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ill., br. Oggi Vasco Rossi è una leggenda vivente, l'unica rockstar italiana ad aver conquistato una schiera di fedelissimi di tutte le età. Ma cosa c'è alle origini del mito? Ricchissimo di notizie di prima mano, questo libro è una biografia esauriente sui primi anni di carriera del "Blasco": ne segue passo dopo passo i sogni, i primi successi, ma anche le delusioni e le esibizioni nei locali semivuoti. Le memorabili partecipazioni a Sanremo, i trionfi di Vita spericolata e dell'album 'Bollicine', i periodi bui, come quello dell'arresto per detenzione di cocaina, la rinascita come uomo e come artista. Un viaggio nella musica di Vasco: il racconto in presa diretta di chi c'era.
ill., ril. Tutto quello che avresti sempre voluto sapere sui BTS, la boy band sudcoreana che ha conquistato i palchi di tutto il mondo. Un libro imperdibile per tutti i fan. Scopri tutto ciò che ami di RM, Jin, Suga, J-Hope, Jimin, V e Jungkook, e ripercorri la loro carriera, dai primi passi al folgorante successo degli ultimi anni, con questa guida originale e completa, ricca di splendide foto e imperdibile per tutti fan. Questa biografia non ufficiale, ricca di splendide foto, ripercorre la storia dei BTS e di ARMY, l'esercito di fan che li ha proiettati in vetta alle classifiche di tutto il mondo. Basato su accurate ricerche, racconta notizie e indiscrezioni sui membri della band, i retroscena che hanno portato alla nascita del gruppo, le tappe di un percorso incredibile dalla popolarità nel Sud-est asiatico a uno strepitoso successo globale.
A clean, unmarked copy. The glued binding is fragile and threatening to let loose pages, but all pages are present. 126 pages; many color and b&w photos. Contents: Outlandos Overture; Identity Parade; Early Days; Introducing Roxanne; Blanc Generation; ARound the World; Ghost Writers; 1982 and All That; Off Duty; Encores; Discograpy.
br. Hanno inventato il 'beat', sono stati, assieme a Bob Dylan, i padri del rock, hanno scritto alcune delle canzoni più belle e famose del secolo scorso, hanno contribuito a rendere 'visibili' i giovani, hanno stabilito nuove regole d'abbigliamento e di vita, hanno fatto crescere i capelli a un'intera generazione, hanno cambiato alcune regole della nostra vita e molto, molto altro ancora. Il tutto con una dozzina di album, tutti passati alla storia, e in meno di dieci anni, tra il 1962 e il 1970. Un decennio rivoluzionario sotto molti punti di vista, così com'erano rivoluzionari i Beatles. Rivoluzionari erano il loro modo di stare in scena, il loro abbigliamento, i loro atteggiamenti privati e pubblici, la loro ricerca sonora, il modo di comporre, di usare lo studio di registrazione, di proporsi in pubblico, di sparire dalle scene, e la lista potrebbe continuare a lungo. La musica pop, tutta la musica pop, ha un enorme debito verso i Beatles. Non soltanto le band e gli autori che hanno deliberatamente preso spunto dalla loro lezione, ma anche chi, per contrasto, l'ha rifiutata, perché entrambi, i 'favorevoli' e i 'contrari', hanno dovuto fare i conti con gli straordinari cambiamenti, le radicali innovazioni, le incredibili invenzioni dei quattro di Liverpool. Innovazioni che hanno cambiato in maniera radicale il volto della musica popolare, l'hanno trasformata, aperta, liberata, portandola a essere arte.
br. Luciano Ligabue è il rocker più amato d'Italia. Ha saputo radunare davanti a sé 180.000 fan nello storico concerto del Campovolo. Nessuno ha mai raggiunto questi numeri. Per raccontarlo, ecco un libro che lo mette al centro della scena e lo illumina da tutti i punti di vista: le fonti di ispirazione e gli amici di una vita, il rapporto con i colleghi e con le donne, la passione per il cinema e quella per i libri. E poi soprattutto lei, l'Emilia, la terra d'origine così amata. Pieno di testimonianze inedite, nato da un dialogo diretto con Luciano Ligabue, ecco finalmente uno sguardo a 360 gradi.
