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Varese, 2001; br., pp. VI-186. (I racconti della musica. 2).
Bross. edit., 196 p., prima edizione, collana I Racconti della Musica, n. 3, lievi macchie al taglio inferiore
Varese, 2000; br., pp. XII-196. (I racconti della musica. 3).
Bari, 2009; br., pp. 162, cm 15x21. (Al Dio Ulteriore).
br. La storia della musica raccontata come un romanzo. Questo libro rivela ciò che i manuali non dicono: simboli, intrecci tra le arti, sottintesi spirituali e allusioni cifrate. Sotteso a tutto questo, un approccio rivoluzionario basato su tre prospettive parallele: tre portali da cui accedere all'avventura del linguaggio più misterioso mai elaborato dalla civiltà umana. Che cosa dice la musica? Come se ne decifra il senso più riposto? Come può, il genio, rendere universale la propria esperienza di uomo? E soprattutto: perché, ad un certo punto, ciò che era nato per descrivere l'Armonia del mondo, si è allontanato dalla natura? La morte della musica nell'èra moderna, è il "basso continuo" sulle cui funebri sequenze si sviluppa questo gigantesco teatro dei suoni. Al centro della vicenda, Beethoven, con la sua smania di assoluto. La musica elevata a rito, officio di un umanesimo che aveva nel proprio slancio ideale i germi della sua progressiva corruzione. Le "voci interiori" dei Romantici, e la visionaria utopia wagneriana di fare dell'opera d'arte totale la redenzione dell'anima alla sua patria d'origine. Oggi che tutto ciò è memoria, e stele funebre, questo libro cerca la chiave per riportare una civiltà ormai morente alla linfa che un giorno diede ali al suo volo di luce. Il tutto, in una forma tanto più didattica quanto meno è sistematica. Nella convinzione che solo il contrappunto delle idee, sia vera "storia".
Varese, 2010; br., pp. IV-188, cm 17x24.
Varese, 2016; cartonato, pp. VIII-200. (Novecento. 4).
brossura Un periodo della nostra storia recente alterato e in parte cancellato da pregiudiziali ideologiche. Un rinascimento musicale capace di far confluire la musica italiana nel grande alveo della Tradizione europea. Decenni di cautele, sospetti e omissioni hanno impedito ai grandi compositori del Ventennio fascista il diventare parte corrente del repertorio concertistico. Una grave frattura si è incistata dentro la linea evolutiva del nostro Novecento, rendendolo vulnerabile alla demagogia e ad uno sperimentalismo elitario e talora orientato alla pura propaganda politica. La storia negata è un ripensamento critico di questa epoca così vicina a noi, ma per certi aspetti inaccessibile come una civiltà sepolta. Compositori, direttori d'orchestra, musicologi, istituzioni sinfoniche e liriche: tutto il complesso e vivacissimo fermento creativo alimentato da un Regime che voleva sdoganare l'Italia dalla sua immagine internazionale: "una terra di mandolinisti", rivive in una prospettiva del tutto ripensata, nell'intento di far tornare le poetiche di questa età mercuriale un fermento vivo del nostro mondo musicale. L'attuale momento critico, per la nostra cultura, è determinato in gran parte proprio da questa massiccia rimozione del rinascimento italiano fiorito nei primi decenni del Novecento.
br. L'intensa attività editoriale dell'ancora giovane storico della musica Alessandro Zignani si arricchisce di questa raccolta di oltre cinquanta piccoli saggi, pubblicati nel tempo su due autorevoli riviste musicali. Malgrado il carattere composito del libro, il suo contenuto prende presto una fisionomia molto organica per definirsi in un ampio capitolo di storia della musica europea. L'idea di raccogliere in un volume pagine vive di storia della musica non ha impensierito oltremodo l'autore: egli ha conservato al lavoro un carattere scorrevole, riflettendo sui temi "con animo curioso e piglio narrativo, talvolta divertito", certamente non a scapito del rigore e della verità. Il libro di Zignani è dunque un'opera della storia della musica particolare, dotata all'uopo di quelle nozioni tecniche che, nell'accurata intenzione divulgativa e grazie anche all'elegante mano espositiva, prendono la dimensione di ricco, nutriente corredo.
Bari, 2007; br., pp. 528.
Varese, 2009; br., pp. 156. (I racconti della musica. 20).
Varese, 2009; br., pp. 280, cm 15x21. (Grandi Direttori. 6).
br. «A quasi settant'anni dalla scomparsa, la figura di Wilhelm Furtwängler, al di là degli effimeri dibattiti politici, resta il simbolo stesso di una tradizione interpretativa ormai scomparsa, dove la resa dell'organismo strutturale, l'espressione rinnovata del potenziale rinchiuso nella densità della forma, diveniva empatia con l'autore, resurrezione della sua vivente voce. In nome di quel lascito del quale era ultimo erede, il maestro si negò la fuga dal regime nazista, divenendo oggetto della propaganda di Goebbels, emblema dell'intatta civiltà tedesca, presso chi la osservava corrompersi per la bestialità hitleriana. Oggi, meditare l'eredità del direttore e compositore che incarnò una stagione dell'Europa - quando la natura dettava all'uomo le leggi del proprio divenire, e la musica era ponte tra il tempo effimero e l'architettura dell'eternità - più che mai diventa ragione di sopravvivenza, monito per l'avvenire. Questo libro, procedendo sull'intreccio significante tra arte e vita, creazione e interpretazione, indaga dall'interno le ragioni della personalità del maestro; e, dunque, della sua arte, che di essa fu espressione e compimento.»
