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in-4, pp. XXIV, 280; leg. post. m. pelle e ang. tit. oro al dorso. Illustrata dal ritratto in tondo a m. pag. di "S. Bartolomeo", una carta geografica ripieg. f. t. dell'India "Neueste Karte von Malabar", 2 incisioni a p. pag. n. t., una raffig. il "Ràma Varner", l'altra le divinità indiane. Monografia sulla geografia e le religioni dell'India, che comprende la storia della cristianizzazione del paese con dettagli riguardanti le missioni, i missionari ed alcuni cenni storici relativi alle principali città. Prima edizione, rara. Esemplare con qualche lieve traccia d'umido nel margine interno dei primi fogli, nota di possesso ms. sul f. di sguardia ed all'interno del piatto superiore, nel complesso un buon esemplare.. Brunet, IV, 446 (citato)..
First edition, 8vo (230 x 145 mm), vii, [2], vi-xxviii, 427, [1]pp., some light spotting, rebound in half calf, marbled boards, spine gilt, morocco title label. William Yates (15 November 1792 - 3 July 1845) was an English Baptist missionary and orientalist. After joining the Baptist Missionary Society he sailed for India and arrived in Calcutta in 1815. From there "He continued to Serampore to join William Carey (1761?1834), who had been sent out by the same society in 1792, and under his direction began to study Sanskrit and Bengali. Almost immediately he began to help with the mission's publications."?(Oxford DNB.)
In-16 p. (mm. 154 x 98), p. pergam. coeva (risg. rifatti), 8 cc.nn., 385 pp.num., 1 c.nn., emblema dei Gesuiti silografato al frontespizio. Resoconto dello stato delle missioni dei Gesuiti a Maduré e nel Malabar (Sud dell’India), scritta dal P. Giacinto de Magistris “dell’istessa Compagnia, Procuratore di quella Provincia”. "Edizione originale"<br> “Hyacinthe de Magistris, missionnaire italien, né en 1605 à Cremone, fut admis dans la Société des Jésuites à l’age de 21 ans. Il passa une grande partie de sa vie dans les missions du Malabar.. Ce père qui possédait bien les langues indiennes mourut à Goa le 11 novembre 1668”, cosi’ De Backer “Bibl. des écrivains de la Compagnie de Jésus”,II,p. 379.<br> Con uniformi arross. più o meno lievi e con fiorit., ma complessivam. un buon esemplare.
Carta geografica della Penisola indiana con il Bangladesh, Sri Lanka, Isole Andamane-Nicobare, Maldive in bella e particolare coloritura coeva ai confini. Inserita in "Mercurio geografico overo Guida Geografica in tutte le parti del Mondo conforme le Tavole Geografiche del Sansone Baudran de Cantelli Data in luce con direttione, e cura di Gio. Giacomo de Rossi nella sua stamperia in Roma alla Pace all'insegna di Parigi con Priu: del S. Pont" edita a Roma alla fine del '600. La carta è ridimensionata al margine della scala graduata che è tutta visibile
In 8°, bellissime leg. in mz. perg. coeva con angoli, tassello al dorso con tit. e filetti in oro, segnacoli, opera in 3 Voll.: pp.VIII-520; VI-(2nn)-563; VI-554. Rarissima edizione originale di questo importante studio storico-etnologico compiuto dall'orientalista scozzese John Crawfurd (1783-1868) che per alcuni anni soggiornò, a servizio della Compagnia delle Indie Orientali, a Penang e a Giava. Caratteristiche somatiche degli abitanti, arti, attività scientifiche, agricoltura, lingua, religione, storia, istituzioni politiche...Impreziosiscono il testo 34 belle tavv. inc. in rame che rappresentano vedute, tipologie di abitazioni, strumenti di lavoro, monete, armi, sculture, antiche iscrizioni....Alla fine del I vol. bellissima carta geografica f.t. più volte ripieg. e stampata su carta forte raffigurante le isole dell'arcipelago indiano (ingrandite Bali & Lombok, Bangka, Java e Amboina) impreziosite da coloritura d'epoca. Normali sporadiche fiorit., un alone scuro di circa 6 cm al margine bianco inf. delle pp.497-520 del I Vol. Compless. bell'es. completo di tutte le sue carte. (Cfr. Brunet II, 411; Graesse II, 297).
