4 854 résultats
... Hardcover, g., w. ltly slanted, smwht bumped sp top, v. ltly bumped corners. V. ltly bumped corners, 1 ltly frayed. Ltly tanned/sunned p. edges.Crease across r. fixed ep, wrinkling of r. free ep at sp top. Cln, tight, unmarked.Dj g.smwht rubbed--marks
Very good condition, no jacket as issued. Slightly rubbed wraps. Markings in pencil on table of contents page. Otherwise unmarked and clean. Dust foxing on head edge. Binding, spine tight. ...
... Hardcover, very good condition, with lightly slanted, very lightly compressed spine, very ltly bumped bottom corners. somewhat tanned p. edges. Inscription on ffep, sm stamp on fixed r. ep. O/w cln, tight, unmarked. Price-clipped dj very good, ltly ru
... Hardcover, fair condition, with lightly slanted spine, lightly bumped at base. very ltly bumped corners. somewhat sunned/tanned p. edges. Ltly tanned eps, pp. Fr ins hinge splitting. O/w cln and unmarked. Dj good, ltly tanned, ltly rubbed--lt marks an
In-8 (cm. 20.70), brossura editoriale illustrata, pp. XIII, (1), 286, con alcune illustrazioni in bianco e nero nel testo. In buono stato (good copy).
br. Una meditazione sul senso della critica letteraria e sulla necessità della ricerca di un lessico in grado di esprimere il proprio "debito grandissimo contratto con la letteratura, un debito di conoscenza e non di consolazione". Scritta in forma di lettera all'amico Marco Lodoli, la riflessione dell'autore parte dal presupposto che il linguaggio tecnico dell'Accademia e del giornalismo culturale abbia creato una codificazione artificiosa se non mortifera della trasmissione della cultura. Il tecnicismo ha finito per allontanare la letteratura dalla sua sorgente primaria, cioè dall'uomo e dalle sue emozioni, dal dolore, dalla felicità, dalla paura. Da qui la necessità vitale di creare un linguaggio critico naturale, di trovare "le parole giuste per dire la cosa", un metodo per avvicinare il lupo, quel temibile, inafferrabile sentimento del bello che assomiglia "alla felicità e alla paura di essere vivi".
VG+ Hardcover with laminated boards. 249 pp. Used
Estudio de su vida y obra.
brossura
Fine English Papernack. Pbo. Demy 8vo. (22 x 14 cm). In Turkish. 312 p. Sanat ve estetik kuramlari.
Scholar's bookplate to inner cover (G. P. Goold). Spine sunned. Endpapers slightly browned. ; Menschen. Völker. Zeiten. Eine Kulturgeschichte in Einzeldarstellungen I; 178 pages
(Codice MU/0836) In 8° (24 cm) 80 pp. Leonard Bernstein: Symphonic Dances from "West side story", Chichester Pslams per coro, voce bianca e orchestra. George Gershwin: Un americano a Parigi. Maurice Ravel: Bolero. Con varie foto. Brossura editoriale. Ottimo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
(Codice LO/1650) In 8° 64 pp. Calendario dei concerti, alcuni ritratti. Brossura editoriale, data in copertina. Ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
Testi universitari - Scienze economiche e statistiche - Presentazione dell'edizione italiana a cura di Luigi Frey -
(Codice MB/1042) In 8° (22,5 cm) 336 pp. Prima edizione. Con 10 cartine. Cartone editoriale, titolo oro, sovraccoperta. Ottimo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
br. Un libro agile e dilettevole che raccoglie aforismi, favole, profezie e insegnamenti del genio toscano. Non c'è saccenza, ma un distillato preziosissimo di saggezza e intelligenza.
ill., br. Federico Fellini, tre Premi Oscar più uno alla carriera più un numero imprecisato di altri importantissimi riconoscimenti, è stato insieme a Vittorio De Sica, Roberto Rossellini, Luchino Visconti, Michelangelo Antonioni e Bernardo Bertolucci, il più famoso regista italiano di sempre. Forse il più famoso di tutti, certamente uno dei più influenti, imitati, ammirati, venerati inventori di cinema. Quando se ne è andato, nel 1993, l'Italia intera è rimasta attonita, quasi sbalordita che un mago potesse morire. Perché Fellini aveva raccontato l'Italia, ma soprattutto aveva inventato dei mondi, aveva influenzato forse più di chiunque altro l'immaginario visivo e onirico, aveva scandalizzato, divertito, creato icone e parole diventate patrimonio del mondo, aveva ascoltato la voce della luna e ce l'aveva restituita intatta, con la sua curiosità di bambino di provincia, con una miracolosa, straordinaria, contagiosa magia.
