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In 8°, leg. coeva piena pergamena, tit. call. al dorso, pp 8, 168, 184. Rara prima edizione di significativa opera dell'eclettico medico e filosofo siciliano. La Cambridge library possiede solo l'edizione del 1597, 4 copie censite in Italia, nessuna in Sicilia.
Cm. 29,5, pp. (10) 202. Grande stemma al frontespizio e molte figure nel testo di cui 20 (numerate) anche su tavole ripiegate fuori testo. Legatura coeva in piena pergamena rigida, dorso liscio con traccia di titoli manoscritti. Tagli colorati. Piccoli segni d'uso al dorso, ma esemplare genuino, marginoso e ben conservato. Opera importante del gesuita fiorentino e, come suggerisce Lozzi (4396): "...di sommo interesse storico-archeologico". Anton Maria Lupi fece un lungo soggiorno a Palermo, ove era direttore dello studio del convitto dei nobili, e durante tale permanenza compilò almeno cinque opere di interesse locale. Cfr. Mira I, 538 e Brunet II, 762.
Cm. 31, pp. (10) 202. Grande stemma al frontespizio e molte figure nel testo di cui 20 (numerate) anche su tavole ripiegate fuori testo. Legatura coeva in piena pergamena rigida, dorso liscio con titoli impressi in oro. Minime tracce d'uso, peraltro esemplare genuino, marginoso e ben conservato. Opera importante del gesuita fiorentino e, come suggerisce Lozzi (4396): "...di sommo interesse storico-archeologico". Anton Maria Lupi fece un lungo soggiorno a Palermo, ove era direttore dello studio del convitto dei nobili, e durante tale permanenza compilò almeno cinque opere di interesse locale. Cfr. Mira I, 538 e Brunet II, 762.
Cm. 20, pp. vii (1) 451 (1). Leg. coeva in mezza pelle, dorso liscio con titoli e filetti in oro. Tagli marmorizzati. Reintegrazioni di pelle alla parte alta del dorso ed alla cuffia inferiore, peraltro esemplare ben conservato. Opera composta in forma epistolare ed indirizzata all'amico Winkelmann e che fu assai apprezzata dagli storici dell'arte e dagli scrittori del tempo che sognavano il Grand Tour. Vedi la bella ed esauriente scheda in D'Ancona (p. 122). Non comune.
in-4, pp. (20), 100, leg. coeva p. pergamena, titolo manoscritto al dorso. Titolo in elaborata bordura figurata con al centro l'impresa tipogr., testatine e belle iniziali istoriate. Dedica dell'a. a Fulgenzio de' Ferrari, abate di S. Sisto in Piacenza. Edizione originale di questo poemetto di cinque canti in ottava rima di Felice Passero (ca. 1570-1626), monaco benedettino, composto in occasione del rinvenimento in Messina nel 1588 delle ossa di San Placido, dei suoi fratelli e di 30 monaci benedettini martirizzati in quel luogo dal saraceno Mamuca, capitano di Adala Re di Spagna, ai tempi di Teodorico e Giustiniano. Per tale ritrovamento furono organizzate grandi feste nella città siciliana. Bell'esempl. (nonostante il margine super. rifilato).. Bongi II, p. 437. Narbone I, p. 402. BMC 492..
in-8, pp. IX, 624, leg. m. pelle coeva con fregi e tit. oro al d. Tagli spruzzati. Curiosa lunga nota mss sulla prima carta bianca firmata A. F. con notizie sull’autore. Manca a Mira e Lozzi. Raro. Legg. allentato il piatto ant., ma bell’esempl. [304]
Folio (cm.36x23), legatura coeva in piena pergamena (ininfluente strappetto alla cuffia), tit. in oro al dorso, pp. XII - 500. Fioriture sparse e bruniture in diverse pag., come consueto per la qualità della carta. Importante opera storico-diplomatica di Giovanni De Giovanni (Taormina 1699 - Palermo 1753), canonico della Cattedrale e rettore del Seminario di Palermo, erudito storico e paleografo. “Opera più bella ed importante del Di Giovanni... egli si accinse alle ricerche ed a raccogliere tutti i monumenti che riguardano la Sicilia, dividendoli in tre classi: genuini, dubbii e supposti, aggiungendovi brevi e succose note... aggiungendovi molte dissertazioni intorno ad alcuni articoli importantissimi del nostro diritto, della Chiesa siciliana, della polizia ecclesiastica di Sicilia, degli antichi pesi e misure e di altre simili investigazioni”. Unico volume pubblicato (riguarda il periodo dall’inizio dell’era cristiana alla metà dell’XI secolo). L’opera ebbe una singolare e romanzesca vicenda editoriale. Fu incaricato della revisione per la censura lo storico siciliano can. Antonio Mongitore, il quale “divorando in una notte l’intero volume, preso a sdegno e rancore” per gelosia e “per alcune cose ingiuriose alla Chiesa siciliana”, stroncò polemicamente l’opera. L’apprensione del Mongitore fu tale che si ammalò e in poco tempo addirittura morì. L’evento destò forti reazioni in Palermo, tanto che molti volevano bruciare il primo volume appena pubblicato e punire severamente l’autore. Il Di Giovanni “si tenne molti giorni in casa, affinché non fosse esposto a pubbliche villanie”. Il Senato di Palermò ordinò che il libro fosse soppresso e tutte le copie venissero requisite. Alcune copie vennero inviate di nascosto a Roma ed a Firenze dove ebbero lusinghieri giudizi e favorevoli recensioni sulle gazzette letterarie. Cfr. Mira, pag. 430 - 432.Rara edizione originale.
Una tav.ft del sistema metrico siciliano.
8vo. grande; molte tavole a colori applicate; legatura editoriale in seta nera; plancetta a colori e titolo in oro; cofanetto editoriale.<BR>In ottimo stato. Collana Antichi Stati diretta da Gianni Guadalupi. Prima tiratura di 1000 copie.
3 volumi in 5 tomi in-8 grande, pp.XLII, 677; XIX, 630; 350; XI, 638. Brossura editoriale, titoli in nero e rosso sui primi piatti. Opera storica fondamentale, la cui prima edizione apparve nel 1872. La presente è assai accresciuta e rivista. Il primo libro tratta della storia della Sicilia prima della conquista musulmana, il secondo giunge sino all'anno 902 e ne descrive gli ordinamenti nuovi e le vicende politiche, intellettuali e morali. Il secondo vol. narra tutto il periodo che corse dalla dominazione musulmana al dominio dei Normanni. Il terzo vol. giunge al potere di Federico II e di Manfredi, alla deportazione dei Musulmani a Lucera, alla narrazione dell'agire dei predetti monarchi di Casa Sveva con i successori di Malik al-Kamil. Esemplare perfetto, intonso. (Biblioteca Siciliana di storia, letteratura ed arte).. Diz. Biogr, Italiani, II, 637 e segg. Narbone, IV, 354. Mira I, 29..
Lemercier, Paris, metà XIX secolo. Liotgrafia in colore a mano, cm 19,5 x 27,5 circa (la parte figurata) più margini bianchi. Disegnata da Philippe Benoist e impressa dal Lemercier, veduta delimitata da doppio filetto. Due piccole zone di sporco all'angolo inferiore destro, peraltro in una magnifica coloritura e in ottimo stato di conservazione.
In Messina, Nella Regia stamperia di D. Michele Chiaramonte, 1738. In 4°, pp. 12 nn. + 463 n. Splendida marca tipografica di grandi dimensioni al frontespizio, iniziali e finali incise. BUONFIGLIO, Costanzo Giuseppe. - Nacque a Messina, presumibilmente nel 1547, da Giovanni Artale, barone di Casale e di Trisino. Lo troviamo ancor giovane alle dipendenze del duca d'Alba nelle campagne di Fiandra. Alla base della sua Historia siciliana, pubblicata a Venezia nel 1604, sta infatti un orgoglio municipalistico che gli impedisce quasi sempre una visione serena del passato, e lo spinge spesso a inventare situazioni politiche e benemerenze militari, a manipolare leggende e a falsificare documenti. Divisa in due parti, questa Historia, "nella quale si contiene la descrittione antica et moderna di Sicilia, le guerre et altri fatti notabili dalla sua origine per sino alla morte del Cattolico re D. Filippo II", è un monotono racconto annalistico delle vicende dell'isola cui solo la insistente polemica, col Collenuccio e col Fazello riesce a dare un valore documentario. Sebbene nell'introduzione l'autore precisi di aver tralasciato "la descrittione della città di Messina per non essere notato di passione dagli uomini di sana mente e di non pervertuto giudicio", quest'opera deve essere apprezzata appunto nel suo significato polemico che si ricollega al tono di una cultura minore e allo squallido municipalismo vivo, in quel tempo, specie a Messina e Palermo. Esemplare di ottima consultazione, tuttavia con legatura in pergamena coeva un po sciupata e stropicciature marginali alle prime 100 – 120 pagine. Solo parte I, che racchiude i primi X libri. Raro.
103397A Amsterdam, chez J. Wetstein & G. Smith, 1734, 1 volume in-12 de 195x120 mm environ, 1 f.blanc; 1 titre en rouge et noir, 1 f. (Avis au Relieur), 2 cartes dépliantes, 86 pages, 1 f. (table), 1 f.blanc, pleine basane mouchetée fauve, dos à nerfs portant titres dorés sur pièce de titre en maroquin bordeaux, orné de caissons à motifs dorés, un ex-libris collé sur le premier contreplat. Des rousseurs et pages brunies, des épidermures et frottements, un mors fendu (mais structure solide), coiffes ébréchées. Edition illustrée de 17 cartes et plans hors-texte, pour la plupart dépliants.
Con le formule di tutti gli atti del loro Ministero, qui viene presentata la rarissima edizione siciliana del Daubanton, contenente il confronto con il Codice per lo Regno delle Due Sicilie; opera non censita in OPAC SBN. In calce all'esemplare: Tavola alfabetica. Daubanton fu uno straordinario autore di testi con presentazione di modelli operativi suggeriti nel settore del diritto, sia di carattere civile che di carattere penale, destinati a giudici, operatori di polizia, etc. Le sue opere vennero sviluppate in lingua francese ed è raro quindi ritrovarle in lingua diversa dall'originale, ancor più in edizione palermitana (33e).
2 volumi in 8, cm 14 x 19,5, pp. XII + 248; XII + 202 + (2). Presenza di tarletti in varie parti dei 2 volumi che in qualche caso interessano il testo ma non ledono l'integrita' dell'opera. Raro insieme dei 2 volumi di questo importante testo, pubblicato il primo nel 1796 e il secondo nel 1803. De Cosmi, uomo di larghe vedute, considerato uno dei piu' importanti illuministi siciliani, fu Direttore generale delle scuole normali a partire dal 1788. Sostenitore della necessita' che l'istruzione, pubblica e di buon livello toccasse tutte le classi sociale e che le scuole dovessero raccogliere giovani di ogni ceto, vedeva in questa attivita' di diffusione del sapere la base per la prosperita' di una nazione, oltreche nel miglioramento delle condizioni della classe media. Autore di una importante opera economica (Riflessioni su l'economia e l'estrazione de' frumenti in Sicilia), e' negli elementi di filologia che questo importante pedagogista sviluppa le sue teorie sull'educazione e sulla preparazione degli insegnanti. Sindoni, La scuola come bene comune, p. 106 segg.
8191P., Audot Fils, 1836. In 8 demi-veau dos lisse, 370 pp. avec 117 planches.
17879253Hermann, Frankfurt 1782-1787. Hldr. der Zeit mit Rückenschild. Stärker beschabt, Ecken u. Kanten etw. bestoßen. Bd. 3 u. 4 am Kapital eingerissen. Rückenschildchen teils abgeplatzt. Durchgehend etw. gebräunt. Kleiner gelöschter Stempel a. d. Titelblättern. Wenige Bleistiftanstreich.
In 8 (cm 14 x 20), pp. XVI + 288. Legatura in piena pergamena d'epoca con titolo manoscritto al dorso. Poco comune opera in versi del palermitano Giuseppe Giovanni Curtelli dedicata alla geografia d'Europa. Il canto I tratta della sfera e della topografia; il secondo della Lusitania e Spagna; il terzo della Gallia invitta, il quarto e' dedicato all'Italia; il quinto alla Sicilia e infine il sesto alla bellica Allemagna. Nel quinto canto, di tema siciliano, sono citati la valle di Mazzara, e Palerno, Monreale, Girgenti vescovile, Alicata fra le citta' del litorale, Sciacca, Marsala, Trapani, il Monte di San Giuliano, Termini Imerese, Salemi, Corleone, Polizzi, Naro, Messina, Patti, Cefalu', Milazzo, Pozzo di Gotto, Rometta, Castroreale, Taormina, l'Etna e Mongibello, Mistretta , Nicosia, Noto, Catania, Siracusa, Lentini, Carlentini, Mineo, Vizzini, Caltagirone, Calascibetta, ecc... Seguono ottave dedicate ai fiumi di Sicilia e poi alle isole: Eolie, Lipari, Vulcano, Stromboli, Filicudi, Alicudi, Panarea, Ustica, Tilanavi, Lisca Bianca, Isole delle Femmine, Buonconsiglio, Palombo, Colombara, Favignana, Marettimo, Lampedusa, Pantelleria fino a Malta; ecc... Mira, 'Bibliografia siciliana', p. 287. A pagina 121 (per errore di stampa numerata 221) le ottave 76 e 77, sull'Italia, riguardano San Marino (cfr. Padiglione, Dizionario bibliografico e istorico della repubblica di S. Marino, p. 147).
1805GITc058Palermo Dalla Reale Stamperia 1805-1816. 6 tomes (sur 7) en 5vol in-8 *6ff n ch XLV 154pp + LXXXVIpp (pièces justificatives et notes) * 1f n ch 239pp + 92pp *1f n ch 193pp + 67pp *1f n ch 204 + 79pp *2ff n ch 245pp + 73pp *4ff n ch 248pp + 46pp. *Tomes I à IV: pleine basane brune marbrée, dos lisse entièrement orné de chaînettes, cadres végétaux et urnes dorés, pièces de titre vert foncé avec pastille de tomaison rouge, cadre de chaînette dorée sur les plats, rel époque. *Tomes V-VI: demi basane havane, dos lisse élégamment orné de chaînettes et volutes dorés, pièces de titre vert foncé avec pastille de tomaison rouge, rel époque. *Tome I: mouillure en tête des 3 premiers et des 3 derniers feuillets *Tome II: mouillure en queue des 15 premiers et des 15 derniers feuillets, coiffe inférieure usée *Tome III: bien *Tome IV: mouillure en tête des 3 premiers feuillets et des 20 derniers * Tomes V-VI mouillure en tête des 25 derniers feuillets, carton du 2e plat endommagé sur 6 cm en tête.
In folio, pp. (12) + 568. Frontespizio con stemma vescovile inc. all'acquaforte. Testo a 2 colonne. Qualche ombreggiatura. Galleria di tarlo al margine superiore di 30 cc. all'interno del volume. Tagli rossi. P. pergamena coeva. Edizione originale di questo raro commento agli otto libri della fisica di Aristotele.
In Palermo nella Regia Stamperia d'Antonio Epiro impressore del Monte della Pietà , 1742. In folio. (mm. 340 x 230). Legatura coeva in pergamena con titolo dorato al dorso. Pp. (12), XXXIII, 140. Capilettera, testatine e finalini xilografici. Ottimo esemplare, mancante dell’antiporta, ma completo della tavola fuori testo più volte ripiegata raffigurante l'edificio del Monte di Pietà, incisa in rame da Antonio Bova, spesso mancante. Bibl: Mira I, 181 - Moncada Lo Giudice 424.
Carta geografica tratta dalla “Chorographica Descriptio Provinciarum et Conventum....”, atlante dell'ordine dei frati cappucini. L'atlante delle province cappuccine era stato iniziato in forma manoscritta dal ministro generale dell'ordine, padre Silvestro da Panicale nel 1632 e doveva servire da sussidio geografico per le visite generali. Alla sua morte il successore Padre Giovanni di Montecaliero, al quale spesso viene erroneamente attribuita la paternità delle carte, incaricò padre Massimino da Guechen di proseguire l'opera. Gli incisori delle lastre furono appunto Massimino da Guechen, Bernardino Burdigalensis e Ludovico Monteregali. L'atlante ebbe una prima edizione nel 1643 a Roma con un totale di 46 mappe (23 per l'Italia, 5 per la Spagna, 11 sulla Francia e 7 per la Germania), quindi ristampata nel 1646 ancora nella Città Eterna (Romae, et Taurini) con un numero di tavole accresciuto alle 51 definitive, compresa la grande carta geografica più volte ripiegata dell'Europa.Venne ristampata a Torino nel 1649, sumptibus Alexandri Federici Cauallerij sempre con le 51 carte geografiche definitive (l'Europa, 24 carte per l'Italia, 6 per la Spagna, 12 per la Francia e 8 per i territori dell'Impero). Infine si replicò a Torino per i torchi di Alessandro Federico Cavalleri un'ultima volta nel 1654 con le medesime carte presenti nella precedente pubblicazione. L'opera mostrava visivamente la diffusione dell'ordine, infatti le diverse carte dell'atlante, che rappresentano nazioni e province, offrono per ognuna di esse la statistica completa dei conventi. Incisione in rame in ottimo stato di conservazione. Rara. Taken from the “Chorographica Descriptio Provinciaru & Conventum F. F. Minorum S. Francisci Capucinorum...”.The atlas of the Capuchin provinces was initiated in manuscript form by the minister general of the order, Father Silvestro from Panicale in 1632 and was to serve as an aid for geographic General visits. At his death, the successor Father Giovanni from Montecaliero, which is often mistakenly attributed the authorship of maps, commissioned by his father Massimino Guechen to continue the work. The engravers of the plates were executed by Massimino from Guechen, Bernardino Burdigalensis and Ludovico Monteregali. The first edition was printed in Rome in 1643, the second in Turin in 1649 and then in 1654 and finally released in 1712, another convention attribute maps to Montecalerio. The work showed visually the spread of the order, in fact the different maps of the atlas, which represent nations and provinces, to offer each of them the full statistical convents.Copperplate, very good condition. Rare.
