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Della serie “Raccolta delle Principali Vedute di Roma…” di Domenico Amici, edita a Roma da Giovanni Raffaelli nel 1847.Si tratta di una delle prime edizioni a comprendere insieme le tre serie di vedute di Roma di Domenico Amici, precedentemente pubblicate: Raccolta delle Principali Vedute di Roma Trenta Vedute degli Obelischi, Scelte Fontane, e Chiostri di Roma Raccolta delle Vedute dei Contorni di Roma Le tavole sono datate dal 1832 al 1847. Acquaforte, in ottimo stato di conservazione. From the series “Raccolta delle Principali Vedute di Roma…” with plates engraved by Domenico Amici, published in Rome by Giovanni Raffaelli in 1847. An early editions of Amici's three series of Roman views, containing a total of 86 finely etched folio plates of the architecture (43 plates), fountains and monuments (30 plates), and outskirts of Rome (13 plates).The dates of the etchings range from 1832 to 1847. Captions in Italian. Etching, in very good condition.
Veduta incisa al tratto con bellissima coloritura coeva all'acquarello monocromo color seppia. La stampa editorialmente è applicata ad un supporto cartaceo dell'epoca. Il titolo manoscritto anch'esso coevo è scritto con pennino in inchiostro bruno
Particolare del monumento
Litografia stampata su carta cina. Leggero, quasi impercettibile, segno di gora d'acqua nell'angolo in alto a destra che non interessa la parte incisa.
[Roma], [si vendono presso Antonio Poggioli nella Stamperia Camerale], [1818], incisione in rame non firmata, mm. 150x202 (l'impronta della lastra), mm. 214x283 (il foglio). Tavola proveniente dall'opera: "Raccolta di monumenti più celebri di Roma Antica, con l'aggiunta delle quattro principali basiliche di Roma moderna, illustrati da A. Nibby". Quattro forellini all'estremità del margine bianco superiore (attraverso i quali passava il filo della legatura) per il resto ottime condizioni.
Acquaforte, 1745 circa, firmata in lastra. Magnifica prova, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione.Opera tratta dalle “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” stampata in Roma “a spese di Fausto Amidei”, 1748.La raccolta, in 4° oblungo, viene pubblicata da Fausto Amidei in varie edizioni dal 1745 al 1750, e da Giovanni Bouchard nel 1752. Conteneva frontespizio inciso e 93/96 tavole, delle quali 47 firmate Piranesi in lastra ed altre da Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, ed Anesi.Opere giovanili del Piranesi, appena giunto a Roma dove fu allievo della bottega di Giuseppe Vasi. Vasi lavora alle sue vedute, che presentate come raccolta, prenderanno dal 1747 il nome delle 'Magnificenze di Roma'; agli inizi dell’opera Piranesi lo affianca, ma, almeno dal 1744, produce sue proprie vedutine, che nel 1745 formano il nucleo più importante delle 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' per il libraio ed editore Amidei. Etching, around 1745, signed in plate. A very good impression with full margins, in perfect condition.Taken from the “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” printe in Rome by Fausto Amidei, 1748.The collection, in 4th oblong, is published by Fausto Amidei in various editions from 1745 to 1750, and by Giovanni Bouchard in 1752. It contained an engraved frontispiece and 93/96 plates, of which 47 signed by Piranesi and others by Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, and Anesi.Early works by Piranesi, who had just arrived in Rome where he was a student of the workshop of Giuseppe Vasi. Vasi’s works will take the name of the 'Magnificenze di Roma'; from 1747; at the beginning of the work Piranesi joined him, but, at least since 1744, he produced his own views, which in 1745 formed the most important nucleus of the 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' for the bookseller and editor Amidei .Taken from " Il Mercurio errante, delle grandezze di Roma, tanto antiche che moderne" di Pietro Rossini. Roma 1760.
Veduta incisa al tratto con bellissima coloritura coeva all'acquarello monocromo color seppia. La stampa editorialmente è applicata ad un supporto cartaceo dell'epoca.
