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Firenze, Attilio Quattrini, s.d. (primi del sec. XX), in-16, br. edit., pp. 160. Copertina tematica a colori.
Spine faded. Former owner's name on ffep. Slipcase in VG- condition with 1 stain, and tear with creasing to foreedge. ; 513 pages
1 Vol. In-8 pag. 36. Alcune fioriture PROG 44761 CATT_ATT 59
ill., br. Quanti e quali sono i frammenti dell'antica città di Pompei trafugati e restituiti perché ritenuti "maledetti"? Come e quando è nata la "leggenda" che dispenserebbe sventure su chiunque rubi un reperto dall'antica città, sepolta dalla furia del Vesuvio nel 79 dopo Cristo? Perché è ancora così viva? Che cosa l'ha alimentata così a lungo? Le lettere dei turisti, le testimonianze dei custodi, i racconti di chi ha vissuto "insolite" esperienze nell'antica città e non solo. Esoterismo, pratiche magiche e tutto quello che c'è da sapere sulle defixiones o maledizioni all'ombra del Vesuvio.
Cantarella Eva Dammi mille baci. Veri uomini e vere donne nell'antica Roma. , Feltrinelli 2009, Libro in condizioni mediocri, presenta pagine interne leggermente ingiallite Buono (Good) . <br> <br> Copertina flessibile <br> 188<br> 9788807490811
pp. 218, in 8°, brossura. Nuovo.
ill., br. Pompei è la città più viva delle città morte. Dal Settecento, quando cominciarono gli scavi, ha continuato a parlare, a svelare segreti, a dire l'ingegno, la bellezza, la florida grandezza della civiltà romana. Eva Cantarella e Luciana Jacobelli le hanno già dedicato un libro illustrato, una "guida" intelligente che è anche alla base di questa nuova avventura. Qui, senza rinunciare a un corredo essenziale di immagini, Pompei diventa soprattutto racconto: racconto delle vestigia, dei costumi (i modelli abitativi, i servizi pubblici, gli svaghi), della vita famigliare, dei culti religiosi. Ma non solo: complici le testimonianze e i documenti rinvenuti, le autrici risalgono a storie di vita vissuta, di legami amorosi, di relazioni nell'ambito della politica. Se Jacobelli indaga sul reperto archeologico e da quello trae, con rigore e sapienza, informazioni che accendono l'attenzione, Cantarella esplora il tessuto civile, i miti, le leggende. Ne esce un libro decisamente "narrativo" - che attinge anche all'ampia tradizione di storie tramandate dalla "scoperta" della città in poi, una sorta di germinazione di racconti che è un'altra parte della ricchezza culturale di Pompei. Non manca inoltre il quadro (in verità drammatico) dello stato di conservazione dei reperti, delle losche vicende legate alla gestione del patrimonio, dei tentativi di trovare una soluzione per confermare l'effettiva vitalità di Pompei.
Mm 110x180 Nuovo. Collana Saggi Tascabili. Brossura editoriale di 147 pagine, timbro commerciale al primo foglio bianco. Volume in stato di nuovo. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Tela ed. in-8, tit.e finestra impr. in oro al piatto, pp. 32, una tav. più volte ripieg. e sciolta con la megalografia del grande triclinio nella Villa dei Misteri dionisiaci, 1 pianta della villa n.t. Restauro conservativo alla cuffia super., interno molto buono.
Firenze, Bonechi, 1977, 8vo brossura con copertina illustrata a colori, pp. 110 completamente illustrato a colori.
In-8° gr. pp. 111 con una piante ripiueg. f.t. e moltissime ill. n.t. Bross. edit. ill.
Payot 1937. In-8 broché de 238 pages.21 figures 1 plan 25 gravures. Très bon état
La storia, la cronotassi, i ritratti, i cenni biografici e gli emblemi araldici. Pompei, 2012 in 8° pp. 124 complet. ill. a colori. Brossura edit. ill. a colori.
