34 272 résultats
LBW0417cAmsterdam circa 1700 574 x 464 mm.
LBW061ecAugsbourg circa 1730 151 x 193 mm.
1818LBW0393cParis, P.G. Chanlaire, [1818]. 490 x 588 mm.
1754LBW039371754 486 x 454 mm.
LBW061f2Augsbourg circa 1730 151 x 192 mm.
1746LBW03939Paris, Sr. Jaillot, 1746. 480 x 666 mm.
1750LBW-3212Paris, Limosin, [circa 1750]. En 6 sections montées sur toile et pliées, formant une carte de 349 x 497 mm.
1720LBW-2017Amsterdam, circa 1720. En deux feuilles jointes de 490 x 985 mm.
1748LBW002aeParis 1748 230 x 310 mm.
1770LBW-46621770. 266 x 400 mm.
LBW0416dAmsterdam circa 1700 490 x 578 mm.
1610LBW06171Dordrecht Adrianus Bottius 1610 147 x 180 mm.
1598LBW-1419Anvers 1598 82 x 106 mm.
1786LBW-3486[Paris, 1786]. 227 x 359 mm.
1572LBW-3254[Cologne, 1572]. 310 x 453 mm.
1624LBW002a9[1624]. 206 x 273 mm.
1588LBW-3243[Cologne, 1588]. 289 x 431 mm.
1786LBW-3481[Paris, 1786]. 236 x 338 mm.
1844LBW-59741844. 267 x 380 mm.
1883LBW-5476Paris, Auto. Marchadier et Cie, 1883. 290 x 462 mm.
Opera tratta da: Libro di Benedetto Bordone nel qual si ragiona de tutte le isole del mondo con li lor nomi con li lor nomi antichi & moderni, historie, fauole, & modi del loro viuere, & in qual parte del mare stanno, & in qual parallelo & clima giacciono. Con il Breve di papa Leone. Et gratia & priviliegio della Illustrissima Signoria com’in quelli appare. M.D.XXVIII. Impresse in Vinegia per Nicolò d’Aristotele, detto Zoppino, nel mese di Giugno, del M.D.XXVIII.Xilografia, dimensioni 290x380.Carta nautica dell’Europa e del Mediterraneo, tagliato ad oriente ad ovest dell’isola di Cipro. Si tratta della prima carta a stampa dell’area, inserita nel celebre Libro di Benedetto Bordone. La carta è priva del reticolo geografico, l’orientamento è fornito da una schematica rosa di otto venti. Benedetto Bordon (Bordone), nato a Padova intorno al 1450, fu uomo di varia cultura e multiforme attività: miniatore, disegnatore, geografo, editore di classici e, forse, pittore. Dimorò fino alla fine del secolo nella sua città: e dunque la sua arte si formò sotto l’influsso del grande conterraneo Andrea Mantegna. Passò poi a Venezia e qui rimase per tutto il resto della vita, pur mantenendo sempre legami affettivi e di lavoro con Padova. Tralasciando le attività artistiche di miniatore, disegnatore e pittore, delle quali esistono diverse testimonianze, il Bordone fu impegnato attivamente anche nell’editoria, stampando in traduzione latina alcuni Dialoghi di Luciano. Verso la fine della sua vita si cimenta in un’opera geografica e di erudizione insieme, che pubblica a Venezia nel 1528 col titolo di Libro di Benedetto Bordone nel qual si ragiona de tutte le isole del mondo; era dedicata al nipote Baldassarre, che - apprendiamo dal proemio - aveva visitato molti dei luoghi descritti quando, probabilmente come medico militare, aveva navigato per tutto il Mediterraneo “sopra le potenti armate de segnori Venetiani e del chatolico re”. Il Libro di Benedetto Bordone è un lavoro composto di ottanta fogli, che descrive tutte le isole del mondo; progettato e curato dallo stesso autore, viene stampato da Niccolò Zoppino a Venezia nel 1528. Precede il testo un proemio di nove carte non numerate, dove vi sono disegnati un mappamondo con i soli circoli di riferimento, una bussola antica, una bussola moderna, una carta dell’Europa occidentale con le coste settentrionali dell’Africa, una del Mediterraneo orientale e un mappamondo ovale. Il testo è diviso in tre libri: il I comprende 21 mappe e descrizioni delle isole dell'Atlantico, nonché un piano urbanistico di Temistitan; il libro II descrive le isole del Mediterraneo e vedute di diverse città italiane e il libro III contiene le isole nell’Oceano Indiano e nel vicino Oriente. Le carte sono di puro tipo nautico, ad eccezione di una carta tolemaica della Gran Bretagna e di una della Sicilia, e delle piante prospettiche di Venezia, Murano, Mazzorbo, Chioggia e di Temistitan. I precedenti “isolari” veneziani, specie quello di Bartolomeo dalli Sonetti, offrirono modelli alle delineazioni del Bordone. Con il titolo Isolario, assunto nelle successive edizioni, l’opera ebbe abbastanza rapida diffusione; fu ristampata a Venezia nel 1534 “con la Gionta del Monte del Oro novamente ritrovato”, nel 1547 e ancora una volta, senza data, presso Francesco di Leno, di cui è nota l’attività di tipografo tra il 1559 e il 1570. Secondo Valerio “E’ il primo isolario a stampa nel quale compaiono oltre alle isole dell’Arcipelago, oggetto degli isolari manoscritti di Cristoforo Buondelmonti e di quello a stampa, del 1485, di Bartolomeo dalli Sonetti e altre isole del Mediterraneo e quelle da poco scoperte nel nuovo continente. […] L’idea di pubblicare un isolario risale ai primi anni venti, come è testimoniato da una copia manoscritta conservata alla Biblioteca Nazionale di Firenze, databile anteriormente al 1524, in quanto manca della pi... Woodcut, 290 x380, excellent condition. From: “Libro di Benedetto Bordone nel qual si ragiona de tutte le isole del mondo con li lor nomi con li lor nomi antichi & moderni, historie, fauole, & modi del loro viuere, & in qual parte del mare stanno, & in qual parallelo & clima giacciono. Con il Breve di papa Leone. Et gratia & priviliegio della Illustrissima Signoria com’in quelli appare. M.D.XXVIII. Impresse in Vinegia per Nicolò d’Aristotele, detto Zoppino, nel mese di Giugno, del M.D.XXVIII.”This is the first printed map of the area of the the Eastern Mediterranean, included in the famous Libro by Benedetto Bordone. Map without geographical grid, the orientation is provided by a schematic rose of eight winds.The author Bordone, born in Padua, worked in Venice as a geographer, cartographer, illuminator and wood-engraver. It is believed that he was the creator of the first globe printed in Italy. First published by Nicolò d'Aristotile detto Zoppino in 1528 under the title Libro di Benedetto Bordone nel qual si ragiona de tutte l'isole del mondo, the work, the second edition overall, marks the first appearance of the new title “Isolario”. The publisher re-used the same wood-blocks for the maps. An Aldine edition with the same title but different woodblocks followed in 1547. This work offers an illustrated guide to islands and peninsulas of the western ocean, the Mediterranean, the Indian Ocean and the Far East. As a cartographic form, Bordone's Isolario derives from two manuscript prototypes, Buondelmonti's Liber insularum Archipelagi of 1420 and Da Li Sonetti's Isolario of about 1485, whose maps were also drawn with eight windrays to establish orientation. Ptolemy's Geographia and nautical charts of the period are another source. This work is notable for its wide scope, spreading beyond the European/Western bounds of the well-known into the newly-discovered areas in the Americas. In addition to text which includes the first mention in book form of Pizarro's triumph, the maps of the area are also particularly important. These include a plan of the city of Mexico ("Temistitan"), showing it before its conquest by Cortes. The "Terra de Lavoratore" map on the verso of leaf VI contains what is considered the first printed map of continental North America. The verso of leaf XII contains a map of Hispaniola, and the following leaf bears a map of Jamaica on the recto and of Cuba on the verso. Other Caribbean islands depicted by maps include Guadeloupe, Dominica, and Martinique. Also of importance are the four double-page/folding maps: the World (one of the earliest oval projection world maps); Europe and north Africa; the eastern Mediterranean; and Venice and the surrounding lagoon. This work also includes one of the earliest European representations of Japan. The remaining majority of the maps illustrate islands in the Eastern Mediterranean.Bibliografia: R. Almagià, Padova e l'Ateneo Padovano nella storia della scienza geografica, in Rivista geografica italiana XIX, 1912, pp. 471 s., 502-505; R. Almagià, Intorno alle carte e figurazioni annesse all'Isolario di B. B., in Maso Finiguerra, II, 1937, pp. 170-186 M. Billanovich, Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 12, 1971; S. Crinò, Lo schizzo originario ined. del mappamondo di Benedetto Bordone, in “Comptes rendus du Congrès international de géographie”, Amsterdam 1938, II, p. 124; R. Fulin, Documenti per servire alla storia della tipogr. venez., in Arch. veneto, XXIII, 1882, pp. 113, 154 s., 168, 206; Mare Nostrum, a historic voyage across the Mediterranean Sea, Lussemburgo, 2003, p. 10; National Maritime Museum, Catalogue of the Library - Vol. Three, Atlas & Cartography, Londra, 1971, p. 19, n. 34 (11). S. Bifolco, "Mare Nostrum, Cartografia nautica a stampa del Mar Mediterraneo" (2020), pp. 26-27, tav. 1.
Acquaforte e bulino, mm 475x605, firmata in lastra Hugo Allart excudit.Magnifico esemplare con meravigliosa coloritura coeva. Minimi restauri perfettamente eseguiti nella parte destra del foglio, nel complesso in ottimo stato di conservazione.Carta priva di titolo e data, basata sul modello di W. J. Blaeu del 1621, con la rappresentazione del Mediterraneo orientale all’interno del continente africano, inserita in un curioso cartiglio floreale. Sebbene priva di data, la carta è probabilmente riferibile al 1680 circa ed è strettamente connessa all’opera di Casparus Lootsman. Infatti, anche qui troviamo disegnata, a nord dell’Islanda, un’ignota massa di terra alla quale sono associate alcune iscrizioni relative ad altrettante scoperte: t’Lant van Broer Ruys op gedaen Anno 1655, Baay door Gael Hamkes opgedaen An° 1654 e ’t Lant van Edam opgedaen 1655. La scala miliare, in basso a sinistra, è solo in miglia olandesi.La carta non è descritta da Koeman; il solo esemplare noto apparteneva alla collezione di Lord Wardington, venduta in asta da Sotheby’s nel 2005. Huych Allard (1625 - 1691) è il capostipite di questa famiglia di produttori di mappe, editori e tipografi. Probabilmente inizia la sua carriera editoriale nel 1645; nel 1684 risulta attivo ad Amsterdam, in “Calverstraet bij den Dam”. La sua attività si svolge in concomitanza con quella dei grandi produttori di mappe del tempo quali i Blaeu e gli Hondius-Janssonius. La sua produzione cartografica è scarsa e il successo della tipografia arriverà solo in seguito con il figlio Carel. Le opere di Huych Allard - che si firmava anche come Hugo Allaert e Allardt – sono, pertanto, oggi rarissime; Koeman registra solo un atlante composito alla British Library ed uno alla University Library di Leida. Altra raccolta nota è quella appartenuta alla collezione di Lord Wardington, venduta in asta da Sotheby’s nel 2005. Huych muore nel 1691, lasciando il suo negozio nelle mani di suo figlio, Carel Allard; di lui è noto solo che che fu battezzato il 19 gennaio 1648 e di sposò nel 1673 con Lucia van Doreslaer, divenendo padre di due figli, Abraham e Hugo. Poco prima della sua morte, in data 8 marzo 1706 Carel cede una quantità di beni, tra cui lastre di rame e atlanti, a suo figlio Abraham che si unisce a lui nel commercio. Abraham