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ill., br. Chi ha detto che rinunciare al glutine significa rinunciare al gusto? Per chi è celiaco o intollerante al glutine, la scelta delle pietanze può sembrare limitata, soprattutto in un Paese come l'Italia, che basa gran parte della sua dieta su pasta e pizza. Oggi però, grazie a questo libro, potrete dire basta alle rinunce e avrete la possibilità di variare tra antipasti, spuntini, piatti completi e dolci squisiti, senza essere uno chef e senza l'attrezzatura di una cucina professionale. Donna Washburn e Heather Butt, infatti, hanno saputo creare un ricettario semplice ma completo, con piatti gustosi che piaceranno a tutta la famiglia e ai vostri ospiti, senza dover rimpiangere le preparazioni tradizionali a base di grano. Inoltre, potrete trovare cibi senza uova, senza latte, senza zucchero bianco, adatti anche a chi ha altri tipi di allergie alimentari. E al tempo stesso, troverete indicazioni per cucinare per utilizzare al meglio i prodotti senza glutine (come mais e quinoa).
br. Un aiuto per chi vuole sapere qualcosa di più su questo disturbo. Un testo scritto da una psichiatra che da circa 30 anni lavora nei servizi pubblici di salute mentale della Toscana. Alcuni consiglia pratici ma sostenuti dalle evidenze scientifiche sul tema. Il testo è scritto in modo da potere essere accessibile a tutti
ill., br. I casi clinici del manuale sono appositamente strutturati a scopo formativo da docenti di fama internazionale. Il manuale è uno strumento per lo studio ed il ripasso teorico di tutte le branche specialistiche, in un'ottica di miglioramento complessivo delle proprie conoscenze mediche al fine di una preparazione mirata per il nuovo Concorso Nazionale SSM. L'impostazione pratica data dalla soluzione del caso clinico permette infatti di testare l'effettiva assimilazione di nozioni e i contenuti a 360° e il commento puntuale e dettagliato che accompagna la presentazione di ciascun caso proposto consente di verificare la correttezza del ragionamento clinico.
ill., br.
brossura Il metodo scientifico si è affermato come modalità privilegiata per alcuni campi del sapere, e oggi si rischia di assolutizzarlo. Esiste invece un modo di conoscere, più immediatamente evidente nella dimensione artistica che non in quella scientifica, che impegna la ragione in uno sguardo aperto a comprendere ciò che non può essere dimostrabile o misurabile, ma è conoscibile. Questa modalità è essenziale anche per l'esistenza stessa della scienza. Il catalogo - che ripropone più ampiamente i contenuti della mostra curata da Giorgio Bordin e realizzata per il congresso 2009 di Medicina & Persona - muove le mosse dal concetto di arte medica per aprire un dibattito sul rapporto necessario e inestricabile tra arte e immagine, scienza e conoscenza. «Lo scienziato e l'artista, nell'evidente e sacrosanta distinzione del metodo che usano, sono accomunati nel loro punto di origine da una purità dello sguardo, da una disponibilità a cogliere l'enigmaticità del reale, a riconoscere ciò che va oltre la pura apparenza, dal gusto di obbedire al dato così com'è, senza i quali né scienza né arte potrebbero avere inizio. L'interdisciplinarietà allora non è un obiettivo, ma è la conseguenza di un cambiamento dello sguardo, di una recuperata coscienza del mistero da cui scaturisce ogni vera conoscenza umana».
br. Il dibattito sulle politiche vaccinali, soprattutto in merito alla loro obbligatorietà, è da tempo aperto tanto all'interno della comunità scientifica come tra l'opinione pubblica. Il presente testo non vuole accodarsi a questa diatriba quanto fornire al lettore uno spunto ampio di riflessione in merito alle ragioni e al senso della malattia e quindi della sua prevenzione, soffermandosi sugli aspetti in cui gli interessi della comunità vengono, in tutto o in parte, a confrontarsi con quelli dell'individuo: nell'ottica della scienza dello spirito di Rudolf Steiner. Introduzione di Laura Borghi.
ill., ril. Il tonno è il classico cibo che prendiamo per scontato. Nella sua forma conservata è un jolly - sempre in dispensa e pronto per una gamma di trasformazioni più o meno consolidate. Fresco è un'altra cosa, ma, più delle volte, il pescivendolo non offre altro che un anemico trancio. È più facile trovare il tonno vero al ristorante. Scelto con cura e preparato da chi lo capisce, questo pesce non ha niente a che fare con la triste scatoletta dei single. Chi meglio di uno chef siciliano per rivelare le vere possibilità del tonno e dei suoi parenti stretti (sgombro, lanzardo, palamida, tambarello ecc.). «A Tutto Tonno» racchiude la passione, la ricerca e la sensibilità di Carmelo Chiaramonte. Le sue 28 proposte sono corredate di note storiche e scientifiche. Esplora il ruolo fondamentale del tonno nella cucina e nella cultura alimentare siciliana e traccia i legami con quella nipponica. Dimostra che il tonno è il vero "maiale del mare" e anche il suo quinto quarto può fornire piatti gustosissimi. Con destrezza fonda il sapere antico con la tecnica moderna. Le sue pagine profumano di mare e le sue ricette di una profonda conoscenza di questa straordinaria leccornia.
brossura "Se seguirete i miei consigli alla lettera, in venti giorni esatti smetterete di fumare. Già vedo sulle vostre facce la diffidenza, lo scetticismo, perché, lo posso immaginare, ne avete provate di tutte per riuscire nell'ardua impresa, senza risultati. Lo so, lo so, è capitato anche a me e quindi vi capisco, ma vi assicuro che per voi che mi state leggendo, da questo momento inizierà una nuova vita, la vostra vita senza fumo. Da parte vostra però dovrete metterci una buona dose di forza di volontà o tutto sarà perduto." (L'autore)
br. Partendo dall'assunto che nella società contemporanea c'è una grande attenzione per l'estetica dei corpi più che per la cura e salute degli stessi, i due autori affrontano i temi del rapporto medico-paziente, dell'evoluzione che la relazione di cura ha avuto nel corso del tempo, della tendenza a oltrepassare i limiti del corpo, che deve essere sempre efficiente, e della cura verso traguardi sempre più ambiziosi che assecondino il rifiuto della sconfitta, della malattia, della morte.
ill., br. Il volume delinea la visione, presentata sotto forma di percorso professionale e personale, che l'autore ha delle cure palliative e della loro evoluzione negli anni. Il racconto inizia negli anni '90 fino ad arrivare ai giorni nostri. Partendo dalla prima definizione di cure palliative dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, passando dal modello tradizionale fino ad arrivare alla moderna definizione ed interpretazione delle cure palliative. Lo sguardo è quello del professionista che ha vissuto in prima persona tutte le fasi descritte e che, con lucidità e passione, traccia la trasformazione delle cure palliative nel contesto nazionale ed internazionale, ne identifica le cause e ipotizza futuri scenari. Il testo è la trascrizione di un intervento dell'autore tenuto durante un incontro pubblico organizzato dall'Accademia delle Scienze di Medicina Palliativa.
br. Accorgimenti tecnici e indicazioni pratiche per fare della nostra cucina un percorso di benessere, dall'antipasto al dessert. Fedele alla sua natura di sperimentatore, Carlo Cracco è il primo chef stellato italiano che si cimenta con la cucina della salute. In collaborazione con il professor Antonio Moschetta, Professore di Medicina Interna all'Università di Bari specializzato in regolazione genica, metabolismo e tumori, ha realizzato un libro di ricette su 12 superfood, dimostrando che la cucina che fa bene è la cucina che insegna a preparare un piatto salutare senza perdere di vista la parte gourmet. Il buono che fa bene è un libro completamente nuovo che guarda al futuro senza dimenticarsi da dove veniamo.
brossura La storia della memoria comincia con il mito in cui Platone descriveva l'invenzione della scrittura come fonte di ignoranza: gli uomini, contando sullo spostamento della memoria nelle cose scritte, dimenticano di ricordarle. Forse, però, mettere in comune tante tracce individuali di conoscenze, di storie, di miti e di altre finzioni potrebbe far crescere più velocemente il patrimonio scientifico, politico, economico e sociale di tutti. Fra questi due poli argomentativi si muove la riflessione di de Kerckhove che analizza gli spostamenti della nostra memoria nell'era del digitale, epoca in cui si accresce la tendenza a rimettere i contenuti delle nostre esperienze nei databank, spostando testi, letture, immagini e video sulla rete, per cercare di liberare il più possibile la nostra mente e riutilizzarla in nuove direzioni.
br. Il secondo volume della nuova collana "I mangiari della salute" è dedicato all'alimentazione neonatale. Gli autori ci descrivono le varie fasi dell'alimentazione nei nuovi nati con consigli utili dall'allattamento alle prime pappe. Un utile guida per le neo-mamme che per la prima volta affrontano questo delicato e indimenticabile percorso della vita, un opportunità in più per chi certe cose già le sa ma vuole togliersi curiosità e dubbi.
ill., br. Arriva un cucciolo in casa: cosa fare, ma cosa mangia... e quanto, e se prende le zecche? Quando va vaccinato, quale è la giusta razza per me, cosa devo fare per farmi obbedire, sceglierlo con pedigree o meticcio?
ill., br. La Psicoterapia Espressiva integrata alla Danza Movimento Terapia accoglie nella stanza di lavoro, insieme alla parola, il corpo e le sue forme espressive, utilizzando movimento, danza, pittura e scrittura. La fiducia nella risorsa creativa e relazionale contenuta nei processi basilari del corpo permette di sostenere e accompagnare anche pazienti difficili da coinvolgere nel setting tradizionale basato sulla parola. L'attitudine creativa del «dare forma» prima di quella del «dare significato» offre un modello capace di collegare, come auspicava Winnicott, la dimensione infantile del gioco con quella adulta dell'esperienza culturale.
ill. Il volume propone le ricette e descrive le caratteristiche botaniche, i sistemi di propagazione e coltura, gli usi tradizionali della nepitella o nipitella (nota anche come nebbeda, calaminta, mentuccia, erba gattaia, ecc.), una pianta aromatica officinale tipica del bacino del Mediterraneo, usata fin dall'antichità in medicina e cosmetica, come ornamento, ma soprattutto in cucina.
brossura
br. In greco il termine therapeuein vuol dire prendersi cura di qualcuno, non guarire. Vuol dire cercare l'armonia del nostro protetto, come conferma l'antico taoismo, che propone: "Prenditi tutto in carico, ma non trattenere niente". Il terapeuta è un logos poieticos, direbbe Aristotele, ossia uno spirito umano che crea (sottinteso, la salute): non fa miracoli, ma può comunque spingersi agli estremi limiti dell'umanamente immaginabile tramite un'altra categoria, ossia l'utopia. L'utopia, come dice il nome stesso (u privativo e topos, luogo: in nessun luogo) è qualcosa di irraggiungibile perché non ha un luogo dove resta fissa, ma analogamente alla linea dell'orizzonte, quando la si insegue lei si sposta più in là. Tommaso Moro, agli inizi del '500 scrisse "Utopia". Ma allora, se è irraggiungibile, a cosa serve? Serve a camminare, serve a mantenere viva la speranza nel paziente, serve a non spegnere la luce, serve a evitare la disperazione più nera della frase "non c'è più nulla da fare".
br. In greco il termine therapeuein vuol dire prendersi cura di qualcuno, non guarire. Vuol dire cercare l'armonia del nostro protetto, come conferma l'antico taoismo, che propone: "Prenditi tutto in carico, ma non trattenere niente". Il terapeuta è un logos poieticos, direbbe Aristotele, ossia uno spirito umano che crea (sottinteso, la salute): non fa miracoli, ma può comunque spingersi agli estremi limiti dell'umanamente immaginabile tramite un'altra categoria, ossia l'utopia. L'utopia, come dice il nome stesso (u privativo e topos, luogo: in nessun luogo) è qualcosa di irraggiungibile perché non ha un luogo dove resta fissa, ma analogamente alla linea dell'orizzonte, quando la si insegue lei si sposta più in là. Tommaso Moro, agli inizi del '500 scrisse "Utopia". Ma allora, se è irraggiungibile, a cosa serve? Serve a camminare, serve a mantenere viva la speranza nel paziente, serve a non spegnere la luce, serve a evitare la disperazione più nera della frase "non c'è più nulla da fare".