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Fair/fair (transparent protective wrapper taped to endpapers over dj with front flap removed, glue marks endpapers, ex-library copy with usual library markings, front flap pasted to back endpaper, front hinge cracked but textblock binding firm, stains on a few pages and two towns on maps circled in ink) octavo 224pp. First British edition. With map and 8pp b/w photographs. Two years in Afghanistan in the 1950s.
Buono stato, coperta illustrata in cartoncino patinato semirigido, bordo poco sfregato, tagli e pagine, in carta patinata, ottimamente conservati. Presenta testo posto su due colonne, belle fotografie a colori, alcune illustrazioni in b. e n., una cartina in scala di grigi. Grafica Jacques Maillot. I.a edizione in brossura. Pagine non numerate USATO
In 4° grande; 227, (5) pp. 50 tavole a colori applicate sulla bellissima carta azzurra tipica delle edizioni di Franco Maria Ricci. Cofanetto editoriale in tela nera foderato con la bella carta nera Ricci. Titolo impresso in nero su fascetta azzurra al dorso del cofanetto. Legatura editoriale in piena tela nera, con titolo, autori e stampatori in oro ai piatti ed al dorso ed al piatto anteriore applicata immagina a colori di quadro persiano. “Questa prima edizione è stata impressa da Franco Levi sotto la direzione di Franco Maria Ricci a Milano nel mese di Novembre 1982. I caratteri usati sono i bodoniani. La carta a mano vergata è stata fabbricata appositamente alla forma tonda nelle Cartiere Milani di Fabriano. Sono state tirate 5000 copie numerate in caratteri arabi, oltre ad alcune copie contrassegnate C.E. riservate all'editore, ai collaboratori e agli amici. Questo esemplare è il numero”. Il nostro è l'esemplare numero 3112. L'opera è il numero 30 della collana de “I segni del tempo”. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione di questo interessante trattato sulla pittura della Persia corrispondente all'attuale, Iraq, Iran, Afghanistan, Pakistan, Armenia, Turkmenistan, Uzbekistan e Tajikistan. Prima edizione.
ill., br. I Kafiri sono genti indoeuropee, del gruppo indoiranico, che abitano - sarebbe meglio dire abitavano, essendo ormai praticamente estinti - le vallate impervie e quasi inaccessibili dell'alto Hindu Kush (l'antico Paropàmiso dei Greci) a nord-est di Kabul. L'Hindu Kush è la catena montuosa quasi frangia occidentale delle catene del Pamir, del Karakoram e dell'Himalaya, che separa i bacini dell'Amu Darya (l'antico Oxus) da quelli del Kabul e dell'Helmand. Appartenenti linguisticamente al sottogruppo dei Dardi, praticavano una religione pagana e politeista, circondati completamente da popolazioni islamiche, alle quali si deve il loro nome: Kafir in arabo infatti significa miscredente, con tono dispregiativo. Erano suddivisi in due nazioni, i Kafiri rossi o Kafiri Kati e i Kafiri neri o Kafiri Kalash. Nel 1896 (alcuni riportano il 1894 o 1895) i Kafiri rossi furono attaccati, massacrati e resi schiavi dall'Emiro di Kabul, che convertì forzosamente i sopravvissuti. Il loro paese prese allora il nome di Nuristan o paese della Luce. Il libro del Robertson, che poco prima di questi fatti per circa un anno visse tra di loro (nel 1890-91), costituisce una testimonianza unica.
Pages 81-120. Features: How Britain Prepares For Her Royal Guests - article with photos (King Amanullah of Afghanistan will soon visit Buckingham Palace) - includes photo of King Fuad of Egypt inspecting troops, and King Alfonso at Oxford; Destiny - a complete story; Photo of African woman with huge plates in her lips; Article on Dreams - what do they mean?; Two photos of the Rove Tunnel; Pity the Poor M.P.; Chang! - a film masterpiece and how two men made it - article with photos; Wit of the Week; Circunstantial Evidence - Science and Detective X. Crook Solve Another Mystery; One-page ad for Germolene to treat septic ankle; John Bull's Breakfast - photo-illustrated article on everyday heroes of the fishing fleet; Angel Esquire (continued); The History of The Civil Services Supply Association (C.S.S.A.) - article with photos; and more. Staples disintegrated. Above-average but not excessive wear. A worthy vintage copy. Magazine
Autori: Roberto Santinelli.
