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1938048400San Francisco Ca: The Astronomical Society Of The Pacific 1938. 1st Edition . Soft cover. Near Fine. Pp 143-187. Printed Wrappers. Bright And Clean Near Fine No Marks. <br/> <br/> The Astronomical Society Of The Pacific paperback
1999059922University Of California Press 1999. Hardcover. Fine/Fine. Xvii 974 Pp. Blue Cloth Stamped In Silver. First PRinting Indicated 1 In Number Line. Fine In Fine Dust Jacket. <br/> <br/> University Of California Press hardcover
1962059760St Martin's Press 1962. 1st Edition 1st Printing. Hardcover. Very Good /Very Good. Plates. 290 Pp. Blue Cloth Lettered In Yellow Yellow Endpapers. First Printing. Very Good Light Usage No Marks. Dust Jacket Priced $4.50 Wear Short Edge Tears And A Few Small Losses. Faint Browning At Edges Of Cloth Inside Bvery Clean And Bright. <br/> <br/> St Martin's Press hardcover
Cm. 19,5, pp. 107 (1). Con varie incisioni nel testo di interesse astronomico. Legatura strettamente coeva in cart. alla rustica. Esemplare genuino e marginoso con piccoli segni d'uso al dorso ed un'etichetta privata di possesso applicata al piatto anteriore. Edizione originale ed unica rimasta anonima.
In 8° (20,5×14 cm); 16, (38) pp. Brossura coeva, qualche lieve piega e segno del tempo. All'interno in buone condizioni di conservazione. Prima edizione rara, nessun esemplare censito in ICCU, stampata a Parma da Bodoni nei suoi chiari ed eleganti caratteri. L'opera raccoglie le "Effemeride Astronomica" del celebre matematico veronese, Pietro Cossali (Verona, 29 giugno 1748 - Padova, 20 dicembre 1815) per l'anno 1795. Di nobili origini, suo padre era il conte Benassù e sua madre la contessa Laura Malmignati, l'autore iniziò gli studi presso il collegio gesuitico di Verona dove fin dai primi anni dimostrò una grande predisposizione per le dottrine matematiche. Fattosi teatino, probabilmente per la maggior apertura di quest'ordine verso le moderne tesi scientifiche, perfeziona i suoi studi a Milano concentrandosi particolarmente nell'eloquenza, nella teologia, nella matematica e nella fisica. E' qui che conosce in modo approfondito gli studi di Newton, Locke e Wolff. Nel 1770 il suo nome inizia a circolare negli ambienti accademici italiani tanto che gli viene offerta una lettura di diritto canonico all'Università di Padova, lettura che però lo stesso rifiuta, sembra, per concentrarsi completamente sugli studi scientifici. Nel 1778 torna a Verona dove fonda un'Accademia e si pone in luce come matematico e fisico. E' in questo periodo che pubblica i primi scritti scientifici fra i quali un interessante studio dal titolo su "Su l'equilibrio esterno ed interno nelle macchine aerostatiche" nel quale l'autore dibatte sulle recenti esperienze di volo di Montgolfier che dimostra la grande attenzione di Cossali per le nuove scoperte scientifiche. Cossali fu anche uno dei primi in Italia a far alzare un pallone aerostatico in una manifestazione pubblica tenuta all'Arena di Verona. Proprio gli scritti di Cossali dedicati al volo, spinsero nel 1787, il Duca Ferdinando di Borbone ad offrire al matematico veronese la cattedra di fisica teorica prima e poi dal 1791 quelle di astronomia, idraulica e meteorologia dell'Università di Parma poi. L'autore si impegnò fin da subito a fornire una strumentazione scientifica adeguata all'ateneo parmense che nella seconda metà del XVIII° secolo aveva visto un grande progresso didattico e di fama. È in questo periodo che le sue "ricerche si concretarono in sette volumi di effemeridi astronomiche annue (Effemeride astronomica per l'anno…, Parma 1791 e seguenti) pubblicati fino al 1804 con saggi introduttivi su temi d'astronomia generale. Altri scritti di questa fase furono le Apparenze del solare eclissi del 3 apr. 1791, Parma 1791, il Discorso… astronomico su l'eclissi del 1800 (Parma s. d.) ed il Prenuncio… sull'eclissi dell'11febbr. 