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brossura Con questo ultimo testo, l'autore intende lasciare un testamento scientifico in una prospettiva antropologica, con la trattazione dei temi più significativi della psicologia clinica perinatale sviluppati nella sua Scuola negli ultimi lustri: la prevenzione per la salute mentale, per bambini che possano diventare genitori capaci di allevare adeguatamente i propri figli e questi, a loro volta, le generazioni future. Gli argomenti sono trattati integrando le neuroscienze con la psicoanalisi e la psicologia sperimentale per descrivere come si origina e si sviluppa il bodybrainmind, dal concepimento all'età adulta, in una evoluzione della genitorialità che prelude a una transgenerazionalità dalla quale dipende il futuro dell'umanità e della civiltà.
ill., br. Agli inizi del secolo scorso Virginia Woolf chiedeva con "Una stanza tutta per sé" uno spazio autonomo e una rendita per le donne come primi requisiti per diventare indipendenti e soddisfatte. Qualche anno dopo Marion Milner, una psicoterapeuta inglese, esigeva di più e voleva "Una vita tutta per sé". Inizia così la fortunata vicenda di un libro, pubblicato per la prima volta nel 1934 e premiato da un immediato successo, tanto che le ristampe si susseguono fino ai nostri giorni. Scoprendosi a disagio, frustrata e scontenta a dispetto di una vita apparentemente risolta, Marion Milner si mette risolutamente alla ricerca di un criterio personale dei valori che la renda capace di seguire i propri desideri e, per quanto possibile, realizzarli. L'originalità di questo percorso sta nel fatto che Milner, pur essendone al corrente, non si avvale di tecniche psicoanalitiche riconosciute, né cerca nei testi già pubblicati delle formule collaudate ma si mette ad ascoltare attentamente il proprio sentire, lo trascrive in un diario, lo esamina senza ipocrisie e ne trae delle conclusioni decisive per il cambiamento desiderato. Avventurandosi coraggiosamente in una terra inesplorata, l'autrice non esita ad affrontare momenti di delusione, paure rimosse, e esitazioni irrazionali, passaggi inevitabili verso una migliore comprensione di se stessi e verso il raggiungimento di insperate vittorie.
br. Qual è il senso della vita? È un valore stabile e oggettivo, o qualcosa di inevitabilmente fluido e arbitrario? In base a quali principi dobbiamo orientare le nostre azioni e i nostri rapporti con gli altri? Se in passato la visione del mondo tradizionale, fondata sulla religione, sapeva dare risposte ai grandi interrogativi dell'esistenza, nella società contemporanea, sempre più individualistica e secolarizzata, la nostra sete di significato si fa ogni giorno più intensa. In questo libro, scritto con un linguaggio accessibile ma concettualmente rigoroso, il giovane filosofo Frank Martela ci accompagna in un viaggio coinvolgente che ripercorre la storia del pensiero occidentale moderno, rivisitato attraverso esperienze quotidiane, aneddoti, film, ma anche con gli strumenti delle più avanzate ricerche psicologiche e sociali sui grandi fenomeni del nostro tempo. Il percorso verso un'esistenza più consapevole e appagante, ci insegna, può cominciare in ogni momento, a patto di riuscire a liberarci da certi preconcetti e ossessioni che impediscono alla nostra personalità più autentica di fiorire: dobbiamo solo volerlo.
br. Hai l'impressione che la tua vita sia un susseguirsi di giorni tutti uguali e senza scopo, persi in un marasma di difficoltà, angosce e timori? Temi che il tempo scivoli via velocemente, senza che tu riesca a trovare un senso, degli obiettivi significativi, o la gioia che solo i valori autentici dell'esistenza possono assicurare? Se qualche volta hai provato dei sentimenti simili, questo libro saprà guidarti verso un modo di vivere nuovo e del tutto soddisfacente. In pagine ricche di saggezza, Sharma offre 101 facili soluzioni ai problemi e alle fatiche della nostra esistenza. I rapporti con le persone che ci circondano, il modo di affrontare il lavoro, i ritmi frenetici delle nostre giornate, quello che conta davvero nella vita degli individui, i freni che paure e pigrizia esercitano su di noi, sono solo alcuni dei temi che l'autore affronta e per i quali offre spunti di riflessione semplici ed efficaci, riuscendo a trasformare i piccoli e grandi nodi della nostra vita in opportunità di crescita personale e di benessere fisico, psicologico e spirituale.
br. "Mi sono sempre proibita di pensare a una vita futura, ma ho sempre creduto che l'istante della morte sia la norma e lo scopo della vita. Pensavo che per quanti vivono come si conviene, sia l'istante in cui per una frazione infinitesimale di tempo penetra nell'anima la verità pura, nuda, certa, eterna. Posso dire di non avere mai desiderato per me altro bene." (Simone Weil, Attesa di Dio).
brossura Un quadro approfondito dei collegamenti esistenti tra varie vite passate e le problematiche non risolte del presente. Partendo dallo spunto di propri nodi karmici, l'autrice disegna un'ampia rete, sulla quale si prospettano legami e conseguenze che riguardano tutti. Inoltre pone l'attenzione alla riflessione nell'Aldilà, dove ci riproponiamo e decidiamo la nostra successiva esistenza, aiutati dal nostro sé superiore e dalle nostre guide.
brossura Mettendosi coraggiosamente a nudo, Marsha Linhean, la psicologa di fama mondiale che ha sviluppato la Dialectical Behavior Therapy, rivela qui la sua "discesa all'inferno" con la malattia mentale e poi la straordinaria ascesa nel lavoro di ricerca e nell'accademia. Durante l'adolescenza, Marsha è entrata in una terribile spirale che l'ha portata a manifestare tendenze suicidarie ma, dopo alcuni anni bui in un istituto psichiatrico, grazie alla sua tenacia è riuscita a iscriversi all'università e a specializzarsi in terapia comportamentale. Gli anni Ottanta hanno segnato la svolta decisiva con lo sviluppo della Dialectical Behavior Therapy, un approccio terapeutico che combina l'accettazione di sé e la capacità di innescare un cambiamento, diventato il trattamento d'elezione per il disturbo borderline di personalità. Nel corso della sua brillante carriera scientifica Marsha Linehan è rimasta una donna di profonda spiritualità. La sua, potente e commovente, è una storia di fede e perseveranza. In "Una vita degna di essere vissuta", Linehan mostra come i principi della DBT funzionino davvero e come, usandone le tecniche, le persone possano costruirsi una vita degna di essere vissuta.
brossura Hai sentito dire che alla base c'è la legge di causa ed effetto? Creando una causa, ne consegue un effetto. Se pianti un seme, esso germoglierà. Questa legge è più profonda, e apparirà più assurda a chi non la conosce e a chi non ha mai provato a metterla in pratica. Produci l'effetto e la causa seguirà. Chiarisci i tuoi desideri e quando il tuo desiderio sarà chiaro produrrai l'effetto e tutto il resto sarà una conseguenza.
br. Franco Borgogno ha attraversato quasi mezzo secolo di psicoterapia in Italia, contribuendo profondamente al rinnovamento del pensiero psicoanalitico. Questa intima e schietta autobiografia professionale, da un lato, illustra gli inizi e l'evoluzione della sua formazione, dall'altro descrive la varietà di esperienze cliniche e gli scambi con colleghi e maestri che hanno via via forgiato il suo originale metodo di cura. Al centro della riflessione vi sono la «risposta affettiva» dell'analista, la sua elaborazione nella «lunga onda» delle dinamiche di transfert e controtransfert e, in particolare, il processo di working through. Perché una relazione analitica diventi autenticamente trasformativa è necessario che la vita vera di chi chiede aiuto si incontri con la vita vera di chi offre soccorso. Borgogno trova nella sua storia umana e professionale i punti di appoggio per un ragionamento, al contempo teorico e clinico, sul bisogno che ogni individuo ha di essere riconosciuto per ciò che è e sul delicato intreccio di realtà storica e corredo psichico soggettivo. Lo sviluppo della disciplina e le conquiste del metodo di cura si riflettono nel percorso di una vita, come nel ritratto di un paese che cambia. Una testimonianza d'eccezione che unisce la precisione di un compendio clinico alla forza dell'autobiografia in un linguaggio discorsivo e appassionato, ricco di immagini e metafore.
br. Guattari segna una rottura epistemologica con la psicoanalisi attaccando frontalmente il complesso di Edipo. L'inconscio non è più un teatro del desiderio familiare ma lo spazio di produzione sociale del desiderio. L'autore, attraverso uno studio approfondito delle famose pagine di Freud dedicate al complesso di Edipo, rintraccia i meccanismi sottili della prevaricazione autoritaria e gerarchica in difesa dello status quo; l'inconscio, con il padre della psicoanalisi, diventa un insieme di credenze e di rappresentazioni indotte. In questo modo il testo di Guattari affronta i limiti dei tradizionali discorsi teorici sulla psicoanalisi e propone una chiave interpretativa originale e tutt'ora ineguagliata. Il nodo principale su cui si sofferma Guattari è un modo di rileggere la schizofrenia non solo come malattia mortale, ma come tentativo disperato di comunicazione di un malessere individuale, che come tale potrebbe trasformarsi in una possibilità di accoglimento dei molteplici esseri che convivono in ognuno. Scritte nei primi anni Settanta, ben prima della attuali crisi che attraversano la psicoanalisi sia come pratica che come disciplina scientifica, le pagine di Guattari si sono dimostrate profetiche. Questo volume aiuta anche a meglio comprendere "L'antiedipo", altra opera composta da Guattari assieme a Gilles Deleuze. I due testi sono forse le opere più significative dell'antipsichiatria.
br. La tradizione filosofica occidentale identifica di norma l'ingiustizia con l'assenza di quelle proprietà ideali che definiscono una società come perfettamente giusta. Ma cosa impedisce di pensare all'ingiustizia in altri termini rispetto alla pura e semplice assenza di giustizia? Muovendo da questo interrogativo, il libro sviluppa un'originale prospettiva teorica per affrontare alcune delle questioni più urgenti che assillano le società contemporanee. Il baricentro dell'analisi si sposta infatti sulle asimmetrie di potere che offendono la dignità di milioni di esseri umani su scala globale. Sui mali comuni della crudeltà fisica, dell'umiliazione simbolica, del dominio culturale, economico e politico. È la negazione pratica di queste ingiustizie a definire l'idea di giustizia, rappresentando così la migliore premessa teorica per la costruzione conflittuale di una società più giusta. Prefazione di Pier Paolo Portinaro.
br. Il mondo contemporaneo è complesso, stratificato, eterogeneo, plurale. Eppure gli attuali sistemi politici, anche quelli democratici, continuano a operare con gli stessi metodi uniformi e le stesse teorie semplificate, mancando di un indispensabile rinnovamento concettuale. Questo libro si rivolge a quanti non credono nelle risposte semplici, ma neanche disperano davanti alla complessità del problema: se nei secoli abbiamo assistito al passaggio della democrazia dalla polis agli Stati nazionali, dalla sua forma diretta a quella rappresentativa, potremo anche far fronte alla realtà del XXI secolo a partire da un rinnovamento delle sue basi teoriche. La proposta di Daniel Innerarity si presenta come un esercizio di rianimazione per la democrazia e ha il merito di offrire una teoria politica efficace e concreta, che non tralascia il cruciale scenario della democrazia digitale.
brossura Il silenzio non possiede un significato univoco, ma variabile in funzione di una molteplicità di fattori connessi da un lato alla situazione in cui viene espresso, dall'altro alle caratteristiche di chi lo esprime e allo stato d'animo che avverte. Può esprimere una profonda concentrazione o un blocco da paura, l'ascolto di un messaggio o il blocco della parola, la serenità o l'angoscia, l'analisi introspettiva o la paralisi del pensiero, l'incapacità o il rifiuto di rispondere a una richiesta, l'attesa di un avvenimento gratificante o angosciante. Nella relazione medicopaziente esistono molteplici tipologie di silenzio: questi possono rappresentare anche straordinari strumenti di comunicazione, possono condurre ad avvertire elementi significativi di conoscenza reciproca, possono distinguersi in spontanei e reattivi, in silenzi imposti o proposti, aggressivi o difensivi, distaccati, allusivi o ironici, essenziali o solenni. Il testo esplora le diverse dimensioni del silenzio nella relazione di cura e propone un interessante sguardo sulle valenze terapeutiche che il tacere può assumere.
brossura Van den Aardweg propone nel presente volume una guida all'introspezione.
br. L'autrice ripercorre le tappe della sua esperienza con Dina Vallino, attraverso una attenta e vivace illustrazione di alcune storie cliniche discusse in anni di lavoro condiviso. Il lettore è così coinvolto in nuove riflessioni nell'ambito della tecnica della psicoanalisi. Creare le condizioni per vivere il tempo della propria infanzia per i piccoli pazienti è intento comune alle due psicoanaliste che non si sottraggono al compito di sostenere la speranza e di accettare il mistero che si cela dietro il dolore.
br. Fede e sapere. In mezzo scorre tutta la nostra storia. All'inizio c'è il mito. Poi accade una rivoluzione: con la nascita delle grandi religioni e della filosofia greca, per la prima volta diviene possibile concepire il mondo, con le sue sofferenze e le sue ingiustizie, come qualcosa di trasformabile. È qui l'origine del pensiero postmetafisico. Ed è da qui che il racconto della sua genealogia deve cominciare. Nella sua lunga storia la filosofia si è appropriata dei contenuti essenziali delle tradizioni religiose fino ad approdare all'idea di ragion pratica. Il pensiero laico che è venuto dopo Kant e Hegel deve a questa osmosi l'idea della libertà razionale, insieme a tutti i concetti fondamentali della filosofia pratica che si accompagnano a questa idea di libertà e che ci riguardano da vicino, ancora oggi. La storia della filosofia narrata da Jürgen Habermas è un corpo a corpo che dura millenni. È il grande romanzo intellettuale dell'Occidente, ma non racconta un destino: la filosofia, se contemplata lungo l'arco temporale di tutta la sua esistenza, è una successione irregolare di processi di apprendimento che nascono in modo contingente da problemi imprevedibili. La genealogia del pensiero postmetafisico esplora tali contingenze, una dopo l'altra, e ricostruisce la strada lunghissima che giunge fino a noi. Questa indagine su ciò che muove il pensiero rivela una necessità tutta umana: la necessità di un'idea comprensiva di ragione. È il momento per la filosofia di guardare se stessa. Una storia della filosofia, scrive Habermas, oggi deve rispondere a questa domanda: "Che cosa significa l'espansione della conoscenza scientifica del mondo per noi - come esseri umani, come abitanti di questo tempo e come individui?".
br. Secondo Nietzsche il tempo di Goethe deve ancora venire. Deve ancora realizzarsi, cioè, quella capacità - tipica di Goethe - di ridisegnare l'antico e consegnarlo alla subitanea incondizionatezza del perfettamente "nuovo". Ed è proprio in questa prospettiva che l'autore del Faust si impegna a riflettere sul concetto di "metamorfosi" - che ben poco ha a che fare, comunque, con la pur straordinaria articolazione del ritmo dialettico hegeliano. Goethe fu nello stesso tempo scienziato, narratore, poeta e disegnatore - come per una sorta di leonardesca vocazione a un fare disperatamente totalizzante. Insomma, una delle punte più alte dell'intero pensiero occidentale.
br. Questa ricerca vuole mettere in luce il progetto politico democratico di Sylvia Pankhurst attraverso l'affermazione dei movimenti popolari. Dopo essersi schierata da parte delle donne, passa a lottare in favore dei diritti delle classi subalterne, fino ad arrivare all'importante attività politica portata avanti nel continente africano, durante e dopo la seconda guerra mondiale, in favore della democrazia. Uno degli aspetti che qui andremo ad esaminare è come abbia lottato per l'affermazione della democrazia e della pace, per una riforma assistenziale e, soprattutto, per dare voce alle classi operaie. La studiosa ha affermato più volte: il popolo deve essere protagonista della politica del proprio paese per ottenere una forma di giustizia sociale.
br. Questa ricerca vuole mettere in luce il progetto politico democratico di Sylvia Pankhurst attraverso l'affermazione dei movimenti popolari. Dopo essersi schierata da parte delle donne, passa a lottare in favore dei diritti delle classi subalterne, fino ad arrivare all'importante attività politica portata avanti nel continente africano, durante e dopo la seconda guerra mondiale, in favore della democrazia. Uno degli aspetti che qui andremo ad esaminare è come abbia lottato per l'affermazione della democrazia e della pace, per una riforma assistenziale e, soprattutto, per dare voce alle classi operaie. La studiosa ha affermato più volte: il popolo deve essere protagonista della politica del proprio paese per ottenere una forma di giustizia sociale.
br. Ciascuno di noi ha due vite, e la seconda comincia proprio nel momento in cui realizziamo di averne solo una. Dopo "Essere o vivere", François Jullien ritorna con un saggio che analizza quel fondamentale momento di rottura in cui, mentre esistiamo, all'improvviso diventiamo pienamente consci di essere vivi. È l'inizio di una nuova vita, che germoglia dentro la vita stessa. Ed è anche un grande colpo di fortuna. Jullien comincia questo percorso filosofico ed esistenziale a partire da una considerazione tanto semplice da sembrare ovvia: a mano a mano che il tempo passa e la vita avanza, perché scegliamo di continuare a vivere? Una domanda universale, valida per tutti. Eppure, una domanda dalle mille risposte, spaventosamente enigmatica. La saggezza cinese, capace di pensare l'immanenza e la trasformazione, ma anche i "Dialoghi" di Platone sono i punti cardinali di Jullien, che ci guida lungo un percorso di consapevolezza, senza accontentarsi mai di risposte banali, e cerca una comprensione più alta e più ambiziosa, in grado di conquistare il senso della nostra seconda vita. La seconda vita si trova proprio qui, nel mezzo del tempo quotidiano della vita ordinaria. Per conquistarla dobbiamo innanzitutto interrogarci sulle certezze che consideriamo verità. Non le verità della scienza, ma quelle della vita di tutti i giorni, che diamo per scontate. E magari metterle alla prova, rimetterle in discussione alla luce della nostra esperienza. Allora scopriremo che alcune certezze sono negative e ottenebranti, e che la vita è apertura, è infinita pienezza di possibilità. Uno sguardo a questo nuovo orizzonte e possiamo cominciare a vivere davvero.
br. Richard, giovane manager newyorkese, vedovo e malato di cancro parte per le Hawaii nel tentativo di mettere ordine nella propria vita. L'incontro con Johnatan, un uomo enigmatico, ma estremamente sereno e con Mamma Lila, una donna saggia e carismatica incrinano le sue certezze e ribaltano i suoi valori. I discorsi apparentemente incomprensibili, che hanno il potere di trasformare Richard e il lettore stesso, ridandogli speranza e consapevolezza del proprio potenziale, sono un balsamo per gli animi inquieti e un una bussola per chi è alla ricerca di una vita migliore.
br. "Una scia di infinite stelle" ripercorre la vita di Raymond Moody, studioso delle esperienze di premorte e della possibilità di entrare in contatto con i defunti. La sua ricerca pionieristica, che ha sfidato i pregiudizi scientifici e sociali nei confronti di un argomento così delicato e fondamentale per l'uomo, è stata d'impulso per tutti gli studi successivi. La depressione che colpì Moody da giovane a causa di una malattia mal diagnosticata lo condusse a dedicarsi interamente alla ricerca di ciò che c'è oltre la vita, in particolare allo studio di quello che avviene in punto di morte e di che cosa succede alle persone che "ritornano" alla vita perché non era ancora giunto il momento del loro passaggio ultraterreno. Moody ha continuato la sua ricerca esplorando anche il mondo delle vite passate e della reincarnazione e ha proseguito la sua indagine sull'Aldilà analizzando l'esperienza delle visioni dei defunti, quelle che consentono di entrare ancora una volta in contatto con le persone a noi più care. Una storia affascinante, ricca di narrazioni dettagliate fatte da coloro che hanno avuto la possibilità di esplorare il mondo ultraterreno e in cui ciascuno di noi può trovare le risposte a una delle domande più sconcertanti che l'uomo deve affrontare: cosa succede quando moriamo?
br. Riesco a vedere l'intenso bagliore che si trova alle spalle di ognuno di noi. Non ho mai visto un solo essere umano, uomo, donna o bambino, che non fosse accompagnato dalla luce del suo angelo custode. Gli angeli ci somigliano più di quanto non crediamo: talvolta hanno sembianze umane e indossano abiti eleganti, sanno divertirsi, sorridono spesso. E sono sempre con noi. Un invito alla fede e alla speranza da chi, fin dall'infanzia, possiede il dono straordinario di parlare con quelle presenze luminose che ci avvolgono e sostengono in ogni momento della nostra vita.