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Paris, Avec Privilege du Roy, 1705. Incisione in rame all'acquaforte, confini in colore d'epoca (in giallo sono mostrate le strade postali) cm 46,5 x 51 circa (alla lastra) più margini. In basso al centro una legenda in cui sono riportate le principali strade di percorrenza (le strade da Parigi a Roma, da Roma a Parigi, da Roma a Venezia, Firenze, Napoli ecc.), con le principali città e località di fermo posa. Esemplare interessato da una leggera e uniformemente diffusa patina di sporco, stampato su carta pesante, nell'insieme in buono stato di conservazione (Rif. Borri, 160).
n-4 p., mz. pelle edit., pp. XLIV,726, con numer. ill. in b.n. nel t. e 20 tavv. ripieg. f.t., che riproducono antiche piante di Milano dal XVI al XIX secolo. Celebrato testo di urbanistica. Tirat. di 1000 esempl. numer. Ben conservato.
In-4° grande, in antiporta ritratto di Irene di Spilimbergo da un dipinto di Tiziano, disegnato dal conte maniago e inciso dda G. Cipelli. pp. (4), 287, (1), legatura in cartonato rigido. Nota di possesso manoscritta al frontespizio.Edizione originale, rara. Schlosser p. 460, 482: “opera fondamentale”, “una delle migliori e più profonde opere del genere”. Esemplare marginoso. Lievi marginali gore di umidità alle prime e ultime carte. Friuli storia arte history of art storiografia artistica locale italia
In-4 gr., custodia edit. in tela contenente, a fogli sciolti, pp. 31,(9). Sono dodici Sonetti del Foscolo, ornati da 3 acqueforti di Walter Piacesi (a piena pagina e firmate), per celebrare il bicentenario della nascita del poeta, cui fa seguito la lunga ode carducciana per le ceneri del Foscolo trasferite nel 1871 dall’Inghilterra in Italia, in Santa Croce. Composizione manuale in Bodoni e stampa su torchi a mano di Franco Riva, in tiratura di 120 esempl. numerati. Il ns., 23, è In ottimo stato.
Carta geografica, antica ed originale, con coloritura coeva ai confini. La mappa edita nella città tedesca di Weimar è stata disegnata nel 1820 e rappresenta il territorio dell'Italia centro settentrionale e in riquadro in angolo a dx. la Sardegna
Macerata: Maceratae, ex Typographia Iosephi Piccini, 1672. Folio; 6 hs, 212 pp., 22 hs. Impresión a doble columna. Encuadernación de época en piel, fatigada, con pérdidas en los planos y en toda la lomera.
In-4 gr., 3 volumi, tela edit., pp. 63 di testo descrittivo delle complessive 480 tavole in b.n. che illustrano, con fotografie e disegni architettonici, i palazzi della Toscana (Firenze, Siena, Pienza, S. Gimignano, Montepulciano, Pistoia, Lucca, Massa) - Venezia, Verona, Mantova, Vicenza, Padova - Bologna, Ferrara, Modena, Piacenza, Cremona, Pavia, Brescia, Bergamo, Milano, Torino e Genova. Importante edizione d'arte, ben conservata.
