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Uno dei voll. qui raccolti contiene la preziosa pianta tipografica dello ex Convento dei PP. Cappuccini della Villa Bellini e dell'Orto S. Salvatore.
23749Petit In-8 Oblong 32 ff environ avec des cachets des différents états et duchés italiens avant l'unité italienne, et un tableau imprimé du Duché de Parme, une lettre à en tête de Théobald Rowland Garvey Bourke, gentilhomme de la chambre de sa majesté Danoise et chargé d'affaire de sa Majesté Britannique, une carte de séjour imprimée et signée du Préfet de Naples et enfin une vignette contrecollée médicale de la province de Milan ( Aucun signe de Choléra- Morbus )
in-4, pp. 150, rileg. mod. t. tela con tass. e tit. oro al d. Opera senza front. ma completa. Mira I, p.122. Secondo altre fonti l'autore sarebbe Onofrio Ardizzoni da Messina (Scinà, Prospetto della storia letteraria di Sicilia…, vol. III, p.401). Bell'esempl. [218]
11812Paris. Chez Auguste Aubry. 1860. In-8°, reliure pleine percaline marron de léditeur, frappée à lor, sur le premier plat et le dos, du titre et du blason de léditeur. Portrait de lauteur gravé à leau-forte en frontispice. XXXII + 126 pages (+ 8 pages de catalogue de la Librairie curieuse et historique Aug. Aubry). Nombreux bandeaux, culs-de-lampe, vignettes et planches de blasons colorés à la gouache. Nouvelle édition, tirée à petit nombre, de louvrage paru vers 1529 chez Julien Hubert. 1/310 sur vergé. [3 sur peau de vélin / 8 chine / 9 papier chamois / 20 vélin / 310vergé]. Rousseurs éparses et peu marquées. Exemplaire très frais. Peu courant.
Opera di Autore messinese, studioso di tradizioni popolari, che fu anche poeta e critico. Trovò la morte in occasione del funesto terremoto di Messina.
1 31.5x21.5 cm., [2], 345, [44] pp., marca al frontespizio, capilettera e testatine incise, legatura coeva in piena pergamena, dorso a tre nervi, testo su due colonne, macchie d'umido alla legatura, lievi arrossature e tracce d'uso, peraltro ottimo esemplare, in latino Rara seconda edizione milanese di questo trattato di Mario Burgio, giureconsulto catanese del secolo XVI. La prima edizione ? Panhormi, 1597.
In 8, pp. 337-377 + (1b) + 379-421 + (1b). Br. rifatta con carta d'epoca. Due stralci consecutivi dagli Atti del Real Istituto d'incoraggiamento alle scienze naturali di Napoli, tomo IX (memoria prima e seconda). Segue la memoria terza, pp. 293-327, stralcio dagli Atti del Real Istituto d'incoraggiamento alle scienze naturali di Napoli, tomo X. Interessante saggio completo delle sue tre parti con elenco dei principali terremoti nel Regno delle Due Sicilie a partire dall'anno 1456 fino al 1631. Benche' al termine della terza parte ci sia scritto 'continua' ad indicare la prosecuzione dello studio, non ne vennero pubblicate altre. Capocci pubblico' in seguito, nel 1863, nella Raccolta di scritti varii a cura di C. Rinaldo de Sterlich un saggio sull'eruzione del Vesuvio del 1861. Detken, p. 8. Furchheim, p. 31.