1804, Venezia 1804. Il C. ottenne anche dal governo un aiuto finanziario per osservazioni su pianeti che effettuò a Milano, nell'osservatorio di Brera, e per l'istallazione d'un osservatorio meteorologico nella casa parmense dei teatini, nel quale effettuò registrazioni sistematiche pluriennali c he non riuscirà mai, malgrado l'intento, a pubblicare. […]A Parma il C. s'impose tra le personalità culturali più in vista, e fu vicino alla stessa famiglia ducale e in particolare al principe ereditario Ludovico, che in una lettera allo Spallanzani l'indicò come ispiratore di suoi esperimenti volti a smentire le tesi del naturalista sull'orientamento dei pipistrelli (un sonetto del C. al principe è a Guastalla, Bibl. Maldottiana, Fondo provenienze varie, ms. 39); inoltre il C. fu consulente governativo per questioni idrauliche., e arbitro in vertenze analoghe tra famiglie parmensi. "(da http://www.treccani.it). Con il cambiamento della situazione politica parmense, nel 1805, torna a Verona dove "si vide offrire la cattedra di introduzione al calcolo sublime nel locale liceo e la sovrintendenza a canali, ponti e strade, mentre il governo austriaco ricorse a lui per consulenze idrauliche; proseguì anche la ricerca e le pubblicazioni scientifiche" (da http://www.treccani.it). L'opera qui presentata riporta le effemeridi per l'anno 1795 con la posizione dei pianeti e delle stelle nei diversi mesi dell'anno, rendendo così possibile indirizzare gli strumenti astronomici ed individuare correttamente gli oggetti astrali presenti nel campo visivo dei telescopi. Le effemeridi erano anche ampiamente utilizzate nell'astrologia. Prima rara ed unica edizione.
In 8° (20,5×14 cm); (38) pp. Brossura coeva, qualche lieve piega e segno del tempo. Antico timbro di appartenenza nobiliare al margine basso del frontespizio. All'interno in buone condizioni di conservazione. Prima edizione rara, nessun esemplare censito in ICCU, stampata a Parma da Bodoni nei suoi chiari ed eleganti caratteri. L'opera raccoglie le "Effemeride Astronomica" del celebre matematico veronese, Pietro Cossali (Verona, 29 giugno 1748 - Padova, 20 dicembre 1815) per l'anno 1799. Di nobili origini, suo padre era il conte Benassù e sua madre la contessa Laura Malmignati, l'autore iniziò gli studi presso il collegio gesuitico di Verona dove fin dai primi anni dimostrò una grande predisposizione per le dottrine matematiche. Fattosi teatino, probabilmente per la maggior apertura di quest'ordine verso le moderne tesi scientifiche, perfeziona i suoi studi a Milano concentrandosi particolarmente nell'eloquenza, nella teologia, nella matematica e nella fisica. E' qui che conosce in modo approfondito gli studi di Newton, Locke e Wolff. Nel 1770 il suo nome inizia a circolare negli ambienti accademici italiani tanto che gli viene offerta una lettura di diritto canonico all'Università di Padova, lettura che però lo stesso rifiuta, sembra, per concentrarsi completamente sugli studi scientifici. Nel 1778 torna a Verona dove fonda un'Accademia e si pone in luce come matematico e fisico. E' in questo periodo che pubblica i primi scritti scientifici fra i quali un interessante studio dal titolo su "Su l'equilibrio esterno ed interno nelle macchine aerostatiche" nel quale l'autore dibatte sulle recenti esperienze di volo di Montgolfier che dimostra la grande attenzione di Cossali per le nuove scoperte scientifiche. Cossali fu anche uno dei primi in Italia a far alzare un pallone aerostatico in una manifestazione pubblica tenuta all'Arena di Verona. Proprio gli scritti di Cossali dedicati al volo, spinsero nel 1787, il Duca Ferdinando di Borbone ad offrire al matematico veronese la cattedra di fisica teorica prima e poi dal 1791 quelle di astronomia, idraulica e meteorologia dell'Università di Parma poi. L'autore si impegnò fin da subito a fornire una strumentazione scientifica adeguata all'ateneo parmense che nella seconda metà del XVIII° secolo aveva visto un grande progresso didattico e di fama. È in questo periodo che le sue "ricerche si concretarono in sette volumi di effemeridi astronomiche annue (Effemeride astronomica per l'anno…, Parma 1791 e seguenti) pubblicati fino al 1804 con saggi introduttivi su temi d'astronomia generale. Altri scritti di questa fase furono le Apparenze del solare eclissi del 3 apr. 1791, Parma 1791, il Discorso… astronomico su l'eclissi del 1800 (Parma s. d.) ed il Prenuncio… sull'eclissi dell'11febbr. 1804, Venezia 1804. Il C. ottenne anche dal governo un aiuto finanziario per osservazioni su pianeti che effettuò a Milano, nell'osservatorio di Brera, e per l'istallazione d'un osservatorio meteorologico nella casa parmense dei teatini, nel quale effettuò registrazioni sistematiche pluriennali che non riuscirà mai, malgrado Senza titolo-16l'intento, a pubblicare. […]A Parma il C. s'impose tra le personalità culturali più in vista, e fu vicino alla stessa famiglia ducale e in particolare al principe ereditario Ludovico, che in una lettera allo Spallanzani l'indicò come ispiratore di suoi esperimenti volti a smentire le tesi del naturalista sull'orientamento dei pipistrelli (un sonetto del C. al principe è a Guastalla, Bibl. Maldottiana, Fondo provenienze varie, ms. 39); inoltre il C. fu consulente governativo per questioni idrauliche., e arbitro in vertenze analoghe tra famiglie parmensi. "(da http://www.treccani.it). Con il cambiamento della situazione politica parmense, nel 1805, torna a Verona dove "si vide offrire la cattedra di introduzione al calcolo sublime nel locale liceo e la sovrintendenza a canali, ponti e strade, mentre il governo austriaco ricorse a lui per consulenze idrauliche; proseguì anche la ricerca e le pubblicazioni scientifiche" (da http://www.treccani.it). L'opera qui presentata riporta le effemeridi per l'anno 1799 con la posizione dei pianeti e delle stelle nei diversi mesi dell'anno, rendendo così possibile indirizzare gli strumenti astronomici ed individuare correttamente gli oggetti astrali presenti nel campo visivo dei telescopi. Le effemeridi erano anche ampiamente utilizzate nell'astrologia. Prima rara ed unica edizione.
In 8° (20,5×14 cm); 18, (36) pp. Brossura coeva, qualche lieve piega e segno del tempo. All'interno in buone condizioni di conservazione. Antica firma di appartenenza al piatto anteriore. Prima edizione rara stampata a Parma da Bodoni nei suoi chiari ed eleganti caratteri. L'opera raccoglie le "Effemeride Astronomica" del celebre matematico veronese, Pietro Cossali (Verona, 29 giugno 1748 - Padova, 20 dicembre 1815) per l'anno 1793. Di nobili origini, suo padre era il conte Benassù e sua madre la contessa Laura Malmignati, l'autore iniziò gli studi presso il collegio gesuitico di Verona dove fin dai primi anni dimostrò una grande predisposizione per le dottrine matematiche. Fattosi teatino, probabilmente per la maggior apertura di quest'ordine verso le moderne tesi scientifiche, perfeziona i suoi studi a Milano concentrandosi particolarmente nell'eloquenza, nella teologia, nella matematica e nella fisica. E' qui che conosce in modo approfondito gli studi di Newton, Locke e Wolff. Nel 1770 il suo nome inizia a circolare negli ambienti accademici italiani tanto che gli viene offerta una lettura di diritto canonico all'Università di Padova, lettura che però lo stesso rifiuta, sembra, per concentrarsi completamente sugli studi scientifici. Nel 1778 torna a Verona dove fonda un'Accademia e si pone in luce come matematico e fisico. E' in questo periodo che pubblica i primi scritti scientifici fra i quali un interessante studio dal titolo su "Su l'equilibrio esterno ed interno nelle macchine aerostatiche" nel quale l'autore dibatte sulle recenti esperienze di volo di Montgolfier che dimostra la grande attenzione di Cossali per le nuove scoperte scientifiche. Cossali fu anche uno dei primi in Italia a far alzare un pallone aerostatico in una manifestazione pubblica tenuta all'Arena di Verona. Proprio gli scritti di Cossali dedicati al volo, spinsero nel 1787, il Duca Ferdinando di Borbone ad offrire al matematico veronese la cattedra di