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In folio (mm 347x225); 8 carte non numerate, 792 pagine. Testo in caratteri tondo e corsivo inquadrato. Frontespizio in rosso e nero, vignetta in rame con le armi di Luigi XIV di Francia, dedicatario dell'opera; raffinati capilettera incisi entro vignette, testatine, finalini e numerosi diagrammi silografici nel testo. Legatura in piena pergamena settecentesca con dorso a cinque nervi. Rara edizione originale degli Elementi di Euclide commentati dal matematico bitontino, professore all'Università di Roma amico di Giovanni Alfonso Borelli e Matteo Ricci; questa edizione si inserisce nel vasto panorama seicentesco di revisione del testo euclideo. Esemplare in buono stato di conservazione; qualche lieve fioritura e alcune carte uniformemente brunite; un alone nella parte superiore, qualche piccolo restauro al frontespizio; camminamento di tarlo solo al marg. sup. da pag. 436 a 457 e da pag. 547 a 562. Difetti agli spigoli inf. della pergamena. Riccardi I, 603; Vinciana 1570 in nota.
In -8°, pp. (2), 112; mezza pergamena. Prima edizione in volume del trattato di Menelao Alessandrino (I sec. d.C.), considerato il primo trattato di trigonometria sferica che si conosca, e che contiene anche la dimostrazione del teorema ancor oggi noto come Teorema di Menelao. Una edizione precedente dei tre libri compare anche nell’insieme di testi curato da Francesco Maurolico, che tradusse Teodosio, Euclide, Autolico e appunto Menelao in un suo lavoro dedicato agli studi della sfera (Messina, 1558). Nel 1644 Mersenne ripubblica gli “Sphaericorum libri”, sempre in un volume che comprende altri scritti (“Universae geometriae...”, Parigi, Bertier: il volume è citato da Leopardi nella sua “Storia dell’astronomia”), e sulla base del volume precedentemente citato. La presente edizione era stata curata, su fonti non coincidenti con le edizioni rammentate, dal celebre astronomo Edmund Halley per la stampa universitaria oxfordiana, nel 1712. Ma l’edizione del ’12, stampata solo parzialmente, non fu completata se non nel ’58 come postuma, quando fu chiesto a George Costard e James Bradley, entrambi astronomi a Oxford di curare la pubblicazione del lavoro. Mancano, in questa copia, le otto pagine di prefazione di Costard, numerate a parte, mentre il trattato in sé è completo: la copia è perfettamente conforme a quella conservata nella biblioteca bodleiana di Oxford. Una copia, sempre conforme a questa, e qualificata come quella del 1713-14 è stata venduta nel 2005 da Sotheby’s, asta Macclesfield. First edition in a volume of the Menelaus Alexandrinus work, considered the first spheric trigonometry essay ever known, also containing the demonstration of the theorem still known after Menelaus name. An earlier edition of the three books was also published in a collection of texts edited by Francesco Maurolico, who translated Theodosius, Euclides, Autholicus and Menelaus in a work dedicated to sphere studies (Messina, 1558). In 1644 Mersenne republish the “Sphaericorum libri”, always in a volume including more works (“Universae geometriae…”, Paris, Bertier), based on the Maurolico’s work. The Oxford edition was edited, based on different sources than the Maurolico ones, by the famous astronomer Edmund Halley, in 1712. But that edition was never published, and it was only partially printed in 1713-14. Only in 1758 the book was completed by George Costard and James Bradley, both Oxford’s astronomers. In the present copy the eight introduction pages of Costard are missing, while the essay is complete: the copy is identical to the one kept by the Bodleian Library of Oxford. A copy, still similar to this one and qualified as the 1713-14’s one, was sold in 2005, at Sotheby’s, Macclesfield auction.