Carta geografica tratta dalla “Chorographica Descriptio Provinciarum et Conventum....”, atlante dell'ordine dei frati cappucini. Si tratta della nuova edizione dell'atlante delle province cappuccine, iniziato in forma manoscritta dal ministro generale dell'ordine, padre Silvestro da Panicale nel 1632, e che doveva servire da sussidio geografico per le visite generali. Alla sua morte il successore Padre Giovanni di Montecaliero, al quale spesso viene erroneamente attribuita la paternità delle carte, incaricò padre Massimino da Guechen di proseguire l'opera, edita per la prima volta a Roma nel 1643.A commissionare a Giovanni Battista da Cassine la Chorographica descriptio Provinciarum, et Conventuum FF. Min. S. Francisci Capucinorum fu Agostino da Latisana, 34° Ministro Generale dei cappuccini dal 1702 fino al 1709. Nell'estate di nove anni dopo, l'attento lavoro di rettifica ed aggiornamento era concluso e, retrodatando l'atlante al 1712, lo si poté stampare nel 1713 a Milano.L'opera conta 62 carte geografiche incise in rame. Vi sono raffigurate un'Europa, tra le poche mappe che rechi una data -il 1710- essendoci il 1711 per le altre datate, la Spagna con 7 carte, la Francia con 13, l'Italia con 26 carte geografiche, l'Impero con 15 fogli.L'opera mostrava visivamente la diffusione dell'ordine, infatti le diverse carte dell'atlante, che rappresentano nazioni e province, offrono per ognuna di esse la statistica completa dei conventi. Questa edizione definitiva del 1712 presenta le carte totalmente differenti, aggiornate ed arricchite. Incisione in rame, in ottimo stato di conservazione. Carta geografica tratta dalla “Chorographica Descriptio Provinciarum et Conventum....”, atlante dell'ordine dei frati cappucini. Si tratta della nuova edizione dell'atlante delle province cappuccine, iniziato in forma manoscritta dal ministro generale dell'ordine, padre Silvestro da Panicale nel 1632, e che doveva servire da sussidio geografico per le visite generali. Alla sua morte il successore Padre Giovanni di Montecaliero, al quale spesso viene erroneamente attribuita la paternità delle carte, incaricò padre Massimino da Guechen di proseguire l'opera, edita per la prima volta a Roma nel 1643.A commissionare a Giovanni Battista da Cassine la Chorographica descriptio Provinciarum, et Conventuum FF. Min. S. Francisci Capucinorum fu Agostino da Latisana, 34° Ministro Generale dei cappuccini dal 1702 fino al 1709. Nell'estate di nove anni dopo, l'attento lavoro di rettifica ed aggiornamento era concluso e, retrodatando l'atlante al 1712, lo si poté stampare nel 1713 a Milano.L'opera conta 62 carte geografiche incise in rame. Vi sono raffigurate un'Europa, tra le poche mappe che rechi una data -il 1710- essendoci il 1711 per le altre datate, la Spagna con 7 carte, la Francia con 13, l'Italia con 26 carte geografiche, l'Impero con 15 fogli.L'opera mostrava visivamente la diffusione dell'ordine, infatti le diverse carte dell'atlante, che rappresentano nazioni e province, offrono per ognuna di esse la statistica completa dei conventi. Questa edizione definitiva del 1712 presenta le carte totalmente differenti, aggiornate ed arricchite. Incisione in rame, in ottimo stato di conservazione. L. Dufour - A. La Gumina, "Imago Siciliae", p. 176; ; Sicilia 1477-1861 - La collezione Spagnolo- Patermo, n. 178
Carta geografica tratta dalla “Chorographica Descriptio Provinciarum et Conventum....”, atlante dell'ordine dei frati cappucini. Si tratta della nuova edizione dell'atlante delle province cappuccine, iniziato in forma manoscritta dal ministro generale dell'ordine, padre Silvestro da Panicale nel 1632, e che doveva servire da sussidio geografico per le visite generali. Alla sua morte il successore Padre Giovanni di Montecaliero, al quale spesso viene erroneamente attribuita la paternità delle carte, incaricò padre Massimino da Guechen di proseguire l'opera, edita per la prima volta a Roma nel 1643.A commissionare a Giovanni Battista da Cassine la Chorographica descriptio Provinciarum, et Conventuum FF. Min. S. Francisci Capucinorum fu Agostino da Latisana, 34° Ministro Generale dei cappuccini dal 1702 fino al 1709. Nell'estate di nove anni dopo, l'attento lavoro di rettifica ed aggiornamento era concluso e, retrodatando l'atlante al 1712, lo si poté stampare nel 1713 a Milano.L'opera conta 62 carte geografiche incise in rame. Vi sono raffigurate un'Europa, tra le poche mappe che rechi una data -il 1710- essendoci il 1711 per le altre datate, la Spagna con 7 carte, la Francia con 13, l'Italia con 26 carte geografiche, l'Impero con 15 fogli.L'opera mostrava visivamente la diffusione dell'ordine, infatti le diverse carte dell'atlante, che rappresentano nazioni e province, offrono per ognuna di esse la statistica completa dei conventi. Questa edizione definitiva del 1712 presenta le carte totalmente differenti, aggiornate ed arricchite. Incisione in rame, in ottimo stato di conservazione. Carta geografica tratta dalla “Chorographica Descriptio Provinciarum et Conventum....”, atlante dell'ordine dei frati cappucini. Si tratta della nuova edizione dell'atlante delle province cappuccine, iniziato in forma manoscritta dal ministro generale dell'ordine, padre Silvestro da Panicale nel 1632, e che doveva servire da sussidio geografico per le visite generali. Alla sua morte il successore Padre Giovanni di Montecaliero, al quale spesso viene erroneamente attribuita la paternità delle carte, incaricò padre Massimino da Guechen di proseguire l'opera, edita per la prima volta a Roma nel 1643.A commissionare a Giovanni Battista da Cassine la Chorographica descriptio Provinciarum, et Conventuum FF. Min. S. Francisci Capucinorum fu Agostino da Latisana, 34° Ministro Generale dei cappuccini dal 1702 fino al 1709. Nell'estate di nove anni dopo, l'attento lavoro di rettifica ed aggiornamento era concluso e, retrodatando l'atlante al 1712, lo si poté stampare nel 1713 a Milano.L'opera conta 62 carte geografiche incise in rame. Vi sono raffigurate un'Europa, tra le poche mappe che rechi una data -il 1710- essendoci il 1711 per le altre datate, la Spagna con 7 carte, la Francia con 13, l'Italia con 26 carte geografiche, l'Impero con 15 fogli.L'opera mostrava visivamente la diffusione dell'ordine, infatti le diverse carte dell'atlante, che rappresentano nazioni e province, offrono per ognuna di esse la statistica completa dei conventi. Questa edizione definitiva del 1712 presenta le carte totalmente differenti, aggiornate ed arricchite. Incisione in rame, in ottimo stato di conservazione. L. Dufour - A. La Gumina, "Imago Siciliae", p. 174
Napoli Tipografia Flautina 1839. In 8°; pp. 247 + (1) + CXXXIII + (3) per i “Documenti” e 11 grandi tabelle sinottiche ripiegate fuori testo; Legatura in mezza pelle coeva con titt. in oro al dorso e tagli blu (lievi tracce d’uso ai piatti). [Cfr. Dura – Catalogo di libri antichi e rari, Napoli 1861, pag. 178 n. 3400]. Opera significativa e assai documentata dell’economista e uomo politico napoletano Giuseppe Ceva Grimaldi Pisanelli, marchese di Pietracatella (1777-1862), prima Intendente in varie province del regno, poi Ministro dell’Istruzione e degli Interni, e (nel 1840) Presidente del Consiglio dei Ministri; conservatore intelligente, molto legato al regime borbonico, e ligio all’ordine costituito, ebbe sempre tuttavia un occhio molto attento alle condizioni sociali delle classi più disagiate e alle proposte di miglioramento della pubblica amministrazione. In queste Considerazioni il tema delle “pubbliche opere” è studiato sia in chiave storica, dalla dominazione normanna fino alla Restaurazione, con occhio attento sia alla normativa borbonica, sia al confronto con la legislazione di altri paesi europei; in particolare il tema “ponti e strade”, regione per regione, è dettagliatamente analizzato con un occhio quasi moderno, nelle sue priorità strategiche per le grandi vie di comunicazione ed anche nei suoi aspetti manutentivi, e con riferimenti più ampi al bilancio finanziario del regno. «Utile per la parte relativa al periodo borbonico per l’esposizione delle leggi che regolavano il settore dei lavori pubblici e per un’ampia appendice di documenti ricchi di dati statistici - un capitolo Del modo come i pubblici lavori sono eseguiti in Francia, in Inghilterra, nell’America del Nord testimoniava la larghezza d’interessi del C.» [Scirocco A. - DBI, vol. 24°].
Edizione adorna da 336 finissime incisioni dal vero.
Opera fondamentale che analizza le condizioni economiche della Sicilia dal X al XVI secolo, con industrie e commercio, sistema monetario. Approfondisce poi il mondo dei cambiatori e dei banchieri e le loro varie operazioni. Indispensabile per gli studiosi della materia e di particolare rarità (40h).
arl Frommel. Carlsruhe, s. d. (ma 1840 circa). In 12esimo oblungo, front. minutamente inciso in acciaio; segue 1 cartina che include Italia, Tuscum Mare, Internum Mare,Adriaticum Mare, Jonium Mare, Corsica, Sardinia, Africa, Dalmatia, Macedonia, Thracia; segue, in delineato, una piccola planimetria del “Troiae Campus” con 19 didascalie; il volumetto contiene 50 incisioni in acciaio in b/n f. t. finemente incise e raffiguranti vedute dell’Italia centro meridionale, alcune della Grecia, leg. in tutta tela verde con titolo in oro al dorso. Carl Ludwig Frommel (Birkenfeld, 1789 – Inspringen, 1863). Pittore e incisore di Scuola tedesca. Dopo aver visitato l’Italia, si ferma in Germania e diventa professore di pittura e di incisione a Carlsruhe. Si reca in Inghilterra dove apre un atelier di incisione. Interessante guida che racconta il viaggio dell’Eneide toccando parte del Lazio, della Sicilia e della Grecia. Tracce di usura alla legatura, foxing sporadico alle pagine, discreta conservazione.
Silver print cm 30 x 12. Stampa vintage. Lieve abrasione al bordo inferiore. Al verso timbro: Photo by Fausto Giaccone, Via In Selci 85. Roma e altro timbro, sempre di Giaccone Vicolo Penitenza (cancellato). Altro grande timbro di agenzia di stampa. Il reportage sul terremoto del Belice del '68 e' considerato un servizio di notevole importanza tra quelli fatti da questo autore. Giaccone, nato nel 1943, architetto, inizia proprio nel '68 ad occuparsi esclusivamente di fotografia. Nel 1975 e' in Portogallo dove fotografa gli avvenimenti successivi alla rivoluzione dei garofani.
Titolo: Europae Tabula VII Autore: Girolamo Ruscelli (1504 circa-1566) Atlante: La Geografia di Claudio Tolomeo alessandrino, già tradotta di greco in italiano da M. Giero. Ruscelli Data: 1560 circa Dimensioni del foglio: 210 x 295 mm. Dimensioni dell'incisione: 180 x 250 mm. Tecnica: incisione su rame colorato a mano Condizioni generali: Buone condizioni. Piccola mancanza di 6 mm. al margine di piegatura. Bellissima mappa tolemaica del 1561 che rappresenta Sicilia Sardegna e Malta. Al verso descrizione della mappa.Title: Europae Tabula VII Author: Girolamo Ruscelli (1504 circa-1566) Atlas: La Geografia di Claudio Tolomeo alessandrino, già tradotta di greco in italiano da M. Giero. Ruscelli Date: 1560 circa Size of the page: 210 x 295 mm. Size of the engraving: 180 x 250 mm. Technique: copper engraving coloured by hand Conditions: Good. Little lacking of 6 mm in the foldeing edge.Very beautiful ptolemaic map of 1561 representing Sicily Sardinia and Malta. In the verso description of the map.
Messanae Ex officina typographica haeredum Petri Breae, 1646. (cm. 26 x 20,5). Legatura coeva in pergamena. Pp. (24), 805, 1 c. b, (48). Testo su due colonne, stemma in silografia di Messina al frontespizio e in fine al testo, e del Regno in fine all'indice; firme di proprietà al frontespizio. Edizione originale dove l’autore raccoglie le sentenze più significative dei tribunali del Regno di Sicilia. Bibl: Mira, Bibliografia siciliana, I, 442 - Mongitore, Bibliotheca Sicula, II, 48 - Narbone, Bibliografia sicola sistematica, II, 176 - Lipari, Gli annali dei tipografi messinesi del '600, 187 - Diritto e cultura nella Sicilia medievale e moderna, pag. 210.
Paris Librairie Hachette 1877, In-folio demi chagrin rouge à coins, couverture conservée, viii + 743 pages. Illustré de 450 gravures sur bois par A. de BAR, BAUERNFEIND, Emile BAYARD, BERGUE, Germain BOHN, Arthur CALAME, H. CATENACCI, H. CLERGET, L. CREPON, FEROGIO, Karl GIRARDET, H. KAULBACH, F. KELLER, L. LANCELOT, PAQUIER, J. PETOT, RIOU, SAGLIO, E. THEROND etc.... Reliure un peu frottée, intérieur en parfait état. A TRAVERS LES ALPES - DE TRENTE A L'ADRIATIQUE - VENISE ET TRIESTE - LA PLAINE DU PO - LA RIVIERE DE GENES - L'EMILIE - LA TOSCANE - LES ROUTES DE ROME PAR LES MARCHES ET L'OMBRIE - ROME - LE TOUR DU LATIUM - EN ZIGZAG DE ROME A NAPLES - LES RIVAGES DE NAPLES ET DE SALERNE - POUILLE, BASILICATE ET CALABRES - LA SICILE A VOL D'OISEAU.
un vol. in 4 picc. cm. 23x15,5 pp. XXXVI-240-VI leg. cartonato pesante marezzato muto in barbe, parz. intonso 26 incisioni a piena pag. f.t. di ritratti di pittori Messinesi Usuali diffuse bruniture della carta più marcate su alcune stampe ma nel complesso buon esemplare con dedica autografa dell'autore al Duca Don Corr.° XX°..... (duca di Carcaci) "....le Memorie rappresentano un serio tentativo di elaborare e fondere un'ampia quantità di notizie in gran parte tratte da fonti locali e dalla storiografia artistica ufficiale. Importante è l'apporto dell'autore per la conoscenza di ogni singola opera d'arte, definita nello stato di conservazione, nella presenza di eventuali firme e nella reale provenienza da chiese in parte distrutte dal sisma del 1783. Dopo un lungo discorso preliminare che prende in considerazione le origini e i progressi delle arti a Messina (in gran parte desunti dalle Memorie de' pittori messinesi compilate da G. Grano e pubblicate nel 1792 a Napoli da Filippo Hackert), seguono ben centoquindici biografie di pittori, in cui un notevole spazio è affidato ai capiscuola e dove non si trascura la presenza degli "esteri che fiorirono in Messina" dal XIII al XVIII secolo. Il G. distingue i pittori trattati "in quattro classi, che formano quattro epoche diverse in quest'arte": della prima fanno parte Antonello e i suoi seguaci; nella seconda sono Polidoro Caldara da Caravaggio e i suoi allievi; alla terza appartengono "varj pittori eccellentissimi, ma quasi tutti di diverso stile" presenti a Messina fino alla rivolta antispagnola (1674-78); la quarta, infine, comprende gli artisti attivi nella città dal 1690 fino alla peste del 1743."
15801000184AGum 1580. Altkolorierter Kupferstich aus Cosmographia, Bildformat 31 x 36 cm, [6 Warenabbildungen]
190042311ABBerlin, Jäger, Kunstverlag 1900. Gr.-2° (49.5 x 36 cm). 47, (1) S., (38!) Tafeln (lose in Mappe). Original-Leinwand-Flügelmappe. Mappe stärker angestaubt, Rücken an Kopf und Fuß angeplatzt. Die Tafeln im äußeren weißen Rand teils geringf. gebräunt. Wenige Anmerkungen (Bleistift) im Text.
Cm. 19; pp. (8), 176, 1 tabella più volte ripiegata fuori testo. Brossura colorata ottocentesca. Ex libris in seconda di copertina. Argomenti trattati: "Necessità della coltura delle miniere nelle Sicilie - Ostacoli che si oppongono alla coltura delle Miniere in Sicilia - Mezzi necessari per effettuare la coltura delle miniere". Qualche traccia d'uso, buon esemplare di rara e importante opera. (24/831) 1363
MERIAN M. Sicilia Regnum. Incisione all’acquaforte. 1640 ca. Cm.27x35 oltre margini. Cartiglio con titolo, stemma della Città di Palermo ed insegna araldica del Sovrano.
Dalla “Topographia Italiae”, Francoforte, 1688. Incisione in rame all’acquaforte, cm 21,2 x 36,1 (alla lastra) più margini. A pieni margini e in buono stato.