London, Edward Orme, [fra il 1809 e il 1820]. Serie di 15 belle incisioni in rame (la tecnica è quella del punteggiato), accuratamente acquerellate a mano all'epoca, raffiguranti musicisti indiani e i loro strumenti. Le incisioni sono datate in lastra 1804 o 1805 (gli anni nei quali furono incise), alcune recano la sottoscrizione "Bart. Solvyns pinx, Calcutta". Tutte sono numerate. I fogli misurano 332x252 circa e sono tutti inseriti in passe-partout. Provenienti dall'opera "The costume of Indostan" edita la prima volta a Londra nel 1804-1805 da Edward Orme, e che rielaborava le acqueforti di Frans Balthasar Solvyns (1760-1824) realizzate per l'opera "A collections of two hundred and fifty colored etchings: descriptive of the manner, customs and dresses of the Hindoos" (Calcutta 1799). La versione di Orme era ridotta nel numero di tavole (solo 60), ma la qualità delle stesse era ottima, forse migliore delle originali. La prima edizione di Orme risale al 1804-1805. Questa bella raccolta di musicisti proviene da una edizione di poco successiva al 1809 (alcune tavole, pur su "wove paper", recano in filigrana la data di produzione della carta: "Edmeads & Co. 1809; una 1802). Gli strumenti raffigurati sono: D'Hauk, Jutrung, A D'Holuc, A Tubla, Saringee, Kaura, Nagra, Surmungla, Jugo Jhumpo, Pukwauz, A Sunk or Chank, A Tumboora, A Sittara or Guitar, A Sarinda or Violin, Pennauck or Been. Ottime condizioni.
8vo., First Edition; handsomely bound in full dark red crushed morocco, sides with gilt frame border, back with raised bands, second and fourth compartments lettered and ruled in gilt, all other compartments tooled in gilt, gilt top, hand-made endpapers, ribbon marker, custom-made slip-case, a most attractive copy ideal as gift or for presentation. Kirkpatrick records that 5000 copies were printed. SCARCE IN THIS CONDITION. Kirkpatrick A10a.
In-8 gr. (mm. 256x183), mz. pergamena, tagli marmorizz., pp. XX,495, tit. in rosso e nero al frontespizio con vignetta alle armi di Benedetto XIII cui è dedicata l’opera, ornato da iniziali e fregi calcografici, con marca tipografica al colophon inc. in rame da Carlo Gregori; il volume è arricchito da 2 tavole f.t. inc. in rame, in coloritura coeva, con più figure: una con “segni portati in fronte dagli Indiani”, l’altra con “segni permessi da’ Missionari”. L’Autore difende il decreto di Tournon nella controversia sui riti malabarici (con questo nome sono designati taluni accomodamenti e concessioni a costumi e idee locali che, per facilitare l’opera missionaria, furono adottati dai Gesuiti). Essendosi infatti riaccesa la controversia in India, a Pondichéry, dove l’opera missionaria tra gli indigeni era stata affidata ai Gesuiti togliendola ai Cappuccini, questi avevano protestato presso la Santa Sede. La quale inviò in India e in Cina il patriarca di Antiochia, Carlo Tommaso Maillard de Tournon, piemontese. Questi il 23 giugno 1704 pubblicava il suo giudizio con il quale condannava 16 pratiche. Poi si recava in Cina. Espulso da Pechino, pubblicava a Nanchino un decreto di condanna dei riti cinesi; fatto cardinale (1707), moriva prigioniero a Macao l'8 giugno 1710. "Prima edizione". Cfr. Cordier “Bibliogr. Sinica”,I, pp.918-19 - Biographie Universelle,XLVI, pp. 382-82. Con qualche lieve arross. o fiorit. ma complessivamente esemplare ben conservato.