fisica teorica prima e poi dal 1791 quelle di astronomia, idraulica e meteorologia dell'Università di Parma poi. L'autore si impegnò fin da subito a fornire una strumentazione scientifica adeguata all'ateneo parmense che nella seconda metà del XVIII° secolo aveva visto un grande progresso didattico e di fama. È in questo periodo che le sue "ricerche si concretarono in sette volumi di effemeridi astronomiche annue (Effemeride astronomica per l'anno…, Parma 1791 e seguenti) pubblicati fino al 1804 con saggi introduttivi su temi d'astronomia generale. Altri scritti di questa fase furono le Apparenze del solare eclissi del 3 apr. 1791, Parma 1791, il Discorso… astronomico su l'eclissi del 1800 (Parma s. d.) ed il Prenuncio… sull'eclissi dell'11febbr. 1804, Venezia 1804. Il C. ottenne anche dal governo un aiuto finanziario per osservazioni su pianeti che effettuò a Milano, nell'osservatorio di Brera, e per l'istallazione d'un osservatorio meteorologico nella casa parmense dei teatini, nel quale effettuò registrazioni sistematiche pluriennali che non riuscirà mai, malgrado l'intento, a pubblicare. […]A Parma il C. s'impose tra le personalità culturali più in vista, e fu vicino alla stessa famiglia ducale e in particolare al principe ereditario Ludovico, che in una lettera allo Spallanzani l'indicò come ispiratore di suoi esperimenti volti a smentire le tesi del naturalista sull'orientamento dei pipistrelli (un sonetto del C. al principe è a Guastalla, Bibl. Maldottiana, Fondo provenienze varie, ms. 39); inoltre il C. fu consulente governativo per questioni idrauliche., e arbitro in vertenze analoghe tra famiglie parmensi. "(da http://www.treccani.it). Con il cambiamento della situazione politica parmense, nel 1805, torna a Verona dove "si vide offrire la cattedra di introduzione al calcolo sublime nel locale liceo e la sovrintendenza a canali, ponti e strade, mentre il governo austriaco ricorse a lui per consulenze idrauliche; proseguì anche la ricerca e le pubblicazioni scientifiche" (da http://www.treccani.it). L'opera qui presentata riporta le effemeridi per l'anno 1793 con la posizione dei pianeti e delle stelle nei diversi mesi dell'anno, rendendo così possibile indirizzare gli strumenti astronomici ed individuare correttamente gli oggetti astrali presenti nel campo visivo dei telescopi. Le effemeridi erano anche ampiamente utilizzate nell'astrologia. Prima rara ed unica edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\TO0E\041433.
2 volumi, 270x200 mm, pp. VII, 303; 367, complessivamente 6 tavole incise fuori testo ripiegate, brossura originale, titolo al dorso e incorniciato al piatto. Esemplare buono con barbe, piccolo cedimento della cerniera del secondo volume. Santini fu direttore dell'osservatorio astronomico dell'università di Padova. Non comune in borssura editoriale. Opera citata da Guglielmo Libri nella sua bibliografia: "A very important work" (1861).
15234Emma Williams "An Investigation of Stellar Motions." 1948. Astronomer Emma Williams Vyssotsky was born in 1894. After completing her astronomy PhD at Harvard she studied stellar motions and the kinematics of the Milky Way at UVA's McCormick Observatory. Emma Williams Vyssotsky's career as a researcher was cut short by a debilitating illness but not before she compiled with co-author and husband the astronomer Alexander Vyssotsky an exhaustive catalog of stellar motions. Only one known copy in the US as per OCLC. unknown books
Third edition of this classic work on calendars and time-keeping among the ancients. [8], 384 pp. Greek, Hebrew, Indic, Samaritan, Syriac, and Ethiopic types used throughout. 8vo. Attractively bound in contemporary paneled calf, spine with gilt fleurons in six compartments, covers decorated in blind. Moderate wear to binding, front joint split but holding. Internally FINE AND BRIGHT. A scarce and important book.
1896163308Lund, Berling, 1896. 1ere ed. 3 vols. XIV, 251, (132) / VIII, 588 / 266 p. 4°, demi-cuir contemporain. 1895 / 1900.
