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4 vol. in 5 tomi in-folio grande (mm 515x340), stupenda legatura coeva in pieno marocchino rosso, attribuibile con ogni propabilità a Derome le Jeune I dorsi sono assai simili al lotto 2068 dell'asta della Collezione Feltrinelli (Christie's Paris 11/12/2001), con etichetta di Derome. I piatti sono decorati ai piatti con triplici riquadri di filetti e al centro armi in oro di nobile inglese; i dorsi a sette nervi con titolo su duplice tassello e splendida, elaborata decorazione a greche intrecciate, ricche dentelle ai contropiatti e tagli dorati. Lo stemma è quello di John Cust (1779 - 1853), secondo barone Brownlow di Belton (Lincolnshire), nominato Visconte Alforde e Conte Brownlow il 30 settembre 1815, membro del parlamento britannico e comandante di milizia. cfr: https://armorial.library.utoronto.ca/stamp-owners/CUS004 EDIZIONE ORIGINALE con le tavole avanti lettera e su carta grande di questa famosa monumentale opera, illustrata da 5 fioroni ai titoli, dedica inc., 284 magnifiche tavole di vedute, 14 testatine, 96 finali di pag., 6 carte geografiche, 1 pianta topogr., una tavola del phallus, 14 tavole di medaglie, il tutto finemente inciso in rame da Choffard, Duplessis-Bertaux, Saint-Aubin, Saint-Non medesimo, Fessard, Le Bas ed altri artisti dai disegni di Cochin, Fragonard, Huber-Robert ed altri maestri del '700. Il testo descrittivo fu per lungo tempo assegnato all' abate di St.Non, ma studi recenti affermano che quest'ultimo fu solamente l'ideatore e coordinatore dell'impresa mentre autore del testo fu sicuramente il pittore e scrittore D.Vivant-Denon (1747-1826). Le tavole sono in prima tiratura, impresse prima che fossero apposti i titoli. "Une somme topographique et archéologique dans la tradition des védutistes passionnés de l'Italie classique, et par ailleurs un des plus beaux livres à gravures du XVIIIe siècle". Magnifico esemplare, freschissimo.. Cohen-Ricci, 929-930. Ray, French ill. books, n.34: "This is the most ambitious and successful of travel books"..
1822CJW0802Paris: P. Didot l'ainé second volume Jules Didot l'ainé 1822-26. FIRST EDITION. 641 x 495 mm. 25 1/4 x 19 1/2". Lacking the dedication leaf and subscriber list present in the Abbey copy. Two volumes. Edited by Jean Frédéric d'Ostervald. <br/> Contemporary red straight-grain morocco textured paper boards gilt titling on spine edges untrimmed. One map as called for though the Abbey copy has two and 92 ACCOMPLISHED AND BEAUTIFULLY HAND-COLORED AQUATINT PLATES OF SICILIAN VIEWS. Abbey "Travel" 262; Graesse VI 400; Brunet V 1379. ◆Moderate rubbing to joints and elsewhere covers with some scars other minor problems externally but the original bindings entirely solid--and surprisingly so for such an immense book with so many fabulous pictures to look at. Preliminary leaves and text lightly to substantially foxed a half dozen plates with faint overall browning one tissue guard missing the margins of perhaps half the engravings with foxing usually light though noticeable in three or four cases in the second volume but still a very pleasing copy of a beautifully illustrated book the marginal foxing seldom distracting and the engraved images themselves clear and clean afflicted by neither foxing nor the dreaded offsetting from the text.<br/> <br/> This is an extraordinarily rare copy of one of the most beautiful color plate travel books having to do with Italy. The large and luminous views of Sicily in our two volumes capture the magic of the island as experienced by the traveller of the early 19th century. Sicily's well-preserved Greek temples are of course featured but port scenes Medieval churches picturesque villages and the interior of Etna's crater are also depicted all in exquisite color. The engravings each accompanied by letter press explanations are of great interest and beauty and all but one of them are full-blooded tableaux rather than plans or assemblages of small images. The size of the engraved surface varies on the page as does the distance of the subject from the viewer: we are treated to everything from wide panoramic views to confining inner spaces. While the colors cannot be called pastel they are far from garish with lovely grays typically giving a softness to a scene that often employs subtle shades of yellow blue and green. The plates are memorable for their use of light and shadow to give a convincing feeling of three-dimensionality amidst luminous skies darkened interiors and a number of other variably lit settings. The book was originally published in 24 parts and includes an historical précis by Gigault de La Salle giving an overview of events from antiquity to his own time. Abbey calls the work "the most ambitious of the coloured aquatint books edited by J. F. d'Ostervald" who produced a number of works on the picturesque including two famous oversized editions focusing on regions in France. The book has always commanded a premium price: the unbound sheets were sold at the time of publication for the whopping sum of £34. In his note to the reader Ostervald tells of his search among the portfolios of the artists of Switzerland Germany and England for the perfect materials for this collection. The plates cite the names of the artist and engraver and Abbey notes that "English artists or engravers were responsible for nearly half" of the plates. Among these was Richard Parkes Bonington 1802-28 the tragically short-lived painter whose romantic works were greatly admired by Delacroix. Abbey estimates that about 500 copies of the book were produced and comments that the book is "certainly rare in this country at all events only three copies being reported at auction in the last fifty years." The rarity of the book has not surprisingly increased since Abbey's remark: complete copies with colored plates are still hard to find. P. Didot, l'ainé [second volume Jules Didot l'ainé] unknown
18751A Paris, de l'imprimerie de Monsieur, 1782 - 1787. 4 volumes grand in-folio de VIII-138; [4]-148; [4]-126; [4]-124 pages, demi-chagrin vert, dos lisses orné de filets et fleurons dorés. Non rogné. Reliures restaurées.