in-8, pp. X, 457, elegante legatura in mezza pelle nocciola, dorso a nervi con filetti e titolo oro su tassello verdone. Completo del ritratto dell'a. in antiporta e di due 2 grandi carte geografiche incise su rame più volte ripieg. f.t. raffiguranti il sud-est dell'Asia. Prima edizione accresciuta e corretta e recante titolo lievemente modificato: l'opera apparve infatti a Londra nel 1791 e a Parigi l'anno seguente con titolo ''Recherches historiques sur la connoissance que les Anciens avoient de l'Inde''. Importante lavoro, uno tra i migliori sulla conoscenza dell'India a quel tempo. Ottimo esemplare.. .
Lisboa, Impressao Regia, 1805, 19 x 12 cm., cubiertas provisionales en papel moderno, 50 págs. + 1 hoja. (Obra rara publicada por primera vez en 1778 en Roma por la Propaganda Fide. El autor anónimo era posiblemente un jesuita que vivió en Roma después de su expulsión de Portugal. Marathi es una de las principales lenguas indo-arios que se hablan en la India occidental y central). First published in 1778 in Rome by the Propaganda Fide. The anonymous author was possibly a Jesuit living in Rome after his expulsion from Portugal. Marathi is one of the major Indo-Aryan languages spoken in Western and Central India.
Good Turkish, Ottoman (1500-1928) Original red cloth. Heavily faded and slight stains on the boards and spine, otherwise a good copy. Roy. 8vo. (24 x 17 cm). In Ottoman script (Old Turkish with Arabic letters). 208 p., 29 unnumbered woodcut plates of inhabitants, temples, and other mostly religious buildings, panoramic views. The very rare first edition of this richly illustrated travel account of the complete Indian subcontinent, offering invaluable insight and very detailed descriptions of the region, climates, religions, history, languages, and geography. This work in Ottoman script published in book form after it was serialized in "Sabah Newspaper" titled "Sabahin Kis Geceleri Eglencesi" [i.e. The Winter Nights Fun of Sabah] between 1899-1901. (Nadeem). Much of the detailed account of Mumbai is quoted from Coutteau's "Bombay Travelogue". OCLC 49369676.; Özege: 14449.; Ihsanoglu, pp. 410-411.
Paris, Dezauche succ. De l'Isle et Buache, 1781. (Parte incisa mm. 630 x 630). Bella carta geografica, in coloritura coeva, proveniente da Atlas géographique des quatre parties du monde par Guillaume De L'Isle et P. Buache.
8vo., First Edition thus; original black cloth, upper board and backstrip lettered and ruled in yellow, yellow top (mildly faded) uncut, a near fine copy. Kirkpatrick records that 4000 copies were printed. SCARCE IN THIS CONDITION. Kirkpatrick A10b.
In 4, pp. XIX + 176 + 138 + 181 + 9. M. pl. coeva. Spelature ai piatti e al d. Edizione originale di questa descrizione di viaggio dall'Europa a Zante, Cipro, Aleppo, Baghdad, Bassora fino a Goa e Bombay. Cox, I, 306.
Tre volumi in -8°, pp. [6], 266, [4]; [4], 260, [4] e [4], 290, [4], con 69 tavole incise e protette da velina; mezza pelle con fregi e titoli al dorso. Si tratta della traduzione francese del periodico britannico “The Oriental annual, or Scenes in India”. Il pittore e disegnatore inglese William Daniell aveva accompagnato lo zio, Thomas Daniell, nel suo viaggio in India. Le incisioni qui contenute sono le riproduzioni di un suo celebre albumi di acquetinte colorate, “Oriental Scenery”, comparso tra il 1795 e il 1808. It’s the french translation of the english journal “The Oriental annual, or Scenes in India”. The engravings are reproductions from an album of William Daniell, “Oriental Scenery” (1795-1808)
in 8°, pp. 24 nn., 393, 1 b., leg. coeva p/pelle nera, ds. a riquadri con tit. e fregi in oro, cornici in oro ai piatti e all'unghia, sguardie in carta marmor., front. in litografia. Opera illustrata con 31 tavv. litografiche f.t., 2 carte geogr. ripiegate e mm. ill. b/n n.t. Lievi arrossamenti ma ottimo vol. 343/34
First edition, 4to, [6], 75, [1]pp., without the initial imprimatur leaf, running title on last leaf cropped ( one or two others just shaved), cut close on some lower margins with the occasional loss of a catchword, recent quarter calf, marbled boards. Details the damages which the English East India Company had sustained by the East India Company of the United Provinces that includes the capture of over 30 ships on the coast of America, including their cargoes, and the burning down of the English Factory of Cape-Corse, claimed by the English and Dutch East India Companies, the English Turkey-Company, &c, followed by a rebuttal of the Dutch demands. A large part of the work relates to transgressions in the West Indies. There is also a section dealing with fishing rights off the Greenland coast. European Americana 664/42; Goldsmith, 1743; Kress, 1130; Sabin, 11492; Wing C1371.
