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ril. Un filosofo, uno psichiatra e un monaco buddhista - tre voci diverse, tre uomini che di solito si avventurano su strade che all'apparenza non coincidono affatto - si sono riuniti per tentare di rispondere alle domande che ogni essere umano si pone sulla propria condotta di vita, sulla propria maniera di dare un senso all'esistenza. Quali sono le nostre aspirazioni più profonde? Come fare in modo che il nostro mal di vivere non si accresca oltre misura? Come vivere con gli altri? Come sviluppare la nostra attitudine al bene e all'altruismo? Come diventare più liberi? Su ognuno di questi argomenti, e su molti altri ancora, i tre hanno discusso delle loro esperienze, dei loro sforzi e delle lezioni apprese lungo la loro ricerca e il loro cammino. Il risultato è questo trattato di saggezza a tre voci fatto di punti di vista differenti che convergono sul compito essenziale dell'esistenza. Un libro per apprendere il mestiere di vivere.
br. Il volume raccoglie una serie di scritti per miscellanee e riviste, interventi in seminari o convegni nazionali e internazionali in occasione dell'anniversario del 2018. Essi danno conto del rinnovato impegno critico-filologico sulla filosofia di Vico con un'idea di fondo, quella di riflettere sull'intreccio di diritto, etica e storia in relazione alle diverse fasi di un pensiero in continua e finanche spasmodica sistemazione: dalla "politicità" delle Orationes alla discoverta del "vero Omero" e del suo "scudo di Achille" nel linguaggio iconico delle Scienze nuove. Il tutto segnalando traversie e opportunità, nate da esperienze assai originali di Vico nelle relazioni con la cultura barocca e quella del suo tempo, a partire dalla frequentazione del cenacolo di Valletta, della cui Biblioteca curò l'inventario nel 1726 per la vendita ai padri Filippini della Congregazione dell'Oratorio di Napoli.
br. Il viaggio comporta sempre un distacco, sia fisico che psicologico, dal mondo quotidiano e può trasformarsi in un formidabile strumento di crescita personale. Ogni viaggio, in questo senso, inizia prima di tutto dentro se stessi. Il Travel Counseling® si presenta come un percorso ciclico d'ispirazione gestaltica che crea una comunione profonda tra la pratica del counseling e il potere curativo del viaggio. Nella prima parte il libro spiega come sia cambiato nel tempo il significato simbolico del viaggio, che è oggi associato all'idea di libertà e al disvelamento dell'io. La seconda parte, arricchita da testimonianze raccolte dall'autrice, illustra il percorso di Travel Counseling® e il suo ciclo (pre-contatto, contatto pieno, post-contatto e vuoto fertile). L'ultima parte, infine, affronta il tema della mancata partenza, sempre nell'ottica positiva della scoperta di sé. Il Travel Counseling® non è infatti un percorso predefinito, ma un modo per esplorarsi, per trovare la propria personale dimensione, trasformando il viaggio, ogni viaggio, in un'occasione di rinascita interiore.
br. Il trauma è uno stimolo eccessivo, qualcosa di sconvolgente che capita all'improvviso e che fa sentire sopraffatti e impotenti, incapaci di reagire e di affrontare la situazione. È un evento spartiacque. Le persone che lo vivono, perché vittime di abuso, di violenza oppure di guerre e conflitti, o perché scampate a un terremoto o, ancora, perché provate dalla perdita di una persona cara, fanno spesso riferimento a un prima e a un dopo, a qualcosa che ha segnato un profondo cambiamento di vita. Un cambiamento che non sempre è facile da elaborare e superare. Tuttavia, andare oltre il dolore è possibile. Accettare quello che è capitato, riconoscerlo nella sua durezza e oltrepassare la linea della sofferenza è l'obiettivo di questo libro: i due autori aiutano il lettore a comprendere il trauma psicologico, a entrare nelle sue diverse manifestazioni e conseguenze, a cogliere i sintomi e i disturbi e, allo stesso tempo, a prendere confidenza con le cure. Esempi concreti, test, esercizi e tecniche di autoaiuto rendono l'opera completa in ogni sua parte.
brossura "Trauma ed esistenza umana" è un libro denso di riflessioni psicoanalitiche, filosofiche e soprattutto autobiografiche in cui l'autore approfondisce il tema del trauma da una prospettiva di prima persona. È in ciò che si situa la peculiarità di tale saggio che trasuda di autenticità e di vita vera dall'esordio alle conclusioni. Stolorow ci dona intense descrizioni di vissuti profondamente personali consentendoci quasi di toccarli con mano pagina dopo pagina. I due temi centrali riguardano la contestualità della vita emozionale in generale e dell'esperienza del trauma emozionale nel particolare e il riconoscimento che la possibilità stessa del trauma sia insita nella costituzione di base dell'esistenza umana.
br. Il libro nasce dal desiderio di raccogliere le attuali prospettive teoriche sul trauma in età evolutiva al fine di comprenderne natura, manifestazioni e conseguenze e saper intervenire con un lavoro di ricucitura della trama interrotta della propria storia a causa del trauma. Il testo ha un duplice scopo, presentare l'analisi transazionale come teoria efficace per leggere sintomi e disagi psicologici connessi al trauma nel bambino e nell'adolescente, e mettere il lettore nella condizione di conoscere e scegliere gli strumenti necessari per lavorare nella stanza di terapia o in ambito psicosociale con il piccolo paziente. Trauma relazionale, fattori di rischio, lutto, esperienze traumatiche dei migranti sono alcune delle tematiche affrontate nel testo, corredate di esempi clinici e di storie di vita. Nonostante i traumi, di qualunque natura, siano ferite che lasciano segni e cicatrici, le autrici hanno sparso tra le pagine del libro la propria convinzione profonda che in ciascuno abiti una forza naturale, innata, che al di là delle esperienze che la vita riserva per ciascuno, al di là delle decisioni prese, spinge inconsapevolmente verso il bene. E tale forza nutre la speranza.
br. Questo libro propone una riformulazione del trauma in termini evolutivo-relazionali, come risultato della mancata elaborazione delle emozioni traumatiche, ovvero di quelle emozioni non simbolizzate nell'ambito delle relazioni primarie. Il bambino, se maltrattato, non può sviluppare l'autostima e la capacità di comprendere gli stati mentali propri e dell'altro, qualità necessarie a esplorare con fiducia l'ambiente circostante e quindi a costruire relazioni significative. Le esperienze croniche di trascuratezza hanno effetti negativi su svariate aree del funzionamento del bambino dando origine, ad esempio, a somatizzazione, difficoltà di sintonizzazione emotiva, mancanza di controllo degli impulsi, come anche, nei casi più gravi, a stati dissociativi. La perdita di una base sicura, insomma, rappresenta una condizione traumatica capace di predisporre il soggetto alla depressione, alla dipendenza patologica, ai disturbi del comportamento alimentare. E non sempre è in relazione con maltrattamenti espliciti, come indica il fatto che la disorganizzazione dell'attaccamento è per lo più connessa a esperienze traumatiche irrisolte del genitore, le quali si riflettono sullo stato dissociativo del bambino. Il presente volume esamina le possibili relazioni causali fra le esperienze traumatiche e la psicopatologia, a partire dalla teoria dell'attaccamento, dell'infant research e dalle recenti scoperte neuro-biologiche sulla natura relazionale della mente.
br. La parola tedesca Heimat viene comunemente considerata intraducibile in altre lingue. Ogni suo corrispettivo - patria, paese natale, home, homeland - sembra in generale sin troppo determinato per mantenere tutte le connotazioni dell'originale che oscilla tra pubblico e privato, tra l'appartenenza a una comunità sociale e politica e quella più intima che riguarda il legame con la casa e il focolare. Il nazionalsocialismo ha fatto della Heimat uno dei suoi più importanti cavalli di battaglia e ne ha assunto e orientato il concetto per immaginare uno spazio razzialmente omogeneo. Con i campi di sterminio e i con i crimini commessi in suo nome, la parola ha conosciuto un periodo di totale infamia e discredito finendo per uscire, nel secondo dopoguerra, dal lessico dei concetti politici. In questo saggio vengono chiamate a raccolta le riflessioni filosofiche di Benjamin, Schmitt, Heidegger, accanto ai contributi poetici di autori come Hölderlin, Celan e Bachmann, per analizzare l'irreparabile trauma che da allora segna lo spazio del nostro abitare sulla terra.
br. La lente della psicoanalisi per leggere la Shoah, una tragedia che entra nel patrimonio ebraico e non solo, facendone parte in modo imprescindibile. L'autore, psicoanalista che si occupa da anni del pensiero e della cultura ebraica, raccoglie qui il suo pensiero. Nei primi due capitoli affronta la questione dell'elaborazione del trauma della Shoah e si chiede come possa essere stato possibile risorgere dall'inferno. L'ipotesi proposta parte dal ruolo che hanno avuto negli ultimi decenni la creazione di nuove generazioni e una diversa disponibilità ad ascoltare i sopravvissuti. Nei successivi capitoli tratta il tema dell'identità e dell'etica ebraica, rispetto ai quali continua e continuerà ad interrogarsi ritenendo che, sebbene non ci siano risposte soddisfacenti, resti sempre possibile moltiplicare le domande. Infine le appendici. La prima è il testo presentato al Quirinale, alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, per le celebrazioni per la Giornata della Memoria. Il suo titolo, Il trauma della Shoah attraverso le generazioni, condensa quanto acclarato da una vasta letteratura: i traumi collettivi non esauriscono i propri effetti nel loro presente, ma tendono ad un'espansione diacronica che investe più generazioni, rendendole, loro malgrado, vittime di conseguenze trasmesse di padre in figlio, fino ai figli dei figli. È un testo breve ma denso, che tocca i punti trattati più estesamente nei primi capitoli, dove il trauma della Shoah viene esplorato sia in relazione alle vittime sia in relazione a ciò che concerne "il mondo intorno ad Auschwitz" degli aguzzini. È fondamentale, sostiene l'autore, un'attenta riflessione sugli effetti psichici che possono essersi riverberati sulle generazioni successive. La seconda appendice riprende invece un intervento proposto durante la Giornata della Memoria organizzata dal Centro Milanese di Psicoanalisi.
br. La società moderna si sostiene sulla convinzione che gli individui costituiscano la realtà fondamentale del mondo. Gli individui portano il valore, l'invenzione, l'amore, la ricchezza, sono i mattoni inscindibili dei legami sociali ed economici. Paolo Godani affronta il tema di petto in questo breve trattato. Gli «individui», di fatto, non esistono, questa la tesi dell'autore. Non nel senso che siamo «illusioni» o siamo «falsi»: non c'è nulla di più reale di un corpo. Ma non siamo quelle entità uniche che crediamo di essere. Siamo una costellazione di tratti, ovvero di qualità allo stesso tempo singolari e comuni. I nostri costituenti essenziali, quelli che ci definiscono, non sono quelli che ci distinguono ma quelli che condividiamo con altri. Questa tesi viene esposta in "Tratti" con il sostegno di esempi scientifici, filosofici, letterari e personali, e illumina il lettore su aspetti fondamentali della nostra esperienza: i rapporti sociali, il tempo, la morte.