Carta geografica tratta dalla “Chorographica Descriptio Provinciarum et Conventum....”, atlante dell'ordine dei frati cappucini. L'atlante delle province cappuccine era stato iniziato in forma manoscritta dal ministro generale dell'ordine, padre Silvestro da Panicale nel 1632 e doveva servire da sussidio geografico per le visite generali. Alla sua morte il successore Padre Giovanni di Montecaliero, al quale spesso viene erroneamente attribuita la paternità delle carte, incaricò padre Massimino da Guechen di proseguire l'opera. Gli incisori delle lastre furono appunto Massimino da Guechen, Bernardino Burdigalensis e Ludovico Monteregali. L'atlante ebbe una prima edizione nel 1643 a Roma con un totale di 46 mappe (23 per l'Italia, 5 per la Spagna, 11 sulla Francia e 7 per la Germania), quindi ristampata nel 1646 ancora nella Città Eterna (Romae, et Taurini) con un numero di tavole accresciuto alle 51 definitive, compresa la grande carta geografica più volte ripiegata dell'Europa.Venne ristampata a Torino nel 1649, sumptibus Alexandri Federici Cauallerij sempre con le 51 carte geografiche definitive (l'Europa, 24 carte per l'Italia, 6 per la Spagna, 12 per la Francia e 8 per i territori dell'Impero). Infine si replicò a Torino per i torchi di Alessandro Federico Cavalleri un'ultima volta nel 1654 con le medesime carte presenti nella precedente pubblicazione. L'opera mostrava visivamente la diffusione dell'ordine, infatti le diverse carte dell'atlante, che rappresentano nazioni e province, offrono per ognuna di esse la statistica completa dei conventi. Incisione in rame in ottimo stato di conservazione. Rara. Taken from the “Chorographica Descriptio Provinciaru & Conventum F. F. Minorum S. Francisci Capucinorum...”.The atlas of the Capuchin provinces was initiated in manuscript form by the minister general of the order, Father Silvestro from Panicale in 1632 and was to serve as an aid for geographic General visits. At his death, the successor Father Giovanni from Montecaliero, which is often mistakenly attributed the authorship of maps, commissioned by his father Massimino Guechen to continue the work. The engravers of the plates were executed by Massimino from Guechen, Bernardino Burdigalensis and Ludovico Monteregali. The first edition was printed in Rome in 1643, the second in Turin in 1649 and then in 1654 and finally released in 1712, another convention attribute maps to Montecalerio. The work showed visually the spread of the order, in fact the different maps of the atlas, which represent nations and provinces, to offer each of them the full statistical convents.Copperplate, very good condition. Rare.
In 8°, pp. 367. Legatura cartonataposteriore. Edizione figurata da 12 litografie f.t. vedute di città siciliane e costumi ritoccate in colore.Leggero alone di macchia al frontespizio.
Remondini, Bassano del Grappa, 1780 circa. Incisione in rame all’acquaforte, colore d’epoca, cm 31 x 41 (il foglio). Le vedute ottiche edite dai Remondini a Bassano del Grappa verso il 1770 - 1780 erano preparate per essere inserite nel “Mondo Nuovo”, dove i popolani potevano vederle illuminate e conoscere così le città del mondo. Esse sono emblematicamente rappresentative della stampa popolare italiana: semplici nel tratto, colorate con poche tinte in maniera rapida e decisa, si pongono con immediatezza all’occhio di chi le guarda. Una delle rare vedute ottiche della città di Palermo, animata da personaggi e carrozze. Foglio con i margini rifilati in prossimità della parte figurata ma con visibile il filetto nero e con tutto il margine bianco inferiore che permette di leggere la didascalia; un leggero sporco vicino l’angolo superiore destro. Nell’insieme foglio in bella coloritura, buono stato.