A PARIS, Chez Ballard, Imprimeur du Roi - 1760 - Edition Originale - In 16.º de 12,5 x 8,5 cm. - Reliure plein maroquin, frottée - Dos à nerfs orné de caissons - 1 & 4 ème plats ornés d'écoinçons et de dentelles dorées - Plats intérieurs ornés, entourés de dentelles - roulettes dorées sur les coupes - toutes tranches dorées - rousseurs - Frontispice, Page de titre orné, Avertissement, 2ff catalogue des Cartes - L'Atlas contient 26 cartes sur double page, rehaussées en couleur, dont 2 mappemondes, 1 d'Europe, 1 Asie, 1 Afrique, 2 Amerique, 1 Grande-bretagne, 1 Danemark, 1 Suède et Norvège, 5 France; 1 Pays-Bas & Flandre, 7 Allemagne, 1 Prusse, 1 Portugal & Espagne, 1 Italie.- Les cartes, gravées par Durand et Le Roy, portent toutes le nom de l'auteur. La Présentation-Avertissement signale que "Toutes les Cartes continues dans ce Recueil on éte reduites d'après les meilleurs auteurs par J. A. B. Rizzi-Zannoni de la Sociéte cosmographiques de Nuremberg. Il a suivi principalment les Cartes de Mr. d'Anville". Réf. 47579
Pieter (Pierre) Mortier (1661-1711) ed il fratello David, editori di origine francese trasferitesi ad Amsterdam, raccolsero materiale cartografico di tutte le principali botteghe del diciassettesimo secolo, ripubblicando a proprie spese, a scopo commerciale, molte delle opere della famiglia Sanson, Blaeu e di altri editori che li avevano preceduti. Alla morte di Pierre, la tipografia fu proseguita dal figlio Cornelis (1699-1783), che sposando la sorella di un altro importante editore, Johannes Covens (1697-1774), fondò la tipografia Covens e Mortier, che divenne presto la più importante firma dell’editoria cartografica in Olanda e quindi in Europa. Sotto la loro firma uscirono, postume, le pubblicazioni dei più importanti cartografi del secolo precedente, quali Sanson, Jaillot, De l’Isle, Visscher, De Wit ed altri. Il seguente corpus di mappe è tratto da uno dei loro tanti e diversi atlanti “compositi”, ovvero contenenti carte di differenti cartografi. Per la prima volta incluse nella ristampa del Theatrum di Johannes Blaeu, edita nel 1704 da Pierre Mortier, sono tratte dal Atlas Nouveau pubblicato circa nel 1708 e successivamente ristampato. Incisioni in rame, coloritura coeva dei contorni, margini, leggere pieghe di carta, nel complesso in ottimo stato di conservazione. Carta geografica della Liguria con parte del Piemonte e della Lombardia. Per la prima volta pubblicata a Parigi dal Jaillot, qui nella successiva ristampa del Mortier. Pieter (Pierre) Mortier (1661-1711) and his brother David, French publishers who had moved to Amsterdam, collected cartographic works from all the main workshops of the XVII century, reissuing them at their own expenses in order to sell them, focusing in particular on Sanson's an Blaeu's works. When Pierre died, the family business was carried on by his son Cornelis (1699-1783), who marring the sistes of another famous publisher, Johannes Covens (1697-1774), founded the typography Covens and Mortier, due to become the most important printing business in Holland and therefore in Europe. Under their name, many work of the most important cartographers of the previous century have been reissued (Sanson, Jaillot, De l’Isle, Visscher, De Wit and others). The present corpus of maps is taken from one of their "compound" atlases, meaning with maps realized by different artists. Published for the first time in Blaeu's Theatrum, printed in 1704 by Pierre Mortie. Copperplates, contemporary outline colour, margins, light paper folds, otherwise in good condition. Tooley p. 450.
