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ill., ril. Umanesimo come scuola di retorica, culto dei latini e dei greci, nascita della filologia? Cacciari ci fa capire come le cose sono più complesse e meno schematiche, e come la stessa filologia umanistica vada in realtà inserita in un progetto culturale più ampio nel quale l'attenzione al passato è complementare alla riflessione sul futuro, mondano e ultramondano. Dunque una filologia che è intimamente filosofia e teologia. E i nodi filosofici affrontati dagli umanisti (che in quest'ottica non iniziano con Petrarca o con i padovani, ma con lo stesso Dante) sono difficilmente ascrivibili a sistemi armonici o pacificanti, secondo una visione tradizionale del Rinascimento. C'è un nucleo tragico del pensiero umanistico, fortemente "anti-dialettico", in cui le polarità opposte non si armonizzano né vengono sintetizzate... Tra gli autori antologizzati: Petrarca, Leonardo Bruni, Poggio Bracciolini, Lorenzo Valla, Leon Battista Alberti, Marsilio Ficino, Cristoforo Landino, Pico della Mirandola, Poliziano, Savonarola, Leonardo da Vinci, Machiavelli. Con un saggio di Massimo Cacciari.
br. Una reinterpretazione storico-culturale profondamente innovativa, destinata a cambiare le opinioni comuni sull'Umanesimo e dunque su una grossa fetta della letteratura e della filosofia tra la fine del Trecento e gli inizi del Cinquecento. Umanesimo come scuola di retorica, culto dei Latini e dei Greci, nascita della filologia? Le cose sono più complesse e meno schematiche di così, e la stessa filologia umanistica va in realtà inserita in un progetto culturale più ampio nel quale l'attenzione al passato è complementare alla riflessione sul futuro, mondano e ultramondano. Dunque una filologia che è intimamente filosofia e teologia. E i nodi filosofici affrontati dagli umanisti (che in quest'ottica non iniziano con Petrarca o con i padovani, ma con lo stesso Dante) sono difficilmente ascrivibili a sistemi armonici o pacificanti, secondo una visione tradizionale del Rinascimento. Un'antologia di testi nel segno del tragico e di un'antropologia filosofica destinata a farsi teologia, ermetismo e profezia. Tra gli autori antologizzati: Petrarca, Leonardo Bruni, Poggio Bracciolini, Lorenzo Valla, Leon Battista Alberti, Marsilio Ficino, Cristoforo Landino, Pico della Mirandola, Poliziano, Savonarola, Leonardo da Vinci, Machiavelli.
br. La coabitazione con gli (altri) animali è uno degli aspetti chiave della nostra esistenza. Abbiamo trasformato drasticamente le condizioni di viva di molte specie con le quali conviviamo e, a loro volta, gli animali hanno fornito un apporto fondamentale allo sviluppo delle nostre civiltà. Oggi, questa convivenza genera nuovi interrogativi: chi sono gli animali per noi e chi siamo noi per loro? In che modo noi umani siamo "diversi", se lo siamo davvero? Che doveri abbiamo nei confronti degli animali e che diritti spettano loro? Per rispondere a queste domande, è necessario fare ricorso alla biologia evolutiva, alla filosofia e al diritto, cercando di superare i limiti di un'impostazione antropocentrica che, paradossalmente, si trova anche alla base di molte considerazioni "antispeciste". Così sono nate queste riflessioni di etica onnivora, che si interrogano su tutti gli animali, quindi anche su quella strana specie chiamata umanità.
br. Questo libro è visione riflessiva e riflessione visiva sulla condizione umana attuale, la cui novità si rivela un già-da-sempre-stato che continuamente inizia e si rinnova nello spazio mobile della relazionalità generativa e inventiva, restituita dal postumano e da Michel Serres nella sua feconda toti-potenzialità. In questo "corno di abbondanza" il corpo torna eco-logico, il virus e il parassita sono risorse, il preesistere e il passare oltre fanno corpo unico, cercando la loro dicibilità in un neologismo incoativo come postransominescenti.
br. Uno dei più autorevoli teologi morali italiani spiega i radicali mutamenti indotti dagli sviluppi della scienza e della tecnica che hanno trasformato e trasformano l'esistenza umana in tutte le sue espressioni, incidendo sulle coscienze e rendendo problematica la stessa identità personale. La rapidità di tali mutamenti, tra globalizzazione ed era digitale, provocano uno stato di disagio esistenziale che esige, per essere adeguatamente affrontato, un approccio equilibrato che evidenzi potenzialità e limiti, senza incorrere in sterili tentazioni di superficiale ottimismo o di pregiudiziale rifiuto. Una guida per migliorare con consapevolezza la qualità della vita anche interiore.
br. Il tema di questo "pamphlet" è il sapere, riletto nelle sue origini e nelle trasformazioni del mondo medioglobale, dove appare disperso il significato profondo della conoscenza consapevole. I rischi, le paure e le conflittualità che attraversano la società, soprattutto nella sua dimensione virtuale, sembrano pregiudicare il senso e la memoria della cultura umanistica, come rapporto cosciente tra sapere e realtà e, così, far dimenticare il significato della libertà come valore comune. Annamaria Rufino con questo pamphlet "getta un sasso nello stagno non solo della malinconia contemporanea ma anche dell'elogio convenzionale del solo comunicazione, individualizzante e liberatorio, del there is no alternative... ". Non è un testo accademico, ma una presa di "posizione contro il mondo così com'è per il mondo come potrebbe essere". (Jan Spurk)
br. Il nuovo volume dell'«Ospite ingrato» è dedicato allo studio del rapporto fra cultura umanistica e sviluppo tecnologico. Il tema è tanto complesso quanto urgente; abbiamo deciso di affrontarlo facendo un passo indietro di quasi un secolo, provando cioè a ripercorrere la storia di uno dei primi laboratori mondiali di questo incontro fra umanesimo, scienza industriale e civiltà del lavoro: l'Olivetti di Ivrea. Partendo come sempre dal lavoro di Franco Fortini - al cui Archivio e Centro di ricerca questa pubblicazione è legata - che per molti anni è stato parte del mondo Olivetti come traduttore, copywriter, saggista, pubblicitario. Pochi sanno, infatti, che è stato proprio Fortini a dare il nome ad alcune delle macchine più famose prodotte ad Ivrea; su tutte la celebre Lettera 22 (suo è anche lo slogan: «leggera come una sillaba, completa come una frase»). Il volume è diviso in due sezioni; nella prima undici saggi (Erica Beila, René Capovin, Barbara Carnevali, Francesco Ciafaloni, Alessandra Criconia, Enzo Ferrara, Tommaso Morawsky, Michele Pacifico, Fulvio Perini, Cesara Pomarici, Carlo Tombola, Zinato Emanuele) analizzano il caso Olivetti con uno sguardo multi-prospettico (letteratura, sociologia, estetica, psicoanalisi, informatica, urbanistica, architettura, design), cercando di proiettare la relazione fra umanesimo e tecnologia. La seconda è la sezione Archivio (a cura di Emanuela Carbé, Luca Lenzini e Elisabetta Nencini) in cui è proposto un cospicuo materiale, per lo più inedito, relativo al lavoro di Fortini all'Olivetti: testi poetici, lettere, pubblicità, cataloghi, note da traduzioni, materiali di lavoro, studi sulla grafica e sul logotipo. Accompagnano la pubblicazione di questi materiali, un saggio generale di Daniele Balicco, un testo autobiografico di Sergio Bologna e uno studio di Giuseppe Alessi su due documentari di fabbrica, scritti da Fortini su commissione di Olivetti. Prefazione di Alberto Saibene. Introduzione di Daniele Balicco.
cm. 17 x 24, 176 pp. con 3 ill. f.t. Biblioteca di ?Lettere italiane? - Studi e testi 345 gr. 176 p.
br. Siamo nel bel mezzo di un cambiamento tecnologico dirompente, la rivoluzione digitale è in pieno svolgimento. L'Intelligenza Artificiale sostituirà a breve l'uomo in molte attività: i robot consegneranno pacchi, guideranno taxi, offriranno servizi di consulenza finanziaria, esploreranno lo spazio, lavoreranno nei call center e affiancheranno i medici negli ospedali. Le tecnologie digitali sono già oggi ampiamente presenti nelle nostre vite lavorative e in quelle private, esercitando un'enorme pressione sulle dinamiche economiche e sociali e sollevando numerosi quesiti di natura etica e politica. Nel prossimo futuro potremmo attribuire la capacità di pensare anche alle macchine intelligenti? I robot dovranno essere considerati degli agenti morali (con diritti e doveri)? L'Intelligenza Artificiale sarà in grado di agire di fronte in situazione che mettono in pericolo la vita degli esseri umani? In futuro comunicheremo solo attraverso la Rete e avremo tra i nostri interlocutori bot e macchine intelligenti? L'accesso a Internet deve già oggi essere considerato un diritto umano universale? Come occorre ripensare il sistema dell'istruzione nell'epoca del digitale? E la politica? È giusto provare ad andare oltre la democrazia rappresentativa e sperimentare forme di partecipazione diretta di ogni cittadino alle scelte dei governi, rese possibili dalla tecnologia? I robot lavoreranno al posto nostro? Sarà la fine della società basata sul lavoro? La tecnologia ci permetterà di superare i limiti biologici dei nostri corpi? Tutti quesiti che la letteratura e il cinema di fantascienza hanno rappresentato in maniera spesso memorabile, anticipando molti dei problemi sui quali oggi si interrogano scienziati, filosofi, psicologi, sociologi, economisti e politici. Proprio dagli scenari immaginati in film come Matrix; Io, Robot; Ex Machina; Blade Runner; Metropolis; Minority Report; 2001: Odissea nello spazio; Il tagliaerbe e molti altri muove la riflessione di Julian Nida-Rümelin e Nathalie Weidenfeld, che sostengono l'urgenza di un nuovo umanesimo, un "umanesimo digitale", bussola teorica per orientarsi tra i dilemmi dell'epoca dell'Intelligenza Artificiale. L'umanesimo digitale riconosce l'importanza della tecnica e le esigenze proprie degli esseri umani, si distingue dalle visioni apocalittiche del futuro perché confida nella ragione umana, ma non assume un atteggiamento entusiastico nei confronti delle potenzialità della tecnologia, riconoscendone e sottolineandone i limiti. In tal senso esso rappresenta un'alternativa all'imperante ideologia della Silicon Valley.
br. Ripercorrendo le opere sociali di Freud alla luce delle successive elaborazioni di Bion, Eugenio Gaburri e Laura Ambrosiano propongono un'idea di sviluppo radicato nell'incontro con l'altro, con la capacità sognante dell'oggetto di accogliere e contenere le emozioni che le esperienze suscitano nel soggetto emergente. Gli autori assumono l'esperienza del lutto come fondante i processi di separazione dai primi oggetti. La separazione ci mette di fronte al terrore della caducità, e il gruppo è lo spazio in cui si organizzano modi di elaborarla. Ma dal gruppo il soggetto deve poi emanciparsi, pur mantenendo una disponibilità a lasciarsi impregnare dalla cultura dominante. La funzione di rèverie è qui intesa come un'apertura intermittente della mente al "contagio" da parte dell'altro. Una carenza di rèverie è alla base sia del conformismo come identificazione al gruppo (conformismo sociale), sia del conformismo in analisi (l'adesione acritica alle idee dei maestri o dell'istituzione psicoanalitica). Nascono così le "ideologie-rifugio", il momento in cui anche gli orientamenti più pregnanti (ambientalismo, femminismo, pacifismo) vengono assunti come "tane" dove trovare scampo dalla paura di sentire e di pensare. Da qui l'espressione freudiana "ululare con i lupi", cioè conformarsi all'altro, eludendo la propria specificità e il proprio progetto di individuazione. Presentazione di Claudio Neri, postfazione di Dino Vallino.
br. Scritto dopo più di trent'anni di esperienze fuori dal corpo, le cosiddette OBE, "Ultimo Viaggio" è l'opera somma di Robert Monroe, il racconto del percorso che l'ha condotto fino al nucleo dell'essenza umana e dell'origine della nostra realtà. Se in "Viaggi Lontani" si era focalizzato sull'idea che ciascuno di noi è più del proprio corpo fisico, in questo libro Monroe accompagna il lettore nella costituzione di una vera e propria Nuova Prospettiva, dimostrando la continuità dell'esistenza dopo la morte. Più che una guida, "Ultimo Viaggio" è un'opera audace e originale dedicata a chi ricerca risposte razionali al mistero dell'esistenza. È una mappa del territorio dell'oltre: il percorso che si apre a ciascuno di noi quando lasciamo la vita fisica.
br. Questo libro si propone di sgombrare il campo da tutta la propaganda e da tutte le suggestioni che, in materia di inizio e fine vita, hanno finora oscurato gli aspetti puramente biologici dei due fenomeni. Non è per motivi etici, morali, religiosi o sociali che, come è accaduto finora, i due momenti chiave dell'esistenza vanno ripensati. Il ripensamento nasce dalla comprensione dei diversi passaggi fisiologici che caratterizzano, sulla sola base delle leggi naturali, la nascita e la morte. Due momenti in cui l'essere umano è davvero "ultimo", privo in se stesso anche di quelle tutele che la natura assegna agli unicellulari per sfuggire ai pericoli. Ed è su loro, sugli "ultimi", che si accendono qui le luci, attraverso una panoramica aggiornata sia delle acquisizioni in materia, sia delle carenze presenti negli impianti legislativi che, nei diversi Paesi, prescindono da una piena e completa consapevolezza delle conoscenze scientifiche relative ai fenomeni cui ci si riferisce, diffondendo fra i cittadini concetti falsi (come il prelievo di organi "da cadavere") e fuorvianti. Le truculente manovre del parthial birth ancora praticato negli Usa, o le regole per lo smaltimento dei feti, in Italia e altrove, non sono che alcuni esempi, qui spiegati fino in fondo, di come sia necessario riconsiderare le leggi sull'aborto, tenendo bene in mente solo ciò che ci dice la ricerca sul campo.
br. I testi di Georg Simmel, qui presentati, appartengono all'ultimo periodo della sua produzione filosofica (1916-1918) e riprendono il tema della storia che già era stato trattato nei "Problemi della filosofia della storia", la cui terza edizione del 1907 - la più importante - mette in discussione l'impianto dello storicismo contemporaneo tedesco. Poi, per un decennio, la riflessione sui problemi storici viene abbandonata. Questa riemerge in virtù di due eventi che determinano il pensiero simmeliano: la filosofia della vita e la produzione estetica, soprattutto con il Goethe e il Rembrandt. Ma non va nemmeno dimenticato l'ambiente bellico in cui tali riflessioni si svolgono. "Il problema del tempo storico" (1916), "La formazione storica" (1917-1918) e "L'essenza del comprendere storico" (1918) sono legati a filo doppio alla crisi della cultura moderna, al conflitto vita/forma e all'intuizione estetica dell'accadere del mondo. Non si potrebbe comprendere in tutta la loro portata questi scritti enucleandoli dal multiversum filosofico simmeliano e tanto meno interpretandoli alla luce di uno storicismo o di una specifica filosofia della storia propria di Simmel. Il tempo storico, le formazioni storiche così come il comprendere storico, che sembrano inserirsi nel contesto teorico diltheyano, devono altresì essere intesi all'interno di un ambito vitale, in quanto anch'essi istantanee e frammenti di un insieme al suo interno conflittuale e sempre in mutamento.
ril. tela In un momento di profondo isolamento, a causa del clima politico e culturale nell'Italia degli anni trenta, e nel conseguente stato d'animo, poi superato ma allora intenso, dell'esaurirsi di un ruolo, di un compito, forse della stessa vita, Croce raccolse alcuni dei suoi scritti migliori in ambito estetico, logico, etico e storico-metodologico, chiamandoli "Ultimi Saggi".
br. Il volume discute il tema della moderna democrazia di massa, affrontandolo attraverso una analisi innovativa della prima trattazione filosofica che ne sia mai stata proposta: "La democrazia in America" di Alexis de Tocqueville. Attraverso l'esame di problemi come la nuova configurazione della famiglia, lo statuto dell'opinione pubblica", l'incidenza dei media, il disagio psichico individuale, Carmelo Colangelo si sofferma sulla questione della uguaglianza in quanto passione fondamentale, interrogando il rapporto generale tra specie umana e fatto democratico.
brossura L'opera non è un classico testo di ufologia, perché non intende dimostrare l'esistenza di dischi volanti o di presunti visitatori extraterrestri e farà con ogni probabilità discutere per l'arditezza di alcune ipotesi, esaminate da un punto di vista del tutto diverso da quello corrente. Perché, se non si può negare che nella nostra cultura ci sia una concezione mitica degli UFO, bisogna sempre rammentare che il mito ha il suo fascino ma la verità è più bella. L'intenzione è quella di non ingannare il lettore con storie fantastiche o illusorie ma di ricondurlo ad un sano ragionamento al contempo investigativo e scientifico.
ill. Ad oltre cinquant'anni dalla prima segnalazione ufficialmente riferita come tale, l'enigma degli UFO continua oggi a manifestarsi oltre ogni limite di spazio e di tempo e al di là di qualsiasi spiegazione o smentita. Il fenomeno presenta delle costanti precise e ricorrenti, e componenti di incontestabile carattere intelligente e tecnologico non ricollegabili ad alcuna matrice umana. Il problema ha quindi un'origine totalmente estranea alla realtà terrestre. Che poi le intelligenze degli UFO siano esseri di altri pianeti o provenienti da un "piano di realtà" diverso dal nostro (ovvero da una "dimensione parallela" alla nostra) entrambe le possibilità risultano conciliabili alla luce delle più recenti concezioni della fisica d'avanguardia.
br. Kathleen Middleton, o Miss Middleton per quasi tutti quelli che la conoscono, insegna pianoforte e danza classica in un'anonima casa a schiera nella periferia a nord di Londra. La sua intera vita, fin da bambina, è scandita da singolari premonizioni che ne guidano la direzione. Miss Middleton le paragona a quella sensazione «di conoscere la risposta a un test di ortografia». Accade anche la mattina del 21 ottobre 1966, quando si sveglia con il respiro bloccato in gola e un terribile presentimento. Un'ora più tardi, una valanga di detriti di una miniera di carbone precipita sul villaggio di Aberfan, nel Galles meridionale, travolgendo gli edifici e uccidendo 144 persone, fra cui molti bambini. Coincidenza? Premonizione? Tra i medici e i soccorritori accorsi sul posto c'è anche John Barker, uno psichiatra poco più che quarantenne, con un vivo interesse per le condizioni mentali fuori dell'ordinario e membro della British Society for Psychical Research. Parlando con i testimoni e di fronte a «diversi incidenti strani e toccanti» connessi al disastro, Barker ha presto la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa di portentoso. Determinato a esaminare meglio il fenomeno, in quello stesso anno apre un insolito studio: «The Premonitions Bureau», un Ufficio premonizioni. L'obiettivo? Raccogliere quanti più sogni e presentimenti possibili, nella speranza di prevenire calamità future. La rete di informatori che Barker richiama intorno a sé è inaspettatamente numerosa, da impiegati di banca a maestri di ballo. Centinaia di persone le cui visioni sono spaventosamente accurate. Tra questi, anche due «osservatori» in grado di predire con incredibile precisione incidenti di varia natura e omicidi, fino alla premonizione più inquietante: che Barker stesso di lì a poco sarebbe deceduto. Con grande razionalità e una scrittura impeccabile, Sam Knight racconta la storia di un inquietante esperimento ai confini tra scienza e ragione. Una storia vera di follia e meraviglia, scienza e soprannaturale: un viaggio verso gli angoli più remoti e potenti della mente umana.
brossura Tabacco e Marijuana, come tutte le altre droghe, sia legali che illegali, possono trasformarsi in un mostro che ci domina con l'intenzione di schiavizzarci per sempre. Non è questione del perché si comincia, la sola cosa che conta è: una volta che ci siamo dentro come se ne esce? Arriva un momento in cui non proviamo neanche più piacere per ciò che stiamo facendo, semplicemente lo facciamo, di nuovo e di nuovo, giorno dopo giorno. Ma se sei qui significa che dentro di te senti di meritarti di nuovo la libertà di vivere una vita piena, senza più cedere alle false lusinghe di veri e propri veleni. È davvero possibile riuscire a vincere la dipendenza? Si, lo è. Tutto ciò che serve è sapere cosa fare, come farlo e quando farlo ed è per questo che serve una guida. La sola guida realmente efficace in quest'ambito può essere solo quella che ha provato tutto questo sulla sua pelle, è affondato ed è riuscito a risalire dopo molti anni, affinando un metodo infallibile e un protocollo capace di essere applicato facilmente e velocemente da chiunque. Ricorda, non è finita finché non lo elimini. Uccidi il mostro!