In 12° (12,5×8 cm); (8), 157, (1) pp. Legatura coeva in cartoncino settecentesco con titolo impresso in oro su fascetta in pelle al dorso. Antichi pecetta e timbretto di proprietà privata al frontespizio che attestano l'appartenenza del volume prima, all'avvocato Domenico Magiera e poi all'avvocato Alfonso Magiera, ambedue appartenente all'antica famiglia ebrea di origini polacche dei Magiera. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima rarissima traduzione italiana, nessun esemplare censito in ICCU, di una delle opere principali del celeberrimo scrittore e botanico francese, Jacques-Henri Bernardin de Saint-Pierre (Le Havre, 19 gennaio 1737 - Éragny, 21 gennaio 1814). Sant-Pierre fu uno degli scrittori di maggior successo del settecento e le sue opere vennero tradotte in numerosissime lingue. Autore di alcuni dei più importanti racconti del settecento, ebbe una vita avventurosa. A soli dodici anni intraprese un viaggio fino alla Martinica che lo segnò profondamente. Militare di carriera partecipò alla campagnia d'Assia del 1760 perdendo i gradi militari guadagnati sul campo a causa della sua insubordinazione. Tornato a Parigi si diede all'insegnamento della matematica ma la vita sedentaria e monotona che viveva non riusciva a soddisfarlo. Si rimise quindi in viaggio viaggiando attraverso i Paesi Bassi, Germania e Russia (dove sembra che fu amante di Caterina II di Russia), poi di nuovo a Dresda, Varsavia e Berlino dove si fermò per un certo periodo ospite di Federico II. Viaggiato di nuovo attraverso la Francia si decise a tornare alle Mauritius (dal 1768 al 1771). Giunse di nuovo a Parigi dove si stabilì e dove legò con gli ambienti illuministi ed in particolare con Rousseau. Fu qui che mise a frutto le sue esperienze di viaggio che utilizzò per ambientare i suoi romanzi che ottennero da subito un enorme successo. Con la sua opera "Études de la Nature" nel 1784 la sua fama e le sue ricchezze crebbero ulteriormente. "Luigi XVI lo nominò intendente del Jardin des plantes, la Rivoluzione professore di morale all'École normale, quindi membro dell'Académie des sciences morales (1795); Napoleone, che lo ammirava moltissimo, lo pensionò." (da Treccani). La sua opera anticipa e apre la strada al romanticismo del primo ottocento che in buona parte anticipò, tanto che in molte sue opere non si può non notare il gusto per le rovine, i sepolcri ed il pathos romantico. La Capanna Indiana come altri suoi romanzi si inserisce perfettamente nell'ambito delle utopie naturistico-umanitarie nate sull'onda della filosofia di Rousseau ed è uno dei più chiari esempi del genere che allo stesso Sat-Pierre è considerato l'inventore, il viaggio pittoresco dove le descrizioni di luoghi naturali splendidi viene arricchita attraverso l'utilizzo di un linguaggio elevato fatto di termini scientifici. Il romanzo "La Capanna Indiana" è un viaggio attraverso i paesaggi dell'India alla ricerca della verità ad alcune domande esistenziali come "Dov'è la verità? Con quali mezzi possiamo trovarla (gli uomini hanno tutti diverse percezioni della verità, anche facendo affidamento sulla ragione)? In quali circostanze la verità può essere colta?". Dopo aver cercato la verità in lungo ed in largo per tutta l'India ed i personaggi più dotti, le domande trovano la risposta presso un paria che spiega al protagonista che dobbiamo cercare la verità con un cuore semplice, essa si trova solo in natura e dovrebbe essere detta solo alle persone buone e cioè a coloro che sono pronti ad ascoltarla. L'opera descrive perfettamente alcune degli aspetti più interessanti e curiosi della società e dei costumi indiani dell'epoca. Opera rarissima in questa prima edizione italiana.
In 16° (cm 11,7 x 19,3), legatura piena pelle marmoreggiata coeva, titolo su tassello, fregi in oro al dorso, pp VIII, 184, impresa (di Barthélémy Chirol ad istanza di Gabriel Cramer) al frontespizio. Esemplare in buone condizioni. Destinati a porre rimedio all'ingiustizia dell'esecuzione del generale Lally, i "Fragments" apparvero, nella prima versione di XX Articoli, verso la fine del mese di luglio 1773. Questa prima edizione di Ginevra, impressa da Barhélémy Chirol su richiesta di Gabriel Cramer, fu seguita da vicino dall'edizione di Parigi e da una edizione pirata di Londra. Nell'edizione delle "Oeuvres complètes" di Kehl, il testo volterriano fu radicalmente alterato su autorizzazione di Condorcet, che implicato nell'"affaire Lally", volle "rettificare" gli "errori" di Voltaire. Come nell'"affaire Calas", Voltaire prese le difese di un individuo accusato ingiustamente, uscendo alla fine vittorioso dal confronto con il potere giudiziario. La critica volterriana della giustizia francese nell'opera, è la stessa che V. scaglia dai tempi del suo "Commentaire sur le livre Des délits et des peines de Beccaria": processi segreti, giudizi vaghi, codice di leggi fatto apposta per precisare i delitti inesistenti. Inoltre V. approfitta del teatro della guerra in India per colmare la sua curiosità sulle civiltà orientali, soprattutto in vista della campagnacontro la religione giudeo-cristiana. L'India è secondo lui la più antica civiltà, ed è sintesi della grandezza e insieme del ridicolo della specie umana. Esemplari censiti in COPAC.
Avertissement Preliminaire - Les trois Volumes 6 liv. en feuilles 3 16,5x9,5 cm., legatura in piena pelle, 5 nervetti, fregi e titoli in oro al dorso, tagli spruzzati, segnalibro, pagg. (20) 396; 353; 471 (8), marginose, testatine figurate, capilettera e finalini, 2 carte geografiche pi? volte ripiegate, prima edizione, in francese, mancano le sguardie e le prime e ultime pagine bianche, ma esemplare ben conservato. Sulla prima sguardia di tutti i tre volumi ampia dedica manoscritta Table des Auteurs cite's dans cet ouvrage- Table des Chapitres: Description Chorografique des Indes anciennes, Religion des anciens Indiens, Des Rois, Division des Etats, Caractere & Moeurs des Indiens, Animaux des Indes anciennes, Commerce des Anciens aux Indes, R?volution des Indes dans le moien age, Interruption & renouvellement des Voiages aux Indes . Premier ?tablissement des Portugais, Carta geografica "India cognita ab Expeditione Alexandri ad quintum ? Christo Saeculum" -- Descriptione Corographique des Indes modernes, Des Etas du Grand Mogol, De la Presquile au-del? du Gange, Isles principales des Indes, Religions des Indes, Idolatres des Indes, Juis des Indes, Mahometans des Indes, Chretiens des Indes, Carta geografica "Carte des Indes Orientales dress?e sur les Observations de l'Academie Royal.."--Commerce des Indes, ...des Portugais aux Indes, ...des Hollandois aux Indes, ...des Anglois aux Indes, ...des V?nitiens aux Index, ...de Fran?ois aux Indes
Incisione all'acquaforte su doppia pagina (mm340x480 più ampi margini bianchi), in bianco e nero. L'opera costituì il primo atlante organico al mondo, con 303 planimetrie e vedute di città di Europa, Africa e Asia nel XVI secolo, ornate da stemmi ed animate da personaggi. Tiratura originale.. Cfr. Koeman, Atlantes Neerlandici, vol. II, pp.10-25, B.-H. 1-18..
