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br. Franco Cardini, lo storico principe delle crociate, si cimenta in una rilettura storica e civile del Mediterraneo, il continente liquido di Braudel, le sue vicende umane, i conflitti etnici e religiosi, l'eterna lotta per il predominio, insomma una sintesi storica che si dipana tra i mille capitoli della sua rottura-unità che non conosce tregua da oltre seimila anni, fin dai tempi in cui i primi fragili vascelli piatti senza chiglia cominciarono a solcarlo. E lo fa con la consueta capacità di andare oltre la contrapposizione di Europa ed Asia fissata per la prima volta da Eschilo nei Persiani, per narrare un racconto di avventure, sogni, commerci e battaglie, da Sargon il Grande alle cosiddette primavere arabe: un mare di tesori dall'identità più meticcia e interdipendente di quanto comunemente si pensi.
ill., br. Nell'agosto 2016 la giornalista Martina Castigliani è partita alla volta della Grecia per lavorare nei centri di accoglienza per migranti, insieme ad altri volontari provenienti da tutto il mondo. La realtà che si è trovata di fronte non poteva non essere raccontata. Questa raccolta di storie rappresenta una testimonianza unica, che intende restituire le vicende di uomini e donne che cercavano la libertà e sono diventati fantasmi a causa dell'indifferenza delle istituzioni e di parte dell'opinione pubblica. Quando la lingua non riusciva a stabilire un contatto con gli intervistati, è stato chiesto loro di esprimersi con i disegni. E se Yassin ha raffigurato la facciata del suo ristorante di falafel ad Aleppo, Mleka e Rava (11 anni) hanno disegnato le facce degli "uomini con la barba" che andavano casa per casa a cercare le persone da uccidere. Dlônan (8 anni) ha tracciato il mare che sembrava infinito e il barcone dove si è nascosto tra le braccia del padre, sperando che il viaggio finisse presto. Sullo sfondo di questa tragedia ci sono i greci, popolo tradito dall'Europa quasi quanto i migranti, ma ancora capace di gesti di grande umanità, come quello di Elias, farmacista che distribuisce farmaci gratuitamente a chi ne ha bisogno. Che si tratti di uomini o bambini, di siriani, curdi, afgani o iracheni, non c'è alcuna differenza: quando i migranti devono disegnare la loro storia, quasi tutti scelgono il pennarello colore blu del mare o rosso del sangue.
ill., br. Nell'agosto 2016 la giornalista Martina Castigliani è partita alla volta della Grecia per lavorare nei centri di accoglienza per migranti, insieme ad altri volontari provenienti da tutto il mondo. La realtà che si è trovata di fronte non poteva non essere raccontata. Questa raccolta di storie rappresenta una testimonianza unica, che intende restituire le vicende di uomini e donne che cercavano la libertà e sono diventati fantasmi a causa dell'indifferenza delle istituzioni e di parte dell'opinione pubblica. Quando la lingua non riusciva a stabilire un contatto con gli intervistati, è stato chiesto loro di esprimersi con i disegni. E se Yassin ha raffigurato la facciata del suo ristorante di falafel ad Aleppo, Mleka e Rava (11 anni) hanno disegnato le facce degli "uomini con la barba" che andavano casa per casa a cercare le persone da uccidere. Dlônan (8 anni) ha tracciato il mare che sembrava infinito e il barcone dove si è nascosto tra le braccia del padre, sperando che il viaggio finisse presto. Sullo sfondo di questa tragedia ci sono i greci, popolo tradito dall'Europa quasi quanto i migranti, ma ancora capace di gesti di grande umanità, come quello di Elias, farmacista che distribuisce farmaci gratuitamente a chi ne ha bisogno. Che si tratti di uomini o bambini, di siriani, curdi, afgani o iracheni, non c'è alcuna differenza: quando i migranti devono disegnare la loro storia, quasi tutti scelgono il pennarello colore blu del mare o rosso del sangue.