br. Esiste un modo non impersonale di vivere i social? È possibile ridurre e non aumentare le distanze? Stabilire contatti "reali", anche se spesso la conoscenza è e resta soltanto "virtuale"? Si può rimanere se stessi, senza stravolgere la propria identità, né lasciarsi trascinare nel gioco, non sempre divertente o innocente, della finzione? Ci si può incontrare su un piano di autenticità e onestà intellettuale, evitando "post-verità" e "hate speech"? C'è posto per pensieri veri, parole vere, sentimenti ed emozioni vere? Ci possono essere profondità senza pesantezza, leggerezza senza banalità, dialettica senza polemica e confronto senza offesa? Claudio Baglioni ci dimostra di sì: tutto questo è possibile. E lo fa, utilizzando la forma antica e romantica della lettera, nell'universo veloce e distratto dei social, recuperando e dando fiato e tempo a quei pensieri e a quelle parole che il mondo social cerca, ma raramente è in grado di offrire. Lettere dal tempo raccoglie le vere e proprie lettere - non semplici post - che Baglioni scrive alle centinaia di migliaia di persone (800mila, attualmente) che lo seguono sul suo profilo Facebook. Lettere personali nel linguaggio e nella forza delle riflessioni, ma anche nei destinatari, dal momento che non sono indirizzate a una platea informe e anonima, ma pensate come un "da me a te" diretto, intimo e vero, frutto della sensibilità, della profondità, e della capacità di emozionare e appassionare che solo un grande artista ha.
br. Amare la musica e i dischi tanto da confondere la vita con le canzoni e il pop con la realtà è la malattia dell'autore di questi racconti. In un succedersi di situazioni esilaranti, psicologi, consulenti familiari, terapie di gruppo, medici e addirittura la Morte tentano di curare il protagonista dalla sua ossessione per la musica. Ci riusciranno? Vincerà Freud o avranno la meglio i Beastie Boys? Il terrore per il reggaeton è curabile? Davvero non conoscete i Lucksmiths e le loro connessioni con il diabolico pupazzo Furby? È possibile mettere in scena The Queen Is Dead degli Smiths? Vita privata e analisi musicale si fondono in un testo in cui sono le canzoni a fornire il ritmo all'esistenza dell'autore, scandita attraverso ricordi personali e aneddotica rock. "Sto ascoltando dei dischi" è narrazione, riflessione e playlist ininterrotta; un invito a tuffarsi nelle passioni melodiche, accomodandosi sul divano con il giusto sottofondo musicale.
br. Interviste, canzoni, dichiarazioni, testimonianze: il lascito umano e artistico di Augusto Daolio (1947- 1992), il leggendario cantante della pop band Nomadi.
br. Massimo Ranieri è l'incendio di Jacopo Cirillo, la commedia e la tragedia, il prestito e il regalo, la musica leggera e il jazz, il talento e l'impegno. È un luogo di contrasti armonici, di percorsi paralleli e divergenti. Dite che è troppo? Insomma: Ranieri è davvero tutte queste cose? Roland Barthes, "Alice nel paese delle Meraviglie", Hunter Thompson, Italo Calvino, il peyote, i castelli della Carinzia, il pianto degli amici, la voce della nonna? Sì, no, forse. Non importa. Ciò che importa è che le può contenere e le può raccontare. Importa che le abbia fatte venire in mente all'autore, che gliele abbia fatte capire meglio e che gli abbia dato la possibilità di raccontarle. E non sapete da quanto avrebbe voluto farlo. Ciascuno troverà dentro a questo libro ciò che vuole: una storia di formazione, una parabola di una carriera multiforme o, semplicemente, molte belle canzoni da cantare sotto la doccia.
