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(Codice LN/1893) In 8° 203 pp. Avventure nella legione straniera rievocate in un romanzo "vero e vissuto". Rara edizione pubblicata da Einaudi ma poi "ripudiata". Porta infatti applicata al frontespizio l'etichetta del Fiorini, che ristampò anche la copertina. Ingiallitura marginale. Brossura originale. Ben conservato ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
br. I. Conoscenza critica della politicaII. Modernità e coscienza socialeIII. Dialettica democraticaIV. Libera economia e tutele pubblicheV. Ordinamento costituzionale
br. La guerra, la corruzione, la crisi economica e politica, la tragica condizione dei subalterni, la decadenza della cultura, la morte delle ideologie: la barbarie come cifra ultima dei tempi moderni; il pensiero di Gramsci come unica possibile via di fuga.
ill., br. La morte è il topos più frequentato dall'uomo, un turbamento che dalla notte dei tempi ne contrassegna l'immaginario e le opere. Ogni epoca abbonda di simboli legati all'idea della transitorietà, ma fra tutti ne spicca uno: il teschio, simulacro spesso "pensoso" che ci ammonisce sulla vanità di ogni cosa terrena e ci costringe a riflettere sui fini ultimi dell'esistenza. Emblema della vanitas, il teschio ricorre nelle raffigurazioni medievali a suggello di corpi imputriditi che turbavano gli incauti viandanti. Emancipatasi dalla carne e ridotta a "corpo secco", la optima pars dello scheletro si avvia, già in pieno Rinascimento, verso il suo apogeo seicentesco. In seguito l'effigie scheletrica conosce alterne fortune. Nel Settecento perde gran parte dell'afflato macabro a vantaggio di rifioriture dei sottogeneri connessi al memento mori, senza esaurire, peraltro, la sua carica dirompente. E se nell'Ottocento conosce una fiacca ripresa, è nel corso del Novecento che riacquista buona parte del suo magistero. La sua esasperata popolarità corrisponde però al crinale del nuovo millennio, quando teschi e scheletri tornano a signoreggiare fra le arti visive. Un vertiginoso incremento, quantitativo più che qualitativo, a cui non corrisponde automaticamente una rinnovata vitalità. Sembra infatti che l'arte si sia a tal punto assuefatta all'effigie del teschio da esserne quasi anestetizzata.
ill., ril. Quali ragioni ha la forma dell'architettura? In che modo l'architetto sceglie il proprio linguaggio? Esiste un momento precedente al progetto in cui egli, solo con i suoi disegni, è libero di riflettere sui propri metodi compositivi? Attraverso cinque esperienze italiane fra il 1964 e il 1973 - La Pietra, Purini, Archizoom, Superstudio, Studio Labirinto - questo libro racconta come alcuni architetti abbiano costruito un proprio sistema linguistico, collocandolo tra espressioni culturali quali, ad esempio, la Minimal art, l'Arte cinetica, la pittura di Klee, Capogrossi, Novelli, Perilli, la poesia del Gruppo 63, la linguistica di Saussure, Hjelmslev, Chomsky. Nel "progetto di linguaggio" viene tratteggiata una possibile via di fuga teorica e operativa da ogni tendenza omologante e dogmatica, in nome di un'effettiva autonomia di pensiero e d'invenzione in architettura e, più latamente, nelle arti.
69 pp. Notes, fig., bibl., index. D/j. Add. pl. wrps.
1999100136563ECONOMICA 1999 15 6x5 8x24cm. 1999. Broché.
1973257111New York Halsted Press, 1973. XX,183 Seiten. Originalpappband. / Hard cover 23 cm
ril. Dostoevskij tornò da un viaggio a Londra profondamente turbato: invece di cogliervi il brivido luminoso del progresso - erano i giorni della prima Esposizione universale - aveva scoperto che in quella città regnava l'irrimediabile solitudine e la rassegnata disperazione di un'umanità sottomessa. Aveva sperimentato il trauma immedicabile della profezia: affacciatosi sul futuro, aveva passeggiato nel cantiere del mondo d'oggi per ritrarsene spaventato. Questa illuminazione mediante le tenebre avrebbe trovato felice compimento nel capitolo dei "Fratelli Karamazov" dedicato al Grande Inquisitore. In esso Dostoevskij affronta temi cruciali che riguardano la filosofia morale, la politica, la filosofia della storia e della religione: pagine taglienti di grande letteratura, in grado di scavare nell'animo umano senza schermi o mediazioni. Con lucida passione, questo libro coglie ogni aspetto del celebre testo, inquadrandolo dapprima all'interno dell'opera e della poetica dello scrittore russo, per metterlo poi in relazione con il pensiero politico della modernità, approfondendo infine le tante riflessioni che da esso scaturiscono. All'autore interessano soprattutto gli aspetti legati alla teoria del potere; e nel monologare dell'Inquisitore di fronte al Cristo silenzioso - fino all'enigmatico bacio finale - ritrova numerosi e sbalorditivi agganci con il nostro tempo presente, che per molti aspetti sembra dare compimento al cinico nichilismo dell'Inquisitore.
ill., br. Saggi scritti da importanti letterati contemporanei, sensibili al tema del paesaggio e dell'ambiente abitato. Franco Zagari, prestigioso esperto di paesaggio, ci guida alla lettura dei contributi prodotti da 48 autori. Da Umberto Eco ad Alberto Abruzzese, dal Francesco Cellini a Fabio Di Carlo. da Massimo Venturi Ferraiolo a Joan Nogué.
br. «Ad ogni nuova fase della guerra ci chiariamo meglio che cosa intendiamo compiere attraverso essa [...] perché ci sono fini che non abbiamo determinato noi. Essi sono emersi dalla natura stessa e dalle circostanze di questo conflitto» (Woodrow Wilson, 16.4.1918). La Grande guerra, iniziata dalle Parti senza chiare motivazioni e senza obiettivi ben definiti, fu combattuta nella sua parte finale sul piano propagandistico non meno che al fronte; si voleva rinsaldare la tenuta morale del proprio campo e indebolire quella del campo nemico con un'immagine della pace che giustificasse ex post gli anni di guerra. A questo fine si dimostrò efficace il ricorso al principio dell'autodeterminazione delle nazioni. Per stabilire più adeguati rapporti fra nazioni e frontiere e promuovere un nuovo tipo di collaborazione internazionale occorreva che fossero riconosciuti negli Stati e fra gli Stati i "diritti" delle nazioni. Ma cosa dovesse intendersi per nazione era ciò che faceva la differenza, potendosi declinare questo termine secondo il vocabolario democratico-wilsoniano, storico-asburgico, rivoluzionario-bolscevico, ideologico-nazionalista. Durante i mesi della Conferenza della Pace la definizione politica di nazione fu spesso al centro del dibattito e in parte ne influenzò le decisioni. Il volume, promosso dalla Società di Studi Trentini di Scienze Storiche, intende approfondire questa tematica sia dal lato delle proposte sul mercato politico del tempo, sia da quello dei suoi riflessi sull'ordine postbellico.
1991PHI1261Essen, Klartext, 1991. (Edition Hermes ; 2), 268 Seiten, 8°, OKart. - Einband leichte Gebrauchsspuren, sonst guter Zustand. broschiert/ Taschenbuch/ paperback
br. La lingua che ospita pluralizza le coordinate-guida della riflessione indicate nel sottotitolo (Poetiche, politiche, traduzione), ponendosi come strumento di interrogazione della mobilità transfrontaliera. Deterritorializzazione, contaminazione, creolità de-colonizzazione, traduzione, trasformazione sono i territori costitutivi di questa narrativa. La proposta teorico-critico-performativa di questa indagine è la smobilitazione delle demarcazioni dei confini geo-politici ed artistici con pratiche di border criticai thinking. Il concetto occidentale di mappa è smontato per delineare le geo-corpo-grafie della creatività artistica e della mobilità senza frontiere che decolonizzano la normatività critica, gli steccati disciplinari e la geopolitica del respingimento lungo le frontiere di qualsivoglia mappa-mondo.
1980KOS01203503Kawade Library 1980. Soft Cover. Fine. KOS01203503 Kawade Library paperback
br. Gli autori che si rifanno al cosmopolitismo iniziano la riflessione da una visione ideale di come le leggi dovrebbero essere, ma omettono di considerare gli individui come essi sono; per contro, gli autori statisti perlopiù partono da un'analisi realistica della società ma tralasciano di considerare le potenzialità di trasformazione radicale delle leggi. In questo libro si propone una versione di cosmopolitismo concepito come agire politico di avanguardia. L'analisi è radicata in una concezione dialettica della giustizia sociale e dimostra come sia possibile promuovere la desiderabilità normativa dell'ideale cosmopolitico di eguaglianza grazie al contributo di forze politiche progressiste contenute nello Stato.
19152092902137303068Luoyangsha 1915. Soft Cover. Fine. The book is in fine condition. Luoyangsha paperback
19792092902137305572Hijiri Yutaka-sha 1979. Soft Cover. Fine. The book is in fine condition. Hijiri Yutaka-sha paperback
2090502113702726Not Available N.A. Soft Cover. Fine. Number of books: 1 Not Available paperback
2090502113700833Not Available N.A. Soft Cover. Fine. The book is in fine condition. Not Available paperback