Il Mediterraneo è un "enigma meraviglioso". Mare di viaggi avventurosi, teatro delle più grandi battaglie navali della storia e di conflitti religiosi insanabili, dimora comune di ebrei, cristiani e musulmani, culla di Omero. Mare interno, lo chiamavano i Greci, e nostro i Romani. È un pezzo di mondo dove tutto è accaduto, e tutto accade: nascita del pensiero greco e della cultura araba, mescolanze di civiltà, popoli e tradizioni. Nunnari racconta il Grande Mare delle tre religioni monoteiste, degli scambi, dei commerci, delle bellezze del paesaggio e della natura, dei misteri, delle leggende, delle scorrerie piratesche e delle migrazioni bibliche. Riflette a lungo sull'Italia, che nel Mediterraneo è interamente immersa, col suo Sud, avanguardia occidentale verso Medioriente e Africa del Nord, e ponte di collegamento dell'Europa. Nonostante tutte le contraddizioni, i ritardi sulla modernità, le incessanti correnti migratorie, e i focolai di guerra, il nostro mare - sostiene l'autore - è il posto giusto per riscoprire la cultura d'origine dell'Occidente e lo spirito europeo: "Mediterraneo non è solo una nozione geografica, ma un vecchio nome, che si porta dietro la storia di tre continenti e di tre insiemi di civiltà; un patrimonio culturale che, in un futuro che si presenta pieno d'incognite, nel mondo che naviga senza bussola, smarrito, impaurito, e rinchiuso nei suoi falsi valori ingannatori, rappresenta l'eredità che ci può salvare". Autori: Mimmo Nunnari.
br. Il Mediterraneo è un "enigma meraviglioso". Mare di viaggi avventurosi, teatro delle più grandi battaglie navali della storia e di conflitti religiosi insanabili, dimora comune di ebrei, cristiani e musulmani, culla di Omero. Mare interno, lo chiamavano i Greci, e nostro i Romani. È un pezzo di mondo dove tutto è accaduto, e tutto accade: nascita del pensiero greco e della cultura araba, mescolanze di civiltà, popoli e tradizioni. Nunnari racconta il Grande Mare delle tre religioni monoteiste, degli scambi, dei commerci, delle bellezze del paesaggio e della natura, dei misteri, delle leggende, delle scorrerie piratesche e delle migrazioni bibliche. Riflette a lungo sull'Italia, che nel Mediterraneo è interamente immersa, col suo Sud, avanguardia occidentale verso Medioriente e Africa del Nord, e ponte di collegamento dell'Europa. Nonostante tutte le contraddizioni, i ritardi sulla modernità, le incessanti correnti migratorie, e i focolai di guerra, il nostro mare - sostiene l'autore - è il posto giusto per riscoprire la cultura d'origine dell'Occidente e lo spirito europeo: "Mediterraneo non è solo una nozione geografica, ma un vecchio nome, che si porta dietro la storia di tre continenti e di tre insiemi di civiltà; un patrimonio culturale che, in un futuro che si presenta pieno d'incognite, nel mondo che naviga senza bussola, smarrito, impaurito, e rinchiuso nei suoi falsi valori ingannatori, rappresenta l'eredità che ci può salvare".
ill., br. C'è uno sguardo sul Mediterraneo intriso di pregiudizio sull'arretratezza orientale dei suoi popoli. E c'è uno sguardo lirico ed estetizzante che vorrebbe il Mediterraneo come mare resistente contro la potenza oceanica del capitalismo. Entrambe le immagini sono false. Entrambe hanno contribuito a costruire un Mediterraneo di fantasia, che ha ventriloquato eventi, popoli, stagioni. Un percorso di decostruzione di entrambi i mediterraneismi (dell'arretratezza e dell'alternativa) attraverso lo sguardo della filosofia politica, della filosofia del diritto, dell'antropologia, degli studi postcoloniali e subalterni (usati bene), della letteratura, del cinema...
