Come nasce uno spettro, Come nasce un Vampiro, La magia egizia, Licantropi, Lamie, Ghoul, La sindrome di Renfield, Vampirismo ad opera di esseri viventi, Vampirismo derivante da pratiche occulte, La difesa magica, E tanto altro...
br. Un vero e proprio manuale per imparare a riconoscere il vampirismo psico-energetico e a difendersi in modo efficace. Un insolito viaggio alla scoperta di sconcertanti dimensioni della realtà quotidiana che rivelano quanto questo fenomeno sia diffuso. Il "vampiro energetico" può essere qualcuno che ci passa accanto, che lavora con noi, che fa parte della nostra famiglia e che può quindi nutrirsi della nostra energia vitale, spesso in modo del tutto inconsapevole, in virtù di una natura che lo porta a "prosciugare" le riserve di chi lo avvicina.
ill., br. Ti capita di vivere stati ansiosi e malesseri fisici di vario genere in presenza di certe persone? Avverti mal di testa, un blocco allo stomaco, un'inspiegabile spossatezza, tosse nervosa e persino abbassamenti di voce quando sei in loro compagnia? Attento, potresti essere di fronte a un "vampiro energetico". Il vampiro energetico ha bisogno di sottrarre energia vitale agli altri perché non è soddisfatto di sé e ritiene di non avere sufficienti risorse proprie per affrontare adeguatamente l'interazione con il mondo che lo circonda. È qualcuno convinto di non valere nulla e che tenta di mascherare questa sua vergogna agendo in modo tale da raggirare, mortificare o umiliare gli altri a ogni buona occasione. "Vampiri del XXI secolo" ti mostra come difenderti in modo efficace da queste minacce al tuo benessere, riconoscendo i sottrattori di energia e sviluppando l'arte della difesa, grazie ad alcuni infallibili antidoti.
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br. I sistemi di valutazione e misurazione della performance professionale vengono presentati come un fatto ovvio e naturale, in realtà segnano una svolta nel modo di vivere il lavoro e i rapporti sociali: l'irresistibile ascesa della meritocrazia. Vidaillet svela il senso profondo di questa trasformazione illuminando la zona d'ombra di solito trascurata dagli studi sulla valutazione: il nostro desiderio di essere giudicati e, quindi, la nostra personale responsabilità nella legittimazione dei dispositivi di valutazione, perfino i più irragionevoli e disfunzionali. La meritocrazia intercetta il nostro bisogno di riconoscimento, ci dà la sensazione di essere artefici del nostro destino e interpreta ogni conflitto come una semplice competizione tra individui. Ma la valutazione si rivela una trappola: lascia insoddisfatti i bisogni a cui pretende di fornire una risposta, alimentandoli incessantemente e intrappolandoci in un circolo vizioso dal quale è difficile liberarsi. Questo saggio offre gli strumenti per opporsi alle logiche seduttive ma perverse della valutazione, ne svela le fondamenta piscologiche e al tempo stesso prospetta una nuova consapevolezza dei nostri rapporti sociali.
br. Qui si mette in opera una critica della cultura della valutazione: dei suoi presupposti ideologici, della sua retorica e delle sue pratiche concrete. Interrogazione filosofica e analisi del presente concorrono a portare allo scoperto la rivoluzione silenziosa che ha cambiato il significato della conoscenza nella "società della conoscenza". Parole familiari come qualità, eccellenza, merito assumono valori inediti, risemantizzano l'ethos della scienza. Ma la valutazione è anche più di questo: un vero e proprio dispositivo di governo, come mostrano la nuova introduzione e i due saggi che si aggiungono alla seconda edizione di questo libro.
br. Ritornando alla terra rileggiamo la metafora dell'esistenza che percorre la via nascosta delle radici, si erge sulla robustezza del fusto e si manifesta, protesa verso l'alto, nella possanza della chioma della pianta.
br. Negli ultimi anni fare riferimento all'applicazione di un'etica dei media è un luogo comune che raramente viene messo in discussione. Quali siano però i criteri e le basi normative che giustificano e regolano una tale etica, è una domanda che difficilmente trova una risposta univoca e condivisa. Sullo sfondo variegato e complesso del recente dibattito il presente studio ricostruisce un nucleo centrale di valori messi in rilievo dalla prassi concreta: trasparenza, correttezza, rispetto, responsabilità e competenza. Il punto di partenza della ricerca ricostruttiva è l'analisi di alcuni tra i principali codici internazionali di autoregolamentazione formulati per i diversi agenti mediatici. Il consenso minimale sui valori comuni, che vi può essere identificato, è d'aiuto per giungere a una risposta eticamente fondata e corretta.
br. I "valori morali", intesi come il complesso dei principi naturali universali, sono il collante dei legami familiari e dei rapporti sociali. Se correttamente interpretati e seguiti, i "valori morali" possono mobilitare infinite risorse emotive, che aiutano a superare situazioni di incomprensione, di disagio e di conflitto. È auspicabile che ognuno, nell'agire quotidiano, si ispiri a forti valori morali, onde meglio sviluppare il senso di giusto e di sbagliato, l'idea del bene e del male.
cm. 17 x 24, 88 pp. Pubblicazioni del dipartimento di studi sulla storia del pensiero europeo ?M. F. Sciacca? Universit? di Genova - Sezione atti PRIMA GIORNATA. I. Pier Paolo Ottonello, Apertura del Corso ~ II. Massimo Barale, Etica e morale ~ III. Carlo Lupi, Metafisica e trascendenza ~ IV: Alessandra Modugno, La persona ~ V. Tomaso Bugossi, La libert? in Sciacca. SECONDA GIORNATA. VI. Alberto Caturelli, L?ultimo articolo di Sciacca: ?Satana tra noi? ~ VII. Tomaso Bugossi, La dipendenza creaturale in Sciacca ~ VIII. Carlo Daniel Lasa, Sciacca, Ortega e il soggettivismo moderno ~ IX. Calixto Camilloni, La filosofia dell?arte negli scritti giovanili di Sciacca ~ X. Pier Paolo Ottonello, Occidente e Occidentalismo. PRIMA GIORNATA. I. Pier Paolo Ottonello, Apertura del Corso ~ II. Massimo Barale, Etica e morale ~ III. Carlo Lupi, Metafisica e trascendenza ~ IV: Alessandra Modugno, La persona ~ V. Tomaso Bugossi, La libert? in Sciacca. SECONDA GIORNATA. VI. Alberto Caturelli, L?ultimo articolo di Sciacca: ?Satana tra noi? ~ VII. Tomaso Bugossi, La dipendenza creaturale in Sciacca ~ VIII. Carlo Daniel Lasa, Sciacca, Ortega e il soggettivismo moderno ~ IX. Calixto Camilloni, La filosofia dell?arte negli scritti giovanili di Sciacca ~ X. Pier Paolo Ottonello, Occidente e Occidentalismo. 211 gr. 88 p.