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in-8, pp. (12), 64; 55; 54;60,(4);(16), da 9-185, (3). Bella legatura fine XVIII secolo in vitello, titolo su tassello rosso e fregi floreali in oro al dorso a nervi. Impresa incisa al frontespizio, capilettera e finalini xilografici, numerose illustrazioni e diagrammi, due tavole xilografiche più volte ripiegate f.t. Il titolo così prosegue: "Et nel trattato quarto, belle, e nuove forme de horologi portatili diurni ... Et nel fin dell'opera la duplicatione, dimidiatione, e trasmutatione del corpo cubo". Proveniente dalla celebre biblioteca dei Conti di Macclesfield, Castello di Shirburn, con ex libris della South Library. Rara edizione originale dell'opera principale del frate cappuccino Bruni (1595-1638). Il trattato è mirato ad istruire alla costruzione degli orologi solari gli artigiani esperti nel calcolo teorico, o nel metodo geometrico. Bell'esemplare (lieve traccia di umido ai primi 10 ff.).. Riccardi, I, 196..
In folio; (315x210). Carte non num 8, pagg. 654, 1 carta n.n. Frontespizio entro fregio architettonico con putti e decori in pieno stile rinascimentale, inciso finemente in rame; moltissime figure nel testo (diagrammi astronomici e tabelle) e capolettera istoriati entro vignette, il tutto in silografia, bella marca editoriale al colophon. Pergamena rigida del XVIII sec. con titolo su tassello in oro al dorso.<BR>Prima edizione di questa celebre opera, "Summa" della gnomonica rinascimentale, che fu scritta per mano del noto gesuita Cristoforo Clavio. In questa opera "l'Euclide del XVI secolo" (così fu chiamato Clavio), raccoglie tutto il sapere della gnomonica basata sugli studi geometrici. L'autore risiedette a lungo a Roma, dove redasse molte opere di carattere scientifico - astronomico; fu professore di matematica, nel Sacro Collegio Romano; collaborò alla riforma Gregoriana del calendario. Nel 1611 Galileo si rivolse a lui per superare le diffidenze contro le sue scoperte astronomiche, ma Clavio non si pronunziò. <BR>Bell'esemplare che presenta qualche alone alla fine del tomo all'ang. inf., alcune macchie e lievi fioriture, tranne a due pag. brunite. Tracce d'uso alla legatura. <BR>Adams C - 2098; Houzeau-Lancaster 11383. <BR><BR>
Quattro volumi in folio legati in pergamena (restauri), titolo ai dorsi, sguardie, occhiello al primo volume, al verso l'indice dei trattati contenuti nell'opera; frontespizi con grande marca silografica, stampati in rosso e nero, 16 carte con dedicatoria, praefatio e indici del primo volume, 691 pp. con il "proemium de progressu Matheseos & de illustribus Mathematicis", " Euclidis libri XIV" "Theodosii Sphaerica" "De sectionibus conicis" "Arithmetica" "Trigonometria" "Algebra" "Hipotheseon Cartesianarum refutatio"; il secondo tomo, 13 cc. d'indice e 692 pp. con i trattati "Geometria practica", "Mechanices", "Statica", "Geographia", "De magnete", "Architectonica civilis", "Ars Tignaria", De lapidum sectione"; il volume terzo di 11 cc. d'indice e 763 pp. con i trattati "Architectura militaris", "Hidrostatica", "De fontibus & fluviis", "De machinis Hydraulicis", "De navigatione", "Optica", "Perspectiva", "Catoptrica", "Dioptrica"; nel quarto volume, di 9 cc. d'indice e 755 pp. sono contenuti i trattati "Musica", "Pyrotechnia", "Astrolabium", "Gnomonica", "Astronomia", "Astrologia", "Appendix ad Astronomiam, seu tract. de Meteoris" "Kalendarium". In seconda edizione (la prima è del 1674 in soli tre tomi), l'opera princeps del Milliet è una summa delle conoscenze matematiche dell'epoca. I vari trattati sono sviluppati con grande accuratezza e con somma cura, e sono completati da innumerevoli figure e illustrazioni tecniche. Inutile discettare sull'interesse dei vari argomenti, scegliendo ognuno quel che più si attaglia ai propri desiderata, importante è illustrare lo stato dell'opera il più dettagliatamente possibile. La carta secentesca dei volumi è leggermente brunita, in alcuni quaderni accentuata ma mai eccessiva; lievi fioriture sempre dovute alla composizione della carta ed all'acidità degli inchiostri; nel quarto tomo vi sono tracce di tarlo al margine inferiore delle prime 25 carte, sempre ben lontane dal testo. Volendo essere pignoli (e con opere di tal peso anche economico è d'uopo esserlo), si citano tre o quattro doppi fogli che si sono allentati in un punto di cucitura. Poche ininfluenti mende d'uso, legatura robusta e ben restaurata nei punti mancanti, insomma opera in belle condizioni, carta ancor forte, corretta. Importante documento dei progressi matematici del XVII secolo, ricchezza e completezza dei trattati (amplissimi e particolareggiati quelli inerenti la navigazione, la pirotecnia, la gnomonica, il calendario) ed esposizione piana e precisa ne fanno un caposaldo nel genere trattato. Raro, ed ancor più raro da reperirsi nello stato in cui è qui presentato.