br. Cesare Cremonini, bolognese fino al midollo, è sempre stato "quello sul palco" sin da quando - undici anni e tanta, tanta voglia di libertà - era costretto a esibirsi al pianoforte di casa davanti agli amici dei suoi genitori, proponendo in quelle occasioni le sue prime composizioni classiche. Questo libro sincero, ironico e commovente - uscito nel 2009 per celebrare il decimo anniversario del successo dei Lùnapop, e qui corredato da una nuova prefazione scritta da Cesare per celebrare il ventennale di "... Squérez?" - ci racconta il percorso di formazione che lo ha portato in brevissimo tempo alla pubblicazione e al successo di uno tra i più conosciuti, cantati e ballati evergreen della musica italiana degli ultimi anni: la sua "50 Special". La scrittura di Cesare, muovendosi in simbiosi con il crescere dell'età del protagonista, riesce a raccontare fedelmente lo spaccato di un'epoca, quella degli anni Novanta, in cui le carriere musicali avevano ancora il fascino di una piccola fiaba moderna dove i protagonisti si muovevano, incredibile a dirsi, liberi dalle piattaforme digitali, dagli smartphone e dai social network, dai format dei talent televisivi e dalla conseguente frammentazione del pubblico in favore di una cultura dell'immagine e dell'apparire, molto meno centrata sul suonare, scrivere canzoni, pubblicare dischi. La scoperta della musica grazie a due miti baffuti - Suor Ignazia e Freddie Mercury - gli studi di musica classica e la nascita quasi miracolosa delle prime canzoni, la lotta quotidiana per realizzare i propri sogni quando tutti spingono perché il ragazzo "metta la testa a posto". E poi i momenti difficili, i guai dell'adolescenza, le sofferenze che formano in lui il bisogno di creare attraverso la musica un proprio mondo. Fino all'incontro importante con il produttore Walter Mameli: la svolta tanto attesa. E il ragazzo bolognese, predestinato al successo ma incredulo di fronte agli eventi, più determinato che mai, a soli diciannove anni, si ritroverà a volare in vetta a tutte le classifiche, con ai piedi le stesse ali che, in sella a una Vespa, lo continuano a portare in giro per i colli bolognesi.
ill., br. «Che aspetto avrà avuto un mio probabile (o improbabile) antenato, quel Guccino da Montagu' che, secondo un documento del Cinquecento, è chiamato come testimone in un processo riguardante dei possedimenti fondiari? "Non so che viso avesse...", è il caso di dirlo»: come sempre, per raccontare di sé Francesco Guccini parte dalle radici. La famiglia di mugnai che per secoli fatica e lotta in una valle tra gli Appennini, il padre che per primo fa un mestiere diverso, e poi lui, il giovane Francesco, che presto impara a giocare con le parole - come cronista alla «Gazzetta dell'Emilia», come insegnante di lingua italiana, poi come autore di testi in versi e in prosa - e con la musica. E poi le osterie, le grandi amicizie, i viaggi tra la via Emilia e il West, la passione civile e quella amorosa, la chitarra, la scrittura, i compagni di strada ormai partiti «per più verdi pascoli»: in questo libro corre veloce il racconto di una vita che ha accompagnato le nostre con il timbro della sua voce inconfondibile. E se - come suggerisce Guccini stesso in aper- tura - scrivere una autobiografia è forse impossibile, queste pagine ci consegnano comunque il senso di una vita intera animata dalla fiducia nel "canto" (nelle sue molteplici accezioni) come strumento di conoscenza e di resistenza.