<p>24 cm, in 4°, rilegatura coeva in piena pergamena, titolo in oro al dorso; p. (8), 505, (1). Dedica del traduttore al cardinale D. Ippolito d'Este e nota dello stampatore. Bel frontespizio architettonico con figure allegoriche e molti capilettera xilografici ornati; 2 tavole ripiegate e molte figure e diagrammi xilografici anche a piena pagina ad opera del Franceschi con raffigurazioni geometriche, architettoniche, ingegneristiche ed astronomiche. In fine Tavola delle lunghezze, larghezze, parti e grandezza delle stelle e indici dell'opera. Frontespizio rifoderato al verso e restauro ai margini delle prime 8 carte. Margini superiore leggermente rifilato, senza perdita di testo. Piccolo ed antico restauro alla base del dorso. Nel complesso buon esemplare. Fowler 413; Riccardi, vol. II, 615; Cicognara, 720. </p>
Opera in 2 volumi di cm 11X16 legati in mezza pelle, sguardie, frontespizio del primo volume, 62 cc. non numerate, bianca, 940 pp., colophon con registro; frontespizio del secondo volume (Euclidis posteriores libri IX. Accessit liber XVI de solidorum regularium...) restaurato da una mancanza dovuta ad antica macchia d'inchiostro che aveva bucato la carta, 925 pp., al verso dell'ultima colophon e registro, una carta d'errata. Importante, preclara edizione dell'opera del Clavio sulla geometria euclidea. Troppo nota l'opera, universalmente conosciuto l'Autore detto "l'Euclide del XVI secolo". Ci si limita quindi ad una descrizione fisica dei volumi. Su carta ancor bianca e frusciante, il testo è inquadrato in doppia cornice; poche e chiare arrossature su alcune pagine, contenute, ininfluenti mende d'uso, margine in alcuni quinterni corto, qualche volta sfiorante la prima delle due cornici. Ma esemplare in belle condizioni, raro, essenziale. Le opere matematiche dei classici sono tutte ricercatissime, e questa presentata ha una caratteristica abbastanza peculiare, il formato in 8° piccolo, quindi una sorte di "tascabile". Eccezionale, completo, collazionato. Importante e raro.
In -12°, pergamena, 8 tavv.
In -folio, pp. (18), 792; piena pergamena con nervi e titolo ms al dorso. Difetti al dorso. Seconda edizione, con “nuove additioni” dell’autore, di questo importante lavoro divulgativo. L’autore, Vitale Giordani, fu uno dei più apprezzati matematici della sua epoca. Nato a Bitonto dovette allontanarsene dopo aver ammazzato il cognato, che secondo la tradizione lo aveva definito “pigro”. A Roma la decisione, piuttosto tarda per l’epoca (aveva 28 anni) di dedicarsi alla matematica: Giordani insegna per qualche tempo presso Cristina di Svezia, e poi all’Accademia di Francia, a Roma. Nel 1685 ottiene la cattedra di matematica alla Sapienza ed è proprio l’anno dopo che il suo volume viene ristampato, nella presente edizione riveduta e aumentata (l’edizione originale, dalla stessa tipografia, era dell’80). Second edition, with “nuove additioni”, of this important educational work. The author, Vitale Giordani, was one of the most appreciated mathematicians in his generation. Born in Bitonto, he had to emigrate to Rome after having killed his brother in law. In Rome he decided to devote himself to mathematics: in 1685 Giordani obtained the mathematics chair at Rome university, and a year later his volume was reprinted and increased in this very edition (the first one, from the same printer, had been published on 1680)
In 8, leg. mz. marocchino, piatti marmorizzati, nervi e tit. in oro al dorso, pp. X+170 (2).Lievi abrasioni al dorso, e minime agli ang. , fioriture alle carte e ai tagli, ordinate annotazioni a margine a matita; ben conservato.Luogo di pubblicazione TorinoEditore Fratelli Bocca EditoreAnno pubblicazione 1888Materia/Argomento Scienze, Matematica, Geometria
Un volume (15x20,5 cm) di 56-(4) carte (cioè 120 pagine) con 26 tavole incise in rame nel testo e 1 grande carta ripiegata ft titolata Braccio Mobile e Braccio Stabile, che quasi sempre manca. (“Il tutto con le sue dimostrationi intagliate in rame” è scritto al titolo). Legatura moderna in piena pergamena rigida con titolo manoscritto al dorso. Il foglio 4 è rifilato in testa con taglio che tocca i caratteri tipografici. Una antica firma di possesso al titolo. Peraltro ottime condizioni. Si tratta della seconda edizione dell'opera fondamentale del Bari, ma anche la più rara, perchè per la prima volta viene inserita la tavola ripiegata del Braccio Mobile, datata 1606, e necessaria, come spiega lo stesso Fabri, alla costruzione dello strumento di misurazione. Di conseguenza la tavola veniva quasi sempre asportata, e poche sono le copie che come questa la contengono. Della prima edizione del 1598, Venezia, Barilleti, questa edizione conserva in parte la pagina di titolo calcografica: resta cioè la cornice architettonica, mentre al centro vengono inserito il nuovo titolo con le nuove indicazioni tipografiche. Riccardi,I,434.