Varese, 2012; br., pp. 156, cm 15x21. (I Racconti della Musica. 25).
Varese, 2007; br., pp. 228, cm 15x21. (Quaderni di Musica da Camera. 1).
br. Tre libri in uno: un romanzo comico, un quiz e un gioco di ruolo. Scegliete il vostro profilo: il tronfio Ministro alla Propaganda della Repubblica Sudeta, il molesto maestro concertatore della delinquenziale orchestra S.P.A.S.M.O., il nerboruto e selvatico primo violino della stessa, oppure il presupponente critico musicale ufficiale del regime. La tournée deve cominciare, e voi la seguirete passo dopo passo, dagli esilaranti preparativi alle tappe attraverso le città più improbabili mai comparse in letteratura. Se riuscirete a tornare a casa sani e salvi, vi aspettano il concorso di composizione più sciamannato della storia, il dizionario di musica meno documentato mai concepito e tante altre sfide capaci di divertirvi, ma anche di mettere seriamente alla prova la vostra competenza musicale. In appendice, le soluzioni sono concepite come una piccola storia della musica che non trascura, dei geni, anche i geloni e le borse sotto gli occhi. Non per niente, in molte lingue "suonare" e "giocare" sono lo stesso verbo. Stupite gli amici con la vostra cultura, oppure esilarateli con la vostra ignoranza: la Sudètia vi aspetta, con le sue ricette tipiche, i suoi balli autolesionisti, le sue marce marcite ed il pazzesco strumentario della sua musica nazionale. Alla fine di questo percorso enigmatico scoprirete che - ahimé - di cose inventate, ce ne sono proprio poche.
2 SS. Qu.-8vo. Übermittelt Dankesworte an Oberschulrat Wesely: "Da der vergangene runde Geburtstag vom 17. Febr. bis 13. März gedauert hatte, wollte ich den diesjährigen Geburtstag verheimlichen was aber nicht gelang. Am 3. Tage kam ich dann wieder dazu Mittag zu essen - in einem Blumenhain!"
1 S. Qu.-8vo. Bedankt sich herzlich für Oberschulrat Weselys Gedenken anläßlich ihres Geburtstages.
1¾ SS. auf Doppelblatt. Gr.-8vo. Mit eh. adr. Kuvert. An den Cellisten Heinrich Welb: "Wenn einer meiner Cellisten weggehen [wird] von mir, was ich nicht glauben kann, dann werde ich mit Vergnügen sofort an Sie schreiben. Mein jetzt über [den] Sommer beurlaubtes Orchesterpersonal hat die Verpflichtung falls jemand austritt mir dieses vor Ende Juni anzuzeigen [...]". - Als Tanzmusikkomponist und -kapellmeister gilt Carl Michael Ziehrer als "der letzte namhafte Repräsentant der Wiener Tanzmusik im klassischen Zeitalter des Walzers" (Reclams Operettenführer, 117).
1 S. 8vo. An einen namentlich nicht genannten Adressaten: “Bezügl. der Wiedergabe meines Bildes in Ihrem gesch. Blatte bin ich ebenfalls sehr erfreut, ich habe Herrn Hoffotograf Skolik telefonisch beauftragt, Ihnen ein solches zu senden, was jedenfalls bereits geschehen ist [...]”. - Als Tanzmusikkomponist und -kapellmeister gilt Ziehrer als "der letzte namhafte Repräsentant der Wiener Tanzmusik im klassischen Zeitalter des Walzers" (Reclams Operettenführer, 117). - Auf Briefpapier mit gedr. Briefkopf und gepr. Vignette.
1 S. 4to. An einen namentlich nicht genannten Adressaten: “Nachdem ich nun den lieben Augustlein nicht mehr zum Leben erwecken wollt’, so bitte ich Dich, sei so lieb’ und veranlasse die gütige Retoursendung meiner zwei Lieder a. ‘Das Waschmädel’ und [...] ‘Unterm Regenschirm’. Der Dichter davon Herr Heller aus Prag hat mir gestern geschrieben, ich möchte ihm eine Abschrift der Musik senden, was ich ja gerne thun will, darum bitte ich Dich mir die Musik zu senden [...]”. - Der erwähnte Herr Heller ist möglicherweise der Schriftsteller Leo Heller (1876-ca. 1949); der erwähnte August vermutlich Ziehrers 1879 verstorbener Verleger August Heinrich Cranz (geb. 1789). - Als Tanzmusikkomponist und -kapellmeister gilt Ziehrer als "der letzte namhafte Repräsentant der Wiener Tanzmusik im klassischen Zeitalter des Walzers" (Reclams Operettenführer, 117). - Mit Faltspuren u. unbedeutenden Randeinrissen. Auf Briefpapier mit gedr. kalligr. Briefkopf.
1 S. Qu.-8vo. Fünf Takte für Klavier aus einem nicht bezeichneten Werk. - Mit umlaufendem Goldschnitt und kleinen, teils farbig gepr. Blumen am linken Rand.