Novara, De Agostini, 1963, in-8, cart. edit., pp. 192. Con numerose ill. in b.n. riprodotte da acciai dell'epoca. (Edizione fuori commercio che riproduce il volume intitolato “Il Mediterraneo Illustrato”, pubblicato a Firenze nel 1841 presso l'Editore S. Batelli).
Mm 170x240 "Studi del Dipartimento di Scienze della Politica dell'Università di Pisa". Brossura editoriale con bandelle, pagine 285. Saggi in Francese, Italiano e Spagnolo. Opera in stato di nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE. WORLDWIDE DELIVERY.
pp. XII + 48 belle foto in b/n. Affascinanti scatti in b/n di persone d'altri tempi e di luoghi legati al Mediterraneo . ".. il miracolo della fotografia ci rivela la luce del Mediterraneo. Per me , innamorato e che vivo della luce , non è soltanto immagini…. è il nostro corpo nel mare e nella luce , un invito a vedere con occhi nuovi…"
Mm 125x195 Prima edizione italiana. Volume in copertina rigida con sovraccoperta, 283 pagine con 23 figure in nero e a colori non comprese nel testo. Esemplare in ottime condizioni, solo quattro tracce di nastro adesivo ai fogli di guardia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 130x200 Collana "Saggi". Brossura originale, 296 pagine in buon ordine. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Aix, Edisud, 1999. In-8 broché, 344 pages avec quelques illustrations.
Monaco, Institut Océanographique, 1934, 8vo punto metallico, pp. 6 con 3 tavole più volte ripiegate fuori testo.
[ 24 x 17 CM. ], ILL. (FOTOGRAFIE) COL. N.T., 315 (5) PP., BROSS. EDIT., COP. ILL. COL. (STRAPPO), STATO DI CONSERVAZIONE: MOLTO BUONO (VG).<BR><BR>DAL SOMMARIO:<BR>ECOSISTEMA MARINO<BR>CENNI DI SISTEMATICA<BR>REGNO VEGETALE<BR>REGNO ANIMALE<BR>CELENTERATI<BR>CORDATI<BR>PESCI<BR>INDICE DEI NOMI<BR>BIBLIOGRAFIA 525 BIS
RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Ai genovesi si attribuiscono le sole qualità di far di conto e di navigare per mare ed un interesse esclusivo per il puro utilitarismo degli affari. Certo, furono i genovesi a fondare la società finanziaria più forte del Mediterraneo, a inventare il primo capitalismo industriale dell'Italia unita, la prima banca d'Italia, la prima Borsa. Eppure quella stessa spregiudicatezza che ha consentito loro di essere guerrieri di ventura, mercanti e finanzieri, i genovesi l'hanno applicata anche nella politica, nella musica e nella poesia. Le tante storie di avventura, per mare e per terra, nell'arte e nella finanza che distinguono questa città anomala, orgogliosa e aspra. Informazioni bibliografiche Titolo: Breve storia dei genovesi Collana: I Robinson: Letture Autore: Paolo Lingua Editore: Roma/Bari: Laterza, 2001 ISBN: 8842063584, 9788842063582 Lunghezza: 276 pagine; 21 cm Soggetti: Storia regionale e nazionale, Locale, Genova, Liguria, Guerrieri, Mercanti, Finanzieri, Braudel, Protestantesimo, Capitalismo, Banche, Borsa, Mediterraneo, Repubbliche Marinare, Navi, Flotta, Cristoforo Colombo, Andrea Doria, Uomini illustri, Raffaele Rubattino, Niccolò Paganini Eugenio Montale, Banco di San Giorgio, Crociate, Acri, Consoli, Podestà, Pisa, Capitani del popolo, Signorie, Simone Boccanegra, Chiesa, Cultura, Casale, Savoia, Protettorato francese, Balilla, Corsica, Venezia, Portofranco, Napoleone, Mazzini, Barabino, Cavour, Siri, Taviani, Bibliografia, Resistenza, Liberazione, Araldica, Genealogia Guerrieri di ventura, mercanti e finanzieri: i Genovesi sono stati