2 opere in un vol. in-4 (mm 295 x 205), pp. (52), 44; 50, (2 bianche); 544 (per le 3 parti della prima opera); pp. 48 (per la seconda); legatura coeva in pergamena, titolo ms. al dorso. Il Padre teatino (Palermo 1625-1679) fu per 40 anni temuto consultore del S. Uffizio: un altro suo scritto riguarda la facoltà della polizia palermitana di catturare i ricercati rifugiati negli edifici di culto, in specie durante la rivolta palermitana del 1647. La sua opera in tre parti descrive ampiamente la morte del Re Filippo IV (1605-1665), l'accoglienza festosa riservata al figlio Carlo II (1661-1700), le cerimonie pubbliche, gli apparati architettonici, le solenni esequie. E' magnificamente illustrata da 7 tavole disegnate ed incise da Paolo Amato, alcune delle quali più volte ripieg.: antiporta con due grandi figure allegoriche che sorreggono in volo lo stemma della Sicilia; stemma a p. pag. di Francesco Gaetani, "duca di Sermoneta, e di San Marco..."; una tavola ripieg. (mm 510 x 380) raffig. su quattro piani la cavalcata verso la Cattedrale, con carrozze, cavalieri, paggi, alabardieri, ecc.; seguono due tav. con gli ornamenti della facciata anteriore e quella interna del tempio palermitano; la sesta tav. (mm 960 x 385) riproduce gli ornamenti laterali interni con doppieri, ghirlande, statue; l'ultima (mm 770 x 510) ritrae la fastosa architettura barocca del mausoleo, riccamente ornato di statue di re e guerrieri, con in basso il catafalco reale. La seconda opera contiene l'orazione funebre del Padre G. Lubrani (1619-1693).. "Il libro celebra una delle più memorabili cerimonie funebri del Seicento; architetto della mesta pompa è Paolo Amato, qui ad una delle sue prime prove..." (da il "Funeral Teatro" di M. C. Ruggieri Tricoli). "Uno dei più belli e più rari libri illustrati del '600 siciliano" (Moncada Lo Giudice), raro e difficile a trovarsi completo di tutte le tavole. Bell'esempl. (salvo un timbro di bibliot. privata sul tit. e sulla tav. delle armi ed alcuni rinforzi alle piegature di alcune tav.).. Mira II, 53. Moncada n.1395. Narbone I, 376. Michel-Michel V, 147 (esemplare mancante delle parti I-II)..
182211087Paris, de l’imprimerie de Jules Didot l’aîné, imprimeur du Roi, 1822-1826. 2 volumes in-plano, [8] pages pour le faux-titre, le titre, la dédicace et l'avis de l’éditeur; 40 pages pour le précis historique de la Sicile, [90] pages de notices; 1 carte et 45 planches; [4] pages pour le faux-titre, le titre; [94] pages de notices, 2 pages de table; 48 planches. Demi-chagrin rouge à coins. Quelques défauts aux reliures (coins frottés, épidermures), rousseurs parfois prononcées. Le doreur a inscrit au dos "Voyage en Cicile"!
In-4 (mm 195x135), pp. 133, (8, ultimo bianco), carattere tondo e corsivo. legatura coeva in pieno cuoio, dorso a nervi con tassello granata. (lievi restauri). . Con 4 stupende tavole f.t., più volte ripiegate, disegnate e incise in rame da Filocamo, F. Juvarra, Barbieri e Arena. ''Uno dei più rari libri di feste siciliane'' (Mira) composto per celebrare l'acclamazoine di Carlo VI Imperatore in Messina il 20 ottobre del 1720. La data venne scelta in concomitanza con l'anniversario dell'ingresso di Carlo V nella città. Gli ultimi 3 ff. n.n. contengono con titolo proprio e data di stampa 1721: il ''Simulacro della Gloria scolpito nel cuore di Messina. Serenata a quattro voci posta in musica dal Signor Dottor D. Francesco Tozzi''. Dell'autore Charelli si sa che nacque a Messina nel 1658 e fu gesuita. . La tavola incisa da Paolo Filocamo è una magnifica veduta a volo d'uccello della città (mm.330x400 e margini), ogni dettaglio (il porto con le navi e i galeoni, le case, le chiese, il faro..) è delineato con una nitidezza fuori dal comune; in alto compare la Madonna della Lettera attorniata da un trionfo di Angeli che reggono lo stemma di Messina e una pergamena. Le tavole dello Juvarra raffigurano il trono eretto per il monarca e il Collegio dei Gesuiti ornato con arazzi, fiori e fiaccole, mostrando l'ingegno del grande architetto già giunto alla fama a Torino e Roma. Infine la tavola delineata dal Barbieri e incisa da Arena è una veduta dell'arco trionfale eretto per l'occasione. La stampa tipografica di questo rarissimo libro venne affidata a Michele Chiaramonte, grande tipografo messinese attivo tra 1720 e 1753, che per quest'opera si associò agli eredi di Vincenzo D'Amico. Magnifico esemplare, assai fresco e prezioso.. Watanabe 562. Mira I 221/222. Moncada 576. Manca a Ruggieri..
