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brossura Valori è la risposta a questi tempi di cambiamento in cui i colpi di coda di un materialismo, livellante la cultura delle masse fa strage del buon senso e dà valore alle forme piuttosto che ai contenuti. Il degrado esistenziale imbarbarisce le menti, mentre la deliberata enfasi emotiva e il turpiloquio che perversano sui social network, condizionano i più a seguire illusori stereotipi in una sorta di ipnosi collettiva. Il pericolo di un abbrutimento della popolazione, specialmente di quella giovanile, alle mere necessità di sopravvivenza, è incombente e preoccupante; per cui, occorre rifondare la base della civiltà e della pacifica convivenza ritrovando e riattivando i valori qualificanti l'esistenza. Il libro propone un'architettura qualitativa della vita con cui il lettore può confrontarsi e trovare le corrispondenze per far emergere una visione soggettiva. È, dunque, una sorta di guida, ma anche, un diario personale in cui ad ogni valore corrisponde una scheda contenente il simbolo grafico; la spiegazione del valore e il pensiero-seme da utilizzare in meditazione, per scrivere poi, negli spazi appositi, il risultato personale rispetto a ciascuno dei 49 valori fondamentali.
brossura
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br. Ebrea di nascita, cristiana cattolica per scelta, Edith Stein è fondamentalmente una filosofa - di certo per buona parte della sua vita una filosofa cristiana - ma il suo amore per la verità, che la spingerà senza contrasti ad essere filosofa e credente, nasce, dapprima, come un fatto intellettuale e rappresenta la caratteristica fondamentale della sua persona. I brani antologici qui inseriti - tratti dalla sua autobiografia, dal suo epistolario, da alcune sue opere filosofiche - sono stati scelti con l'intento di costruire un percorso peculiare riguardante la sua formazione filosofica, la sua visione del rapporto fra la dimensione politica e la vita religiosa e il senso stesso della sua esistenza. Fulcro del libro è la lettera inviata a Pio XI il 12 aprile del 1933, poche settimane dopo l'insediamento di Hitler al cancellierato, in cui avvertiva il pontefice delle violenze ai danni degli ebrei, invitandolo a interrompere il silenzio e a denunciare la realtà dei fatti. Una lettera dal contenuto tristemente profetico.
ill., br. Vademecum è una parola latina che significa "vieni con me". Ma è anche un invito gentile: "Vieni con me, ti porto nel mio mondo." E nel titolo di questo libro sta a significare che il volume che avete tra le mani sarà una risorsa preziosa da portare con voi durante qualsiasi pratica spirituale. Questo libro tratta infatti temi esoterici e spirituali, iniziando dall'ABC della stregoneria alla teoria e pratica più complessa.
br. L'affollamento di pensieri fa contrarre i muscoli e impedisce alle donne e agli uomini di essere imperturbabili ed efficienti come 007. Liberarsi dallo stress è come guarire da una malattia mortale. Da questa convinzione nasce "Vademecum antistress". Zittire la mente e ottenere la serenità originaria è possibile grazie a semplici e brevi tecniche, che si possono applicare anche mentre si sta aspettando l'autobus. Lo stress è sempre in agguato e quando arriva, prepotente e all'improvviso, si è colti impreparati. Il "pronto soccorso" contenuto in "Vademecum antistress", scritto da Giulio Cesare Giacobbe, suggerisce delle semplici tecniche per controllare l'ansia e gli improvvisi attacchi di panico. Un libretto da e per vivere, perché quando il messaggio sarà arrivato nella profondità del cervello, allora la vita cambierà.