110 pages, illustrated, bibliography. eng
ill., br. "La sensualità di molte immagini che decoravano gli spazi domestici e pubblici dell'antica Pompei ha incuriosito, stupito, a volte imbarazzato gli osservatori moderni sin dall'inizio degli scavi scientifici nel sito vesuviano. L'onnipresenza di immagini erotiche e sensuali in tutti gli spazi e le sfere della vita viene a volte spiegata con l'approccio radicalmente diverso che il mondo pagano avrebbe avuto nei confronti dei piaceri dei sensi. Erotismo e sensualità non erano temi dell'arte romana ai tempi della prima Repubblica. Con l'espansione del potere romano, però, i Romani vennero in contatto con culture artistiche che riservavano a tali aspetti un posto infinitamente più centrale, in particolare quella greca. Ciò che vediamo a Pompei, dove gli spazi di una città romana si possono analizzare nel loro complesso, è dunque l'esito di un lungo processo di appropriazione e selezione, nel quale non mancarono mai momenti di resistenza e tensioni. Sarebbe sbagliato voler vedere nell'immaginario erotico e sensuale di Pompei un semplice riflesso della vita quotidiana "sensuale" nella città antica. La mostra porta in uno stesso luogo opere provenienti dai depositi del Parco archeologico a Pompei, a Oplontis e a Stabia, che mostrano sia diversi soggetti a contenuto sensuale ed erotico presenti a Pompei (da immagini mitologiche a scene di vita quotidiana), sia la varietà dei supporti e delle tecniche in cui tali soggetti trovarono concretamente espressione, dal grande affresco parietale fino alla lucerna, dalla scultura fino all'oggetto di arredo." (Maria Luisa Catoni, Gabriel Zuchtriegel)
<p>30 cm, brossura editoriale illustrata a colori, p. 99. Numerose foto a colori a piena e doppia pagina. </p>
in 4°, pp. 288, bella leg. p/tela verde con fregio floreale di Paul Souze impresso in bianco, verde, oro e nero, dorati i tagli; diario di viaggio ill. da m. belle inc. n.t. Lievi fior. 136/29
TOURS, A. Mame et fils - 1885 - In-8 - Reliure percaline éditeur frottée avec motifs noirs et dorés sur 1er & 4ème plats, titre et fleurons dorés au dos - Frontispice, illustrations NB dans le texte et HT - 215 pages AUTRE EXEMPLAIRE - Mention au 1 plat entouré d'une couronne de laurier :"Communauté de la Miséricorde - Pënsionnat du havre".
Milano, 1905, stralcio delle pag. 295/304 con illustrazioni - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
(Milano, 1905) estratto cop. muta, pp. 295/304 con ill. (scritte murali pompeiane) - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
8491422765.Ghardcover. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. hardcover
ill., br. Pompei non esiste solo nella sua materialità concreta in-situ ed ex-situ, ma anche in innumerevoli adattamenti e reinterpretazioni che danno forma alle nostre città e influenzano profondamente il mondo moderno. Questo libro esamina l'impatto dei dipinti murali pompeiani sulla progettazione architettonica e sul discorso europeo durante la Rivoluzione Industriale, con particolare attenzione al ruolo della città vesuviana come un laboratorio per la creazione di un nuovo 'stile di ferro'. Quando la ghisa è apparsa per la prima volta come materiale da costruzione, gli architetti si sono trovati di fronte ad una situazione senza precedenti sfide dopo millenni di costruzione in pietra: la ghisa richiedeva un nuovo linguaggio, una nuova sintassi, nuove proporzioni e ornamentali modelli adatti alle caratteristiche del materiale e in linea con gli standard funzionali ed estetici del moderno città. In questo contesto, le strutture immaginarie dipinte sulle pareti degli edifici pompeiani, interpretate come prefigurazione di un ordine architettonico leggero, arioso, smaterializzato, sono stati adattati alle esigenze del tempo attraverso un processo di trasferimento da un unico mezzo (superficie dipinta) ad un altro (struttura tridimensionale). Una selezione di casi di studio - tra cui opere di Karl Friedrich Schinkel, Henri Labrouste, Jakob Ignaz Hittorff e Gottfried Semper - illustrano come i cosiddetti arabeschi pompeiani, vale a dire gli arabeschi. Modelli, motivi e idee che si trovano nei dipinti ad affresco, sono stati trasformati in elementi in ferro a varie scale, che vanno dal dettaglio decorativo al supporto strutturale. Questo studio esplora anche altre forme di dialogo con la città antica, sia teorico che applicata, così come le questioni archeologiche, storico-artistiche e filosofiche legate ai dipinti e alla loro vita dopo la morte.
ill., br. Pompei non è semplicemente una città sepolta dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. È il prodotto di una riemersione in progress, di una sequenza secolare di scavi, restauri, ricostruzioni, riconfigurazioni museografiche. Come in un palinsesto, è un patrimonio immaginario costantemente rimodellato dalle metamorfosi della storia, dalla percezione collettiva, dai gusti, dagli stili di vita dei suoi pubblici. Mettere in valore, tutelare Pompei come osmosi vitale tra antichità e contemporaneità richiede, oggi, una profonda comprensione della interazione tra cambiamento e dissipazione, distruzione e rinnovamento, conservazione e ri-creazione: un impegno, un dialogo pluridisciplinare, essenziale per restituire la natura stratificata profonda di Pompei. Una rassegna rigorosa sugli indirizzi più aggiornati della storiografia e del restauro, sulle metodologie di rappresentazione e condivisione riferite ai colori, alla luce, alla cultura materiale della città antica, alle problematiche mutevoli della musealizzazione e della fruizione, attraverso un dialogo interdisciplinare esemplare tra scienze umane e scienze naturali.
Very faint shelfwear else fine. ; Pompei - Guide Tematiche; 73 pages
5445Paderborn: Ferdinand Schöningh, o. A. 45 Seiten , 18 cm, kart.,