br. "Radici" è il titolo di uno dei primi album di Francesco Guccini, e radici è la parola che forse più di tutte rappresenta il cuore della sua ispirazione artistica. Radici sono quelle che lo legano a Pàvana - piccolo paese tra Emilia e Toscana dove sorge il mulino di famiglia, vera Macondo appenninica ormai viva nel cuore dei lettori - e radici sono quelle che sa rintracciare dentro le parole, giocando con le etimologie fra l'italiano e il dialetto, come da sempre ama fare. Oggi Pàvana è ormai quasi disabitata, i tetti delle case non fumano più. È in questo silenzio che il narratore evoca per noi i suoni di un tempo lontano, in cui la montagna era luogo laborioso e vivo, terra dura ma accogliente per chi la sapeva rispettare. Rinascono così personaggi, mestieri, suoni, speranze: gli artigiani all'opera in paese o lungo il fiume, i primi sguardi scambiati con le ragazze in vacanza, i giochi, gli animali e i frutti della terra, un orizzonte piccolo ma proprio per questo aperto all'infinito della fantasia. Tra elegia e ballata, queste pagine sono percorse da una continua ricerca delle parole giuste per nominare ricordi, cose e persone del tempo perduto; la malinconia è sempre temperata dalla capacità di sorridere delle umane cose e dalla precisione con cui vengono rievocati gesti, atmosfere, vite non illustri eppure piene di significato. Francesco Guccini non canta più, ma la sua voce si leva di nuovo per noi, alta, forte, piena di poesia, per consegnarci un'opera che è testamento e testimone da raccogliere, in attesa di una nuova aurora del giorno.
br. Quando, nel 1999, i Radiohead entrarono nello studio di registrazione sapevano di dover realizzare l'album della consacrazione. Ma ancora non potevano sapere che quel disco li avrebbe trasformati nella band più immaginifica del panorama rock del nuovo millennio. In quello studio di Parigi, i cinque ragazzi dell'Oxfordshire si preparavano a raccontare il futuro. Dopo un anno di lavoro tormentatissimo, ne venne fuori Kid A, un disco controverso e discusso, che arrivò come una bomba a sconvolgere il mercato discografico, lasciando storditi sia i fan che i critici. Tanto che a distanza di molti anni siamo ancora qui a interrogarci sulla portata di quel capolavoro musicale, che continua a parlarci di chi eravamo, di chi siamo e di come lo siamo diventati. Con l'amore di un fan e l'autorevolezza del giornalista musicale di lungo corso, Steven Hyden ci accompagna a ripercorrere la carriera della band che ha rivoluzionato la musica rock degli anni Novanta, attraverso la genesi dell'album che ha segnato la fine di un'era e ha aperto le porte al mondo in cui viviamo oggi. Una biografia vivissima dei Radiohead, ricca di storie dietro le quinte, di canzoni, delle contraddizioni e connessioni che legano soprattutto la sensibilità di Thom Yorke all'incertezza del nostro millennio. Sul crinale vertiginoso delle profezie e rivelazioni che Kid A riesce così magicamente a racchiudere.
br. A sette anni, il piccolo Michael si attaccava alla finestra per riempirsi gli occhi delle luci che il Natale portava nel quartiere. La rigida educazione imposta dal padre non prevedeva l'albero in casa o i regali. E neppure un cagnolino per Michael, che così sfamava di nascosto un topo. E per avere tutto ciò che da bambino gli era stato negato, quindi, che il Re del pop avrebbe costruito il gigantesco parco divertimenti-zoo di Neverland. E solo una delle tante verità raccontate dal fratello prediletto di Michael nella biografia più intima mai scritta su di lui: un racconto da cui emerge l'immagine di un artista sensibile e geniale, di un uomo costretto a crescere troppo in fretta eppure capace di conservare fino all'ultimo giorno - nonostante gli scandali e la ferocia dei media - quel sorriso malinconico adorato da milioni di fan in tutto il mondo.