In-8 p. (mm. 234x157), mz. tela coeva con punte, conservata la brossura anteriore (con timbro dell’editore), pp. X,(2),170,(2 di Catalogo editoriale). "Rara prima edizione". L’opera, suddivisa in 9 capitoli, contiene: "Formazioni geometriche - Formazioni di prima specie - Formazioni di seconda specie - Formazioni di terza specie - Formazioni su d’una retta - Formazioni nel piano - Formazioni nello spazio - Derivate - Trasformazioni di sistemi lineari". Precedono le "Operazioni della logica deduttiva": “notazioni, identità, proposizioni, operazioni sulle proposizioni”. “Giuseppe Peano (1858-1932), matematico e professore di calcolo infinitesimale alla università (dal 1890) e all'Accademia Militare di Torino, socio nazionale dei Lincei (1929) e uno dei maggiori matematici italiani moderni. Al nome di P. restano legati soprattutto la costruzione di un utile e rigoroso formalismo logico; la rigorosa critica logico-formale dei fondamenti dell'aritmetica, della geometria proiettiva, della teoria generale degli insiemi; il primo esempio d'integrazione per approssimazioni successive nella teoria delle equazioni differenziali ordinarie (il metodo sarà ripreso e sviluppato da Ch.-E. Picard); l'enunciato e la prima dimostrazione dell'esistenza degli integrali di siffatte equazioni sotto la sola ipotesi della continuità dei dati (teorema di P.); il calcolo vettoriale, del quale P. è da considerarsi uno degli inventori. Elaborò e tentò la diffusione di un linguaggio scientifico internazionale ("latino sine flexione" o "interlingua"). Tra le sue opere: "Calcolo geometrico" (1888), “Principi di logica matematica” (1891), “Formulario mathematico” (1894-1908)”. (Così Diz. Treccani,IX, p. 153). Cfr. anche Diz. Biogr. Ital.,vol. 82°: “I primi articoli nel campo dell’analisi, frutto delle ricerche condotte nella preparazione delle lezioni, rivelarono la creatività e le capacità critiche di Peano, in grado di cogliere errori e imprecisioni nei principali trattati italiani ed esteri, e gli permisero di ottenere, il 19 aprile 1884, la libera docenza in calcolo infinitesimale per titoli (Luciano-Roero, 2008a, p. 127). Nel maggio del 1882, avendo trovato erronea la definizione data da Joseph Alfred Serret di area di una superficie curva come limite dell’area di una superficie poliedrica inscritta, Peano espose a lezione un contro-esempio e lo inviò a Genocchi, che ne informò Hermann Schwarz, allora impegnato sugli stessi temi (Cassina, 1950, p. 320). La nuova definizione di area, nota oggi con il nome di Peano-Schwarz, fu presentata da Peano nelle sue "Applicazioni geometriche del calcolo infinitesimale" (1887) e pubblicata nel 1890 sui "Rendiconti dell’Accademia dei Lincei", con la disamina dei trattati di Serret, Carl Gustav Axel Harnack, Charles Hermite e Felice Casorati. Accolta con favore, esercitò notevole influenza.. Fra il 1888 e il 1890 contributi