Allard si sposò nel 1704 e venne accettato come membro della “Constvercoopers gilde”, la corporazione dei commercianti d’arte, nel 1708. Da un atto del 1730, che menziona un tutore per i suoi cinque figli minorenni, si deduce che doveva essere morto poco prima.Durante la sua attività, Carel Allard ha realizzato molte mappe e alcuni atlanti, tuttavia, non può essere considerato un editore originale e di grande successo. I suoi atlanti sono composti principalmente da mappe provenienti dallo stock di altri editori come Janssonius e De Wit. Probabilmente anche per questo motivo non ottenne mai il privilegio. Dai registri della corporazione degli editori risulta che era stato accusato di vendere “obscoene en pasquilleuse teekeningen en printen” (stampe e disegni osceni e scurrili). Tuttavia, alcune delle carte geografiche di Allard, progettate e intagliate tra il 1680 e il 1700, sono opere originali, molto decorative, aggiornate e superiori alle mappe, ormai obsolete, di Blaeu e Janssonius. Bibliografia: C. Koeman, Atlantes Neerlandici: Bibliography of Terrestrial, Maritime and Celestial Atlases and Pilot Books Published in the Netherlands up to 1880 Vol. I, Amsterdam 1967, pp. 31-48; Sotheby’s, The Wardington Library. Important Atlases & Geographies, Londra, 18 october 2005, pp. 28-31, n. 6, ill. p. 28. Etching and engraving, 475x605 mm, signed “Hugo Allart excudit “.Magnificent example with wonderful old colors. Minimal restorations perfectly executed on the right side of the sheet, overall in excellent condition.Not described by Koeman, this VERY RARE chart came for the Wardington collection, sold as part of the Atlas by Sotheby's London, 2005.Not titled and dated, the mapi s based on the model of W. J. Blaeu of 1621, with the representation of the eastern Mediterranean within the African continent, in a curious floral cartouche.The chart is probably referring round 1680 and is closely related to the work by Casparus Lootsman: there is, to the north of Iceland, the same unknown mass of land and inscriptions relating to a discoveries: t'Lant van Broer Ruys op gedaen Year 1655, Baay door Gael Hamkes opgedaen An ° 1654 and 't Lant van Edam opgedaen 1655. The milestone scale, lower left, is in Dutch miles only.Huych Allard (1625 - 1691) is the forefather of this family of map makers, publishers and printers. He probably began his publishing career in 1645; in 1684 it is active in Amsterdam, in "Calverstraet bij den Dam". His activity takes place concurrently with that of the great producers of maps of the time such as the Blaeu and the Hondius-Janssonius. His cartographic production is scarce and the success of the typography will only come later with his son Carel. The works of Huych Allard - who also signed himself as Hugo Allaert and Allardt - are therefore very rare today; Koeman only records a composite atlas at the British Library and one at the University Library of Leiden. Another well-known collection is that belonging to the collection of Lord Wardington, sold at auction by Sotheby's in 2005. Huych died in 1691, leaving his shop in the hands of his son, Carel Allard.Bibliografia: C. Koeman, Atlantes Neerlandici: Bibliography of Terrestrial, Maritime and Celestial Atlases and Pilot Books Published in the Netherlands up to 1880 Vol. I, Amsterdam 1967, pp. 31-48; Sotheby’s, The Wardington Library. Important Atlases & Geographies, Londra, 18 october 2005, pp. 28-31, n. 6, ill. p. 28. S. Bifolco, "Mare Nostrum, Cartografia nautica a stampa del Mar Mediterraneo" (2020), pp. 150-151, tav. 63.
1640LBW-1382Paris circa 1640 367 x 516 mm.
LBW0027e[circa 1730]. 290 x 456 mm.
1842LBW-4934[1842-1856]. 312 x 404 mm.