[San Severino? fine del XVII sec. - inizi del XVIII sec.], manoscritto su carta, in-4, legatura coeva in piena pergamena floscia (mancanze marginali alle copertine), carte [34]. Con 26 diagrammi di calcolo disegnati a piena pagina. Manoscritto purtroppo non completo: sono state asportate 7 carte fra la c. [20] e la carta [21], 3 carte fra la c. [26] e [27] e numerose carte dopo l'ultima presente (la [34]). Per quanto riguarda Ottaviano Gentili cfr. T. Moro "Biblioteca Picena", 1796, vol. V, p. 55: "Distese puranco varie regole ed osservazioni per formare orologi a sole, avendovi calcolate per il solo grado 43 sotto cui giace Sanseverino. Questo libro che resta pur manoscritto fu da lui intitolato Degli orologi da sole sotto il grado 43 [...]". Segnaliamo anche che il Gentili è citato da Giacomo Leopardi nelle "Giunte" alla sua "Storia dell'astronomia".
2 volumi in-4°, pp. (26), 175, (1) e con 50 tavole ripiegate; pp. (3) 178-400, (2) e 41 tavole ripiegate. Edizione originale in ottima legatura coeva, piena pelle bazzana con tasselli bordeaux e fregi al dorso, tagli rossi. Qualche abrasione ai piatti e un difetto alla cerniera. Fondamentale trattato di orologeria meccanica. Esemplare appartenuto all'orologiaio francese Louis Th. Le Mullen, con sua firma e nota ai frontespizi.
in-4, pp. (24), 152, (8), leg. del tempo p. pelle marmorizz., dorso a nervi con tit. e fregi oro, tagli rossi (difetti alla cuffia super. e ad uno spigolo). Con 93 belle tav. inc. in rame f.t. (num. I-LXXXVIII, ma le tav. 39, 48 e 76 non sono apparse in origine, come avverte apposita nota rispettivamente a pag. 58, 70 e 113; invece le tav. 31, 52, 56 e 72 sono doppie e la n. 84 è quadrupla) raffiguranti per lo più macchine da guerra, sia d'attacco che difesa, idrauliche, per costruire ponti, mulini ad acqua, a vento ed a braccia, ed una serie di orologi di forma varia e curiosa (v. pp. 13-33 e tav. XIII-XXI). Seconda edizione (la prima era apparsa nel 1719, con sole 85 tavole) di opera famosa concernente la scienza e la tecnica, soprattutto le macchine curiose, importante e rara; in essa l'autore (1677-1745, discendente della famiglia del celebre bibliofilo e legatore Jean Grolier) descrive quegli straordinari macchinari che il nonno aveva raccolto nel proprio gabinetto a Lyon. Dedica al Duca d'Orléans, preceduta da elegante testatina con stemma ed iniz. inc. Ottimo esempl.. Olschki, Choix, I, 1605 e Berlin Kat. n.1784 (per la I ediz.). Wheeler Gift 369..