In 8° piccolo; (2 b.), (2), 73, (136 b.) pp. Legatura coeva in mezza-tela marrone con piatti foderati da bella carta marmorizzata coeva. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Copia manoscritta coeva all'edizione a stampa, del rarissimo e celebre trattato omeopatico del dottore, magnetista animale e ipnotista siciliano, Giuseppe Migneco (Augusta 25 marzo 1820 - Catania 1 febbraio 1884), uno dei più celebri medici omeopatici del suo tempo oltre che studioso di magnetismo animale, conosciuto anche con il soprannome di “Il Cagliostro Piccolo”. Laureatosi in medicina a Catania nel 1842, perfeziona i suoi studi a Napoli. Qui assume la carica prestigiosa di chirurgo della Real Marina. Tornato a Catania segue i corsi di chirurgia ottenendo la laurea in Chirurgia. E' proprio negli ambienti napoletani che Migneco entra in contatto con le nascenti tecniche omeopatiche, portate nelle Due Sicilie, dai medici al seguito delle truppe austriache chiamate da Ferdinando I. Migneco, da sempre interessato alla medicina alternativa e già studioso del magnetismo animale, è tra i primissimi in Italia ad approfondire e divulgare le teorie omeopatiche che vedono il loro massimo sviluppo in Italia, proprio in meridione e fra il 1821 ed il 1870 periodo in cui diverse epidemie di colera affliggono il territorio borbonico. Nel 1854 è a Parigi dove entra in contatto con i circoli omeopatici e mesmerici parigini facendo la conoscenza del Marchese Giorgio Campana che diviene suo sodale amico e ne pagherà la pubblicazione delle opere. Gli inizi letterari di Migneco non sono però facili. L'ostracismo verso la medicina alternativa è moto forte e le autorità napoletane, su segnalazione di un parroco, Vizzini che accusa Migneco di “esercitare arte diabolica” condannano, il 10 agosto 1858, la sua monumentale opera in sette libri, “Fisiologia igienica e patologica”, al rogo. Sono proprio le epidemie di colera, però, a segnare una svolta nella vita di Migneco. Persa ogni speranza di fermare il colera, alcuni municipi, si rivolgono a Migneco che contro ogni previsione, probabilmente degli stessi committenti, ottiene risultati sorprendenti, ben superiore a quella degli altri medici chiamati a contrapporsi al male. L'estensore del manoscritto è anonimo ma la scrittura è sempre ben chiara e leggibile. L'opera a stampa, uscita nel 1855 a Roma, è rarissima, in quanto venne stampata in pochissime copie ed in conseguenza delle vicende biografiche dell'autore, tanto che nessun esemplare è oggi censito in ICCU. Il testo è così suddiviso: Il testo è articolato in 264 punti che descrivono, minuziosamente, le ricette omeopatiche, suddivisi in capitoli: Cap.I: "Disordini del dinamismo generale: Emozioni morali, Sonno e sogni, Febbri". Cap.II: "Affezioni diverse: Malattie del capo, Malattie degli organi della respirazione, Malattie degli organi genitali dell'uomo e della donna, Mestruazione, Incomodi della gravidanza, Conseguenze del Vajuolo, Malattie della pelle". Rif. Bibl.: Antonio e Francesco Negro, Bibliografia Omeopatica Italiana, Franco Angeli, 2007, pagina 53 per l'opera a stampa.
Stampa, antica ed originale, con raffigurazione della provincia di Palermo. Tra le località raffigurate: Trapani, Monreale, Termini Girgenti. La carta è corredata da un foglio in cui sono riportati alcuni dati riferiti alla regione raffigurata. Autore: Montecalerio Ioannis. Luogo: Sicilia - Palermo. Anno: 1712. Tecnica: incisione in rame. Dimensioni: 213x320. Per questa edizione della "Chorographica descriptio provinciarum et conventuum...", curata dal ministro provinciale di Milano Giovanni Battista da Cassine su espressa richiesta del Ministro Generale Agostino da Latisana, le tavole furono nuovamente incise con un disegno generale e coordinate geografiche del tutto differenti dalle precedenti edizioni. Gli incisori delle carte di questa edizione sono Simone Durello ed il padre cappuccino Michelangelo de Dinant. Appunti manoscritti al retro. Bibliografia: Valerio, Spagnolo "Sicilia 1477-1861 La collezione Spagnolo Patermo in quatro secoli di cartografia", vol II, n° 179, pag. 376