Carta geografica del nord-ovest della penisola. Per la prima volta pubblicata a Parigi dal Jaillot, qui nella successiva ristampa del Mortier. Incisione in rame, coloritura coeva dei contorni, leggere pieghe di carta, nel complesso in ottimo stato di conservazione. Northwestern map of Italy.Copper engraving, overall in a good state of conservation. Z. Davoli - R. Sanfelici - S. Zanasi ,"Terre di Langobardia", sch. 49A
Carta georgafica de"Latium, id est, nova et parallela Latii tum veteris tum novi descriptio", edito ad Amsterdam nel 1671.L'opera s'inserisce nella lunga tradizione corografica, ma a differenza delle pubblicazioni dei predecessori, Kircher delimita lo studio alla sola area del Lazio.La carta deriva da quella disegnata da Innocenzo Mattei nel 1666.Incisione in rame, in buone condizioni. Map of central Italy, centered on Rome from "Latium" by A. Kircher and designed by Innocenzo Mattei. The title cartouche in the lower right, small legend with 16 entries at the top right with the gates of Rome listed.Copperplate, in very good order. Istituto di Studi Romani, a cura di A. Frutaz, "Le Carte del Lazio", XVII.6
Carta dell’Italia settentrionale inserita nell’"Atlas Manualis" pubblicato da Weigel nel 1724Bibliografia: Arrigoni-Bertarelli, n. 631; Davoli, Sanfelici, Zanasi, p. 193, n° 89
Mappa decorativa di grande formato del XVIII secolo di Italia, Sicilia, Corsica e Sardegna di una delle principali case editrici inglesi del tardo XVIII secolo.Mappa tratta dal "Kitchin's General Atlas, describing the Whole Universe" di Thomas Kitchin, una raccolta contenente alcune tra le mappe più accurate esistenti, realizzate con la massima precisione, e integrata dalla precedente edizione di D'Anville e Robert con i lavori di molti altri eminenti geografi. L'atlante, pubblicato Laurie & Whittle a Londra nel 1797, raccoglie 62 incisioni, che comprendono 37 mappe.Acquaforte, coloritura coeva dei contorni, in ottimo stato di conservazione. Decorative large format 18th Century map of Italy, Sicily, Corsica and Sardinia by one of England's leading map publishing firms of the late 18th Century.Map taken from "Kitchin's General Atlas, describing the Whole Universe" by Thomas Kitchin: being a complete collection of the most approved maps extant; corrected with the greatest care, and augmented from the last edition of D'Anville and Robert with many improvements by other eminent geographers, engraved on Sixty-Two plates, comprising Thirty Seven maps., Laurie & Whittle, London, 1797.Etching with original outline colour, very good condition.
Carta geografica raffiguranti i luoghi bellici nel Nord Italia al 1702, durante la guerra di successione spagnola.La carta, molto rara, è una separata pubblicazione stampata ad Augsburg da Johann Christian Leopold.Sotto il nome di guerre di successione s'intende generalmente parlare delle tre guerre di successione spagnola, polacca e austriaca, che si combatterono in Europa nella prima metà del sec. XVIII ed ebbero fine con la pace di Aquisgrana del 1748. Iniziatesi per ragioni dinastiche, esse assunsero fino dall'inizio anche il carattere di guerre per il mantenimento dell'equilibrio politico europeo gravemente compromesso dalle possibilità che la successione ai varî troni portava di unioni di corone e di stati già formidabili per sé stessi. Per esse cadde il predominio spagnolo in Italia, fu fiaccata l'egemonia della Francia, l'Inghilterra si affermò nel Mediterraneo, l'Austria riuscì a stabilire il suo predominio in Italia; la penisola ebbe trasformazioni profonde e l'assetto che poi conservò fino al 1796.Acquaforte, in perfetto stato di conservazione. This detailed map shows the region embroiled in the battles of the War of Spanish Succession in the Po River valley in northern Italy. The numerous fortifications in the region are boldly delineated including Milan, Cremona, Piacenza, Verona and Brescia.Very good condition. Rare.
Venetiis, in Vico Sanctae Mariae Formosae, ad signum Spei, 1554 4to.; 16 hs., 305 folios. Encuadernación de época en pergamino con cejas. La hagiografía adquirió con la magna obra de Lippomano sobre los padres de la Iglesia una nueva metodología, ya que por primera vez un gran número de textos hagiográficos griegos fueron accesibles en versión latina.