Opera in quattro volumi in 8° (cm. 20 x 13), legatura coeva in pelle, stemma alle armi della famiglia De Rochas D’Aiglun, decorato in oro ai piatti, titolo al tassello al dorso con nervi a vista e fregi dorati, tagli colorati in rosso, sguardie marmorate, ex - libris della stessa casata, bianca, frontespizi, prefazioni, (18) 460 (20) pp. al primo volume, (10) 462 (14) pp. al secondo, (6) 482 (16) pp. al terzo, (10) 446 (8) pp. al quarto tomo; 133 tavole da incisione su rame, numerate e distribuite nei quattro tomi (la maggior parte di Berey ed alcune di Chevalier) di cui 9 ripiegate; testatine, capilettera e finalini ornati in xilografia, segnalibri in seta. Magnifica edizione dell’opera princeps di Ozanam (la prima è del 1694 in soli due volumi), è una summa delle conoscenze matematiche dell'epoca. I vari trattati sono sviluppati con grande accuratezza e somma cura, e sono completati da innumerevoli figure e illustrazioni tecniche. Il primo volume tratta di aritmetica, geometria, musica, e ottica, il secondo di gnomonica, cosmografia e meccanica, il terzo di pirotecnia e fisica nella prima parte, mentre la seconda, che ha proprio occhiello e prefazione, è dedicata allo studio di vari tipi di orologi, con teorie basate sugli studi dell'"orologio elementare" di Domenico Martinelli. Il quarto volume aggiunge al titolo principale "Traite des Phosphores Naturels & Artificiels, & des Lampes Perpetuelles. Dissertation Physique & Chimique, avec l'explication des Tours de Gibeciere, de Gobelets, & autres recreatifs & divertissans", e tratta appunto di fisica, chimica, lampade e teorie empiriche varie. Importante documento dei progressi matematici del XVII e XVIII secolo che, con esperimenti anche divertenti, si occupa tra l'altro di trucchi, fuochi d'artificio, acustica, camera oscura, calendari, magnetismo, giochi con specchi e numeri, lanterna magica, oltre ad ogni tipo di studio sugli orologi, il tutto corredato da un ricchissimo ed esaustivo apparato iconografico. La ricchezza e completezza dei trattati (amplissimi e particolareggiati) e l’esposizione piana e precisa ne fanno un caposaldo nel genere trattato. Raro, ed ancor più raro da reperirsi nello stato in cui è qui presentato, col valore aggiunto dell’appartenenza alla biblioteca personale di Albert De Rochas D’Aiglun, erudito scienziato del IX secolo, colonnello, amministratore della Scuola politecnica, dotto grecista, traduttore di antichi testi di scienze militari e arti meccaniche che consacrò poi la sua attività alle ricerche psichiche, con esperienze ed esposizioni teoriche. Opera in eccellenti condizioni di conservazione, con fresca impressione e buoni margini, legatura robusta, carta ancor chiara e greve.
116 pages plein veau brun du XVIIIe siècle, dos à 5 nerfs, tranches rouges 1619, 1619, in-12, 116 pages, plein veau brun du XVIIIe siècle, dos à 5 nerfs, tranches rouges, Première édition, très rare, illustrée de 48 figures sur bois dans le texte. L'ouvrage contient aussi "un moyen et invention nouvelle, pour construire lesdicts horloges, sans scavoir la hauteur du pole du lieu, ny la declinaison et inclinaison de la superficie". Intérieur propre. Livre peu courant en français et paru très tôt, sur les cadrans solaires. Lalande, 172 ; Houzeau et Lancaster, 11424
2 volumi in-4°, pp. (4), LV, (1), 477, (11) e 19 tavole ripiegate e numerate I-XIX; pp. (4), VIII, 452 con 19 tavole ripiegate e numerata XX-XXXVIII. Qualche marginale e sporadica brunitura, peraltro esemplare completo ed in elegante legatura novecentesca in piena pelle e impressioni a secco al piatto. Edizione originale, fondamentale trattato di orologeria.
In-8 gr. (mm. 253x196), mz. pelle mod., fregi e tit. oro su tassello al dorso, pp. (8),431,(9), bella antiporta allegorica, vignetta alla dedica “au Roi” e grande iniziale ornata, inc. in rame; il volume è illustrato da 37 tavole, alcune ripieg., che raffigurano strumenti matematici, di misurazione ed astronomici, pure inc. in rame. Famoso trattato per la costruzione e l'uso di compassi, quadranti solari, pompe aspiranti e macchine idrauliche in genere, strumenti ottici, bussole e strumenti per la navigazione, microscopi, meridiane, pendole. Cfr. Graesse,I,428 - Brunet,I,950 - Choix de Olschki,VII,10027. Prime 20 carte con alone all'ang. infer. e alc. carte finali con aloni al marg. interno; numer. carte restaur. per fori di tarlo margin. (nelle ultime 20 i tarli hanno intaccato alc. lettere del testo che per lo più sono state sapientemente trascritte a mano).
In folio (mm.330x225); pagg. (4), 40, (4), 1 carta con grande incisione architettonica in antiporta di J.A. Corvinus, XV tavole ripiegate f.t. recanti varie illustrazioni di carattere scientifico. Piccoli fregi silografici. Piatti coevi in cartone marezzato, dorso in piena pergamena moderna.<BR><BR>Johann Friedrich Penther (1693-1749), matematico tedesco, fu educato all'Accademia dei Cavalieri della Slesia, ricoprì vari ruoli presso il Duca della regione che seguì nella sua campagna in Ungheria. Diventato consigliere del Duca, fu responsabile degli edifici pubblici e dal 1736 occupò la cattedra di matematica all'università di Gottinga di cui più tardi divenne prorettore. Oltre che di geometria e matematica, Penther scrisse anche di architettura militare.<BR>Nuova edizione dell'opera "Gnomonica", pubblicata originariamente nel 1734, che si pone come testo di fondamentale importanza per la precisione e l'esattezza delle osservazioni matematiche e tecniche, nonché per la perfezione delle tavole che le illustrano. <BR><BR>Esemplare in buono stato di conservazione. Qualche rarissima fioritura della carta.<BR><BR>Honeyman Coll. 2446; Houzeau-L 11614; Poggendorff II, 399-400 (ed. 1734 and 1760). <BR>
Venezia, per Ginammi, 1638, due volumi rilegati in uno, in-8° legatura coeva piena pergamena con titolo manoscritto al dorso, pp. (8) di 12 (manca il ritratto come sempre ed una c. bianca) -232 (di 235, mancano le ultime due cc. una bianca al verso) + Padova, Sebastiano Sardi, 1638, pp. 84-(16). Le ultime pagine (Appendice ..) sono in italiano. Oddi : Choix, VI, 7444 - Vinciana, II, 1677 - Riccardi, 211 e per il De Castro : Vinciana, 1533 - Choix, 5988 (manca al Riccardi). La seconda, curiosa, opera sembrerebbe non essere disponibile in alcuna Biblioteca, tranne quella del Seminario di Padova.
210x150 mm, pp. (30), 130, (2) e 8 tavole al fondo. Legatura coeva in pergamena floscia, con qualche traccia d'uso e lievemente allentata, titolo manoscritto al dorso. Marca tipografica incisa al frontespizio, firma di possesso di Gio. Battista Cima. Esemplare molto genuino di questa riedizione che è una copia materiale della prima edizione giolitiana del 1565. Se ne trovano copie con l'anni 1584, 1586, 1589. Tra le pagine 80 e 89 sarebbe un fascicolo segnato L composto da una tavola ripiegata (assente in questo esemplare). Dopo la carta di registro al fondo segue la segnatura R composta di quattro carte con figure gnomonica, l'altra con segnatura S è composta da una tavola ripiegata. L'unico libro di gnomonica pubblicato dall'impresa di Giolito. Bongi Annali: p. 390; Riccardi Biblioteca: pp. 601-603
In-8° antico (cm. 18,2x12), pp. (20), 299, (1) + ANTIPORTA allegorica + 1 grande complessa TAVOLA RIPIEGATA (cm. 24,5x19) + 51 TAVOLE numerate, piene di figure, incise in rame fuori testo + 1 TAVOLA (la sfera) a piena pagina nel testo. Piena e solida pergamena rigida ottocentesca con titolo oro su tassello in pelle color mattone al dorso. macchioline di inchiostro ai tagli rossi originali, ma interno immacolato e croccante. La prima segnatura (a) è di 10 fogli , 4 numerati + 6) le altre sono di 8 fogli. Offerto una sola volta (a 1200 €) in maremagnum, ignoto a SBN.