Bella veduta dell'arco di Gallieno. Opera per la prima volta pubblicata nel Theatrum Civitatum et admirandorum Italiae, pubblicato ad Amsterdam nel 1663. Johannes Blaeu, durante la sua lunga attività editoriale pubblica tre volumi sulle città italiane. Nel 1663 i primi tre comprendevano: Stato della Chiesa, Roma e Regno di Napoli, Sicilia. Alla sua morte, i suoi eredi danno alla luce altri due volumi, datati 1682, incentrati sulle città del Piemonte e della Savoia, poi ristampati da altri editori nel 1693 e 1697. Il francese Pierre Mortier pubblica una ristampa nel 1704/5, intitolata Nouveau Theatre de l’Italie. L’opera, in quattro volumi, comprende le lastre del Blaeu, ritoccate e modificate in piccola parte, integrate dall’aggiunta di numerose nuove mappe di proprio disegno, raffiguranti le città della parte settentrionale della penisola, racchiuse nel primo volume dell’opera. L’atlante del Mortier venne pubblicato con testo latino, francese ed olandese. La particolarità che differenzia le due edizioni di Blaeu e Mortier è rappresentata dal fatto che il testo non è al verso della singola mappa (che quindi è bianca nel retro), ma si trova all’inizio di ogni singolo volume. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da R. Alberts ed edita nel 1724/5. Le opere tratte dalla prima edizione del Blaeu, 1663, sono caratterizzate dalla presenza del testo al verso e sono piuttosto rare. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Esemplare tratto dal Nouveau Theatre de l'Italie pubblicato ad Amsterdam nel 1704/5 o nel 1724. Bella veduta dell'arco di Gallieno.Opera per la prima volta pubblicata nel Theatrum Civitatum et admirandorum Italiae, pubblicato ad Amsterdam nel 1663. Johannes Blaeu, durante la sua lunga attività editoriale pubblica tre volumi sulle città italiane. Nel 1663 i primi tre comprendevano: Stato della Chiesa, Roma e Regno di Napoli, Sicilia. Alla sua morte, i suoi eredi danno alla luce altri due volumi, datati 1682, incentrati sulle città del Piemonte e della Savoia, poi ristampati da altri editori nel 1693 e 1697. Il francese Pierre Mortier pubblica una ristampa nel 1704/5, intitolata Nouveau Theatre de l’Italie. L’opera, in quattro volumi, comprende le lastre del Blaeu, ritoccate e modificate in piccola parte, integrate dall’aggiunta di numerose nuove mappe di proprio disegno, raffiguranti le città della parte settentrionale della penisola, racchiuse nel primo volume dell’opera. L’atlante del Mortier venne pubblicato con testo latino, francese ed olandese. La particolarità che differenzia le due edizioni di Blaeu e Mortier è rappresentata dal fatto che il testo non è al verso della singola mappa (che quindi è bianca nel retro), ma si trova all’inizio di ogni singolo volume. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da R. Alberts ed edita nel 1724/5. Le opere tratte dalla prima edizione del Blaeu, 1663, sono caratterizzate dalla presenza del testo al verso e sono piuttosto rare. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Esemplare tratto dal Nouveau Theatre de l'Italie pubblicato ad Amsterdam nel 1704/5 o nel 1724. Koeman pp. 332/338, Cremonini pp. 83-90.
Bella veduta dell'arco di Tito. Opera per la prima volta pubblicata nel Theatrum Civitatum et admirandorum Italiae, pubblicato ad Amsterdam nel 1663. Johannes Blaeu, durante la sua lunga attività editoriale pubblica tre volumi sulle città italiane. Nel 1663 i primi tre comprendevano: Stato della Chiesa, Roma e Regno di Napoli, Sicilia. Alla sua morte, i suoi eredi danno alla luce altri due volumi, datati 1682, incentrati sulle città del Piemonte e della Savoia, poi ristampati da altri editori nel 1693 e 1697. Il francese Pierre Mortier pubblica una ristampa nel 1704/5, intitolata Nouveau Theatre de l’Italie. L’opera, in quattro volumi, comprende le lastre del Blaeu, ritoccate e modificate in piccola parte, integrate dall’aggiunta di numerose nuove mappe di proprio disegno, raffiguranti le città della parte settentrionale della penisola, racchiuse nel primo volume dell’opera. L’atlante del Mortier venne pubblicato con testo latino, francese ed olandese. La particolarità che differenzia le due edizioni di Blaeu e Mortier è rappresentata dal fatto che il testo non è al verso della singola mappa (che quindi è bianca nel retro), ma si trova all’inizio di ogni singolo volume. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da R. Alberts ed edita nel 1724/5. Le opere tratte dalla prima edizione del Blaeu, 1663, sono caratterizzate dalla presenza del testo al verso e sono piuttosto rare. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Esemplare tratto dal Nouveau Theatre de l'Italie pubblicato ad Amsterdam nel 1704/5 o nel 1724. Bella veduta dell'arco di Tito. Opera per la prima volta pubblicata nel Theatrum Civitatum et admirandorum Italiae, pubblicato ad Amsterdam nel 1663. Johannes Blaeu, durante la sua lunga attività editoriale pubblica tre volumi sulle città italiane. Nel 1663 i primi tre comprendevano: Stato della Chiesa, Roma e Regno di Napoli, Sicilia. Alla sua morte, i suoi eredi danno alla luce altri due volumi, datati 1682, incentrati sulle città del Piemonte e della Savoia, poi ristampati da altri editori nel 1693 e 1697. Il francese Pierre Mortier pubblica una ristampa nel 1704/5, intitolata Nouveau Theatre de l’Italie. L’opera, in quattro volumi, comprende le lastre del Blaeu, ritoccate e modificate in piccola parte, integrate dall’aggiunta di numerose nuove mappe di proprio disegno, raffiguranti le città della parte settentrionale della penisola, racchiuse nel primo volume dell’opera. L’atlante del Mortier venne pubblicato con testo latino, francese ed olandese. La particolarità che differenzia le due edizioni di Blaeu e Mortier è rappresentata dal fatto che il testo non è al verso della singola mappa (che quindi è bianca nel retro), ma si trova all’inizio di ogni singolo volume. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da R. Alberts ed edita nel 1724/5. Le opere tratte dalla prima edizione del Blaeu, 1663, sono caratterizzate dalla presenza del testo al verso e sono piuttosto rare. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Esemplare tratto dal Nouveau Theatre de l'Italie pubblicato ad Amsterdam nel 1704/5 o nel 1724. Koeman pp. 332/338, Cremonini pp. 83-90.
