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brossura La pandemia Covid-19 ha messo alla prova l'intero pianeta. Il mondo dei processi accelerati; il mondo tecnologico del tempo reale; il mondo irresponsabile, disabituato a pensare in modo riflessivo, ha fatto esperienza dell'impreparazione a sostenere un'aggressione ben più rapida di lui. Un evento tutt'altro che imprevedibile, tutt'altro che impossibile da prevenire, ha posto l'uomo tecnologico di fronte al suo stato di regressione cognitiva.
br. Nella sciagura di una pandemia che non ha risparmiato nessun angolo della Terra, il caso della provincia di Bergamo costituisce una tragica anomalia. Lo si comprende facilmente anche solo con un dato numerico, +464% dei decessi rispetto alla media degli anni precedenti, l'incremento più alto al mondo. E lo abbiamo compreso tutti anche troppo facilmente dalle immagini dell'ospedale Papa Giovanni XXIII trasformato in una bolgia infernale o da quelle dei camion militari carichi di bare che portavano i defunti fuori dalla regione perché i forni crematori non riuscivano a sostenere il ritmo. Tutto questo è accaduto in una delle zone più prospere d'Italia dove si pensava inoltre di poter contare su un sistema sanitario d'eccellenza, quello lombardo. Come è stato possibile? Dopo aver seguito in diretta, giorno dopo giorno, l'emergenza, Imarisio, Ravizza e Sarzanini sono tornati in Val Seriana, ad Alzano Lombardo, a Nembro e nella stessa Bergamo per riprendere le fila di quanto è successo, rintracciando responsabilità ed errori di quella che non è stata una fatalità. A questo scopo recuperano le testimonianze dei medici di base che già all'inizio di gennaio avevano lanciato i primi allarmi rimasti inascoltati, ricostruiscono, ora dopo ora, gesti e (talvolta mancate) scelte che hanno fatto dell'ospedale di Alzano il più terrificante detonatore del virus e poi, a seguire, raccontano il colpevole rimpallo delle decisioni mentre la gente si ammalava e moriva. A tutto questo aggiungono le storie toccanti di chi invece non ha avuto paura di sacrificarsi per salvare vite altrui e le drammatiche voci inedite di chi ha perso i propri cari in una condizione di assoluto abbandono, impensabile nel XXI secolo. I fatti di Bergamo non possono essere dimenticati. Questo libro, accuratamente documentato, li fotografa e cerca di interpretarli nella speranza che in futuro non vengano più commessi gli stessi errori che li hanno provocati.
br. «Che fine hanno fatto i bambini?» chiedevano alcuni striscioni comparsi in diverse città italiane durante il primo lockdown, quando le scuole erano chiuse e i ragazzi erano spariti dal discorso pubblico. Quando il presidente del Consiglio e il comitato scientifico avevano dimenticato di decidere se un bambino, accompagnato, potesse fare almeno un giro intorno al palazzo, capire che il mondo non era scomparso, avere un'idea di quel che stava accadendo davvero. Annalisa Cuzzocrea, inviata di Repubblica, mamma di Carlo e Chiara, ha deciso di indagare sul perché bambini e i ragazzi non siano stati visti dal governo alle prese con l'emergenza Covid-19. Perché siano serviti mesi prima di rendersi conto di quanto pesante sarebbe stata la conseguenza della chiusura delle scuole, dell'isolamento nelle case, soprattutto per i più fragili e per chi vive in contesti difficili. Attraverso il dialogo con psicologi, scrittori, economisti, demografi, sociologi, registi, insegnanti, genitori, nel viaggio che la porta fino ai Quartieri spagnoli di Napoli e dentro la sezione nido del carcere di Rebibbia, l'autrice scopre le ragioni di fondo dell'invisibilità di infanzia e adolescenza nel nostro Paese. Dove le esigenze e i diritti dei più piccoli, dei più giovani, vengono sempre dopo. Messe dallo Stato a piè di lista, mentre troppo, quasi tutto, si delega alle famiglie di appartenenza. I bambini sono considerati "bagagli appresso" dei genitori, appendici affidate alle loro cure, non cittadini degli spazi che abitano, quasi mai pensati per chi ha meno di 18 anni. È solo un problema politico o è anche e soprattutto un problema culturale? Perché l'Italia stenta a vedere i suoi figli per quello che sono, e si limita a studiarli attraverso quello che consumano? Se tutto è affidato alla famiglia, cosa si fa dove l'ambiente d'origine non funziona, non aiuta, non permette di "fiorire"? "Che fine hanno fatto i bambini" è un testo necessario per capire cosa ci stiamo perdendo, come stiamo mettendo in pericolo il nostro futuro. E da dove bisogna ripartire. Un saggio a più voci, grazie ai contributi di Annalena Benini, Nadia Terranova, Giacomo Papi, Francesca Archibugi, Viola Ardone, Silvia Vegetti Finzi, Matteo Lancini, Chiara Saraceno, Alessandra Casarico, Alessandro Rosina, Wilma Mosca, Bruna Mazzoncini, Rachele Furfaro, Luigi Manconi.
19275017CJena:, Gustav Fischer., 1927. ca. 24cm x 16,5cm. 182 S. Original Broschur mit Rücken- und Deckeltitel. Seiten wenig gerändert, leichte Gebrauchsspuren, unbeschnitten.
1942339BBerlin, Wien:, Urban & Schwarzenberg, 1942. 4°. XVI,717 S. Original Halbleinwand mit Rücken- und Deckeltitel. 1.(von 2). 6. vermehrte und verbesserte Auflage. Einband leicht berieben, Ecken und Kanten etwas bestoßen, innen sauber und gut erhalten.
20099089JOHN LIBBEY 2009 120 pages 14 8x1x21 8cm. 2009. Broché. 120 pages. Il s'agit du numéro 4 du volume 26 (décembre 2008) de la revue trimestrielle 'Sciences Sociales et Santé' publiée avec le concours du CNRS. Ce numéro spécifique traite principalement de deux thèmes : l'épidémiologie environnementale et les brevets pharmaceutiques et l'accès aux médicaments
ril. «Sarò brutale: il Covid ce lo siamo, in parte, andati a cercare. Evitare una futura pandemia sta solo a noi, alla nostra volontà e al nostro senso di responsabilità». Siamo ancora dentro la pandemia, eppure nuove e importanti sfide aspettano la scienza e la medicina in particolare. Il Covid-19 non è il nostro unico problema. In questi anni i batteri, i virus, i funghi, i protozoi, che fanno meno paura di un tumore o una gamba rotta, sono diventati sempre più potenti. Sono loro i veri padroni del mondo, ci precedono e a noi sopravvivono. Sono con noi anche dove pensiamo di essere al sicuro, perfino nei luoghi sterili. E siamo stati noi a renderli più pericolosi con le nostre abitudini. Con un uso (o un abuso) sconsiderato degli antibiotici, anche solo per un banale mal di gola o qualche lineetta di temperatura. Questi farmaci, che hanno contribuito a portare l'aspettativa di vita media oltre gli ottanta anni, rischiano di non funzionare più. Come si può, allora, convivere con questi nemici invisibili? Quali rimedi o accortezze ci offre la medicina? Bisogna capire cosa fare, cambiare il presente per salvare il futuro, perché le nostre scelte condizioneranno in maniera irreversibile la vita delle prossime generazioni. Matteo Bassetti, volto notissimo in televisione (e sotto scorta per le minacce dei no vax), oltre che scienziato di fama internazionale, ci porta dentro la prossima emergenza sanitaria. Alternando vicende autobiografiche e riflessioni con i numeri alla mano, "Il mondo è dei microbi" è una guida chiara e accessibile, capace di spiegare in forma semplice le complessità di una materia con cui tutti stiamo facendo i conti.
ill., ril. Dall'"emergenza sbarchi" all'"emergenza coronavirus", le migrazioni non hanno mai smesso di restare al centro delle cronache. I popoli hanno continuato a muoversi e ad attraversare il Mediterraneo nonostante fossero al corrente della pandemia che stava investendo i paesi di primo approdo così come il resto del mondo. Perché chi fugge ha solo un obiettivo: sopravvivere. Angela Caponnetto, inviata di RaiNews24, in questi anni ha seguito il fenomeno dei flussi migratori, soprattutto attraverso il Mediterraneo. Uomini, donne, bambini che decidono di mettersi in viaggio per approdare in Europa. Le persone incontrate sui moli agli sbarchi, nei centri di accoglienza, in mare sulle navi militari e delle ONG, nei villaggi in Africa, escono così dalla lista dei numeri, delle statistiche e diventano, con il loro personale vissuto, testimoni di un fenomeno a carattere universale. Dai bambini che viaggiano da soli al giovane ivoriano scaraventato contro la sua volontà su un gommone e trasferito in un centro di accoglienza nel profondo Nord dopo l'approdo in Sicilia; dalla forza e capacità di rinascita delle donne migranti allo sfinimento fisico e psichico degli uomini in divisa costretti a raccogliere quel che resta dei cadaveri in mare, fino a quel microcosmo lampedusano dove si vive una realtà che sembra dissociata dal resto del mondo. "Attraverso i tuoi occhi" è un resoconto che dimostra come una risata strappata a un bambino salvato dal mare o i sogni di una ragazza sopravvissuta alle torture valgano più delle paure e delle reticenze dei paesi e dei popoli che alzano muri e che la solidarietà è un valore prezioso. Soprattutto quando - come ai tempi del coronavirus - si è tutti sulla stessa barca.
ril. La gestione della pandemia di Covid-19 lascerà un'impronta minacciosa e duratura sul futuro dell'umanità, al di là degli aspetti sanitari. In questo libro Diego Fusaro, filosofo del "pensare altrimenti" e celebre voce fuori dal coro nel dibattito italiano, mostra come l'emergenza sia diventata un vero e proprio metodo di governo. Il potere sfrutta la paura del contagio per ristrutturare in senso oligarchico e autoritario tanto la società quanto l'economia e la politica. Mentre diritti e libertà fondamentali vengono sospesi. Le classi dominanti hanno approfittato dell'emergenza epidemiologica per accelerare tutti i processi già avviati nella globalizzazione capitalistica: il superamento delle già fragili democrazie parlamentari, la neutralizzazione del dissenso, la riorganizzazione autoritaria dei rapporti di forza, la distruzione programmatica delle classi lavoratrici e dei ceti medi all'ombra dei signori della finanza e dei colossi dell'e-commerce e del web.
brossura Mai capitata una catastrofe come quella del Covid19. Mai capitata tuttavia nemmeno l'inettitudine conclamata di una pretesa classe dirigente ad affrontarla. Questo almeno per la scuola. Il testo, quasi un diario critico, argomenta questi severi giudizi, mostrando come non siano affatto ingenerosi, ma, purtroppo, referenziali. Se solo ci si allontanasse dalla faziosità politica e si superasse la "sindrome dell'elefante in casa", tutti dovrebbero infatti riconoscere che se, davvero, non a parole d'ordine declamate stentoree per qualche voto in più, la scuola fosse ritenuta «un asset decisivo per il futuro del paese» meriterebbe di essere trattata in modo molto diverso da come si è fatto. Tutto per resistenza, poco o nulla per resilienza, niente, ed è questo il punto, con la plasticità innovativa indispensabile per non far naufragare una nave già malconcia e senza bussola. Poiché spes ultima dea, l'autore si aggrappa ai debiti del Recovery fund come ultima campanella per progettare interventi che possano segnare un'inversione di tendenza nella crisi strutturale della scuola italiana che la pratica sociale e politica all'abbandono autoreferenziale ha moltiplicato negli ultimi decenni.
brossura L'emergenza nata con l'epidemia da Covid-19 sembra poter giustificare ogni arbitrio, pretendendo di basarsi sul possesso di verità scientifiche incontrovertibili. Ma chi crede di possedere la verità è nemico del dubbio, del dialogo, della discussione. Esperti e autorità stanno finalmente riconoscendo che qualcosa non torna nel bilancio di morti e positivi su cui hanno costruito una narrativa funzionale alla instaurazione di un regime di emergenza continuata. Ma dietro tutto questo - partendo da come è nato il virus tra le nebbie di Wuhan fino a come ci si è attrezzati per affrontarlo - crescono dubbi e preoccupazioni. Nel frattempo, mentre l'epidemia procede per suo conto sfornando varianti meno aggressive, stanno emergendo dati nuovi che suscitano inquietudine circa gli effetti avversi da vaccino, in special modo se riferiti alle fasce più giovani della popolazione, quelle che - per definizione - meno hanno da temere dall'infezione da Covid-19. Qualcuno dovrà risponderne. Dovrà decodificarne ogni aspetto. Ci attende un vero e proprio tsunami di disperate razionalizzazioni, faticose negazioni, spudorati tentativi di modificare le responsabilità e altre forme di inverosimili tentativi di difesa dell'indifendibile. Ma alla fine, la verità salterà fuori. Con un saggio di Massimo Cacciari.
ril. Forse mai come in questo momento storico ci siamo trovati a riflettere, come individui e come società, sul problema più importante che possiamo immaginare: la sopravvivenza dell'umanità. In questo suo primo libro, Dan Carlin, il creatore di una delle serie di podcast più famose del mondo - Hardcore History - analizza alcuni dei momenti più complessi della storia dell'uomo per aiutarci a capire le sfide del presente e del futuro. Vivere in tempi difficili ci rende più forti? Come reagirebbe la società se venisse colpita da un'epidemia come quelle che hanno decimato la popolazione nel corso dei secoli? Gli esseri umani sono in grado di gestire le armi che hanno creato senza causare la propria estinzione? La tecnologia raggiungerà il picco delle sue capacità e comincerà a regredire? Il nostro mondo diventerà un cumulo di rovine che gli archeologi del futuro potranno scavare e studiare? Nessuno conosce le risposte a queste domande, ma nessuno riesce a porle in maniera avvincente come fa Dan Carlin: in un sapiente mix di conoscenze storiche, ipotesi ardite e magistrale storytelling che mette in connessione il nostro passato e il nostro futuro. Ispirato alla sua popolarissima serie di podcast, "A un passo dalla fine" analizza il modo in cui guardiamo alla Storia e a noi stessi e ci mostra come il nostro passato possa condizionare direttamente il nostro tormentato presente.
br. Le riflessioni contenute nel volume sono passibili di letture diverse, partendo dalle osservazioni di quanti hanno voluto cimentarsi con la sfida di tradurre narrativamente la propria esperienza pandemica. Raccontarsi è comprendere i propri pensieri, le interazioni nell'agito quotidiano sospeso tra passato e futuro, tra memoria e previsione, forse prendere consapevolezza del senso della vita nelle spire del comune destino. È con questi intendimenti che si aprono queste narrazioni di pandemia, osservate emotivamente come introspezioni soggettive e sociologicamente nelle loro dimensioni sociali.
ill., br. Il volume propone una chiara analisi dei fattori che si sono rivelati cruciali nel determinare le azioni dei sistemi sanitari e sociosanitari - sia nazionale sia regionali - per fronteggiare la pandemia da Covid-19: la prevenzione, l'apporto strategico del volontariato, la sanità digitale, la semplificazione dell'azione amministrativa, per citarne alcuni. Ampio spazio è dedicato anche all'analisi dei cambiamenti già in agenda, ai quali l'emergenza ha imposto una forte accelerazione. Scopo degli autori è trarre dall'esperienza vissuta spunti utili e concreti per innovare e migliorare, nel prossimo futuro, il Servizio sanitario nazionale.
br. "Azadi" è la parola urdu per libertà: un inno, una preghiera. Ma anche un grido che ha invaso le strade del Kashmir - contro quella che è considerata l'occupazione indiana - e che poi ha trovato eco per le strade dell'India nella voce degli oppositori al nazionalismo indù. Nel momento in cui Arundhati Roy ha iniziato a chiedersi se ci fosse un collegamento tra queste due richieste di libertà, le strade e le piazze di tutto il mondo si sono zittite di fronte a un nemico invisibile e potentissimo, il Covid-19, che ha fermato l'intero pianeta come niente altro prima, rivelandone le ingiustizie e le contraddizioni. Tuttavia, sostiene l'autrice, ogni pandemia è un portale verso una realtà alternativa, un'occasione per ripensare il presente che ci siamo costruiti. Possiamo decidere di attraversarlo portandoci dietro le nostre guerre, i pregiudizi, gli odi, i fiumi e le foreste agonizzanti, nel desiderio di tornare alla normalità. Oppure possiamo attraversarlo alleggeriti, pronti a mettere in dubbio i valori che abbiamo seguito fino a oggi. In questo nuovo libro, Arundhati Roy ci spinge a riflettere sul significato della parola libertà all'interno di società sempre più autoritarie e a immaginare un mondo nuovo. Un libro che, insieme a noi, ha attraversato il portale della pandemia.
br. Le storie autentiche di fatica, di disperazione, di coraggio e di forza, scritte dai protagonisti quando il bisogno di comunicare il dolore, l'angoscia e la fatica era impellente. Storie spesso affidate, con semplicità e urgenza, ai post di un gruppo chiuso su Facebook, che nasce subito dopo lo scoppio della pandemia con l'iniziale intento di scambiarsi informazioni professionali utili, a cui nel corso di pochi giorni arrivano ad iscriversi 100.000 medici. Postfazione di Andrea Vitali.
br. Quale impatto ha avuto l'emergenza Covid-19 sulla vita degli italiani e come influenzerà il loro futuro? Quali cambiamenti seguiranno alla pandemia? La politica riuscirà a rispondere in modo adeguato alle esigenze dei cittadini? Cosa porteranno con sè gli adolescenti di questo tragico periodo e come reagiranno alle sfide future? Gli esperti cercano di rispondere a questi interrogativi.
18686516CPrag:, Reichenecker., 1868. 8° (ca. 23 x 15,5 cm). (4)114, 132, 32, 10 Seiten, mit 12 Holzschnitten; 228, 112, 10, 4 Seiten. Halbleder der Zeit. Dreikant-Farbschnitt. 2 Bände in 1 Band. Einband mit Randläsuren, Rücken fehlt, Deckel gelockert, handschriftliche Signatur auf Vorsatzspiegel, Bibliotheksstempel auf Titelblatt. Seiten papierbedingt unterschiedlich gegilbt und lichtrandig. Insgesamt noch guter Zustand. (= Vierteljahrschrift für die praktische Heilkunde. 25,2 = 98. Bd. und 25,3 = 99. Bd.).
194427483BBerlin:, Springer., 1944. Gr.8°. 254 S. Neuere Halbleinwand mit goldgeprägtem Rückentitel. Minimnale Stauchung am Rücken, Titel papierbedingt gegilbt, letzte Seiten an oberer Ecke etwas angeknittert, sonst in gutem Zustand.
190717187ABerlin:, Bernstein., 1907. 14 S. Schlichtes Leinen. Alte Bibliotheks-Vermerke und -Stempel, berieben, etwas fleckig, insgesamt ordentlicher Zustand.
192631121AWien:, Perles., 1926. Gr.8°. S. 180-280. Original Karton mit Deckeltitel. Einband etwas berieben. Eigentums-Stempel auf Deckeltitel, etwas gerändert mit kleinen Fehlstellen. Innen papierbedingt etwas gegilbt, durchgehend Ecken etwas gestaucht, sonst noch in Ordnung.
196214576BLeipzig:, Barth., 1962. Gr.8°. 131 S. Original Karton mit Rücken- und Deckeltitel. [3 Warenabbildungen] Einband leicht berieben und am Rücken geklebt, Bibliotheks-Stempel auf Reihentitel verso, sonst in gutem Zustand. (=Beiträge zur Hygiene und Epidemiologie. Herausgegeben von H. Habs und J. Kathe. Heft 17).
br. Una pandemia organizzata ad arte? Qual è stato il ruolo giocato dai media? Quali le conseguenze su economia e finanza? Come si è trasformata la nostra vita quotidiana? Stiamo entrando in una società del controllo? Il "giallo del Coronavirus" cerca di rispondere a queste domande raccontando l'epidemia e i suoi effetti. Siamo dentro una realtà che parrebbe fantasia, siamo i protagonisti di una anti-utopia che ci fa presagire un futuro indesiderabile e spaventoso. Questo libro si pone su diversi piani di lettura, che convergono però nella capacità di immunizzarci dalla unilateralità e ottusità del presente, per cui c'è solo la paura del virus che fa ancora da schermo alla presa di coscienza della realtà, ma non per tutti e sempre meno. A costoro si rivolge Sonia Savioli, con un giallo che si contamina con il romanzo storico, che pagina dopo pagina intende mostrarci che siamo tutti minacciati.
br. I retroscena di un evento epocale che ha trasformato radicalmente lo scenario internazionale e la vita di tutti noi. A poco più di un anno dall'inizio della pandemia, il gran numero di prove, testimonianze, indizi e molte delle incredibili coincidenze raccolte in questa indagine accurata consentono una ricostruzione degli eventi completamente diversa da quella diffusa dai mezzi di comunicazione di massa. Marco Pizzuti non si limita a indagare sui dubbi sollevati dalla versione ufficiale dell'epidemia da Coronavirus, ma osa indicarne lo scopo finale.
19201209572Leipzig, 1920. 1 Bl., 15, (3) S. m. 6 Tabellen.