br. "Nel 2014 Stern si è ritrovato catapultato nel peggiore incubo per un genitore: la figlia maggiore, in seguito a una grave fase depressiva, si toglie la vita. Quegli anni spingono Stern ad analizzare la propria esistenza, rendendosi conto di quanto sia complicato capire il dolore di qualcuno vicino a noi. Stern afferma che il percorso verso una maggiore coscienza di sé e delle proprie fragilità è lungo e impervio. Durante il cammino è normale sentirsi spaventati o inermi, l'importante è non fermarsi e non avere paura di cercare supporto; la connessione con gli altri e la condivisione sono aspetti fondamentali del processo di guarigione. Questo libro offre una serie di esercizi pratici per affrontare i nostri "demoni" e le nostre emotività. Ogni sfida che ci si presenta è come un drago che dobbiamo imparare a uccidere pian piano, con compassione ma a testa alta. L'autore riporta le esperienze di persone comuni che hanno affrontato sfide importanti. Il lettore sarà trasportato nell'atmosfera relazionale della stanza di terapia e, alla fine, si sentirà ispirato e motivato a fare dei cambiamenti nella propria vita. Un libro coraggioso che mostra come sia possibile ritrovare uno scopo e un senso anche dopo la peggiore delle tragedie. Prefazione di Franco D'Alberton.
ill., br. Un carrello ferroviario fuori controllo corre verso cinque uomini che sono legati sui binari: se non sarà fermato li ucciderà tutti e cinque. Vi trovate su un cavalcavia e osservate la tragedia imminente. Tuttavia, un uomo molto grasso, un estraneo, è in piedi accanto a voi: se lo spingete facendolo cadere sui binari, la notevole stazza del suo corpo fermerà il carrello, salvando cinque vite, anche se lui morirà. Voi uccidereste l'uomo grasso? La domanda può sembrare bizzarra ma ha impegnato i filosofi morali per oltre mezzo secolo. David Edmonds racconta qui la storia curiosa di come gli studiosi hanno lottato con questo dilemma etico, proponendo un avvincente viaggio attraverso la storia della filosofia morale. Molti pensano che sia sbagliato uccidere l'uomo grasso. Ma perché? Come mostra Edmonds, rispondere alla domanda è molto più complesso di quanto appaia in un primo momento. Di fatto, il modo in cui rispondiamo ci dice molto su ciò che consideriamo giusto o sbagliato. Leggere questo libro potrebbe cambiare, divertendovi, il vostro modo di pensare e fare di voi una persona migliore.
brossura "Racconto la mia storia di emigrato, il mio arrivo in una terra così diversa dal profondo Sud da cui provengo. In questa nuova realtà scopro non solo un nuovo modo di vivere, di lavorare, lontano dallo sfruttamento e appagato dal rispetto dei colleghi, ma anche l'amore e la passione per il gentil sesso. In questa storia autobiografica vengono raccontati i miei "intimi approcci". Io, maschio italiano galante e passionale, mi sono confrontato con le donne olandesi aperte ed emancipate in campo sessuale. Queste esperienze, ora forti e sensuali, ora tenere, sono soprattutto reali, vissute con dolcezza e passione da me. La passione per le donne, il rispetto, ma credo che in questo ogni uomo ama le donne , anche se molti vedono a donna soltanto come un oggetto mono uso, usa e getta ma spero e credo che questo sia un eccezione. L'amore sono le linee guida di questo libro. Nell'Olanda libertina in campo sessuale, conosco molte donne e con queste instauro rapporti fatti sì di sesso, a volte anche estremo, ma anche rapporti umani densi di sentimenti. Giorno dopo giorno imparo a capire l'universo femminile, a sentire e comprendere ciò che le donne provano, riuscendo ad appagarle in campo sessuale, ma anche e ancor di più in campo sentimentale."
br. Il problema del senso della tecnica è una delle costanti della ricerca filosofica di Emanule Severino. La civiltà della tecnica, che incarna e realizza la vera anima dell'occidente, ha esteso oggi il suo dominio al mondo intero. Questo libro, scritto alla fine degli anni Settanta, prende le mosse da temi come la guerra fredda, il socialismo reale, il terrorismo, l'evoluzione del partito comunista e la presenza della Chiesa nella società italiana, per risalire da un lato alle "radici della violenza" (che affondano nel pensiero greco), e per giungere sul versante opposto a delineare gli sviluppi futuri della storia e della politica.
brossura