ill., br. Daniel Barenboim torna a riflettere sulla musica. Sulla musica che si fa, che si legge, sulla musica che si interpreta, sulla musica che si ascolta. Sulla musica che interconnette, che stringe relazioni e le riempie di senso. Daniel Barenboim ha a cuore una visione della musica in cui etica ed estetica dialoghino continuamente e a livelli diversi. Se l'essenza della musica è il contrappunto, ecco che l'idea di un tutto non scomponibile nei suoi elementi domina, come un'ossessione, l'opera e il lavoro del grande Maestro. Eseguire bene un pezzo implica una scelta, è di per sé una sequenza di scelte. Non è diverso - dice Barenboim - da ciò che deve fare un politico. La scelta giusta. E il giusto qui produce bellezza. Ma produce bellezza se si impone quel formidabile equilibrio che da una parte guarda alla partitura e al compositore, dall'altra al nesso profondo fra gli esecutori, e dall'altra ancora al pubblico, ai luoghi dell'ascolto, a chi governa le sale, a chi governa tout court. Diviso in tre sezioni (Occasioni, Conversazioni e un Epilogo), questo libro entra con severità e leggerezza di spirito nei temi che sono centrali per la cultura musicale contemporanea, non senza toccare la complessità di compositori che hanno segnato la carriera del Maestro, Mozart e Wagner; in chiusura, una riflessione su Giuseppe Verdi.
br. Se il telefono suona, siamo di fronte a due possibilità: James Bond può alzare il ricevitore oppure no, e questo naturalmente può indirizzare il racconto in due direzioni completamente diverse. In questa conversazione inedita con Paolo Fabbri, registrata a Firenze nel dicembre del 1965, Roland Barthes affronta il tema dell'analisi strutturale dei racconti a partire dalle intuizioni di Vladimir Propp, che suscitarono un dissidio teorico tra Claude Lévi-Strauss e Algirdas J. Greimas. E così, dall'Odissea a Sherlock Holmes, da Don Chisciotte a Madame Bovary, il racconto viene esaminato come un'architettura e una stratigrafia di sequenze.
ill., br. Alan Bennett dove meno ci si aspetterebbe di trovarlo: fra le sale della National Gallery, a raccontare grandi quadri: lui un cicerone diverso da qualsiasi altro, i lettori a ridere senza freni, come succede di ridere solo in classe o, appunto, alle visite guidate.
br. Il libro raccoglie dieci riflessioni sul cinema contemporaneo - pubblicate sui "Diari di Cineclub" - da varie angolazioni: il ruolo dei devices, dei vari dispositivi- supporti attraverso i quali si consumano i film; il ruolo e il peso della critica della carta stampata e dei siti online oggi nonché il loro deterioramento; l'emorragia del pubblico, la fuga dalle sale che negli ultimi anni è diventata allarmante, la fine delle emozioni che si provavano un tempo quando il cinema coinvolgeva l'intera collettività; la disaffezione dello spettatore nei confronti della critica, anche quella delle riviste specializzate, e l'identikit del critico odierno che ha perso identità; il rapporto tra produzione, distribuzione ed esercizio; una radiografia dei Festival italiani grandi e piccoli e un approfondimento della loro utilità o ricaduta nella riconquista del pubblico perduto; l'insegnamento del cinema nelle università con tutte le varie definizioni delle cattedre.
br. Con l'espressione "le cento città d'Italia" Carlo Cattaneo constatava l'eterogeneità e le differenze fisiche, storiche e sociali del nostro Paese. Ancora oggi, colpisce chi si muove lungo la penisola quanto possano essere diverse antropologicamente e culturalmente città peraltro vicinissime tra loro, appartenenti a uno stesso territorio e a una simile storia. In questo saggio Goffredo Fofi indaga le originalità del nostro territorio e le sue mutazioni, come scrittori e registi lo hanno raccontato e quali siano i dialoghi tra centri e periferie.