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(Lipsia, Gleditsch, 1771) estratto con copertina posticcia muta, pp. 212/223 - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
Paperback. Ex-library. Library stickers to spine and half title page. Text is clean, tight and bright. Used
br. Tutte le fragilità emerse nella primavera del 2020 intorno al Covid-19 necessitano di un'analisi critica. Il disastroso collasso ecologico, il terrore dettato dal disciplinamento politico e mediatico, il conseguente distanziamento sociale, la dissoluzione del corpo collettivo di cui il lato medico-sociale è solo una delle tante peculiarità, fanno capire che quello che è avvenuto è molto di più di un'epidemia e determinerà irreversibilmente l'intero XXI secolo. Questo libro, focalizzandosi sui corpi e il loro confino, non racconta solo il presente ma anche il futuro, le sue radici e i conflitti possibili. Autori: Afshin Kaveh, Alberto Giovanni Biuso, Xenia Chiaramonte, Cristiano Sabino, Nicoletta Poidimani, Elisabetta Teghil.
XIV, 754 p.; 25 cm. Hardcover with dj. Fine
brossura Un dialogo con il lettore in tempi di Coronavirus, magari immaginando d'essere in spiaggia sotto l'ombrellone, oppure su una comoda poltrona di casa. Una chiacchierata tra amici oppure una simpatica conversazione a telefono in questo periodo di forzato isolamento imposto dal Dpcm, contenente misure per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19. È forse tutta colpa della pandemia? A te lettore, chiedo cortesemente, di seguirmi, per condurti possibilmente nel mondo dei ragionamenti, delle semplici piacevoli astrazioni. Se questo libro ha un senso, un contenuto avventuroso, possibilmente intrigante, pratico o astratto? Lo dico subito. Non ho intenzione di svelare, in anticipo alcunché! Se tu amico mi farai compagnia in questo percorso, alla fine, magari avrai di che riflettere e forse ti sarai pure distratto un po'!
br. Quattordici storie dentro la quarantena, quattordici donne protagoniste dell'emergenza e della ripartenza, con le loro vite e il loro sguardo sull'Italia ai tempi del Covid-19. C'è Barbara, anestesista, e il suo grido d'accusa - «C'è troppa gente in giro!» - mentre negli ospedali si muore e mancano i respiratori e i posti letto; c'è Nicole, psicologa, che ascolta i fantasmi degli operatori sanitari a fine turno; Lucia, fisico medico, che guarda la pandemia - e l'Italia - dalla Cina; Rosanna, che festeggia dietro a un vetro i suoi ottantasei anni, ma quando sente una sirena torna bambina, è di nuovo il 1943. E poi c'è Irene, sei anni, la casa dei nonni che sembra "scomparsa" dal pianerottolo e c'è Cinzia, che vede le sue donne partorire sempre più sole. Voci di lotta e di resistenza raccontate da Veronica Passeri, storie vere che ripercorrono la grande sofferenza e la bellezza nascosta degli ultimi mesi. Prefazione di Giovanna Botteri.
Milano, Vallardi, 1921, in-16, br., pp. 123, (5). Con 19 figure nel testo.
br. «Un viaggio doloroso ma pieno anche di speranza tra le testimonianze di un gruppo di "vedove Covid", di cui faccio parte. I ricordi strazianti di un arco temporale che va dall'inizio della malattia dei nostri uomini fino al loro ultimo respiro nella solitudine di un freddo letto di ospedale. Siamo donne diverse per età, provenienza geografica, cultura. Donne dalle diverse personalità; alcune forti, determinate, arrabbiate, altre deboli, fragili, piene di dubbi e sensi di colpa. Donne autentiche che, attraverso ricordi passati e speranze future, desiderano mantenere aperte e vive le domande più vere del nostro cuore sul senso del vivere e del morire. In quest'ottica anche la nostra sofferenza e il sacrificio estremo dei nostri compagni non sono persi, ma possono essere il principio di una vita vera. Scrive Emmanuel Mounier nelle sue Lettere sul dolore: "Nessuna luce ci può essere data senza questa notte". Un libro di auto-mutuo aiuto che svela un esperimento sociale senza precedenti, perché ciò che ci ha travolte è senza precedenti». Francesca Vocino. Prefazione Mariapia Veladiano. Postfazione Tiziana Giardoni.