3 volumi in 8, cm 15 x 24,5, pp. XX + CLXXX + 314; (2) + XVIII + 510; (2) + XX +466 con 7 tavole fuori testo incise all'acquaforte (1 rafigura uno specimen dei caratteri sanscriti) e 1 carta piu' volte ripiegata. Elegante piena pelle coeva con filetto oro ai piatti, nervature, tasselli in marocchino rosso. Etichetta al contropiatto: Truchy. English and french library. Paris. Bella edizione ottocentesca di questo testo pubblicato nel 1768 - 72. Si tratta in gran parte di una traduzione dal persiano di Ferishta e descrive storia, religione, usi dell'India
London, Trubner & Co, 1885-1887, voll. 12, (su 14 mancano i volumi III e VIII), legatura coeva in mezzo marocchino con titolo e numero di tomo in oro ai dorsi, per oltre 4000 pp. complessive. Con 12 carte geografiche ripiegate a colori (una in ciascun volume). La migliore relazione statistica sull'India dell'epoca.
In-4 gr. (mm. 377 x 278), magnifica legatura in tela editoriale blu, ricche cornici dorate e in rosso/nero al piatto e al dorso con la testa di un elefante impressa in oro al piatto, pp. (4),634, con una ricchissima documentazione iconografica di 303 figure inc. su legno nel t. e di 80 tavole in tinta f.t. (pure inc. su legno): sono vedute, monumenti, paesaggi, usi, costumi e personaggi della societa' indiana. Resoconto di un viaggio in India, durato sei anni, a partire dal 1863. Con partenza da Bombay, il viaggio si snoda attraverso il Konkan, il Dekkan, Baroda, il Guzerate, Udeypur, il Rajputana centrale, Jeypore, Agra, Gwalior, il Bendelcund, il paese de' Gundi, la valle di Bhilsa, Bhopal, il Malwa, Delhi, il Pendgiab e l'Imalaya, il paese d'Audh, Benares, il Behar, il Bengala, da Calcutta a Punta di Galla. Con lievi fioriture ma certamente un buon esemplare.
S. Rangarajan - Kasturi & Sons Ltd.. 1999-2004. Bon état. Couv. légèrement passée. Pliures. 201 numéros d'env. 16 pages chacun. Illustrés de nombreuses photos en noir et blanc. Numéros manquants: Vol. 25: n° 42-47; vol. 26: n° 1-4, 27-28; vol. 27: n° 2, 7, 14-15, 17, 22-26, 28-29, 31-33, 35, 39, 43-44, 48; vol. 29: n° 2, 4, 7, 11, 19, 28, 32; vol. 30: n° 7, 12-14. From the n° 41, vol. 25, Oct. 9 1999, to the n° 24, vol. 30, June 12 2004. Summary of the n° 41, vol. 25, Oct. 9 1999: 66 p.c. Turnout in last phase. Germany backs India on terrorism. Harshad Mehta sentenced to 5-year RO. PM releases CD on the Mahatma. Polls for 4 Bihar LS put off. Steering clear of naxal traps in A.P. A legend in her time (T.R. Rajakumari), etc. Summary of the n° 24, vol. 30, June 12 2004: Talks with Pakistan on nuclear issues. Supreme Court stops notification for Rajya Sabba elections. Film actor fires at producer, associate (Nandamuri Balakrishna). Help to settle Cauvery issue, Karunanidhi urges Manmohan, Sonia. Senior Congress leaders left out in Ministry expansion; Through a shrinking camera (Uma Mahadevan-Dasgupta takes a look at Mani Ratnam's latest film 'Yuva')...