Seconda edizione, ma sempre del 1567, della celebre pianta prospettica della città di Gaspare Argaria edita a Roma da Antonio Lafreri. La prima edizione è con testo topografico, mentre qui è inciso in lastra.Descrizione tratta da Bifolco-Ronca, "Cartografia e topografia italiana del XVI secolo. Catalogo ragionato delle opere a stampa" (pubblicazione prevista per febbraio 2018).Titolo & iscrizioni In alto al centro il titolo LA NOBILE CITTA DI MESSINA. In basso a destra in un cartiglio All.’Illustr.mo & Eccellentissimo S. Duca di Bibona Unico padron mio. Essendo la Citta di Messina in Sicilia fra tutte le Citta d’Europa bellissi.ma dà occasionè à molti laudar’ il bel Sito, i superbi Castelli, & il miracoloso Porto, che molti che mai vi furno no[n] vogliono credere che il braccio di S.ta Rainieri dalla Natura fosse si fatto, e però hò preso ardire per sotisfation di molti difar questa Descrittione, mostrando qua[n]do più ho possuto per i numeri tutti i Castelli, Forti, Fonte, Strade, Piazze, Chiese, Conventi, Monasteri, & altri lochi, & à V. E. Come dignissimo Principe in quella Isola, & Protettor di essa Città, per la bo[n]ta degl’infiniti meriti Suoi: ardisco consacrarle questa mia poca fatica, spera[n]do con il tempo di offrirle cosa più grata, cosi humile la suplico à riceverla benignamente. Di Roma a di 24 Maggio 1567. Di V. E. servo devotissimo Gasparo Argaria. Sotto l’inprinting editoriale In Roma per Antonj Lafrerj. Al centro nel mare una rosa dei venti con il nord a destra. Nella striscia di terra che delimita il porto raffigurato l’arsenale e la didascalia Arsenal novo fatto lanno 1565. Lungo il margine inferiore, stampata con caratteri tipografici legenda numerica di 167 rimandi a luoghi e monumenti notabili, distribuita su quattordici colonne. Carta priva di scala grafica. Acquaforte e bulino mm 405x550.Notizie storico criticheLa pianta prospettica di Gaspare Argaria, costituisce la prima immagine complessiva della città. È anche la prima a riportare l’Arsenale Nuovo, costruito sul braccio di San Ranieri nel 1565 - Arcenal Novo fato L anno 1565. Il disegno è molto accurato e particolareggiato: oltre agli edifici restituiti in maniera molto realistica, si notano le numerose tipologie di imbarcazioni dell’epoca presenti nel porto e nello Stretto, di cui, tra l’altro, è anche mostrata la costa della Calabria entro il margine inferiore dell’immagine. Nella parte inferiore del foglio è presente una dettagliata legenda, con 167 richiami ai luoghi rappresentati nella pianta, come precisato nella dedicatoria: … mostrando di quā[n]to più ho possuto per’ i numeri tutti i Castelli, Forti, Fonte, Strade, Piazze, Chiese, Conuenti, Monasteri, & altri lochi ... La pianta è dedicata dall’autore al nobile siciliano Pietro de Luna e Salviati (1520-1575), primo Duca di Bivona, a cui, anche in virtù del suo propizio matrimonio con la figlia del viceré di Sicilia, Giovanni de Vega, era stato recentemente conferito questo titolo da Carlo V, Re di Spagna, Re d’Italia, Arciduca d’Austria e Imperatore del S.R.I. Germanico. La carta è presente nell’inventario della tipografia Lafreri (n. 147) indicata semplicemente come “Messina”; non risulta, invece, nell’inventario di Stefano Duchetti ed è quindi plausibile che la lastra fu in possesso di Claudio Duchetti. Sono note anche le tirature di Orlandi e Van Schoel; quest’ultima reca l’immagine della Vergine aggiunta in alto a destra e solo 166 rimandi nella legenda.Stati & edizioni: 1°: come descritto, con indirizzo In Roma per Antonj Lafrerj. Legenda in basso stampata con caratteri tipografici.2°: sempre con indirizzo In Roma per Antonj Lafrerj. Legenda in basso incisa sulla lastra.3°: aggiunto l’indirizzo Ioannes Orladi formis romae 1602.4°: il nome di Orlandi sostituito da Henricus va Schoel formis romae. Rappresentazione della Vergine in alto a destra.Bibliografia: a) Alberti (2010): n... Second state, published in the same year of the first one,1567 and by the same publisher, Antonio Lafreri. In this edition, the text is also engraved (first edition with typographic text).Etching and engraving. This perspective plan is the first overall image of Messina. It's also the first one to shows the New Arsenals, built on the arm of St. Ranieri in 1565 - Arcenale Novo fate L anno 1565. The design is very accurate and detailed: besides the rendering of the buildings that's very realistic, there are many kind of ships. At the bottom of the image, is also shown the coast of Calabria.Decorative cartouche containing descriptive text. Compass rose. North oriented toward right of sheet. Shows topography, vegetation, buildings, roads.At the bottom, a key of 167 notable places or buildings. At bottom right the dedication to Pietro de Luna e Salviati (1520-1575), first Duke of Bivona.Literature: Benevolo (1969): pp. 70-71, tav. XI; Mostra Bergamo (2016): n. 74; Rubach (2016): n. 232; Tooley (1939): n. 388; Tooley (1983): n. 388d;Known examples: 1°: Parigi, Bibliothèque Nationale; Roma, Biblioteca Nazionale; Roma, Istituto Centrale per la Grafica. 2°: Atlante Stevens-Beans-Nebenzahl; Chicago, Newberry Library; Firenze, Biblioteca Nazionale (3); Londra, British Library; Londra, Royal Geographical Society; Madrid, Real Biblioteca; Milano, Raccolta Bertarelli; Parigi, Bibliothèque Nationale; Roma, Biblioteca Nazionale (2); Roma, Casanatense; Sint-Niklaas, Kowk; Stanford, University Library; Stoccarda, Württembergische Landesbibliothek; Torino, Archivio di Stato; Washington, Library of Congress; Yale, University Library. 3°: Fano, Federiciana; Parigi, Bibliothèque Nationale. 4°: Malta, National Library; Roma, Istituto Centrale per la Grafica.