Mm 170x240 Brossura editoriale con bandelle, pp. 113, ricco apparato iconografico. Nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 135x215 Collana "Memorie" - Brossura editoriale di 201 pagine, prefazione di Jas Gawronski. Copia in condizioni pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In-8 (cm. 21), brossura illustrata, pp. 93, (3), con illustrazioni in bianco e nero nel testo. Texte en français. In buono stato (good copy).
Mm 125x185 Il Cammeo. Volume di pagine 469, ritratto in antiporta, sovraccoperta figurata. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Milano, 1958, stralcio con copertina posticcia muta, pp. 961/978 con una cartina, fotografie ed una tavola fotografica. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
br. La scalata al potere dei talebani, il loro impatto sull'intera regione dell'Asia centrale, il loro ruolo nelle strategie delle grandi compagnie petrolifere, il mutamento della politica estera americana dagli anni settanta a oggi. Ahmed Rashid disegna con efficacia e scrittura coinvolgente l'attuale volto del fondamentalismo islamico, spiegando perché proprio l'Afghanistan sia diventato il punto cardine del terrorismo mondiale. Partendo dagli avvenimenti storici che hanno portato alla cosiddetta "rivoluzione afgana" del 1973, il movimento dei talebani viene analizzato sotto diversi piani e aspetti - l'interpretazione del Corano, le politiche sociali, il coinvolgimento nel commercio dell'oppio, il rapporto con Osama bin Laden - e nella sua evoluzione fino all'intervento americano, conclusosi con la drammatica smobilitazione dell'estate del 2021 e il ritorno al potere dell'organizzazione degli "studenti". Una ricostruzione storica, economica, etnica e geopolitica.
21x19. 125p. Fotogr. Trad. P. Meseguer. Enc. Cart. Ed.
Very Good Turkish Paperback. Cr. 8vo. (19 x 12 cm). In Turkish and Uzbek. 189 p. Erges Uçkun ve yurt kosuglari. Ersh Khanoglu Uçkun, (1927-2009) was a poet with Uzbek origin living presently in the United States.
Milano, 1980, 8vo stralcio con copertina posticcia muta, pp. 68/77 con 13 illustrazioni (di cui 6 a piena pagina) . - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo, completo in se, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perché ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “extract” or “excerpt” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
br. In questo libro ci sono le voci e le storie di persone che vivono in mezzo ad un feroce conflitto tra disperazione, sorprendente resilienza e voglia di guardare al futuro. In Afghanistan la guerra non è finita dopo il ritiro del grosso delle truppe occidentali nel 2014, come invece il grande pubblico è spinto a credere dal silenzio dei media e della politica. Nonostante i miliardi spesi e le vite sacrificate dall'Occidente (Italia compresa) per un conflitto più lungo della Seconda guerra mondiale, l'Afghanistan è nel caos: il numero di vittime civili ha raggiunto il suo massimo storico, la produzione di oppio non è mai stata così alta, il corrotto governo "democratico" controlla solo metà del territorio, gli americani sono pronti a riconsegnare il Paese ai talebani; gli afghani sono pronti ad una nuova grande fuga verso l'estero.
