18 765 résultats
br. Una ferita all'origine, un abbandono, una mancanza di attenzione e di accudimento, o abusi e soprusi, rendono il bambino fortemente deprivato. Si può trattare di violenze vissute in modo concreto sul proprio corpo, ma soprattutto di violenza vissuta nel proprio animo: la violenza dell'abbandono, della solitudine, del non accudimento mentale e affettivo. Una ferita all'origine della vita fa sì che ci sia un annientamento del sé e dell'oggetto a cui si accompagna un sentimento di vuoto, di tristezza, di mancanza di vitalità. È la mancanza di amore e di affetto che fa sentire vuoti, soli, sull'orlo di un abisso. Questo libro affronta le problematiche concernenti la possibilità di aiutare con la psicoanalisi un bambino precocemente traumatizzato. Ci si interroga in particolare sui fattori terapeutici che permettono al bambino di superare il blocco evolutivo conseguente alla sua precoce esperienza drammatica e catastrofica. L'esperienza psicoanalitica realizzata con bambini adottivi e traumatizzati mostra come il lavoro ai livelli primitivi della mente sia in grado, purché condotto con profondo coinvolgimento e generosità da parte dello psicoanalista, di ripristinare una capacità mentale e affettiva che permette al bambino di sciogliere l'impasse emotivo e di crescere. Il fattore terapeutico principale riguarda la possibilità di andare all'origine, nel luogo mentale in cui la ferita brucia e alimenta nel bambino la disperazione.
brossura Antonio Banfi (1886-1957), firmatario del Manifesto degli intellettuali antifascisti di Croce, è stato spesso ritenuto un filosofo dogmaticamente intrappolato nella rigida linea ideologica del PCI degli anni '50, mentre in questo saggio viene approfondita la sua "fede filosofica": una fede che non si riconosce nei canoni di alcuna religione rivelata, ma rappresenta la ricerca ostinata e rigorosa della propria direzione spirituale, la volontà di costruire un mondo politico che sappia costantemente rinnovarsi in una "eticità costruttiva".
brossura Lo scopo di questo lavoro sta nel tentativo di cogliere, al suo nascere, il rapporto tra vissuti e pensieri in un autore postumo, come Carlo Michelstaedter, che tentò disperatamente di superare il distacco tra vita e pensiero, sentito come un'imposizione inaccettabile. Il biografo, inteso come colui che si aggira intorno all'inafferrabile di un'esistenza, cerca di cogliere il passaggio fra il quotidiano, con le sue banalità, le sue fragilità, le sue crisi, i suoi slanci e la trasfigurazione ed elaborazione concettuale. Ha inseguito, con attenzione affettiva, lungo la breve esistenza di Carlo Michelstaedter, culminante in poco più di due anni di lavoro matto e disperatissimo, i momenti significativi di questo passaggio in cui l'emozione incomprensibile e potente o il modesto incidente quotidiano vengono piegati creativamente verso immagini che trapassano in concetti. In tale contesto assume particolare importante la dimensione onirica che agisce nel pensiero di Michelstaedter. Più precisamente, il biografo ha cercato di mostrare, attraverso le parole di Michelstaedter, il duplice gioco del pensiero, di trasfigurazione e di difesa nei confronti della fatica di vivere. Il tutto nel contesto storico estremamente denso di una Finis Austriae vissuta da un giovane di famiglia ebraica in una città austriaca, a maggioranza di lingua italiana, capoluogo di un territorio slavo al confine con l'Italia.
br. Pubblicato originariamente in inglese nel 1956, questo libro offre una sintesi del pensiero di Mario Manlio Rossi (1895-1971). Esule nel 1946 in Scozia, Rossi si distingue per la sua fiera avversione nei confronti delle correnti di pensiero dominanti in Italia nel Novecento. Dallo storicismo all'esistenzialismo, passando attraverso il marxismo e altre ideologie totalitarie, l'uomo - inteso come individuo - sembra minacciato da forze a lui superiori, che gli sottraggono il libero arbitrio. Forze esterne, il movimento coatto della storia secondo lo storicismo, o interne, le pulsioni e i moti interiori apparentemente incontrollabili. Rossi lancia un appello, un "plea" per l'uomo, perché la filosofia ne riconosca finalmente l'infinito valore e l'unicità. Questo libro dunque demolisce mitologie novecentesche attraverso una miscela mirabile di intuizione ed erudizione, di conoscenza ed eloquenza. Introduzione di Paolo L. Bernardini.