br. Questa nuova edizione del Trattato teologico-politico (Amsterdam, 1670), con a fronte il testo latino edito da C. Gebhardt, intende contribuire a una più approfondita conoscenza di un'opera che ha svolto un ruolo decisivo nel processo di formazione della cultura e della coscienza europea su vari piani: la costituzione del metodo storico-critico per l'interpretazione della Scrittura, il riconoscimento del diritto alla libertà di pensiero e di espressione, l'affermazione dell'idea di tolleranza. L'esigenza di pervenire a una civiltà della tolleranza percorre in profondità la riflessione del Trattato. La sua problematica fondamentale si delinea a partire dalla constatazione che è l'elemento dottrinale delle credenze religiose, assunto dogmaticamente, ciò che fa sì che esse producano odio, divisioni, conflitti, violenze, rappresentando così una grave minaccia per la pace e la stabilità dello Stato. Indicare a quali condizioni è possibile impedire il dispiegamento del potenziale di intolleranza implicito nel dogmatismo e promuovere una pacifica convivenza tra confessioni religiose diverse è perciò l'obiettivo principale del Trattato. Per Spinoza occorre separare la filosofia dalla teologia, prendere coscienza che la religione riguarda essenzialmente la sfera etica e la pratica della vita, acquisire la consapevolezza che i contenuti teoretici delle religioni, le loro verità fondamentali sono poche, semplici e condivise. Questa edizione è curata da Alessandro Dini che ha insegnato Storia della filosofia all'Università di Firenze. Ha pubblicato saggi sul libertinismo e sul pensiero religioso di Ficino, Malebranche e Vico. Di Malebranche ha anche curato l'edizione dei Colloqui sulla morte (Firenze 2018). Alla filosofia di Spinoza ha dedicato una parte del lavoro Immagini della natura nell'età moderna. Tra metafisica e fisica (Pisa 2020).
brossura
br. «La tolleranza non ha mai provocato guerre civili, mentre l'intolleranza ha coperto la Terra di stragi». A Tolosa il 10 marzo 1762 il commerciante ugonotto Jean Calas viene giustiziato con l'accusa di aver ucciso il figlio per impedirgli di convertirsi al cattolicesimo. Nonostante la mancanza di prove e un processo arbitrario, Jean Calas, che anche sotto tortura si professa innocente, è giudicato colpevole. Non da Voltaire, che con la sua penna tagliente scaglia parole feroci contro le storture del fanatismo religioso, mostrando come il dogmatismo e la superstizione inquinino la convivenza pacifica e corrompano la facoltà di giudizio. Dando avvio a una battaglia di civiltà, il "Trattato sulla tolleranza" è un vero e proprio «manifesto» per la libertà di pensiero e il rispetto di ogni diversità. Un'opera sempre attuale capace di riportarci alle radici stesse della modernità. Con un saggio di Italo Mereu.
cm. 15 x 21, cii-142 pp. Immagini della Ragione Una delle opere pi? significative e spregiudicate del Rinascimento, che ebbe fortuna duratura fino alle soglie del Settecento. Questa nuova traduzione italiana ? accompagnata da un?ampia introduzione, che propone una riconsiderazione radicale del pensiero di Pietro Pomponazzi. One of the most important and unprejudiced works of the Renaissance whose fortune lasted up until the threshold of the 18th century. This new Italian translation is accompanied by an ample introduction, proposing the radical reconsideration of Pietro Pomponazzi?s thought. 350 gr. cii-142 p.
br. Nel periodo della Scolastica medievale si confrontarono due grandi correnti, il Tomismo e lo Scotismo; in questo trattato, Duns Scoto costruisce la sua teoria ontologica, ove il Primo Principio, cioè Dio, è inteso in maniera univoca e non analogica (come invece avviene per Tommaso d'Aquino): quindi, se per Tommaso noi possiamo definire Dio come l'Essere stesso e le sue creature come enti, in questo caso la medesima predicazione di essere è analogica, e si basa sulla partecipazione asimmetrica degli enti all'Essere; per Scoto, al contrario, la predicazione dell'essere è del tutto univoca e con il medesimo significato.
br. Il "Trattato sul governo" di John Locke, pubblicato in Inghilterra nel 1690, costituisce un saggio sull'origine, i caratteri propri, l'estensione e i limiti del potere politico e dello Stato, un vero e proprio manifesto teorico della corrente filosofico-politica del liberalismo moderno. Questa guida rappresenta un completo e agevole testo di aiuto alla comprensione dell'opera originale.
brossura
br. L'eco delle concezioni estetiche di Denis Diderot (1713-1784) fu presso i contemporanei straordinaria. «Ieri mi è capitato sotto gli occhi Diderot,» scrive Schiller a Goethe «che davvero mi incanta e ha scosso profondamente il mio spirito. È come un lampo che illumina i segreti dell'arte, e le sue osservazioni riflettono così fedelmente ciò che l'arte ha di più alto e di più intimo da poter costituire un'indicazione non meno per il poeta che per il pittore». E Goethe risponde: «È davvero magnifico, più utile ancora al poeta che al pittore, anche se a quest'ultimo fornisce un lume possente». Le concezioni estetiche di Diderot trovano una prima compiuta espressione in una voce («Bello») che scrisse per l'«Encyclopédie», e che venne pubblicata a parte nel 1751 e più tardi nelle edizioni delle sue opere con il titolo di «Trattato sul bello». «È bello» afferma Diderot «tutto ciò che contiene in sé qualcosa che possa risvegliare nel mio intelletto l'idea di rapporti». Ma cosa intende Diderot per «rapporti»? Egli prende come esempio una celebre battuta tratta da una tragedia di Corneille. Ora, la «bellezza» di quella battuta dipende dai rapporti che la legano al contesto drammatico. Se il contesto fosse un altro, cambierebbe, insieme con il significato, anche la bellezza, la forza poetica di quella battuta. Il bello, non solo artistico, non è dunque intuizione repentina, frammentaria, non è immobile, indistinta contemplazione di una verità ideale, ma è movimento, progresso nella conoscenza della realtà attraverso i suoi nessi vitali. Un'esaltante passione di conoscenza, in cui il rigore del ragionamento scientifico sembra coniugarsi con la prepotente esigenza di adesione alla natura, e l'ansia profonda di conferire all'arte una nuova dignità, una serietà, un'autorevolezza più alte: ecco ciò che induce Diderot a portare con tanta penetrazione, con tanta passione il suo sguardo sul problema del bello.
brossura "La magia è l'applicazione della volontà umana alla rapida evoluzione delle forze viventi della Natura", così Gérard Anaclet Vincent Encausse, medico di origini spagnole diventato famoso con lo pseudonimo di Papus, definiva la pratica magica. L'autore ebbe un ruolo di rilievo nella diffusione dell'occultismo nell'Europa ottocentesca. Membro di molte società segrete del suo tempo, nel 1888, insieme a Stanislas de Guaita e Joséphin Péladan, fondò l'Ordre Kabbalistique de la Rose Croix e fondò la rivista di cultura esoterica "L'initiation", pubblicata fino al 1914. Qualche anno dopo, nel 1891, insieme ad Augustin Chaboseau, fondò l'Ordine Martinista. La sua figura divenne famosa presso i circoli occultistici di tutto il mondo. Il Trattato metodico di magia, pubblicato nel 1893, costituisce una enciclopedia dei settori di studio dell'occultismo: la natura e la magia, meditazione, astrologia magica e cabalistica, ipnosi, magnetismo, uso di incensi e pietre, evocazioni, pentacoli, esorcismi e apparizioni. Nuova edizione corretta e aggiornata.
In-8 (cm. 24.20), brossura illustrata, con alette, pp. 175, (1), con illustrazioni in bianco e nero nel testo. Traduzione dal cinese di Franco Malinverno. Allo stato di nuovo (brand new copy).
brossura Un "trattato" su uno dei temi fondamentali della filosofia: la "libertà", analizzata in modo sistematico e in prospettiva etico-antropologica, pur non mancando considerazioni di carattere psicologico, teologico e giuridico. Concepita la libertà come "essenza della coscienza spirituale" e come "autodeterminazione razionale del volere", vengono analizzate le classiche questioni dell'arbitrio e del valore, dei condizionamenti e della responsabilità, del bene e del male, del rapporto fra intenzione e azione. Domina l'intero svolgimento il connubio verità/libertà, sia in riferimento alla concretezza della persona, e sia in riferimento all'Assoluto come orizzonte fondante l'umana esistenza.