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br. In questo saggio molto personale, scritto con grande eloquenza - frutto dell'adattamento di una conferenza TEDx dal medesimo titolo di straordinario successo - Chimamanda Ngozi Adichie offre ai lettori una definizione originale del femminismo per il XXI secolo. Attingendo in grande misura dalle proprie esperienze e riflessioni sull'attualità, Adichie presenta qui un'eccezionale indagine d'autore su ciò che significa essere una donna oggi, un appello di grande attualità sulle ragioni per cui dovremmo essere tutti femministi. In un contesto in cui il femminismo era considerato un ingombrante retaggio del secolo scorso, la posizione di Adichie ha cambiato i termini della questione. Alcuni brani della sua conferenza sono stati campionati da Beyoncé nel brano Flawless e hanno fatto il giro del mondo. La scritta FEMINIST a caratteri cubitali come sfondo della performance dell'artista agli Mtv Video Music Awards e il famoso discorso dell'attrice Emma Watson alle Nazioni Unite in cui si dichiara femminista sono segni evidenti del fatto che c'è un prima e un dopo "Dovremmo essere tutti femministi".
br. L'emancipazione e l'assimilazione hanno permesso agli ebrei di vivere davvero? Come si presentava la situazione dei nuovi "cittadini"? Qual è stato il ruolo della letteratura nella costruzione degli stereotipi e nella diffusione dei pregiudizi? Può essa rispecchiare le relazioni reciproche instauratesi tra gli ebrei e gli altri? Si delinea forse in essa un preludio al genocidio? L'esame di alcune opere letterarie francesi, tedesche e austriache permetterà di delineare una risposta.
br. L'autore, Pierluigi Castagnetti, è stato a lungo un protagonista della politica italiana. Dalla sua conversazione con il giornalista Luca Attanasio emerge una visione della politica basata sulla fraternità e la carità evangelica. Viene sottolineata l'importanza dell'impegno politico, in un momento storico in cui sembra che la politica si stia allineando alle mode social, perdendo il suo ruolo di regolatrice della società intera. Vengono affrontati temi quali la pertinenza odierna della pace, l'attualità della Costituzione italiana, la riscoperta di personaggi quali De Gasperi e Dossetti, la notte della politica significata dalla morte di Aldo Moro.
br. Esportare con le armi la rivoluzione, la democrazia, il capitalismo, la libertà, la fede o qualsiasi altro feticcio politico o economico dell'occidente è insensato, perché qualsiasi cosa si imponga, dopo una vittoria apparente, sarà macchiata di sangue e quindi provocherà risentimento e resistenza. Scegliere la via dell'intervento militare quando ancora sono possibili mediazioni, accordi o trattative di pace suscita ulteriori conflitti. Un buon leader non è quello che agisce in reazione immediata o emotiva a un torto, un'offesa o un attacco, ma chi sa immaginare la situazione che si verrà a creare molto tempo dopo aver conseguito un'ipotetica vittoria sul nemico. Scatenare guerre a spese dei civili è un delitto contro l'umanità. Ma rifiutare di accoglierli come fratelli quando sono profughi è un delitto doppio.
br. Hemingway invade le sue pagine come attore protagonista, accredita se stesso come scrittore eroe. Esibisce coraggio, forma fisica, giudizio sicuro. L'intensità è quella di una fiamma ossidrica e dunque nel tempo, vita e scrittura intrecciandosi, hanno prodotto un attrito che ha portato Ernest in quella cantina, quella domenica, il 2 luglio 1961. Chiusura di una vita vissuta in continua iperbole. Larghissime le sue esperienze di uomo e artista. Un'espressione completa può essere rilevata nella traiettoria dei Quarantanove racconti che, scritti in tempi diversi, raccolgono le classiche esperienze e le passioni dello scrittore: la guerra, la caccia, la pesca, la corrida, una certa violenza connaturata e trasmessa. L'unità profonda e "fisica" fra la ricerca dello stile e il dolore per i destini dei suoi personaggi hanno prodotto un linguaggio narrativo che fanno di Ernest Hemingway un modello unico e imprescindibile del Novecento.