br. "Terremoti" è un romanzo autobiografico che ripercorre i primi anni Ottanta attraverso lo sguardo del cantante-sassofonista dei Bisca, gruppo rock antagonista. Rivissuto nel racconto, quel decennio si rivela uno snodo importante nella vita del nostro Paese, il cui spirito sembra manifestarsi con più intensità ed evidenza nella Napoli fratturata dal terremoto. Un passaggio epocale, testimone dello scivolamento repentino dalla cultura "Analogica" a quella "Digitale". C'è Napoli, con la sua prosperosa bellezza di femmina del Sud e con la sua lingua ancestrale che affiora dai dialoghi dei protagonisti. C'è la musica, quella più insolente e viscerale, meno addomesticata, linguaggio del corpo e dell'anima per spiriti inquieti e irriducibili. Ci sono "i giovani" che consumano l'ultimo quarto d'ora di celebrità concessogli dal dominante sistema politico/economico/spettacolare. E poi c'è la vita vera. Con la violenza, la droga e la voglia di protagonismo e opposizione che creano una miscela esplosiva e dirompente. La storia si conclude nel 1985, quando quel decennio si spegne precocemente e tutte le intuizioni, le promesse e le suggestioni che il terremoto aveva liberato sembrano dissolversi. Una vicenda anomala e, allo stesso tempo, emblematica. Un terremoto dentro e fuori.
br. In centosessanta schede ordinate cronologicamente, il libro traccia un percorso che segue tutta la complessa e articolata storia del rock, da quando questo linguaggio musicale si afferma e comincia a esplorare compiutamente le proprie possibilità espressive a oggi. Devono essere qui compresi gli album nati come un progetto unitario e come tale realizzati, che hanno cambiato il vocabolario e la sintassi di un linguaggio musicale di sintesi come il rock, gli album che hanno aperto strade nuove magari senza percorrerle davvero, tessere di un mosaico che si compone di tante individualità, stili diversi, affermazioni artistiche contraddittorie. La lista disegna così una collezione di base con la quale è possibile comprendere e parlare il linguaggio del rock, ma anche una storia di questa musica, intrecciando tematiche e suoni secondo un disegno abbastanza complesso che si semplifica notevolmente se si prendono in considerazione i capofila delle varie tendenze e le "pietre miliari" da essi prodotte.
brossura Questo libro vuol essere innanzi tutto un omaggio a un artista che ha segnato la storia della musica rock, a vent'anni dalla sua controversa scomparsa: Kurt Cobain, l'indimenticato leader dei Nirvana. Cobain non ha smesso di amare e ascoltare la musica degli altri, come faceva da bambino quando sognava di diventare una stella del rock. Patrick Poini si interroga sulla passione per la musica che condivide con Cobain e su tutti i dischi che il leader dei Nirvana non ha potuto ascoltare. L'autore fruga, così, nella sua memoria alla ricerca degli album che lo hanno toccato più degli altri dopo la morte di Cobain e che sono in qualche modo legati alla sua figura o alla sua sensibilità. Vent'anni e venti dischi con spazio anche a band che non hanno venduto milioni di copie o avuto una lunga carriera, ma assolutamente aderenti agli intenti di questo libro e degne di essere maggiormente diffuse. Per affrontare questo tour nel tempo, accanto all'autore, tanti compagni di viaggio che sono tra i veri e propri protagonisti di questo libro. Musicisti, abituati a suonare sui palchi di tutto il mondo, hanno contribuito con il loro tempo, i loro ricordi e le loro opinioni su Cobain e sulla musica in generale; tra cui Eric Erlandson (compagno della vedova Courtney Love Cobain nelle Hole), Jessicka (Jack Off Jill) e Charlotte Cooper (The Subways).
br. Bob Dylan. Non è nemmeno più un nome e cognome. È uno spettro, l'evidente incarnazione di qualcosa che non c'è più, che non c'è ancora. Si ama per resa, invidia, ammirazione. Si adora perché non saremo mai come lui, non riusciremo mai a lasciarci tutto alle spalle, non saremo mai così avanti rispetto ai nostri tempi. Forse è impossibile ascoltare Dylan per la prima volta, perché si aspetta di ascoltarlo per la prima volta tutta la vita. Si aspetta pazientemente, attraverso innumerevoli ascolti casuali o attenti, di sorprendersi in un bar con una canzone mandata per caso alla radio e alzare la testa dal bicchiere o dal giornale, stupiti per l'ennesima volta che è anche la prima.
ril. Come riesce un artista a far accadere quella magia speciale che lo fa entrare in intima relazione con un pubblico che non ha mai incontrato? Patti Smith apre i suoi taccuini e lascia il lettore libero di sbirciare tra le connessioni inaspettate dell'invenzione all'opera. "Devotion" è un resoconto affascinante e dettagliato del processo creativo di una delle artiste più amate di tutti i tempi, attraverso storie di ossessione e devozione, e viaggi nei luoghi fonte della sua ispirazione, dalla casa di Camus a Lourmarin al giardino parigino dell'editore Gallimard, dove dialogano i fantasmi di Mishima, Nabokov e Genet, dalla tomba di Simone Weil nel cimitero di Ashford alle strade senza nome di Parigi dei romanzi di Patrick Modiano.
in-8°, 287 pp., reproductions de pages du carnet intime in-t, broche, couverture illustree plast. Bel exemplaire. [CA28-7] Le journal intime du leader de NIRVANA.
in-4, 160 pp., nombreuses photos n/b, broche, couverture illustree. Bel exemplaire (légers défauts à la couverture). [HP-3]
La carriera, le opere, la discografia. Opera ricchissima di illustrazioni, molte inedite. Prima edizione, esemplare perfetto. Brossura editoriale a stampa illustrata, pp. 216, in 8°
ril. Trentuno canzoni che Nick Hornby associa a ricordi personali o che semplicemente lo hanno colpito, affascinato e accompagnato lungo tre decenni di appassionato ascolto. E visto che per Hornby il pop e il rock ricoprono un ruolo di primissimo piano, questo personalissimo viaggio musicale offre anche incursioni nella sua vita professionale e familiare, nelle sue paure e nelle sue speranze, nell'Inghilterra pre e post-thatcheriana e nell'America degli anni Settanta vista attraverso gli occhi di un adolescente inglese di allora. Ma le canzoni restano comunque al centro dell'attenzione, in un percorso originale e rigorosamente cronologico.
ill., br. Oggi anche l'Italia è sempre più lanciata verso la produzione di craft beer, ovvero la birra artigianale, ma perché ciò accadesse sono dovuti cadere molti luoghi comuni. La birra, infatti, non è un'unica bevanda chiara, gassata, dissetante. Al contrario, ha tanti stili diversi e ogni stile ha il suo colore, la sua schiuma e la sua gradazione alcolica; ha il suo bicchiere di servizio, le sue caratteristiche di spillatura e, ovviamente, la sua musica d'accompagnamento. Bere una English IPA in una public house di Londra, ascoltando i Clash, può essere totalmente diverso che ascoltare Frank Zappa sorseggiando un barley wine stravaccati sul divano di casa. Canticchiare i Velvet Underground degustando un lambic a Bruxelles è un'esperienza differente dal dissetarsi con una pils ceca nel bel mezzo di una dancehall in agosto. E poi: la birra può essere maturata in legno così come un buon dj può trasformare un vinile in un vero e proprio strumento, o l'amaro luppolato di una American Pale Ale può risultare ancor più fresco della chitarra dei NOFX. "A suon di pirite" vuole essere un viaggio tra le birre attraverso racconti, canzoni, gradazioni e interviste a produttori e mastri birrai. Ogni bevuta, un motivo musicale in testa, per dare una storia passata e futura alla nostra bevanda preferita. E non farci più prendere in giro dagli amici stranieri per i pochi litri pro-capite consumati nel Belpaese.