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ill., br. È Gianni Rodari stesso a definire l'intento di questo libro divenuto ormai un classico: parlare dei processi della fantasia e delle regole della creazione per renderne l'uso accessibile a tutti. L'autore non consegna però un ricettario per costruire storie, ma offre materia prima, idee, occasioni, riflessioni utiIissime per superare la muraglia della routine scolastica e per riconoscere il ruolo fondamentale della creatività all'interno del processo educativo. Il favoloso Gianni conferma con semplicità, passione e profonda cultura la carica liberatoria della parola, il valore dell'immaginazione, il ruolo educativo della fantasia.
br. Ricordi, testimonianze, appunti precisi o scoloriti. Marisa Rodano ricostruisce così la storia dell'Unione donne italiane (Udi). Mille rivendicazioni, mille lotte: il voto alle donne, la pace, il divorzio, la parità di salario, il diritto al lavoro, la depenalizzazione dell'aborto. Dibattiti internazionali, discussioni nella corrente comunista dell'Udi, conferenze: come quella del giugno del 1945 quando Togliatti chiarisce che "la democrazia ha bisogno della donna e la donna ha bisogno della democrazia". O come quella dell'anno successivo, quando lo stesso Togliatti denuncia la "mentalità arretrata" del Pci, proclamando: "Non siamo né puritani né frati". "Memorie di una che c'era" attraversa i momenti storici della grande battaglia per l'emancipazione delle donne: la prima volta delle italiane alle urne, nelle amministrative del '46, il momento della scelta della mimosa come simbolo dell'8 marzo - perché i garofani sono legati al 1° maggio e gli anemoni sono troppo costosi -, il grande corteo del 1965 a Milano quando in quattromila si ritrovano per rivendicare "il diritto delle donne a un lavoro stabile e qualificato". L'esperienza di Marisa Rodano attraversa tutta la Storia: dalla Resistenza alla nascita, il 2 giugno '46, della Repubblica italiana, dalla bufera della Guerra fredda al Sessantotto, fino al femminismo degli anni settanta e alle battaglie sociali di oggi.
(Codice MT/1845) In 16° 62 pp. Varie figure. Piccolo ex-libris nobiliare. Brossura editoriale con strappetto, firma a matita. Buono stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
(Codice MB/1042) In 8° (22,5 cm) 336 pp. Prima edizione. Con 10 cartine. Cartone editoriale, titolo oro, sovraccoperta. Ottimo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
ill., br. Parigi, 1837. Thierry Hermes, cittadino francese nato in terra tedesca, apre al numero 55 dell'elegante Rue Basse-du-Rempart (oggi assorbita nel Boulevard des Capucines) una manifattura di finimenti per cavalli. La qualità è eccelsa e già all'Esposizione Universale del 1867 Hermes vince la medaglia d'argento di prima classe. In pochi decenni il suo nome conquista l'aristocrazia europea e la rampante borghesia francese. Nel 1897 avviene la svolta: la casa, ora guidata dal figlio Charles-Emile (nella nuova, storica sede di 24, Rue du Faubourg Saint-Honoré), mette in commercio il "Sac Haut à Courroies", una grande borsa in cuoio destinata a contenere sella, briglie, morsi e bardature varie. Presto, però, si scopre che al posto di sella e briglie la borsa può ospitare una gran quantità di oggetti differenti, tutti quelli che un vero viaggiatore desidera avere con sé, ovunque nel mondo e in qualsiasi momento. Hermes entra così nel mercato della moda. Da allora, generazione dopo generazione (oggi siamo alla sesta, rappresentata da Pierre-Alexis Dumas e Pascale Mussard), Hermes ha allargato il suo raggio d'azione che - oltre ai prodotti per l'equitazione e a tanti diversi modelli di borse - comprende foulard, sciarpe, cravatte, abiti, calzature, profumi, orologi, bijoux, porcellane, argenti, cristalli.
ill., br. Edoardo Robino sceglie di lavorare con il linguaggio e con la materia (legno, pietra), ponendo al centro del lavoro la relazione che caratterizza il rapporto uomo(linguaggio)-natura. Di tale relazione egli evidenzia sia la modalità, ovvero l'unità nella differenza, sia il procedimento, attraverso il quale la modalità stessa si esprime. La forma che questo lavoro prende è l'opera, la quale non è concepita come prodotto di un soggetto che pone, cartesianamente inteso, bensì come uno spazio, in cui la dinamica di unità nella differenza viene mostrata in atto.
VG+ Hardcover with laminated boards. 249 pp. Used
Raro trattato musicale sulla teoria del temperamento all'epoca di Zarlino. Gioseffo Zarlino (1517-1590) fu, probabilmente, il piu' importante teorico musicale del rinascimento. Il trattato è ben conservato rilegato in brossura.