brossura "Il libro nasce per dare ispirazione e guida a chiunque voglia essere consigliato dai mondi di Luce, in particolare dagli arcangeli Michele, Uriele, Gabriele, Raffaele e Ariel. Questi esseri divini accompagnano l'umanità dall'alba dei tempi e in questo Vademecum Angelico si manifestano per dare a ogni anima la possibilità di essere guidata con amore, giorno dopo giorno in ogni fase della giornata. Il libro contiene delle semplici istruzioni per essere utilizzato come oracolo quotidiano a seconda della fase del giorno in cui ci si trova. I messaggi di luce contengono suggerimenti, esercizi, meditazioni e invocazioni di Luce per semplificare e nutrire con amore ogni istante della tua vita. Esso contiene inoltre una serie di pagine dedicate all'approfondimento delle verità costituenti dell'essere umano, vengono così dissipati i dubbi su alcuni concetti fondamentali dell'esistenza umana e fatta luce sulle menzogne costrittive di altri aspetti della vita stessa. Se leggi queste parole significa che è il tuo momento: hai attratto tu, nella tua vita, il 'Vademecum angelico' per essere di supporto nella quotidianità della tua personale esperienza umana... Buona luce e ogni bene." (Antiches)
br. Il segreto più strano è il più grande discorso motivazionale mai creato nell'era contemporanea. Ancora oggi continua a trasformare la vita di milioni di persone nel mondo. Per alcuni, tuttavia, il "segreto" rimane tale e pare non funzionare: il successo non arriva. "Diventiamo ciò che pensiamo". Semplice, vero? Non proprio. La nostra mente è sempre in attività, eppure "attività mentale" non equivale a pensare in un certo modo a qualcosa. Cogliere la differenza serve non solo per il successo quanto per vivere bene la propria vita. Come Earl diceva, "Proveniamo da una dimensione e quando moriamo andiamo in un'altra dimensione, quindi questa vita deve essere immaginata proprio come una vacanza sulla Terra". Per farlo occorre pensare liberandosi dalle negatività che ci impediscono di viverla proprio con la carica di energia e spensieratezza di una vacanza.
ril. La scomparsa di una persona cara è forse l'evento che più sconvolge la nostra vita. Il grande amore che proviamo per lei si trasforma in un dolore profondo che sembra insuperabile. Anche l'autrice di questo libro, Megan Devine, ha sperimentato sulla sua pelle questo dolore. E lo ha fatto sia come terapeuta sia come donna, avendo visto morire davanti ai suoi occhi il compagno di una vita. Proprio per questo motivo "Va bene essere tristi" offre un punto di vista diverso su come affrontare il lutto e l'abbandono. Il mondo che ci circonda, infatti, non si sforza di capire ciò che stiamo vivendo, ma si limita a suggerirci di tornare il prima possibile a una vita felice, di dimenticare il dolore per ridiventare le persone che eravamo. Invece, come sostiene Devine, non bisogna affatto cercare di superare il dolore, ma abbracciarlo e provare a comprenderlo per vivere dentro l'amore che ci resta. Attraverso una scrittura lucida e precisa che intreccia consigli, pratiche mindfulness e racconti di vita vera, questo libro offre una strada alternativa per imparare a non considerare il lutto come un problema da risolvere, ma piuttosto come un sentimento da onorare e preservare. Perché il dolore è un mistero che, anche se ci fa soffrire, ci ricorda costantemente che siamo vivi e che abbiamo amato. "Va bene essere tristi" è una vera e propria guida emotiva per affrontare al meglio momenti e situazioni che prima o poi tutti noi siamo costretti a fronteggiare, facendolo però con comprensione, compassione e consapevolezza.
ill., br. L'autentica alchimia è tutt'altro che una chimica rudimentale, esposta in modi fumosi e intrisa di assurde fantasie, come del resto aveva già intuito Carl Gustav Jung in un suo noto saggio, sia pure ponendosi dal punto di vista della Psicanalisi. Da una meditazione approfondita su una singola e particolare incisione grafica, apparsa nel XVII secolo a corredo di un testo stampato, attribuito a Basilio Valentino, è possibile al contrario arrivare a una comprensione sintetica del vero significato dell'Arte Regia, una Via Iniziatica che si compendia e si conclude con il raggiungimento di una rigenerazione spirituale.
br. Il volume presenta la traduzione italiana di due conferenze di Michel Foucault tenute alla radio nel dicembre del 1966 e pubblicate in Francia su CD nel 2004. In queste due conferenze il filosofo francese, passando in rivista luoghi fantastici e quotidiani, remoti e iperreali, si interroga sul rapporto, spesso conflittuale, fra il corpo e lo spazio in vari ambiti: nella vita privata, nella vita pubblica, nelle arti visive e nell'architettura. Scritte in uno stile semplice, vivace e ironico, le due conferenze anticipano alcune delle idee che Foucault avrebbe sviluppato negli scritti degli anni '70, soprattutto in "Sorvegliare e punire". Nonostante la ricchezza concettuale, il volume si rivolge a un pubblico ampio e non solo a quello specializzato in filosofia.
br. Questo volume raccoglie una serie di conversazioni attorno al fenomeno della glossolalia, sviluppate da Michel de Certeau in dialogo con Paolo Fabbri e William Samarin. È il settembre del 1977 quando i tre studiosi si ritrovano a Roma per preparare i loro interventi in vista del seminario che avrà luogo l'anno successivo al Centro Internazionale di Semiotica di Urbino. Tale materiale, destinato inizialmente alla pubblicazione e rimasto fino a oggi inedito, viene per la prima volta riunito in un volume che prende il titolo dal saggio "Utopies Vocales, Glossolalies" in cui, qualche anno più tardi, De Certeau avrebbe rielaborato alcuni dei temi già presenti nei dialoghi del '77. "La presenza di Michel de Certeau in Italia", costante e attiva fino al 1982, oltre ad aver lasciato tracce di diverso tipo, dà conto di una fitta trama di connessioni tra l'Italia e la cultura contemporanea, soprattutto di area francese.
br. Questo volume raccoglie una serie di conversazioni attorno al fenomeno della glossolalia, sviluppate da Michel de Certeau in dialogo con Paolo Fabbri e William Samarin. È il settembre del 1977 quando i tre studiosi si ritrovano a Roma per preparare i loro interventi in vista del seminario che avrà luogo l'anno successivo al Centro Internazionale di Semiotica di Urbino. Tale materiale, destinato inizialmente alla pubblicazione e rimasto fino a oggi inedito, viene per la prima volta riunito in un volume che prende il titolo dal saggio "Utopies Vocales, Glossolalies" in cui, qualche anno più tardi, De Certeau avrebbe rielaborato alcuni dei temi già presenti nei dialoghi del '77. "La presenza di Michel de Certeau in Italia", costante e attiva fino al 1982, oltre ad aver lasciato tracce di diverso tipo, dà conto di una fitta trama di connessioni tra l'Italia e la cultura contemporanea, soprattutto di area francese.
br. Le nuove convinzioni penetrano nella mente in silenzio, senza assolutismi, senza fanatismi, senza sospette passioni viscerali "L'utopia minimalista cerca una via d'uscita alla tenaglia che inchioda i due opposti polari dell'indifferenza e della protesta tutta esteriore, infantile e paranoica." Romano Màdera "In una prospettiva sorprendente, Utopie minimaliste esplora il territorio di frontiera tra etica pubblica e interiorità." Alessandro Zaccuri Massimaliste sono le utopie che hanno dominato il secolo scorso. Con la promessa di un mondo migliore hanno seminato violenze peggiori di quelle che intendevano combattere. Ma una società senza utopie rappresenta uno scenario altrettanto preoccupante. In questo libro, riproposto in una nuova edizione rivista e aggiornata, Luigi Zoja esplora l'utopia come bisogno psicologico primario e mette in risalto il valore di un approccio minimalista, capace di intervenire direttamente e con forza sulle nostre vite occupando uno spazio psicologico prima ancora che politico. Un libro ricco di intuizioni e spunti di riflessione utili per muoverci in questo nostro presente incerto e per non ripetere gli errori del passato.
ill., br. Le utopie, anche se non avevano ancora questo nome, affollavano le nostre storie dalla notte dei tempi. Da quando l'homo sapiens ha saputo surrogare la natura con la tecnica, infatti, si è sperato in un mondo migliore e al contempo si è avuto il terrore di qualche catastrofe imminente. Utopie e rivoluzione digitale oggi sempre più si intrigano vicendevolmente, perché le macchine non sono più soltanto quei congegni meccanici che ancora animano le nostre fantasie, ma hanno preso l'abitudine di manipolare, oltre a materia ed energia, soprattutto l'informazione e la stessa conoscenza. Ecco perché questi nuovi incontri, stimolati dalla Scuola di dottorato del Politecnico di Torino, sono a tutti gli effetti un ulteriore passo avanti nella "epistemologia della macchina".
br. Utopia e realismo sono categorie politiche che compaiono nel Cinquecento. Per Machiavelli compito della politica era riflettere sulla realtà effettuale, per Moro, invece, idearne una nuova. In modi opposti, entrambi reagirono all'esperienza di Savonarola: il suo rogo (1498) aveva segnato la fine del mito della profezia. Da quella triangolazione nacque il pensiero politico moderno, del quale l'utopia rappresentò un elemento fondamentale. La storia che qui si traccia non è perciò quella del genere letterario fantastico, ma segue l'intreccio tra progetti ideali e volontà politica di trasformare la realtà. Nel Cinquecento l'utopia fu collocata nello spazio immaginario; nel Seicento toccò terra nel tempo storico, sotto la forma di teocrazia; nel Settecento l'Illuminismo la secolarizzò e proiettò nel futuro. A farne la teoria fu Montesquieu, e dopo di lui i philosophes si chiesero se l'utopia avesse la forza di cambiare la realtà. La risposta venne dalla rivoluzione: dalla Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789 alla Congiura degli Eguali, per costruire la società ideale i rivoluzionari ripresero tutte le tradizioni utopistiche della storia moderna. La condanna a morte di Babeuf (1797) chiuse in maniera drammatica la parabola dell'utopia politica moderna.
br. Vi è oggi una forte ripresa di interesse per il pensiero utopico, anche in risposta al declino delle ideologie e come alternativa agli scenari distopici del Novecento. Per questo motivo, proporre una nuova edizione di Utopia di Thomas More, ampiamente commentata e con il testo latino a fronte tratto dall'edizione critica di Cambridge, significa restituire il materiale originale all'esercizio dell'immaginazione utopica di cui abbiamo bisogno. Pubblicata nel 1516, Utopia tratteggia la descrizione di un'isola retta da istituzioni giuste, i cui cittadini vivono felicemente. Non una città ideale, ma una repubblica "ottima", come scrive Thomas More, in cui sono anzitutto l'eguaglianza, la libertà, la tolleranza e la condivisione dei beni a definire la vita sociale. Un testo attualissimo, che ci ricorda come il desiderio di giustizia sia alla radice di ogni sensato progetto politico.
br. Vi è oggi una forte ripresa di interesse per il pensiero utopico, anche in risposta al declino delle ideologie e come alternativa agli scenari distopici del Novecento. Per questo motivo, proporre una nuova edizione di Utopia di Thomas More, ampiamente commentata e con il testo latino a fronte tratto dall'edizione critica di Cambridge, significa restituire il materiale originale all'esercizio dell'immaginazione utopica di cui abbiamo bisogno. Pubblicata nel 1516, Utopia tratteggia la descrizione di un'isola retta da istituzioni giuste, i cui cittadini vivono felicemente. Non una città ideale, ma una repubblica "ottima", come scrive Thomas More, in cui sono anzitutto l'eguaglianza, la libertà, la tolleranza e la condivisione dei beni a definire la vita sociale. Un testo attualissimo, che ci ricorda come il desiderio di giustizia sia alla radice di ogni sensato progetto politico.
brossura
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br. Nel 1516 viene data alle stampe la prima edizione di Utopia di Tommaso Moro, un testo destinato a deviare il corso della filosofia politica occidentale, introducendovi un elemento del tutto inedito: il più autentico e spregiudicato senso dell'immaginazione. Tra satira e progetto politico, narrativa fantastica e gioco speculativo, l'Utopia di Tommaso Moro sfidava l'ideologia guerresca e conflittuale che ancora tiene in scacco il mondo contemporaneo immaginando il suo contrario: l'isola di Utopia, un luogo in cui si vive in pace e in armonia, liberi dalla paura, dall'oppressione e da ogni sofferenza, in cui le persone sono colte e educate e le proprietà sono in comune. A più di cinquecento anni dalla sua prima pubblicazione Utopia rimane un testo incredibilmente radicale, un classico senza tempo, un dispositivo inesauribile all'interno del quale Tommaso Moro è riuscito a inventare il sogno e il nome stesso dell'Utopia, e insieme a esso la frustrazione di non essere ancora riusciti a realizzarla. Questa nuova edizione è arricchita e reinquadrata in un'ottica più che odierna da quattro scritti di Ursula Le Guin e da una introduzione di China Miéville
ill., br. Dal tempo della rivoluzione industriale fino a oggi, nell'era post-Internet in cui tecnologie immersive promettono di assisterci in tutte le attività della vita quotidiana, il problema della valutazione di prodotti, servizi e tecnologie si è fatto sempre più cruciale. Diverse discipline hanno fornito contributi sistematici allo studio della tecnologia: l'ergonomia, l'Interazione Uomo-Computer, l'usabilità; in seguito, la User Experience ha dato pieno riconoscimento alle numerose variabili che influenzano l'uso di oggetti e tecnologie, principalmente le emozioni, l'adeguatezza ai reali contesti d'uso e le caratteristiche degli utenti. Radicato nell'evoluzione storica e culturale di tali discipline, questo libro intende fornire un punto di vista psicologico, e tuttavia integrato e aperto alla complessità della UX, e si configura come uno strumento agile e scientificamente solido per comprendere gli aspetti fondamentali dell'utilizzo delle tecnologie, e i loro effetti sugli utenti umani. Il volume è completato da interviste a figure di rilievo in campo professionale e accademico nell'ambito UX nazionale e internazionale, focalizzate sulla condivisione di competenze, esperienze e metodologie.