Light foxing to textblock and prelims. Light chipping to base of spine. Minor shelfwear. Former owner's name on ffep. ; 25 illustrations ( b/w photoplates and a map of the North-West Frontier Province) ; 324 pages
br. All'aeroporto di Kabul grandi cartelloni colorati, in lingua inglese, danno il benvenuto 'nella terra degli uomini coraggiosi'. Forse è l'unica iscrizione autentica, voluta dalle autorità afgane, in mezzo ai riti della sicurezza imposti dagli occidentali dentro quell'edificio. È un avvertimento più che una garanzia, il proclama che lì non abita gente docile. La tradizione ricorda che questo paese da secoli è l'orgoglioso e turbolento 'cimitero degli imperi', o meglio degli eserciti imperiali. Dopo oltre trenta anni di macerie l'Afghanistan è un mondo dissociato tra aquiloni e kalashnikov, tra giardini segreti curati con amore e attentati brutali, continui, tra vendette tribali e nevrosi del mondo digitale. Per la burocrazia internazionale qui sei afgani uccisi possono valere come due pecore. Nel carcere di Kandahar i prigionieri si sono cuciti da soli le labbra per protestare contro le guardie corrotte. Qui lo stesso commando americano che ha catturato Bin Laden, l'élite del primo esercito al mondo, ha perso parte dei suoi uomini in un attacco dei talebani malnutriti e malvestiti. Ma nelle valli del Badakhshan altri integralisti non hanno mai sfiorato sessanta nuove scuole femminili. A Kabul un libraio analfabeta ha salvato libri introvabili, e oggi un giovanissimo profugo afgano studia in Europa i robot applicati alle neuroscienze. Queste pagine raccontano senza pregiudizi storie di vita autentiche e inattese, ambientate in un paese che avremmo voluto conoscere da tempo.
(Estr. da Rassegna naz.).<BR> 8°, pp.18-2 bb., t. tela recente, conserva la br.ed. Invio autogr dell'Aut.
The star of the film Kandahar.Nelofer Pazira was born into a privileged family living in Kabul. When she was six, the Russians invaded Afghanistan and her childhood ended. Her father, a respected doctor, was imprisoned along with family and friends. Their country became a police state and the centre of a * conflict between the Soviet army and the American-backed guerillas.Amid the blood and fear of war, Nelofer's refuge from violence and anger was her friendship with Dyana. Together they shared their lives, their passion for poetry and the dangers of underground resistance.After a decade of war, Nelofer's family escaped across the mountains to Pakistan and from there to Canada, where she continued her friendship with Dyana through letters. When her friend suddenly stopped writing, Nelofer felt bereft. Her * to Afghanistan under the Taliban and her desperate search for Dyana became the story of the internationally acclaimed film Kandahar. Her journey to discover Dyana's tragedy led her finally to Russia, to the country that destroyed her life, where she found a nation imprisoned by its own history.Nuanced, affecting and stunningly written, A Bed of Red Flowers is a gripping portrait of ordinary life under occupation and an illuminating window onto the devastation of a country and the resilience of its people.408p.llus index Signed on tirle page Book
Mm 120x200 Prefazione di Sergio Romano. Brossura editoriale con alette, 312 pagine. Libro in condiziioni di nuovo ancora con il suo cellophane editoriale. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
ill., br. Questo libro è un'opera composita. È un racconto reportage nello stile del giornalismo narrativo ma anche un diario di momenti di vita, di incontri e di impressioni personali, scritto da Silvestro Pascarella e illustrato da una selezione di splendide immagini scattate da Davide Caforio, al ritorno dal loro viaggio nell'Afghanistan di oggi, compiuto al seguito del contingente italiano della missione Isaf della Nato in un paese alle prese con la propria ricostruzione e con un processo di democratizzazione irto di difficoltà. Intersecati ai capitoli in cui l'opera si articola ci sono stralci tratti dalle riflessioni di giovani studenti delle scuole in cui gli autori sono sovente chiamati a raccontare la loro esperienza e a testimoniare cosa succede e come sta cambiando quella parte di mondo. Utile proprio in una funzione divulgativa anche l'inquadramento storico e geopolitico al quale ha collaborato il Tenente Colonnello Stefano Sbaccanti. Ha scritto la sentita prefazione Greta Ramelli, la cooperante rapita in Siria, testimone preziosa, che rompe il silenzio regalandoci un punto di osservazione coinvolto e partecipe.
2^ristampa - in8° - cartonato editoriale con sovraccoperta - pp. 248 - illustrazioni - condizioni ottime