La carta ripropone il modello del "Theatre General de la Guerre en Italie" di Nolin del 1701. Si presenta in bella e vivace coloritura coeva.Bibliografia: Motta, p. 13; Arrigoni-Bertarelli, n. 585; Davoli, Sanfeli, Zanasi, p. 124, n. 54
Carta geografica tratta dal L’Italia a cura di Fabio Magini, edito a Bologna nel 1620, tre anni dopo la prematura morte del padre. Composto da un breve testo descrittivo di sole 24 carte, l’opera è corredata di 61 carte geografiche della penisola, e costituisce il primo esempio di atlante italiano. L’opera è per intero di mano del Magini, che iniziò la realizzazione delle carte nel 1594 circa, dando alla luce per prima nel 1595 la carta del territorio di Bologna. Tutte le carte vennero alle stampe quindi prima del 1620, nelle loro stesure provvisorie, successivamente corrette ed aggiornate per l’edizione definitiva. Per la realizzazione delle lastre il Magini si servì di due dei più famosi intagliatori dell’epoca: il belga Arnoldo Arnoldi e l’inglese Benjamin Wright. Le carte del Lazio del Magini sono di complessa analisi. Egli divide per la prima volta la regione in due parti, usando come limite il corso del Tevere e dell’Aniene. La carta in questione comprende i territori a nord dei due fiumi ed è il prodotto dell’esame di diverse carte. L’autore infatti delinea la costa fino a Civitavecchia seguendo al carta del senese del Buonsignori (1584), la parte della Tuscia è ispirata dal Bellarmato (1536), la parte del lago di Bolsena e della Sabina è tradotta dal Danti, mentre per la campagna a nord di Roma si vede l’influenza della mitica carta di Eufrosino della Volpaia del 1547. In basso, nel cartiglio a sinistra, il titolo PATRIMONIO DI S.PIETRO, SABINA et Ducato di Castro. Al centro la scala grafica Miglia dieci (10 miglia pari a mm 50), nel cartiglio a destra la dedica All’ Ill.mo et Rev.mo mio Sig.r et P[at]ron[us] Col.mo il S.r Card:e Aldobrandini. Fabio di Gio. Ant.o Magini. Nel lato destro una vignetta raffigurante la lupa con Romolo e Remo. Orientazione nei quattro lati al centro con il nome dei punti cardinali Septentrio, Meridies, Oriens, Occidens, il nord in alto. Graduazione ai margini di 1’ in 1’ da 41° 30’ a 42° 29’ di latitudine, e da 34° 51’ 10’’ a 36° 38’ 10’’ di longitudine. Incisa da Benjamin Wright dopo il 1606. In ottimo stato di conservazione. Bibliografia Almagià (1960): pp. 24-25, tav. XLIII; Istituto di Studi Romani, a cura di A. Frutaz, "Le Carte del Lazio", XXII.1, tav. 53. Map taken from L'Italia edited by Fabio Magini, published in Bologna in 1620, three years after the untimely death of his father. Composed of a short descriptive text of only 24 pages, the work is accompanied by 61 maps of the peninsula, and is the first example of an Italian atlas. The work is entirely by the hand of Giovanni Antonio Magini, who began the realization of the maps in 1594 or so; the first dated map (1595) the map of the territory of Bologna. All the maps were printed before 1620, in their provisional drafts, later corrected and updated for the final edition. For the realization of the plates Magini used two of the most famous engravers of the time: the Belgian Arnoldo Arnoldi and the English Benjamin Wright. Copperplate, in good condition. Magini's maps of Latium have a complex background. He is the first to divide this region into two parts, using the courses of the Aniene and Tiber rivers as borders. This particular map shows the territories situated to the north of these two rivers and is the outcome of the study of previous works.The coastline up to the town of Civitavecchia is after Buonsignori while the northwestern part of the region was inspired by Bellarmato. The area around the lake of Bolsena is taken from Danti and, finally, in the rendering of the countryside in the immediate whereabouts of the northern suburbs of Rome the influence of Eufrosino della Volpaia's 1547 map can be seen. Engraved by Benjamin Wright after 1606. In basso, nel cartiglio a sinistra, il titolo PATRIMONIO DI S.PIETRO, SABINA et Ducato di Castro. Al centro la scala grafica Miglia dieci (10 miglia pari a mm 50), nel cartiglio a destra la dedica All’ Ill.mo et Rev.mo mio Sig.r et P[at]ron[us] Col.mo il S.r Card:e Aldobrandini. Fabio di Gio. Ant.o Magini. Nel lato destro una vignetta raffigurante la lupa con Romolo e Remo. Orientazione nei quattro lati al centro con il nome dei punti cardinali Septentrio, Meridies, Oriens, Occidens, il nord in alto. Graduazione ai margini di 1’ in 1’ da 41° 30’ a 42° 29’ di latitudine, e da 34° 51’ 10’’ a 36° 38’ 10’’ di longitudine. Incisa da Benjamin Wright dopo il 1606. In ottimo stato di conservazione. Bibliografia Almagià (1960): pp. 24-25, tav. XLIII; Frutaz (1972): pp. 41-42, XXII, tav. 53.