br. Che cos'è un'immagine? Perché le immagini hanno assunto un'importanza così grande nelle nostre vite? Cosa significa avere uno sguardo? Federico Ferrari riflette sulla società delle immagini e sul rapporto ritmico tra immagine e parola, ritmo che forgia il nostro orizzonte, concentrandosi sull'uso delle immagini e sul mondo che esse creano, sulla disseminazione dello sguardo nell'impossibilità di una sola visione del mondo, di una sola misura. L'immagine contemporanea infatti impone oggi una nuova definizione del guardare, che parta dalla singolarità di ogni visione ma sia anche capace di abbracciarne la pluralità. Ed essendo le visioni possibili, per definizione, infinite, ciò che davvero conta è ciò che sottende ed è quindi comune a tutte. Detto con i termini della teoria degli insiemi, è un insieme vuoto che si presenta come un nulla ma che è anche qualcosa: lo sguardo, ciò che ci precede e che resta aperto al di là di ogni visione possibile, di ogni immagine data. L'insieme vuoto dello sguardo è la potenza del vedere.
br. Sottrarre anziché accumulare, ritrovare la passione e la bellezza dell'essenziale. Scrivere di meno, scrivere meglio. "Insieme ad una radicale ecologia dell'ambiente fisico abbiamo sempre più bisogno di un'ecologia della comunicazione, che agisca come ecologia della mente, che liberi le nostre menti dagli scarti infiniti che le tengono in ogni momento sotto assedio, con una variegata catena di manipolazioni a cui ben pochi arrivano a resistere. Ed è sempre più necessaria un'ecologia del libro e della letteratura, capace di operare distinzioni nell'immenso accumulo del materiale librario prodotto".
br. Nella letteratura italiana sono individuabili due opposte linee, o tendenze: quella rossa, che educa all'esercizio attivo della cittadinanza e della responsabilità; quella nera, che, invece, educa al qualunquismo e al menefreghismo, esaltando i piaceri della vita solitaria e oziosa. La linea rossa spinge all'impegno; quella nera alla prudenza, all'opportunismo e all'indifferenza. Nella parte rovesciata, "I Care", il libro offre percorsi antologici di lettura e di ascolto da realizzare a scuola, a casa, in biblioteca, con gli amici, e in tutti quei luoghi in cui si pratica la cultura della responsabilità, della cittadinanza attiva e dell'inclusione.
ill., br. "Nell'odierna storiografia artistica si tende a sorvolare sull'idea di progresso. È un'idea che abbiamo superato, insieme a quella di decadenza. Qualunque universitario al primo anno sa già che Michelangelo non vale più di Giotto, bensì è soltanto diverso. Io sono della stessa opinione, ma mi sembra valga la pena isolare le diverse concezioni dell'idea di progresso che hanno prodotto una certa confusione nel linguaggio." (E. H. Gombrich)
br. Friedrich A. von Hayek è stato nel Novecento il maggiore esponente della cultura liberale. Egli offre qui un suggestivo e agile affresco delle idee che si trovano alla base del liberalismo e delle vicende storiche prodotte dal movimento liberale. Il liberalismo è libertà individuale di scelta, che si rende possibile solo tramite la limitazione della sfera d'intervento del potere pubblico. È il "governo della legge", che si sostituisce al "governo degli uomini". E tuttavia lo schieramento liberale ha due anime: quella rigorosamente evoluzionistica, prevalente nella tradizione britannica, e quella razionalistica, prevalente nella tradizione continentale europea. Esse hanno trovato convergenza su alcuni "postulati essenziali", quali la libertà di pensiero, di parola, di stampa. Ma l'accordo ha carattere "meramente verbale": perché il liberalismo di tipo britannico ha assunto come "valore supremo" la libertà individuale, mentre il liberalismo di tipo continentale si è venuto quasi a identificare con il movimento democratico. Il che complica le cose. La democrazia e il liberalismo si occupano infatti di due differenti problemi. La prima si chiede a chi spetti governare; e la sua risposta è che tocca ai cittadini nel loro insieme. Il secondo pone invece la questione relativa all'estensione dell'intervento del potere pubblico; e la sua risposta è che quel potere deve svolgere un compito residuale, in modo da dare spazio alla più libera cooperazione sociale. Prefazione di Lorenzo Infantino.
brossura Intellettuale, artista e architetto, Aimaro Isola è impegnato da tempo nella costruzione di una poetica dell'architettura radicata nei luoghi e nelle loro proiezioni mitologiche. Leggerezza, esattezza e rapidità caratterizzano insieme alla sapienza e al garbo del segno grafico acquerellato, l'inconfondibile cifra stilistica dei disegni di Isola; schizzi e dipinti di soggetto non strettamente disciplinare ma che dalla riflessione sull'architettura sempre scaturiscono.
