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217 pp. Mus.ex. D/j.
br. La gamma di argomenti affrontati in "Art Power" è impressionante. In saggi e conferenze degli ultimi dieci anni Groys affronta il passaggio del potere dal critico al curatore, la sostituzione dell'opera d'arte con la sua documentazione, il modo in cui i media non confermano la visione di Walter Benjamin di un mondo-specchio di copie ideali ma hanno sepolto il simulacro postmoderno con una profusione di originali. Si tratta di temi già trattati altrove, ma raramente si arriva alle penetranti conclusioni alle quali giunge Groys.
1973KOS02400216Shinshisha 1973. Soft Cover. Fine. KOS02400216 Shinshisha paperback
About The Book : The book depicts the clever ingenuity of Indian artisans in turning out beautiful and original examples of art-workmanship. It provides a stimulating and perceptive survey of the Indian art-manufactures ranging from Fine Arts and Decorative Arts to Pottery, Glass, Leather and Textile Manufactures and traces their history, places of manufacture and prices. The book displays the great artistic wealth of India and attempts to bring about a true appreciation of Indian manufacturers. About The Author : Trailokyanath Mukhopadhyay or T. N. Mukharji in British Indian Government records (1847 – 1919) was an Indian civil servant who served as a curator of the Indian Museum at Calcutta, and was a renowned author who wrote both in English and Bengali. He was in-charge of organizing exhibits for the Calcutta International Exhibition of 1883, the Amsterdam Exhibition in the same year, the 1886 Colonial and Indian Exhibition, and the 1888 Glasgow International Exhibition. His travels in Europe as part of this was published as a popular travelogue A Visit to Europe (1889). The Title 'Art-Manufactures of India: Specially Compiled for the Glasgow International Exhibition, 1888 written/authored/edited by T. N. Mukharji', published in the year 2022. The ISBN 9788121266505 is assigned to the Hardcover version of this title. This book has total of pp. 463 (Pages). The publisher of this title is Gyan Publishing House. This Book is in English. The subject of this book is Theory and criticism. Size of the book is 14.34 x 22.59 cms Vol:-
About The Book : The book depicts the clever ingenuity of Indian artisans in turning out beautiful and original examples of art-workmanship. It provides a stimulating and perceptive survey of the Indian art-manufactures ranging from Fine Arts and Decorative Arts to Pottery, Glass, Leather and Textile Manufactures and traces their history, places of manufacture and prices. The book displays the great artistic wealth of India and attempts to bring about a true appreciation of Indian manufacturers. About The Author : Trailokyanath Mukhopadhyay or T. N. Mukharji in British Indian Government records (1847 – 1919) was an Indian civil servant who served as a curator of the Indian Museum at Calcutta, and was a renowned author who wrote both in English and Bengali. He was in-charge of organizing exhibits for the Calcutta International Exhibition of 1883, the Amsterdam Exhibition in the same year, the 1886 Colonial and Indian Exhibition, and the 1888 Glasgow International Exhibition. His travels in Europe as part of this was published as a popular travelogue A Visit to Europe (1889). The Title 'Art-Manufactures of India: Specially Compiled for the Glasgow International Exhibition, 1888 written/authored/edited by T. N. Mukharji', published in the year 2022. The ISBN 9788121266499 is assigned to the Paperback version of this title. This book has total of pp. 463 (Pages). The publisher of this title is Gyan Publishing House. This Book is in English. The subject of this book is Theory and criticism. Size of the book is 13.34 x 21.59 cms Vol:-
D. Formaggio Arte. , ISEDI 1977, Copertina cartonata sporca lievemente. Tagli impolverati e ingialliti. Pagine ingiallite. Collana: "Enciclopedia filosofica" n. 1. Buono (Good) . <br> <br> <br> <br>
ill., br. L'arte visiva è qui colta dalle origini ai giorni nostri nei suoi sviluppi essenziali; dalle diverse tradizioni espressive, alla emancipazione che contraddistingue la modernità. Pur in questo evidente cambiamento Nicola Vitale riassume, con semplicità e chiarezza, i cicli epocali in cui l'arte sembra ripetere analoghe strutture profonde. La fase nascente (arte greca arcaica, bizantina, moderna) ha caratteristiche reintegrative che riportano la coscienza dell'uomo a una pienezza originaria. Ma nelle fasi successive l'arte occidentale decade, diventando celebrazione mondana, quindi lacerazione e, recentemente, provocazione. Questo ciclo per cui l'arte ricomincia costantemente da capo mette in evidenza come oggi gli strumenti e le modalità con cui si realizza e interpreta l'arte siano inadeguati a comprendere il cambio di paradigma in atto. L'estenuata forma analitica in cui siamo immersi non è infatti commensurabile alle nuove esigenze spontanee di ritrovare una pienezza esistenziale, che nell'arte visiva si esprime con lo splendore delle immagini. Bellezza profonda che prelude, in una forma già compiuta con l'opera di alcuni artisti indipendenti (da Hopper e Balthus come precursori), a una trasformazione radicale della cultura. Nella seconda parte l'autore mette in evidenza quali sono i principali impedimenti ideologici per comprendere tale passaggio, avvenuto da tempo nella scienza, in un sorprendente riavvicinamento tra materie scientifiche e umanistiche, evidente nell'ormai consueto utilizzo da parte di matematici e fisici di criteri estetici per la formalizzazione di teoremi e leggi della natura.