in-4, pp. (8), 80, LXXXXV ("Tavola delli logaritmi e mesologaritmi regolati dal seno tutto 100000, con i gradi del Quadrante, e parti delle Tangenti corispondenti al seno 1000"), leg. coeva p. perg. Con 17 figure geometriche e diagrammi silogr. n.t., iniziali istoriate. Prima edizione di questo raro trattato di gnomonica. "Padre Gregorio di San Francesco de' chierici regolari delle scuole pie", visse in Sicilia verso la fine del XVII sec. e nella prima metà del XVIII. Ottimo esempl. (con due piccoli timbri antichi di bibliot. sul titolo.).. Riccardi II, 74..
In-4° (cm. 21,8), legatura coeva in cartonato d'attesa (lievi usure); pp. 136 con 4 tavole f.t. (e 4 corrispondenti carte bianche); lievi aloni, forellini ai margini, alcune bruniture. Edizione originale di un'opera pratica per disegnare orologi solari orizzontali e verticali o a muro. E' nella versione con 4 tavole così come segnalata da Riccardi [II, p. 429] e Ziviani [p. 152]. Esemplare più che discreto.
4°, mm 200x265, pp. XII, 428, 8 tavole di cui 6 ripiegate e numerose incisioni nel testo. Ritratto calcografico del dedicatario, Giulio Cesare Barberini Colonna, sottoscritto "Greg. Giusti del. Ant. Zaballi scul" e dedica calcografica, con lo stemma Barberini-Colonna, sottoscritta "M. Carloni inv. e incise". Legatura coeva in piena pergamena rigida con titolo su tassello al dorso. Foro alla prima carta bianca per rimozione di ex-libris e abrasione al contro-piatto per la medesima ragione, probabilmente era l'ex-libri del cardinale Mario Compagnoni Marefoschi. Bella copia, normali arrossature lievi e marginali. Opera erudita di grande interesse, contenente oltre a otto dissertazioni sulle antiche iscrizioni, l'interessante trattato "De veteri quodam solari horologio nuper invento epistola", di François Jacquier, alle pagine finali 383-394, con due tavole ripiegate. Provenienza: le ragioni per cui possiamo ipotizzare che l'ex libris rimosso fosse quello del cardinale Mario Compagnoni Marefoschi sono due: la legatura è molto simile al volume di Ridolfino Venuti, proveniente da quella collezione. Nel catalogo della vendita della collezione Marefoschi compare il volume di Oderico al n. 2637, stimato lire 180 (seppur recante la data 1764 è sicuramente un errore di stampa poiché non esiste edizione in quell'anno).
[4]-490 pages basane havane de l'époque, dos à nerfs et fleuronné 1640, 1640, in-8, [4]-490 pages, basane havane de l'époque, dos à nerfs et fleuronné, Édition originale, second état. Ouvrage de gnomonique précoce dans lequel l'auteur, le mathématicien d'origine écossaise James Hume (à qui l'on doit une rare et précieuse Algèbre de Viète), propose une étude théorique et pratique de tous les types de cadrans connus à son époque : horizontal (pages 33-324), équinoxial (pages 325-361), vertical (pages 362-423), méridional (pages 424-465), polaire (pages 466-490). Un premier état, mis en vente en 1639, avait été dédié à Henry d'Effiat, marquis de Cinq-Mars, dont le nom apparaisait sur la page titre et qui faisait l'objet d'une épître dédicatoire qui a été supprimée de la présente édition (voir le n° 8 V 828 INV 2905 FA de la Bibliothèque Sainte-Geneviève). Reliure usagée. Exemplaire un peu court de marges, avec quelques figures légèrement rognées. Houzeau et Lancaster, 11453
A Caen, chez Pierre Le Baron l'aine, libraire, rue froide-rue, 1781, in-8, legatura di poco successiva in cartonatura "spugnata" blu, pp. [6], XVI, XVIII, 260, [4], la prima carta bianca. Con antiporta, una tavola incisa segnata "planche A" e 22 tavole calcografiche ripiegate in fine. Altro frontespizio (Principes et usage du comput et de l'art de verifier les dates") a carta K5, sottoscritto: A Bayeux, de l'imprimerie d'Antoine-J. Nicolle, rue Saint Jean et se vend a Caen, chez Pierre Le Baron, 1780. Eccellente esemplare, a pieni margini. Una sola copia censita in ICCU, alla Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza.