importanti furono dati da Peano anche alla geometria, all’aritmetica, alla logica matematica e alla critica fondazionale, in particolare nei saggi "Calcolo geometrico secondo l’Ausdehnungslehre di H. Grassmann" (1888), "Arithmetices principia nova methodo exposita" (1889) e "I principii di geometria logicamente esposti" (1889), accolti a livello internazionale come modelli di rigore e di chiarezza. Nel "Calcolo geometrico", Peano semplificò ed estese i metodi di Hermann Grassmann, trasformati in un elegante calcolo con i vettori, dove si fornì per la prima volta una teoria assiomatica degli spazi vettoriali, comprensiva anche degli spazi di dimensione infinita. Applicato alla geometria differenziale e alla meccanica razionale, il calcolo vettoriale ebbe ampia diffusione e sviluppo nel XX secolo, grazie ai contributi di Peano e dei suoi allievi e collaboratori Cesare Burali-Forti, Filiberto Castellano, Matteo Bottasso, Tommaso Boggio, Angelo Pensa, Roberto Marcolongo e Pietro Burgatti”. Rare e lieviss. fioriture intercalate nel testo, altrimenti esemplare ben conservato.
PRIMA EDIZIONE COLLETTIVA. Cfr. Cicognara 427: «Le opere di Silvio Belli sono pregiatissime per la scienza, e chiarezza delle esposizioni. Le tavole sono intagliate in legno, e benissimo disegnate». In 4to (mm 190x135). Pagine [8], 132 [i.e. 134], 2 bianche. Bella marca tipografica al frontespizio, pregevoli testatine, capilettera e finalini xilografici e moltissime belle incisioni in legno a colori di corredo al testo, che rappresentano l'uso pratico degli strumenti per la misurazione delle profondità marine. Importante e rara opera, con ombreggiature e leggere tracce di umidità a qualche carta. Legatura in mezza pelle con piatti marmorizzati e titolo dorato su tassello al dorso. Codice inv.1030270
De divina proportione. Biblioteca Universitaria di Ginevra (ms. Langues Etrangères 210). Autori Luca Pacioli, Piero della Francesca e Leonardo da Vinci. Presentazione di Valentino Mercati. Scritto da Luca Pacioli nel 1498, in italiano volgare e donato a Ludovico il Moro, l’opera (con lezioni di Piero della Francesca) è suddivisa in quattro parti : la prima introduce la proporzione divina (divina perché incomprensibile, magica, sovrumana); la seconda presenta il libro XIII degli elementi di Euclide e la genesi dei cinque corpi geometrici regolari; la terza descrive i corpi dei poliedri regulari e dependenti; la quarta i corpi oblonghi (piramidi, coni e parallelepipedi) con la spiegazione per il calcolo della superficie e del volume con una scelta di tavole disegnate da Leonardo da Vinci. Legatura in pelle decorata con placche in ottone e fermagli in bronzo dorato. Commentario (Antologia della Divina Proporzione) a cura di Duilio Contin, Piergiorgio Odifreddi, Antonio Pieretti. Cofanetto in plexiglass di protezione. Tiratura limitata e numerata di 500 copie. Condizione ottima.
