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279pp.+ 2 portraits hors-texte, 2e édition revue et augmentée, 23cm., br.orig., bon état, M18926
Gautier Languereau 1962, In-8 cartonnage éditeur illustré sous rhodoïd, avec sa bande de parution, 194 pages, planches photos dépliantes. Trés bon état.
2 Bde. Quer-4°. Ln/Hln. Im Schuber.
LAUSANNE, Lib. Payot - 1947 - In-8 - Cartonnage éditeur - Préface de Louis Meylan - Nombreuses partitions de thèmes - 116 pages - Très propre, très bon exemplaire Thèmes de musiciens tel que Bach, Berlioz, Beethoven, Bizet, Borodine, Bourgeois, Brahms, Bruckner, Chabrier, Chopin, Corelli, Cruger, Debussy, Doret, Duparc, Dvorak, Fauré, Franck, Glinka, Gluck, Griec, Haendel, Hasler, Haydn, Indy, Jaques-Dalcroze, Liszt, Lully, Luther, Mendelssohn, Monteverdi, Moussorgsky, Mozart, Palestrina, Purcell, Rameau, Ravel, Schubert, SHumann, Smetana, Stamitz, Verdi, Wagner, Walther, Weber
brossura Traendo spunto dai commenti anche discordanti dei più autorevoli grafologi al mondo, l'autore approfondisce l'indagine grafologica sulla grafia di Ludwig Van Beethoven, mettendo in risalto il valore umano e spirituale della sua personalità.
163pp.+ 12pp. met zw/w ills., in de "Davidsfonds keurreeks" nr.16, ingebebonden in gecart. band met titel in goudopdruk op rug, 20cm., goede staat, [bevat vnl. Vreemde musici verblijven te Antwerpen (pp.7-100), en De Vlaamsche afkomst van Beethoven, een samenvatting (pp.134-160)], M97900
In-8°, pp. 372, brossura editoriale. Qualche sezione di spartito nel testo. Timbro di appartenenza (Biblioteca Municipale di Cuneo). Alcuni fogli intonsi. Usura ai bordi della brossura. Macchie prodotte dall'umidità alla brossura. Cerniera debole.
IN FRANCESE
235 S. + 16 Tafeln. Fol. OLn. Katalog der Privatsammlung H.C. Bodmer.
16°, pp.96 (3), br.ed. Dall'indice: L'opera d'arte beethoveniana; I quartetti; Quartetti della prima maniera (L'opera 18; Quartetti in Fa, Sol magg.; Re magg.; Do min; La magg.; Si bemolle); I quartetti della seconda maniera (L'opera 59; I quartetti in Fa magg.; Mi min.; Do; Mi bemolle; Fa min.); I quartetti della terza maniera (I quartetti in Mi bemolle; Si bemolle; Do diesis min.; La magg.; Fa magg.); Appendice: Il quartetto Joseph Joachim.
299 S. 8°. Dek. OLn.
br. Ludwig Van Beethoven fu uno dei più grandi geni mai esistiti; forse, secondo l'opinione di molti, il più grande musicista di tutti i tempi. Il suo contributo fu inestimabile, la parabola artistica inseparabile dal suo percorso umano. Beethoven fu il primo musicista "indipendente" della storia. Compose per sé, non per i committenti, e per esprimere i palpiti segreti dell'anima. Ponendo se stesso al centro della propria opera, divenne una figura eroica, riversando nella musica i propri affanni personali e trasformandoli in un messaggio di pace e di speranza universale. Questo volume è un viaggio per accostarci a Beethoven, scandagliandone l'animo e le sfaccettature della complessa personalità. A partire dalla descrizione delle caratteristiche fisiche, attraverso la ritrattistica e le testimonianze di personaggi coevi (come Rossini), conosceremo il Maestro affrontando vari aspetti della sua esistenza: il quadro storico, le vicende politiche, gli amori, le amicizie, il coinvolgimento con gli ideali illuministi, gli slanci emotivi e gli influssi sui futuri romantici.
in-8°, XIV-492 pp., musique notee, broche, couv. illustree Excellent etat. [DV-18]
brossura Le nove Sinfonie di Beethoven sono forse il patrimonio musicale più conosciuto al mondo; ovunque esista una vita musicale, ovunque si faccia musica, le Sinfonie sono la colonna portante del repertorio sinfonico e da circa due secoli sono presenti nella mente e nel cuore degli ascoltatori. Tutte e nove possono essere considerate un unico corpo creativo, in cui si delinea un percorso evolutivo e anche il racconto di una storia. Prese insieme, infatti, fanno pensare a un romanzo di formazione: un giovane parte per il vasto mondo, si scontra con ostacoli che supera grazie a un'eroica volontà d'azione finché, uscendo dalla sfera degli interessi personali, allarga lo sguardo a una dimensione sociale, celebrando ideali universali. Il libro ripercorre questa storia, considerando i nove capolavori nella loro genesi e nelle loro fisionomie, cercando di «far parlare» le Sinfonie stesse, come vere e proprie «azioni» che si realizzano nell'ascolto.
br. Le nove Sinfonie di Beethoven sono forse il patrimonio musicale più conosciuto al mondo; ovunque esista una vita musicale, ovunque si faccia musica, le Sinfonie sono la colonna portante del repertorio sinfonico e da circa due secoli sono presenti nella mente e nel cuore degli ascoltatori. Tutte e nove possono essere considerate un unico corpo creativo, in cui si delinea un percorso evolutivo e anche il racconto di una storia. Prese insieme, infatti, possono far pensare a un romanzo di formazione: un giovane parte per il vasto mondo, si scontra con ostacoli che riesce a superare grazie a un'eroica volontà d'azione finché, uscendo dalla sfera degli interessi personali, allarga lo sguardo a una dimensione sociale, celebrando ideali di portata universale. Il libro ripercorre questa storia, considerando i nove capolavori nella loro genesi e nelle loro fisionomie, cercando di "far parlare" le Sinfonie stesse, come vere e proprie «azioni» che si realizzano nell'ascolto. "Alla fine della Nona si resta frastornati - scrive Giorgio Pestelli -, si ha l'impressione di essere stati in un luogo dove si è pronunciato un importante giuramento; ci sembra di avere la forza e il coraggio per essere fedeli alle promesse. E penseremo alle nove Sinfonie come a un baluardo di forme intelligibili e fraterne per aiutarci a vivere senza temere la vita". Sintesi del passato, fra Illuminismo e romanticismo, le sinfonie di Beethoven hanno determinato la vita musicale dell'Ottocento: l'evoluzione dell'orchestra sinfonica, la nascita del direttore d'orchestra, l'istituzione del concerto pubblico. E al tempo stesso hanno rappresentato il centro di irradiazione della musica futura, anche attraverso gli esiti non voluti di musiche che sono modelli di autorità classica e allo stesso tempo simboli di rottura liberatoria delle forme tradizionali. Un mondo, quello delle Sinfonie, che brilla ancora oggi di una forza straordinaria, di fronte alla quale non è possibile tirarsi indietro: meglio assecondare quell'impeto, meglio accogliere quel caloroso invito a frequentare e ad abitare un patrimonio di cultura, civiltà e bellezza fra i più alti della storia moderna.
In 8, br., pp. 532.Strappo al dorso e ai bordi della cop., fior. ai piatti. Discrete condizioni.Luogo di pubblicazione RomaEditore Dott. Giovanni Bardi Anno pubblicazione 1944Materia/Argomento Musica, Compositori, Beethoven
In-8° gr. pp. 112 con 12 tav. n.t. e f.t. oltre a varie ill. intercalate. legatura in cartone edit. con decorazioni in oro al piatto.
IN 8°, pp. X + 332, COPERTINA EDITORIALE CON TITOLO RIPORTATO ANCHE AL DORSO.<BR>E' IL SESTO VOLUME DELLA STORIA DELLA MUSICA A CURA DELLA SOCIETA' ITALIANA DI MUSICOLOGIA, PRESENTAZIONE DEL PRESIDENTE ALBERTO BASSO. NEL VOLUME L'AUTORE, PRENDE IN ESAME UNO DEI PERIODI CRUCIALI DELLA STORIA DELLA MUSICA, LA SVOLTA FRA LA SECONDA META' DEL 700 E L'ETA' DI BEETHOVEN. OTTIMA CONSERVAZIONE<BR> ID 2520.
In-16 (Cm 18,5 x 13,5), pp. 4-32, br. ed., 1 tavola in antip. (Marie Erdody). Collana "Philharmonia 314" Segnetto a lapis alla br. ant., timbro al front. Ordinari segni del tempo. MOLTO BUONO
In-16 (Cm 18,5 x 13,5), pp. 30, br. ed., 1 tavola in antip. (Ignaz Schuppamzigh). Collana "Philharmonia 311" Timbro e segnetto a lapis alla br. ant., timbro alla prima c. Macchiolina al taglio esterno. Ordinari segni del tempo. MOLTO BUONO
270 + [4] pp., 2e druk, 21cm., gecart., geplastifieerde stofwikkel, goed, M86305
xvi, 56 S. 8°. OU.
Questa biografia si differenzia da tutte le altre per la grande capacità dello scrittore di penetrare nell'ambiente del grande compositore. Prefazione di Gino Roncaglia. Esemplaretotalmente coevo Brossura editoriale, pp. 319, in 8°
br. L'ascolto del Quarto Concerto per pianoforte e orchestra di Beethoven può essere vissuto come un invito musicale ad assistere all'opera del pensiero, così come viene svolta ad esempio all'interno del sistema filosofico schellinghiano. La profonda affinità tra la musica di Beethoven e la filosofia di Schelling si mostra nella loro incessante aspirazione all'assoluto. Pur con diverse modalità, la loro opera consiste essenzialmente nel cercare di ricostruire la storia trascendentale dell'essere, di raccontare musicalmente e filosoficamente l'avventura del divenire o del farsi dell'universo. In questo caso, poi, la loro reciproca speculazione fa sì che la musica illustri e illumini sonoramente il travagliato percorso della filosofia, e la filosofia chiarisca e spieghi i sublimi sviluppi della musica. La musica beethoveniana infatti "si può definire idealistica e la filosofia schellinghiana un idealismo estetico. Ciò significa, in altre parole, che la musica di Beethoven risulta più comprensibile se si pone in relazione con il modello dialettico della filosofia idealista e [...] la filosofia di Schelling risulta meno oscura e notturna se la si considera in parallelo alla forma sonata o alla forma concerto beethoveniana, in particolare al Quarto Concerto". Ben presto, però, l'accettazione di quell'invito ad assistere a quella duplice opera si rivela un'esortazione a mettersi all'opera, a cimentarsi, a disporsi a pensare, a partecipare assieme ad altri studiosi all'attività dei due autori.