1960ABC_47178Palermo 1960. 5 loose silver gelatin photographic prints on baryta paper ca. 24 x 30 cm all but one with manuscript captions on the reverse. A collection of 5 loose silver gelatin photographic prints showing mob killings funerals and families by Nicola Scafidi 1925-2004 Sicily's most important mafia photographer of his time. The Palermo photographer Scafidi spent much of his career making striking yet chilling pictures of mob killings as almost half of the negatives in his archives were shots of the dark world of the Sicilian mafia.On the back of four of the five photographs is a short caption stating very briefly what we are seeing and sometimes when it happened. All photographs bear the stamp of Scafidi's photographic studio on the back. All but the photograph of Paolino Riccobono have the same address: "Via Marino Stabile no. 171". The address on the photograph of Paolino reads "Via Marino Stabile n. 166". Scafidi moved his studio to no. 166 in 1956 but since this photograph was made in 1961 the photograph must have been printed thereafter. We do not know when Scafidi moved to no. 171 but it was very likely also in the 1960s as the latest dated photographs bears the date 1966 and another shows a 1960 killing. He moved to no. 163 in the same street in 1988 but the present photographs all seem to have been printed in the 1960s.The present small collection of disturbingly gruesome photographs of mob killings in the 1960s by one of Sicily's greatest photo-journalists as printed from his studio shows evidently how the Sicilian mafia was so thoroughly and chillingly intertwined in the Sicilian society touching all levels of society.In very good condition.l Cf. Lee Hockstader Sicilian mafia licking its wounds in: The Washington Post 21 April 1998; Jane Schneider & Peter T. Schneider Reversible destiny: mafia antimafia and the struggle for Palermo 2003 pp. 103-104. unknown
17273473Pierre Gandouin, Julien-Michel Gandouin, Pierre-François Giffart. 1727
in-4, pp. (8), 180, legatura coeva p. pelle (con vari difetti e dorso rifatto). Con capilettera, testatine e finalini silografati Magnifica opera che descrive la prima visita in Sicilia degli augusti sposi e la loro incoronazione a Palermo (Vittorio Amedeo, duca di Savoia, nel 1713, a seguito del trattato di Utrecht, era divenuto re di Sicilia); vi sono dettagliatamente illustrati, anche attraverso le splendide tavole, i preparativi della città con archi trionfali e addobbo di palazzi pubblici e privati, fuochi d'artificio, medaglie e tavola marmorea commemorativa in duomo e soprattutto la magnifica tavola più volte ripiegata (mm. 280 x 830) raffigurante la ''cavalcata reale'' con veduta del porto e della città di Palermo. L'autore (Palermo 1656-1728) fu teologo e letterato, membro dell'Accademia dei Riaccesi di Palermo e fondatore di quella degli Animosi in Venezia. Esemplare modesto (vari fori di tarlo, due piccoli timbri nel margine infereriore del titolo, lievi ingialliture, parzialmente colorata la tavola in fronte a p. 88). L'opera contiene originariamente 20 tavole incluso il frontespizio. Sono presenti le seguenti tavole: 1-Prospetto della Piazza Vigliena (tra p. 52-53)2-Apparato e Pompa negli archi della Basilica Metropolitana (P. 66-67)3-Arco trionfale Palermo (80-81)4-Prospetto dell'arco trionfale Porta Felice (84-85)5-Arco trionfale nel cassaro di Palermo (tracce di coloritura, tra pp. 88-89)6-Arco trionfale....nel cassaro di Palermo (pp. 92-93)7-Fonte Pretoriano (pp. 94-95)8-Prospetto del Seminario palermitano dei Chierici (PP. 100-101)9-Prospetto della casa del Signor Casimiro Drago (110-111)10-Facciato del Palazzo del Marchese di Geraci (112-113)11-Facciata Palazzo Villafranca (114-115)12- Facciata Palazzo Barone Tarallo (118-119)13-Parte (1 foglio) grande veduta di Palermo (136-137)14-Macchina dei giochi artificiali (146-147)15-Pensieri espressi in pittura presso la casa Marchese Fernandez (154-155)16-Vittorio Amedeo Sabaudo Tabella marmorea (174-175) MANCANTE delle seguenti tavole: 1-Frontespizio con l'arrivo di Vittorio Amedeo ed Anna d'Orleans; 2- Incoronazione Vittorio Amedeo con figure allegoriche (tra p. 120 e 121), 3-purtroppo manca quasi per intero la lunghissima tavola raffigurante la ''cavalcata reale''; ne rimangono solo ca. 20 cm. su gli originali 83; 4-tavola medaglie d'argento (tra 172 e 173); 5-Monumento con incoronazione Amedeo di Savoia entro ovale (tra 176 e 177).. Manca a Vinet, Berlin Kat., Lipperheide e Ruggieri (che al n. 835 registra una festa del 1711 con tav. degli stessi autori). Mira II, 470..