In-4 p, 3 volumi, brossura editoriale, pp. 272; 281; 318; testo curato da Marino Parenti. Pregiata edizione composta col carattere "Tallone", in tiratura di 450 esempl. numerati, su apposita carta della Manifattura Lana recante nella filigrana il nome di Manzoni. Ben conservato.
4 vol. in-16, pp. (4), 306, (2); (6), 340; (6), 297, (3); (6), 347, (3); leg. m. tela, tit. oro ai dorsi. Osservazioni storico-letterarie, descrizioni paesaggistiche ed artistiche, curiosità, etc. di un colto ed attento viaggiatore francese, riguardanti città e paesi della Toscana, Veneto, Emilia, Marche, Umbria, Abruzzo, Puglia, Campania, Calabria e Sicilia. In ottimo stato.. Manca a Fossati-Bellani..
In-16 gr., brossura originale a 2 colori (rosso e nero) disegnata da Scipione, pp. (6),158. Quarta edizione non autorizzata, pubblicata il 16 luglio. “In realtà si tratta di una ricopertinatura della terza edizione. L’editore cercò di attribuirle una dignità di nuova edizione facendo autenticare e firmare l’intera tiratura dal notaio Carlo Mariani. Edizione condizionata dalle difficoltà economiche attraversate in quel momento dall’editore. In quello stesso 1941 infatti le banche avviarono le procedure esecutive sull’editore lancianese, che poi chiuse l’attività nel 1950, e c’è da supporre che gran parte della tiratura abbia avuto una difficile distribuzione”. Così Gambetti / Vezzosi, p. 549. Tiratura di 920 esemplari. Il ns., n. 469, con qualche segno di biro alla legatura, altrimenti ben conservato.
La carta è corredata da un foglio in cui sono riportati alcuni dati riferiti alla regione raffigurata. Per questa edizione della "Chorographica descriptio provinciarum et conventuum...", curata dal ministro provinciale di Milano Giovanni Battista da Cassine su espressa richiesta del Ministro Generale Agostino da Latisana, le tavole furono nuovamente incise con un disegno generale e coordinate geografiche del tutto differenti dalle precedenti edizioni. Gli incisori delle carte di questa edizione sono Simone Durello ed il padre cappuccino Michelangelo de Dinant. Margine sinistro ridotto
Carta geografica tratta dalla “Chorographica Descriptio Provinciarum et Conventum....”, atlante dell'ordine dei frati cappucini. L'atlante delle province cappuccine era stato iniziato in forma manoscritta dal ministro generale dell'ordine, padre Silvestro da Panicale nel 1632 e doveva servire da sussidio geografico per le visite generali. Alla sua morte il successore Padre Giovanni di Montecaliero, al quale spesso viene erroneamente attribuita la paternità delle carte, incaricò padre Massimino da Guechen di proseguire l'opera. Gli incisori delle lastre furono appunto Massimino da Guechen, Bernardino Burdigalensis e Ludovico Monteregali. L'atlante ebbe una prima edizione nel 1643 a Roma con un totale di 46 mappe (23 per l'Italia, 5 per la Spagna, 11 sulla Francia e 7 per la Germania), quindi ristampata nel 1646 ancora nella Città Eterna (Romae, et Taurini) con un numero di tavole accresciuto alle 51 definitive, compresa la grande carta geografica più volte ripiegata dell'Europa.Venne ristampata a Torino nel 1649, sumptibus Alexandri Federici Cauallerij sempre con le 51 carte geografiche definitive (l'Europa, 24 carte per l'Italia, 6 per la Spagna, 12 per la Francia e 8 per i territori dell'Impero). Infine si replicò a Torino per i torchi di Alessandro Federico Cavalleri un'ultima volta nel 1654 con le medesime carte presenti nella precedente pubblicazione. L'opera mostrava visivamente la diffusione dell'ordine, infatti le diverse carte dell'atlante, che rappresentano nazioni e province, offrono per ognuna di esse la statistica completa dei conventi. Incisione in rame in ottimo stato di conservazione. Rara. Taken from the “Chorographica Descriptio Provinciaru & Conventum F. F. Minorum S. Francisci Capucinorum...”.The atlas of the Capuchin provinces was initiated in manuscript form by the minister general of the order, Father Silvestro from Panicale in 1632 and was to serve as an aid for geographic General visits. At his death, the successor Father Giovanni from Montecaliero, which is often mistakenly attributed the authorship of maps, commissioned by his father Massimino Guechen to continue the work. The engravers of the plates were executed by Massimino from Guechen, Bernardino Burdigalensis and Ludovico Monteregali. The first edition was printed in Rome in 1643, the second in Turin in 1649 and then in 1654 and finally released in 1712, another convention attribute maps to Montecalerio. The work showed visually the spread of the order, in fact the different maps of the atlas, which represent nations and provinces, to offer each of them the full statistical convents.Copperplate, very good condition. Rare.
Carta geografica tratta dalla “Chorographica Descriptio Provinciarum et Conventum....”, atlante dell'ordine dei frati cappucini. L'atlante delle province cappuccine era stato iniziato in forma manoscritta dal ministro generale dell'ordine, padre Silvestro da Panicale nel 1632 e doveva servire da sussidio geografico per le visite generali. Alla sua morte il successore Padre Giovanni di Montecaliero, al quale spesso viene erroneamente attribuita la paternità delle carte, incaricò padre Massimino da Guechen di proseguire l'opera. Gli incisori delle lastre furono appunto Massimino da Guechen, Bernardino Burdigalensis e Ludovico Monteregali. L'atlante ebbe una prima edizione nel 1643 a Roma con un totale di 46 mappe (23 per l'Italia, 5 per la Spagna, 11 sulla Francia e 7 per la Germania), quindi ristampata nel 1646 ancora nella Città Eterna (Romae, et Taurini) con un numero di tavole accresciuto alle 51 definitive, compresa la grande carta geografica più volte ripiegata dell'Europa.Venne ristampata a Torino nel 1649, sumptibus Alexandri Federici Cauallerij sempre con le 51 carte geografiche definitive (l'Europa, 24 carte per l'Italia, 6 per la Spagna, 12 per la Francia e 8 per i territori dell'Impero). Infine si replicò a Torino per i torchi di Alessandro Federico Cavalleri un'ultima volta nel 1654 con le medesime carte presenti nella precedente pubblicazione. L'opera mostrava visivamente la diffusione dell'ordine, infatti le diverse carte dell'atlante, che rappresentano nazioni e province, offrono per ognuna di esse la statistica completa dei conventi. Incisione in rame, lievissima gora d'acqua, per il resto in ottimo stato di conservazione. Taken from the “Chorographica Descriptio Provinciaru & Conventum F. F. Minorum S. Francisci Capucinorum...”.The atlas of the Capuchin provinces was initiated in manuscript form by the minister general of the order, Father Silvestro from Panicale in 1632 and was to serve as an aid for geographic General visits. At his death, the successor Father Giovanni from Montecaliero, which is often mistakenly attributed the authorship of maps, commissioned by his father Massimino Guechen to continue the work. The engravers of the plates were executed by Massimino from Guechen, Bernardino Burdigalensis and Ludovico Monteregali. The first edition was printed in Rome in 1643, the second in Turin in 1649 and then in 1654 and finally released in 1712, another convention attribute maps to Montecalerio. The work showed visually the spread of the order, in fact the different maps of the atlas, which represent nations and provinces, to offer each of them the full statistical convents.Copperplate, very good condition. Rare.