br. Ogni opera d'arte è composta da materiali in cui si trasferiscono le idee e si incorporano le immagini, attraverso specifici procedimenti esecutivi. Le scelte degli artisti e gli stimoli della cultura industriale e postindustriale hanno portato, dall'inizio del secolo XX e fino ai nostri giorni, profondi cambiamenti nei metodi e nelle materie, contribuendo a mutare la configurazione e la nozione stessa di opera: da statica ad animata, da unicum a ripetibile, da compiuta a instabile ed effimera, da immodificabile a processuale e manipolabile, da oggetto di contemplazione a oggetto di partecipazione. Tanto che non si può comprendere la storia dell'arte contemporanea senza riflettere sulle invenzioni tecniche che l'attraversano, via via modificandosi in molteplici diramazioni. Il libro ripercorre i momenti più importanti di questa storia, addentrandosi nelle vicende e nelle esperienze del rapporto tra arte e tecnica, e indicando a studenti e studiosi una serie di percorsi e interpretazioni.
brossura Cosa pensano in sintesi i critici d'arte attuali i quali spesso determinano la fortuna dell'artista e il valore di un'opera d'arte? Beatrice, Bonami, Bonito Oliva, Clair, Daverio, Dorfles Gioni, Pietromarchi, Sgarbi e Vettese vengono confrontati dall'autore in uno scontro appassionato di pareri spesso contrastanti. Quali sono stati i presupposti che hanno contribuito a sviluppare l'arte contemporanea a partire dall'impressionismo fino ai giorni nostri? A cosa volevano opporsi i dadaisti? Cosa volevano manifestare i futuristi con il dinamismo? Quale atmosfera creava la metafisica? Come il cubismo supera le due dimensioni della superficie del quadro? Cosa voleva esternare al pubblico la pop art? Quale rivoluzione si manifesta con l'arte concettuale? Perché la transavanguardia torna alla pittura? Potremo pretendere di capire un'opera d'arte contemporanea senza sapere quali siano i presupposti storici che l'hanno preceduta e cosa ne pensa la critica d'arte?
210x265 pages. Unpaginated. Softcover with dust-jacket. Cover corners and spine edges rubbed. Else in good condition.
ill., br. Il desiderio di Flavio Caroli di risalire alle origini del dialogo tra Oriente e Occidente nasce dalle innumerevoli sollecitazioni del mondo globalizzato: un dialogo, talora divenuto scontro, dalle radici antichissime. Attraverso numerosi esempi dall'antichità a oggi, l'autore traccia una mappa che partendo dall'Impero romano d'Occidente e d'Oriente incontra l'Islam, la cultura ebraica, il buddhismo delle origini e la sua diffusione in India, Cina e Giappone; si sofferma sul Settecento che, con le mode orientaliste in Occidente e l'arrivo di Giuseppe Castiglione in Cina, vede il primo vero scambio culturale fra i due mondi. Nell'Ottocento, con la diffusione delle immagini giapponesi in Occidente e la contemporanea apertura dell'Oriente verso ovest, gli incontri danno vita a un tessuto che si infittisce sempre più, soprattutto dopo Van Gogh, fino ai giorni nostri e alle infinite occasioni di uno scambio planetario.
brossura
ill., br. A partire dalla nascita della nozione dello stile gotico in architettura (opus francigenum), "Arte delle città, arte delle corti" illumina, attraverso la produzione artistica dei principali centri propulsori, gli scambi intercorsi tra l'arte italiana e quella d'Oltralpe dal tardo XII al XIV secolo. Percorsi e rapporti vengono considerati osservando i diversi canali lungo i quali essi hanno viaggiato: l'arte degli ultimi sovrani svevi, il rinnovamento della scultura in Toscana, le scelte della curia pontificia a Roma e i suoi effetti ad Assisi, le arti suntuarie a Siena, la pittura a Firenze e ad Avignone. Tali fenomeni non vengono solo descritti, ma chiariti alla luce dell'attività degli artisti e delle scelte operate dai committenti, offrendo in questo modo uno sguardo sulla situazione dell'arte italiana nel panorama europeo del periodo considerato.
br. "La ricerca della trasversalità è stata sicuramente una costante in tutto il mio ormai lungo percorso intellettuale. Ogni volta che sono stato impegnato (praticamente o teoricamente) in un determinato campo di attività, mi sono sempre chiesto quali siano (o potrebbero essere) le possibili convergenze di questo campo con altri vicini o lontani. Il che mi ha portato spesso, nella mia riflessione, ad andare oltre l'attività che stavo svolgendo. Benché la mia formazione sia stata prevalentemente artistica, devo dire che fin dagli inizi i miei interessi sono andati ben oltre il campo specifico dell'arte. Quanto più forte era il mio impegno nella pratica artistica, tanto più si allargavano i miei interessi verso temi che avevano implicazioni filosofìche, scientifiche e sociologiche. E anche, e non per ultimo, politiche. Infatti, già da molto giovane, la mia preoccupazione (io direi quasi la mia ossessione) era quella di poter contribuire a una visione totale della cultura. Certo, visto con il senno di poi, un simile progetto era allora troppo ambizioso, ma esso di sicuro anticipava, in una certa misura, il mio sempre vivo interesse per ciò che Lei ha chiamato transdisciplinarietà. E che io preferirei chiamare, adottando un'espressione che ha cominciato da poco a circolare, 'terza cultura'. E cioè il tentativo di superare (o almeno rendere meno drastica) la famosa dicotomia tra le scienze 'hard' e quelle 'soft'." (T. Maldonado)
ill., ril. A ?ne 2018 la prima vendita all'asta da Christie's di un'opera d'arte assistita dall'Intelligenza Arti?ciale del gruppo Obvious con conseguente sorpresa, costernazione e disinformazione sulla stampa hanno rivelato quanto sia complessa l'idea dell'intelligenza arti?ciale per il pubblico e per il mondo dell'arte. Un dibattito sfaccettato e di enorme interesse sulla validità della creatività della macchina, sull'identità del vero artista e sulla qualità dei risultati estetici. Filoso?, informatici, storici dell'arte studiosi e artisti si confrontano con domande di fondo: cos'è la creatività? E l'arte? Qual è l'arte?ce e chi è lo spettatore? Le macchine possono essere creative o la creatività è solo una caratteristica umana? Il processo generativo di un sistema di intelligenza arti?ciale può essere quali?cato come creativo e originale? Come giudichiamo le opere d'arte realizzate con la mediazione dell'AI? Possiamo chiamare estetici gli algoritmi che discriminano fra milioni di «opere»? Autori: Alice Barale, Michael Castelle, Mario Klingemann, Marian Mazzone, Vera Minazzi, Caterina Moruzzi, Obvious, Anna Ridler, Georgia Ward Dier.
brossura Il patrimonio culturale è di tutti e dall'essere di tutti e di nessuno il passo è breve, anzi brevissimo. L'intenzione, forse pretenziosa, certamente seria del volume è quella di cercare di "dimostrarne" la necessaria pubblica fruizione e responsabilizzazione affinché tutti se ne prendano cura. La materia di riferimento è il diritto dell'arte e dei beni culturali: disciplina prodigiosa sul piano degli approfondimenti e della messa a giorno di alcune delle questioni cruciali per una comunità, nazionale o locale che sia. Nella piena consapevolezza che serva un approccio multidisciplinare di osservazione (che è ben più della contemplazione per quanto anch'essa fondamentale), di comprensione e di educazione al patrimonio culturale, il volume si occupa dell'analisi del profilo giuridico che lo caratterizza, riferendosi a quel complesso sistema della tutela (penale) previsto dal nostro ordinamento giuridico. In una sezione del volume queste "regole" vengono messe alla prova. La storia e la contemporaneità, infatti, ci mostrano quotidianamente la fragilità dei beni culturali, non solo nelle aree di crisi internazionale o negli episodi più celebri di aggressione, ma ogni giorno nel nostro Paese, nei nostri paesi: ed è qui che si gioca la sfida, forse la più importante e impegnativa, della salvaguardia. Non è un libro solo per gli addetti ai lavori, anche se certamente guarda a coloro che si occupano di tutela e di formazione in materia di beni culturali, ma che si rivolge - attraverso un'architettura "discorsiva- dei contenuti, differenti prospettive di analisi che si confrontano e completano, un linguaggio il più chiaro e piano possibile - a tutti «noi, i cittadini» (S. Settis).
G. W. F. Hegel Arte e morte dell'arte. , Il saggiatore 1979, Brossura ed. Copertina cartonata lievemente sporca. Tagli sporchi di polvere in modo lieve e ingialliti lievemente. Pagine integre. Collana: "Il Saggiatore studio" n° 17. Buono (Good) . <br> <br> <br> <br>
ill., br. Arte e scienza possono trovare un terreno comune? In questo nuovo libro, il premio Nobel Eric Kandel sostiene che la scienza può plasmare il nostro modo di assaporare le opere d'arte e aiutarci a comprenderne il significato. Il riduzionismo, che mira a riportare i concetti scientifici o estetici complessi a componenti più semplici, è stato usato dagli artisti moderni per distillare il loro mondo soggettivo in colore, forma e luce. In particolare, ha guidato la transizione dall'arte figurativa alle prime manifestazioni dell'arte astratta, di cui si vede il riflesso nelle opere di Monet, Kandinsky e Mondrian. Kandel spiega come nel dopoguerra Pollock, de Kooning e Rothko abbiano utilizzato un approccio riduzionista per arrivare al loro espressionismo astratto e come Warhol e altri, partendo dai risultati della "scuola di New York", abbiano reimmaginato l'arte figurativa e minimale. Arricchito da esplicativi disegni del cervello e illustrato da riproduzioni a colori dei capolavori dell'arte moderna, questo libro mette in evidenza i punti di contatto fra scienza e arte e il modo in cui esse si illuminano a vicenda.
br. Quali sono, se esistono, le continuità sociali e culturali, in Italia, nel passaggio tra fascismo e Repubblica, in un momento dunque di profonde discontinuità politico-istituzionali? E come si collegano tra loro, oppure si disgiungono, il primo e secondo Novecento; gli anni trenta e gli anni cinquanta o sessanta? Quali le «rimozioni» della storiografia postbellica o successiva con cui una nuova generazione di studiosi è oggi chiamata a confrontarsi? In questo suo libro, dedicato ai temi della «liturgia politica» considerati sotto profili specificamente storico-artistici, Michele Dantini si sofferma in modo ampio e dettagliato su alcune figure di artisti, critici, intellettuali che sembrano trovarsi ideologicamente agli antipodi nel corso degli anni venti e trenta: Edoardo Persico, ad esempio, la cui attività è ricostruita non solo con riferimento all'arte e all'architettura, ma anche in relazione alla cultura giuridica, storica e religiosa; o Giuseppe Bottai, delle cui politiche a favore dell'arte contemporanea e del patrimonio è proposta un'interpretazione in larga parte inedita. «Organizzatori» di cultura tra i più noti, da Marinetti a Carli, da Gobetti a Suckert-Malaparte, da Soffici a Croce; un poeta come Montale; e studiosi come Lionello Venturi o il giovane Argan ricevono qui nuova luce, mentre artisti considerati «minori» salgono improvvisamente in primo piano - è il caso di Tullio Garbari. D'altra parte nel saggio su Persico, che si conclude con un attento esame dei progetti per allestimento, Dantini pone le premesse per una comprensione più diramata e molteplice di Lucio Fontana, cruciale trait-d'union tra le due metà del secolo se considerato dal punto di vista dell'«arte sacra» e del suo rinnovamento. Nel far questo l'autore intreccia intimamente, poggiando su basi documentarie rigorose, storia dell'arte, storia politica e storia culturale; e dà conto dell'importanza degli studi di Renzo De Felice e scuola per la storia dell'arte. Vengono riprese così, da punti di vista storiografici e critici insieme, le fila di un dialogo interrotto tra discipline.
ill., br. "Nell'odierna storiografia artistica si tende a sorvolare sull'idea di progresso. È un'idea che abbiamo superato, insieme a quella di decadenza. Qualunque universitario al primo anno sa già che Michelangelo non vale più di Giotto, bensì è soltanto diverso. Io sono della stessa opinione, ma mi sembra valga la pena isolare le diverse concezioni dell'idea di progresso che hanno prodotto una certa confusione nel linguaggio." (E. H. Gombrich)