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Milano,Longanesi,1956.In 16°pp.283n.+4nn.tt.tela editoriale e sovracop illustr.
Milano,Longanesi,1956.In 16°pp.288n.tt.tela editoriale sovraccoperta illustr. con restauro.
Michele Mannucci Michele Mannucci. Dizzy Gillespie. Roma, Nuovi Equilibri 1993 - I italiano, in sedicesimo pp.64 Biografia sul jazzista Dizzy Gillespie. Pagine e copertina lievemente ingiallite. Con 12 cartoline ingiallite allegate. Con cofanetto ingiallito.
br. Continua quella che è ormai definibile come "Enciclopedia tematica in progress": dopo Il jazz-film, Il jazz e le arti, Il jazz e le idee, Il jazz e le cose, ecco un testo sullo spirito di questa musica attraverso i personaggi che, lungo un secolo, hanno caratterizzato un sound unico al mondo. I tanti animi del jazz diventano via via, nel corso della Storia, animo blues, hot, swing, bebop, cool, hard bop, soul, free, trasformandosi in autentici linguaggi musicali autonomi. Sono animi che si legano visceralmente agli strumenti musicali (sax, tromba, pianoforte, chitarra, contrabbasso, batteria). Animi cosmopoliti e multietnici (afroamerican, afrobritish, european) che dagli Stati Uniti partono in missione per continenti, tornando culturalmente felici e arricchiti. Animi vogliosi di confrontarsi con altri suoni (pop, rock, entertainment), intrecciando fusioni, contaminazioni, ibridazioni con molte esperienze giovanili. Animi trasversali a epoche diverse in un cammino spaziotemporale tanto audace quanto insidioso (contemporary, future-rétro). Animi in rapporto spesso delicato con lo show business (PollWinners, in/out). Animi che vanno oltre il fare, osservando e ascoltando il jazz dall'altra parte della barricata (storico, jazzofilo, critico, giovane, ascolto). Insomma, tanti animi sensibili, giovani, aperti, curiosi, in grado di cogliere la novità e la bellezza e rielaborarle in melodie e ritmi che da sempre muovono focosi sentimenti, qui discussi e raccontati coinvolgendo non solo persone, ma anche luoghi, canzoni, dischi, eventi, amenità, imprevisti.
brossura Un saggio che ripercorre le vicende sonore di un'intera civiltà. Una grande epopea narrata con ricchezza di dettagli, aneddoti, informazioni e con riferimenti interdisciplinari ai vari contesti socioculturali. Dai leggendari maestri del passato fino ai grandi protagonisti della scena musicale jazz odierna, analizzando gli stili e le correnti che li hanno portati alla ribalta e gli ambienti da cui hanno tratto origine e forza creativa. A completare questa 'grande avventura', una completa discografia in ordine cronologico, i 1020 brani e i 2020 CD più significativi, la classifica dei 10 migliori album di sempre.
br. Il jazz come un set della vita e dello spettacolo, in cui venti grandi swingers, boppers, bluesman afroamericani ed europei ? dalle storie incredibili e con dischi memorabili ? recitano da protagonisti sul palcoscenico della società, mettendo in atto esistenze artistiche via via coraggiose, strabilianti, rocambolesche, anticipatrici di mode, scuole, tendenze. Giocando con le parole, questo jazz set è anche una sorta di jet set alternativo, spesso tragicomico, dove al sassofono o alla chitarra, alla voce o alla tromba, al contrabbasso o al pianoforte, sfilano in passerella ? fra bohème, dandismo, avanguardia e beat generation ? autentici miti della cultura del XX secolo come Duke Ellington e Louis Armstrong, George Gershwin e Frank Sinatra, Chet Baker e Billie Holiday, Thelonius Monk e Keith Jarrett e tanti altri ancora.
br. Cento anni di storia jazz mondiale in 100 musicisti e 500 dischi: un viaggio tra vecchi e nuovi protagonisti di una musica secolare, da classica a sempreverde, da giovane ad avveniristica, tra presente e futuro. Mai come questo primo secolo, il jazz è una presenza stabile, marcata, diffusa in tutto il pianeta per quantità e soprattutto qualità di idee, utopie, soluzioni espressive. Per districarsi tra le centinaia di jazzisti soprattutto americani ed europei dai valori indiscussi e dalla fama internazionale, ecco un utile guida che segnala e descrive i personaggi più significativi e i loro migliori album realizzati appunto in decenni carichi di forti passioni musicali. Lo si chiami ragtime, hot, dixieland, swing, bebop, cool, mainstream, hard bop, free, modale, fusion, neo-bop, ethno, post-free, acid, manouche, revival o semplicemente jazz, resta comunque un sound autentico, esemplare, variegato soprattutto bello, durevole, affascinante come non mai.
Milano, Marcos y Marcos, 1998, 16mo (cm 18 x 12) brossura con copertina illustrata a colori, pp. 202 con numerose illustrazioni in nero nel testo.
Un volume di 443 pagine, tela editoriale con sovracoperta illustrata. Dimensioni: 14x22,5 cm. Piccole fioriture nel testo, per il resto ottime condizioni. 111 illustrazioni fotografiche in b/n fuori testo. Traduzione di Marco Del Freo.
230 p., illus. Hardcover Good condition
3 p. 4°
104 S. Abb. auf Tafeln. (niederl./Jiddischer Texte).
br. Amiri Baraka. Ritratto dell'artista in nero costituisce un ritratto essenziale di questo autore, ininterrottamente sulle scene della cultura americana sin dagli anni Cinquanta e considerato uno dei maggiori poeti e intellettuali afroamericani del secondo Novecento. Dopo un apprendistato tra le fila della bohème beat del Greenwich Village, divenne famoso come autore di Blues People, pubblicato nel 1963 con il nome di LeRoi Jones e tradotto nel 1968 per Einaudi con il titolo Il popolo del blues. Nei quarant'anni successivi LeRoi Jones/Amiri Baraka ha pubblicato una ventina di raccolte di poesia, inciso numerosi dischi, dato vita a una quantità di testi teatrali, diverse opere-jazz, otto volumi di saggi, almeno un paio di romanzi, parecchi racconti e chissà quant'altro e, in qualità di performer, ha collaborato con i maggiori jazzisti americani. Ha ricevuto diversi importanti premi e riconoscimenti. Vive, insieme alla moglie, la poetessa Amina Baraka, nella nativa Newark, nel New Jersey. Il volume, curato da Franco Minganti e Giorgio Rimondi, propone da un lato una riflessione a più voci che coinvolge studiosi di diverso ambito e orientamento - italiani, francesi e americani - tutti ugualmente convinti della necessità di rendere conto del valore e della ricchezza di un autore magari scomodo ma sempre intenso e culturalmente vivace, mentre dall'altro presenta una ricca antologia di testi in prosa e in versi, finora inediti in italiano, che tracciano un diagramma della sua attività quarantennale.
br. Una ricognizione su alcuni aspetti dell'immaginario del jazz che, integrato alla Black Music nel suo complesso, si colloca al centro della cultura popolare occidentale, cortocircuitando musica, letteratura, cinema, storytelling, performance. Il volume accosta il jazz da prospettive diverse. Indaga questioni che innervano l'estetica afroamericana alle prese con la sfera musicale e mette in luce pratiche comunicative, sfumature dell'identità nera, la "messa in immagine" del jazz per gli schermi del cinema e della televisione, i rapporti tra performance, innovazione e tradizione, così come talune consuetudini dello storytelling o del signifying. Le tre sezioni che lo compongono (Indagini, Affetti, Coriandoli) mettono in fila saggi che affrontano, rispettivamente, una ricognizione sugli orizzonti più ampi della cultura del jazz, il recupero affettivo di tre grandissime figure di questa musica (Charlie Parker, Charles Mingus, Billie Holiday) e la ricapitolazione di una serie di interventi che aprono anche ad altre musiche del mondo come il klezmer.
In 8° br. fig. col. pp. 316, manca il frontespizio, cop.na anteriore con strappetto ma buon esemplare
br. Cento anni fa nasceva Charles Mingus: contrabbassista geniale, tra i maggiori interpreti del jazz del Novecento, ma anche artista profondamente consapevole del proprio ruolo sociale e sempre pronto a esporsi in prima persona per le idee in cui credeva. Al pari della sua musica, il suo personaggio pubblico eccentrico e anticonvenzionale continua ad affascinarci oggi come affascinava la generazione Beat che fece di lui uno dei simboli della controcultura. "Peggio di un bastardo" è la sua unica opera letteraria e il suo testamento artistico. Scritto in terza persona, con una voce narrante che si presenta come il «doppio» di Mingus, è allo stesso tempo un'autobiografia e un romanzo; una dichiarazione d'amore per la musica e un grido di dolore contro il razzismo e le ingiustizie dell'America; una fantasia erotica e un'immersione lirica e commovente nel dolore della vita. La potenza della scrittura e l'originalità della forma narrativa lo rendono un libro irripetibile nella storia del jazz, e uno dei più amati di sempre tra quelli scritti da un musicista. Oggi "Peggio di un bastardo" viene riproposto con l'aggiunta di due storici testi inediti: una lettera aperta a Miles Davis (1955) e il saggio fondamentale del 1971 «Cos'è un compositore jazz?», in cui Mingus si interroga sul significato più profondo del proprio mestiere e di quel linguaggio misterioso e universale che chiamiamo jazz. La nuova edizione è impreziosita da una copertina originale, disegnata appositamente per SUR da Igort.
Bross. edit. in-8, copert. ill.ta, pp.344-(8). Ottimo.
3 p. 4°. Titel met afb. Alberti en Modugno.
Copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo de "La Domenica del Corriere" del 30/10/1955
Unvolume de format petit in 8° en hauteur de 112 pp.; très nombreuses et saisissantes illustrations en noir, dans le texte, d'Art Spiegelman. Reliure en demi toile grise; plat illustré; belle jaquette illustrée. Garde en velours rouge. Comme neuf. Voir les photos. Une réussite à tout point de vue; lettrage; illustrations; maquette; superbe.
HACHETTE.. 1963. In-8 Carré. Cartonnage d'éditeurs. Bon état. Couv. légèrement passée. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 94 pages. Nombreuses illustrations et photos en noir et blanc et en couleurs dans le texte et hors texte. Frontispice en couleurs.
Cartonnage de l'éditeur. 96 pages. 18x23cm.
319pp. 22 cm. Hardcover Very good condition good
Roy. 8vo., First Edition, reproduced from handwriting on tinted paper; black boards, upper board lettered in silver, brown cloth back, a near fine copy in publisher's printed metal slip-case. Wartime experiences of Max Morgan, who owned and ran the notorious 'Aerobleu' jazz club in Paris in the late 1940s.