br. I musei spettacolari di oggi sono le cattedrali del nostro tempo? Il dibattito a distanza fra l'architetto e critico Charles Jencks e lo scrittore e polemista Tom Wolfe spiega perché il museo nasce in età illuminista proprio come sostituto della cattedrale. In Francia durante la Rivoluzione si insiste sulla necessità di creare spazi dove conservare le opere tolte dai "luoghi tenebrosi" nei quali erano state tenute, per restituirle al popolo in una specie di biblioteca dove andare a istruirsi. Jacques-Louis David insiste che il neonato museo del Louvre debba costituire una scuola dove "i maestri condurranno gli allievi, il padre vi accompagnerà il figlio. II giovane vedendo le produzioni del genio, sentirà nascere in lui quel germe d'arte o di scienza al quale la natura lo chiama". La natura, non Dio. I musei sono dunque istituzioni laiche che nascono come negazione del sacro, nascono dunque come templi della capacità umana, dove Cristo è sostituito con Prometeo. Una nuova religione secolarizzata di cui le opere sono le reliquie e i testi sacri. Se per Wolfe i sacerdoti sono i critici, Jencks recupera le teorie di Saint-Simon secondo cui gli artisti sono chiamati a "esercitare un'influenza positiva sulla società, una vera funzione sacerdotale".
br. Due artisti di due paesi e di due generazioni molto diverse parlano di arte, cinema, letteratura e del loro ruolo nel mondo d'oggi. In che modo può l'arte porre e ripensare la questione della violenza di classe? Come fare arte che destabilizzi i sistemi di potere e non si limiti solamente a descriverli? E in quale modo raccontare le classi popolari con sincerità e onestà? Quale può essere, infine, il ruolo dell'arte in questo inquietante contesto politico globale? Tentando di rispondere a queste domande e confrontando le loro riflessioni, Édouard Louis e Ken Loach, che hanno affrontato spesso questi temi nei loro lavori, delineano un manifesto per una trasformazione radicale dell'arte, un pamphlet in forma di dialogo che vuole essere da stimolo per una più ampia e articolata discussione che coinvolga non solo gli artisti ma anche tutti noi.
br. Considerato da alcuni un manuale per tiranni, oggetto di innumerevoli leggende e false citazioni, il capolavoro di Machiavelli costituisce un imprescindibile spartiacque fra il pensiero politico medievale e la modernità. Scritto nel momento più buio della storia d'Italia, mentre potenze straniere si contendevano i ricchi ma deboli Stati regionali, contiene il sapere che Machiavelli aveva acquisito in quindici anni di amministrazione dello Stato. Un'opera amara e disincantata, nella quale, tracciando il profilo del principe ideale, si analizzano le ragioni dell'agire umano e si separa, per la prima volta, la politica dalla morale. Nel 1599 fu inserito nell'Indice dei libri proibiti, con l'accusa di aver diffuso la corruzione politica in Francia.
br. Questa nuova edizione del Principe, arricchita da una corposa introduzione e da un ricco apparato di note, permette al lettore di approfondire la conoscenza del capolavoro di Machiavelli nonché uno dei massimi testi di teoria politica mai scritti. Ne vengono indagati la genesi e gli sviluppi, inquadrando l'opera tanto nel contesto storico e culturale, quanto nell'esperienza professionale e personale dell'autore. A partire dalle diverse interpretazioni e dagli studi fatti nel corso del tempo sul testo, Ugo Dotti offre così un utilissimo strumento di studio e di lettura. Con uno scritto di G.W.F. Hegel.
br. Nessun libro italiano è stato ed è tanto diffuso e conosciuto nel mondo quanto Il Principe. Nel momento forse più buio della storia d'Italia, mentre potenze straniere si contendevano i ricchi ma deboli Stati regionali, Machiavelli, allontanato dalla politica attiva, trasfuse il sapere acquisito in quindici anni di amministrazione dello Stato in un'opera amara e disincantata nella quale, tracciando il profilo del principe ideale, analizzò le ragioni dell'agire umano, separò la politica dalla morale e dette avvio al pensiero politico moderno. Questa nuova edizione del testo, accompagnata da un commento linguistico e storico e da una silloge di letture critiche, si propone di esaminare la genesi dell'opera e le ragioni ideologiche a essa sottese. Raffaele Ruggiero è ricercatore di letteratura italiana presso la facoltà di Lingue a Bari.
br. All'insegna di un titolo citazionale e nobilmente antico come l'oraziano "Ut pictura poesis" Marco Marchi raccoglie in questo libro una serie di scritti critici accomunati dal fatto di provare al loro interno possibili coniugazioni tra la scrittura e l'arte, e più in dettaglio tra la poesia e la narrativa e le arti figurative. Si tratta di testi prefatori o di accompagnamento a cataloghi di pittori e incisori (da Nunzio Gulino a Valeriano Trubbiani, da Walter Valentini a Frédéric Pierre, da Pietro Paolo Tarasco a Mario Francescani e Paolo Gubinelli), ma anche di veri e propri saggi come "Tozzi allo specchio dell'arte" e "Viani, l'eroe in stracci", in cui il caratterizzante motivo artistico si intreccia a quello letterario secondo possibilità, approcci e modi di realizzazione varianti. La presenza originaria di questi scritti in preziose cartelle e libri d'arte o in volumi oggi introvabili offre una giustificazione oggettiva all'unitaria riproposta di essi in queste pagine.
br. La libertà non esiste senza uguaglianza, ma non esistono né uguaglianza né libertà senza una profonda coscienza dei doveri a cui tutti siamo chiamati. E così che Mazzini condensa le sue riflessioni e aspirazioni in quell'anno cruciale che è il 1860. La sua è la ricerca ostinata di una via al progresso che coniughi la legittima rivendicazione dei diritti a un senso profondo di appartenenza alla nazione e all'umanità intera, perché "tra l'egoismo e lo schiavo non è che un passo". Audace, rivoluzionario e inascoltato, il pensiero di Mazzini è il pensiero di uno sconfitto, una sconfitta che ha ancora molto da dire sullo stato nostro Paese.
br. Per il suo ultimo libro Andrea Camilleri si è ispirato alla figura di Edoardo Persico, uno dei massimi teorici dell'architettura moderna. Scrittore e critico, amico di Gobetti, Edoardo Persico fu una guida intellettuale per artisti e architetti antifascisti. Condirettore di "Casabella", dopo essere stato collaboratore della rivista "Belvedere" e fondatore della Galleria Il Milione, fece conoscere in Italia le grandi personalità dell'Architettura internazionale suscitando accesi dibattiti e indicando nuovi percorsi. Enfant prodige della modernità, il suo pensiero è ancora straordinariamente attuale e, a distanza di anni, i suoi scritti conservano intatta la loro freschezza, come i quattro fondamentali dedicati all'architettura che abbiamo raccolto in questo volume: L'Architettura mondiale (1933), Gli architetti italiani (1933), Punto ed a capo per l'architettura (1934), Profezia dell'architettura (1935), oggi praticamente introvabili.
br. Testo fondamentale per la poetica pirandelliana, questo saggio, pubblicato nel 1908, passa in rassegna le diverse concezioni dell'umorismo che hanno contraddistinto secoli e culture differenti alternando analisi psicologiche, riferimenti letterari, sferzate polemiche. Per Pirandello è il «sentimento del contrario», impulso umano sovvertitore, irriducibile, in quanto espressione di una «vita nuda», che permette all'artista di scomporre la realtà e smascherare, nelle sfasature dell'essere, il disordine e la sofferenza che vi si celano. Mentre la comicità si basa su opposizioni nette che muovono al riso, l'umorismo si distingue per la presenza di elementi ambigui e di contrasti sfumati che inducono alla riflessione. Vera e propria visione del mondo tipica di un'età segnata dalla crisi irreversibile dei valori, l'umorismo si rivela la miglior chiave di interpretazione per cogliere i nodi problematici dell'esistenza e svelare verità inquietanti e paradossali sotto le maschere irrigidite delle convenzioni sociali.
brossura «Nominare è atto politico. Ogni idea di trasformazione sociale crea le proprie parole. Intorno alle parole fondamentali si costruisce un pensiero. Le azioni si collocano dentro un orizzonte di senso e questo è descritto attraverso un lessico che le racconta. Il conflitto, modalità ineludibile attraverso la quale si afferma un mondo che emerge oltre l'esistente, si inscrive in un corso politico nuovo a partire da parole nuove.» E indipendenza è parola nuova. Nuova e diversa da autonomia.
Some dings to dust jacket. Book is near fine. ...
Mm 140x220 Brossuraoriginale, 183 pagine. Copia ottima ovvero mai letta. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 110x185 Collana " Oscar ". Brossura originale, copertina illustrata a colori, 345 pagine. Opera in buone condizioni, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.