Bella veduta dell'arco di Tito. Opera per la prima volta pubblicata nel Theatrum Civitatum et admirandorum Italiae, pubblicato ad Amsterdam nel 1663. Johannes Blaeu, durante la sua lunga attività editoriale pubblica tre volumi sulle città italiane. Nel 1663 i primi tre comprendevano: Stato della Chiesa, Roma e Regno di Napoli, Sicilia. Alla sua morte, i suoi eredi danno alla luce altri due volumi, datati 1682, incentrati sulle città del Piemonte e della Savoia, poi ristampati da altri editori nel 1693 e 1697. Il francese Pierre Mortier pubblica una ristampa nel 1704/5, intitolata Nouveau Theatre de l’Italie. L’opera, in quattro volumi, comprende le lastre del Blaeu, ritoccate e modificate in piccola parte, integrate dall’aggiunta di numerose nuove mappe di proprio disegno, raffiguranti le città della parte settentrionale della penisola, racchiuse nel primo volume dell’opera. L’atlante del Mortier venne pubblicato con testo latino, francese ed olandese. La particolarità che differenzia le due edizioni di Blaeu e Mortier è rappresentata dal fatto che il testo non è al verso della singola mappa (che quindi è bianca nel retro), ma si trova all’inizio di ogni singolo volume. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da R. Alberts ed edita nel 1724/5. Le opere tratte dalla prima edizione del Blaeu, 1663, sono caratterizzate dalla presenza del testo al verso e sono piuttosto rare. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Esemplare tratto dal Nouveau Theatre de l'Italie pubblicato ad Amsterdam nel 1704/5 o nel 1724. Bella veduta dell'arco di Tito. Opera per la prima volta pubblicata nel Theatrum Civitatum et admirandorum Italiae, pubblicato ad Amsterdam nel 1663. Johannes Blaeu, durante la sua lunga attività editoriale pubblica tre volumi sulle città italiane. Nel 1663 i primi tre comprendevano: Stato della Chiesa, Roma e Regno di Napoli, Sicilia. Alla sua morte, i suoi eredi danno alla luce altri due volumi, datati 1682, incentrati sulle città del Piemonte e della Savoia, poi ristampati da altri editori nel 1693 e 1697. Il francese Pierre Mortier pubblica una ristampa nel 1704/5, intitolata Nouveau Theatre de l’Italie. L’opera, in quattro volumi, comprende le lastre del Blaeu, ritoccate e modificate in piccola parte, integrate dall’aggiunta di numerose nuove mappe di proprio disegno, raffiguranti le città della parte settentrionale della penisola, racchiuse nel primo volume dell’opera. L’atlante del Mortier venne pubblicato con testo latino, francese ed olandese. La particolarità che differenzia le due edizioni di Blaeu e Mortier è rappresentata dal fatto che il testo non è al verso della singola mappa (che quindi è bianca nel retro), ma si trova all’inizio di ogni singolo volume. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da R. Alberts ed edita nel 1724/5. Le opere tratte dalla prima edizione del Blaeu, 1663, sono caratterizzate dalla presenza del testo al verso e sono piuttosto rare. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Esemplare tratto dal Nouveau Theatre de l'Italie pubblicato ad Amsterdam nel 1704/5 o nel 1724. Koeman pp. 332/338, Cremonini pp. 83-90.