Bologna, Nella Stamperia di Lelio della Volpe, 1733, 4° cartonato coevo, bella incisione in rame al front. (veduta della città sullo sfondo di strumenti scientifici e della Specola bolognese) pp. (4)-220 con sei tavole incise ripiegate in fine. Riccardi, 325
In 8, pp. (16) + 146 + (2 bb.) con 19 tavole incise all'acquaf. f. t. piu' volte ripiegate. P. pl. moderna. Tarletto abilmente riparato alle prime 5 cc. Edizione originale italiana opera del padre francescano Jacquier di questo importante trattato dedicato alla prospettiva, tra le opere piu' importanti che precedettero la geometria descrittiva. Questa edizione, notevolmente arricchita dal Jacquier, e' la prima edizione italiana. Nella parte finale l'autore dopo aver descritto la proiezione stereografica e quella ortografica, definisce quella gnomonica 'nella quale l'occhio si suppone al centro della sfera'. Da notare che alla 5o carta e' presente una recensione del gesuita Ruggero Boscovich che descrive l'opera
in-8, pp. (8), IX-XXIV, 198, (2), 2 tav. ripieg. f.t., leg. mod. ad imitazione antica, m. pelle, ti. oro su tassello al dorso. Interessante opera divisa in tre parti. il libro I tratta dell'Agrimensura, il II della Stereometria, il III della Gnomonica Bell'esemplare con qualche piccola arrossatura.. Riccardi, I, 112. "E" un buon trattatello di agrimensura, sebbene non si possa convenire coll"autore intorno all"eccellenza dello strumento da lui a tutti anteposto, chiamato cerchio icnografo; e che consiste in un cerchio graduato fornito di ago calamitato a maniera di bussola topografica, con un"alidada a traguardi imperniata nel centro".
In 16, pp. (6) + 262 + (4) con 97 tavv. f.t. inc. all'acq. Fr. bicromo rosso e nero. Diversi tarletti piu' insistenti alle prime 60 carte fino ad un massimo di 4 cm con parziale compromissione del testo. Carta uniformemente brunita. P.pg. con tit. al d. Seconda edizione - la prima e' del 1879 - di questo importante studio in latino sulla gnomonica, la scienza che studia l'arco diurno, la traiettoria del sole sull'orizzonte mediante l'uso di proiezioni specifiche su diverse superfici, scienza peraltro utile al disegno e alla costruzione degli orologi solari. Tra la fine del Seicento e gli inzi del Settecento, con l'avvento dell'Illuminismo, si intensificarono gli studi che si avvalevano dei primi metodi trigonometrici per il tracciamento delle linee orarie 'per punti'. Ricchissimo il corredo iconografico del testo con proiezioni geometriche.
Paris, Quay des Augustins, chez Charles-Antoine Jombert, 1746, 8vo leatura coeva in piena pelle con fregi e titoli dorati al dorso (diverse spellature) pp. (16)-182-(2) marca tipografica xil. al frontespizio, testatine e capolettera pure xil. + 30 tavole inc. in rame ripiegate f.t.
2 voll. in 8 grande rilegati in un tomo, pp. VII + (1b) + 303 + (1b) + (4) con 3 tavv. f.t. piu' volte rip. inc. all'acq.; 367 + (1b) con 2 tavv. rip. f.t. inc. Qualche fioritura alle cc. Piccolo restauro marginale all'ultima carta del I tomo. Legatura in mz. pg. coeva con angoli. Seconda edizione di quest'opera di astronomia applicata dell'astronomo Giovanni Santini, rettore dell'Universita' e direttore dell'Osservatorio Astronomico di Padova dal 1817 al 1877.