br. Una raccolta di articoli scientifici scritti in stile semplice e divulgativo, condivisi col gruppo di studio Rete La Fenice con Bonaviri e con un team di ricercatori, esperti, tecnici. Articoli già pubblicati sui nostri social politici, rimasti volutamente datati, anticipatori dei drammatici eventi che avvenivano nel lockdown anche per alleviare solitudine, paure, sofferenza causata dal virus insidioso e sconosciuto e dalla poca chiarezza dell'informazione. Un lavoro sempre condiviso con i nostri interlocutori e militanti, una strategia di rilancio Sistema Italia e del suo entroterra attraverso buone prassi amministrative per una politica innovativa. Un lavoro ispirato all'Area Vasta Smart che rappresenta il primo pattern italiano di infrastruttura virtuosa e virtuale, che accogliere le sfide del futuro, replicabile, unificatore di macroaree, di ricerca, sviluppo, innovazione, biotecnologie, social impact, governance, politica. Si presenta la sintesi del Progetto Antipandemico Nazionale dell'AVS, un algoritmo matematico-fisico strumento indispensabile all'adeguamento delle misure preventive e sociali delle fasi economiche di rilancio globale della riapertura del post pandemia.
br. Quando torniamo a casa, siamo diversi da come appariamo in pubblico. Tra le mura domestiche, sveliamo tutte le nostre paure e insicurezze. Durante la quarantena, abbiamo scoperto lati di noi prima sconosciuti, e rispolverato passioni messe da parte nel corso della vita. Intrappolati, o veramente liberi di essere noi stessi? "Squaranteno!" racconta, sotto forma di diario, l'esperienza di isolamento che ha accomunato milioni di persone in tutto il mondo.
br. Incastrati tra la minaccia di un virus invisibile, da un lato, e quella di rigurgiti di mai sopita smania bellicista, dall'altro, viviamo ore di impaurito disorientamento, cercando risposte in improbabili soluzioni scientiste, foriere spesso di minacce ancora peggiori. Prima tra tutte la tentazione di rafforzare l'intelligenza umana con quella "artificiale", in un rapporto uomo-macchina che può arrivare persino a compromettere la capacità di distinguere tra il "bene" e il "male", privilegiando l'utilitaristico rispetto all'etico, la scienza e la conoscenza rispetto alla sapienza. Di tutto questo e d'altro ci occuperemo con queste pagine, in buona compagnia. Qui una sola "urgente" premura: «L'errore più radicale nell'epoca moderna è quello di ritenere l'esigenza religiosa dello spirito umano come espressione del sentimento e della fantasia, oppure prodotto di una contingenza storica, mentre in quella esigenza gli esseri umani si rivelano per quello che sono: esseri creati da Dio e per Dio.» (Giovanni XXIII, "Mater et Magistra") Tanto più in un mondo in balìa di turbolenze epocali che ne mettono a rischio le possibilità stesse di sussistenza.
br. La pandemia di COVID-19 è un'epidemia diffusa a livello globale in corso, Giuseppina De Lorenzo della cosiddetta "malattia da nuovo coronavirus", meglio nota con la sigla di COVID-19. I primi casi conosciuti coinvolsero principalmente lavoratori del mercato umido di Wuhan, in Cina, in cui si vendevano pesce e altri animali, anche vivi. Nelle prime settimane di gennaio 2020 gli scienziati individuarono in questi soggetti strane polmoniti causate da un nuovo coronavirus, designato SARS-CoV-2 (sindrome respiratoria acuta grave da coronavirus 2), risultato essere simile almeno al 70% della sua sequenza genica a quella del SARS-CoV, diffusasi con l'epidemia di SARS del 2002-2004. Alla fine del mese di gennaio 2020 non erano ancora state ben determinate le caratteristiche del virus, sebbene fosse accertata la capacità di trasmettersi da persona a persona, e permanevano incertezze sulle esatte modalità di trasmissione e sulla patogenicità (la capacità di creare danno). La malattia associata fu riconosciuta con il nome di COVID-19. La prima segnalazione attribuibile al nuovo virus avvenne il 31 dicembre 2019, ma già l'8 dicembre comparvero i primi pazienti con malattia sintomatica. Il 1º gennaio 2020 le autorità disposero la chiusura del mercato e l'isolamento di coloro che presentavano segni e sintomi dell'infezione. Il primo decesso confermato risale al 9 gennaio 2020
br. «Questo libro nasce dal desiderio di raccontare le malattie contagiose che minacciano la nostra specie, o perché si tratta di antichi nemici che ritornano, o perché in realtà sono sempre restati fra noi, o ancora perché dal "mondo invisibile" possono sempre emergere nuovi, devastanti agenti infettivi. Racconteremo come funzionano i vaccini e gli antibiotici, quali effetti collaterali possono davvero avere e come vengono "inventati" dai ricercatori. Perché, contrariamente agli eserciti, i microbi non firmano armistizi o capitolazioni: con loro la guerra è sempre all'ultimo sangue». Prefazione di Piero Angela.
br. "A parere di Carlo Gambescia quel che sta accadendo in Italia e nel mondo rappresenta una specie di laboratorio sociologico vivente. Dove purtroppo trova conferma la tesi sull'indipendenza dell'agire politico da ogni altra forma di agire (morale, estetico, economico, religioso). Giorno dopo giorno sul suo blog, per un anno - da gennaio 2020 a gennaio 2021 - Gambescia ha verificato che la separatezza del politico si esprime attraverso alcune regolarità o costanti metapolitiche, ossia forme di comportamento sociale e politico che sotto certe condizioni corrono e ricorrono nel tempo. Le reazioni dei governi all'epidemia, a parte qualche eccezione (la Svezia ad esempio), sono la prova che una volta introdotta una logica emergenziale (a prescindere dalla sua necessità o meno), la politica inizia a regredire, più o meno velocemente, verso il suo grado zero. Una condizione, quest'ultima, non invidiabile che rimanda a misure da tribù primitive: interdizione del contatto fisico, isolamento tribale, evocazioni del senso di appartenenza alla tribù, esclusione di tutti coloro che non si sottomettono al potere tribale. E così via". Postfazioni di Alessandro Litta Modignani e Carlo Pompei.
brossura «Che strano destino quello delle persone di origini cinesi in Italia! Si era passati dalla paura per il possibile contagio di famigliari e amici in Cina, alla preoccupazione per il razzismo e le discriminazioni nella vita quotidiana e, una volta che l'epidemia si era spostata in Italia, alla paura del contagio per se stessi e i propri cari». Sullo sfondo dei mesi più terribili in Italia della pandemia di COVID-19 nel 2020, il libro narra le esperienze di sinoitaliani nell'affrontare l'emergenza. Tra fatti quotidiani ed eventi tragici, l'autrice Lala Hu intreccia le storie di solidarietà di persone tanto diverse (un attore, un medico, un intellettuale, una volontaria) quanto legate fra loro dall'appartenenza a due culture, presentando uno spaccato variegato e poco conforme agli stereotipi. Interrogandosi sulla propria identità e sul proprio ruolo nella società in cui vivono, i protagonisti individuano nuove forme di partecipazione e collettività.
br. Composto durante l'esperienza del lockdown, in contrasto alla prima ondata dell'emergenza da Coronavirus, questo libro racconta, con coraggio ed ottimismo, le esperienze di vita dei protagonisti delle varie testimonianze che compongono questa raccolta, in un percorso suddiviso in tre sezioni che accompagnano il lettore attraverso diversi punti di vista e chiavi di lettura dell'anno trascorso in piena emergenza. Dietro la scrittura di tali testimonianze si coglie la volontà da parte di tutte le voci dei protagonisti di voler lasciare una testimonianza del duro momento storico attraversato, in Italia e non solo, con la consapevolezza che la riflessione sui momenti difficili è storicamente foriera di riflessioni capaci di farci vedere il mondo che ci circonda con nuovi occhi carichi dei duri momenti vissuti ma pieni di speranza. La raccolta, promossa dall'Associazione DonnAttiva, rappresenta un prezioso contributo alla memoria storica del tempo vissuto capace di travalicare i confini del nostro presente, proiettandoci nel futuro attraverso le voci dei protagonisti che hanno animato con le loro testimonianze questa preziosa eredità.
br. All'inizio di marzo 2020 il mondo ha cominciato a riunirsi intorno a televisori, social network e social media, quasi contemporaneamente, per seguire le notizie sulla diffusione di un virus contagioso, il COVID-19. In pochi giorni si è passati da una situazione di normalità a una vita in maschera, tutti sollecitati a coprire naso, bocca e mani con protezioni sterili per sfuggire al contagio del coronavirus. In neanche una settimana gli scaffali di farmacie, supermercati, negozi di alimentari sono rimasti vuoti e le scorte di mascherine e guanti protettivi si sono esaurite persino su Amazon. La ricerca Mind the Queue! (MdQ) è nata dall'esigenza di comprendere se e che cosa abbiano avuto in comune, nel corso di quei primi due mesi di diffusione della pandemia, nazioni così distanti e diverse fra loro, in tutti i sensi: Costa d'Avorio, Cuba, Haiti, Iraq, Italia, Messico, Stati Uniti e Venezuela. È emerso che società lontane per cultura, economia, politica, hanno affrontato l'emergenza COVID-19 nello stesso modo, pur nelle loro differenze etniche, sociali e morfologiche. La ricerca MdQ, che si è sviluppata da marzo a maggio 2020, non ha avuto l'intento di fornire un contributo quantitativo alla migliore conoscenza della prima fase della pandemia in quei Paesi, quanto di aggiungere riflessioni e stimoli di tipo qualitativo al dibattito in corso, attraverso l'acquisizione sul campo di informazioni, dati, commenti raccolti direttamente da chi in quei due mesi stava vivendo un'esperienza unica. Senza avere alcuna pretesa di completezza, si ritiene che la conoscenza di quelle realtà sociali, acquisita attraverso questa ricerca, possa aver contribuito a migliorare la percezione delle dinamiche antropologiche e sociologiche sottese al sentimento della paura derivante da grandi emergenze, siano esse legate a fenomeni naturali o politici. Se mai ce ne fosse bisogno, come ha scritto uno degli intervistati, il virus ha confermato ancora una volta almeno una verità, cioè che siamo tutti uguali: Le Corona nous a montré que nous sommes tous pareils!
brossura Cosa ha provocato la pandemia del Covid-19 sullo sport più popolare e praticato in Italia e nel mondo? In questo libro, il primo per l'autore, Samuele Pilò descrive la situazione vissuta dagli atleti e dagli sportivi più numerosi. I cambiamenti e i danni che l'emergenza sanitaria ha provocato dentro questo sport vanno ad aggravarsi su un settore che già presentava grosse crepe. I periodi dei lockdown, i centri sportivi chiusi, le competizioni interrotte, la crisi economica del settore, la ripresa, il contagio, gli stadi vuoti, le condizioni dei calciatori e degli allenatori professionisti e dilettanti e dei più piccoli sono tutti aspetti che hanno caratterizzato questo periodo, iniziato dal lontano mese di marzo 2020 e tuttora in corso. L'arco temporale analizzato e discusso in questo libro va da marzo 2020 a maggio 2021. Il testo si distingue per le parti narrate costruendo un po' la 'storia' di quest'ultimo periodo sportivo, per gli argomenti scientifici spiegati a tutti, e per quelli inerenti al settore del calcio italiano tra le analisi, le riflessioni e le critiche.
br. "Pensavamo che tutto fosse alle spalle: e invece non era così. Non era così, non solo per le decine di migliaia di morti e il dolore di molti che non potevano essere un evento del passato (né mai lo diventeranno), e che non potevano essere solo un dolore privato. Non era così non solo perché la pandemia è tornata a farsi sentire, nei numeri dei ricoveri, negli ospedali - che significano morte e malattia, e non solo statistica -, nelle restrizioni alla nostra vita, nella percezione e nelle urla - costantemente strumentali - dei media. Non solo per questo, nulla era alle spalle: non lo era perché la pandemia ha imposto una serie di riflessioni che non possono essere eluse, e che ci vietano di pensare, per sempre potremmo dire, che sia, o sia stata, solo storia. Vivere la paura e la malattia, vivere un ricovero che diventava un distacco, senza più parole e comunicazione; comprendere cosa abbia significato affrontare la cura e la sofferenza, per pazienti, medici e infermieri, in condizioni mai viste; pensare a cosa sia stata la ricerca di fronte a una malattia che non aveva risposte - quando non c'era il tempo per fare ricerca e si dovevano dare risposte; pensare ai diritti venuti meno - in nome della vita, certo, ma comunque dentro lo stato di eccezione; ripensare alla normalità nell'eccezionalità; comprendere che le scelte sulla sanità, sulle risorse, sulla loro distribuzione, non sono un grafico da lasciare agli economisti ma la misura di quanto sia reale il principio dell'uguaglianza." Dalla prefazione di Mauro Angarano e Claudia Zilioli.
br. La drammatica cronaca dei primi mesi del 2020, legata alla pandemia di COVID-19, ce lo ha dimostrato ancora una volta: in un mondo globalizzato, più facile da percorrere ma anche più intricato e interconnesso e per questo più fragile, anche i concetti di salute e malattia stanno cambiando. Non si tratta più di processi esclusivamente biologici, bensì di fenomeni complessi che investono la sfera ambientale, sociale, economica, politica e culturale. Oggi il cambiamento climatico, i fenomeni migratori, la crisi economica e l'industrializzazione della produzione alimentare sono parametri fondamentali per valutare lo stato di benessere di un individuo o di una popolazione. Paolo Vineis traccia un quadro completo degli aspetti che compongono la salute globale, e propone una tesi forte sul piano politico: in un panorama così mobile e articolato, la salute in molte aree del mondo potrebbe andare incontro a un deterioramento simile a quanto è avvenuto in economia con la crisi del 2008.
brossura La comparsa di un nuovo virus su scala globale ha amplificato le fragilità delle nostre comunità e ha catalizzato mutamenti sociali, culturali ed economici radicali. Allo stesso tempo, ha generato una circolazione rapida, massiccia e incontrollata di informazioni che ha messo in discussione il ruolo della scienza e la sua capacità di comunicare: un'infodemia di cui le fake news sono solo la forma più distruttiva. I toni della narrazione che leggiamo sui media richiamano spesso quelli di una guerra; sono diventate di uso comune parole nuove o dimenticate, come paziente zero, quarantena, spillover, coprifuoco, droplet, green pass, morbilità; i numeri della pandemia (contagi, decessi, guarigioni) polarizzano la nostra attenzione, disorientati come siamo da voci contrastanti e non sempre autorevoli. Ripercorrere le tappe della prima pandemia al tempo dei social e imparare dall'esperienza può spronarci a ripensare il rapporto tra chi fa ricerca e chi lavora nella comunicazione, per affrontare in modo più consapevole le emergenze future.
br. Chiuso nella sua casa di Milano durante l'epidemia di Coronavirus, Francesco M. Cataluccio osserva l'Italia nei mesi di quarantena. «Come sempre accade nei periodi più bui della storia dell'umanità, la migliore difesa e salvezza è l'ironia e soprattutto l'autoironia. Ci sarebbe da ridere se non fosse per le migliaia di morti, i malati, il buio dolore e la crescente ansia che si diffondono a macchia d'olio. Ridere: dei comportamenti scomposti di molte persone; dei divieti assurdi; della frequente goffaggine di politici inadeguati o impreparati ad affrontare le emergenze; degli incoerenti comportamenti di alcuni scienziati». Tra le pagine di questo libro, in cui si mescolano memorie biografiche, cronaca e aneddoti, filtra la luce della letteratura: quella che ha previsto in anticipo le catastrofi e quella che allevia e a volte aiuta a superare il dolore della perdita e della malattia, soprattutto quando esse si manifestano nella forma globale di una pandemia, segnando irreversibilmente non solo le nostre biografie ma anche la nostra storia collettiva.
Paris, Flammarion, s.d. (primi del '900), in-16, br., pp. XI, 281, (6). "Bibliotèque de Philosophie scientifique" dirigée par le Dr G. Le Bon.