Carta geografica tratta dalla “Chorographica Descriptio Provinciarum et Conventum....”, atlante dell'ordine dei frati cappucini. L'atlante delle province cappuccine era stato iniziato in forma manoscritta dal ministro generale dell'ordine, padre Silvestro da Panicale nel 1632 e doveva servire da sussidio geografico per le visite generali. Alla sua morte il successore Padre Giovanni di Montecaliero, al quale spesso viene erroneamente attribuita la paternità delle carte, incaricò padre Massimino da Guechen di proseguire l'opera. Gli incisori delle lastre furono appunto Massimino da Guechen, Bernardino Burdigalensis e Ludovico Monteregali. L'atlante ebbe una prima edizione nel 1643 a Roma con un totale di 46 mappe (23 per l'Italia, 5 per la Spagna, 11 sulla Francia e 7 per la Germania), quindi ristampata nel 1646 ancora nella Città Eterna (Romae, et Taurini) con un numero di tavole accresciuto alle 51 definitive, compresa la grande carta geografica più volte ripiegata dell'Europa.Venne ristampata a Torino nel 1649, sumptibus Alexandri Federici Cauallerij sempre con le 51 carte geografiche definitive (l'Europa, 24 carte per l'Italia, 6 per la Spagna, 12 per la Francia e 8 per i territori dell'Impero). Infine si replicò a Torino per i torchi di Alessandro Federico Cavalleri un'ultima volta nel 1654 con le medesime carte presenti nella precedente pubblicazione. L'opera mostrava visivamente la diffusione dell'ordine, infatti le diverse carte dell'atlante, che rappresentano nazioni e province, offrono per ognuna di esse la statistica completa dei conventi. Incisione in rame in ottimo stato di conservazione. Rara. Taken from the “Chorographica Descriptio Provinciaru & Conventum F. F. Minorum S. Francisci Capucinorum...”.The atlas of the Capuchin provinces was initiated in manuscript form by the minister general of the order, Father Silvestro from Panicale in 1632 and was to serve as an aid for geographic General visits. At his death, the successor Father Giovanni from Montecaliero, which is often mistakenly attributed the authorship of maps, commissioned by his father Massimino Guechen to continue the work. The engravers of the plates were executed by Massimino from Guechen, Bernardino Burdigalensis and Ludovico Monteregali. The first edition was printed in Rome in 1643, the second in Turin in 1649 and then in 1654 and finally released in 1712, another convention attribute maps to Montecalerio. The work showed visually the spread of the order, in fact the different maps of the atlas, which represent nations and provinces, to offer each of them the full statistical convents.Copperplate, very good condition. Rare.
In-8 p. (mm. 225x145), 2 opere dello stesso A. in 1 vol., mz. pelle coeva con ang. (abras. ai piatti), filetti e tit. oro su tassello al dorso. La raccolta di "Versi" è divisa in due parti: 13 cc.nn., 106 pp.num., 1 c.b.; 6 cc.nn., 99 pp.num.; con deliziosa vignetta inc. in rame ai due frontespizi. La prima è dedicata alla Marchesa di Matallana nata Lady Conock; la seconda a Don Luigi Braschi Onesti. Cfr. Brooks,331: "Jolie édition”. Unito a (come trovasi sovente): "Aristodemo". Tragedia (in versi), Parma, Stamperia Reale, 1787, 6 cc.nn., 118 pp. num., 1 c.b., vignetta inc. in rame al frontesp. Cfr. Brooks,332: “seconda edizione”. Con solo lievi fiorit. o lievi tracce d’uso, altrim. esempl. con barbe ben conserv.