Planches de l'Atlas imprimées par Tardieu, 1 vol. in-4 relié , rel. d'époque demi-basane marron, Mme Vve Courcier, Paris, 1819, 1 f. blanc, XX-355 pp. (avec insertion de 2 ff. supplémentaires modifiés, correspondant aux pp. 203 à 206) et 8 pp. (catalogue) ; titre, 8 pp. et 60 planches hors texte (dont 3 pl. dépliantes) Edition originale. Exemplaire bien complet de l'atlas de 60 planches gravée par Tardieu ; surtout, le présent exemplaire propose deux états différents des ff. paginés 203-204 et 205-206 (les feuillets supplémentaires sont insérés à la fin des tables) : la modification concerne les paragraphes 508, 509 et 510, relatifs au problème des tangentes aux intersections de surface. Etat très satisfaisant (dos frotté avec 2 petits taches d'encre, petite fente à un mors, lég. rouss). Elève de Monge et de Hachette, Louis Léger (1784-1864) prit la suite de ses maîtres à Polytechnique dans le domaine de la géométrie descriptive. Comme le précise le Rapport introductif de l'Institut de France, cosigné par Prony, Fourier et Arago, "l'expérience avait conduit de bonne heure aux procédés d'après lesquels les architectes, les tailleurs de pierre et les charpentiers construisent leurs épures ; mais ces méthodes n'ont été réunies en corps de doctrine et débassées de tout empirisme, que de nos jours. C'est à M. Monge qu'on en est redevable". Les Leçons de Géométrie descriptive de Monge étaient néanmoins insatisfaisantes pour les artistes peu familier des méthodes Mathématiques, et le présent ouvrage s'emploie à remédier à ce défaut, notamment par l'usage de planches parfaitement dessinées offrant "dans les plus petits détails, toutes les constructions qu'il faut exécuter pour arriver à la solution finale". Poggendorff, II, 1667 Français
E.O. Prima edizione di entrambe le opere. Due opere riunite in un volume (21x28 cm) in mezza pelle coeva, dorso liscio con fregi e titoli dorati; piatti con carta marmorizzata (qualche usura ai margini e piccola mancanza alla carta del piatto anteriore). 1- Paginazione: (4)-XXXVIII-(2)-489 pagine con 11 (su 15) tavole incise ripiegate in fine (le tavole mancanti, da 7 a 10, sono presenti in fotocopia). 2- Paginazione: (4)-111-(1) pagine con 3 tavole incise ripiegate in fine. Esemplari a grandi margini; una firmetta di possesso al titolo della seconda opera del matematico italiano, di Corfù, Giovanni Carandinò. In lingua francese. -- La mancanza delle quattro tavole nella Géometrie de Position è l'unico difetto di questa importante riunione in unico volume delle Edizioni originali delle due opere più importanti di Carnot, uno dei “fondatori della geometria moderna”.
[Figurato Geometria-Scienza] (cm.21) bella legatura recente in pieno vitello, nervi, filetti a secco ai piatti e al dorso con titolo. -- cc. 4 nn., pp. 132 (ma 131) + 1c. bianca. Con oltre 50 figure xilografiche a mezza pagina che contengono anche architetture e strumenti. Prima edizione collettiva con una nuova prefazione. A pag. (8) compare l' elenco delle "Opere che con l' aiuto de iddio darà in luce l' auttore" ma purtroppo non furono mai stampate. Le tavole rappresentano l' uso pratico degli strumenti per misurazione delle profondità marine. Cicognara: "Le opere di Silvio Belli sono pregiatissime per la scienza.le tavole sono benissimo disegnate". L'autore, vicentino fu tra i fondatori dell' Accademia Olimpica di Vicenza, e come ingegnere curò restauri ed edifici della sua città. Frontis con vecchie ottime integrazioni al margine bianco, lievissime ombreggiature a qualche carta per lo più marginali, altrimenti esemplare molto bello e fresco con xilografie in ottima tiratura. * Riccardi I 108: "Raro"; * Adams B 521; * Bm. Stc. 79; * Index Aureliensis 116.193; * Graesse I 329; * Smith "History of Mathematics" II 286; * Smith "Rara Aritmetica" 343.[f71] Libro
[Fig. Matematica] (cm.21,2) piena pergamena originale con unghie e tracce di lacci, con vecchi restauri per strappi e difetti reintegrati. Sguardie antiche.-- cc. 315 (mal numerate) + 1 c. nn. con al verso il registro e il leone rampante in xilografia. Marca tipografica al frontis e centinaia di figure geometriche nel testo. importante contraffazione dell' edizione del 1585 e di questa assai più rara, manca a Graesse, Capponi, Bm. Stc. ed Adams. Celebre trattato che contiene i teoremi fondamentali della geometria tradotta e commentata per la prima volta dal Tartaglia. Le due traduzioni riferite nel titolo sono quelle del Campano e dello Zamberto. Taglio al margine bianco di due carte interne che in una intacca all' angolo il testo, e taglio di due millimetri vicino alla cerniera in alto e in basso a scomparire nell' ultimo quaterno. Peraltro esemplare molto bello e genuino con antica nota di possesso al frontis manoscritta e una chiosa a c. 175. Al taglio inferiore titolo elegantemente calligrafato d' epoca. * riccardi II 498; * Riccardi " Saggio di bibliografia Euclidea " p.425; * Thomas-Stanford 45.[f52] Libro
[ARCHITETTURA] (cm. 24,7) buona mz. pergamena recente, tassello al dorso in pelle e oro.-- cc. 207 numerate (di 219) e cc. 7 (di 52) moltissime belle incisioni in xilografia. i libri hanno frontis proprio compreso nella numerazione. Prima edizione in ottavo dell' opera del Serlio, le incisioni di Krugher sono copie ridotte dall' edizione originale in folio, il testo risente dell' influsso di Piero della Francesca, Durer, Peruzzi e Viator ed ebbe un immediato successo internazionale con ristampe in tedesco francese inglese e fiammingo. Purtroppo scompleto: il primo libro è costituito solo da 8 carte numerate da 9 a 16, seguono da carta 17 gli altri libri fino a carta 219 e mancano solo 4 carte numerate (185-6-7-8). Il libro "Estraordinario2 è legato all' inizio dell' opera ed è costituito solo dal frontis architetonico con luogo tipografo e data e da altre 7 carte con le celebri porte. opera sempre importante per lo straordinario apparato iconografico. Alcune macchiette a due carte interne, qualche pagina un pò ombreggiata peraltro esemplare molto bello fresco e nitido con xilografie in ottima tiratura. FOWLER 327; CICOGNARA 668; BERLIN CATALOG 2570; RICCARDI II 441; SCHLOSSER-MAGNINO 418; BRUNET V 305; GRAESSE VI 370.[f40] Libro
Formato cm. 20,5x16. Pagine (3), 285 (ma 185), (2), 104, (2), 38. Bella rilegatura in piena pelle coeva con nervi e motivi dorati al dorso. Tre opere rilegate insieme. All'interno 29 tavole alcune delle quali più volte rilegate. Prima edizione in ottimo stato di conservazione.
…esposte al pubblico in due distinti esami. -Un volume (12,5x20 cm) di 41-(3) pagine. Le ultime 3 bianche. Brunitura diffusa; timbro di proprietà al titolo. Brossura muta moderna. Raro. Vedi esemplare digitalizzato della Biblioteca Museo Galileo di Firenze.
5 titoli legati in un volume, in-8 piccolo, legatura settecentesca in mezza pelle con punte (mancanza alla parte superiore del dorso). Per quanto riguarda il Saladini, in prima edizione, l'esemplare qui presente corrisponde alla variante censita in ICCU al n. IT\ICCU\VIAE\005878. Il Del Papa è in prima edizione. Il teatro alla moda del Marcello ha la metà inferiore del frontespizio ricostruita con perdita dei dati tipografici originali da noi desunti da IT\ICCU\VEAE\010674.
Un volume (15x20,5 cm) di (2)-36 pagine con 14 figure nel testo. In lingua latina. Margini corti in alto. Timbretto di possesso e data di acquisto (30 gennaio 1815) al retro della prima carta bianca. Titolo con marca tipografica di Gorbin: Pandora, donna scoperchia un'anfora da cui escono animali. Motto: Sola remansit intus spes. Legatura moderna in tutta pergamena rigida con titolo manoscritto al dorso. Qualche fioritura, ma conservazione molto buona per questo raro trattato che De Merliers aveva pubblicato in francese nel 1573.
Formato cm 21x15 La sfera del mondo: pagine (12), 252 De le stelle fisse: pagine 30, 48, 25 - 93, (2). Rilegatura in piena pergamena coeva con titolo manoscritto al dorso. Legatura leggermente allentata. Manca il frontespizio sostituito da una riproduzione in fotocopia. All'interno lievi tracce di tarlatura, macchie, bruniture ed alcune annotazioni di antica mano. Le due opere sono rilegate insieme. Stato di conservazione complessivamente buono. Raccolta di due rare opere di astronomia del Piccolomini, stampate entrambe a Venezia dal Varisco nel 1579, riccamente corredate da figure ed illustrazioni geometrico - astronomiche.
[Figurato Agrimensura-Matematica] (cm.20,5) ottima piena pergamena molle sec. XVIII, titolo al dorso. -- cc. 6 nn., pp. 551 + 1p. con marca tipografica. Molte illustrazioni n.t. in xilografia di strumenti, schemi, figure ecc. Seconda edizione definitiva più completa della prima del 1603. Molto rara e importante per la vastità di argomenti e notizie. Vedi Riccardi I 478: "Opera interessantissima per la storia dell' aritmetica, ampiamente sviluppata ed applicata anche alla mercatanzia; e per quella della geometria pratica, trovandovisi la descrizione e l' uso degli strumenti allora conosciuti, fra i quali sono notevoli quelli che ora direbbersi celerimensura". Cat. Libri n° 2878-79: "This work is so scarce that it has escaped professor De Morgan. It contains solutions of several indeterminate problems. Amongst the authors quoted by Forestani we find Galigai, Calandri, Lazzisio, Pagani, ecc.". Vecchio restauro al margine del frontis con le prime 5 lettere di (Pratica) ridisegnate. Qualche lieve alone al margine delle prime carte ma esemplare bello nitido e marginoso. * Autori Italiani del '600 1551; * Sotheran Primo Suppl. 1150; * Graesse VIII 309.[f72] Libro
In-4°, in brossura editoriale originale con titolo stampato, e invio autografo dell’autore a Mr le docteur Vacca. pp. 40. Inoltre: Prix Lobatchefsky (3° concorso), pp. (4), con autografo dell’autore”Forse a rivederci caro amico a Heidelberg”. E un opuscolo stampato in russo di geometria (pp. 6); e di Vassilief: Les Idees d’Auguste Comte sur la philosophie des mathematiques, estratto, pp. (16), con legatura in cartoncino azzurro. Vassilief (1855-1929) fu uno dei primi esponenti della scuola matematica russa, e presidente della Società di Fisica e MAtematica di Kazan. matematica mathematics fisica physics geometria scienza science russia vacca autografo russo
In 12° (15,4x9,6 cm); (24), 480 pp. e una c. di tav. più volte ripiegata (nella maggior parte degli esemplari, la grande tavola contenete i due “Quarré Naturele” e i due “Quarré Magique”, si trova ritagliata in quattro parti). Bella legatura coeva in piena pergamena con titolo, autore e stemma nobiliare araldico, abilmente chiosati al dorso. Tagli spruzzati in rosso. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Terza rara edizione (più rara sia della prima che della seconda ed altrettanto ricercata) di questo importante studio, del grande matematico, teologo e filosofo giansenista, acerrimo nemico dei gesuiti, Antoine Arnauld, soprannominato dai contemporanei “Le Grand Arnauld”, per distinguerlo da suo padre (Parigi, 5 febbraio 1612 – Bruxelles, 8 agosto 1694). Nel 1656 venne espulso dalla Sorbona per le questioni espresse nei suoi scritti “Lettre à une personne de condition” e nella “Lettre à un duc et pair” editi nel 1655. Questi scritti fornirono a Blasile Pascal, suo grande amico, materiali per le sue “Lettres provinciales”. Arnauld fino al 1668, quando si addivenne alla "pace della Chiesa", diresse la cosiddetta, resistenza di Port-Royal. Fra