Acquaforte e bulino, 1809-10. Grande carta murale in 4 fogli, da unire. Piccoli restauri e abrasioni al foglio 1 (in alto a sinistra), per il resto in ottimo sttao di conservazione.Si tratta della prima carta ufficiale della Sicilia, ovvero prodotta da un ente di Stato: l’Officio Topografico dello Stato Maggiore, che si legge nel cartiglio. L’ente, istituito nel 1807, era preposto al rilevamento e alla realizzazione di carte topografiche e militari. Nel 1808 fu approvata la proposta di realizzazione di una carta topografica basata su un nuovo rilievo, sotto la guida dell’astronomo Piazzi, direttore dell’Osservatorio astronomico di Palermo. Contrasti tra i civili e i militari anche sulle finalità della carta portarono ad abbandonare l’idea di una nuova carta rilevata sul terreno, e si preferì una “riconoscenza militare del regno” appoggiandosi alla cartografia già esistente, cioè alla carta di Schmettau del 1719-21. Così, nel giro di un paio di anni fu possibile allestire una carta dell’isola in quattro fogli, a una scala leggermente maggiore di quella delle carte a stampa di Schmetteau. Di queste riprende anche il sistema di coordinate, che viene solo marginalmente corretto da una indicazione che compare sul primo foglio, ove in alto al centro è indicato un segmento del meridiano 31, spostato verso oriente di circa 5 primi, con la scritta “Merdiano corretto”.La carta fu incisa sotto la guida di Tommaso Lomastro, capo incisore dell’Officio, da Pietro Weingher, Ferdinando Morghen e da Raffaele Lombardo per i caratteri. Il grande cartiglio con il titolo del primo foglio è una copia fedele di quello utilizzato da Paolo Santini per la carta dell’Inghilterra inserita nel suo Atlas Universel del 1776. È curioso notare come il carattere scelto dai responsabili dell’Officio sia stato tratto dalla tavola che rappresentava la potenza straniera sulle quali erano fondate le sorti del regno di Sicilia.Una lunga legenda di “segni e abbreviature”, incisa su una lapide marmorea posta tra i ruderi di una improbabile antichità siciliana, descrive con mola cura le città nelle varie dimensioni e forme, porti mercantili, mulini, strade. Scheda tratta da: Valerio-Spagnolo, Sicilia 1477-1861 la collezione Spagnolo-Patermo, p. 582, n. 292 Acquaforte e bulino, 1809-10. Grande carta murale in 4 fogli, da unire. Piccoli restauri e abrasioni al foglio 1 (in alto a sinistra), per il resto in ottimo sttao di conservazione.Si tratta della prima carta ufficiale della Sicilia, ovvero prodotta da un ente di Stato: l’Officio Topografico dello Stato Maggiore, che si legge nel cartiglio. L’ente, istituito nel 1807, era preposto al rilevamento e alla realizzazione di carte topografiche e militari. Nel 1808 fu approvata la proposta di realizzazione di una carta topografica basata su un nuovo rilievo, sotto la guida dell’astronomo Piazzi, direttore dell’Osservatorio astronomico di Palermo. Contrasti tra i civili e i militari anche sulle finalità della carta portarono ad abbandonare l’idea di una nuova carta rilevata sul terreno, e si preferì una “riconoscenza militare del regno” appoggiandosi alla cartografia già esistente, cioè alla carta di Schmettau del 1719-21. Così, nel giro di un paio di anni fu possibile allestire una carta dell’isola in quattro fogli, a una scala leggermente maggiore di quella delle carte a stampa di Schmetteau. Di queste riprende anche il sistema di coordinate, che viene solo marginalmente corretto da una indicazione che compare sul primo foglio, ove in alto al centro è indicato un segmento del meridiano 31, spostato verso oriente di circa 5 primi, con la scritta “Merdiano corretto”.La carta fu incisa sotto la guida di Tommaso Lomastro, capo incisore dell’Officio, da Pietro Weingher, Ferdinando Morghen e da Raffaele Lombardo per i caratteri. Il grande cartiglio con il titolo del primo foglio è una copia fedele di quello utilizzato da Paolo Santini per la carta dell’Inghilterra inserita nel suo Atlas Universel del 1776. È curioso notare come il carattere scelto dai responsabili dell’Officio sia stato tratto dalla tavola che rappresentava la potenza straniera sulle quali erano fondate le sorti del regno di Sicilia.Una lunga legenda di “segni e abbreviature”, incisa su una lapide marmorea posta tra i ruderi di una improbabile antichità siciliana, descrive con mola cura le città nelle varie dimensioni e forme, porti mercantili, mulini, strade. Scheda tratta da: Valerio-Spagnolo, Sicilia 1477-1861 la collezione Spagnolo-Patermo, p. 582, n. 292 Dufour/La Gumina p. 253, 316; La collezione Spagnolo-Patermo, p. 582, 292.
gr. vol. in-4 gr., pp. XVI, 291, LXXIII, (18), bella leg. mod. m. pelle con angoli, tit. oro al d., carta dec. ai piatti, in cofanetto. Con una gr. tav. ripiegata con la topografia della Sicilia e 13 bellissime tavv. in acquatinta con vedute, costumi siciliani, antichità, etc... [014]
in-8, pp. (4), 105, leg. p. perg. coeva con doppio tass. al d., tagli spruzzati. Con 20 belle tavv. inc. in rame più volte ripiegate raff. pesci e fiori, con riferimento al testo. L'A. (1783-1840) fu biologo e botanico americano di origine germanica ma residente in Sicilia dal 1804, dove si dedicò principalmente all'ittiologia oltre a scivere alcuni libri di storia naturale e una "Flora Sicula" che non fu mai pubblicata. La sua vita fu avventurosa, si spingeva a teorie scientifiche che gli vennero confutate; poliglotta e molto erudito, viaggiò parecchio per i suoi studi e costituì preziose collezioni poi disperse, tra cui quella di conchiglie (60.000 pezzi e 50 casse di libri della sua biblioteca) naufragata in mare durante un viaggio di ritorno negli Stati Uniti. Gli è stata anche dedicata una specie botanica con il nome di "rafinesque". Mira II, p. 260: "Molto raro". Bellliss. esempl. [527]
Lugduni Batavorum, Petri Vander Aa, 1723. In folio. (mm. 420). Pergamena coeva con titolo entro tassello al dorso; taglio giallo. Frontespizio figurato, ritratto, frontespizio, dedica, pp. 16, 268, (2). Con 10 tavole f.t. più volte ripiegate, una generale più le nove, numerate da I a IX, che unite formano l’intera carta della Siracusa antica. Altre 10 tavole f.t. descrivono monumenti e monete antiche che si trovano anche illustrate nelle numerose incisioni nel testo.
5 parti in 3 vol. in-4, pp. 684 (mal num. 678), 43, (3); (4), 341, (15)+(2), 289, (25); (12), 251+(2), 288, (6); leg. coeva p. perg. con tit. oro ai dorsi (lievi difetti a quella del tomo II). Nel primo vol., dedicato al Re Carlo Emanuele di Savoia, trovasi una stupenda carta geogr. della Sicilia inc. in rame ripieg. f.t. (cm. 29x36). Prima edizione di quest'opera importantissima sulle vicende della Sicilia, che molto raramente trovasi completa dei 3 vol. perché pubblicati a distanza di vari anni. Il primo vol. fu pubblicato dall'autore (deceduto nel 1724) e contiene la storia dai tempi più remoti fino al 1054; i vol. secondo e terzo, pubblicati postumi dal fratello Francesco, proseguono la narrazione rispettivamente fino al 1409 e 1713. "Giambattista Caruso, nato in Polizzi, fu celebre storico, letterato ed erudito...Nell'anno 1700 si portò a Parigi, ove fece conoscenza col celebre Mabillon, che gli ispirò il gusto per le investigazioni storiche, e gli consigliò di applicarsi alla patria storia. Tornato in Palermo si diede esclusivamente a questo studio, e molto vi si distinse, cominciando con lui la critica nella storia di Sicilia..." (Mira). Esempl. bello e marginoso, con ex-libris V. Zappalà-Lascaris (aloni d'umido nella metà infer. del I vol., più sensibili all'inizio ed in fine).. Narbone I, 178. Lozzi 5021, note. Platner 359 (solo vol. I). Mira, I, 186-187..
19401691201940. MAZZOCCHI-ALEMANNI Nallo. La colonizzazione del latifondo Siciliano: primo anno documenti fotografici leggi e decreti. xix 115 31 40 pp. chiefly illustrated. Large 8vo 265 x 175 mm. bound in publisher's wrappers and photographic dust jacket in a new cloth box. Sicily Ministero dell'Agricoltura E delle Foreste 1940. A fine copy of this rare and important fascist photobook. Unlike most of the other photobooks produced as propaganda during Mussolini's rule this one is modest in size and is not just an homage to Mussolini. The book is a highly detailed documentation of life in rural Sicily and according to Parr could easily be compared to the work of Bernd and Hilla Becher and Ed Ruscha. OCLC lists 4 copies in Italy and 2 in the U.S.: Florida International University and Stanford. Parr and Badger The Photobook I. Grillo Il Libro Fotografico Italiano 1931-1941.pp.216-219. hardcover
2 parti in un vol. in-4 antico, pp. (4), 112, (2), 240, (2), leg. p. perg. molle coeva. Con 3 gr. tavv. inc. in rame ripp. f.t. raffiguranti la battaglia di Francavilla, l’assedio di Messina e gli accampamenti delle truppe all’Arenella nei pressi di Palermo. Rara opera storica sulla guerra tra Spagna e Francia all’indomani del trattato di Utrecht, mentre nella seconda parte in particolare sono analizzati gli avvenimenti e gli effetti della cacciata degli Spagnoli da Messina tra il 1719 e 1720. Prima edizione. Mira I, p. 296. Lozzi 5016. Melzi I, 294 (per l’attribuzione dell’A.). Riparati due strappi alle tavv. e minima mancanza di perg. ai lembi dei piatti, ma fresco esempl. a larghi margini. [284]
3 parti in un vol. in folio, pp. VII, CVI, 103, 20, IX, 15, IX, bella leg. m. pelle coeva con fregi e tit. oro al d. con nervi, angoli, piatti in cart. dec. Tagli spruzzati.Vignette inc. in rame su ciascuno dei 3 front. Gr. vignette, finalini e iniziali in rame.Con 125 tavv. di monete inc. in rame da Melchiorre de Bella e Giuseppe Garofalo. Poderosa opera in edizione originale dedicata alla numismatica siciliana, completa di Supplemento, illustrata da splendide tavv. di monete siciliane di epoca greca e romana. Noto anche con lo pseudonimo di Selinunte Drogonteo, Gabriello Castelli principe di Torremuzza (Palermo 1727-1794) fu antiquario e numismatico. Alcune chiose marginali nella parte di Supplemento. Brunet V, 889: "Ouvrage peu commun et recherchè". Mira I, 197f: "Questa è la più ricca ed accurata collezione che abbiamo di siciliana numismatica, e presenta 107 tavole corredate di opportune illustrazioni delle monete generali e particolari dei popoli e dei principi anteriori all'epoca saracena. Questa numismatica siciliana viene seguita dalle due seguenti Appendici [...] Bisogna osservare che per mancanza delle tavole de' due supplementi se ne fece una ristampa a litografia e per essere l'esemplare ben completo debbono essere le tavole quelle incise in rame. Raro, completo con le tavole in rame [...] Negli esemplari con le tavole a litografia perdono il terzo del valore". Bassoli p.35. Cerniera del primo piatto legg. allentata. Ottimo esempl. a larghi margini su carta forte. [464]
In 4°(210x140); pagg. 366, c.nn. 5. Bella antiporta allegorica incisa in rame, in cui si vede in alto a sinistra la ninfa Arethusa che mostra la città a volo d'uccello, dove appaiono il Duomo e la Torre Normanna, crollata nel 1693, la figura del fiume Anapo, come un vecchio barbuto disteso fra le canne, al centro il titolo racchiuso da fregio floreale; questa immagine è considerata una delle pochissime testimonianze storiche conservate dell'antica Siracusa; in basso vi sono le armi dell'autore, Giacomo Bonanno e Colonna, duca di Montalbano.Vignetta al frontespizio con le armi cittadine in rame, capolettera e ricchi fregi silografici. Piena pergamena floscia coeva con titoli calligrafici al dorso.<BR>Edizione originale, assai rara (considerato rarissimo da Mira, Dura, Lozzi, e Haym) e ricercata storiografia di Siracusa; di altissimo valore per gli studiosi delle antichità di questa famosa città siciliana, sebbene un pizzico di fantasia si fonda con la scientificità del testo. L'opera è divisa in due parti, la prima: in 10 capitoli è una descrizione topografica e archeologica, la seconda suddivisa in 8 capitoli, tratta dei siracusani celebri. L'autore nobile messinese, fu buon letterato. Pietro Carrera (segretario di Bonanno) sia nelle sue Memorie storiche della città di Catania (1639 -41) che nella Risposta e censura contro le opposizioni di fr. D. Mariano Perello (1643), afferma più volte di essere lui l'autore e non il duca di Montalbano, ma venne chiaramente smentito da Giovanni Ventimiglia nel suo libro De' poeti siciliani, Napoli, 1663; il Mongitore sposa tale tesi e lo stesso Bermann, nel Thesaurus antiquitatum et historiarum Siciliae (1723 -25) conferma il nome del Bonanno come autore. Ottimo esemplare. Lozzi, II, 5177; Mira, I, 115; Dura, 1814; Graesse I, 480; British Library, STC Italian, 161; Cicognara 2653; Brunet I, 1086.<BR>
244716S.l. [Naples], décembre 1789, in-folio, [26] ff. n. ch., couverts d'une écriture cursive, mais régulière et lisible (environ 40 lignes par page), avec 5 planches aquarellées en dépliant "in fine" regroupant 21 figures (costumes, insignes, ornements, armes), broche sous couverture à rubans, chiffra AS peint sur la première couverture, le tout dans double emboîtage moderne demi-chagrin marine, dos lisse orné de filets dorés, pièce de titre du même contrecollée sur le plat supérieur.
7819manuscrit sans date (début XVIIIe), reliure plein veau d'époque, dos à 5 nerfs, titres et fleurons dorés, roulette dorées sur chasses et champs, tranches rouges, 19,5x24 cm, pagination par feuilles, TOME I, partie 2 (251 à 474) : Histoire d'Egypte, 216 pages( 251 à 358) ; Histoire des Patriarches, 228 pages (359 à 472), table de l'histoire des Patriarches jusqu'à l'exode, 4 pages (473-474). TOME II, partie 1 (1 à 291) : Histoire de l'ancienne Grèce, 70 pages (2 à 36) ; Histoire d'Argos, 76 pages (37 à74) ; Histoire d'Athènes, 274 pages, (75 à 211) ; Histoire de Thèbes, 154 pages (215 à 291). TOME II, partie 2 (293 à 557) : Histoire de Lacedemone, d'Arcadie et de Troye en particulier : Histoire de Lacedemone, 48 pages (293 à 316), Histoire d'Arcadie, 10 pages (317 à 321), Histoire de Troye, 70 pages (323 à 357) ; Histoire de l'ancienne Italie, 154 pages (360 à 436) ; Histoire ancienne de la Sicile, 62 pages (437 à 467) ; Histoire ancienne de l'Affrique, des Isles de la mer méditeranée et des parties de l'Europe qui confinent à l'océan : Histoire ancienne de l'Affrique, 28 pages (469 à 482), Histoire ancienne de l'Espagne, 60 pages (483 à 512), Histoire ancienne de la Sardaigne, 8 pages (513 à 517), Histoire ancienne de la Corse, 3 pages (518 à 519), Histoire ancienne des Isles Baleaires, Majorique, Minorique et Irique, 2 pages (520), Histoire ancienne de l'Isle de Malthe, 3 pages (521 à 522) , Histoire ancienne de l'Europe, 12 pages (523 à 533) ; Histoire ancienne de la gaule, 30 pages (534 à548) ; Histoire ancienne de l'Angleterre, 16 pages (549 à 557).
2 voll. in folio, pp. (8), 110, (2), 542; (4), 543-1193, (25), bella leg. p. perg. coeva con unghie, nervi, tagli color. Iniziali e final. xilogr. Con una tav. f.t raff. antiche iscrizioni arabe, e 2 tabelle ripiegate di alberi genealogici. Prima ediz. di opera fondamentale per la storia della Sicilia medievale in cui l'A. [XXX] raccoglie testi di antiche cronache, documenti, e testimonianze di epoca saracena, normanna, sveva fino al dominio aragaonese. Mira I, pp.186-187. Lozzi 5021, note. Ai riguardi bianchi di ciascun vol. nota ms di possesso "di Giaco Soranzo" [Giacomo Soranzo], nobile collezionista veneziano. Ex libris H.P.Kraus e ex libris successivo Erio Fiore. Splendido esempl. [172]
In 8° (185x118); pagg. (16), 368 con 30 incisioni in rame compresa l'antiporta figurata e tre carte geogr. fuori testo delle isole principali, più volte ripiegate; inoltre numerose vedute e piante di città, spesso più volte rip., monumenti e personaggi. Pergamena coeva con nervature, titolo su tassello al dorso.<BR>Esemplare in buono stato di conservazione, con qualche minima fioritura saltuaria e alcune macchioline di questo celebre compendio storico apprezzato soprattutto per il ricco apparato iconografico, che ha accentuato la rarefazione dei volumi. Cremonini, 64. <BR><BR>
Carta geografica e nautica dell’isola tratta dal “De Groote Nieuwe veermerdeen Zee-Atlas…”, atlante nautico edito ad Amsterdam circa nel 1718. Figlio del cartografo Johannes van Keulen, Gerard fu incisore e matematico, cartografo ed idrografo della Compagnia delle Indie Orientali. Curò la ristampa delle opere paterne con alcune correzioni ed aggiunte. Incerta è la data di pubblicazione del suo atlante, che comunque, consta di ben 34 edizioni tra il 1680 ed il 1734. Questa carta della Sicilia è stata sicuramente realizzata dopo il 1718, perché è rappresentata la battaglia di Capo Passero tra inglesi e spagnoli, avvenuta proprio in quell'anno. La rappresentazione della Sicilia presenta analogie con quella del Cantelli pubblicata nel 1682, mentre non tiene conto delle correzioni di Delisle. Da idrografo, van Keulen riporta molte informazioni necessarie ai naviganti, segnalando i possibili punti di sbarco. Incisione in rame, bellissima coloritura coeva. Molto rara. Beautiful and rare nautical chart of Sicily taken from "De Nieuwe Groote Zee-Atlas veermerdeen ..." nautical atlas, published in Amsterdam in about 1718. Son of the cartographer Johannes van Keulen, Gerard was an engraver and mathematician, cartographer and hydrographer of the East India Company. Oversaw the reissue of his father's works with some corrections and additions. Uncertain is the date of publication of his atlas, which, however, consists of at least 34 editions between 1680 and 1734. This map of Sicily was certainly engraved after 1718, because it represented the battle of Capo Passero between English and Spanish, which took place in that year. The representation of Sicily has similarities with that by Cantelli published in 1682, while it does consider the corrections of Delisle. As Hydrographer, van Keulen reports much needed information to mariners, signaling the possible landing sites. Copper engraving, beautiful original coloring, perfect condition. Very rare. L. Dufour - A. La Gumina, "Imago Siciliae", p. 182; Sicilia 1477-1861 - La collezione Spagnolo- Patermo, n. 192
2 parti in un gr. vol. in-folio, pp. XXVIII, 420; 301, 1 c.b., 108, bella leg. m. p., c. dec. ai piatti, tagli col. e doppio tass. al d. Testo su due colonne. Rara e fondamentale bibliografia in edizione originale. Bellis. esempl. [335]