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(Firenze, IGM, 1951) stralcio con copertina posticcia muta, pp. 745/750 con 12 illustrazioni. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
in 8° br. fig. a col. pp.166, numm.foto in b/n, disegni, ben tenuto
In-8° pp. 312 con 16 tav. di foto a col. f.t. Leg. edit. con sovrac.
Roma, 1908, 17 maggio, fascicolo di 16 pagine de "La Tribuna Illustrata" con copertina a colori.
Un volume broché de format petit in 8° de 160 pp., sur beau papier couché; très nombreuses illustrations; couverture illustrée. Comme neuf. Voir les photos.
172 S. Original Karton mit Rücken- und illustriertem Deckeltitel, Paperback. (= Die Schriftenreihe des Instituts für Kulturanthropologie und Europäische Ethnologie der Universität Frankfurt am Main, Band 51). Guter Zustand.
Mm 135x210 Brossura editoriale di pp. 135, con tavole in bianco e nero fuori testo, in buono stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Milano, Bompiani, 1982, 8vo (cm. 21,5 x 13,5) brossura editoriale con copertina illustrata a colori, pp. 139 con 3 cartine nel testo e 15 tavole fotografiche fuori testo.
1 vol. in-8°,. broche. couv.ill. 182 pp Bon etat (coin inferieur dechire au 2e plat de couv. et a la dernière page interieure). [DV-7]
Broché. 372 pages. Format de poche.
237 p.; 21 cm. Bross. edit. Molto buono
Arthaud 1969, In-8 broché, 349 pages. 25 photographies, 2 cartes; Parfait état.
Cm. 24; pp. 297, (3). Tela editoriae a stampa, sovracoperta illustrata colorata. Ricco apparato fotografico in bianco e nero e a colori fuori testo. Ottimo esemplare 783
Milano, Sperling & Kupfer, 2003, 8vo (cm. 22,5 x 14,5) tutta tela editoriale con sovraccoperta illustrata a colori, pp. XX-329 con numerose illustrazioni fotografiche fuori testo.
Broch?. 174 pages. Jaquette.
français In-8 de 262 pp.; broché de l'éditeur. Envoi autographe signé de François Nicolas en première garde.
Broch?. 71+71 pages. Tr?s bon ?tat.
Very Good Turkish Paperback. Cr. 8vo. (19 x 12 cm). In Turkish and Uzbek. 189 p. Erges Uçkun ve yurt kosuglari. Ersh Khanoglu Uçkun, (1927-2009) was a poet with Uzbek origin living presently in the United States.
Giunchi Elisa Il pashtun armato : la diffusione di armi da fuoco in Afghanistan e il declino dell'Impero britannico (1880-1914). Milano, Mondadori Università 2021 italian, 247 VV8 Opera con copertina morbida in brossura. VII, 247 p. : ill. ; 21 cm
This book examines the role oil has played in conflicts around the globe over the last century. It looks at the actions governments and multinational companies have taken to secure their oil supplies since the 1920s, examining accusations that they promote conflict and support corrupt or violent regimes.
br. Il giovane caporale maggiore Luca Barisonzi ha ventun anni e non ha dubbi: risponde di sì alla chiamata del suo Paese, che risuona urgente ogni volta che sente intonare l'Inno di Mameli. La missione è un passaggio obbligato per chi, come lui, ha scelto la divisa. Per questo, nel settembre del 2010, è partito per l'Afghanistan, destinazione Bala Murghab, sulla Ring Road. Luca Barisonzi è stato ferito gravemente il 18 gennaio 2011, durante un attentato in cui morì il commilitone sardo Luca Sanna, e da allora è stato ricoverato prima al Reparto Unità Spinale dell'Ospedale Niguarda di Milano e poi in un centro di riabilitazione in Svizzera. Nella sua vibrante testimonianza racconta i ricordi, i sogni e le speranze di un giovane soldato dei nostri tempi, dall'arruolamento volontario alla partenza per l'Afghanistan: gli aiuti umanitari, l'incontro con il popolo afghano e con i suoi bambini, i rapporti con i compagni e la vita quotidiana alla base, fino al tragico epilogo di una missione che per lui non si è ancora conclusa e che continua in ospedale, sulla sedia a rotelle, per riavere una vita il più possibile vicina alla normalità. La sua è la storia di un ragazzo come tanti, di un alpino come pochi, che insegna cosa significhino davvero oggi parole come coraggio, fratellanza, onore, spirito di servizio.
Per la sua eccezionale posizione geopolitica di crocevia dell'Asia e di ponte naturale tra Medio Oriente e Subcontinente indiano, l'Afghanistan fu sempre terra di conquista e di competizione politica. Dal 1813 al 1907 le montagne e gli aridi altopiani afghani divennero la scacchiera del Great Game, un conflitto a "bassa intensità" combattuto prevalentemente con le armi dello spionaggio, dell'intrigo e della corruzione da militari e agenti segreti inviati da Londra e da San Pietroburgo, la cui posta era costituita dal possesso del "gioiello" del British Empire (l'India). Il tuono dei "cannoni d'agosto" del 1914 diede il via alla Grande Guerra e segnò l'inizio di una nuova versione del "Grande Gioco". Negli anni Trenta del Novecento furono il Terzo Reich, l'Unione Sovietica e l'Italia fascista ad attuare una penetrazione in Afghanistan che doveva consegnare nelle mani di Hitler, Stalin e Mussolini l'avamposto da cui far partire l'avanzata delle tre dittature verso l'Asia meridionale. Dopo il decennio dell'occupazione sovietica, il regime teocratico talebano, l'invasione statunitense del 2001, la partita continua ancora oggi nell'area che è stata definita il "Grande Scacchiere" dove si deciderà il conflitto per la supremazia globale. Autori: Eugenio Di Rienzo.
ill., br. Iniziata con l'invasione sovietica, l'ultima guerra afgana compie quarant'anni con attori diversi ma sempre con le stesse vittime: i civili.Una lunga guerra della quale Usa e alleati - tra cui l'Italia - sono tra i maggiori responsabili anche per l'ennesima grande illusione: diritti, lavoro, dignità, uguaglianza. A diciotto anni dall'ultima fase del conflitto iniziato nel 2001, il disastroso bilancio è anche il manifesto di come si possa utilizzare la bandiera dei diritti per violarli ripetutamente. I saggi scritti dai più autorevoli osservatori delle vicende afgane disegnano illusioni e sofferenza, le responsabilità di guerriglia, governo e alleati stranieri, i giochi degli attori regionali e lo spregiudicato uso di una propaganda cui non credono più nemmeno i suoi inventori.Una fotografia in bianco e nero dove il nero trionfa. Un atto d'accusa che, pur riconoscendo la buona fede di molti, mette il dito nella piaga della malafede tipica di ogni conflitto.
Harcover, 8vo., pp384 A very good copy in a good DW. [P-14]