i protagonisti della più straordinaria avventura degli affari di tutto l'Occidente. Fernand Braudel soleva dire che a Genova non si era dovuto attendere la Riforma e lo spirito del protestantesimo per inventare il capitalismo moderno. I Genovesi c'erano arrivati con almeno tre secoli di anticipo. Indifferenti a ogni disputa che non fosse legata al denaro, hanno creato la società finanziaria più forte del Mediterraneo, hanno inventato il primo capitalismo dell'Italia unita, fondato la prima Banca e la prima Borsa. Ma lo stesso spirito di orgogliosa avventura i Genovesi l'hanno i esercitato nella politica, nell'arte, nella musica e nella poesia. Appartengono a Genova le storie di Cristoforo Colombo, Andrea Doria e Raffaele Rubattino ma anche quelle di Giuseppe Mazzini, Niccolo Paganini, Eugenio Montale e altre ancora: sono le pagine di questo libro a raccontarci il grande affresco una città eccezionale.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. In questo libro sono esaminate le cause remote e vicine che hanno provocato quella crisi politico-mondiale che attualmente fa del Mediterraneo la polveriera del mondo intero. Essendo il conflitto arabo-israeliano il nodo gordiano dell'intricata situazione, una parte rilevante del volume è dedicata alle cause che hanno finora impedito alle due parti un dialogo aperto e costruttivo. Descrizione bibliografica Titolo: Mediterraneo forza 8? Autore: Rock Potre Editore: Firenze: Edizioni Licosa-Sansoni, 1971 Lunghezza: 367 pagine; 22 cm; 3 cartine fuori testo in bianco nero Soggetti: Geopolitica, Mar Mediterraneo, USA, URSS, Guerra Fredda, Canale di Suez, Israele, Relazioni internazionali, Paesi Arabi, Medio Oriente, Cina, Guerra dei sei giorni, Politica, Falchi, Arafat, Palestina, Habash, Hawatmeh, Anni settanta, Polveriere, Documentari, Reportage, Storia contemporanea, Colonie ebraiche, Sionismo, Diaspora, Nasser, Egitto, Marina militare, Flotta, Navi, Militaria, Dottrina, Fedayn, Gheddafi, Libia, Francia, Italia, Idriss, Libano, Giordania, Conflitto arabo-israeliano, Pace
in-8°, 389 pages, tabl. et geneal., cartes, 2 index, biblio, broche, couverture illustree plastifiee. à rabats. Bel exemplaire [CA26/4]
Paradossalmente si sa poco e tanto delle popolazioni musulmane che vivono in Europa... Nonostante le traiettorie storiche diverse e le differenti cronologie migratorie, le modalità per definire chi debba entrare nella categoria di musulmano in Europa si basano, nell'insieme degli Stati europei, sull'origine dei primi migranti. Verrà quindi considerato musulmano chiunque (di seconda o terza generazione) discenda da una genealogia di migranti, originari di società cosiddette musulmane, che vanno dalla Turchia al Marocco, passando per il Senegal. Non è che questo riferimento alla ascendenza non ponga dei problemi in un contesto in cui, grazie anche all'apporto della demografia e sociologia, sarà d'ora in poi impensabile parlare di trasmissione automatica di una convinzione religiosa dai genitori ai figli, e ciò tanto più in contesti laici. I cambiamenti dovuti alla migrazione, l'alternanza delle generazioni, il fatto che ci si possa convertire o scegliere di non credere più, il legame più o meno distante con la religiosità, i cambiamenti di intensità della spiritualità, della pratica, sono tutti indicatori che vengono esclusi dai conteggi statistici dei musulmani, cosiddetti "d'origine". Curatori: E. Trevisan Semi.