Robert Gilmore Alice nel paese dei quanti. Le avventure della fisica. Milano, CDE 1996, Copertina cartonata, con sovraccoperta plastificata con alette informative. Tagli sporchi di polvere, pagine lievemente ingiallite. Buono (Good) . <br> <br> <br> 249<br>
br. Ester Rizzo, scrittrice impegnata nell'ambito delle tematiche femminili, torna alle stampe riunendo in questo lavoro di ricerca alcune tra le figure che si sono distinte per la loro disobbedienza. Dalle donne contro le guerre, di tutti i tempi e di tutti i territori, alle disobbedienti indiane, in sari rosa, al fianco di Sampat Pal. Dalle italiane che cambiarono le leggi, come Rosa Oliva, alle monache forzate, che decisero di sovvertire il destino che altri avevano deciso per loro. Da suor Cecilia Basarocco, antesignana dell'opera di Medici senza Frontiere, a Malalai Joya, politica afgana che, a causa delle sue denunce, è costretta ancora oggi a vivere braccata. Disobbedienti sono state le madri, le mogli e le figlie che si sono dissociate dalle leggi feroci della 'ndrangheta, che hanno denunciato, collaborando con la giustizia. Le figure qui raccontate hanno contribuito al percorso dell'emancipazione femminile, hanno alzato la voce anche per quelle costrette al silenzio. Donne disobbedienti che infrangono le norme di un universo maschilista e patriarcale, che scardinano stereotipi che le vorrebbero sottomesse, che di fronte a leggi ingiuste impongono quelle dell'umanità e della fratellanza tra gli essere umani, di qualsiasi sesso.
br. Nel testo qui presente gli autori, Renato Rizzi e Andrea Tagliapietra, hanno cercato di offrire, in forma sintetica, il risultato teorico del lavoro comune sul senso del progetto e sulla filosofia dell'architettura, maturati nel corso dell'esperienza delle Decadi e delle Pentadi, nonché del Workshop internazionale, svoltisi presso la scuola dello IUAV di Venezia, negli anni che vanno dal 2015 al 2021.
ill., br. Il fenomeno delle periferie testimonia il fallimento della civiltà contemporanea. Esploso con una rapidità virulenta, in pochi decenni ha messo in scena l'estinzione dei valori umani su scala planetaria. Ma più del fenomeno in sé, stupisce l'assenza di un altro fattore. L'inesistenza di una cultura critica di fronte a questo immane processo di disumanizzazione del mondo.
ill., br. Le potenze della forma sono immagini invisibili. Portano in superficie l'intimità dello sfondo intangibile. La dimensione del "sacro" che J. L. Nancy chiama il "distinto", mentre W. Benjamin il "teologico". Sono quelle lontananze dove dimorano le potenze iconologiche che appartengono all'universo esterno a noi, come all'infinito interno a noi.
ill., br. Due grandi ambiti del sapere strutturano l'opera: il "dominabile-tecnologico", l'"indonninabile-theologico". Metodo e rituale. I 143 articoli del Manuale dipendono da 4 topiche, che funzionano come un gigantesco asse cardanico dell'"invisibile".
brossura Montagna theologica, caverna cosmica o cielo della controriforma, la Cupola di Santa Maria del Fiore ha sempre rappresentato un grandioso programma ideale didattico per l'architettura. Possiamo trascriverlo in un'equazione: l'educazione sta all'ideale come l'architettura sta all'attuale. Un'espressione a quattro incognite vincolate tra loro. Tra queste quella dell'ideale è la meno chiara per le scienze e la più oscura per le coscienze. Comunque, nella cultura del nostro tempo, l'educazione è ridotta ad accumulazione di regole, l'ideale al funzionale, l'architettura a pratica socionormativa, l'attualità a cronologia. In altre parole l'ideale ci richiede sempre un enorme sforzo critico rispetto a tutti i saperi. Esso ci costringe a ripercorrere la biforcazione secolare impressa dalla cultura tecnico-scientifica all'idea di "reale": quella tra trascendenza e immanenza.
br. Pensare e progettare in architettura vuol dire innanzitutto riconoscere i limiti contraddittori della nostra cultura contemporanea, e quindi impegnarsi con cura nella ricostruzione della triplice "arché": della legge, della libertà, della necessità. Ovvero: dell'"estetico", della "singolarità", della "visione".
ill., br. Di fronte al dramma di una catastrofe naturale come risponde Architettura? Siamo davvero certi che il nostro sapere sia il giusto rimedio e non piuttosto una potenza distruttrice superiore alle stesse forze devastanti della natura? Domande e risposte implicano allora una riflessione profonda. Il terremoto dell'Aquila, al pari di altri tragici eventi, richiama il nostro pensiero a questa responsabilità, costringendoci ad un duplice sforzo "theorico". Infrangere il blocco mentale della contemporaneità; oltrepassare il paradigma dominante dell'Occidente. A queste domande inattuali si rivolge il progetto per la ricostruzione di Bagno Grande, uno dei molti borghi aquilani colpiti duramente dal sisma.
ill., br. Se non si comprende la struttura fondamentale dei significati che si generano tra sapere e apparire non si può realmente avere cognizione di ciò che si vede e si produce. In questo orizzonte emerge il tema dei "pregiudicati", quegli ambiti del sapere che sono stati espulsi e rifiutati dalla cultura contemporanea, pur essendo a fondamento del sapere e dell'apparire; in una parola del "progetto".
(Codice MT/1343) In 8º (22,5 cm) 308 pp. Logica e grammatica della guerra moderna. Con cronologia e bibliografia di Clausewitz. Cartone editoriale, sovraccoperta. Lieve ingiallitura, ma otttimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
(Codice MT/1809) In 8° 191 pp. Prima edizione. Alcune foto. Brossura editoriale, come nuovo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA