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br. La teoria dei giochi concerne le decisioni in interazione; questo libro ne offre un manuale introduttivo, scritto per essere accessibile ad un pubblico vasto, più ampio di quello legato alle discipline economiche ed è indirizzato anche agli studenti di giurisprudenza e di scienze politiche e, più in generale, a tutti gli studenti delle scienze sociali. "Conflitto, contrattazione, cooperazione e potere. Introduzione alla teoria dei giochi" segue un percorso che va dal non cooperativo al cooperativo; il tratto distintivo del libro risiede nel rilievo dato ai giochi cooperativi ed alle loro applicazioni normative. I temi sono trattati in modo rigoroso e con approfondimenti, ma, al fine di preservare il carattere introduttivo e l'ampiezza del pubblico di riferimento, la matematica è stata utilizzata ad un livello volontariamente limitato ed alcuni difficili sviluppi concettuali non sono stati trattati, quali ad esempio l'informazione incompleta o l'utilità non trasferibile.
A. Del Guercio Conflittualità dell'arte moderna. , Ed. Riuniti 1976, Copertina plastificata sporca lievemente. Tagli impolverati e ingialliti. Pagine ingiallite. Con 40 tavole in b. n. fuori testo. Collana: "Argomenti" n. 66. Buono (Good) . <br> <br> <br> <br>
1965. Lightly worn and rubbed wraps, some age-toning of wraps.. Unmarked, clean, tight, solid. ...
(Codice MT/2331) Documento originale a stampa, cm 49,5x38,5. Cornice allegorica litografata, varie parti compilate a penna recto e verso, varie firme, timbro del reggimento, timbro a secco del ministero della guerra. Otiimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
illustrazioni
In 8, pp. 11 con 1 tav. f.t. rip. Br. ed. Studio sulla legge trapezoidale utilizzata dai costruttori per il calcolo dei muri di sostegno.
(Codice ZA/0143) In 4º ((31,5x23,5 cm)16 pp. Partitura. Testo in 3 lingue. Brossura editoriale, ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
Mm 200x215 " 1st Gropius lecture 1961 ". Brossura originale con copertina a colori, 32 pagine di solo testo. Dedica e lettera autografa dell'autore a noto studioso italiano consevata all'interno del volume. Buone le condizioni complessive, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
163 p. Thick paper covers. Light pencilled underlinings.
(Codice LJ/0026) In 16° (19 cm) 32 pp. Libretto d'opera. Brossura editoriale con macchiette, carta ingiallita. Buon esemplare. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
ill., br. "Ecco finalmente un testo canaglia che per certi versi si rifà ai rimpianti pamphlet di penne polemiste, impertinenti e audaci, testi canaglia oggi scomparsi [...] È essenziale notare che la critica di Landini proviene da un musicista che l'analisi conosce bene. Il suo è un attacco "interno", non sospettabile quindi di non comprendere ciò che egli avversa, come del resto si evince dalla lettura di queste pagine densissime di considerazioni [...] Una delle tesi espresse all'interno della ricchissima riflessione è quella dell'ambiguità della musica, per sua natura enigmatica, da cui discende l'impossibilità di analizzarla se non violentando la sua stessa natura per condurla su un algido piano da laboratorio para-scientifico, quello degli algoritmi dell'analisi musicale della East Coast, la stessa che - secondo Landini - gli italiani avrebbero assimilato e praticato malamente, con italica furbizia e avventata leggerezza..." (dalla postfazione di Renzo Cresti).
br. Non è certo semplice sistematizzare in maniera univoca il lavoro di due autori come il compositore americano Steve Reich e la coreografa fiamminga Anne Teresa De Keersmaeker, la cui unica costante nel modus operandi è quella di rifiutare la propria comfort zone per affrontare la ricerca artistica in maniera libera e sempre mutevole. I due non lavorano né hanno mai lavorato insieme, ognuno ha il suo percorso artistico personale, eppure la loro modalità espressiva ha punti di contatto saldissimi: nelle coreografie della De Keersmaeker i gesti della danza si appropriano delle strutture musicali di Reich per dar vita a una vera e propria fusione sintetica. Questo nesso è il risultato di un comune interesse per la "struttura" indagata come elemento poietico, capace di dare non solo forma, ma anche senso all'opera. Una struttura non intesa come cristallizzazione di forme-immagini ma come processo in continuo divenire.
br. Non è certo semplice sistematizzare in maniera univoca il lavoro di due autori come il compositore americano Steve Reich e la coreografa fiamminga Anne Teresa De Keersmaeker, la cui unica costante nel modus operandi è quella di rifiutare la propria comfort zone per affrontare la ricerca artistica in maniera libera e sempre mutevole. I due non lavorano né hanno mai lavorato insieme, ognuno ha il suo percorso artistico personale, eppure la loro modalità espressiva ha punti di contatto saldissimi: nelle coreografie della De Keersmaeker i gesti della danza si appropriano delle strutture musicali di Reich per dar vita a una vera e propria fusione sintetica. Questo nesso è il risultato di un comune interesse per la "struttura" indagata come elemento poietico, capace di dare non solo forma, ma anche senso all'opera. Una struttura non intesa come cristallizzazione di forme-immagini ma come processo in continuo divenire.
101 S. + Anlagen. 4°. OPp. Stencildruk.
In 8o, pp. 31, br. Vol. III, 1, Fasc. 4¡, Sez. B, della collana Ritmo collana di monografie fondata da Diego Ruiz. Firma di proprietà. Ottimo (4489/MUSICA - TEORIA)
br. Il libro raccoglie, a cura di "Critica liberale", tutti gli articoli e i vari scritti in cui Norberto Bobbio negli ultimi anni della sua vita affrontò, con la profondità e la lungimiranza che lo avevano sempre contraddistinto, il fenomeno del berlusconismo. Nell'impietosa disamina condotta senza alcun livore, ma con rigore scientifico e passione civile, l'autore affronta, all'alba della Seconda Repubblica, temi come il finanziamento di Forza Italia, la sua forma-partito, il falso liberalismo di Berlusconi, le debolezze e le complicità dell'opposizione, il monopolio televisivo, le prime avvisaglie di "larghe intese", le forme vecchie e nuove del dispotismo e del populismo. Leggendo queste pagine il lettore rimpiangerà ancora di più la scomparsa di un grande maestro tanto "omaggiato" quanto inascoltato, e capirà meglio le ragioni del declino dell'Italia.
br. Quella di Giacomo Matteotti è una delle voci che con più forza e più coraggio si levarono contro i soprusi del regime fascista. A distanza di quasi un secolo questo volume esorta a prestarle di nuovo ascolto, riproponendo due documenti molto citati ma poco letti: il discorso del 31 gennaio 1921, quando Matteotti per la prima volta e per primo osò prendere la parola in Parlamento contro il regime, e quello del 30 maggio 1924, quando denunciando i brogli elettorali firmò la propria condanna a morte, inflittagli di lì a pochi giorni per mano di cinque sicari fascisti. Grazie a queste due testimonianze sarà possibile comprendere con maggiore chiarezza un momento cruciale della storia del nostro paese, e riflettere, alla luce di ciò che è stato, su temi che ancora oggi continuano a trovare ampio spazio nel dibattito pubblico. Prefazione di Sergio Luzzatto.
br. Si può affermare che l'idea di Stato in Julius Evola segni il culmine dell'inattualità della sua teorica; nulla di quanto egli afferma concorda né col regime democratico del dopoguerra, né a ben vedere con l'idea moderna di Stato e sovranità. Per Evola, lo Stato, se vero Stato, si fonda sulla trascendenza del principio di sovranità, autorità e legittimità, conseguentemente in esso si manifesta un ordine superiore che si concreta in un potere. Ogni unità politica si caratterizza così per un'idea e un potere che la differenziano da qualunque altra associazione o aggregazione sociale e/o naturale. I caratteri della sovranità, cioè dello Stato, sono quelli dell'assolutezza (infallibilità) e della stabilità (intesa come non derivazione) del principio supremo. Introduzione di Claudio Bonvecchio.
br. Davvero pochi pensatori politici spagnoli sono stati ammirati e detestati in tutta Europa e America come Juan Donoso Cortés. Riscoprire il principio religioso, denunciare la strada senza uscita del progressismo, proclamare che dietro ogni grande questione politica vi è una grande questione teologica, professare che una società che rinuncia alla propria religione presto o tardi perde la propria cultura, enunciare che la storia non ha altro senso se non quello della salvezza, affermare che all'origine dei disordini vi è la dimenticanza del cattolicesimo: da ciò scaturiscono le ragioni profonde, sebbene non confessate, della sua ammirazione o esecrazione. Il nostro mondo postmoderno sembra accettare il declino ineluttabile delle profezie secolarizzate che fino a ieri annunciavano il raggiante futuro dell'uomo moderno. Giudicata arcaica, la critica donosiana dell'individualismo, del collettivismo, dell'economicismo, del materialismo e della grande mescolanza mondialista, oggi è più attuale che mai.
ill., br. Il libro racconta l'attività di Carlo Ludovico Ragghianti all'interno del dibattito architettonico italiano degli anni '50, in cui emerge, con forza, la sua partecipazione non soltanto intellettuale. Attraverso un lavoro di ricerca su fonti primarie e inedite provenienti da diversi fondi archivistici, il volume evidenzia il ruolo-chiave avuto da Ragghianti in alcune vicende fondamentali per lo sviluppo urbanistico e architettonico di tre città a lui care: Lucca, Firenze e Venezia. Gli episodi trattati mettono in luce come Ragghianti sia stato al centro di una rete di personalità disposte a ogni tipo di sforzo per indirizzare le città verso uno sviluppo ponderato, e come egli abbia perseguito tale scopo mediante iniziative e campagne di stampa. Le battaglie di Ragghianti negli anni '50 materializzano una nuova forma di Resistenza "partigiana" contro l'analfabetismo architettonico delle istituzioni locali e nazionali, che andava combattuto con ogni mezzo: politico, accademico, culturale.
br. Mai come adesso l'architettura è di moda. Nelle riviste, nei quotidiani, in televisione le opere delle super-star dell'architettura sono oggetto della curiosità di lettori che prima erano completamente digiuni in materia. Eppure mai come adesso l'architettura è lontana dall'interesse pubblico: incide poco e male sul miglioramento della vita della gente, a volte ne peggiora le condizioni dell'abitare. Questo accade perché l'architettura è diventata un gioco autoreferenziale, incentrata sulla "firma", sulla genialità del singolo architetto, genialità che è quotata nella borsa della moda al pari di un qualunque brand. Gli architetti si rifiugiano in una artisticità che li esclude da qualunque responsabilità. Purtroppo spesso viene affidata loro la trasformazione di interi pezzi di città, trasformazioni che spesso compiono con incompetenza, superficialità e convinti che si tratti di un gioco formale. Ma le città funzionano diversamente: sono il territorio profondo su cui agisce l'inconscio collettivo, sono il luogo delle appartenenze e dei conflitti. Questo libro invita ad abbandonare le "archistar" al loro egoismo e ad accettare che l'architettura abbia esaurito la sua funzione. Oggi c'è bisogno di altro, soprattutto nella situazione di emergenza in cui le città e l'ambiente rischiano di diventare sempre più inabitabili.