br. La frontiera dell'accoglienza rappresenta un ambito cruciale su cui impostare prospettive di impegno e di prassi per il futuro. I saggi presentati in questo volume costituiscono l'esito di un lavorodi ricerca promosso dal Centro Espaces 'Giorgio La Pira' per contribuire al percorso di riflessione in atto nelle Chiese del Mediterraneo e nel quadro del momento storico, carico di preoccupazioni e di incertezze. Convinti che lo spazio Mediterraneo nonostante i drammi umani e i conflitti che lo attraversano costituisca un laboratorio unico di incontro tra religioni e culture, non solo in un tempo storico ormai passato ma al cuore della complessità del presente, ci siamo riproposti di ripercorrerne sinteticamente le principali emergenze sociali e culturali che esigono di essere affrontate con lungimiranza e con una visione progettuale, a partire dai poveri e da coloro che sono privati dei diritti fondamentali.
ill., ril. Che cos'è il Mediterraneo? Un 'mare tra le terre'. Un mare interno, come altri nel mondo. Eppure questo spazio, compreso tra lo stretto di Gibilterra e le coste del Medio Oriente, tra Venezia e Alessandria d'Egitto, ha qualcosa di speciale. Non soltanto perché è il 'nostro' mare. Le acque del Mediterraneo sono una barriera tra i tre continenti che vi si affacciano, l'Europa, l'Asia e l'Africa, ma sono soprattutto un luogo di incontro e di passaggio. Quante civiltà, quanta gente, religioni, vite, amori, terrori, passioni e paure si sono incontrati su questo mare. Per secoli. Per millenni. Oggi proviamo a ripercorrerne la storia. E lo facciamo sulle tracce di semplici oggetti, quotidiani e strani, ordinari o curiosi. Che ci parlano. Forte, tanto. Venti oggetti, venti storie che, come una stella polare, ci fanno da guida nella navigazione attraverso fatti, episodi, avvenimenti. E si intrecciano, si mescolano fino a creare una grande trama che ci racconta cosa è stato questo mare, lungo i secoli.
Questo libro percorre l'itinerario delle rotte mediterranee, che stanno tornando ad assumere una centralità strategica dopo il recente raddoppio del Canale di Suez, a centocinquanta anni dalla sua costruzione. In tale contesto si gioca il futuro dei porti meridionali dell'Italia: l'assetto competitivo dei territori dipende sempre di più dalle connessioni e dalla qualità dei servizi logistici. L'iniziativa cinese della "One Belt One Road" pone sfide nuove; il colosso asiatico sta investendo nella costruzione e nel rinnovamento delle infrastrutture portuali e terrestri con un progetto di dimensione planetaria, che riguarda direttamente anche il bacino del Mediterraneo ed il Nord Africa in particolare. A questo disegno strategico l'Europa, per ora, non è in grado di rispondere, almeno con un'efficace politica euromediterranea. Si affaccia sullo sfondo anche l'alternativa della rotta artica, che comincia a delinearsi come un'alternativa nei collegamenti marittimi tra Asia ed Europa. Serve insomma disporre di una mappa geostrategica e geopolitica per costruire un rilancio della portualità meridionale e nazionale, nel quadro di un respiro europeo e mediterraneo. Autori: Pietro Spirito.
Mm 170x240 "LIMES - Rivista Italiana di Geopolitica, agosto/2022" diretta da Lucio Caracciolo - Brossura originale, 304 pagine con tavole a colori non comprese nel testo. Copia pari al nuovo; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 170x240 "LIMES - Rivista Italiana di Geopolitica, giugno/2017" diretta da Lucio Caracciolo - Brossura originale, 240 pagine con tavole a colori non comprese nel testo. Copia pari al nuovo; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
in-8°,, 160 pp., broche, couv. illustree. Bel exemplaire. [DV-20]