First separate printing in the original wrappers, of this important paper by Einstein in the field of mathematical physics. - Condition: Last 3 leaves and rear cover defect (paper bumped and partly with faults at a sport of ca. 2cm diameter, partly affecting printing, othwise well preserved, mostly uncut copy. - Rarity: ABPC (1973ff.) and APO (1988ff.) record only 2 copies of this edition at auction (2011, 1998). - Reference: Boni 97; Collected Papers, vol. 6, 47; Schilpp-Shields 108; Weil 93.
35278Paris. Gide et J. Baudry. Oeuvre Posthume. 4 Volumes Petit In-8. Rel. Demi-toile. Pièces de titre au dos. Tome I :1854. 559 p. Tome II : 1855. 554 p. Tome III : 1856. 365 p. Tome IV : 1857. 854 p. BE. Rel. du tome I décolorée. Tache d'encre en pied dans le tome IV, de la page 673 à la fin ( ne touche pas le texte). Qlques légères rousseurs.
6284P., Gauthier-Villars, 1889, un volume in 4 relié en demi-basane verte, dos orné de filets dorés (reliure de l'époque), 23pp., 332pp., 1 planche dépliante
180717935Berlin, Decker, 1804-1807. 4°. getr. Paginierung. Interims-Broschur mit Jahres-RSchd.
1808415821Paris, Courcier, 1808. 4°. VIII, 405 S. Hldr. d. Zt. m. Rsch. (dieses leicht beschäd.). Rücken beschabt. Einbd. etwas bestoßen. Ohne d. gest. Portr.
44139Roulland.1825.Gd.in-12 relié.415 p.23 planches.Portrait d'Arago et Biot en premières pages.TBE.Rare.Basane blonde.Couv.conservée. (G5 089)
1810d1090bLondon: Dudley Adams. G : in Good condition without dust jacket. Cover rubbed scuffed and stained. Heavy marginal staining in early pages. Some foxing. Marginal staining to some plates. 1810. 30th Edition. Brown hardback half-leather cover with marbled boards. 210mm x 130mm 8" x 5". xxiv 242pp. 14 b/w plates some folding. . Dudley Adams hardcover
1781r7160Paris: Chez de Bure. G : in good condition without dust jacket. Ex-lib. Library rebind. Cover rubbed and faded. 1781. Seconde Édition. Blue hardback cloth cover. 260mm x 180mm 10" x 7". xxiv 527pp. 3 b/w fold out plates. Text in French. Heavy item - shipping supplement may apply for overseas. . Chez de Bure hardcover
174038123Basel, Braumüller, 1740. gebundene Ausgabe
AS-6London England: Lutterworth Press 1965. Classic well researched reference text by one of the world's leading authorities on the moon. Topics covered include: nature of the lunar soil lunar faults crater chains methods of measuring the heights of lunar mountains pattern of faulting amongst others. 184 pgs. Illustrated. Dustjacket price-clipped; in mylar. Very minor edge rubbing. First Edition. Hard Cover. Very Good/Very Good. 8vo - over 7¾" - 9¾" tall. Lutterworth Press Hardcover
2002AS-22San Francisco CA.: Astronomical Society of the Pacific 2002. Detailed text contains contributed technical papers by world renown scientists on topics covering the solar system galaxies x-ray binaries multiple plasmas clusters of galaxies views of Magellanic cloud supernova remnants cataclysmic variables calibration etc. 423 pgs. Illustrated. First Edition. Pictorial Hard Cover. As New. 4to - over 9¾" - 12" tall. Astronomical Society of the Pacific Hardcover
1856D16855Boston: Little Brown and Company 1856. First Edition. Paperback. Good. 8vo. Original tan printed wrappers; rear wrapper detached. 50pp. First Edition. Inscribed by the author to John Pendleton Kennedy American writer and friend of E. A. Poe. Everett was a U.S. Senator and a great orator. It was his address on the field of Gettysburg that preceded the most famous address in U.S. history by Lincoln. In the present oration Everett discusses Charles Babbages newly developed Calculating Engine wherein he mentions asking Babbage if the device could ever be made small enough to one day to fit in ones own pocket. <br/><br/> Little, Brown and Company paperback
1931D16575Berkeley: University of California Press 1931. Hardcover. Near Fine. Folio; black cloth lettered in gilt; pp. 482. A nice clean copy aside from small ownership signature of astronomer D. K. Yeomans. Part 1 Solar Atmosphere. Part II Halley's Comet. <br/><br/> University of California Press hardcover books