Veduta tratta da "Urbis Romae aedificiorum illustriumquae […] supersunt reliquiae summa cum diligentia a Joanne Antonio Dosio stilo ferreo ut hodie cernuntur descriptae et a Jo Baptista de Cavaleriis aeneis tabulis incisis repraesentatae", la nota raccolta di antichi edifici romani pubblicata dal Cavalieri nel 1569 da disegni dell'architetto e scultore Giovanni Antonio Dosio. Incisione su rame, impressa su di un foglio di carta vergata coeva, rifilato ai margini e applicato su un un secondo foglio di carta vergata, in buono stato di conservazione. View from Urbis Romae aedificiorum illustriumquae [...] supersunt reliquiae summa cum diligentia Joanne Antonio Dosio iron stylus ut hodie cernuntur descriptae et Jo Baptista de Cavaleriis Aeneis tabulis incisis repraesentatae," collection of ancient Roman buildings published by Cavalleris in 1569 after drawings by the architect and sculptor Giovanni Antonio Dosio. Etching and engraving, printed on a sheet of contemporary laid paper, trimmed to the platemark, placed onto a second sheet. In good condition.
Della serie: "Ornamenti di Fabriche Antichi et Moderni Dell'Alma Citta di Roma con le sue dichiarazione fatti da Bartolommeo Rossi fiorentino…parte seconda" edito a Roma da Andrea Vaccari nel 1600.L'opera contiene 24 incisioni all'acquaforte, incluso il frontespizio architettonico realizzate da Giovanni Maggi, il cui nome è riportato in calce al frontespizio: "Ioannes maius Romanus delineauit anno Iubilei MDC".Ciascuna incisione è corredata di una didascalia in calce, che riporta o semplicemente il nome e la posizione del monumento, oppure anche una descrizione di carattere storico.L'opera è molto rara.Acquaforte, impressa su carta vergata coeva, ampli margini, in ottimo stato di conservazione. From the rare series: "Ornamenti di Fabriche Antichi et Moderni Dell'Alma Citta di Roma con le sue dichiarazione fatti da Bartolommeo Rossi fiorentino…parte seconda" published by Andrea Vaccari in 1600.Consists of 24 etchings, including the title-page, by Giovanni Maggi. The name of each monument appears at head of image, explanatory text at foot.Etching, printed on contemporary laid paper, large margins, in very good condition.
Bella veduta dell'arco di Portogallo, che un tempo si appoggiava a Palazzo Fiano, residenza romana dell'ambasciatore portoghese (da qui il nome); fu demolito nel 1662. Opera per la prima volta pubblicata nel Theatrum Civitatum et admirandorum Italiae, pubblicato ad Amsterdam nel 1663. Johannes Blaeu, durante la sua lunga attività editoriale pubblica tre volumi sulle città italiane. Nel 1663 i primi tre comprendevano: Stato della Chiesa, Roma e Regno di Napoli, Sicilia. Alla sua morte, i suoi eredi danno alla luce altri due volumi, datati 1682, incentrati sulle città del Piemonte e della Savoia, poi ristampati da altri editori nel 1693 e 1697. Il francese Pierre Mortier pubblica una ristampa nel 1704/5, intitolata Nouveau Theatre de l’Italie. L’opera, in quattro volumi, comprende le lastre del Blaeu, ritoccate e modificate in piccola parte, integrate dall’aggiunta di numerose nuove mappe di proprio disegno, raffiguranti le città della parte settentrionale della penisola, racchiuse nel primo volume dell’opera. L’atlante del Mortier venne pubblicato con testo latino, francese ed olandese. La particolarità che differenzia le due edizioni di Blaeu e Mortier è rappresentata dal fatto che il testo non è al verso della singola mappa (che quindi è bianca nel retro), ma si trova all’inizio di ogni singolo volume. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da R. Alberts ed edita nel 1724/5. Le opere tratte dalla prima edizione del Blaeu, 1663, sono caratterizzate dalla presenza del testo al verso e sono piuttosto rare. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Esemplare tratto dal Nouveau Theatre de l'Italie pubblicato ad Amsterdam nel 1704/5 o nel 1724. Bella veduta dell'arco di Portogallo, che un tempo si appoggiava a Palazzo Fiano, residenza romana dell'ambasciatore portoghese (da qui il nome); fu demolito nel 1662. Opera per la prima volta pubblicata nel Theatrum Civitatum et admirandorum Italiae, pubblicato ad Amsterdam nel 1663. Johannes Blaeu, durante la sua lunga attività editoriale pubblica tre volumi sulle città italiane. Nel 1663 i primi tre comprendevano: Stato della Chiesa, Roma e Regno di Napoli, Sicilia. Alla sua morte, i suoi eredi danno alla luce altri due volumi, datati 1682, incentrati sulle città del Piemonte e della Savoia, poi ristampati da altri editori nel 1693 e 1697. Il francese Pierre Mortier pubblica una ristampa nel 1704/5, intitolata Nouveau Theatre de l’Italie. L’opera, in quattro volumi, comprende le lastre del Blaeu, ritoccate e modificate in piccola parte, integrate dall’aggiunta di numerose nuove mappe di proprio disegno, raffiguranti le città della parte settentrionale della penisola, racchiuse nel primo volume dell’opera. L’atlante del Mortier venne pubblicato con testo latino, francese ed olandese. La particolarità che differenzia le due edizioni di Blaeu e Mortier è rappresentata dal fatto che il testo non è al verso della singola mappa (che quindi è bianca nel retro), ma si trova all’inizio di ogni singolo volume. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da R. Alberts ed edita nel 1724/5. Le opere tratte dalla prima edizione del Blaeu, 1663, sono caratterizzate dalla presenza del testo al verso e sono piuttosto rare. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Esemplare tratto dal Nouveau Theatre de l'Italie pubblicato ad Amsterdam nel 1704/5 o nel 1724. Koeman pp. 332/338, Cremonini pp. 83-90.
Bella veduta dell'arco di Settimio Severo. Opera per la prima volta pubblicata nel Theatrum Civitatum et admirandorum Italiae, pubblicato ad Amsterdam nel 1663. Johannes Blaeu, durante la sua lunga attività editoriale pubblica tre volumi sulle città italiane. Nel 1663 i primi tre comprendevano: Stato della Chiesa, Roma e Regno di Napoli, Sicilia. Alla sua morte, i suoi eredi danno alla luce altri due volumi, datati 1682, incentrati sulle città del Piemonte e della Savoia, poi ristampati da altri editori nel 1693 e 1697. Il francese Pierre Mortier pubblica una ristampa nel 1704/5, intitolata Nouveau Theatre de l’Italie. L’opera, in quattro volumi, comprende le lastre del Blaeu, ritoccate e modificate in piccola parte, integrate dall’aggiunta di numerose nuove mappe di proprio disegno, raffiguranti le città della parte settentrionale della penisola, racchiuse nel primo volume dell’opera. L’atlante del Mortier venne pubblicato con testo latino, francese ed olandese. La particolarità che differenzia le due edizioni di Blaeu e Mortier è rappresentata dal fatto che il testo non è al verso della singola mappa (che quindi è bianca nel retro), ma si trova all’inizio di ogni singolo volume. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da R. Alberts ed edita nel 1724/5. Le opere tratte dalla prima edizione del Blaeu, 1663, sono caratterizzate dalla presenza del testo al verso e sono piuttosto rare. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Esemplare tratto dal Nouveau Theatre de l'Italie pubblicato ad Amsterdam nel 1704/5 o nel 1724. Bella veduta dell'arco di Settimio Severo. Opera per la prima volta pubblicata nel Theatrum Civitatum et admirandorum Italiae, pubblicato ad Amsterdam nel 1663. Johannes Blaeu, durante la sua lunga attività editoriale pubblica tre volumi sulle città italiane. Nel 1663 i primi tre comprendevano: Stato della Chiesa, Roma e Regno di Napoli, Sicilia. Alla sua morte, i suoi eredi danno alla luce altri due volumi, datati 1682, incentrati sulle città del Piemonte e della Savoia, poi ristampati da altri editori nel 1693 e 1697. Il francese Pierre Mortier pubblica una ristampa nel 1704/5, intitolata Nouveau Theatre de l’Italie. L’opera, in quattro volumi, comprende le lastre del Blaeu, ritoccate e modificate in piccola parte, integrate dall’aggiunta di numerose nuove mappe di proprio disegno, raffiguranti le città della parte settentrionale della penisola, racchiuse nel primo volume dell’opera. L’atlante del Mortier venne pubblicato con testo latino, francese ed olandese. La particolarità che differenzia le due edizioni di Blaeu e Mortier è rappresentata dal fatto che il testo non è al verso della singola mappa (che quindi è bianca nel retro), ma si trova all’inizio di ogni singolo volume. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da R. Alberts ed edita nel 1724/5. Le opere tratte dalla prima edizione del Blaeu, 1663, sono caratterizzate dalla presenza del testo al verso e sono piuttosto rare. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Esemplare tratto dal Nouveau Theatre de l'Italie pubblicato ad Amsterdam nel 1704/5 o nel 1724. Koeman pp. 332/338, Cremonini pp. 83-90.
Tavola tratta dal celebre Antiquae urbis splendor di Giacomo Lauro, opera di grande importanza storica e archeologica che l’autore iniziò nel 1612. Il titolo intero è: Antiquae urbis splendor, hoc est praecipua eiusdum templa, amphitheatra, theatra, circi, naumachie, arcus triumphales, mausolea aliaque sumptuosiora aedificia, pompae item triumphalis et colossaearum imaginum descriptio; opera & industria Iacobi Lauri Romani in aes incisa atque in lucem edita. Addita est breuis quaedam et succincta imaginum explicatio in qua regum consulum imperatoruq; res gestae et rei romanae origo progressus incrementum, ac finis cu almae urbis antiquor. ac modernor. vestigior. additione utcunq; hoc insequenti anno 1630 reperiutur, et ex veteru ac recentior. historiar. monumentis clare ostenditur. Il libro ha una lunga e varia storia di pubblicazione, a partire dal 1612, anche se il lavoro di Lauro sul libro precede la sua pubblicazione di almeno diciotto anni. Il libro fu stampato per la prima volta da Giacomo Mascardi, e originariamente conteneva solo due parti, anche se nel 1615 si era allargato a una terza parte. La prima parte conteneva 37 incisioni, con una dedica al re Sigismondo III di Polonia, datata 1614, e un ritratto datato 1609 (preso in prestito da un altro libro di incisioni). La seconda parte conteneva un ritratto di Carlo Emanuele I, duca di Savoia, datato 1613, e 41 incisioni. Vale la pena notare che questi primi due libri erano entrambi dedicati alla nobiltà polacca, probabilmente a causa del fatto che Lauro aveva goduto di patrocinio dall'incisione di battaglie polacche all'inizio della sua carriera. La terza parte, aggiunta più tardi, era dedicata a Ranuccio Farnese, uno dei maggiori mecenati di Lauro più tardi nella sua vita, e conteneva 40 incisioni. Il numero di tavole incluse in ciascuna delle precedenti edizioni dell'opera di Lauro (stampate alla Camera Apostolica nel 1614 in quattro parti, e stampate di nuovo lì nel 1621 in tre parti) fu finalmente stabilito nel 1628 con l'aggiunta del quarto e ultimo libro per un totale di 166 incisioni, che è il numero generalmente accettato per quante incisioni totali Lauro produsse per quest'opera. L'edizione pubblicata da Vitale Mascardi e curata da Giovanni Alto uscì nel 1637. Alto ha aggiunto un indice finale e numerato ciascuna delle incisioni, 2-167, per quest'ultima edizione. Incisione in rame, stampata su carta vergata coeva, con margini, in ottimo stato di conservazione. Plate taken from the important Antiquae urbis splendor by Giacomo Lauro. The full title is: Antiquae urbis splendor, hoc est praecipua eiusdum templa, amphitheatra, theatra, circi, naumachie, arcus triumphales, mausolea aliaque sumptuosiora aedificia, pompae item triumphalis et colossaearum imaginum descriptio; opera & industria Iacobi Lauri Romani in aes incisa atque in lucem edita. Addita est breuis quaedam et succincta imaginum explicatio in qua regum consulum imperatoruq; res gestae et rei romanae origo progressus incrementum, ac finis cu almae urbis antiquor. ac modernor. vestigior. additione utcunq; hoc insequenti anno 1630 reperiutur, et ex veteru ac recentior. historiar. monumentis clare ostenditur. The book has a long and varied history of publishing, beginning in 1612, though Lauro’s work on the book predates its publishing by at least eighteen years. The book was first printed by Giacomo Mascardi, and it originally only contained two parts, though by 1615 it had expanded to a third part. The first part contained 37 engravings, with a dedication to King Sigismund III of Poland, dated 1614, and a portrait dated 1609 (borrowed from another book of engravings). The second part contained a portrait of Charles Emmanuel I, Duke of Savoy, dated 1613, and 41 engravings. It is worth noting that these first two books were both dedicated to Polish nobility, probably due to the fact that Lauro had enjoyed patronage from engraving Polish battles early in his career. The third part, added later, was dedicated to Ranuccio Farnese, one of Lauro’s greater patrons later in his life, and contained 40 engravings. The number of plates included in each of the earlier editions of Lauro’s work (printed at the Camera Apostolica in 1614 in four parts, and printed there again in 1621 in three parts) was finally settled in 1628 with the addition of the fourth and final book for a total of 166 engravings, which is the generally accepted number for how many engravings total Lauro produced for this work. The edition published by Vitale Mascardi and curated by Giovanni Alto was released in 1637. Alto added a final index and numbered each of the engravings, 2-167, for this latest release. Copperplate, printed on contemporary laid paper, with margins, good condition.
Della serie: "Ornamenti di Fabriche Antichi et Moderni Dell'Alma Citta di Roma con le sue dichiarazione fatti da Bartolommeo Rossi fiorentino…parte seconda" edito a Roma da Andrea Vaccari nel 1600.L'opera contiene 24 incisioni all'acquaforte, incluso il frontespizio architettonico, realizzate da Giovanni Maggi, il cui nome è riportato in calce al frontespizio: "Ioannes maius Romanus delineauit anno Iubilei MDC".Ciascuna incisione è corredata di una didascalia in calce, che riporta o semplicemente il nome e la posizione del monumento, oppure anche una descrizione di carattere storico.L'opera è molto rara.Acquaforte, impressa su carta vergata coeva, ampli margini, in ottimo stato di conservazione. From the rare series: "Ornamenti di Fabriche Antichi et Moderni Dell'Alma Citta di Roma con le sue dichiarazione fatti da Bartolommeo Rossi fiorentino…parte seconda" published by Andrea Vaccari in 1600.Consists of 24 etchings, including the title-page, by Giovanni Maggi. The name of each monument appears at head of image, explanatory text at foot.Etching, printed on contemporary laid paper, large margins, in very good condition.
Tavola tratta dal celebre Antiquae urbis splendor di Giacomo Lauro, opera di grande importanza storica e archeologica che l’autore iniziò nel 1612. Il titolo intero è: Antiquae urbis splendor, hoc est praecipua eiusdum templa, amphitheatra, theatra, circi, naumachie, arcus triumphales, mausolea aliaque sumptuosiora aedificia, pompae item triumphalis et colossaearum imaginum descriptio; opera & industria Iacobi Lauri Romani in aes incisa atque in lucem edita. Addita est breuis quaedam et succincta imaginum explicatio in qua regum consulum imperatoruq; res gestae et rei romanae origo progressus incrementum, ac finis cu almae urbis antiquor. ac modernor. vestigior. additione utcunq; hoc insequenti anno 1630 reperiutur, et ex veteru ac recentior. historiar. monumentis clare ostenditur. Il libro ha una lunga e varia storia di pubblicazione, a partire dal 1612, anche se il lavoro di Lauro sul libro precede la sua pubblicazione di almeno diciotto anni. Il libro fu stampato per la prima volta da Giacomo Mascardi, e originariamente conteneva solo due parti, anche se nel 1615 si era allargato a una terza parte. La prima parte conteneva 37 incisioni, con una dedica al re Sigismondo III di Polonia, datata 1614, e un ritratto datato 1609 (preso in prestito da un altro libro di incisioni). La seconda parte conteneva un ritratto di Carlo Emanuele I, duca di Savoia, datato 1613, e 41 incisioni. Vale la pena notare che questi primi due libri erano entrambi dedicati alla nobiltà polacca, probabilmente a causa del fatto che Lauro aveva goduto di patrocinio dall'incisione di battaglie polacche all'inizio della sua carriera. La terza parte, aggiunta più tardi, era dedicata a Ranuccio Farnese, uno dei maggiori mecenati di Lauro più tardi nella sua vita, e conteneva 40 incisioni. Il numero di tavole incluse in ciascuna delle precedenti edizioni dell'opera di Lauro (stampate alla Camera Apostolica nel 1614 in quattro parti, e stampate di nuovo lì nel 1621 in tre parti) fu finalmente stabilito nel 1628 con l'aggiunta del quarto e ultimo libro per un totale di 166 incisioni, che è il numero generalmente accettato per quante incisioni totali Lauro produsse per quest'opera. L'edizione pubblicata da Vitale Mascardi e curata da Giovanni Alto uscì nel 1637. Alto ha aggiunto un indice finale e numerato ciascuna delle incisioni, 2-167, per quest'ultima edizione. Incisione in rame, stampata su carta vergata coeva, con margini, in ottimo stato di conservazione. Plate taken from the important Antiquae urbis splendor by Giacomo Lauro. The full title is: Antiquae urbis splendor, hoc est praecipua eiusdum templa, amphitheatra, theatra, circi, naumachie, arcus triumphales, mausolea aliaque sumptuosiora aedificia, pompae item triumphalis et colossaearum imaginum descriptio; opera & industria Iacobi Lauri Romani in aes incisa atque in lucem edita. Addita est breuis quaedam et succincta imaginum explicatio in qua regum consulum imperatoruq; res gestae et rei romanae origo progressus incrementum, ac finis cu almae urbis antiquor. ac modernor. vestigior. additione utcunq; hoc insequenti anno 1630 reperiutur, et ex veteru ac recentior. historiar. monumentis clare ostenditur. The book has a long and varied history of publishing, beginning in 1612, though Lauro’s work on the book predates its publishing by at least eighteen years. The book was first printed by Giacomo Mascardi, and it originally only contained two parts, though by 1615 it had expanded to a third part. The first part contained 37 engravings, with a dedication to King Sigismund III of Poland, dated 1614, and a portrait dated 1609 (borrowed from another book of engravings). The second part contained a portrait of Charles Emmanuel I, Duke of Savoy, dated 1613, and 41 engravings. It is worth noting that these first two books were both dedicated to Polish nobility, probably due to the fact that Lauro had enjoyed patronage from engraving Polish battles early in his career. The third part, added later, was dedicated to Ranuccio Farnese, one of Lauro’s greater patrons later in his life, and contained 40 engravings. The number of plates included in each of the earlier editions of Lauro’s work (printed at the Camera Apostolica in 1614 in four parts, and printed there again in 1621 in three parts) was finally settled in 1628 with the addition of the fourth and final book for a total of 166 engravings, which is the generally accepted number for how many engravings total Lauro produced for this work. The edition published by Vitale Mascardi and curated by Giovanni Alto was released in 1637. Alto added a final index and numbered each of the engravings, 2-167, for this latest release. Copperplate, printed on contemporary laid paper, with margins, good condition. Rossetti, Rome: A Bibliography. Vol. 3. (2000) p. 39-40.; Buckley, The Splendors of Ancient Rome: A Seventeenth Century View. The Splendors of Ancient Rome (1974); Laura Di Calisto, Lauro Giacomo in Dizionario Biografico Degli Italiani_ Vol. 64. (2005).
Trento, ANMS, 1998, 8vo stralcio con copertina posticcia muta, pp. 371/376. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
Un volume (16x22,5 cm) di 195 pagine. Pochi tratti a matita ai margini. Brossura editoriale, nella collana Roma nel Cinquecento. Qualche difetto al dorso. Prima edizione. Allegata una lettera firmata dell'autore P. Romano (vero nome Pietro Fornari) per omaggio del libro.
Pianta del rione tratta dalla celebre guida di Roma di Dominique Magnan La ville de Rome, ou, Description abrégée de cette superbe ville: divisée en quatre volumes: et ornée de 425 planches en taille douce. A Rome: De l'imprimerie d'Archange Casaletti ... : Chez Venan. Monaldini, Bouchard et Gravier : Gregoire Settari ..., 1778. Dominique Magnan (1731–1796), dotto abate francese del convento della Trinità dei Monti, dell'ordine dei minimi, a Roma, che fu profondamente coinvolto nella vita intellettuale della sua comunità durante la seconda metà del XVIII secolo. Ha studiato all'università di Avignone, poi si è unito ai Minimi di La Ciotat all'età di 20 anni, dove ha iniziato la sua carriera come collezionista di monete e medaglie antiche. Nominato professore di teologia a Marsiglia, ha continuato il suo lavoro. Si mise in contatto con i più famosi antiquari dell'epoca, sia in Italia che in Germania, e acquisì rapidamente una vasta reputazione. I suoi primi libri hanno ricevuto il plauso della critica. Ma i suoi lavori più significativi erano sulla numismatica sebbene fortemente criticati dagli specialisti dell'epoca in quanto la copertura universale e completa del soggetto poteva mantenere la confusione tra monete autentiche e false. Bibliografia: Rossetti, G-1285; Schudt 363. Map taken from the famous guide of Rome by Dominique Magnan La ville de Rome, ou, Description abrégée de cette superbe ville: divisée en quatre volumes: et ornée de 425 planches en taille douce. A Rome: De l'imprimerie d'Archange Casaletti ... : Chez Venan. Monaldini, Bouchard et Gravier : Gregoire Settari ..., 1778. Dominique Magnan (1731–1796), a learned French abbot of the Trinità dei Monti convent, of the order of the minims, in Rome, who was deeply involved in the intellectual life of his community during the second half of the 18th century. He studied at the University of Avignon, then joined the Minims of La Ciotat at age 20, where he began his career as a collector of ancient coins and medals. Appointed professor of theology in Marseille, he continued his work. He got in touch with the most famous antiquaries of the time, both in Italy and Germany, and speedily acquired an extensive reputation. His first books received critical acclaim. But his most significant works were on numismatics though heavily criticized by specialists of the time in that universal and complete coverage of the subject could maintain confusion between authentic coins and the fake ones. Bibliografia: Rossetti, G-1285; Schudt 363.
pp. 195, cm 22x16, brossura, con 8 illustrazioni in nero fuori testo, collana "Roma nel Cinquecento", piccola mancanza al dorso.
23x15 cm. [265-109] 156 pages. Softcover. Cover slightly dirty. Small mark on front cover. Ex-Library copy with usual marks. Papers slightly yellowing. Else in good condition.
In 4? (cm 30), Brossura moderna in carta Varese, pagg.26 Stralcio di pagg. 26 (pagg. 17-43) con 12 ill. b.n. n.t., ben conservato. Contiene notizie relative alle scoperte archeologiche presso: Arezzo ("Scoperte nell'orto di s. Maria in Gradi"); Civita Castellana ("Nuove scoperte nella necropoli falisca"); Roma ("Nuove scoperte nella citt? e nel suburbio"); Ostia; Torre del padiglione; Pompei ("Relazione degli scavi fatti dal decembre 1902 a tutto marzo 1905"). L'articolo su Arezzo ? firmato da Ubaldo Pasqui (Arezzo, 1859-1939); quello su Roma e Torre del Padiglione da Dante Vaglieri (Trieste, 1865 ? Ostia antica, 1913); quello su Pompei da Antonio Sogliano(Napoli 1854 - 1942).
DESCRIZIONE: Ed. La Conca Roma 1996, br. ed. ill., pp. 64 in 8°. CONDIZIONI: Ottime. PESO / WEIGHT: 100 gr. without package
In-8° pp. 438, leg. in cartone edit. ill. a colori.