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br. Questo volume raccoglie tutti i saggi di carattere politico che Carlo Levi ha scritto negli anni che vanno dal 1922 al 1942. Sono gli anni dell'Italia fascista e dei totalitarismi, la difficile stagione che precede la maturità di uno scrittore che tutti conoscono attraverso il romanazo "Cristo si è fermato a Eboli". In queste pagine il lettore scoprirà un sorprendente filosofo civile che ha guardato la crisi dell'Italia di provincia, di una classe politica che si spaccia per grande esperta e spesso è solo alla disperata ricerca di un posto al sole. Carlo Levi delinea così i deficit culturali di un paese che si crede moderno e che, invece, mostra tutte le proprie inadeguatezze.
Mm. 110x180 Collana "Biblioteca Universale Rizzoli - BUR". Nuova edizione accresciuta con i manoscritti di Madrid. Brossura di 286 pagine con figure in nero nel testo a cura di Augusto Marinoni. Copia ottima. SEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. La raccolta degli "scritti futuristi" di Giacomo Balla offre una delle principali testimonianze sul significato storico dell'avanguardia futurista. Balla è stato uno dei maggiori protagonisti del futurismo italiano, alla stregua di Marinetti e Boccioni. Ma mentre gli scritti di quest'ultimo sono stati già da tempo oggetto di un'antologia e ampiamente diffusi, quelli di Balla sono rimasti in gran parte sconosciuti. Giovanni Lista, specialista del futurismo, riunisce qui testi, manifesti, interviste e corrispondenza dell'artista. Questa raccolta rinnova la lettura critica della teoria, della storia e della pratica attivistica dell'avanguardia italiana. Permette finalmente di comprendere il ruolo di Giacomo Balla, le sue idee e la sua posizione in seno al movimento futurista, oltre a dargli lo spazio che si merita all'interno delle correnti avanguardistiche del XX secolo.
Milano, 1966, in-8, br. Intonso.2222222
AA.VV. Scritti di Storia dell'Arte in onore di Lionello Venturi. , De Luca Editore 1965, Due volumi. Copertine in cartonato, ampia gora all'angolo inferiore di prima e accanto al dorso in quarta in ambedue i volumi. Sovraccoperte plastificate, illustrate, segni di usura ai margini e macchie gialle sulle alette. Tagli bruniti e con fioriture. Macchie gialle nelle guardie anteriori e posteriori Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> <br>
br. Gabriel Albert Aurier (1865-1892), benché scomparso giovanissimo a soli 27 anni, è stato uno degli intellettuali più importanti della fin-de-siècle. Poeta, filosofo, scrittore, teorico e critico d'arte, ha collaborato con le maggiori testate del suo tempo: "Le Moderniste Illustré", "La Revue Encyclopédique", "La Revue indépendante", "Le Décadent" e il famoso "Mercure de France". Tra i suoi numerosi testi, particolare importanza rivestono gli scritti d'arte, i quali affrontano con spirito acuto e spregiudicato (da critico militante) i principali movimenti artistici a lui contemporanei, dall'Impressionismo al Simbolismo, singole personalità d'eccezione come, per esempio, Vincent Van Gogh, oltreché alcune importanti manifestazioni artistiche quali l'Exposition Universelle de Paris del 1899 e i Salon del 1891. Ogni testo è preceduto da un saggio critico che introduce il lettore alla "scoperta" della prosa suggestiva dell'autore francese.
br. «Da Grunewald a Dali, dal Cristo putrefatto all'asino putrefatto, nell'eccesso di certe fermentazioni, in fondo ai più venefici splendori - scriveva René Crevel poco prima di morire nel 1935 -, la pittura ha saputo trovare ed esprimere delle verità nuove che non erano soltanto di ordine pittorico. Ma questo apporto di conoscenze, questo aiuto in vista della trasformazione di un mondo non potrebbero bastare affinché l'uomo munito di pennello aspiri al ruolo di mago che, dopo il Romanticismo, l'uomo di penna ha osato pretendere di essere, non senza rendersi ridicolo. Troppi spettacoli sollecitano gli occhi che sanno vedere affinché vogliano ubriacarsi della bellissima opale corrotta, cielo diurno offerto ai fantasmi della notte, a quei mostri che, secondo Goya, genera il sonno della ragione. Al museo Gustave Moreau, davanti a una tela splendida e tuttavia limitata al suo splendore, basandosi, forse, su ricordi intimi di quel pittore che aveva conosciuto personalmente, il custode pronunciò queste parole che valevano tutti i ragionamenti più o meno teorici: "Si tratta di bella pittura, ma è pittura da egoista". Adesso però non è più il tempo della pittura egoista. Il padre del purismo austero, come amava definirsi, Amedée Ozenfant, deciso a non rinnegare i suoi fratelli maggiori, impressionisti, fauves, cubisti, costruttivisti, astrattisti, le cui opere rappresentano ammirevoli inventari dei metodi dell'arte, sempre pronta comunque a tener conto delle esperienze dell'avanguardia, dichiara che la ricerca della purezza fine a se stessa è un lavoro sterile. Ed esclama: "L'ossessione dell'abisso scavato tra il popolo e se stesso finisce per provocare una vertigine paralizzante". Questo fatto, enunciato sotto una forma antitetica, è sostenuto dalla tesi di André Derain, secondo cui non è compito dell'artista educare il popolo, ma è il popolo che deve educare l'artista. Andando contro tutti gli estetisti, Derain dà ragione al tizio che sta disegnando sui muri con un carboncino, perché considera i graffiti l'origine delle opere più belle e perché ha imparato molto guardando un marinaio che ridipingeva la sua barca, e insiste: "È il popolo che crea le parole e dà a esse spessore, così come è il poeta che gli dà il ritmo".» (Dall'autobiografia di René Crevel)
br. Lucido protagonista della "nuova topografia" americana degli anni settanta, artista costantemente impegnato a decostruire la politica dei luoghi e delle rappresentazioni, sin dai suoi esordi Lewis Baltz ha accompagnato alla ricerca visiva una meditata attività di scrittura critica e autocritica. Le riflessioni raccolte in questo volume illuminano da prospettive differenti la sua opera ultraquarantennale e il contesto transatlantico nel quale si è sviluppata: interventi che hanno affiancato le opere topografiche del primo periodo, narrazioni incorporate nei lavori testo-immagine della fine degli anni ottanta, ma anche una corposa serie di saggi dedicati ad alcuni tra i più importanti fotografi e artisti del Novecento. In questi ultimi l'ascolto dell'enigmatica materialità delle opere si fonde con un ragionare secco e disincantato sulla loro adeguatezza culturale e, infine, politica. Rientrano in tale filone gli scritti dedicati a Walker Evans, Edward Weston, Robert Adams, Michael Schmidt, Allan Sekula, Thomas Ruff e Jeff Wall, che in modi diversi interrogano le possibilità e i limiti delle pratiche fotografiche di stampo modernista; in alcuni passi affiorano inoltre circostanziati apprezzamenti di artisti come Krzysztof Wodiczko, Felix Conzàlez-Torres, Barry Le Va, Chris Burden, James Turrell, Robert Irwin, John McLaughlin e Alessandro Laita, con i quali Baltz ha condiviso aspetti cruciali della ricerca e, in diversi casi, della propria biografia...
ill., br. Questo volume raccoglie una serie di scritti teorici (manifesti, riflessioni tecniche sulle arti plastiche, trattati filosofici) di Kazimir Malevic (1879-1935), artista tra i più originali dell'avanguardia del primo Novecento. Le sue pagine, che rendono conto delle innovazioni rivoluzionarie apportate da Malevic, all'insegna di un'arte figurativa imperniata sulle forme non-oggettive, costituiscono anche il nucleo di un sistema di pensiero universale che, in qualche modo, sintetizza le suggestioni proprie di tutta un'epoca fitta di cruciali sconvolgimenti, in Russia e fuori di Russia. I testi sono raggruppati in tre sezioni che segnano i tre momenti nodali della parabola umana e creativa di Malevic: l'invenzione del suo sistema pittorico, il suprematismo, e la sua evoluzione tra il 1915 e il 1923; l'integrazione del pensiero suprematista nella vita (l'azione socio-politica della nuova arte, cara a tutto il modernismo russo, con il suo anelito sintetico); la sublimazione dell'idea suprematista in sistema filosofico, quando Malevic, per l'appunto, fece sì che la sua pittura cedesse il passo alla speculazione e alla formulazione teorica sulla pagina scritta, unico mezzo per raggiungere un'astrazione completa e totale. I testi sono preceduti da un'introduzione dello storico dell'arte Andrei Nakov, che illustra il contesto culturale che fece da sfondo al debutto di Malevic e all'evoluzione della sua estetica.
brossura «Penso ai miei dipinti come a opere teatrali: le forme che appaiono sono gli attori sul palcoscenico. Nascono dall'esigenza di trovare un gruppo di interpreti in grado di muoversi sulla scena senza imbarazzo e di compiere gesti teatrali senza vergogna. Non è possibile prevedere né descrivere in anticipo quale sarà l'azione o chi saranno gli attori. Tutto ha inizio come in un'avventura sconosciuta, in un mondo mai veduto prima. È solo nel momento del compimento di questa avventura che ci rendiamo conto, come per un'illuminazione improvvisa, che ciò che si è concretizzato sulla scena è proprio quello che deve concretizzarsi. Tutti i programmi, tutti i concetti che avevamo all'inizio erano solo una via di uscita che ci ha permesso di abbandonare il mondo da cui questi stessi concetti hanno avuto origine.» Con uno scritto di Michel Butor.
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270x210 mm. 158 pages. Softcover. Cover corners and edges slightly worn. Spine edges slightly worn. Else in good condition.
ill., br. Quella di Leonard Bernstein, compositore e direttore d'orchestra statunitense tra i più innovativi e travolgenti, è stata un'opera di scavo nella cultura musicale e sociale durata cinquant'anni, dalle astrazioni delle "Piano Variations" di Aaron Copland del 1930, alle lotte fra gang nella New York anni cinquanta di "West Side Story", all'evaporazione delle avanguardie agli albori degli ottanta, passando per il terrore nucleare, la lotta per i diritti civili, la Guerra fredda, la strage in Vietnam. All'apice della popolarità, Bernstein si ferma a raccogliere i suoi scritti e crea un mosaico di immagini e suoni, vite e vicende che restituiscono il volto radicale dell'America, un ritratto vivido in cui la storia civile confluisce in quella musicale e la musica si fa strumento di trasformazione della civiltà. Ne le "Scoperte" il compositore esplora i continenti antichi della musica classica, le nuove città del pop e gli edifici in chiaroscuro del jazz. Da ogni scoperta affiorano infinite storie, ricordi personali e interpretazioni collettive: memorie che attingono all'infanzia, alla vita famigliare e alla precoce educazione musicale, come ai fatti di cronaca, ai drammi e alle rivoluzioni che hanno segnato il Novecento, o ancora analisi illuminanti sui maestri di sempre, Beethoven e Mahler, Mozart e Stravinsky, ma anche Koussevitzky e Copland. Senza mai perdere di vista i veri destinatari della sua arte: i giovani, a cui Bernstein dedica musiche, ascolti, lezioni, concerti, in un costante e trascinante coinvolgimento. "Scoperte" è per Bernstein anche un'occasione per ripercorrere i momenti cruciali della propria carriera, attraverso teatri indimenticabili e incontri straordinari, opere di successo come "West Side Story", "Candide" e "On the Town" e pietre miliari come "Kaddish". E, infine, per aprire ai lettori lo scrigno prezioso in cui ha accumulato negli anni documenti, lettere, poesie, scritti critici, fotografie intime che restituiscono oggi il ritratto di un compositore e uomo formidabile, un cittadino del mondo che ci chiede di ammirare insieme a lui la bellezza che si cela dietro ogni scoperta.
br. Questo manuale, che raccoglie i contributi di alcuni fra i più eminenti studiosi della scienza politica a livello internazionale, offre un'introduzione solida e aggiornata alla disciplina. Il volume discute i principali metodi e teorie della scienza politica e analizza le istituzioni, gli attori, i processi e le politiche che caratterizzano i vari sistemi politici nazionali, abbracciando un gran numero di paesi. La qualità dei contenuti e l'estensione dell'analisi mettono a disposizione degli studenti uno strumento per avviarsi allo studio dei fenomeni politici in una prospettiva di ampio respiro. La nuova edizione, ampiamente rivista e integrata da quattro capitoli disponibili online, tiene conto degli aggiornamenti apportati all'edizione originale.
br. Il volume, qui presentato in una nuova edizione aggiornata, offre una panoramica completa delle tematiche costitutive della scienza politica. I primi capitoli propongono una definizione della disciplina, delineandone l'oggetto, il metodo e le linee evolutive. Sono poi analizzati le grandi architetture della politica, i regimi, la loro successione storica, e ancora i repertori e gli attori della partecipazione politica. Si passa quindi a descrivere le principali istituzioni della democrazia rappresentativa e ad esaminare il versante della implementazione delle politiche pubbliche. Infine, si dà conto della dimensione tipica dello stato nazionale e delle sue interazioni con l'esterno.
(Codice CW/7048) In 8º (24 cm) 192 pp. Prima edizione. Brossura originale, ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
brossura Se ciò che il nostro occhio rileva e trasforma in stimoli nervosi è legato a processi fisiologici relativamente ben conosciuti, quello che noi effettivamente "vediamo" è dovuto a fenomeni psichici di estrema complessità, che da millenni sono al centro delle riflessioni di filosofi, artisti e scienziati. Questo libro, rivolto in primo luogo a designer, grafici e architetti, ma di affascinante lettura per chiunque si interessi di comunicazione, illustra gli elementi fondamentali per comprendere i meccanismi della percezione visiva. Il filo conduttore di questo viaggio nel mondo psicopercettivo è il contenuto di un corso universitario tenuto per molti anni dall'autore; un corso che il suo inventore, Nino Di Salvatore, già negli anni Cinquanta aveva battezzato "Scienza della Visione". Forma, spazio, Gestalt, chiusura, illusione, prospettiva, ritmo; sono solo alcuni dei temi del libro, analizzati in modo pratico, con dovizia di esempi illustrativi, e inseriti in una fitta rete di riferimenti che spaziano dalla psicologia all'estetica, dalla storia dell'arte al design. Ogni argomento, infine, è accompagnato da "esercizi di percezione visiva" che integrano la creatività con la sperimentazione.
Torino, Boringhieri, 1961, in-8, brossura editoriale, pp. 161. Buone condizioni.
Come perfezionarela vostra tecnica secondo l'esempio dei campioni degli anni '60. Autori Georges Joubert e Jean Vuarnet, uno dei più grandi discesisti.Volume in ottime condizioni, rilegato con sovraccoperta. Rilegato
(Codice MC/1704) In 4° (33x24 cm) 136 pp. Lingua: tedesco. Illustrazioni a colori e in nero, insegne alla sguardia. Ex libris. Cartone editoriale a colori, ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
170 S. 8°. OBrosch.