brossura «Io sono soltanto una cosa che pensa». Con questa rivoluzionaria dichiarazione Cartesio segnò il passaggio dall'idea tradizionale di anima a quella moderna di mente, inseguendo il miraggio d'una rigorizzazione estrema dello spiritualismo (in opposizione al materialismo) adeguata alle novità dell'epoca in cui, per sua stessa opera, nasceva la Nuova scienza. Un progetto elaborato nelle Meditazioni, la 2a in particolare, che ha sofferto delle incomprensioni da parte degli interpreti, i cui grovigli e peripezie possono essere seguiti nelle Risposte dell'autore alle Obiezioni espresse dai sui contemporanei. Ne risultano difficoltà drammatiche; e in ultimo, nei dibattiti in tutt'Europa dopo la sua morte, un esito traumatico: se, per non essere una cosa estesa (cioè materia), la mente è solo cogitare, allora deve pensare sempre, senza la minima interruzione. Ma in realtà, se esiste solo quando ha coscienza di se stessa - sosterranno alcuni continuatori del dibattito -, allora essa si interromperà in continuazione: l'io dovrà rinunciare a ogni pretesa di continuità e finirà per non essere più neppure più una res, una sostanza, ma, paradossalmente, solo una mera attività, priva di un portatore.
br. Rispondere al cellulare mentre guidiamo l'auto, mandare sms mentre camminiamo per strada, leggere e nel frattempo ascoltare musica, scrivere una mail e parlare a chi ci sta di fronte: spesso, non senza correre qualche rischio, facciamo molte operazioni contemporaneamente. In un mondò saturo di sollecitazioni e informazioni, come funziona l'attenzione? Gli autori ce lo raccontano, illustrando i meccanismi che la regolano, sfatando il mito del multitasking, rivelando i segreti di chi vuole catturarla a scopi più o meno manipolativi. E attirano - è il caso di dire - la nostra attenzione sui "superstirnoliartificiali di cui si nutrono arte e pubblicità.
Choay, Francoise Una città: Utopie e realtà ( 2 vol. ). Torino, Einaudi 1973 - SL.10 italian, 2 vol. 1973. Copertina editoriale in brossura pieghevole. 2 vol.; 22 cm SL.10
br. Una rubrica settimanale è diventata un volume di divulgazione scientifica grazie a una scrittura che rende accessibile una realtà complessa come quella della mente umana, tanto da incuriosire chi legge nell'andare a vedere dove va a parare "il dottore", portandolo così a fare quella piccola esperienza di indagine della psicologia del profondo che appartiene solo alla pratica psicoanalitica. Fuori del proprio studio e della relazione terapeutica tra analista e paziente non è sempre facile rendere comprensibile il funzionamento del mondo interno e delle dinamiche inconsce che lo governano. Non è il caso di Battistini che con sagacia e occhio vigile ricerca i significati più reconditi delle piccole cose della vita, così come degli avvenimenti di cronaca, degli accadimenti sociali, culturali e politici, del rapporto fra genitori e figli, dei cambiamenti generazionali e tecnologici, di sentimenti e abitudini di vita. Un impegno che per 16 anni ha richiesto che del tempo venisse sottratto all'attività professionale. Da tale osservatorio Battistini ha rivolto "sulla città" il suo sguardo psicoanalitico, stabilendo con i lettori ogni settimana un solido rapporto di curiosità e fiducia. Prefazione di Sarantis Thanopulos.
ril. In un mondo dove l'uomo crede di avere in mano il suo destino, corriamo un grande rischio: non ammettere che il filo rosso dell'esistenza si possa indebolire e spezzare e non comprendere gli aspetti positivi di ogni trasformazione a partire dalla bellezza di invecchiare. Vittorino Andreoli ci racconta la vecchiaia come capitolo originale dell'esistenza e non come un'età «malata». Chi ha «danzato a lungo col tempo» ha maggiore capacità di sperimentare la gioia e considerare il piacere. Talvolta è sufficiente un sorriso, un nipote che si mostra interessato ad ascoltare, l'affiorare di un sentimento puro. Il piacere si lega alla tenerezza, a una nuova intimità, alla lentezza di un gioco che impegna tutto il corpo e che si fa sempre più creativo, slegato com'è dai modelli prestazionali della cosiddetta «vita attiva». Siamo passati dalle generazioni biologiche a quelle psicologiche e, infine, a quelle digitali, che hanno ribaltato i rapporti tra giovani e vecchi, mettendo in crisi l'idea di saggezza e di autorevolezza. Ma è solo recuperando il ruolo cruciale dell'ultima età che possiamo iniziare a riparare la società in cui viviamo, sostituendo ai concetti meccanici di salute e malattia una nuova dimensione del «bendessere».
ill., br. La casa per il bambino è uno spazio fondamentale, diceva Maria Montessori, perché è il primo luogo che esplora e scopre, in cui esperimenta le sue prime emozioni e sensazioni e per questo è importante che sia ben organizzato e ben predisposto per tutte le sue attività in ogni fase della crescita. La famiglia, in particolare, ha il compito di seguire il bambino rendendo questo luogo il più adatto e sicuro possibile. Questo libro illustra semplici ed economiche soluzioni per rendere ogni stanza e ogni angolo della casa (cucina, camera, bagno, soggiorno, ecc.) alla portata del bambino, per adattarle man mano che cresce e si sviluppa alle sue "conquiste".
ill., ril. Questo è un libro che racconta la vita, anzi la canta. Ci sono canzoni care ai genitori che colpiscono con una potenza incredibile anche i figli: le ascoltano una volta, ne restano già affascinati e cominciano a cantarle. Ci sono canzoni che non hanno tempo. Oggi come quarant'anni fa, sono bellissime. E anche molto attuali. Perché raccontano storie, ma comunicano anche un messaggio con un valore educativo immenso. Un piccolo atlante musicale per esplorare in 50 canzoni il viaggio più bello che ciascuno di noi fa: la vita.
brossura "Con chiarezza e accessibilità, Thomas Nagel illustra e interpreta secondo la propria visione gli argomenti fondamentali della filosofia: la conoscenza, il rapporto mente-corpo, il linguaggio, il libero arbitrio, il confine tra giusto e sbagliato, la morte, il significato della vita. I problemi su cui si sono arrovellati i pensatori nei secoli vengono affrontati non a partire dalle teorie e dagli assunti dei grandi maestri, ma riflettendoci a fondo, facendo filosofia nel modo più diretto." (dalla pefazione di Salvatore Veca)
brossura In ogni tradizione spirituale la pratica del silenzio svolge un ruolo fondamentale. Il 10 marzo 2013 Swami Veda Bharati, guida spirituale della Tradizione Himalayana, ha fatto un voto di silenzio che durerà cinque anni. Una bellezza intangibile è il titolo del film che si propone di indagare il motivo di una scelta così radicale e di comprendere i benefici del silenzio per l'uomo moderno. In questo libro è possibile leggere le trascrizioni complete delle interviste sulle quali il film è stato costruito.
br. Narrata in terza persona - la "bambina" del titolo altri non è che l'alter ego dell'autrice - questa autobiografia di una delle più note psicologhe italiane racconta la storia di un'infanzia a cavallo della seconda guerra mondiale. Nata da padre ebreo e madre cattolica, la bambina dovrà affrontare le discriminazioni razziali, senza però subire la deportazione - a cui riuscirà a sfuggire ricorrendo al cognome materno e quindi restando "senza stella" - ma anche il senso di perdita per la prigionia del padre e la difficoltà di un rapporto con la madre, dalla quale si sentirà sempre lontana. Una storia che, attraverso una serie di flashback puntualmente commentati, racconta i traumi e i dolori che i bambini devono spesso sopportare, e che li accompagneranno per tutta la vita, e come riescono a superarli attingendo a risorse segrete come il gioco, la fantasia, la creatività e l'ironia. Una testimonianza di vita che è anche una rassicurazione per i genitori: i loro figli ce la possono fare, e ce la faranno, se riusciranno a realizzare le loro potenzialità mettendosi alla prova.
br. Il "vero" incontro di Heiddegger con colui che indicò orientativamente come il "Giapponese" nel suo saggio "Da un colloquio nell'ascolto del linguaggio" (poi raccolto in: "In cammino verso il linguaggio"). Ne emerge l'influsso esercitato su Heidegger dal pensiero estremo-orientale e alcuni tratti "privati" della personalità del filosofo. Vi si discute, tra l'altro, l'arte in Giappone, il linguaggio e la poesia, il vuoto e il nulla, Rashomon, l'indeterminatezza giapponese. Saggio indispensabile, oltre che per il valore storico, per i suggerimenti su un possibile incontro tra Oriente e Occidente alla luce della categoria del "vuoto" (cioè nonsense), tradotto, commentato e annotato da Leonardo Vittorio Arena, uno dei principali orientalisti italiani, nonché autore della Postfazione.
br. Il "vero" incontro di Heiddegger con colui che indicò orientativamente come il "Giapponese" nel suo saggio "Da un colloquio nell'ascolto del linguaggio" (poi raccolto in: "In cammino verso il linguaggio"). Ne emerge l'influsso esercitato su Heidegger dal pensiero estremo-orientale e alcuni tratti "privati" della personalità del filosofo. Vi si discute, tra l'altro, l'arte in Giappone, il linguaggio e la poesia, il vuoto e il nulla, Rashomon, l'indeterminatezza giapponese. Saggio indispensabile, oltre che per il valore storico, per i suggerimenti su un possibile incontro tra Oriente e Occidente alla luce della categoria del "vuoto" (cioè nonsense), tradotto, commentato e annotato da Leonardo Vittorio Arena, uno dei principali orientalisti italiani, nonché autore della Postfazione.
br. Della vicenda metafisica postmoderna, Deleuze rappresenta senz'altro l'espressione positiva e non ideologica, costruttiva e non rassegnata della filosofia. La fine della dialettica e di qualunque forma di trascendentalismo non consegnano all'uomo uno spettacolo catastrofico e insensato. La crisi della modernità viene assorbita e trasfigurata da Deleuze all'interno di un orizzonte positivo, fondativo, costruttivo. Il costruttivismo ontologico e politico rappresenta la sfida deleuziana lanciata al mondo della fine della metafisica politica borghese. In questo quadro ritorna a splendere il motivo materialista in filosofia sul doppio versante ontologico ed etico-politico.
brossura Tutti possiamo essere vittime di ingiustizia. Questo è il motivo immediato per il quale dovremmo essere interessati alla giustizia. Ma che cos'è la giustizia? Nella storia del pensiero occidentale si sono intrecciate molte risposte. Per quanto diverse, queste risposte possono essere raggruppate attorno a tre polarità: quella sostanza/forma, quella trascendenza/immanenza, infine quella libertà/eguaglianza. Sebbene si tratti di tre forme di un'unica problematicità, la prevalenza dell'una o dell'altra segna diverse modalità storico-concettuali della declinazione del problema della giustizia.
br. Questo è un libro filosofico, interessato a influenzare niente altro che le riflessioni. Non ambisce a portare a termine l'impossibile cerimonia di seppellire Dio, né vuole assumere un ruolo diretto sul piano politico o giuridico e neanche presentare dogmi nei quali si possano riconoscere gli arei per costituire la chiesa di coloro che sono senza chiesa. Questo libro muove dalla fiducia che la civiltà del nostro paese permetterà di accogliere le idee di coloro che sostengono esplicitamente che la morale e i valori sono qualcosa che non solo può unire credenti e non credenti, ma esige da tutti noi un surplus di indipendenza e di autonomia, da realizzare vivendo come se Dio non esistesse.
brossura L'argomento musicale investe l'opera e il pensiero di Thomas Mann costituendo una chiave di lettura privilegiata delle tematiche propriamente filosofiche messe in gioco dallo scrittore nella sua vasta produzione letteraria e saggistica. Lo statuto metafisico che la musica vi assume permette di dare una peculiare collocazione ad argomenti come l'eros, la soggettività, la morte, la libertà, l'arte e la sua 'morale', alla luce dell'apporto fornito dai numerosi referenti e modelli filosofici, musicali e letterari, che confluiscono nell'opera di Mann secondo una prospettiva critica saldamente radicata nella realtà storico-culturale del suo tempo.
br. "Un'etica della personalità" costituisce il volume conclusivo - dopo "Etica generale" e "Filosofia morale" - della trilogia "Una teoria della morale", con la quale Ágnes Heller ha compiuto il suo "quasi-sistema" filosofico. Il libro si apre con l'analisi dell'etica della personalità di Nietzsche, trattata in "Genealogia della morale" e messa in rapporto con il "Parsifal" di Wagner, di cui viene proposta una nuova lettura. Seguono tre dialoghi in cui due giovani filosofi immaginari, Joachim e Lawrence, discutono da diversi punti di vista e confrontandosi con una misteriosa figura femminile, Vera, la possibilità di un'etica della personalità. Il libro si chiude con alcune lettere scambiate tra Sophie Meller, la nonna di Ágnes Heller considerata una figura esemplare, e la nipote Fifi (Heller giovane). Una scrittura filosofica che usa differenti stili, anche letterari, corrisponde a un'etica che si ispira esplicitamente più a Shakespeare, a Goethe e a persone reali che a "teorie". L'etica della personalità s'incarna infatti in donne e uomini concreti, con i loro dubbi, le imperfezioni, gli amori e le amicizie e soprattutto la scelta di vivere una vita buona.