i primi ad adottare la filosofia di Cartesio, seppur con qualche riserva legata alle sue profonde credenze religiose, fu impegnato in diverse celebri dispute filosofiche. Da ricordare quella con Malebranche sui rapporti fra teologia e metafisica che si protrasse dal 1683 al 1685. Insieme a Pierre Nicole, fu autore di “La Logique ou l'art de penser” uno dei testi basi della Logica fino agli inizi del XX° secolo, conosciuta anche come “Port-Royale Logic”. Considerato uno dei più grandi matematici del suo tempo, la sua fama in questa materia, scemò nei secoli successivi a favore dei suoi scritti di logica e filosofici, per essere poi recuperato come matematico di primissimo piano, nel XX° secolo. “The Elements undertakes a reworking and reordering of the Euclidean theorems in the light of the contemporary literature and Pascal's influence. It bases its claim to originality and influence on the new order in which the theorems, many of them adapted from contemporary sources, are arranged. As mathematics, it is characterized by the mastery of the contemporary literature and by its clear and fresh exposition... It is interesting to compare Arnauld's order of theorems with such recent ones as that of Hilbert and Forder, whose aims are quite different...”. (DSB I p. 292). L’opera qui presentata è conosciuta anche come la “Geometrie de Port-Royale”. Le illustrazioni poste alla fine che vedono presenti 4 tavole con quadrati magici, sono usate per spiegare il trattato di Pascal, pubblicato alla fine dell’opera e spiegre la soluzione di uno dei problemi più famosi e più difficili dell'aritmetica, comunemente chiamato “les quarrez magiques”. Fermat e Pascal furono i primi matematici a interessarsi al problema dei quadrati magici. Pascal descrisse i risultati dei suoi studi all'amico Arnauld che li pubblicò in quest’opera. La geometrie di Arnauld è il frutto del lavoro in comune con l’amico Pascal, tanto che l’opera qui presentata, viene, comunemente, attribuita anche a Pascal. Nella lunga prefazione di Pierre Nicole si parla di Pascal senza nominarlo, come una delle grandi menti di questo secolo e di uno dei più geniali matematici per la sua apertura mentale. Nicole spiega come Arnauld sia partito da un piccolo saggio in cui Pascal, si era accontentato di sostituire le classiche dimostrazioni di alcuni problemi matematici di Euclide, sostituendole con dimostrazioni più acute e naturali. Come ci racconta Nicole, Arnould letto lo scritto dell’amico Pascal decise di presentare seguendo lo stesso spirito dell’amico ma con più metodo, tutto il corpo del pensiero pascaliano. J. Itard, nel suo famoso articolo dedicato alla “La Géométrie de Port-Royal”, nella rivista “L'enseignement mathématique” del marzo 1940, esaminando in dettaglio il contenuto del libro di Arnould, osserva che l'insegnamento della geometria in Francia, fu permanentemente influenzato, almeno fino a Legendre, dalle opinioni e dimostrazioni matematiche espresse da Arnould in questo libro. Rarissima terza edizione in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Bibliotheae Casanatensis catalogus librorum, Tomus Primus, Romae, Salvioni, 1761, pag. 277; Klaas Hoogendoorn, Bibliography of the Exact Sciences in the Low Countries ca. 1470 to the Golden Age (1700), Brill, London, pag. 50 “First edition: Paris 1667; Second Edition: Paris 1683. So this is the third edition. There is a reissue of 1711”; ICCU IT\ICCU\BVEE\023016.
In-4°; pp. 12, 397, antiporta incisa su rame, nel testo numerose figure geometriche incise su legno, finalini.Riccardi I, 391 1. Legatura in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso.